[Topolino] Annata 2011

Gottfredson, Barks, Scarpa, Rosa, la scuola italiana, con un occhio di riguardo anche ai Disney spillati. Perché ricordiamo che il Sollazzo nasce qui, grazie a un certo papero mascherato...
  • Ma... ma... io trasecolo! Di più, tramillennio!

    Il Topo esce al Lunedì?? :oO:

    e Carlo Gentina è impazzito? :umh:

    O mi sono perso qualcosa?....

    Bramo ha scritto:
    max brody ha scritto: Nel senso che non si possono leggere, dunque a che pro linkare la prima tavola? O tutto o niente :elio:
    Ma secondo me sei incappato nel bug che dicevo io... nella sezione "storie" figuravano anche l'indici del "Topo" successivo, e di quelle è corretto che ti faccia vedere solo la prima tavola. Ma ora ho dato un'occhiata e mi pare tutto risolto, quindi puoi leggerle per intero... Unica eccezione le ciak (o gulp o come cavolo le chiamano ora) che sono costituite da una sola tavola e quindi quella viene caricata ;)
    Ah, c'era un bug... ora in effetti è a posto. Peccato che le storielle e i 'gulp' disponibili siano evitabili :P -_-
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    Ottimo lavoro.
  • max brody ha scritto:Ma... ma... io trasecolo! Di più, tramillennio!

    Il Topo esce al Lunedì?? :oO:
    Non capisco perchè tu dica una cosa del genere. Il "Topo" continua a uscire di mercoledì. Io ieri ho parlato di una storia del "Topo" uscito mercoledì scorso, e fra due giorni esce il prossimo. Come al solito. Solo gli abbonati hanno tavolta la possibilità di riceverlo un paio di giorni prima.
    max brody ha scritto:e Carlo Gentina è impazzito? :umh:
    Non ho letto la storia in questione (dell'ultimo "Topo" ho letto solo l'episodio del Pianeta T), ma... perchè? :P
    Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
    Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...

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  • Bramo ha scritto: Non capisco perchè tu dica una cosa del genere. Il "Topo" continua a uscire di mercoledì. Io ieri ho parlato di una storia del "Topo" uscito mercoledì scorso, e fra due giorni esce il prossimo. Come al solito. Solo gli abbonati hanno tavolta la possibilità di riceverlo un paio di giorni prima.
    Non mi riferivo a te ;) E' che ho dato un'occhiata al sito: nell'archivio, il n.2902 ha la data del mercoledì in cui è uscito, per i numeri successivi sono indicati i lunedì... quindi m'é preso un colpo. Ma anche a me sembra strano che abbiano cambiato una tradizione quasi sessantennale senza dire nulla.
    Bramo ha scritto:
    max brody ha scritto:e Carlo Gentina è impazzito? :umh:
    Non ho letto la storia in questione (dell'ultimo "Topo" ho letto solo l'episodio del Pianeta T), ma... perchè? :P
    Perché me lo ricordavo solo sceneggiatore. Vederlo disegnare, perlopiù con uno stile a metà fra Barks e Studio Comicup mi ha scioccato. :arramp:
    Andando qui, però, ho scoperto che aveva già disegnato (con lo stesso stile) negli anni '80 (e storie che ho pure letto, peraltro)

    (eeh, l'alzheimer incombe. A 23 anni.)
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    Ottimo lavoro.
  • max brody ha scritto: Non mi riferivo a te ;) E' che ho dato un'occhiata al sito: nell'archivio, il n.2902 ha la data del mercoledì in cui è uscito, per i numeri successivi sono indicati i lunedì... quindi m'é preso un colpo. Ma anche a me sembra strano che abbiano cambiato una tradizione quasi sessantennale senza dire nulla.
    Ah, ho capito :) Guarda, io ti posso dire che finora a Milano e dalle mie parti il "Topo" continua a uscire il mercoledì... io avevo solo notato che l'anteprima del numero successivo esce già il lunedì della settimana precedente, quello sì, il fattore delle date non l'avevo notato... quindi boh...
    max brody ha scritto: Perché me lo ricordavo solo sceneggiatore. Vederlo disegnare, perlopiù con uno stile a metà fra Barks e Studio Comicup mi ha scioccato. :arramp:
    Andando qui, però, ho scoperto che aveva già disegnato (con lo stesso stile) negli anni '80 (e storie che ho pure letto, peraltro)

    (eeh, l'alzheimer incombe. A 23 anni.)
    Lol. Infatti non capivo la tua esclamazione proprio in forza del fatto che io mi ricordavo alcune storie anche disegnate da lui, in passato ;)
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  • Topolino # 2905

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    Oh, eccolo qui, il "Topolino" più bello degli ultimi mesi! E non temo di dirlo, non sto a riguardare i sommari dei precedenti numeri, perchè per quanto ultimamente la qualità media delle storie del settimanale IMHO si sia alzata parecchio tra Casty, Artibani ecc, una tale concentrazione di storie di gran qualità e con grandissimi autori al lavoro in un solo numero è qualcosa di raro e prezioso. Su quattro storie presenti, 3 sono delle ottime storie scritte e disegnate da dei grandissimi e che quindi tutte insieme rendono questo particolare numero un "caso" da non farsi sfuggire assolutamente.

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    Il numero si apre con una storia divertentissima. Dinamite Bla in: Una Questione di Famiglia e Melanzane (Gagnor/Freccero) in cui Roberto Gagnor, sceneggiatore che l'anno scorso ha mostrato a più riprese di essere uno dei migliori sceneggiatori attuali, al netto di alcune brevi non proprio brillanti, qui si scatena approfittando dell'avere in mano la storia di apertura e un personaggio come Dinamite che, ereditato dal suo amico Vitaliano, fa vivere in una situazione classicamente foriera di risate: una riunione di famiglia!
    Gagnor mette in piazza tutta la sua grande vena ironica, in passato sfoderata in maniera eccezionale con Quackligth, e sforna una storia arguta e divertente dove l'interazione tra Paperino e Dinamite è ottima, l'inserimento di Paperina al posto dell'usuale Paperoga dà una ventata di novità funzionale alla trama e la storia si dimostra frizzante e godibile.
    Dal canto suo Andrea Freccero si sbizzarrisce nel creare tavole bellissime, dove i due Paperi hanno echi cavazzaniani ma il resto del cast (gli innumerevoli parenti di Dinamite e il misantropo stesso) godono del tratto "folle" e dinamicissimo tipico dell'artista. Zia Spingarda sembra uscire da un film di Miyazaki, un comignolo che sbuca da un cappello mi ricorda Giovan Battista Carpi e uno smile su un altro copricapo strizza l'occhio a Watchmen :)

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    Cronache dal Pianeta T - Il Tempo Futuro (Vitaliano/Sciarrone) è il capitolo conclusivo di questa lunga saga. Fausto per primo non si dice soddisfatto della resa finale della storia, essendogli rimaste molte cose nella penna, e io stesso devo ancora capire come inquadrare una saga che nelle mie valutazione risulta tormentata e altalenante. Urge quindi rilettura, che effettuerò appena possibile per avere una visione d'insieme il più completa possibile su un progetto che è comunque imponente e importante per più di un verso.
    Per quanto riguarda quest'ultimo episodio, mi dico più che soddisfatto comunque: Fausto porta a termine in una puntata ricca di rivelazioni la trama principale dell'avventura, lasciando in ombra alcune cose che saranno riprese in futuro. La rivelazione principale sui nostri quattro protagonisti mi è molto piaciuta, così come lo scontro finale con un Macchia Nera decisamente in forma e molto cattivo. Lo scontro è molto avventuroso, ben scritto e catartico, e porta alla conclusione per me inaspettata e per questo gradita.
    Le ultime tavole portano un bel messaggio, non nuovo ma importante e ben trasmesso. In tutto questo inutile dire che Sciarrone crea anche stavolta qualcosa di graficamente eccelso, specie nelle due scene di "crolli".

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    Ma arriviamo alla vera perla del numero, alla storia migliore. Macchia Nera e la Vacanza a Scacchi (Radice/Turconi) è una storia che mi era stata annunciata in questa intervista dagli autori, e da allora la aspettavo con impazienza. Non sbagliavo a scalpitare giacchè la storia è un piccolo capolavoro che dimostra una volta di più la grande sinergia tra i due coniugi che ancora una volta costruiscono una loro storia partendo da una delle loro tante vacanze.
    Ecco allora Topolino e Minni in vacanza a Londra, che incontrano... Macchia Nera! Topolino drizza subito le antenne con il criminale in vista, mentre Minni lo incoraggia a vederlo semplicemente come un "amico" in vacanza. Ma ovviamente Macchia non è nella capitale inglese in villeggiatura, ma sta studiando un nuovo colpo... Un plot ingegnoso e una caratterizzazione pressochè perfetta dei tre protagonisti sono gli ingredienti che rendono la sceneggiatura della storia qualcosa di ottimo e perfetto, in cui tutto è in ordine, tutto funziona, tutto scorre benissimo nell'alternare umorismo ad azione e thriller quasi archeologico. Il rapporto tra Macchia e Topolino e Macchia e Minni, la raffinatezza del villain che non si fatica a credere che sia uno dei personaggi preferiti di Teresa: è sempre stato un personaggio molto difficile da scrivere secondo me, ma l'autrice riesce qui a coglierne quell'essenza dandy e raffinata che ne è la cifra stilistica e che distingue il criminale dalle altre nemesi di Topolino.
    Mickey è trattato altrettanto bene, specie nel suo rapporto con Minni che qui viene raccontato in modo così scanzonato e simpatico da renderlo davvero reale e credibile in tanti aspetti e sfumature.
    Da notare il riferimento colto inserito, dato che il personaggio di John Belzon da cui Macchia Nera apprende alcune cosette utili per il colpo che progetta altri non è che la versione disneyana di Giovanni Battista Belzoni :)
    La perfetta macchina costruita da Teresa però è tale anche perchè si completa con gli ottimi disegni di Stefano, che qui su scatena offrendo una versione perfetta di Macchia, tanto nelle espressione quanto nel look, e un Topolino e Minni ottimi ovviamente nell'aspetto, come sempre ci ha abituati il disegnatore, ma che spiccano e si distinguono dalle altre storie per gli abiti, che finalmente si differenziano rispetto agli standard offrendoci un guardaroba variegato, ispirato a quello dei due autori e che contribuisce sostanzialmente e rendere realistici i due protagonisti, oltre che adorabili.
    I panorami londinesi sono realizzati ottimamente (la bella quadrupla col Big Ben parla da sola ;) ) e in generale ogni tavola è una gioia per gli occhi.
    Un vero e proprio gioiello che conferma ancora una volta come la coppia formata da Teresa e Stefano partorisce sempre storie da leggere e amare, perchè traspare la passione con cui le realizzano. Questa non fa eccezione, anzi ne è uno dei più floridi esempi :)

    A proposito del Macchia Nera dandy di questa storia, posto anche il bellissimo disegno che Stefano mi fece quando andai a casa dei coniugi per l'intervista :)

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  • Allordunque, ho scroccato gli ultimi numeri.

    Topolino 2904: Paperinik e il ritorno dell'imbanchino mascherato è il seguito di una storia che non ho: l'ho trovata sottotono, Bum Bum è un gran bel personaggio, ma quando fa il Bum Bum, quando imita gli altri lo trovo un po' stucchevole. Ah, comunque nell'articolo sono stati invertiti Spectrus e Inquinator. Paperino e i predatori dell'amaca perduta è una storia carina, prevedibile da subito alla fine, eppure i disegni di Andersen sono così buffi che mi fanno piacere di tutto. Paperino e il vegetofono è la storia che mi scandalizzò: non ricordavo minimamente questo Gentina disegnatore, che è così classico, ma così classico che alla fine boh, mi piace (Archimede sul disco volante viola, quanti ricordi). Certo che il plot di fondo è praticamente lo stesso della storia di Artibani del numero precedente, quindi non ho potuto fare a meno di arricciare il muso. La storia breve non mi ha detto nulla.

    Topolino 2905: ho trovato Dinamite Bla in: una questione di famiglia e melanzane un po' altalenante: ho letto battute sghignazzevoli e battute banali in una trama (ovviamente) banale (le riunioni di famiglia sono banali per definizione). Ottimo come sempre il Freccero sopra le righe degli ultimi anni. Macchia Nera e la vacanza a scacchi è ottima davvero, belli i tempi narrativi, belli i disegni, belle le caratterizzazioni dei tre protagonisti. Peccato solo che la caricatura di Belzoni cozzi un po' con quella della persona-personaggio reale (era eccentrico ma non un lestofante), ma, pazienza, non è l'aspetto principale della storia. Per Zio Paperone e lo sfuggente bufalo inverso vale, per quel che mi riguarda, lo stesso discorso della storia di Andersen del numero precedente.

    Topolino 1906: Topolino e la stella della buona sorte: la trama è già vista e rivista. La sceneggiatura non l'aiuta, e ciò mi ha intristito alquanto, considerato l'autore. Non urlo alla catastrofe, eh: dieci anni fa leggevo storie simili tutte le estati. Ecco, la tipica storia estiva e marinara che fa atmosfera e scivola via nel dimenticatoio. Volevo invece usare due righe sui disegni. Io non ricordo che opinione abbiate di Mazzarello, ma sinceramente è un disegnatore che non capisco. E' bravo, anche se con questa storia ho notato che pure lui ha preso a imitare Gottfredson (o, al più, Casty, o i recenti Cavazzano e DeVita), ma continua a rendere tutti strabici: perché lo fa? E' forse in combutta con gli oculisti della Disney? O è strabico anche lui quindi gli viene naturale? Nel mentre che mi arrovello, passo a Paperino e la soluzione vacanziera, già vista e rivista anch'essa e con un Gula a metà fra lo stile che ricordavo io e quello stilizzato delle topopaperfaccine del nuovo look del Topo (lo si riconosce dal Paperone 'schiacciato' e quasi senza collo). Oh, ecco, poi c'é la sorpresa: una Faraci/Ziche breve, che però riprende gag già usate e oltre a ciò non mi dice nulla. Peccato, le Cronache del regno dei due laghi precedente mi aveva ucciso dalle risate (e lo fa ancora, se la rileggo). Questa Pesca grossa è un po' così, ma se fosse il preludio ad un ritorno in grande stile allora sarei contento. Fatto sta che mi ha sorpreso molto di più leggere la terza storia consecutiva di Andersen (in questo caso Zio Paperone e l'abominevole vacanza sulle nevi) e aver goduto, per la terza volta consecutiva, su di una storiella semplice solo per i disegni.

    Discorso a parte per Cronache del Pianeta T: non so che dire, effettivamente l'impressione che ho avuto è stata quella (che mi dite) confermata da Vitaliano stesso, e cioé che avrebbe dovuto/voluto osare di più. Peraltro è la stessa impressione che ebbi quando lessi Universi pa(pe)ralleli, e il fatto che anche su Tillan si sia andati a parare sul multiverso potrebbe significare qualcosa. Non so cosa: è una delle mie tematiche preferite, e in entrambe le storie è sfruttata e spiegata piuttosto bene, forse la "difficoltà" sta nell'utilizzarla a fini umoristici. Ma anche qui: è davvero una "difficoltà"? Paperoga allora e Orazio oggi mi hanno divertito. Allora la chiave è da ricercare nell'epos? O forse nell'unione fra epos e umorismo? Della serie: una storia di questo tipo o la si fa tutta seria o tutta umoristica. Però non mi convince come soluzione... boh, comunque c'é sempre tempo per un seguito e ad ogni modo questa saga non mi è affatto dispiaciuta, anzi, ha i suoi momenti ipnotici e ammalianti (complici i divini disegni), che invogliano alla rilettura o almeno al risfoglio.
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    Ottimo lavoro.
  • Cronache dal Pianeta T (Fausto Vitaliano / Claudio Sciarrone)

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    E' ora di approfondire un po' questa controversa e recente saga disneyana comparsa sulle pagine di "Topolino".
    Controversa per tanti motivi, personali e non.

    Partiamo col dire che sicuramente era un lavoro ambizioso, e su cui la redazione puntava. Infatti le 4 parti della storia compaiono sui 4 numeri del settimanale che escono a luglio, che quest'anno varavano il restyling del giornale e che sono come ogni anno abbinati al gadget estivo, il quale peraltro è collegato alla suddetta storia. Inoltre all'avventura vengono aggiunte anche due puntate di "prequel" due mesi prima per creare l'hype, annunciate addirittura da una sorta di trailer.
    Proseguiamo osservando che lo sceneggiatore stesso, al termine della pubblicazione della saga, si è detto non convinto dell'esito finale della storia: il buon Fausto ha ammesso che alcune cose gli sono rimaste nella penna e che la resa definitiva non è quella che si immaginava.
    Concludiamo ricordando che ai tempi delle due puntate di prologo sputai violentemente sulla qualità della saga, che assolutamente non mi convinceva e mi sembrava una variazione "sui generis" e in salsa psuedo-fantascientifica di un plot visto e rivisto.

    Con queste dovute osservazioni, oggi mi sono riletto tutta di seguito la saga. E il mio giudizio, che già leggendo settimanalmente le quattro puntate che fanno da cuore dell'avventura era sicuramente migliore, è ulteriormente cambiato in meglio.
    Questo non vuol dire che giudichi la storia un capolavoro, o una saga riuscitissima e meravigliosa: i suoi bravi difetti li ha, alcuni insiti nel sistema stessa di suddivisione in 4 parti dell'avventura, altri dovuti alla trama.
    Eppure rileggendola tutta d'un fiato non posso non notare un senso di unitarietà nel racconto che precedentemente non avevo notato, una maturazione più sensata del previsto di Topolino ma anche di altri personaggi e una sceneggatura sicuramente brillante, e qui intendo proprio il modo di scrivere di Vitaliano che per quanto in qualche occasione ecceda in alcune battute tipiche sue che non si amalgamano proprio bene con l'atmosfera attorno, è sicuramente un modo di raccontare spigliato e moderno che ben accolgo su "Topolino", perchè pieno del gusto di narrare.
    Un tema presente nella storia che è sicuramente da sottolineare è quello della dittatura: Fausto nel prequel si preoccupa di metterci sotto gli occhi un referendum-truffa, due biechi delinquenti che riescono a prendere il potere facendo credere quello che vogliono ai cittadini e pronti a scatenare una politica di conquista militare di altri pianeti. E' una lezione importante mettere in guardia la gente da situazioni di questo tipo, così realistiche da essere già avvenute più e più volte nel mondo e sempre foriere di pericoli e drammatiche conseguenze. La noia porta a credere ai malvagi, mentre il tenere desta la mente aiuta a riconoscerli e a fermarli prima che sia troppo tardi, prima che la loro pazzia metta a ferro e fuoco il mondo.
    Alla fine, questo è il messaggio della storia, unito a quello delle ultime tavole dell'avventura: occorre saper guardare oltre il proprio naso, conoscere il mondo per avere gli strumenti per capirlo e fronteggiarlo... e durante il viaggio della vita è importante far tesoro di quanto si trova lungo il cammino piuttosto che essere ossessionati dalla meta. Fausto tramite la costruzione del Pianeta T e di un popolo talmente apatico da avere come passatempo l'invenzione dell'oggetto più inutile possibile, ci mette in guardia dal fatto che l'ozio mentale è terreno fertile per i dittatori ma che basta il coraggio di pochi per risvegliare la coscienza di molti. Ed ecco allora l'importante figura di Topolino come essere che matura e prende pian piano coscienza di sè, dapprima confusamente e poi in modo finalmente limpido nell'ultima, sorprendente puntata.
    La conclusione è sicuramente un punto di forza della saga: la scoperta dell'arcano attorno ai nostri e alla loro missione viene svelato in modo sorprendente e intrigante, e porta ad uno scontro finale tra Topolino e il dittatore Macchia Nera molto avvincente. Senza contare il colpone di scena finale! :)
    Quello che forse paga maggiormente questa saga è sulla lunga distanza, perchè a fronte di un prologo migliore di quanto lo avessi recepito in prima battuta e del gran finale, abbiamo che in più punti la storia delle altre puntate si fa stiracchiata, con alcune mini-sottotrame evitabili (quella del popolo dei paradossi...) ed espedienti non proprio brillanti. Fortunatamente comunque la trama principale ha sempre modo di andare avanti, e ci sono anche situazioni interessanti come Minni in un'altra dimensione (anche se trattata in modo forse troppo veloce) e gli specchi con il proprio doppio malvagio all'interno.
    Il ritmo della narrazione è quindi altalenante, ma i pregi rimangono soprattutto alla luce dalla conclusione davvero soddisfacente.
    I dubbi che avevo esternato ai tempi del prologo erano soprattutto due: personaggi caratterizzati in modo "bizzarro" in una trama che sapeva di già visto e l'ampia prevedibilità che l'intreccio lasciava intravedere. Ecco, se nelle mie ipotesi dul proseguimento della storia in molte cose ci vidi molto male (quindi la sceneggiatura di Fausto mi ha piacevolmente sorpreso e non chiedevo di meglio), anche i miei dubbi iniziali vengono smorzati da questa lettura unitaria, pur non venendo del tutto cancellati. La caratterizzazione burbera di Orazio è divertente, ma forse fine a se stessa, al contrario di quella di Minni che nel suo essere un po' stronza ha un suo perchè. Topolino compie un suo percorso sensato e non gratuito come temevo e anche il duo Macchia-Gamba è ben descritto. La storia non è il massimo dell'originalità, ma tornando al discorso della prevedibilità non posso non ammettere che l'ultimo episodio ha dimostrato a più riprese di essere diverso da qualunque cosa mi aspettassi, piacendomi tantissimo.

    Insomma, tirando le fila questa saga è molto buona, con una morale molto forte e importante in una sceneggiatura brillante, che sorregge una storia dalla trama in più punti stiracchiata ma sicuramente bella come storie nel complesso.

    Discorso a parte meritano i disegni di Sciarrone. Passato a disegnare interamente in digitale, Claudio ha lavorato in questa maniera su questa saga. Se nel prequel mi aveva convinto a metà (e anche dopo la rilettura mi è parso migliore di quanto ricordassi, non mi ha proprio preso al 100% in questo suo nuovo stile) ecco che con le ultime 4 parti è andato migliorando secondo me, riuscendo a rendere sempre meglio i volti e l'aspetto dei quattro protagonisti, che era la cosa che forse meno mi convinceva dato che invece altri personaggi e gli sfondi erano ottimi fin da subito.
    Nel complesso quindi le tavole oscillano dal molto buono all'eccellente, con uno stile fortemente moderno e supportato da una colorazione che ben si confà a tale stile. I paesaggi alieni, gli abiti, alcuni comprimari come il cacciatore di taglie sono uno spettacolo visivo senza precedenti, e il Topolino e la Minni degli ultimi due episodi sono qualcosa di eccezionale.

    Nel complesso quindi Vitaliano e Sciarrone hanno puntato in alto con il loro progetto, l'uno dal punto di vista delle tematiche che fanno da sfondo alla saga e l'altro con dei disegni moderni, eccezionale e quasi sperimentali. Si nota che all'avventura mancano alcuni elementi per essere un capolavoro pienamente riuscito e riconosciuto, ma quello che Le Cronache dal Pianeta T ci lasciano è comunque la sensazione di aver letto una gran bella storia che, se venisse raccolta in futuro in un volumetto, sicuramente mi piacerebbe tenere in libreria :)
    Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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  • Topolino # 2907

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    Un "Topolino" da avere, conservare, rileggere. Uno dei numeri migliori dell'anno.
    E tutto questo grazie solo alla storia d'apertura!

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    Topolino e il Grande Mare di Sabbia (Radice/Turconi) è la seconda storia "estiva" preannunciata da qualche mese dai BigTurks, che arriva a distanza di due sole settimane da quella su Macchia Nera. La storia è addirittura pubblicizzata sul sito "Topolino.it" da un'intervista ai due coniugi che parlano del dietro le quinte dell'avventura.
    E il dietro le quinte è ovviamente uno dei loro tanti viaggi: anche quello nel deserto del Sahara è servito loro da spunto per una storia, una delle più belle e dolci tra quelle sfornate dalla coppia. Siamo agli inizio del 900, e anche se i Topolino, Minni e Pippo che vediamo recitare non sono quelli "standard" come comportamenti e caratterizzazioni sono esattamente loro :) Teresa ancora una volta dimostra di conoscere e saper usare perfettamente i personaggi Disney e in special modo l'universo topesco, solitamente più difficile rispetto a quello papero. Invece qui abbiamo un Topolino ottimo, una Minni che (seguendo l'esempio di quella ottima vista in Pippo Reporter) esce dallo stereotipo di apatica ragazza del protagonista per assumere un carattere forte e determinato che ben le si confà e infine un Pippo magistrale, bellissimo, che fa un passo avanti rispetto al reporter anni '30 per assumere un atteggiamento filosofico tout-court che gli calza a pennello, specie perchè mischiato con la sua vena di follia e distrazione.
    L'atmosfera in cui i due autori mettono questi personaggi è d'effetto: il "grande mare di sabbia" è il deserto, e molto aiutano i disegni di un Turconi che ha ha fatto suoi gli splendidi panorami che ha visto coi suoi occhi e che ci regala delle vedute mozzafiato e spettacolari tra dune, rocce e cieli stellati.
    La trama è semplice, ma proprio questo fa sì che la sceneggiatura abbia lo spazio per trasmettere emozioni dovute all'atmosfera così come alle relazioni tra i protagonisti. Il colpo di scena finale a me personalmente ha sorpreso (immaginavo che alla fine del viaggio Minni non avrebbe trovato lo scrittore che cercava, ma dove potesse trovarsi o chi potesse essere non l'avevo immaginato) e le ultime tre tavole sono poesia pura, e mi hanno fatto concludere la lettura con un bel sorriso.
    La parte grafica di Stefano l'ho già lodata, occorre però dire che il suo tratto è ottimo anche nei personaggi (che belli che sono i 3 protagonisti!) e che non è secondario l'essersi occupato anche dei colori, e la cosa si nota in più vignette ed è un valore aggiunto non da poco.
    Con questa storia i due coniugi confermano di essere nella ristretta cerchia degli autori migliori del "Topo" attuale e degli ultimi 10 anni, dato che quando lavorano in coppia sono sempre particolarmente ispirati e realizzano insieme storie indimenticabili.

    Comunque anche il resto del numero non è male. Paperino e l'Elmo degli Dei (Panaro/Freccero) è una storia in due tempi che segue il meccanismo classico di alcune avventure barksiane, con Paperino e nipotini sulle tracce di un antico reperto, in compagnia di uno studioso che li consiglia e di un nemico che li intralcia. Per come traspare l'esntusiasmo dei quattro paperi nel gettarsi nell'avventura, e per come è raccontata la storia, la storia - mi sbilancio - sembra barksiana anche come qualità e il che è notevole. Insomma, un bel "bravo" a Panaro ci sta tutto, così come gli applausi li merita anche Andrea Freccero che regala dei disegni ottimi e perfettamente in bilico tra classicità e modernità.
    Paperino, Paperoga e la Migliore delle Scuse (Vitaliano/Gottardo) è una goliardata, ma bella nel so genere. Uno spaccato assurdo e demenziale di vita quotidiana di Paperino (insinuata da Paperoga) ci sta tutto, specie in un numero estivo, e quando il mattatore è il nostro Fausto si può star certi che la storia non difetterà dal punto di vista della comicità. L'idea della catena di scuse assurde è ottima, soprattutto per come viene spinta all'estremo, e il tormentone "vi pare possibile inventare una scusa simile?" è ai limiti del geniale.

    Insomma, questo numero è una delle letture migliori che si possono fare in questo agosto 2011 ;)
    Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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  • Cioè sul Topo pubblicano una sorta di GRAPHIC NOVEL e ne parla solo Bramo? Filate tutti in edicola o faccio fuoco e fiamme!!
  • Dai, ne parlo anche io. Sono alla quarta rilettura della storia.Trenta tavole che sono probabilmente il capolavoro dei Turconi. La loro media è già altissima, grazie alla grande cura che mettono nelle loro storie, e alla totale assenza di passi falsi, ma questa storia è persino sopra la media.

    Alla prima lettura già si nota dalle semplici reazioni emotive. Gli autori di fumetti, per il mio modo di leggere, hanno un grosso svantaggio rispetto agli autori di libri non illustrati. Io amo immaginare, crearmi il mondo in cui entro grazie alla narrazione. E i disegni lasciano poco all'immaginazione, sono rari i fumettisti che sanno creare l'atmosfera necessaria ad immaginare l'ambientazione e le sensazioni dei personaggi oltre i confini di ciò che è disegnato e scritto. In questa storia, i Turconi ci riescono a perfezione. Non credo di esagerare paragonando la sensazione e il coinvolgimento che si hanno leggendo Topolino e il grande mare di sabbia a quelle che si provano leggendo una storia di Pratt.

    Dopo essersi goduti la storia per ciò che fa sentire, la si può rileggere con un occhio più tecnico. E si vedono le citazioni, il lavoro di preparazione che c'è dietro, l'assenza di cose lasciate al caso, l'utilizzo perfetto e non snaturante dei personaggi, i colpi di scena lasciati intendere ma non troppo, l'idea di far fare il Tuareg, figura che uno immagina come solenne e poetica, a Pippo, e il riuscirci benissimo. Le scene di pura atmosfera, tanto nel deserto quanto a San Francisco. L'uso davvero magistrale delle didascalie. E, dato che i tecnicismi mai bastano a fare una storia perfetta, si vede l'amore che gli autori nutrono tanto per i personaggi, quanto per l'ambientazione in cui li hanno posti.

    Ho voglia di un bel volume da libreria, con i viaggi topolineschi dei Turconi.

    Il resto dell'albo va letto dopo una lunga pausa, per non taccarlo di "robetta per bambini".
    Lorenzo Breda
    Website | Google+ | DisneyStats | deviantART

    If you couldn't find any weirdness, maybe we'll just have to make some!
    Hobbes, Calvin&Hobbes

    [No bit was mistreated or killed to send this message]
  • <alza la mano, la lingua in fuori alla gottfredson> Io, io l'ho letta!

    Però l'avevo capito che era lui. Cioé, per un momento ho pensato a quello alto, poi mi è sembrato ovvio fosse lui.
    Per il resto quoto tutti!
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    Ottimo lavoro.
  • Capolavoro. :adore:
    Basta questo per descrivere la storia.
    Ogni altra parola è inutile per la descrizione di questa storia.
    Personaggi. Storia. Dialoghi. Ambientazione. Disegni. Colori. E' tutto perfetto.
    Azzeccatissima la scelta del ruolo di Pippo, così come quella del ruolo di Topolino.
    Però c'è un MA.
    Anche in questa storia-capolavoro c'è un MA.
    Gambadilegno.
    Qualcuno mi spiega che fa Gamba in questa storia? LBreda aveva detto (credo) che in questa storia nulla è affidato al caso. Ora, mi rendo conto che questo è cercare il pelo nell'uovo (uovo D'ORO, aggiungerei) però qui Gamadilegno non mi trasmette personalità, non mi trasmette... nulla. E sì, mi sembra un pochino affidato al caso.
    Ecco, avrei preferito che ci fosse un normale criminale al posto di Gambadilegno, che del Gamba che intendo ha, praticamente, solo l'aspetto.
    Ma come ribadito questo è cercare il pelo nell'uovo. La storia è un capolavoro, senza se... e, vabbé, con un ma. :D
    Le persone dimenticheranno quanto detto, quanto fatto, ma non dimenticheranno MAI come le hai fatte sentire (cit.)
  • Oggi sono andato in edicola per prendere questo n. 2907 di cui tutti parlate un gran bene, pensando che fosse l'ultimo giorno utile
    Com'è che invece ho trovato già il 2908 ? 0___o

    Non usciva il mercoledì?
    La mia gallery su Deviant Art (casomai a qualcuno interessi =^__^=)
  • Ricordo che a Rimini usciva il martedì sera... probabilmente, dovendo distribuire tante copie in tutta Italia, il distributore o chi per lui inizia a farlo con un po' di anticipo, di modo che per mercoledì mattina sia ovunque.


    Oggi si dovrebbe trovare il n.2909 un po' dappertutto, comunque: gli ho dato un'occhiata e... Faccini, che plagio!!!


    :bat:
    Immagine
    Ottimo lavoro.
  • Topolino # 2912

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    Dopo la capolavorosa storia metafumettistica sulle didascalie, torna Casty sul "Topo" e lo fa con una storia più nella norma, ma non di certo banale o evitabile. Topolino e il Caso Parallax (Casty/Perina) è infatti un giallo puro e semplice, ma nel modo di scriverlo si nota l'attenzione dell'autore per ogni singolo passaggio, per la costruzione dell'intrigo e la caratterizzazione dei personaggi. Topolino in particolare qui riesce ad essere perfettamente in bilico tra la sua parte deduttiva e la sua genuinità, che lo fa arrivare sì alla soluzione del caso ma solo dopo aver preso la facile cantonata.
    Il ruolo di Pietro nella storia è quantomeno originale, e anche se a un certo punto era anche ipotizzabile il colpevole dietro al mistero della rapina in banca, il modo in cui tutto quanto è stato inscenato è quello che fa la differenza, perchè la spiegazione finale risulta tanto chiara e risolutoria per il lettore, quanto fantasiosa e stuzzicante.
    Un giallo che più che a quelli di Martina mi ricorda quelli di Mezzavilla degli anni '90, dove Topolino era immerso nelle atmosfere gialle senza alcuni difetti che si riscontravano nei gialli dei decenni precedenti. E come dice Valentina nell'editoriale, tutto dedicato alla storia di apertura, forse c'era bisogno di rivedere un bel giallo con protagonista Topolino a investigare. Un bel giallo, però, e questo lo è sicuramente.
    Aiutano anche i disegni di Perina, qui davvero in formissima, mi ha ricordato i primi anni 2000 quando lo consideravo uno dei migliori disegnatori di Mickey.

    Zio Paperone e la Bussola del Magico Wilbur (C. Panaro, O. Panaro) è una storia in due tempi, come ultimamente capita spesso con le avventure scritte dal veterano Panaro. La storia è davvero pregevole, e conferma dopo l'avventura di qualche settimana fa dell'Elmo degli Dei che lo sceneggiatore ha ancora molte frecce al suo arco e che sa ancora scrivere ottime storie disneyane come faceva negli scorsi decenni. Il rapporto Paperone-Brigitta è ben descritto, il modo di costruire l'avventura partendo dall'aneddoto legato a un oggetto che dà il via alla trama è, nella sua classicità, funzionale allo sviluppo della storia. Forse ho preferito la storia con Paperino e i nipotini, ma è indubbio che anche questa sia una storia molto piacevole. Anche grazie ai disegni di Ottavio Panaro, che ultimamente mi trovo sempre più spess a rivalutare rispetto al passato.

    Topolinia Police Dinner - L'Inno del Poliziotto (Gagnor/Amendola) è solo una breve, ma finalmente si tratta di una breve di qualità e che assolve pienamente al suo compito, cioè far sorridere e ridere. E conoscendo il grande senso dell'umorismo di Roberto Gagnor, dovrebbe essere facile vedere queste mini-saghe come ottimo materiale per quanto leggero, mentre finora quello che avevo letto delle storie filler del Gagnor non mi aveva mai pienamente soddisfatto, pur con alcune eccezioni. Ma questa storiella è davvero simpaticissima, Manetta è davvero perfetto, ottimo lo spunto di base, bellissime le rime assurde. Peccato per i disegni, Amendola non ha uno stile adatto a questo tipo di storie.

    Della danese che chiude il numero manco sto qui a parlarne...

    In definitiva un buon numero, che sa intrattenere anche il lettore smaliziato in modo egregio, se ci si ferma prima dell'ultima storia. Un bel Casty giallo, un buon Panaro classico e una breve che sa il fatto suo di Gagnor. Un menù completo e molto buono.
    Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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  • Cioè, proprio mentre al cinema c'è Lanterna Verde che combatte Parallax, in edicola c'è Topolino contro Parallax e non c'entra nulla?
    Lol.
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  • DeborohWalker ha scritto:Cioè, proprio mentre al cinema c'è Lanterna Verde che combatte Parallax, in edicola c'è Topolino contro Parallax e non c'entra nulla?
    Lol.
    Eh, quando lessi il titolo dal sito del "Topo" pensai anch'io a una possibile citazione a Lanterna Verde... invece non c'entra proprio niente, poi oh, magari il nome l'ha scelto comunque per omaggiare il personaggio, anche se in realtà il motivo del nome della banca potrebbe essere semplicemente nella risoluzione nel caso... quindi non aggiungo altro.
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  • Bramo ha scritto:Topolino # 2912


    Dopo la capolavorosa storia metafumettistica sulle didascalie, torna Casty sul "Topo" e lo fa con una storia più nella norma, ma non di certo banale o evitabile. Topolino e il Caso Parallax (Casty/Perina) è infatti un giallo puro e semplice, ma nel modo di scriverlo si nota l'attenzione dell'autore per ogni singolo passaggio, per la costruzione dell'intrigo e la caratterizzazione dei personaggi. Topolino in particolare qui riesce ad essere perfettamente in bilico tra la sua parte deduttiva e la sua genuinità, che lo fa arrivare sì alla soluzione del caso ma solo dopo aver preso la facile cantonata.
    Il ruolo di Pietro nella storia è quantomeno originale, e anche se a un certo punto era anche ipotizzabile il colpevole dietro al mistero della rapina in banca, il modo in cui tutto quanto è stato inscenato è quello che fa la differenza, perchè la spiegazione finale risulta tanto chiara e risolutoria per il lettore, quanto fantasiosa e stuzzicante.
    Un giallo che più che a quelli di Martina mi ricorda quelli di Mezzavilla degli anni '90, dove Topolino era immerso nelle atmosfere gialle senza alcuni difetti che si riscontravano nei gialli dei decenni precedenti. E come dice Valentina nell'editoriale, tutto dedicato alla storia di apertura, forse c'era bisogno di rivedere un bel giallo con protagonista Topolino a investigare. Un bel giallo, però, e questo lo è sicuramente.
    Aiutano anche i disegni di Perina, qui davvero in formissima, mi ha ricordato i primi anni 2000 quando lo consideravo uno dei migliori disegnatori di Mickey.
    Bé, insomma... a me questa storia ha un po' deluso. Un po' perché, essendo Casty, le aspettative erano alte, e un po' perché in effetti la storia ha qualche difetto di suo: tutti i personaggi sono ben interpretati, tranne (ironia della sorte) Topolino :omg: che risolve il caso sfruttando tre errori neanche poi così significativi. Insomma, a me è sembrato di leggere una nuova storia con Topolino saputello amichetto della polizia. Vabbé. Però una buona storia.

    E comunque... Deboroh, non lollare ma in mia presenza. Mai.
    Le persone dimenticheranno quanto detto, quanto fatto, ma non dimenticheranno MAI come le hai fatte sentire (cit.)
  • Ciò che ha fatto Casty ha, una volta di più, dell'ammirevole. Ci ha trollato tutti, presentando un setting e un cliché abusato per poi farci vedere come questo tipo di storie da tempo doveva essere fatto. La costruzione, i particolari, le gag, la genialità, la conclusione umoristica, tutto compartecipa al ribaltone qualitativo attuato da Casty, e se si pensa a cosa ci aspetta l'11.11.11 non si può che rimanere sbalorditi dall'estrema versatilità di un autore la cui produzione continua a questi livelli. Mi sa che qua siamo sopra a Scarpa.
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