[Topolino] Annata 2008

Gottfredson, Barks, Scarpa, Rosa, la scuola italiana, con un occhio di riguardo anche ai Disney spillati. Perché ricordiamo che il Sollazzo nasce qui, grazie a un certo papero mascherato...
  • Fausto ha scritto:Deboroh, non compri il Topo?! Tu quoque?!
    Eh, lo so ^^
    Ma le storie che mi interessano veramente sono poche, e dovendomi destreggiare tra manga, comics, bande dessinèe, graphic novel e quant'altro, il Topo non ha spazio, nè monetario, nè fisico in camera mia.
    Però volumi come la raccolta di storie di Faraci, o della Papernovela della Ziche li compro volentieri, lo stesso faccio per Barks, e se uscissero raccolte di storie tue, di Cavazzano, di Casty, o chi per loro, sarei disposto a fare altrettanto.
    Cioè, è come se comprassi tutti i numeri delle storie MARVEL, diciamo che preferisco prendere solo le raccolte di ciò che so essere di qualità. E non posso comprare il topo per 1 storia ogni numero in media, tra l'altro con in mezzo articoli vari rivolti ad un target che non sono io ^^
    Per farti capire, mi terrorizzava anche Witch per tutti gli artioli che l'accompagnavano, ma la raccolta delle storie che è uscita mesi fa con Sorrisi & Canzoni l'ho comprata volentieri ^_^
    Deboroh troppppppppo Web 2.0!
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  • Alla fin fine sì, si tratta della qualità della storia... e dello stile con cui l'operazione viene condotta.
    Carl Barks è stato tra i pionieri: chi era Rockerduck, se non "Paper-feller"?
    Solo che in quel caso c'è, almeno, una sottile satira. E, perlomeno, Rockefeller era americano.
    A presto,
    Michele
  • Deboroh e Icnarf hanno ragione, Fausto. Qui non si parla di prese di posizione pregiudizievoli, bensì di qualità e buon gusto.
    Riguardo alla prima posso dirti che è un requisito necessario perchè certe storie, nate ovviamente con gli scopi che sappiamo, riescano a dissimulare questi scopi, senza apparire sfacciatamente promozionali. Ormai sul Topo di storie sciape che inneggiano a questo o quel papervip ne abbiamo una a settimana, e iniziamo ad essere stufetti, visto che non è più una cosa una tantum, ma parte integrante della nuova politica editoriale di questo nuovo corso (come ha premurosamente modo di far notare Lepore nella sua risposta a Concina sull'Espresso, additando Papertotti come la strada da seguire). E' chiaro che nei rari casi in cui questa tipologia di storie contiene quel trascurabile requisito che è la qualità, come nel caso di quella tua storia con Paperica e Paperello, nessuno si lamenta, e anzi, siamo i primi ad applaudire. Ma così non è ovviamente, e questa bassa qualità unita alla frequenza sempre maggiore con cui ci ritroviamo davanti obbrobri quali Papernova e soci, stanno iniziando a far seminare il malcontento presso un pubblico che non è quello di bambini o di tifosi romanisti a cui questo genere di storie invece preferirebbe rivolgersi.
    Riguardo al buon gusto, invece la cosa è ancora più spinosa, perchè mi sembra che sia un requisito la cui mancanza si stia facendo notare in parecchi campi di questo nuovo corso. Si può iniziare ad additare il prefisso Paper-, irritante e abusato, e oramai piazzato davanti a qualsiasi cosa paperizzevole, senza neanche più preoccuparsi del fatto che possa starci bene o meno, o se ci siano altri modi più carini di rendere la paperizzazione (mi viene in mente ad esempio il rozzissimo Papertotti, che magari come Anatrotti poteva apparire più spiritoso e naturale). E al di là di sterili questioni come il prefisso (che cmq è cartina tornasole per misurare il buon gusto con cui vengono portati avanti certi progetti) va anche valutata la ridondanza e il fatto che spesso e volentieri, e in modo assolutamente gratuito e irritante, certi riferimenti vengano sottolineati dalla storia stessa. Mi riferisco a sbrofaggini come la Magicstation 3, in Wizards of Mickey, o al ricorrere di Papernova per due numeri consecutivi, con tanto di gadget relativo, come a voler goffamente dar di gomito a chissà chi. Se proprio si vuole usare questo genere di cose un minimo di discrezione in più non farebbe certo male.
    Ad ogni modo Papertotti, Papernova e quant'altro sono boiate odiose, che hanno fatto scendere non poco il gradimento degli "affezionati" nei confronti di questo nuovo corso, che sembra sempre più stritolato tra la volontà di fare bene e quella di vendersi. Ho qui davanti infatti la pila dei Topi post rinnovamento e quel che vedo non mi piace per niente, da Totti al doppio Papermagic, passando per Duck School Musical e il redivivo Wizards of Mickey. Speravo che questo nuovo corso avrebbe portato un maggior equilibrio in questo genere di cose, o un granu salis che quantomeno ci tenesse lontani dalle pacchianate più evidenti.
    Per concludere, quoto icnarf quando dice che l'attualità non è solo Papernova e Papertotti ma ci sono un sacco di argomenti ben più spinosi e meno comodi che si potrebbero trattare. Sarebbe un genere di storie, non solo accettabile, ma necessario per togliere a Topolino quell'aura da fuori dal mondo che anni e anni di chiusura gli hanno fatto guadagnare. E se la cosa venisse trattata con fare discreto e adattato allo spirito Disney, stai sicuro che sarebbero tutti più contenti. Ma ovviamente Paperizzare i calciatori o i vip di Zelig, sulle brevi distanze paga di più.
    Ah e cmq BASTA con questo solito discorso che a noi nerdacci schifosi piace solo il vecchiume e chi lo celebra a suon di citazioni e esercizi di stile. Così non è, visto che nel corso degli anni sono state tante le tipologie di fumetto Disney che ci hanno interessato, dal moderno Faraci al paperino paperotto fatto bene, passando per MM, Witch e compagnia modernista. Se così non fosse questo stesso forum, che ha PK nel dna non potrebbe nemmeno esistere. Solo, capita spesso e volentieri che chi fa questo genere di storie dimostri di avere una concezione raffinata del fumetto disney che per forza di cose a leggere certe pacchianate non emerge di certo. Le citazioni non fano il fumetto, ma come dice Elik, sono solo "paroline magiche" che servono a suggerire a chi legge come la pensa l'autore e a quale genere di pubblico si sta (anche) rivolgendo.
  • Quackmore ha scritto:E, perlomeno, Rockefeller era americano.
    Vabbè, ma non mi sembra una discriminante.
    Possono esserci benissimo anche storie con personaggi italiani, si veda l'episodio col codino d Baggio di cui parlavo sopra, oppure le prime storie con Paperica (ma solo le prime, beninteso -_- )
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  • Arac Icnarf,
    temo di doverti dare una delusione. Topolino non è esattamente una rivista d'arte. Il fumetto è sicuramente un'espressione artistica (non sempre), ma lo scopo della nostra rivista a fumetti è divertire/intrattenere il proprio pubblico, con storie ben costruite, solide narrazioni, gag gustose, divertenti e se possibile originali e, nelle pagine redazionali, informazione e qualche aprofondimento. L'Arte… ehm… ecco, la lascerei stare dove è giusto che stia. Ossia, lasciamo che Essa si trovi un piccolo quadrotto di erba fresca da manducare nel Grande Pascolo dl Fumetto, ma teniamo sempre presente le distinzioni, le proporzioni. Accidenti a me e ai miei colleghi viene uno sturbo, a pensare che dobbiamo tirare fuori robbbba artistica. E' che non ci avevano avvertito…
    Per noialtri autori del Topo l'attualità è Totti (ed è giusto che lo sia) come lo è il risparmio energetico. Su questi argomenti scriviamo e divertiamo. Laddove ci è possibile, alziamo un pochino il tiro (non per parlare sempre di me stesso né per tirare in ballo sempre la solita storia, ma in Paperica e il Ballo delle Stelle ho raffigurato un Paperello che non parlava se non dopo aver letto un cartello scritto dalla sua spalla. Era un qualchecosina). Le guerre eccetera, lasciamole perdere. Dai, su, non diciamo certe cose.
    Fausto
  • Fausto ha scritto:Accidenti a me e ai miei colleghi viene uno sturbo, a pensare che dobbiamo tirare fuori robbbba artistica. E' che non ci avevano avvertito.
    Forse è questo il problema. Voi vi limitate, puntando al pur nobile artigianato.
    Non so quale fosse l'approccio dei grandi Maestri, ma alla fine hanno prodotto Arte... o non la pensi così?
    Le guerre eccetera, lasciamole perdere. Dai, su, non diciamo certe cose.
    Più che d'accordo. Senza dimenticare Brutopia :ops:
    ("Ma erano altri tempiiiii"... :gnegne:)
    A presto,
    Michele
  • Bè, non perdiamoci su una discussione su cos'è l'arte, altrimenti non ne usciamo più.
    Barks è arte? Bè, ovvio, nessuno ne discute.
    La Ziche è arte? Per me sì, anche se forse è meno "elevata" (perchè poi?)

    Lo stesso anche al cinema, Kubrik è arte, ma secondo la definizione lo sarebbero anche i Vanzina, o Spielberg.

    Forse noi nerdacci esigenti godiamo per le storie più elevate, tutto ciò che chiediamo è che una volta all'anno ci scappi un Kubrik, e più spesso si vedano degli Spielberg, senza scadere nei Vanzina.
    (paragone azzardato, lo so :P) Non dico che le storiacce siano al livello dei Vanzina, fortunatamente non ho ancora visto volgarità/rutti/scorregge (e ci mancherebbe), dico solo che, come dice lo stesso Fausto, sono storie a risparmio energetico, più "facili".

    Rivolte a un altro pubblico, non a noi, quindi è arduo cercare apprezzamento per quelle storie in gente come noi.

    Noi godiamo per altro, e non sono solo i Grandi Nomi (se no sembriamo snob).
    Come ha detto Grrodon, possono essere anche Paperino Paperotto realizzato per bene, o il buon vecchio Indiana Pipps di una volta, o altro ancora: io, delle mie letture da bambino, non ricordo i nomi, ma ricordo storie che mi hanno fatto sognare, storie con un'atmosfera fantastica come La Spada di Ghiaccio, oppure Grandi Saghe come la Pietra Zodiacale.
    E penso che se uscisse qualcosa esattamente come la saga della Pietra Zodiacale ora la apprezzerei, e con me anche i nerdacci cattivi.
    Se invece leggo Wizards of Mickey, non mi piace. (e mi pare opinione comune in molti forum)
    Forse ora ci si rivolge più spesso ai bambini che sono "di bocca buona", mentre tempo fa era più facile ritrovare storie che potessero essere apprezzate anche dai più grandicelli.
    Qualche esempio c'è tuttora, non dico siano svaniti, ma era solo per difendere la categoria dei nerd, altrimenti sembriamo solo una folla inferocita con fiaccola e forcone sotto casa degli autori.
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  • Fausto ha scritto:Arac Icnarf,
    temo di doverti dare una delusione. Topolino non è esattamente una rivista d'arte.
    Ora è tutto chiaro. E' chiaro che con questo presupposto non si potrà mai andare da nessuna parte che non sia quella dove siamo. E da cui il Topo stesso cerca affannosamente di alzarsi ma non ce la fa perchè ancorato a terra appunto da questo brutto presupposto. L'Arte sta ovunque, dalle graphic novel di Moore più roboanti alla breve in mezzo al Topo più scrausa ma fatta con sincerità. Perchè è chiaro che non ci si può definire grandi artisti perchè si scrive sul Topo, ma se non ci si prova a fare arte, nel proprio piccolo, se ci si lascia limitare da questo tipo di modestia, allora ahimé prevedo tempi bruttibrutti per il fumetto Disney.
    Laddove ci è possibile, alziamo un pochino il tiro (non per parlare sempre di me stesso né per tirare in ballo sempre la solita storia, ma in Paperica e il Ballo delle Stelle ho raffigurato un Paperello che non parlava se non dopo aver letto un cartello scritto dalla sua spalla. Era un qualchecosina).
    A parte che basta quello per far assumere a tutta la baracca un'altra luce...
    Le guerre eccetera, lasciamole perdere. Dai, su, non diciamo certe cose.
    No, questo inno al disimpegno non lo accetto, sinceramente. Non da te, che sei l'unico che si è permesso una strizzatina d'occhio alla politica raffigurando, sia pur con discrezione, il Dinamite Bla leghista (che poi era il periodo delle elezioni su Topolino, mi sembrava che la politica lì fosse trattata eccome, e per giunta con toni disneyani). Ma anche senza andare a scomodare Dinamite Bla o Barks/Gottfredson/Walsh che con humor han saputo trattare sia il nazismo che la guerra fredda, basta anche solo tornare con la mente agli anni 80 o i primi anni 90, dove certe tematiche sul Topo venivano trattate eccome. E non mi riferisco solo all'ecologia o al comunismo della Minnotchka di Scarpa, ma anche al ciclo del telefono azzurro, con Topolino impegnato a risolvere i casi di bambini problematici con famiglie disastrate da separazioni, violenza e disagi adolescenziali.
    Come vedi se si vuole si può, basta non adagiarsi sugli allori e rendersi conto, una benedetta volta che il fumetto Disney non è soltanto una cazzatina da poter fare un po' meglio del solito.
  • Quackmore,
    sì, certo, i Grandi Maestri hanno prodotto Arte. Quasi sempre. Si tratta di capire un paio di cose, però. E permettetemi di spiegarvele, senza che mi giudichiate un trombone arrogante. La prima cosa da capire è che i tempi correnti consentono agli scrittori - in generale: che scrivano film, libri, fumetti o canzoni - alcune cose ma ne negano altre. E non si tratta, attenzione, solo del cosa si scrive, ma anche del come. E vi faccio un esempio concreto, così non continuiamo a parlare in cazzabubbolese stretto.
    Giusto l'altro giorno mi sono riletto su una raccolta la storia di Pezzin-Cavazzano sulla Formula 1. Una figata sovrumana, non c'è dubbio. Una di quelle storie che rimangono, come si dice. Bene. La domanda è: Sarebbe possibile scrivere una storia di questo genere oggi? Al di là delle capacità di sceneggiatori e disegnatori, la risposta è: No.
    Quella storia aveva un senso in quell'epoca sia per i contenuti sia (SOPRATTUTTO) per la struttura narrativa. Mi spiego meglio: sicuramente, compaiono settimanalmente sul Topo storie meno belle e rappresentative di quella che ho citato. Tuttavia, le storie che gli autori contemporanei sfornano dispongono di una struttura infinitamente più solida di quella e di altre storie che, come si dice, sono rimaste. Perché capita questo? Perché la narrazione è complessivamente cambiata, perché sono subentrate regole che prima non c'erano o che non erano universalmente note. Perché il lettore-medio, dal BSDE in avanti, si è fatto assai più scafato ed è difficile dargliela a bere. Come dicono quelli che la sanno lunga, oggi è molto più complicato mantenere la famosa "Sospensione dell'incredulità".
    Tutto ciò è un bene o un male? Dipende. Dal punto di vista tecnico, è sicuramente molto meglio avere scrittori in grado di giustificare le azioni dei loro personaggi, senza forzature e senza costringere il lettore a dire "Ehi, ma 'sta cosa non la possono fare!"
    Dall'altra, è fuori di dubbio che l'attenzione alla tecnica si paghi con una parziale perdita della fantasia. Che, nel caso di Disney, si chiama "incanto" o "magia".
    Concludendo: il fatto non è che ieri ci fossero Maestri e oggi semplici artigiani. E non è nemmeno che una volta si osava e oggi no. Il fatto è che, probabilmente, viviamo un momento di transizione che ci sta portando da qualche altra parte (parlo di narrazione, ovviamente). Oggi, adesso, scrivere è diventato complessivamente più difficile. Scrivere Disney, che già era faticoso, oggi lo è ancora di più.
    O, almeno, così la penso io.
    Fausto
  • Fausto ha scritto:Dall'altra, è fuori di dubbio che l'attenzione alla tecnica si paghi con una parziale perdita della fantasia. Che, nel caso di Disney, si chiama "incanto" o "magia".
    Mah.
    Non mi trovi d'accordo.
    Mi sembra tanto un concetto sui generis, del tipo "eh, non c'è più la buona televisione per ragazzi, perchè oggi non ci sono più i bambini di una volta".
    Sinceramente mi sembra un concetto infelice, e anche se c'è qualcosa di vero, non mi pare possa inficiare delle buone storie.
    Io lavoro in un centro estivo per bambini delle elementari, e mi è capitato che i bambini arrivassero la mattina con il Topolino appena uscito in edicola. Gli davo una letta, e poi capitava che ricambiassi il favore portando il giorno dopo qualche storia Disney d'annata.
    Bè, nessuno ha mai detto "che cavolata!", "non ci credo!" o qualcosa di simile, ma anzi ha apprezzato decisamente di più.
    Sempre per tirare in ballo La Spada di Ghiaccio, mi sembra che abbia fatto praticamente il giro del centro estivo tra tutti i "bambini lettori" (ai danni delle condizioni in cui è ora la mia copia :P).
    Quindi, questa opinione mi sa tanto di frase fatta, sorry.

    E poi come vogliamo contrastare questa "perdita della fantasia"? Con sfera-fonini (mi pare ci fosse qualcosa di simile in WoM) e pop-corn tuttigusti (peschiamo a mani basse da ciò che ha successo?), oppure con istrionismi e clichè di personaggi del mondo dello spettacolo?
    Sarò un idealista, ma non credo la fantasia sia morta, basta semplicemente educare alla fantasia, e quando ero piccolo Topolino ha fatto ciò con me. (e io ho cercato di fare altrettanto nel mio piccolo al centro estivo)
    E poi come facciamo a sapere veramente "ciò che piace" ai bambini? Non mi ricordo sotto che forma, ma mi pare di aver visto una sorta di "Qual è la storia che ti è piaciuta di più in questo numero?", davvero storie come quelle di Casty, Cavazzano, e altre di ampio respiro vengono snobbate in favore di paperTotti?
    E comunque, vista la storia che tu hai citato parla di Formula 1, mi è venuto in mente un paperschumacher o un Paper-JeanTodd (ipotetici, ma immagino saranno già comparsi).
    Non si può pensare di effettuare questi "esperimenti di narrazione di vecchi tempi", proprio nelle storie con i personaggi che attirano il pubblico?
    La storia con paperTotti l'hanno comprata in miliardi di miliardi di lettori, perchè fan sfegatati della Roma o per altri motivi, a prescindere dalla qualità della storia, ma per la copertina. E se una volta superata la copertina, gli si facesse trovare una Storia con la S maiuscolo e coi controca**i?

    Lo ripeto, io ho sempre visto Topolino come uno strumento formativo, se ora la mia fantasia è così sviluppata, e non ritengo i fumetti un banale intrattenimento per bambini, è proprio per un percorso che è iniziato dalle storie di qualità del Topo.
    Deboroh troppppppppo Web 2.0!
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  • Come spesso capita nelle discussioni, non solo sui forum ma soprattutto sui forum, anziché sforzarsi di capire il punto di vista altrui si cerca di portare acqua al mulino della propria tesi. Niente di male, purché la discussione sia corretta.
    Per cominciare, quando si fanno comparazioni occorre che la qualità degli elementi sia, perlappunto, comparabile. Ce lo insegnavano a scuola, no? Non si possono sommare le patate con le melanzane. Ora, se vogliamo per forza portare avanti la tesi che "Ai miei tempi era tutta un'altra cosa", accomodiamoci pure. Il dibattito non si sposterà di un solo millimetro ma saremo tutti contenti per aver portato i nostri due cent. Se vogliamo comparare le storie migliori del passato con un elemento di una storia, o di una saga, che non ci è piaciuta non avremo dimostrato un bel niente. La Spada di Ghiaccio era un capolavoro; nel frattempo, su Topolino sono state scritte, disegnate e pubblicate centinaia di altre storie. Se vogliamo paragonare il passato al presente, facciamolo su grandezze omogenee: prendiamo venti numeri di Topolino degli anni '80 (o 70 o 60 o quello che vi pare) e confrontiamoli agli ultimi 20 numeri. O a 20 numeri contemporanei a vostra scelta. Su questa base, sono disposto a una discussione di merito. Se paragoniamo La Spada di Ghaccio all'amuletofonino, mi spiace ma questo è un espediente retorico che non mi bevo.
    Io non ho detto che "non ci sono più i bambini di una volta", Deboroh. I bambini di una volta sono diventati adulti. Ma i bambini di oggi, che sono i figli dei bambini di una volta, dispongono di una visione diversa da quelli di una volta. Se sia una visione peggiore o migliore è tutta da vedere. Ma che sia diversa è un dato di fatto. Non afferrare la differenza, vuol dire non volerla afferrare.
    Tu, Deboroh, hai la tua rispettabile esperienza con i bambini e io ho la mia. Sono padre (anzi, bi-padre, come dice Bruno Enna) scrivo per Topolino, ho pubblicato due saggi per bambini, tengo laboratori creativi e workshop ogni settimana, vado in giro per le scuole di tutto il nord Italia a parlare con scolaresche e insegnanti. Insomma, mi sono fatto un'idea. Ovviamente, non è Vangelo, ma è un'idea. Non è una frase fatta, però. Se applico quanto credo di aver capito a quello che faccio, non posso non tenere conto del fatto che mi rivolgo a un tipo di pubblico ormai abituato a un certo tipo di narrazione, a storie molto più raffinate (abbiamo idea di quanti livelli di lettura ci siano in Harry Potter?) ma diverse da quelle che leggevo io quando avevo la loro età. L'intrattenimento cui faccio riferimento non è affatto "banale". Penso esattamente il contrario, e se ti rileggi il mio post lo vedrai. Intrattenere il pubblico è diventato più difficile perché il livello generale dell'intrattenimento si è alzato. Dall'altra parte, però, la comunicazione (almeno in Italia) è stata fagocitata dalla televisione. Far finta che non esistano i personaggi TV o il calcio vorrebbe dire sognare di rifugiarsi sul monte Athos. Sono molto d'accordo sul fatto che le storie Disney debbano comunque avere un quid di qualità extra, ma dissento profondamente da chi pone sempre la solita equazione: PaperTotti= :vomit:
    Questo non è accettabile. Se con la storia di Totti il Topo è arrivato a decine di migliaia di lettori in più, allora viva PaperTotti. Attenzione, non sto dicendo che siccome una certa "cosa" vende, allora dobbiamo solo rincorrere quella "cosa". Dico che se il nostro pubblico è fatto anche di ragazzi che seguono il calcio (dato che glielo danno la mattina, a mezzogiorno e anche la sera) è stupido e sbagliato non parlarne perché altrimenti temiamo di sporcarci il karma.
    Fausto
  • Arrivo tardi in discussione, ma sulle battute precedenti sono completamente allineato ai messaggi di Deb ed Icnarf.
    Fausto ha scritto:Perché il lettore-medio, dal BSDE in avanti, si è fatto assai più scafato ed è difficile dargliela a bere. Come dicono quelli che la sanno lunga, oggi è molto più complicato mantenere la famosa "Sospensione dell'incredulità".
    Da persona che con i bambini ha spesso a che fare, non posso che darti ragione.

    Ma non lo vedo come un ostacolo. Prima di tutto perché di prodotti che funzionano (piacciono ai bambini) e che puntano sulla "sospensione dell'incredulità" ce ne sono. Anche in casa Disney (in senso lato), peraltro. Poi perché nella stessa Disney Italia di cose di qualità ce ne sono (anche di tue).

    Tra l'altro WoM su cosa punta? E non lo potrebbe fare meglio?

    Riguardo il "fare arte", per certi versi sono d'accordo con te, per altri no. Nessuno vi ha avvisato che avreste dovuto fare arte, ma non è questo il punto. Voi dovete fare bene. Poi l'arte viene da se. Ziche, Faraci, Cavazzano per me sono arte, assolutamente. Dubito che Ziche si sieda al tavolo per fare il "Che aria tira" e dica "ora mi metto a fare arte".
    Fausto ha scritto:Ce lo insegnavano a scuola, no? Non si possono sommare le patate con le melanzane.
    ...sono reduce da una lezione sull'analisi dimensionale, sigh, me lo dicono ancora adesso...
    Fausto ha scritto:Ora, se vogliamo per forza portare avanti la tesi che "Ai miei tempi era tutta un'altra cosa", accomodiamoci pure. Il dibattito non si sposterà di un solo millimetro ma saremo tutti contenti per aver portato i nostri due cent. Se vogliamo comparare le storie migliori del passato con un elemento di una storia, o di una saga, che non ci è piaciuta non avremo dimostrato un bel niente. [...] La Spada di Ghiaccio era un capolavoro; nel frattempo, su Topolino sono state scritte, disegnate e pubblicate centinaia di altre storie. Se vogliamo paragonare il passato al presente, facciamolo su grandezze omogenee: prendiamo venti numeri di Topolino degli anni '80 (o 70 o 60 o quello che vi pare) e confrontiamoli agli ultimi 20 numeri. O a 20 numeri contemporanei a vostra scelta.
    Chiacchieravo di questo proprio ieri con una mia amica. Era della tua idea, e mi ha convinto. Però c'è una cosa. Non si puntava alla pacchianata vendibile, si puntava a fare bene. Spesso non ci si riusciva, ma era diverso. Si badi bene, non dico "ai miei tempi era meglio", dico che, personalmente, preferisco che si punti a fare bene piuttosto che a fare male "tanto poi si vende".
    Fausto ha scritto:Questo non è accettabile. Se con la storia di Totti il Topo è arrivato a decine di migliaia di lettori in più, allora viva PaperTotti. Attenzione, non sto dicendo che siccome una certa "cosa" vende, allora dobbiamo solo rincorrere quella "cosa". Dico che se il nostro pubblico è fatto anche di ragazzi che seguono il calcio (dato che glielo danno la mattina, a mezzogiorno e anche la sera) è stupido e sbagliato non parlarne perché altrimenti temiamo di sporcarci il karma.
    Nessuno, mi sembra, ha chiesto di non parlarne. Semplicemente, se ne parli meglio. PaperTotti non ha venduto perché era una bella storia sul calcio, ha venduto perché "ammazza, aho, hanno fatto 'na storia sur capitano!!". Pure se fosse stata totale immondizia avrebbe venduto, e lo sapevate bene. Tanto valeva, quindi , fare una storia mediocre. E l'atteggiamento generale sembra essere questo, purtroppo.
    Lorenzo Breda
    Website | Google+ | DisneyStats | deviantART

    If you couldn't find any weirdness, maybe we'll just have to make some!
    Hobbes, Calvin&Hobbes

    [No bit was mistreated or killed to send this message]
  • Lorenzo, te lo chiedo per saperlo, non per fare polemica. Come fai a dire che un tempo non si puntava mai alla pacchianata, ma solo a far bene (a prescindere dal risultato)? Qui sembra veramente un'affermazione del tipo "Una volta qui era tutta campagna". Voglio dire, come facciamo ad avere una tale sicurezza sulle intenzioni degli autori passati rispetto a quelli attuali?
    Fausto
  • Sì ma il punto è, Fausto, che tu continui a vedere lo snobismo nerd dove magari neanche c'è. Non è che Papertotti = :vomit: a prescindere. E' che abbiamo letto Papertotti e ci è sembrata una storia vomitevole. Abbiamo letto Papernova e idem. Ma peggio ancora Papertotti, visto che proponeva una visione dei baby-personaggi Disney assolutamente improbabile e irrispettosa nei confronti delle storie passate di ognuno di loro. Sembrava un improbabile gruppetto di baby personaggi in mezzo ai quali a quel punto ci si poteva benissimo aspettare di vedere baby nonna papera e baby qui quo qua, ognuno a ripetere il suo tormentone personale. E non occorre andare a scomodare la CONTINUITY, il NERDISMO e magari l'adorato DON ROSA per capire che una simile operazione è svilente per l'idea stessa di fumetto Disney. Quelli non sembravano neanche i personaggi Disney, sembravano i Puffi, quelli più stereotipati dei cartoni animati. E in tutto questo imperversava un Totti ben disegnato e malcaratterizzato, e una sequela di idee sceme tipo il cucchiaio di Ciccio o la grande rinuncia finale. Insomma brutta storia, con un bruttissimo approccio dietro. Eppure la storia che ha fatto vendere il settimanale e l'ha ricoperto di gloria (anche se a breve termine).
    Ora questo, noi lettori adulti - perchè ricordiamo che il concetto stesso di Disney è quello di appagare un target universale, grazie ai molteplici livelli di lettura - lo potevamo anche tollerare se fosse stata una cosetta così per aumentare le vendite e permettere a Topolino di decollare con VERE storie, ma le statistiche, sia pur in un breve periodo, sono veramente sconfortanti. Mettendo per un attimo da parte lo sconfortante intenrvento di Lepore, che ho citato prima, e guardando albo per albo, ci si accorge che dopo neanche un numero ci è stato di nuovo propinato un quintale di ambrosiume, di tantodiberretto, di Q-Blog, di WoM e via dicendo che ha fatto ben capire dove il tutto voleva andare a parare. Il che è stato un vero peccato perchè i numeri prerestyling avevano fatto sperare in una ben diversa direzione. E invece di tutto il vippume, personalmente ricordo volentieri solo la tua solitastoria con Paperica e in parte quella della Cabello, tre numeri prima di Papertotti (ma solo perchè mi ha fatto sorridere il Neanchevecchio, la trama era inconsistente). E permettici a questo punto di avere anche qualche pregiudizio - che si spera sarà smentito - quando si annuncia che nel prossimo Topo ci sarà una storia vip.
  • Ho seguito fin dal primo post la discussione praticamente in real time ma non ho avuto il modo di poter dire la mia fino a questo momento. Il risultato è che ora le cose da dire si sono sommate e non so se ricorderò di dire tutto.

    Vabbè, iniziamo dal principio. Il quesito che ha posto Fausto è interessante: perchè i lettori-fan bollano a priori come fuffa storie con personaggi ispirati a veri o presunti v.i.p.?
    Forse perchè siamo arrivati ad un punto in cui di queste storie si sta abusando. Questo tipo di storie dovrebbero essere un'eccezione, e invece ce le troviamo ogni 3/4 settimane. E tranne in rari casi (l'ultimo dei quali è il Ballo delle Stelle, che io reputo la più riuscita storia con protagonista Paperica), la qualità delle storie è alquanto discutibile. Però si fanno grandi annunci (nello stesso Topo, ma anche in TV, quotidiani, riviste...) per storie simili piuttosto che per tante belle storie di qualità, che fortunatamente ancora ci sono sul Topo.

    Quoto Grrodon (che quota Icnarf): ben venga l'attualità, ma questa non può essere Francesco Totti in versione papera. Casomai attualità è il fair-play nel calcio, e la violenza sugli spalti. Perchè allora non realizzare una storia su questi temi, magari includendoci anche un personaggio che si rifà a Totti, perchè no?
    Che poi, perchè tutti questi v.i.p. devono essere sempre paperizzati, sia nel nome che nell'aspetto? No per favore, non mi si tolga fuori la scusa che i paperi sono più simpatici... non dopo il mazzo quadro che si son fatti e che si fanno certi autori per eliminare i falsi luoghi comuni nei confronti di Topolino e soci.
    Sto dicendo eresie? Non credo proprio, visto che son cose che sul Topo si sono già viste (le già citate storie del Telefono Azzurro, ma anche quelle a tema ecologico) e hanno funzionato.

    Sul fatto poi che certe storie di ieri non funzionerebbero oggi (a parte che su questo non sono d'accordo in quanto non è vero in assoluto), non mi sembra che desiderio comune dei lettori-fan sia quello di avere storie con di dialoghi alla Martina (casomai si chiede di non modificarli quei dialoghi quando si ristampa, ma è un altro discorso); quello che si chiede è che si metta il cuore e il cervello per realizzare storie di qualità, divertenti e/o coinvolgenti, e che abbiano rispetto e amore per lo straordinario universo della "Banda Disney".
    I bambini di oggi sono diversi da quelli di ieri? Verissimo, ma non può essere una scusante per proporre storie insipide. Se Harry Potter non fosse stato scritto dannatamente bene non sarebbe mai andato oltre il primo libro. Il marketing, il merchandising attorno alla saga non sarebbero mai arrivati se non ci fosse stato il successo derivato dalla bontà della storia e del racconto.
    Quanto al discorso della fase di transazione, non so se è una sensazione condivisa anche da altri utenti, ma è una cosa che io percepisco. Il punto è che una transazione che dura da ormai troppo tempo e che si è trasformata in un limbo dal quale non si riuscirà ad uscire se non si finirà di tarpare le ali ad idee innovative e di qualità.

    Concludo sulla questione dell'arte. Concetto difficile da definire (c'è chi definisce così i propri escrementi racchiusi in una confezione metallica...) e non voglio certo inerpicarmi in questo percorso. Quello che voglio dire è che spesso l'arte nasce dalle piccole cose, dagli artigiani (già il nome dice tutto). Per fare un esempio, nell'epoca medioevale gli artisti erano principalmente gli orafi, mentre chi realizzava dipinti, mosaici o chiese venivano considerati semplici maestranze. Eppure oggi, a prescindere dai propri gusti personali, queste opere sono patrimonio artistico italiano.
    Questo per dire semplicemente che non vanno snobbati i fumetti (ma anche i videogames), solo perchè entertainment. Come dal lavoro svolto per venire incontro alla necessità di avere un luogo di culto si sono avute opere d'arte, così è per il lavoro svolto per creare qualcosa che possa divertire, emozionare e anche educare.
    E poi cavolo, non diamoci la zappa sui piedi: già viviamo in uno schifo di società dove in generale il fumetto è considerato il fratello sfigato della letteratura e del cinema, se anche gli autori peccano di modestia e volano basso in Italia il fumetto sarà lungi dallo sdoganarasi.
  • Be', guarda caso, nel prossimo numero ci sarà una - come la chiama Valerio - storia Vip. L'ho scritta io e l'ha disegnata Giorgio Cavazzano. Permettetemi, a questo proposito, solo due parole, non per fare auto-spam, ma per parlare di intenzioni (visto che l'argomento è stato toccato). Non sempre una storia di questo genere (Paperica, Papertotti o altro) nasce dal bieco e freddo calcolo di marketing. Capisco il fascino del "complottismo" (io personalmente sono un grande fan della materia e se vi parlassi dei complotti di cui sono convinto mi mandereste sotto casa un'ambulanza della neurodeliri). Il più delle volte, al contrario, le storie nascono così, come nascono tutte le storie. Per una scintilla che viene in testa a qualcuno e che poi si raggruma in forma di storia - bella o brutta, questo è un altro paio di brache.
    Quella che, spero, leggerete è nata proprio così. Il "vip" in questione è Fabio Caressa, il telecronista sportivo di Sky. La mia intenzione era di pubblicare, un giorno o l'altro, un libriccino di un centinaio di pagine intitolato "Fenomenologia di Fabio Caressa e del moderno telecronista calcistico". Ne ho parlato con Catenacci un giorno che eravamo a Mantova a mangiare salama da sugo e lui mi ha detto: Perché non ci fai una storia?
    Il nome del personaggio (Fab Sberlon) è una sua invenzione. A dire la verità, io nemmeno avevo capito all'inizio che Sberlon era la "storpiatura" di Caressa. Fosse stato per me, magari mi sarebbe venuto veramente in mente PaperCaressa (ehi, scherzo…).
    Questo per dire che se da una parte è vero che inserire Vip o presunti tali nelle storie del Topo porta visibilità al giornale, dall'altra non è che si tratta sempre di calcolo. Il più delle volte le idee nascono quando mangi, quando sei seduto sul water, quando bevi un bicchiere di vino o in altri momenti di cui adesso non vi parlerò. Tutto qui.
    Fausto
  • Bene, allora ho ragione di credere che possa venirne fuori una storia più che buona. Poi magari non sarà così, ma anche solo sapere che il nome non è Papercaressa ma Sberlon, è indice di tutt'altro spirito. Non che basti questo ma è già qualcosa.
    Però faccio notare che è ovvio che anche il successo di una storia nata "genuinamente" come questa qui possa essere inficiato dallo scetticismo che quintali di storie analoghe ma concepite con approcci ben differenti possa aver fatto crescere nei poveri lettori ormai paperintossicati dai papervip.
  • Tyrrel ha scritto:perchè tutti questi v.i.p. devono essere sempre paperizzati, sia nel nome che nell'aspetto? No per favore, non mi si tolga fuori la scusa che i paperi sono più simpatici... non dopo il mazzo quadro che si son fatti e che si fanno certi autori per eliminare i falsi luoghi comuni nei confronti di Topolino e soci.
    Giusto. Che si raccolga almeno questa sfida. Sarebbe un modo efficace per ricanalizzare simpatia verso Topolinia.
    Sempre nello spirito giusto, che la questione è tutta lì. Pure io mi sono sceneggiato una storia con Paperica su Mina, alquanto sarcastica e canzonatoria... ma perché la stimo oltremodo. E non l'ho chiamata Paper-Mina :rotfl:
    Quindi, Fausto, ben vengano paper-vip nell'ottica con cui hai scritto la storia del prossimo numero. Io non lo conosco costui, per esempio :gh:
    A presto,
    Michele
  • Fausto ha scritto: mi rivolgo a un tipo di pubblico ormai abituato a un certo tipo di narrazione, a storie molto più raffinate (abbiamo idea di quanti livelli di lettura ci siano in Harry Potter?) ma diverse da quelle che leggevo io quando avevo la loro età.
    Bè, "raffinate" e "quanti livelli di lettura" sono termini che userei per Harry Potter, ma non per le storie "a risparmio enrgetico" tipo PaperTotti.
    La Rowling non ha risparmiato energie, ma ha cercato di fare il suo meglio. E si vede.
    Fausto ha scritto: ma dissento profondamente da chi pone sempre la solita equazione: PaperTotti= :vomit:
    Non è un'equazione sempre esatta. E' come dire che i videogiochi tie-in di un film che è in uscita fanno sempre schifo. Magari uno su venti non lo è, però solitamente sì, perchè tanto venderà comunque, avendo il traino del Titolo che già farà vendere a priori. Lo stesso per PaperTotti.
    Poi non dico sia sempre vero, sono convinto che l'accoppiata Vitaliano+Cavazzano nel prossimo numero parta con ottime premesse, però non mi pare il caso di "storia a risparmio energetico" di cui parlavi sopra.
    E anche il personaggio, non è il Totti di turno che traina migliaia di fan in edicola: è un commentatore sportivo che magari collabora, la storia forse è nata prima. Così come nacque Paperica; non credo che Vncenzo mollica abbia dei fanclub pronti a comprare una storia con il suo personaggio in Topolino, per Totti è un po' diverso :P
    Fausto ha scritto:Questo non è accettabile. Se con la storia di Totti il Topo è arrivato a decine di migliaia di lettori in più, allora viva PaperTotti. Attenzione, non sto dicendo che siccome una certa "cosa" vende, allora dobbiamo solo rincorrere quella "cosa". Dico che se il nostro pubblico è fatto anche di ragazzi che seguono il calcio (dato che glielo danno la mattina, a mezzogiorno e anche la sera) è stupido e sbagliato non parlarne perché altrimenti temiamo di sporcarci il karma.
    Ma, come dicevo sopra, perchè non sfruttiamo questa fonte di attrattiva maggiore (PaperTotti) ?
    Perchè la volta in cui c'è la storia col VIP, invece che fare queste "storie a risparmio energetico" (sorry se ripeto il termine, ma mi pare corretto per spiegare il concetto), non scendono in campo i pezzi da 90, impegnandosi al meglio, così da far vedere al lettore non abituale del Topo quali sono i livelli massimi che può raggiungere, e magari invogliarlo a prendere qualche numero in più?
    Deboroh troppppppppo Web 2.0!
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