[Topolino] Annata 2007
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No, però la scelta di "quella" direttrice, è il sintomo di quale direzione (perdonate il gioco di parole) vogliano prendere i vertici della Disney, con fumetti sempre più gggggiovani e trendy. E così Paperino Paperotto diventa PP8Frittole, Wizards of Mickey ha citazioni prese a caso da Harry Potter, LOTR e compagnia bella, ecc. ecc.
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Il nuovo sito di Topolino, con le schede sugli autori, i personaggi, le grandi saghe, le storie straniere da scaricare O_o
Oddio...
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Oddio...
Vedi? Magari ci infilano da qualche parte sul Web pure gli editoriali di Sisti 
T 2689
WoM II – Ritorno a Casa (Ambrosio/Pastrovicchio): è finita. Con il botto? Con lo scivolone? No. Quest’ultimo episodio riflette il clima dell’intera saga: tra alti e bassi migliore della prima, ma comunque mediocre.
C’è da dire che Ambrosio in questo discreto episodio ha saputo riprendere la figura di Macchia Nera, evitando un finale-minestrone come era stato l’epico Lo Stregone Supremo. Certo, questo lenisce i legami di continuità con l’episodio precedente e indebolisce l’intera coesione narrativa (facilmente distinguibili e discernibili il filone di Macchia Nera e quello dei Draghi Antichi). Così dopo un buon inizio, si scivola subito con un Gambadilegno ritornato stupido, cattivo e asservito; davvero uno smacco per il personaggio, dopo lo scorcio d’introspezione visto in I Guardiani delle Tenebre. La storia si riassesta… ed ecco la fantastica intuizione delle pulci mannare. E vabbè, se non altro potrebbe esserci un’esile citazione ai Grilli Atomici. Ma una volta tanto, un elogio ad Ambrosio si deve fare: riesce a mettere in piedi un bel colpo di scena con tanto di degna atmosfera di suspance. Peccato che subito dopo si abbia una ovvia e frettolosa redenzione di Minni e un finale anch’esso frettoloso (E’ tempo di festeggiare!) in cui non si capisce come Topolino possa sconfiggere tanto facilmente Macchia Nera nè da dove spuntino Nereus e il drago. Ma il piatto forte sono i disegni, realizzati da un Pastrovicchio in forma, molto gottferdsoniano e particolareggiato. Ottimo il suo Macchia Nera, complice la particolare forma del balloon, ricorda molto l’Incappucciato di Bone.
Paperino, Gastone e il Duello tecnologico (Faccini): aaahhh, questo Faccini distensivo mi ci voleva proprio, per risollevare la qualità del Topo. Una storia estremamente godibile, che si incentra sì sul mondo dei giovani, seguendo l’attuale politica redazionale, ma con una cera ironia di fondo, non metaforica o delirante ma comunque estremamente apprezzabile. Una buona storia che si prende i suoi tempi, che valorizza le tendenze autodistruttive di Paperino, aumentando man mano il ritmo della narrazione fino a raggiungere una comica frenesia che sembrerà tanto scontata ma che è anche tanto rara. Ottimi i disegni, esilaranti e irriverenti i cellulari all’ultimo grido dei due spassosissimi cugini. Grande Faccini.
WoM II – Ritorno a Casa (Ambrosio/Pastrovicchio): è finita. Con il botto? Con lo scivolone? No. Quest’ultimo episodio riflette il clima dell’intera saga: tra alti e bassi migliore della prima, ma comunque mediocre.
C’è da dire che Ambrosio in questo discreto episodio ha saputo riprendere la figura di Macchia Nera, evitando un finale-minestrone come era stato l’epico Lo Stregone Supremo. Certo, questo lenisce i legami di continuità con l’episodio precedente e indebolisce l’intera coesione narrativa (facilmente distinguibili e discernibili il filone di Macchia Nera e quello dei Draghi Antichi). Così dopo un buon inizio, si scivola subito con un Gambadilegno ritornato stupido, cattivo e asservito; davvero uno smacco per il personaggio, dopo lo scorcio d’introspezione visto in I Guardiani delle Tenebre. La storia si riassesta… ed ecco la fantastica intuizione delle pulci mannare. E vabbè, se non altro potrebbe esserci un’esile citazione ai Grilli Atomici. Ma una volta tanto, un elogio ad Ambrosio si deve fare: riesce a mettere in piedi un bel colpo di scena con tanto di degna atmosfera di suspance. Peccato che subito dopo si abbia una ovvia e frettolosa redenzione di Minni e un finale anch’esso frettoloso (E’ tempo di festeggiare!) in cui non si capisce come Topolino possa sconfiggere tanto facilmente Macchia Nera nè da dove spuntino Nereus e il drago. Ma il piatto forte sono i disegni, realizzati da un Pastrovicchio in forma, molto gottferdsoniano e particolareggiato. Ottimo il suo Macchia Nera, complice la particolare forma del balloon, ricorda molto l’Incappucciato di Bone.
Paperino, Gastone e il Duello tecnologico (Faccini): aaahhh, questo Faccini distensivo mi ci voleva proprio, per risollevare la qualità del Topo. Una storia estremamente godibile, che si incentra sì sul mondo dei giovani, seguendo l’attuale politica redazionale, ma con una cera ironia di fondo, non metaforica o delirante ma comunque estremamente apprezzabile. Una buona storia che si prende i suoi tempi, che valorizza le tendenze autodistruttive di Paperino, aumentando man mano il ritmo della narrazione fino a raggiungere una comica frenesia che sembrerà tanto scontata ma che è anche tanto rara. Ottimi i disegni, esilaranti e irriverenti i cellulari all’ultimo grido dei due spassosissimi cugini. Grande Faccini.

#2689
Wizards of Mickey II - L'Età Oscura: Episodio 10: Ritorno a Casa (Ambrosio/L. Pastrovicchio): Alè, basta, è finito, non vogliamo più vedere questa povera bestia di storia soffrire ulteriormente. Oltretutto il finale proprio malaccio non è, e pur brillando di una mediocrità tutta sua, non si può dire che non sia leggibile, a differenza di molti altri episodi. Certo il senso di questo secondo ciclo mi sfugge, con la trama dei draghi rinchiusa dentro la trama pretesto di Topolino cattivo. Adesso però Minni è diventata cattiva, e quindi fa la darkettona, con sommo gaudio di Pastrovicchio che ho visto sinceramente divertito nel lavorare a questa storia. Se non altro si può dire proprio questo di Wizards of Mickey: che pur essendo stato una cartina tornasole dei problemi di una Disney allo sfascio, ha saputo far venire fuori il vero potenziale dei disegnatori, e non è poco. Per il resto, l'episodio offre i soliti stereotipi che fanno assomigliare i personaggi Disney ai puffi (Paperino DEVE in ogni frase ricordarci che è sfortunato, Pippo DEVE sperimentare un nuovo mestiere ogni volta) e ancora una volta un finale affrettato in cui non si capisce nulla. Perchè Ormen brilla? E' morto? Lo è anche Nereus? Topolino è ancora Stregone Supremo? E in virtù di che? E la corona? E i diamagic? Che senso aveva che Gamba e i suoi diventassero stupidamente cattivi così all'improvviso? E i mestieri di Pippo dove volevano andare a parare? Bah. Dai, non pretendiamo troppo. L'importante è che l'Età Oscura sia finita, e che adesso si sia liberato lo spazio per una lunga in più. E quindi adesso o si migliora o sarà il crollo totale.
Paperino e Gastone e il Duello Tecnologico (Faccini): Basta. Prendete quest'uomo e affidategli la supervisione e il controllo completo del comparto storie brevi. Lui sa come si fanno, sa come amministrare il respiro di una tenpage, come far ridere, come adeguare le aspettative del lettore a ciò che sta per leggere, come non prendersi troppo sul serio, come realizzare belle storie senza strafare e in tutto questo mantenendo comunque un profilo tutto suo, senza esagerare. La storia in questione dura 19 pagine ed è collocata in coda, dove invece avrei visto bene la storia lunga di Cimino, che ne dura 27. Andrebbero riviste un po' di cose, in ossequio ai ruoli e al genere delle storie. Non è questione di essere prevenuti o cosa: io ho letteralmente adorato questa storia di Faccini. Ma appunto, per un Topolino migliore bisognerebbe cominciare a fare dei distinguo, capire a che genere appartengono le storie, prima di collocarle nell'albo. E quindi muoversi di conseguenza. Non ci vogliono mille storie nè carne nè pesce, ma ottime storie lunghe e ottime storie brevi. E bisognerebbe imparare da quel maestro di Carl Barks che appunto a seconda della tipologia di storia, adeguava il metodo di lavoro finendo per sfornare capolavori in entrambi gli ambiti.
Faccini da Barks pare aver imparato molto, e nel leggere questa ed altre sue storie si respira la stessa vena di ironica follia. Nel caso in questione si occupa di sfottere la mania per i cellulari, (e in questo mi ha ricordato un certo episodio del cartone di Rat-Man) con un crescendo di demenzialità esponenziale, che arriva a far dire ai paperi le cose più astruse, salvo poi concludere il tutto con una gag così minimalista da ricordare in grande la struttura delle sue fantastiche autoconclusive. Quest'uomo ha capito tutto, ripeto.
Per il resto il numero offre un'altra storia di un Cimino che si spera la redazione ricollochi al più presto, e una nuova storia di un Venerus che a dispetto dei suoi esordi a misura di appassionato si è completamente perso nella mediocrità.
Dal 4 luglio però dovrebbe scattare l'operazione Paperinik Contro Tutti, per quattro settimane. Non saprei proprio cosa aspettarmi, spero solo che in tutto questo sia coinvolto almeno di straforo Gervasio. E intanto settimana prossima torna la PIA. Sigh.
Ci ha delusi. Il Capitano ha avuto la sua copertina, mentre i Robinson, nel numero loro dedicato si sono dovuti accontentare di un tondino in basso, lasciando il posto a una copertina su Wizards of Mickey. Una bella copertina, aggiungerei, e aggiungerei anche che mai e poi mai, a prescindere dalla qualità di Wizards of Mickey, mi sarei augurato che non gli venisse dedicata la cover di chiusura. Ma con un po' di buon senso si sarebbero potute fare entrambe le cose, in fondo non è che la settimana prossima il film sparisca dalle sale e il numero sui Robinson lo si poteva posticipare senza troppi problemi. Perchè me la prendo tanto per un film, che non ho visto e che forse non mi piacerà neanche? Ma ovviamente per la sua importanza all'interno della Disney. Non stiamo parlando di un sequel o di un live action, ma di un film della Disney Feature Animation. Pure Chicken Little ha avuto la sua copertina di Topolino dedicata, e pure i film Pixar. Non vedo perchè quest'anno la tradizione si debba interrompere.Capitano Jack Sparrow in copertina? Ottima mossa Vale! E chi si lamenta? Sarebbe anche ora che il marchio Disney cominci ad avvalersi dei suoi lati migliori per supportare l'un l'altra le varie sezioni. E poi un film Disney è un Evento, e un giornale iconico del mondo Disney come Topoino non può non celebrarlo. Spero però che non vengano dimenticati I Robinson, Ratatouille e Come D'Incanto. Non vedo l'ora di vedere le loro tre rispettive copertine. Non ci deluderai, veeero Valentina? *sviolin*
Wizards of Mickey II - L'Età Oscura: Episodio 10: Ritorno a Casa (Ambrosio/L. Pastrovicchio): Alè, basta, è finito, non vogliamo più vedere questa povera bestia di storia soffrire ulteriormente. Oltretutto il finale proprio malaccio non è, e pur brillando di una mediocrità tutta sua, non si può dire che non sia leggibile, a differenza di molti altri episodi. Certo il senso di questo secondo ciclo mi sfugge, con la trama dei draghi rinchiusa dentro la trama pretesto di Topolino cattivo. Adesso però Minni è diventata cattiva, e quindi fa la darkettona, con sommo gaudio di Pastrovicchio che ho visto sinceramente divertito nel lavorare a questa storia. Se non altro si può dire proprio questo di Wizards of Mickey: che pur essendo stato una cartina tornasole dei problemi di una Disney allo sfascio, ha saputo far venire fuori il vero potenziale dei disegnatori, e non è poco. Per il resto, l'episodio offre i soliti stereotipi che fanno assomigliare i personaggi Disney ai puffi (Paperino DEVE in ogni frase ricordarci che è sfortunato, Pippo DEVE sperimentare un nuovo mestiere ogni volta) e ancora una volta un finale affrettato in cui non si capisce nulla. Perchè Ormen brilla? E' morto? Lo è anche Nereus? Topolino è ancora Stregone Supremo? E in virtù di che? E la corona? E i diamagic? Che senso aveva che Gamba e i suoi diventassero stupidamente cattivi così all'improvviso? E i mestieri di Pippo dove volevano andare a parare? Bah. Dai, non pretendiamo troppo. L'importante è che l'Età Oscura sia finita, e che adesso si sia liberato lo spazio per una lunga in più. E quindi adesso o si migliora o sarà il crollo totale.
Paperino e Gastone e il Duello Tecnologico (Faccini): Basta. Prendete quest'uomo e affidategli la supervisione e il controllo completo del comparto storie brevi. Lui sa come si fanno, sa come amministrare il respiro di una tenpage, come far ridere, come adeguare le aspettative del lettore a ciò che sta per leggere, come non prendersi troppo sul serio, come realizzare belle storie senza strafare e in tutto questo mantenendo comunque un profilo tutto suo, senza esagerare. La storia in questione dura 19 pagine ed è collocata in coda, dove invece avrei visto bene la storia lunga di Cimino, che ne dura 27. Andrebbero riviste un po' di cose, in ossequio ai ruoli e al genere delle storie. Non è questione di essere prevenuti o cosa: io ho letteralmente adorato questa storia di Faccini. Ma appunto, per un Topolino migliore bisognerebbe cominciare a fare dei distinguo, capire a che genere appartengono le storie, prima di collocarle nell'albo. E quindi muoversi di conseguenza. Non ci vogliono mille storie nè carne nè pesce, ma ottime storie lunghe e ottime storie brevi. E bisognerebbe imparare da quel maestro di Carl Barks che appunto a seconda della tipologia di storia, adeguava il metodo di lavoro finendo per sfornare capolavori in entrambi gli ambiti.
Faccini da Barks pare aver imparato molto, e nel leggere questa ed altre sue storie si respira la stessa vena di ironica follia. Nel caso in questione si occupa di sfottere la mania per i cellulari, (e in questo mi ha ricordato un certo episodio del cartone di Rat-Man) con un crescendo di demenzialità esponenziale, che arriva a far dire ai paperi le cose più astruse, salvo poi concludere il tutto con una gag così minimalista da ricordare in grande la struttura delle sue fantastiche autoconclusive. Quest'uomo ha capito tutto, ripeto.
Per il resto il numero offre un'altra storia di un Cimino che si spera la redazione ricollochi al più presto, e una nuova storia di un Venerus che a dispetto dei suoi esordi a misura di appassionato si è completamente perso nella mediocrità.
Dal 4 luglio però dovrebbe scattare l'operazione Paperinik Contro Tutti, per quattro settimane. Non saprei proprio cosa aspettarmi, spero solo che in tutto questo sia coinvolto almeno di straforo Gervasio. E intanto settimana prossima torna la PIA. Sigh.
WoM II - l'Età Oscura: FI! FII!! FIII!! Triplice fischio finale, tutti negli spogliatoi (cercando se possibile di buttare la chiave). Si chiude con un episodio abbastanza soddisfacente (comparato con la media degli altri capitoli, ovviamente), con pochi elementi buffoneschi, anche se la trovata delle pulci era risparmiabile... un pò meno quella del calendario sexy in una fucina, solo perchè voglio prenderla come una parodia del meccanico che ha sempre le donnine nude appese in officina... Il ritorno di Macchia Nera era inevitabile, e grazie all'abile tratteggiatura del buon Pastrovicchio (assieme a Gervasio è il miglior caratterista di Macchia, imho) non poteva deludere (stesso dicasi per Gamba, DURO come non mai, espressivamente parlando [certi primi piani sono splendidi], e Minni [peccato per quel rossetto che sparisce non appena tornata buona...]), soprattutto graficamente, anche perchè l'unica frase "ad'effetto" che pronuncia (pag. 32: "Incapace! non sapresti tenere prigioniero neppure un bradipo con una zampa ingessata!") non è altro che una rivisitazione della celebre: "Questo pelandrone non e' nemmeno capace di derubare un sordomuto cieco e paralitico", di paperinikiana memoria... Per il resto, di "oscuro" io vedo i soliti buchi nella trama, tipo il bassotto che non riconosce Pluto (si erano già incontrati in passato, no?), continuando a scambiarlo per la belva... Il finale, fiacchissimo, si conclude in appena due pagine, e sembra dare ragione all'ipotesi di inglobamento con la terza saga in programma, anche se in questo caso non capirei perchè non dare un lieto fine alla vicenda migliore di questo, che definire scialbo è dire poco (ma del resto, tale contenuto tale finale). Va segnalata la 4°vignetta di pag.39, da cui è tratta la copertina, forse di ispirazione USA (non voluta, direi), quando un particolare di una storia (se non un intero disegno) veniva riprodotto paro paro in cover (seppur con diversa colorazione, dimensione etc., ma non è questo il caso cmq). Di Pastrovicchio ho già detto anche troppo negli altri interventi passati; lui, assieme a Vian, è stato il migliore degli artisti avvicendatosi ai disegni, non sto qui a dire perchè, ma quoto Sprea, dicendo che è stato un vero e proprio spreco di falangi, falangine e falangette, rubate a chissà quale storia capolavorosa dei due. Un bravo anche da parte mia va ai coloristi, che hanno saputo rendere al meglio anche le storie graficamente peggio riuscite (chissà mai quando vedremo degli splash panel così belli...).
A meno di un possibile prosieguo (la didascalia conclusiva non convince neanche me), quella che doveva essere la saga delle saghe finisce qui.
"Larga la foglia, stretta la via, WoM è finito, allegria!"
A meno di un possibile prosieguo (la didascalia conclusiva non convince neanche me), quella che doveva essere la saga delle saghe finisce qui.
"Larga la foglia, stretta la via, WoM è finito, allegria!"

#2690
Faccini in copertina è come al solito ottimo, ma il disegno e lo strillo non c'entrano proprio nulla l'uno con l'altro e questo fa rabbia visto che poteva essere la settimana per rimediare al problema dei Robinson. Il resto nel numero è di un sottotono che rasenta l'imbarazzante. In apertura c'è Zio Paperone e l'Avarizia di Bragaboom (Ferraris) che altro di interessante non ha che quella di farci vedere Ferraris in veste di autore completo. Mentre in chiusura c'è l'orrida Pia sceneggiata da Sarda, un tempo fulgido esempio di sceneggiatore fuoriclasse ora ridotto a poco più che panchinaro. In mezzo ci sarebbe da gioire per il ritorno della macchina del tempo se la storia in sè non fosse proprio poca cosa. Insomma brutto numero la cui cosa migliore e veder ritornare Ambrosio alle brevi, un formato di storia che senza dubbio gli compete di più.
Ma settimana prossima qualcosa dovrebbe succedere, visto che la copertina è by Ziche e la storia è con Gambadilegno e Trudy. E il ritorno del caro vecchio Tituzzo non può che mettermi l'animo in pace dopo i recenti orrori che ci siamo sorbiti di recente...
Faccini in copertina è come al solito ottimo, ma il disegno e lo strillo non c'entrano proprio nulla l'uno con l'altro e questo fa rabbia visto che poteva essere la settimana per rimediare al problema dei Robinson. Il resto nel numero è di un sottotono che rasenta l'imbarazzante. In apertura c'è Zio Paperone e l'Avarizia di Bragaboom (Ferraris) che altro di interessante non ha che quella di farci vedere Ferraris in veste di autore completo. Mentre in chiusura c'è l'orrida Pia sceneggiata da Sarda, un tempo fulgido esempio di sceneggiatore fuoriclasse ora ridotto a poco più che panchinaro. In mezzo ci sarebbe da gioire per il ritorno della macchina del tempo se la storia in sè non fosse proprio poca cosa. Insomma brutto numero la cui cosa migliore e veder ritornare Ambrosio alle brevi, un formato di storia che senza dubbio gli compete di più.
Ma settimana prossima qualcosa dovrebbe succedere, visto che la copertina è by Ziche e la storia è con Gambadilegno e Trudy. E il ritorno del caro vecchio Tituzzo non può che mettermi l'animo in pace dopo i recenti orrori che ci siamo sorbiti di recente...
Grazie della dritta, un numero imperdibile il prossimo 
A presto,
Michele
Michele
T 2690
Bah.
Zio Paperone e l’Avarizia di Brangaboom (Ferraris): storia ispirata al musical Brigadoon (di cui Scarpa ci ha offerto una ben più celebre e riuscita reinterpretazione), vede all’opera un Ferraris come autore completa. Una storia carina, sì, ma con un soggetto terribilmente debole e una trama inconcludente. Per il resto Ferraris si destreggia benino, inserendo anche una piccola citazione a La Scarpa Magica di Gottfredson. Disegni nella norma, non esattamente il massimo della vita. Non si capisce bene perché la popolazione dell’isola, scozzese nell’originale, debba diventare irlandese, perdendo talaltro un ottimo pretesto per l’avarizia degli isolani.
Cos’altro ci offre questo numero? Una storia della PIA così insipida che non merita nemmeno di essere commentata. Il che è tutto dire.
Insomma, aspettiamo settimana prossima, che zio Tito e zia Silvia ci porteranno un regalone indimenticabile. E speriamo che tutti gli altri zii, invidiosi, inizino a confezionarci regali altrettanto belli…
Bah.
Zio Paperone e l’Avarizia di Brangaboom (Ferraris): storia ispirata al musical Brigadoon (di cui Scarpa ci ha offerto una ben più celebre e riuscita reinterpretazione), vede all’opera un Ferraris come autore completa. Una storia carina, sì, ma con un soggetto terribilmente debole e una trama inconcludente. Per il resto Ferraris si destreggia benino, inserendo anche una piccola citazione a La Scarpa Magica di Gottfredson. Disegni nella norma, non esattamente il massimo della vita. Non si capisce bene perché la popolazione dell’isola, scozzese nell’originale, debba diventare irlandese, perdendo talaltro un ottimo pretesto per l’avarizia degli isolani.
Cos’altro ci offre questo numero? Una storia della PIA così insipida che non merita nemmeno di essere commentata. Il che è tutto dire.
Insomma, aspettiamo settimana prossima, che zio Tito e zia Silvia ci porteranno un regalone indimenticabile. E speriamo che tutti gli altri zii, invidiosi, inizino a confezionarci regali altrettanto belli…

T 2691
Ci sono passati tutti. Non c’è personaggio disneyano che non sia stato soggetto a lezioni di bon ton, per questa o quella occasione. Uno schema collaudato, insomma. Uno schema che Gambadilegno in: Questioni di stile (Faraci/Ziche) ricalca fin troppo fedelmente. La storia infatti non riesce a spiccare il volo, ma decelera lentamente dopo aver raggiunto l’apice della rincorsa: le ottime gag (fantastica quella del panda) sono diluite in una trama che sa troppo di già visto, con tempi comici un tantino sballati (in certi punti) e con alcune battute banali o comunque poco divertenti, che si discostano dalle esilaranti e argute trovate che il grande duo Faraci & Ziche ci ha regalato in passato. Intendiamoci: resta comunque una buona trama, che si fa apprezzare per la già citata gag del panda, per l’ormai obbligatorio riferimento ai nani di gesso e per le comparsate di alcuni personaggi; tuttavia manca quella geniale scintilla che ci si aspetterebbe da un duo che fa della reciproca stimolazione e collaborazione il proprio punto di forza. Le aspettative vengono deluse e ci si assesta nella normalità, quando sarebbe bastato un briciolo di intraprendenza in più per ottenere una bellissima storia pur essendo modellata su un’ossatura consolidata, come è ad esempio successo con Dinamite Bla e la Cena dei Buzzurri (giusto per citare una storia che parla di lezioni di galateo). Anche sul fronte grafico si ha una certa uniformazione: nonostante i disegni siano ad ottimi livelli, per nulla affrettati e con le prospettive giuste al posto giusto, si denota la mancanza di quel “qualcosa” che era ad esempio riscontrabile in Paperina di Rivondosa.
Una buona storia, ma mi da l’impressione che sia Tito sia Silvia si siano accontentati. E, sapendo di cosa sono capaci, la cosa delude.
Dall’anonimato delle storie restanti si salvano solo la storia di Cimino e i disegni di Deiana.
Ci sono passati tutti. Non c’è personaggio disneyano che non sia stato soggetto a lezioni di bon ton, per questa o quella occasione. Uno schema collaudato, insomma. Uno schema che Gambadilegno in: Questioni di stile (Faraci/Ziche) ricalca fin troppo fedelmente. La storia infatti non riesce a spiccare il volo, ma decelera lentamente dopo aver raggiunto l’apice della rincorsa: le ottime gag (fantastica quella del panda) sono diluite in una trama che sa troppo di già visto, con tempi comici un tantino sballati (in certi punti) e con alcune battute banali o comunque poco divertenti, che si discostano dalle esilaranti e argute trovate che il grande duo Faraci & Ziche ci ha regalato in passato. Intendiamoci: resta comunque una buona trama, che si fa apprezzare per la già citata gag del panda, per l’ormai obbligatorio riferimento ai nani di gesso e per le comparsate di alcuni personaggi; tuttavia manca quella geniale scintilla che ci si aspetterebbe da un duo che fa della reciproca stimolazione e collaborazione il proprio punto di forza. Le aspettative vengono deluse e ci si assesta nella normalità, quando sarebbe bastato un briciolo di intraprendenza in più per ottenere una bellissima storia pur essendo modellata su un’ossatura consolidata, come è ad esempio successo con Dinamite Bla e la Cena dei Buzzurri (giusto per citare una storia che parla di lezioni di galateo). Anche sul fronte grafico si ha una certa uniformazione: nonostante i disegni siano ad ottimi livelli, per nulla affrettati e con le prospettive giuste al posto giusto, si denota la mancanza di quel “qualcosa” che era ad esempio riscontrabile in Paperina di Rivondosa.
Una buona storia, ma mi da l’impressione che sia Tito sia Silvia si siano accontentati. E, sapendo di cosa sono capaci, la cosa delude.
Dall’anonimato delle storie restanti si salvano solo la storia di Cimino e i disegni di Deiana.

Non so che vi aspettavate.
E' vero che il tema del bon ton è un classico, ormai, ma come al solito c'è modo e modo per trattare un argomento.
L'umorismo di Tito è sempre una spanna al di sopra della media delle altre storie Disney. Ho avuto l'ennesima incauta idea di leggere la storia con qualcun altro nella stanza e ho fatto ancora la figura del "deficiente che ride leggendo Topolino, a quell'età". E va bene...
Immancabili nanetti. Simpatico il panda.
Ma la vera perla della storia è Sgrinfia, caratterizzato così bene come non l'ho mai letto! Da prendere assolutamente a modello per un uso più consapevole del personaggio, che non deve fare sempre solo "numero" o "tappezzeria".
E' vero che il tema del bon ton è un classico, ormai, ma come al solito c'è modo e modo per trattare un argomento.
L'umorismo di Tito è sempre una spanna al di sopra della media delle altre storie Disney. Ho avuto l'ennesima incauta idea di leggere la storia con qualcun altro nella stanza e ho fatto ancora la figura del "deficiente che ride leggendo Topolino, a quell'età". E va bene...
Immancabili nanetti. Simpatico il panda.
Ma la vera perla della storia è Sgrinfia, caratterizzato così bene come non l'ho mai letto! Da prendere assolutamente a modello per un uso più consapevole del personaggio, che non deve fare sempre solo "numero" o "tappezzeria".
A presto,
Michele
Michele
#2691
Il numero con Faraci. Copertina della Ziche, servono altri commenti?
Gambadilegno in...Questioni di Classe (Faraci/Ziche): Bando alle critiche, la coppia d'oro responsabile di Infierno, Motore/Azione e Angus Tales è tornata, e passare il tempo a fargli le pulci mi sembra poco onesto, nei confronti di chi una storia la fa pensando a compiacere un pubblico un pelino più alto e disincantato della media. Certo, le lezioni di bon ton, lo scambio di persona con - guarda caso - una sosia nella nobiltà, il tormentone umoristico sul non riuscire a ricordare un nome sono stereotipi obsoleti, ma non è forse giocando sui clichè e scrivendo delle metastorie che Faraci si è saputo far amare da un'intera generazione di Disneyani? A questo aggiungiamo anche l'hype per una storia che attendiamo ormai da sei mesi, e l'esagerata fame che settimane di vacche magre wizardsofmichiane ci ha fatto venire, ed ecco servite su un vassoio d'argento critiche e malumori.
Ma questa non è certo una storia impegnata appartenente al filone del Commissariato, ma una storia nata per essere cucita addosso a Silvia Ziche e alla sua irresistibile verve comica. E fa ridere, e parecchio. Innanzitutto proponendo un nuovo modo di intendere Sgrinfia, e mi stupisco come nesusno abbia mai pensato a una cosa tanto semplice e naturale, relegando Sgrinfia per tanti anni sullo sfondo a far la comparsa. In secondo luogo ci sono i nanetti di gesso cinesi, il panda (LOL), faracismi vari e la solita attenzione di Tito verso i personaggi nuovi che rimangono scolpiti nella memoria e spesso e volentieri assurgono al ruolo di personaggi fissi (Rock Sassi o Billy Paganino ad esempio).
In conclusione questa nuova storia non sarà al livello di Cani, ma questo ritrovarsi di una delle coppie artistiche più celebri degli anni 90 non può che giovare alla salute del Topo, e adesso si spera che la cosa continui e porti a nuovi e proficui risultati. Tito, ti vogliamo più spesso in Disney.
E settimana prossima neanche a farlo apposta tornano Vitaliano e Cavazzano, con la terza storia della "trilogia" di Dinamite. Cosa volere di più? Una saga in quattro parti con Paperinik? Gh.
Il numero con Faraci. Copertina della Ziche, servono altri commenti?
Gambadilegno in...Questioni di Classe (Faraci/Ziche): Bando alle critiche, la coppia d'oro responsabile di Infierno, Motore/Azione e Angus Tales è tornata, e passare il tempo a fargli le pulci mi sembra poco onesto, nei confronti di chi una storia la fa pensando a compiacere un pubblico un pelino più alto e disincantato della media. Certo, le lezioni di bon ton, lo scambio di persona con - guarda caso - una sosia nella nobiltà, il tormentone umoristico sul non riuscire a ricordare un nome sono stereotipi obsoleti, ma non è forse giocando sui clichè e scrivendo delle metastorie che Faraci si è saputo far amare da un'intera generazione di Disneyani? A questo aggiungiamo anche l'hype per una storia che attendiamo ormai da sei mesi, e l'esagerata fame che settimane di vacche magre wizardsofmichiane ci ha fatto venire, ed ecco servite su un vassoio d'argento critiche e malumori.
Ma questa non è certo una storia impegnata appartenente al filone del Commissariato, ma una storia nata per essere cucita addosso a Silvia Ziche e alla sua irresistibile verve comica. E fa ridere, e parecchio. Innanzitutto proponendo un nuovo modo di intendere Sgrinfia, e mi stupisco come nesusno abbia mai pensato a una cosa tanto semplice e naturale, relegando Sgrinfia per tanti anni sullo sfondo a far la comparsa. In secondo luogo ci sono i nanetti di gesso cinesi, il panda (LOL), faracismi vari e la solita attenzione di Tito verso i personaggi nuovi che rimangono scolpiti nella memoria e spesso e volentieri assurgono al ruolo di personaggi fissi (Rock Sassi o Billy Paganino ad esempio).
In conclusione questa nuova storia non sarà al livello di Cani, ma questo ritrovarsi di una delle coppie artistiche più celebri degli anni 90 non può che giovare alla salute del Topo, e adesso si spera che la cosa continui e porti a nuovi e proficui risultati. Tito, ti vogliamo più spesso in Disney.
E settimana prossima neanche a farlo apposta tornano Vitaliano e Cavazzano, con la terza storia della "trilogia" di Dinamite. Cosa volere di più? Una saga in quattro parti con Paperinik? Gh.
tocca intervenire anche a me, questa settimana. E forse pure la prossima. E se spiegate cos'è sta storia della saga in 4 parti+gadget su Pk, forse anche le successive 4 settimane. Non è bello. Anche perchè dovrò prendere almeno i primi numeri delle nuove ristampe di Witch...
Storia Faraciana. Disegni Zichici. Copertina Zichica&Soffritta, addirittura! La Dea si riconferma una cuoca provetta
Diciamo che sono d'accordo con tutti i commenti precedenti. La storia è un diorama di stereotipi topoliniani, di quelli di cui gli sceneggiatori mediocri alla loro prima pubblicazione sul Topo fanno man bassa per tirare a campare, tanto per i bambini basta e avanza. Ergo, da Faraci non ce lo si aspettava. A sua parziale giustificazione c'è il fatto che forse sta riversando le sue energie in altri progetti extra Disney.
Anche la Dea cade nei suoi stereotipi, le sue solite espressioni che fanno ridere e bastano e avanzano. Mentre invece sono un po' più curati gli sfondi, su cui la ziche di solito tende a glissare...
E questo andava detto.
Per il resto, quando la storia comincia a ingranare, si risente finalmente la puzza della Grande Coppia Ziche&Faraci, delle Angus Tales, Infierno e le loro altre storie comiche apparse sul Topo. Non agli stessi livelli però, per via di quel rilassamento autoriale che è la piaga di Topolino e che io ormai vedo ovunque. Spero sia colpa mia...
Come non citare il Panda. COME NON CITARE IL PANDA! Non tanto per l'idea del travestimento o la scelta proprio di quell'animale, quanto per la decisione di rendere le espressioni facciali sulla maschera stessa. Cmq la doppiavignetta con il panda disteso rimane memorabile e va ad aggiungersi a quella galleria di icone create dalla Ziche, a cui presto o tardi dedicherò un sito, cosa che ho in mente da anni. Grrodon è pregato di astenersi da commenti sulla questione.
E come non citare anche la comparsata di Topolino e dell'istericaMinnie (© by Ziche), anche quella sull'orlo di un cliché che però è appannaggio della Grande Coppia, quindi è anche accettabile.
Un commento positivo va anche all'ultima storia, quella di Paperut, e sui disegni di Deiana nella storia sulla 313.
Ah, lol... anche le battute di Leonardo Manera fanno scompisciare
Storia Faraciana. Disegni Zichici. Copertina Zichica&Soffritta, addirittura! La Dea si riconferma una cuoca provetta
Diciamo che sono d'accordo con tutti i commenti precedenti. La storia è un diorama di stereotipi topoliniani, di quelli di cui gli sceneggiatori mediocri alla loro prima pubblicazione sul Topo fanno man bassa per tirare a campare, tanto per i bambini basta e avanza. Ergo, da Faraci non ce lo si aspettava. A sua parziale giustificazione c'è il fatto che forse sta riversando le sue energie in altri progetti extra Disney.
Anche la Dea cade nei suoi stereotipi, le sue solite espressioni che fanno ridere e bastano e avanzano. Mentre invece sono un po' più curati gli sfondi, su cui la ziche di solito tende a glissare...
E questo andava detto.
Per il resto, quando la storia comincia a ingranare, si risente finalmente la puzza della Grande Coppia Ziche&Faraci, delle Angus Tales, Infierno e le loro altre storie comiche apparse sul Topo. Non agli stessi livelli però, per via di quel rilassamento autoriale che è la piaga di Topolino e che io ormai vedo ovunque. Spero sia colpa mia...
Come non citare il Panda. COME NON CITARE IL PANDA! Non tanto per l'idea del travestimento o la scelta proprio di quell'animale, quanto per la decisione di rendere le espressioni facciali sulla maschera stessa. Cmq la doppiavignetta con il panda disteso rimane memorabile e va ad aggiungersi a quella galleria di icone create dalla Ziche, a cui presto o tardi dedicherò un sito, cosa che ho in mente da anni. Grrodon è pregato di astenersi da commenti sulla questione.
E come non citare anche la comparsata di Topolino e dell'istericaMinnie (© by Ziche), anche quella sull'orlo di un cliché che però è appannaggio della Grande Coppia, quindi è anche accettabile.
Un commento positivo va anche all'ultima storia, quella di Paperut, e sui disegni di Deiana nella storia sulla 313.
Ah, lol... anche le battute di Leonardo Manera fanno scompisciare
“DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

Non copiarmi, suGrrodon ha scritto:proponendo un nuovo modo di intendere Sgrinfia, e mi stupisco come nesusno abbia mai pensato a una cosa tanto semplice e naturale, relegando Sgrinfia per tanti anni sullo sfondo a far la comparsa
Sottoscrivo tutto quello che hai detto.
E purtroppo non resisto a non comprare anche il prossimo numero: l'accoppiata dell'Eclisse di Sale merita attenzione. (A questo punto, dispiace che La Cena dei Buzzurri non sia stata disegnata da Giorgio, la trilogia sarebbe stata perfetta!)
A presto,
Michele
Michele
Unico aspetto negativo dell'intera storia: la gag trita e ritrita del tizio che non ricorda il nome di Gamba...
...
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...anche se i nomi sbagliati mi hanno fatto lollare!
Perchè, come sempre, ci può anche essere qualcosa di inflazionato ma se trattato da un Faraci...
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...anche se i nomi sbagliati mi hanno fatto lollare!
Perchè, come sempre, ci può anche essere qualcosa di inflazionato ma se trattato da un Faraci...
Potrete ingannare tutti per un pò.
Potrete ingannare qualcuno per sempre.
Ma non potrete ingannare tutti per sempre.
Potrete ingannare qualcuno per sempre.
Ma non potrete ingannare tutti per sempre.
#2692
Una bella copertina che omaggia la storia d'apertura. E disegnata da Cavazzano. Cosa volere di più? E poi questo è anche il numero della discordia e dei tumulti!
Dinamite Bla Sindaco (Vitaliano/Cavazzano): Molto buona, benchè stavolta si rida decisamente meno delle altre due volte. E' così, di fronte alla satira sociale della Cena dei Buzzurri, vero e proprio capolavoro, e agli ottimi ritmi dell'eclissi di Eclissi di Sale, qui siamo forse a un gradino inferiore. D'altro canto si nota una decisa evoluzione narrativa, che porta la miniserie ad un linguaggio un po' più adulto del solito, il che è sempre cosa buona e giusta. Pure Cavazzano sembra ancora più ispirato del solito, come spesso capita quando sa di star disegnando qualcosa di valido. Insomma la storia per cui vale la pena prendere il numero, con tutte le finezze del caso, a partire dal ritorno del vacchio Fiuto Joe, il rispuntare di Truz e la presenza di Oboe Rosiconi. Una farsa che più farsa non si può, e che elegge definitivamente Vitaliano come genitore naturale di quell'ottimo personaggio che è Dinamite Bla.
Paperino e il Rottame da Salvare (McGreal/Andersen): E c'è ancora chi ha dubbi? Questa è una buonissima storia. Dopo un decennio e mezzo Topolino fa il grande gesto di introdurre materiale estero tra le sue pagine e noi lo accogliamo così? E tutto per una sterile questione di campanilismo? Come già detto un sacco di altra gente, se la tendenza è quella di sostituire certi orrendi riempitivi, magari impiegando e stimolando gli autori italiani nella realizzazione di lunghe di un certo livello, allora la cosa ben venga. Ora basta che le mettano in mezzo dando loro il ruolo che le spetta.
Certo, può essere un segnale di crisi, invece. Possono esser ricorsi ad una storia estera proprio per mancanza di materiale. Forse stanno andando in malora. Ma allora che male c'è a fare un passo indietro con molta umiltà per provare a "ricominciare da capo"? La storia in questione appartiene al filone della 313, sicuramente più sfruttato in Italia che all'estero, ed è ricca di gag visive, di espressioni molto simpatiche e una sceneggiatura ritmata, simile a quella di un cortometraggio. Ed è sicuramente meglio di certe PORCATE firmate Regolo, Quattrocolo o Gentina. Basta difendere a priori una scuola italiana in cui solo certi si impegnano per farsi notare mentre la maggior parte preferiscono offenderci con storie come Ciccio ama Ciccia. Basta schifezze. O meglio, importiamole queste schifezze e dedichiamoci ad altro. Ci sarà più concorrenza? Chissenefrega, non è un problema mio. Io sono cliente, lettore, compro, leggo e giudico. Ed esigo un valido prodotto. Insomma, per ora sto dalla parte della barricata e faccio il nerd. E a proposito di disgustose nerdaggini vari, com'è che si vedono in una vignetta Qui Quo Qua bebè, quando tutti sanno che erano andati a stare sullo Zio ad un età ben più avanzata?
Next: Paperinik Contro Tutti. Ecco, il tipo di saga da cui non so minimamente cosa aspettarmi.
Una bella copertina che omaggia la storia d'apertura. E disegnata da Cavazzano. Cosa volere di più? E poi questo è anche il numero della discordia e dei tumulti!
Dinamite Bla Sindaco (Vitaliano/Cavazzano): Molto buona, benchè stavolta si rida decisamente meno delle altre due volte. E' così, di fronte alla satira sociale della Cena dei Buzzurri, vero e proprio capolavoro, e agli ottimi ritmi dell'eclissi di Eclissi di Sale, qui siamo forse a un gradino inferiore. D'altro canto si nota una decisa evoluzione narrativa, che porta la miniserie ad un linguaggio un po' più adulto del solito, il che è sempre cosa buona e giusta. Pure Cavazzano sembra ancora più ispirato del solito, come spesso capita quando sa di star disegnando qualcosa di valido. Insomma la storia per cui vale la pena prendere il numero, con tutte le finezze del caso, a partire dal ritorno del vacchio Fiuto Joe, il rispuntare di Truz e la presenza di Oboe Rosiconi. Una farsa che più farsa non si può, e che elegge definitivamente Vitaliano come genitore naturale di quell'ottimo personaggio che è Dinamite Bla.
Paperino e il Rottame da Salvare (McGreal/Andersen): E c'è ancora chi ha dubbi? Questa è una buonissima storia. Dopo un decennio e mezzo Topolino fa il grande gesto di introdurre materiale estero tra le sue pagine e noi lo accogliamo così? E tutto per una sterile questione di campanilismo? Come già detto un sacco di altra gente, se la tendenza è quella di sostituire certi orrendi riempitivi, magari impiegando e stimolando gli autori italiani nella realizzazione di lunghe di un certo livello, allora la cosa ben venga. Ora basta che le mettano in mezzo dando loro il ruolo che le spetta.
Certo, può essere un segnale di crisi, invece. Possono esser ricorsi ad una storia estera proprio per mancanza di materiale. Forse stanno andando in malora. Ma allora che male c'è a fare un passo indietro con molta umiltà per provare a "ricominciare da capo"? La storia in questione appartiene al filone della 313, sicuramente più sfruttato in Italia che all'estero, ed è ricca di gag visive, di espressioni molto simpatiche e una sceneggiatura ritmata, simile a quella di un cortometraggio. Ed è sicuramente meglio di certe PORCATE firmate Regolo, Quattrocolo o Gentina. Basta difendere a priori una scuola italiana in cui solo certi si impegnano per farsi notare mentre la maggior parte preferiscono offenderci con storie come Ciccio ama Ciccia. Basta schifezze. O meglio, importiamole queste schifezze e dedichiamoci ad altro. Ci sarà più concorrenza? Chissenefrega, non è un problema mio. Io sono cliente, lettore, compro, leggo e giudico. Ed esigo un valido prodotto. Insomma, per ora sto dalla parte della barricata e faccio il nerd. E a proposito di disgustose nerdaggini vari, com'è che si vedono in una vignetta Qui Quo Qua bebè, quando tutti sanno che erano andati a stare sullo Zio ad un età ben più avanzata?
Next: Paperinik Contro Tutti. Ecco, il tipo di saga da cui non so minimamente cosa aspettarmi.
basta chiedere a me! Devi aspettarti Pk Frittole, ma senza lyla, angus e evroniani. Quelli erano ancora retaggio di quella merda di pkna.Grrodon ha scritto:Next: Paperinik Contro Tutti. Ecco, il tipo di saga da cui non so minimamente cosa aspettarmi.
“DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

Vabbè, pkfrittole...
Da quel che ho letto saranno 4 classiche storie di Paperinik sul Topo, con lo stile da Topo.
Da quel che ho letto saranno 4 classiche storie di Paperinik sul Topo, con lo stile da Topo.
Posto qui qualcosa e non sul Papersera, dove è in corso una specie di seduta psicanalitica di massa.
L'ingresso delle migliori storie straniere è per me una vera GE-NIA-LA-TA. Avremo un po' meno Uggetti, Panaro e Michelini - qualcuno si sta strappando i capelli per la disperazione? - ma sicuramente godremo di qualcosa di apprezzabile.
Tanto per dire, fra un Van Horn e l'anonimo Michelini dell'ultimo topo la mia scelta sarebbe netta e inequivocabile - fra l'altro la storia di Michelini era la brutta copia della celeberrima storia delle pitto-pareti di Scarpiana memoria, vedere l'idea così malamente riciclata parlando di pavimenti anzichè di pareti mi ha fatto quasi ridere dall'amarezza.
Inoltre: ottima la colorazione della storia straniera, veramente ottima, magari trama scontata - in Italia abbiamo visto di meglio - ma davvero divertente nei suoi ritmi da cortometraggio animato.
Cavazzano, Vitaliano e il loro Dinamite Bla, invece, sono sempre fantastici. Come ammesso dal buon Grrod, nell'ultima storia del nostro amico buzzurro si ride di meno ma alcune trovate (il sindaco che mentre gioca a freccette dice d'essere molto occupato) altro non sono che la fotografia del nostro paese (nella mia città gli assessori stanno sempre al bar a bersi crodini) ergo sembra quasi di percepire la satira che decenni addietro permeava molte storie e la cosa non potrebbe che far bene alla Disney attirando pubblico di ogni età: i bimbi ridono per le gag slapstick e gli adulti sorridono per questo genere di finezze...
L'ingresso delle migliori storie straniere è per me una vera GE-NIA-LA-TA. Avremo un po' meno Uggetti, Panaro e Michelini - qualcuno si sta strappando i capelli per la disperazione? - ma sicuramente godremo di qualcosa di apprezzabile.
Tanto per dire, fra un Van Horn e l'anonimo Michelini dell'ultimo topo la mia scelta sarebbe netta e inequivocabile - fra l'altro la storia di Michelini era la brutta copia della celeberrima storia delle pitto-pareti di Scarpiana memoria, vedere l'idea così malamente riciclata parlando di pavimenti anzichè di pareti mi ha fatto quasi ridere dall'amarezza.
Inoltre: ottima la colorazione della storia straniera, veramente ottima, magari trama scontata - in Italia abbiamo visto di meglio - ma davvero divertente nei suoi ritmi da cortometraggio animato.
Cavazzano, Vitaliano e il loro Dinamite Bla, invece, sono sempre fantastici. Come ammesso dal buon Grrod, nell'ultima storia del nostro amico buzzurro si ride di meno ma alcune trovate (il sindaco che mentre gioca a freccette dice d'essere molto occupato) altro non sono che la fotografia del nostro paese (nella mia città gli assessori stanno sempre al bar a bersi crodini) ergo sembra quasi di percepire la satira che decenni addietro permeava molte storie e la cosa non potrebbe che far bene alla Disney attirando pubblico di ogni età: i bimbi ridono per le gag slapstick e gli adulti sorridono per questo genere di finezze...
Potrete ingannare tutti per un pò.
Potrete ingannare qualcuno per sempre.
Ma non potrete ingannare tutti per sempre.
Potrete ingannare qualcuno per sempre.
Ma non potrete ingannare tutti per sempre.





