Impegnato a visionare altro nelle scorse settimane, ho preferito continuare a maratonare ciò che stavo maratonando e lasciare indietro la visione della
sesta stagione Game of Thrones, stufo di seguire una serie settimanalmente dopo i provanti
Once Upon a Time e
Gotham.
Settimana scorsa ho potuto finalmente recuperare quanto trasmesso finora in questa nuova annata, un episodio a sera fino alla visione, poco fa, dell'episodio di domenica, e devo dire che... forse è questa la modalità migliore, almeno per me, per seguire questa serie.
Leggendo in parallelo i commenti in questo topic e quelli sentiti altrove, infatti, non ho mai ravvisato episodi loffi o poco ficcanti. Certo, gli episodi con meno ciccia non mancano (il terzo, il settimo), ma anche in quelli c'è sempre un frammento o un personaggio di grande interesse per il progredire generale della storia.
Ma forse l'impressione è davvero dovuta ad una visione unitaria: se in una settimana avessi avuto un solo episodio e questo, pur offrendo una cosa interessante, ne contenesse altre 5 un po'
meh, avrei giudicato in modo più impietoso singole puntate che invece, inserite nell'insieme, mi sono sembrate comunque valide, bene o male.
La delusione più grande è data da Tyrion: era il mio personaggio preferito, ma per quanto mostrato sinora in questa stagione fa poco e niente. Certo il fascino che il nano ha mostrato in passato rimane invariato, così come la sua incessante e scaltra favella, ma ha poco spazio di manovra per usare la propria presenza scenica e quel poco che fa non basta, risulta inconcludente, giocato perlopiù sull'atteggiamento cazzone/brillante e poco altro.
Molto buona la storyline di Daenerys, invece, che anche se ha qualche senso di deja-vu [spoiler]tra Dothraki e incendi dai quali uscire non-bruciate[/spoiler], mi è comunque molto piaciuta per la riaffermazione del personaggio.
Poco interesse in generale per quanto succede ad Approdo del Re: a parte l'Alto Passero, che grazie ad un'interpretazione davvero intensa e ad una parte scritta in modo intrigante risulta una delle figure più interessanti di tutta la saga, le tramette di Tommen che si fa sballottare a destra e a manca, di Cersei che tiene un fin troppo basso profilo e di Margaery che trama ma troppo lentamente per i miei gusti mi annoiano abbastanza. E poi non mi sarebbe dispiaciuto vedere anche il cammino della vergogna di Margaery, anche se capisco che sarebbe stato ridondante
Le due storyline più ricche e belle sono quindi quella di Bran e quella di Jon Snow.
Se per il secondo il colpo di scena [spoiler]della resurrezione[/spoiler] era un segreto di pulcinella come poche cose nel mondo dell'intrattenimento, è stato il modo con cui si è mosso il personaggio ad essere degno di interesse. Si riorganizza, forma un nuovo
brain trust per cercare di dare una "spallata" alle vicende e si riunisce con Sansa, in un primo passo verso il rimettere insieme i vari soggetti sparpagliati per i Sette Regni.
Bran rappresenta invece il cuore della mitologia della serie: certo, dopo averlo messo in stand-by per un anno intero mi aspettavo si calcasse in modo più diretto sulla componente metafisica che lo riguarda, invece si è mantenuto un certo pudore nel mostrare e spiegare. Per esempio la rivelazione sull'origine degli Estranei è trattata in modo talmente veloce e sbrigativa da risultare praticamente offensiva per gli spettatori, mentre i viaggi nel passato erano invece più soddisfacenti... peccato fossero così brevi!
Ad ogni modo
The dooor capolavoro, per come è stata costruita la
backstory di Hodor e il paradosso temporale relativo
L'ultimo episodio, l'
ottavo, prosegue in modo più o meno coerente quanto visto nei sette precedenti, per quanto riguarda Tommen&Cersei e Tyrion. In quest'ultimo caso la scena delle barzellette è assoluta riprova di quanto dicevo sopra riguardo al personaggio: grande, troppa attenzione al suo lato simpa, che di fatto ce lo inquadra in una stagione di passaggio per quanto lo riguarda, visto che prende tempo sempre e comunque, cazzeggiando di brutto, e mai come in questo episodio. Confido però che il colpo di scena con il ritorno di Daenerys (che prosegue l'opera di compattamento di personaggi che dicevo sopra riferito a Jon Snow/Sansa) dia i suoi frutti al riguardo.
La sottotrama di Jaimie che assedia il castello del Pesce Nero, che nell'episodio precedente prometteva di ammorbarmi come poche cose, si dimostra qui scritta e girata veramente bene, risultando quasi un'avventura dentro all'avventura, una parentesi piuttosto piacevole grazie ai dialoghi ben pesati tra il cavaliere senza una mano e Brienne, in scene veramente ben fatte.
E se anche il Mastino (a proposito, ottimo rientro in scena nel settimo episodio) sembra essere destinato a una maturazione di ruolo, è da Arya che mi aspetto grandi cose, ore. La parentesi del Tempio delle Facce e del Dio al quale è dedicato poteva essere seriamente interessante, ma devo concordare con chi dice che è stata gestita malino, tra regole poco chiare e fumose e un passaggio della vita di Arya poco curato, dove si è investito molto tempo per dire poco e niente e per arrivare ad una maturazione definitiva, vista in quest'ultimo episodio trasmesso, che appare poco giustificata. La scena con l'inseguimento e il climax della battaglia è però girata molto bene, emozionante e coinvolgente.
È stato quindi un episodio piuttosto buono, più per come le cose sono state messe in scena (il Mastino che impicca, la parte di Arya, quella con l'assedio, perfino la Montagna che uccide brutalmente uno dei Passeri) che all'interno della macrotrama generale. Ma ho pur sempre assistito a un prodotto curato, attento ai dettagli e sempre di alto spessore, non mi lamento.
Spero solo che due ore bastino, ora, per arrivare a punti fermi soddisfacenti per le cose più grosse.