Quella sulla nudità di Disperazione è solo una battutina da due soldi sulla sua bruttezza. Il sarcasmo con cui scrivo le trame non significa che non mi piace, ANZI. E' solo una sorta di satira amorevole verso un capolavoro. E' facile prendere in giro storie che parlano di magia, sentimenti, misticismo, leggende, ecc...
In realtà ogni singolo racconto è un miracolo, qualcosa che non credo si possa trovare in qualunque altro fumetto. Gaiman sparpaglia vari pezzi di un puzzle per poi rimetterli insieme alla fine e dargli non solo un senso ma soprattutto un significato, un messaggio che non è né retorico né banale.
C'è da dire però che a giocare con gli elementi astratti, magici, di Sandman è facile trovare qualunque spiegazione o dietrologia si voglia. Tu (così come Gaiman) puoi trovare quel significato alla nudità di Disperazione, ma allora per lo stesso motivo tutti gli altri Eterni potrebbero essere nudi. Gli Eterni sono le personificazioni di sentimenti umani, che per loro natura sono la nostra parte più intima, e quindi nuda. Allo stesso modo ci sono decine di altri sentimenti che Gaiman avrebbe potuto personificare, però ne ha scelti solo sette, dando l'impressione che siano i sette sentimenti primari mentre invece non è così (anzi, io trovo molto stonato un Eterno come Distruzione in mezzo a tutti gli altri). Poi, appunto, a volte sono sentimenti (desiderio, disperazione), a volte sono "stati dell'anima" (il sogno, la morte, il delirio), a volte sono... boh, cos'è Distruzione? cos'è Destino? Sono "cose che capitano agli umani", ma ce ne sono decine d'altre, appunto. Gaiman ha solo scelto quelle, che bastano e avanzano per rendere non solo coerente ma soprattutto ammaliante il suo universo, la sua storia.
In questo senso Sandman non è una rivelazione della vita, non è una nuova Bibbia, ma è una metafora, al massimo. E' solo una storia. Lunga, complessa, importante, simile alla vita, ma solo una storia. E a me basta questo, non cerco certo in Gaiman un filosofo o un guru (e non penso che lo sia, né che lui si ritenga tale).
Clive Barker devo ammettere che non lo conosco (leggo su Wikipedia che fa film e romanzi horror, e questo spiega perché non lo conosco

), ma so che Gaiman intreccia rapporti personali con tutto il mondo della cultura contemporanea dal fumetto, alla letteratura, alla musica, al cinema, e questo è indice della straordinarietà del fenomeno-Gaiman nel nostro tempo, un creatore di universi e di storie al pari di Asimov o Tolkien, e l'emblema di questa sua straordinarietà e la summa di tutta la sua poetica è sicuramente Sandman. E' lo Spielberg della letteratura!
Poi anche Gaiman ogni tanto usa trucchetti, si arrampica sugli specchi (ad esempio in
La stagione delle nebbie), si affida a spiegazioni "magiche" (un po' come gli sceneggiatori di Lost ultimamente

), ma se riesce a mantenere l'atmosfera mitica delle sue storie allora ben vengano anche i trucchetti (e vale anche per Lost).
Riguardo a questo ciclo, sicuramente è quello più chiarificatore della storia degli Eterni, hanno tutti ruoli importanti e si capisce molto sulle loro personalità. Personalmente continuo a preferire i cicli delle favole,
Le terre del Sogno e
Favole e riflessi, perché sono autoconclusive e sono quindi "tante" magnifiche storie. Quella degli Eterni è "una" magnifica storia, a puntate, quindi la si apprezza di più nel complesso. Ma quello che fa apprezzare di più entrambe le cose sono i legami fra di esse, come la storia degli Eterni si intrecci con leggende autoconclusive, apparentemente campate in aria, nient'altro che favole... e invece sono momenti fondamentali della eterna vita di Sogno e dei suoi fratelli. Questa secondo me è l'idea geniale alla base di Sandman, quella che ne fa un universo complesso, che astrattizza la nostra vita concreta e concretizza i nostri pensieri astratti, e li trasforma tutti in tappe fondamentali di un'unica gigantesca storia del Mondo. Altro che
Watchmen 