Questa intervista venne pubblicata un po'di tempo fa su Animated News. La riporto qui di seguito, perchè analizza diversi aspetti del nuovo cortometraggio di Pippo che ho trovato interessanti.
ANIMATED VIEWS : Perchè per rilanciare la divisione dei cortometraggi Disney, è stato scelto un nuovo cortometraggio di Pippo, in particolare un nuovo film della serie How to…?
ANDREAS DEJA: John Lasseter annunciò che avremmo ripreso a realizzare cortometraggi perché la Pixar stava facendo cortometraggi e questa era una buona idea per coltivare nuovi talenti e per far cimentare registi e sceneggiatori con nuovi film, e ognuno di noi fu entusiasta della notrizia. Avrebbero dato al regista e agli sceneggiatori la facoltà di scegliere con quale tecnica realizzarlo. Così potete aspettarvi che qualcuno sarà in CG qualcuno sarà in 2D. John specificò anche che avrebbe voluto realizzare qualcosa con i personaggi classici così da riportarli in auge e rilanciarli. Due sceneggiatori, Kevin e Stenie [Kevin Deters e Stenie Wermers per la prima volta registi], esordirono con un idea per un nuovo How to… con Pippo. Credo che Kevin avesse vissuto l’esperienza di installare il suo home theater e così la sfruttò.
AV: Perciò lui stesso ha dovuto fronteggiare le stesse difficoltà rappresentate nel film?
AD: Per molti di noi è stato così. Noi amiamo i nostri grandi schermi e l’alta definizione. Io ho un Blu-ray ora e adoro questo genere di cose, tranne per il fatto che mi devo far aiutare, non faccio tutto da solo. Scartando una scatola con tutti quei cavi, apri e guardi tutte quelle cose impacchettate e pensi “Mi aspetta mezza giornata di lavoro!” Perciò ho animato una di quelle scene in cui Pippo prova a fare questo.
AV: E hai inserito le tue frustrazioni in tale scena?
AD: Si, e il motivo per cui risuonano, e per cui probabilmente i vecchi How to… facevano la stessa cosa, è perché hanno a che fare con situazioni ordinarie che la gente ha vissuto in prima persona. […] E’ quello che Pippo come personaggio animato fa nel tentativo di installare il suo home theater, così la gente saprà che cosa comporta e quali frustrazioni produce.
AV: Quindi la gente al cinema può relazionarsi e pensare “Si, è successo anche a me”
AD: Esattamente. Questo è proprio come è nata la cosa…dall’idea di Stevie e Kevin.
AV: Sono statie considerate altre proposte di How to…con Pippo?
Mark Henn :Ce ne sono state forse un paio, ma quella dell’home theater è state l’unica idea proposta che ha acceso l’entusiasmo, catturato l’attenzione di tutti e l’interesse di John.
AD: Penso che probabilmente ce ne siano stati, ma a John Lasseter piacque questa, credo perché si sia sentito coinvolto. E so che John vuole che vedendolo la gente pensi “Aspetta un minuto. Sembra uno dei vecchi How to… degli anni quaranta, ma aspetta un minuto, non può essere perché ha a che fare con TV al plasma, cavi, subwoofers e suono surround”. Perciò l’idea è questa: vuole che tutto appaia esattamente come se fosse un vecchio How to.
AV: Possiedi un grosso schermo da 60 pollici, giusto?
AD: Si ce l’ho da anni. Lo pagai una cifra quando queste cose erano appena affacciatesi sul mercato, ma non me ne pento perché ce l’ho avuto per tanti anni e funziona ancora benissimo. Lo adoro. La mia grande aggiunta è il Blue Ray. Sono completamente assorbito dal Blu-Ray, ora!
AV: In alcuni cortometraggi di Pippo, come How to play football e Hockey Homicide, ogni personaggio assomiglia a Pippo. Questa tradizione continuerà con How To hook Up Your Home Theatre? Ci saranno personaggi che assomigliano a Pippo?
MH: Si. Alcuni di loro non sono niente altro che personaggi alla Geef, una specie di clone di Pippo, e altri invece sono come Pippo, così li avete entrambi.
AV: Molti cortometraggi classici si riferiscono a Pippo con un altro nome, come “George Geef”. Quale nome avrà Pippo in questo nuovo cortometraggio?
AD: “Pippo”
MH: Il personaggio di Geef è una specie di cugino di Pippo, se vogliamo, e così nel nostro cortometraggio vedrai Pippo nei panni di Pippo, e il resto del mondo sarà popolato da questi “cugini”.
AV: Negli ultimi anni, abbiamo assistito ad alcune aggiunte alla famiglia di Pippo. Sua moglie, il figlio Max, il gatto Wafles, o il nipote Gilberto faranno qualche apparizione nel cortometraggio?
MH: No, nessuno.
AD: Nessun familiare. Ci sono personaggi di contorno, personaggi minori, quattordici in tutto, e sono raffigurati come appartenenti all’universo ‘pippico’.
AV: Ci saranno Topolino, Minni o Pluto?
AD: No. […]
AV: Fin’ora quale sembra essere la lunghezza di How To Hook Up Your Home Theater? Un cortometraggio di sette-otto minuto della vecchia scuola?
AD: Stanno tentando di realizzare cortometraggi brevi, che si mantengano attorno ai cinque minuti. Credo che questo durerà circa sei minuti.
AV: Nell’articolo del New York Times “For Disney, Something Old (and short) is new agan”, Don Hahn fa numerose riflessioni su Home Theater e gli altri cortometraggi futuri. Quanto Don ha effettivamente ha che fare con la divisione dei cortometraggi?
MH: Non molto, perché è in anno sabatico, per questo non è coinvolto. C’era quando l’articolo fu scritto, e aiutò a lanciare l’idea, ma per ora si è preso un momento di pausa.
AV: Ci sono altri How to…in progetto?
MH: Lo speriamo! So che John ha esaminato altre proposte e credo che Kevin e Stevie che hanno diretto questo abbiano diverse idee, perciò secondo me ci sono delle possibilità.
AV: Sapete a quale film Home Theater verrà abbinato?
AD: Non saprei. Abbiamo sentito che l’intenzione sarebbe di abbinarlo a un live-action Disney per la famiglia in Autunno.
AV: L’ultimo cortometraggio dello Studio, Lorenzo, debuttò con un live action intitolato Raising Helen, e io ero andato al cinema a vedere un altro film, ma quando pensai che Lorenzo stava per iniziare, andai nell’altra sala e lo guardai per tornare poi nella mia sala e guardare l’altro film!
AD: E’ quello che avrei fatto anche io. Io stesso ho fatto cose simili.
AV: Lo feci anche con Runaway Brain.
AD: Si, perché ricordo che era abbinato ad un film che non era un granchè.
AV: Si, A kid In King Arthur’s Court. Nel nuovo cortometraggio chi sarà il narratore?
AD: Un narratore che sembra identico ad uno di quelli dei vecchi cortometraggi. Non ricordo il nome, ma egli ha la stessa intonazione, la stessa dizione asciutta e prosaica. Dirai “E è la stessa voce, ma non può essere! Non possono avere usato vecchie registrazioni di dialogo perché il materiale è tutto nuovo!”. È praticamente la stessa voce.
MH: Credo sia Corey Burton a prestare la voce. E’ sorprendentmente simile a uno dei doppiatori usati in passato, perché di fatto vennero impiegati diversi attori. Se guardi numerosi cortometraggi di Pippo potrai notare che ci sono almeno due, forse tre, differenti narratori a seconda del film. Il nostro narratore è come quello classico, quando diventa serio con quella pronuncia autorevole. E’ grandioso.
AV: Quale modello di Pippo è stato usato? Avete fatto riferimento a quello di Art Babbit dello stile a cavallo tra anni trenta e quaranta, o quello attuale più rotondeggiante?
AD: E’ il modello dei primi How to. Abbiamo esaminato i meravigliosi dischi dei Disney Trasures e tutti i cortometraggi in essi presenti: How to Play baseball, How to Ski… E’ praticamente lo stesso Pippo, quello di Art Babbit, espressione da compagnone, con una struttura leggermente diversa, muso più grande, e testa un po’ più in basso, è ormai superato. Abbiamo usato il modello di John Sibley; ognuno ha ripreso nuovamente a parlare di John Sibley dopo quell’articolo scritto da Pete Docter sulla rivista di Amid, Animation Blast. Sibley fece molto per l’animazione di Pippo in quei film, in How To be a Sailor, guarda i credits di questi cortometraggi e John Sibley è in tutti. Per questo progetto è stato il nostro eroe, il nostro modello di riferimento.
AV: Così lo avete dovuto far sembrare vecchio e nuovo allo stesso tempo.
AD: Si, abbiamo esaminato numerosi cortometraggi di Pippo e abbiamo dovuto concentrarci su ciò che rende buffi i movimenti; non si limita a camminare, disarticola le giunture con una andatura che lo fa sembrare bizzarro e strano. Abbiamo sperimentato queste cose.
AV: Come si sono divisi il lavoro? Immagino che ci sia differenza rispetto ad un lungometraggio dove avete un ristretto gruppo di animatori e un capo animatore su ciascun personaggio. Avete lavorato tutti su Pippo?
AD: Beh, Pippo è praticamente in ogni fotogramma. Lo abbiamo diviso in sei sette animatori. Dale Baer è l’animatore principale di Pippo. Si è occupato di Pippo ne Il principe e il Povero e in alcuni spot per la Coca Cola negli anni ottanta con Pippo e altri personaggi classici. Perciò Dale Baer è particolarmente a suo agio quando lavora con Pippo. Realizzò anche dei bellissimi disegni di pre-produzione per noi.
AV: Visto che si è pensato ad una distribuzione per l’autunno, la produzione è terminata?
MH: Non completamente, ma io ho appena finito la mia ultima inquadratura, praticamente stamattina. Pertanto ho finito a meno che no ci siano variazioni o cambiamenti.
AV: La Walt Disney Feature Animation ha contribuito ad alcuni cortometraggi di Pippo per Mickey Mouse Works, poi riciclati in House of Mouse. Quale è la differenza tra quello che la WDFA ha fatto in quel caso e quello che state facendo in questo nuovo cortometraggio?
MH: E’ completamente nuovo. E’ stato realizzato dalla Feature Animation in contrapposizione a qualsiasi altra divisione.
AV: Il soggetto è di fatto moderno, ma quanta influenza eserciteranno i vecchi cortometraggi sulla direzione di questo e di altri cortometraggi futuri?
MH: Abbastanza. Vogliamo prestare molta attenzione al fatto che, anche se il soggetto è moderno, si ritrovino la comicità e l’atmosfera dei cortometraggi classici di Pippo.
AV: Per iniziare in modo appropriato, l’apertura sarà quella con il classico volto circondato dai raggi luminosi?
MH: L’abbiamo inserito. Non so se si stia discutendo sul fatto di non usarlo. Pertanto, per quello che ne so, verrà utilizzato. Questa è l’idea, di riportarlo alla luce.
AV: How to hook Up Your Home Thater è stato animato ovviamente da mani eccellenti e di grande esperienza che conoscono il personaggio nelle sue ultime apparizioni. Quanto vi ha entusiasmato di essere fra quelli che hanno riportato Pippo al mondo cui appartiene, il grande schermo?
AD: E’ stato eccitante lavorare su un progetto 2D. E lavorare su Pippo è grandioso perché è uno dei pochi personaggi classici che non ho ancora animato.
MH: Molto eccitante. Abbiamo trascorso un periodo piacevole e ci siamo divertiti.