Mi è arrivato l'Image Album. Sospiro di sollievo: la qualità musicale è molto più elevata di quella delle due canzoni del singolo (canzoni comunque presenti nel disco).
Il CD è accompagnato da un lussuoso libretto che reca in copertina la riproduzione un acquerello di Miyazaki:
Per il resto, tuttavia, non è presente alcuna altra immagine, fatta eccezione per un minuscolo bozzetto di paesaggio in quarta di copertina. Questo, probabilmente, in conseguenza delle direttive di Suzuki seguite all'"eccesso di immagini" dello speciale televisivo di un anno fa. All'interno, sulle pagine lucide sono stampati tutti i testi delle canzoni (che per buona parte sono opera dello stesso Miyazaki) con le indicazioni degli accordi. Ci sono poi, fatto inusuale per un Image Album Ghibli, le biografie di Hisaishi e degli interpreti corredate di foto. Nelle ultime pagine, dettagli sull'organico dei vari brani (cosa veramente molto interessante, anche perché le sigle dei vari strumenti sono in inglese) e sullo staff di produzione.
Venendo rapidamente alla musica, si può dire che questo Image Album è decisamente più eterogeneo, in stile, di quello di
Il castello errante di Howl; il quale, a mio avviso, rimane il capolavoro di Hisaishi. Dopo le già note sonorità da tranquillo pop infantile della canzone
Ponyo sulla scogliera (che pesca abbondantemente da
Totoro), ecco
La torre di corallo, primo brano sinfonico dell'Album. Potrebbe essere già musica di commento al film: Hisaishi disegna in maniera vividissima e piena di stupore un mondo di serene profondità marine, con arpa, archi e soprattutto con la celesta, che ha iniziato a sfruttare in
Howl e che in
Ponyo sembra assumerà un ruolo preponderante. E' questo strumento che, sul finire del brano, fa "nascere", inaspettata e circospetta, una citazione del tema della canzone di Ponyo, poi ripresa dagli archi. Che sia il commento musicale alla prima apparizione del personaggio sullo schermo?
Ponyo arriva è invece un brano in struttura tripartita, sostanzialmente per pianoforte e orchestra: un tema brillante, fatto di note ribattute, lo domina sin dall'inizio, su un accompagnamento percussivo. Segue
Madre del mare, che introduce uno spirito elegiaco e sentimentale già parzialmente sentito in
La torre di corallo. Il brano potrebbe essere una (poco ortodossa) romanza per violino e orchestra del tardo Romanticismo. Fino a questo punto, Hisaishi esplora uno stile armonico e di orchestrazione che è discendente diretto delle conquiste di
Howl, senza tuttavia idee originali e coraggiose come quelle dell'Album del 2004. Appare poi, però, una novità: lo strano pezzo
Sorelle minori, ovvero una composizione briosa, spigliata, in cui un coro di voci bianche canta parole di Miyazaki alternate a vocalizzi sulla sillabe "A" e "La". Armonicamente e formalmente è molto semplice, ma accattivante: come se non bastasse, Hisaishi sa incuriosire operando delle sporadiche manipolazioni elettroniche sulla resa acustica delle voci bianche. Il successivo
Tema di Fujimoto è il "quasi-tango" dedicato al padre di Ponyo già apparso nel CD singolo; in esso, dietro la baldanza del canto, si percepisce una nota di tristezza. Tristezza che ritorna nel brano orchestrale
Un segnale luminoso, percorso da una lunghissima e suadente melodia, completata da interventi del pianoforte e della celesta.
La ninna nanna di Ponyo, cantata da Nozomi Ohashi, è invece una canzone tutta punteggiata di pause, infantile e rassicurante. Il nono brano è
Un sincero sentimento, ballata decisamente malinconica intonata dal duo Fujioka Fujimaki con un accompagnamento in cui predomina il timbro delle chitarre. In essa si può notare una vaga vena
folk. Chiude il disco
Il rondò della casa del girasole, brano sorprendentemente simile a
La promessa del mondo di
Il castello errante di Howl. Sull'accompagnamento orchestrale canta la voce di Mai, che altri non è che la figlia di Hisaishi, già impegnata con le composizioni del padre in
Nausicaa della Valle del Vento (era la voce che intonava "Laaa-la-lalala-la-laa" quando Nausicaa ricordava la sua infanzia). Avrei preferito questa come canzone di chiusura del film, tutto sommato.
In conclusione, una nuova buona prova di Hisaishi, che a sorpresa non si ispira affatto alle sonorità di
Totoro, a parte la canzone dei titoli di coda. I diretti riferimenti sono invece, a parte
Howl,
Spirited Away e, secondariamente,
Laputa.
Il clima che gli acquerelli di Miyazaki hanno trasmesso al compositore appare di soave malinconia e sentimentalismo, con episodi in spirito gioioso ed infantile. Non ci sono tracce di drammaticità o cupezza, così come di sonorità impetuose che tutto sommato ci si sarebbe potuti attendere, sapendo che il film culmina con la sequenza di uno tsunami. Naturalmente, la colonna sonora potrà essere sensibilmente differente dall'Image Album; non bisogna dimenticare che nell'Image di
Howl il grande tema de
La giostra della vita (il valzer) era totalmente assente.