Orfani #12 - Rock'n'Roll
Finale col botto!
A dispetto di quanto riporta cianfa88, la conclusione su com'è andata a finire tra i due Orfani superstiti non mi ha sorpreso, lo sviluppo più probabile da aspettarsi era che sopravvivesse solo uno dei due, e tra il soldato tutto d'un pezzo Jonas e il guerriero "passionale" Ringo, [spoiler]non poteva che essere quest'ultimo a rimanere in piedi, diventando il fulcro della seconda stagione della serie, intitolata proprio al buon Pistolero.[/spoiler]
Ho sempre lamentato che spesso la prima metà dell'albo non fosse all'altezza della seconda: nel presente succedono le cose, nel passato ne succedevano, ma di meno interessanti, e solitamente erano volte a mostrarci la crescita dei protagonisti in relazione a qualcosa che faranno nella seconda parte. Una funzione importante e narrativamente interessante, ma poco intrigante.
Tale regola vale doppio in questo ultimo numero di stagione, quando la smania è tutta per vedere come si evolve la situazione a cui siamo giunti con lo scorso albo. Infatti tutto quello che accade sono i protagonista che, completato il loro addestramento, possono dirigersi all'astronave che li porterà a caccia degli alieni, collegandosi così direttamente con la parte del presente del primo numero.
Sì, dev'essere figo rileggersi la serie tutta d'un fiato in ordine cronologico
Il rock'n'roll si scatena però nella seconda parte, dove si svolge lo scontro tra il Boyscout e il Pistolero: ma oltre ai nomi di battaglia, all'addestramento e alle gelosie quello che resta nella lotta messa in scena da Roberto Recchioni è la battaglia tra due ragazzi di segno opposto, che combattono per due verità diverse.
I colpi e le mosse due due superstiti rendono movimentato mica poco il lungo combattimento, anche grazie alle tavole ispirate di un Emiliano Mammucari in grande spolvero e colorate in modo affascinante da Annalisa Leoni.
Ma anche le battaglie più belle finiscono, e alla fine ci sono un vincitore e un vinto. [spoiler]Ringo vince, ma questo è solo l'inizio per lui: ora deve portare avanti la propria personale missione, e da finto eroe/cattivo programmato diventa un ribelle a difesa della verità.[/spoiler]
Confesso che, quando immaginavo un finale del genere, pensavo che la seconda stagione si sarebbe incentrata su Ringo che tenta di portare il mondo a conoscenza del complotto ordito dalla Juric: Recchioni[spoiler]invece liquida in fretta questa operazione, concretizzandola in gran velocità (del resto, le tecnologie informatiche lo permettono)[/spoiler], e rende così l'impegno del ragazzo qualcosa di più certosino e complesso.
Non è il numero migliore della serie, credo che la palma spetti al precedente: resta il fatto che il Rrobe ha scritto un bel season finale, che da un lato offre poche vere sorprese narrative (quelle presenti nella serie sono state già svelate nei numeri precedenti) ma che le apparecchia con grande capacità e gusto.
Questa conclusione è catartica, epica, e ben studiata per esserlo e colpire la passione del lettore, il suo hype e la sua partecipazione agli eventi.
E ora si apre un nuovo capitolo per questo "esperimento":
Orfani non è stata forse la rivoluzione così esplosiva come si poteva pensare, ma ha saputo fare un buon lavoro e proporre non solo una serie corale in Bonelli, ma una serie corale dove si segue la regola di
Dieci Piccoli Indiani e dove i protagonisti sono cattivi che manco sanno di esserlo. Ora che questo elementi non c'è più, e si torna di fatto all'impostazione classica del protagonista singolo, in che territori ci porterà la testata?
EBe', io sarò qui a vederlo
