[Gualdoni, Turconi & Tenderini] Wondercity

Da Lupo Alberto ad Asterix passando per Rat-Man e i Puffi con tappa nell'euromanga di derivazione barbucciana, nato in Italia e trapiantato in Francia.
  • Sigh...purtroppo non riesco a trovarlo...oggi ci riprovo. Ma la freebook si trova solo in fumetteria o esce anche nelle edicole?
  • Direi che dopo la milleimsa volta che viene posta dovrebbe essere anche abbastanza chiaro che la risposta a questa domanda è: sì, Wondercity ha come punto di forza proprio il suo voler porsi come prodotto da edicola. Che poi la distribuzione lasci parecchio a desiderare è un altro discorso.
  • Lo so bene, ma visto che a Roma (mica a Forlimpoli eh) nelle edicole (almeno quelle dove sono andato) non si trova e nessuno sa di cosa si stia parlando, un chiarimento poteva anche starci.
  • Copio e incollo una parte del post di Lorenzo, anch'egli "de Roma";
    LBreda ha scritto: Per quanto riguarda il secondo, dal 24 era disponibile nella catena di fumetterie "StarShop" (lo ho preso a quella di via degli Scipiomi) ma era assente in altre (la frequentatissima "Casa del Fumetto", ad esempio). Oggi non so com'è la situazione nelle fumetterie, ma nelle edicole non c'è (almeno nelle quattro qui intorno).

    Comunque questo, più che un problema dell'editore, mi pare un problema di distribuzione, anche perché, che io sappia, in alcune città (Milano, ad esempio) è uscito già prima del 15.
    A quanto pare in alcune edicole della capitale non si è proprio visto.

    Per la cronaca, io l'ho preso in fumetteria. In edicola non l'avevo trovato, ma dopo averlo preso non è che ci abbia fatto caso, quindi magari poi l'hanno portato. Boh!
  • Allora ripetiamo ancora il concetto, che in realtà è molto semplice ;) (o forse qua non l'ho mai nemmeno spiegato...)

    In edicola, per pure questioni numeriche (ci sono molte più edicole in Italia, che tiratura degli albi Free da edicola) ci arriviamo, ma non possiamo arrivare a tutte le edicole. Vengono privilegiati i grandi centri del nord (non dipende da noi, sono i distributori che decidono dove e come distribuire il materiale a seconda di quanto ne hanno a disposizione... probabilmente è la scelta più pratica e remunerativa).

    Chiaramente se le vendite dei nostri fumetti da edicola dovessero aumentare vertiginosamente (là dove nelle edicole arriva) in futuro si potrebbe aumentare le tiratura, ma ovviamente è un gatto che si morde la coda, non si può fare il contrario. purtroppo.

    Per quanto riguarda le fumetterie invece, se il nostro materiale non ci arriva, dovete solo richiederlo al negoziante, farglielo ordinare. Purtroppo molte fumetterie ancora non ci conoscono e/o non si fidano del materiale italiano, e quindi, nonostante la nostra politica di rese a loro favorevole, non ordinano copie da esposizione, ma solo quelle prenotate.

    Infine c'è sempre il sito. Sopra i trenta euro le spese di spedizione sono gratis, sotto sono cmq molto basse (mi sembra 2,40). Certo, lo so bene che per ordinare una sola copia di Wondercity non conviene molto, ma più copie, anche di altro materiale... ovviamente sì ;)
  • Grazie per le delucidazioni. Vedrò di procurarmelo in fumetteria.

    Edit: tornato a Torino, l'ho trovato subito e in edicola. Questo mi fa pensare che forse nel nord si vendano più fumetti che al sud...?
  • "Meglio essere traditi da colui a cui abbiamo offerto la nostra sincera fiducia piuttosto che vivere nel sospetto e nella diffidenza"

    In questa frase, pronunciata con ipocrisia dall'ambiguo Murdock, consigliere della giunta di Wondercity, si rivela forse più che in ogni altre il tema portante del secondo numero di questo fumetto, firmato da Gualdoni & Barbaro.

    Il tradimento, la finta fiducia accordata all'altro, i secondi fini che si celano dietro comportamenti rispettosi sono temi ricorrenti di questa storia. Trappole costanti, "la cui unica maniera per uscirne è quella di non caderci dentro", fa notare il professore di archeologia, Lounes, all'inizio del fumetto. E così il misterioso Conte Silberner, antagonista principale del racconto, invita i Talenti ad un party su un suo dirigibile per poi tentare di rapirli; finge di consegnarli ai nazisti per poi sbarazzarsi dei nazisti stessi; cerca di portare dalla sua parte Erik per poi venire tradito e fatto cadere nel vuoto da Erik stesso, che aveva solo finto di volersi unire a lui.
    Lo stesso preside di Wondercity consente ai talenti di partecipare al party, spiegando loro di averli lasciati andare, in via eccezionale, perchè scoprissero i segreti del Conte. Tutto questo mentre all'interno della giunta il consigliere Murdock dichiara di usare le belle parole di cui sopra solo e soltanto per controllare il Consiglio.
    Insomma, la trama di fondo è molto più complessa di quanto questa storia, prevalentemente d'azione, a primo impatto mostri. Se a tutto questo aggiungiamo che c'è spazio anche per l'evolversi delle relazioni tra i sette protagonisti, si capisce come la storia proceda a ritmo serratissimo: la carne a fuoco è tanta e le pagine a disposizione poche.
    La sceneggiatura, che pure è molto buona e scorrevole, anche se con un testo talvolta di troppe parole, risente parecchio dei limiti di spazio. Il finale è decisamente rapido, i rapporti tra i personaggi mutano troppo velocemente, mancano quasi del tutto le scene "silenziose", quelle vignette di respiro che, pur senza testo, dicono molto su una determinata situazione. E laddove ci sono, ad asempio nelle tavole finali, sembrano comunque molto affrettate, sanno di "avete visto abbastanza, ora cambiamo discorso". Di questo risente anche la caratterizzazione dei personaggi, che avendo poche tavole ciascuno ed essendo tantissimi risultano essere stereotipati o dal comportamento forzato.
    Il punto di forza del fumetto, i tanti eventi che accadono in maniera emozionante, sono dunque controbilanciati dal fatto che tali eventi accadono troppo velocemente, dando al lettore un vago senso di smarrimento. Alla fine della lettura, si ha l'idea che siano successe tante cose, che ne stiano per succedere molte altre nei numeri futuri, ma non si ricorda bene quello che si è letto, che non rimane impresso.
    Insomma, il lettore più maturo chiede non solo una bella storia, ma anche qualche approfondimento in più, sui protagonisti e sulle situazioni, che in questa puntata non c'è stato. Ma in fondo è solo il secondo numero, c'è tutto il tempo davanti...
  • Mah, aspetterei a scagliarmi sulla stereotipizzazione dei caratteri. Sono cose che avvengono sulle lunghe distanze. Per ora li abbiamo visti poco questi personaggi e sempre in situazioni piuttosto frenetiche, quando non in passaggi obbligati della storia. Per ora il mio gudizio è sospeso su di loro, aspetterò di veder loro provare situazioni forti, cosa che a quanto pare accadrà nel #4.
  • Certo, sono d'accordissimo e infatti ho concluso con "c'è tutto il tempo davanti". Il mio giudizio era sul singolo numero preso a sé, poi se consideri tutta la serie è un altro discorso. Ma visto che della serie ne hai già parlato tu prima, mi sono limitato a esprimere un'opinione come se fosse una storia singola. Quando saranno usciti i primi sei numeri, è probabile che vedrò le storie in modo diverso, essendo le continuity strettamente concatenate. Per adesso, l'impressione è che si rimanga sullo stereotipo. Più avanti spero che i caratteri vengano "smussati" e messi alla prova in situazioni che non siano solo l'uscire da un dirigibile in caduta libera.
  • Immagine

    Rileggendo l'albo #1, prima di immergermi nel #2, ho osservato il tutto con molta più attenzione, e ora vi tocca condividere con me la luuuunga analisi che ho fatto.
    "Wondercity" nasce come una miniserie in 3 volumi, ma sviluppando il progetto e arricchendolo di sottotrame, ambientazioni e personaggi, Gualdoni si accorge di avere tra le mani un opera che potrebbe diventare una vera e propria serie regolare.
    Decide così di reclutare un gruppo di disegnatori e sceneggiatori, per lo più di formazione Disneyana, e di affidargli la prima stagione di Wondercity. Nella mente di Gualdoni infatti il fumetto è strutturata in stagioni, ossia cicli di sei numeri che narrano una minisaga, con però elementi di continuity che creano anche una mega-storia che si svilupperà lungo tutte le stagioni.
    L'idea di base della serie è piuttosto semplice: una ragazza inizia a studiare all'interno di un collegio per ragazzi dotati, dove si insegna ad utilizzare al meglio i propri poteri. Lo spunto è qualcosa a metà tra Harry Potter e X-Men, ma l'atmosfera che si respira è differente e l'ambientazione è piuttosto originale.
    Siamo in Africa, alla fine degli anni '30 e in mezzo alle praterie sconfinate, è stata costruita una città avveniristica, energicamente autosufficiente e ricca di tecnologia automatizzata. E la città vuole professare un ideale di progresso e benessere mondiale raccogliendo le menti più illuminate del pianeta, che istruiscono i ragazzi dotati di talenti (il corrispettivo della magia in HP o dei poteri mutanti in X-Men).
    I personaggi sono costruiti su stereotipi che bene o male si sono visti (caratterizzandoli a dovere), ma compongono un gruppo composto ben strutturato, con interazioni intelligenti e non sempre scontate.
    Analizziamo un po' il cast, cominciando dai membri della squadra del Talent Team:
    ROARY - la classica brava ragazza con una dote nascosta, orfana di 2 genitori che in mezza pagina ci vengono presentati come potenziali ottimi mamma e papà, e che poi è andata a vivere con parenti più anziani campagnoli. Ha il talento di comunicare con gli spiriti dei morti e di far uscire il proprio spirito dal corpo.
    ERIK - un membro che puzza di Malfoy lontano un miglio. Nelle poche pagine in cui compare ci viene già mostrata la sua natura ribelle e la sua attrazione verso chi ha il potere. Fa surriscaldare un mitra per poi farlo esplodere, quindi immagino che il suo talento sia legato al fuoco o al poter influenzare a proprio piacimento i metalli
    VITTORIO - Il "simpaticone" del gruppo, talmente buono da essere l'unico disposto a far amicizia col ribelle Erik (e questo non mi sembra dovuto a sue mire di potere). Nella scena ambientata al Siberia fissa Roary in un modo che mi fa supporre un suo profondo interessamento alla pupattola (o semplicemente fa il piacione con tutte). Fa muovere da sola un'automobile, quindi presumo che il suo talento gli consenta di comandare i macchinari e tutto ciò che ha a che fare con la tecologia, e in una città come Wondercity non è cosa da poco.
    TEJ - Forse il personaggio finora meno caratterizzato del team, Tej non rivela alcunchè del suo personaggio, se non una profonda dedizione alle regole. Questo, oltre a farlo scontrare con Erik, me lo fa immaginare come ipotetico leader forte e figo della squadra, nel caso ci sarà un leader. Sinceramente spero che non lo diventi perchè questa composizione democratica della squadra senza un capo mi piace molto, ma avendo letto un bel po' di storie simili, per esperienza so che prima o poi un capo salta fuori. Rivela il suo talento fermando i proiettili che gli vengono sparati contro, quindi immagino riesca a creare scudi protettivi in grado di difendere sè stesso e i suoi compagni.
    THOMAS - il secchione spocchioso della compagnia che credo rivestirà il ruolo di mente del gruppo; sembra il figlio di Egon dei Ghostbuster. Manifesta il suo talento leggento l'impronta psichica lasciata su un pacchetto di sigarette, quindi ipotizzo possa rintracciare tracce di aura, come uno Sherlock Holmes spiritico.
    AKI - la ragazzina orientale dispettosa e con la faccina furbetta. Muove nell'aria dei bidoni, quindi il suo talento può essere la telecinesi oppure qualcosa legato ai metalli, à la Magneto.
    CHARLOTTE - La buona ragazza che vive solo per essere la migliore amica della protagonista. Talento: comunicare col pensiero.

    Un po' meno presenti in questo episodio sono gli adulti della scuola, ma da come sono presentati li rivedremo certamente come personaggi fissi ed importanti nella serie.
    AUGUST MALMOOSE - Un pizzico di Albus Silente, due cucchiaiate di Gandalf, e una manciate di Babbo Natale: questa la ricetta del preside del collegio delle meraviglie. Il suo ruolo: bonario mentore.
    MADEMOISELLE BABELE - L'insegnante perfettina, dai modi garbati, McGranitt docet. Insegna lingue antiche o, come dice Malmoose, lingue morte e sepolte.
    MAESTRO NAGI - Insegnante di autodifesa e meditazione, ricalca lo stereotipo del maestro orientale che parla solo attraverso aforismi e frasi da saggio, probabilmente perchè cresciuto con un'overdose di "Karate Kid".
    SIGNOR MUANDA - Il rude e massiccio insegnante di pilotaggio velivoli sembra essere uscito da un film sul Vietnam, con il suo atteggiamento da vita vissuta e il suo linguaggio sopra le righe.
    MADAME FLOREU - Direttamente da Hogwarts, la professoressa Cooman! Sensitiva, professoressa di spiritismo, dall'aspetto e dall'atteggiamento bizzarro.
    ARMAND BABELURE - Il più gradevole della rosa degli insegnanti. Metafisico e professore di parascienza, si rivela trasandato e pasticcione fin dalla prima comparsa, così da guadagnarsi la simpatia del lettore. Anche nel tempo libero i suoi pensieri sono sempre incentrati sui calcoli e sugli esperimenti.
    LUXOR LOUNES - Professore di paleoarcheologia e criptozoologia, è celebre per la sua carriera di cacciatori di tesori. Ci troviamo di fronte ad un Indiana Jones (forse un po' più sovrappeso) che diventa logorroico quando comincia a parlare delle sue imprese.
    MR. MOLEMAN - Il taciturno bestione del gruppo. Assiste il professor Lounes, come una sorta di Yanez pressochè inutile credo, oltre alla funzione di portare casse e picchiare ogni tanto qualcuno.
    LORETTA MCGHEE - La capogovernante della scuola. Molto neutrale come personaggio, non ha ancora presentato alcuna caratteristica che la caratterizzi a dovere, oltre alla gentilezza che si richiede al suo ruolo
    PROFESSOR GHELDOF - No, il professor Gheldof non passa il tempo radunando amici cantanti e cantando "Do they know it's Christmas?", ma istruisce i giovani ragazzi dell'istituto in vere e proprie esercitazioni di battaglia. E’ molto gioviale e “compagnone”. Inoltre è il confidente (forse il miglior amico?) di Malmoose, ed è al colleggio per (cit.) evitare che si ripeta ciò che è già avvenuto una volta. Dobbiamo quindi aspettarci che vigili con attenzione su Roary, e che in futuro apprenderemo qualcosa in più su questo fattaccio che non deve ripetersi...

    Ma passiamo ora ad analizzare il primo episodio: "Il talento di Roary". Mi sono permesso di suddividere la storia in scene, dato che la struttura a scene ben distinte lo permette.

    Scena 1(pag 3-5): Prologo
    Sarah e Samuel Lincoln, mamma e papà di Roary, stanno parlando come due ottimi genitori amorevoli della propria figlioletta. I due stanno portandola dai nonni, ma non si capisce una cosa: i due stanno per lasciarla definitivamente là per qualche misterioso motivo, non sapendo ancora dell'incidente che stanno per avere, oppure era solo una visita normale, in cui avrebbero lasciato Roary dai nonni per qualche giorno?
    Roary ha l'aspetto di una bambina di 3-4 anni in braccio alla mamma (viene mai citata la sua età precisa?), ma dopo che la macchina esce di strada la sentiamo parlare come una persona adulta, e l'aspetto delle mani nell'ultima vignetta di pag.3, non è quello di una bimba di 4 anni. Lo spirito di Roary bambino è quindi più grande di lei? Se sì, perchè? Questo significa che quando Roary avrà 70 anni il suo spirito avrà sempre l'aspetto di una 14enne?
    Il misterioso trio che vediamo sulla strada (e che vorrei far notare: senza di loro i genitori di Roary non sarebbero mai morti... Quindi non devono essere della schiera dei buoni, nonostante il loro character design "simpatico". Inoltre il padre di Mr.Senza Faccia e il papà di Roary hanno collaborato ad una grande scoperta, che l'uomo sembra voler sfruttare per ottenere un grande potere, quindi la sua minaccia incombe. Parla anche di un segreto che il padre di Roary ha usato sulla ragazza, e sembra che il potere di separare il suo spirito sia proprio dovuto all'utilizzo di questo segreto; forse i talenti non sono qualcosa di naturale (come possono essere le mutazioni degli X-Men) ma magari sono qualcosa che è stato indotto in normali bambini, forse per esperimento.
    Alla fine della terza pagina i tre misteriosi esseri se ne vanno, abbandonando Roary sotto la pioggia; ma come arriverà alla casa dei nonni? Verrà ritrovata e portata lì, oppure il suo potere è in grado anche di muovere il suo corpo quando ne sarebbe impossibilitata?

    Scena 2(pag.6-8): Voglio andare a vivere via dalla campagnaaaa
    Roary fino ad ora ha vissuto in un casolare in piena campagna (Clark Kent Docet), assieme ai nonni paterni. Questi ci rivelano che (fino ad ora) Roary non ha mai legato con i suoi coetanei e ha preferisva passare il tempo al cimitero, bizzarra abitudine che ci verrà chiarita al termine di questo primo episodio. I due presunti professori del colleggio delle meraviglie inizialmente ci sembrano sinceri, ma già a pagina 8 il loro comportamento inizia a farsi sospetto.

    Scena 3(pag.9-12): Welcome to Wondercity
    Roary arriva a Wondercity, e mentre fuori dalla macchina possiamo vedere i primi paesaggi che ci mostrano la città, Roary fa vedere quante cose interessanti sulla struttura e sulla storia della città ha imparato dagli opuscoli, rivelando un bel po' di cosucce al lettore.
    Ma proprio mentre siamo introdotti nel contesto della città come in una perfetta lezione scolastica, la macchina sulla quale si trova Roary viene inseguita, e i due uomini che sono con lei affermano che potrebbero essere spie che vogliono rapirle. Inizia così una fuga tra le strade e i vicoli della città, che ci mostra come la struttura della città si presti alle scene d'azione, durante la quale Roary si accorge che gli uomini che sono con lei si comportano in modo strano.

    Scena 4(pag.13-17): Arriva la cavalleria!
    In sole 5 pagine la sapiente sceneggiatura riesce a:
    - darci una bella scena d'azione
    - introdurre il Talent Team e darci un assaggio dei poteri dei loro componenti (senza però dichiarare esplicitamente quali siano)
    - ci viene ribaltata l'opinione dei due uomini che hanno recuperato Roary alla fattoria, presentando definitivamente la loro identità da "cattivi" e scoprendo che i famigerati inseguitori sono in realtà accorsi in salvo di Roary
    - strapparci qualche sorriso
    Niente male, eh?

    Scena 5(pag.17-18): Minacce alate e minacce dal pollice opponibile
    Mentre i due truffatori vengono assicurati alla giustizia, Roary fa la conoscenza di un membro delle forze dell'ordine che si offre per accompagnarla al collegio delle meraviglie. Ad osservare la scena un'arpia che sta riprendendo con una telecamera, così da poter mostrare la scena appena avvenuta ai membri del gruppo che vedremo alla fine della storia, e di cui fanno parte anche i tre personaggi incontrati nelle prime pagine dell'episodio.
    Vediamo anche per la prima volta l'equipaggio di scimmie naziste, che comandate attraverso impulsi elettrici pilotano il sottomarino, agli ordini dell'ufficiale nazista. I due mercenari che si erano finti accompagnatori di Roary lavoravano per l'ufficiale, il che dimostra che i nazisti hanno un'interesse particolare per Roary.

    Scena 6: Benvenuta ad Hogwarts, Roary!
    Roary si fa un bel viaggio in macchina verso il collegio delle meraviglie, durante il quale manifesta ulteriormente il suo interesse per i cimiteri e per chi li abita...
    Appena entra nell'edificio, la ragazza fa la conoscenza con i membri più importante del corpo docenti, grazie ad una sceneggiatura che in 3 pagine riesce a presentarci rapidamente le caratteristiche principali e il carattere degli insegnanti che suppongo avranno un ruolo più rilevante all'interno della serie.
    La mia attenzione è stata attirata da un quadro mancante nel salone principale (prima vignettona di pag.22), dove si nota lo spazio sul muro dove prima era appesa qualcosa. Ogni volta che si svolge una scena in questo salone questo particolare viene mostrato, sospetto che sia stato tolto dalla parete qualcosa di importante che cela un segreto.

    Scena 7(pag25-29) Uno spirito libero
    Roary viene accompagnata nella sua stanza provvisoria (Ipotizzo verrà messa in stanza con una o più delle ragazze del Talent Team, per creare un po' di relazioni ulteriori tra i personaggi) dove legge il regolamento dell'istituto, come se non ci fosse ancora chiaro che la scuola va avanti sulla filosofia del "volemose bene" e rimaniamo uniti. Roary decide di vedere l'istituo dall'esterno, palesando il suo talento che le permette di scindere il suo spirito dal corpo, per poi andare a zonzo liberamente. La ragazza fa una visitina al cimitero, dove fraternizza con i fuocherelli fatui locali. Gli spiriti sono contenti di avere finalmente trovato qualcuno che può comunicare con loro e si mettono a giocare con lei; a differenza di quelli che Roary andava a visitare regolarmente, questi spiriti non hanno spesso qualcuno con cui giocare e sono riluttanti a lasciare andare via Roary, che riesce a seminarli a fatica. Questa esperienza ha però lasciato nei cuginetti di Casper un desiderio di avere un corpo grazie al quale potersi muovere ed interagire con gli altri

    Scena 8(pag.30-33): Mi scusi, da che parte è il bagno?
    Con l'espediente narrativo di far smarrire Roary all'interno del collegio ci vengono mostrate tre realtà che contribuiscono a dare un po' di vita all'istituto, evitando che appaia piatto e asettico.
    1- I Teen Talent, una simpatica versione "ridotta" del Talent Team (come i Teen Titans dei fumetti DC) durante una loro esercitazione nel quale devono sgominare una rapina di Arsenio Lupin ai danni del sultano padre di Jasmine. L'istruttore comincia a infondere in Roary la sensazione di essere completamente fuori luogo, così da preparare il terreno per la scena 9.
    2 - Gli attrezzisti stanno preparando il robot (molto simile al Gigante di Ferro dell'omonimo film animato) per l'esercitazione dei Teen Talent, e la sequenza è indispensabile per introdurre il combattimento finale di questo episodio.
    I due uomini parlano in dialetto veneziano, e delle didascalie ci mostrano la traduzione dei dialoghi. Questo in italiano da' un leggero senso straniante per noi italiani, che riusciamo a comprendere discretamente già nella versione dialettale. Un effetto differente varrà per le altre edizioni del fumetto: in altre lingue il veneziano suonerà come una lingua completamente differente e non comprensibile.
    P.S. Ma solo a me l'aspetto e il tipo di vestiti indossati dalla coppia ricordano i due fratelli Mario e Luigi senza baffi?
    3- Roary, non sapendo che pesci pigliare, prova a chiedere indicazioni a due studenti che incontra in corridoio, ma senza alcun successo. E proprio quando Roary è in preda allo sconforto arriva...

    Scena 9(pag34-35) Hai un'amica in me, una grande amica in me...
    ... l'amicona Charlotte, che aiuta fin da subito la nuova arrivata, mostrandosi molto disponibile. Ma poco dopo impariamo che è Malmoose che ha chiesto a Charlotte di diventare amica di Roary per influenzarla positivamente o per avvisare i professori se nota qualcosa di strano... Quindi la situazione non mi sembra così gioviale e "volemose bone" come la scuola vuole apparire: Malmoose sta "controllando" Roary e Charlotte è amica della nuova arrivata perchè gli è stato richiesto dal preside.
    Sembra che Roary non abba nessuno di cui si può fidare attorno a sè, ogni fazione sembra volerla solo per il suo talento e per qualche segreto che si cela nella sua storia, e non perchè è una persona...

    Scena 10(pag. 37-39) Eravamo quattro amici al bar...
    Il Talent Team si ritrova all'affascinante "Siberia", un bar adornato alla perfezione, con numerosi fogli appesi alle pareti tra i quali un personaggio dei cartoni animati 'anni 30, una cartolina, la locandina di un cantante, e le foto autografate di un giocatore di baseball e di un sassofonista.
    Questa scena ha la stessa funzione di presentazione della scena 4: mentre lì ci venivano mostrati i talenti dei ragazzi, qui in poche pagine vengono messi in rassegna il carattere e le relazioni dei diversi membri del Talent Team.

    Scena 11(pag.39-45) Roary in azione
    Erik e Vittorio sono in pericolo e il Talent Team accorre. Roary scopre che sono i suoi nuovi amichetti fluorescenti che hanno fatto una cavolata e aiuta a rimettere tutto al posto giusto.

    Scena 12(pag.46-48) 3,2,1... Ciak! Azione!
    Il gruppo di strani esseri capeggiato da Mr.Senza Faccia si sta guardando gli ultimi avvenimenti in una sala cinematografica... I commenti fanno però sembrare che l'associazione stia dalla parte del collegio, anche se finora è sembrata ostile... Quale sarà la loro posizione nella vicenda? Certamente è una realtà superiore a tutto, magari anche imparziale... Forse sono delle divinità o delle bestie mitologiche della cultura africana!
    Comunque Mr. Senza Faccia ribadisce che il collegio delle meraviglie è stato costretto ad ammettere per forza Roary tra i suoi studenti, per non dover combattere un giorno il suo potere. E così Malmoose ci sembra sempre meno buono, dato che anche lui ha accolto la ragazza solo per fare i suoi interessi.

    Gli editoriali sono ben realizzati: la grafica da blocco di appunti è molto gradevole, e il linguaggio rivolto a qualcuno che ha più di 5 anni non mi fa sospettare di aver acquistato una rivista per decerebrati.
    Abbiamo una scheda personaggio dedicata alla protagonista, che non ci rivela nulla di più rispetto a quanto abbiamo scoperto nell'episodio, ma corredata con un paio di bozzetti e una foto.
    La storia del Collegio delle meraviglie, con una cartina dell'istituto e una descrizione degli ambienti principali è quanto di meglio possiamo chiedere in un primo numero. Molto bello, mi ricorda gli articoli su PKNA sulla Ducklair Tower!
    Come in MMMM ci sono anche degli articoli di giornale, che a me creano sempre un gran senso “Mondo Reale”, dove sono pubblicati dei quotidiani nei quali vengono trattate vicende che abbiamo potuto leggere nel fumetto. Carina l’impostazione: dei tre articoli, uno parla degli eventi della storia principale, uno della storia breve, e il terzo anticipa ciò che potremo leggere nel prossimo numero.

    La storia breve “L’ipnonauta”, è un’esclusiva tutta italiana. Non presente nelle versioni straniere, serve per riempire le pagine che compongono il formato e la filiazione standard dei fumetti italiani. Così, in una decina di pagine devono essere mostrate vicende che non influiscano sulla storia principale e che non rivelino nulla dei segreti, per non metterci in una posizione avvantaggiata nei confronti dei lettori d’Oltralpe. In questa prima “Tale of Wonder” ci viene simpaticamente raccontata la disavventura del Professor Scrubs, con una struttura dela storia e del fumetto di alta qualità: l'impostazione delle vignette e le inquadrature insolite (soprattutto nelle scene degli incubi) è a dir poco magistrale e la storia viene portata con pochi dialoghi essenziali. Bello e pure divertente!

    Giudizio finale sul primo numero: lettura molto scorrevole, sceneggiatura elaborata che riesce a presentare in modo estremamente efficiente i personaggi principali. Lo stacco drastico che c'è tra una macro-sequenza e l'altra (quelle che io ho definito scene), senza introduzioni o didascalie che introducono la nuova situazione da' una sensazione cinematografica, e la regia ne guadagna in sintesi e pulizia.
    Dialoghi ok, disegni e colorazione superbi, curiosità tanta.
    Ultima modifica di DeborohWalker il mercoledì 01 marzo 2006, 16:31, modificato 1 volta in totale.
  • Wow! Eri in vena di scrivere! :D
    Complimenti per l'analisi, molto dettagliata, e per l'idea di suddividere la storia in scene; tra l'altro la sceneggiatura di Gualdoni si presta benissimo a questo.
    Su molte cose che hai presupposto ci hai azzeccato in pieno: lo scoprirai leggendo il #2.

    Vorrei far notare 2 cose:
    DeborohWalker ha scritto: Siamo in Africa, alla fine degli anni '40...
    Vabbé, immagino sia stato un errore di battitura... comunque siamo alla fine degli anni '30.
    DeborohWalker ha scritto: Scena 11(pag.39-45) Roary in azione
    Erik e Ambrosio sono in pericolo ...
    Ehr, si tratta di Vittorio; Ambrosio l'abbiamo lasciato a fare scempi sulle pagine del Topo! :)
  • ARGH!
    Un pazzo che ha avuto il coraggio di leggere tutto!!
    Non ci avrei mai sperato!!

    Comunque le due scempiaggini che hai citato sono errori di scrittura (ma che cavolo avevo in testa scrivendo Ambrosio?!?!!)
    Correggo subito!
  • Interessante analisi e interessanti ipotesi sui prossimi sviluppi (anche se non le condivido del tutto).

    A proposito di analisi approfondite, già da tempo ho scritto riguardo Wondercity questo articolo su Wikipedia.
    Se avete da aggiungere/modificare e non vi scoccia la licenza GFDL, fatelo! Il testo deve avere un punto di vista neutrale (niente "è bello"/"è inutile" se non fortissimamente giustificato) e le informazioni devono essese certe o molto vicine al certo.
    Lorenzo Breda
    Website | Google+ | DisneyStats | deviantART

    If you couldn't find any weirdness, maybe we'll just have to make some!
    Hobbes, Calvin&Hobbes

    [No bit was mistreated or killed to send this message]
  • DeborohWalker ha scritto:ARGH!
    Un pazzo che ha avuto il coraggio di leggere tutto!!
    Non ci avrei mai sperato!!
    Se non avessi trovato interessante l'inizio non sarei arrivato fino in fondo! :)
    E comunque non sono solo, anche LBredaè stato tanto pazzo da leggere tutto! ;)
    DeborohWalker ha scritto: ma che cavolo avevo in testa scrivendo Ambrosio?!?!!
    :P
    LBreda ha scritto: A proposito di analisi approfondite, già da tempo ho scritto riguardo Wondercity questo articolo su Wikipedia.
    Se avete da aggiungere/modificare e non vi scoccia la licenza GFDL, fatelo! Il testo deve avere un punto di vista neutrale (niente "è bello"/"è inutile" se non fortissimamente giustificato) e le informazioni devono essese certe o molto vicine al certo.
    Articolo interessante e in perfetto stile wiki. Uhm, se mi verrà in mente qualcosa la aggiugngerò all'articolo.
  • Finalmente lo ho letto anche io: a Milano è arrivato ieri (o almeno, è arrivato ieri nell'edicola che tenevo d'occhio).

    Giungendo molto in ritardo nel commentare, non posso che quotare gran parte di quello che già è stato detto, ad esempio a proposito del senso di strutturazione e di "realtà autosufficiente e coerente" che Wondercity comunica, oppure sulla qualità del disegno, e sulla cura e lo spirito che sono stati donati all'apparato redazionale.
    Ho avvertito anche io quella "difficoltà" nei dialoghi che si menzionava sopra; ma il fatto che Gualdoni sia onestamente conscio di questo suo limite mi fa confidare in futuri miglioramenti. Già la storia breve di questo numero è un ottimo segno in tal senso.

    Ho notato un paio di particolarità a livello grafico, presenti già nel primo numero... Innanzitutto, nel lettering è molto limitato e circoscritto l'uso di parole in grassetto. Il che rischia talvolta di diventare monotono, nel caso si sia -come me- abituati a leggere fumetti che abbiano l'abitudine di sfruttare molto le potenzialità grafiche dei balloon. Ma forse si tratta di una scelta a favore di una certa "asciuttezza visiva" che mi pare sia caratteristica generale di Wondercity, e che ho percepito anche in un altro piccolo dettaglio: l'utilizzo molto contenuto delle "linee cinetiche" ad indicare i movimenti dei personaggi. Il moto, il dinamismo, vengono invece comunicati preferibilmente tramite le posture dei corpi e l'indirizzo degli sguardi, il che la dice lunga sul virtuosismo dei disegnatori prescelti per questo progetto. A differenza del discorso dei balloon, che per ora continua a disorientarmi leggermente, ho invece apprezzato molto quest'ultima sottigliezza dello "stile Wondercity".

    Ottimo il dirigibile miyazakiano, nonché l'altra allusione laputiana data dall'isola volante circondata da un'eterna tempesta, anche se sinceramente quest'ultima, alla prima lettura, non mi ha riportato alla mente Sheeta, Pazu e compagnia, ma Topolino, il capitano Setter e il Dottor Enigm... (vedere la forma dell'isola...).
  • Rebo ha scritto: Ho avvertito anche io quella "difficoltà" nei dialoghi che si menzionava sopra; ma il fatto che Gualdoni sia onestamente conscio di questo suo limite mi fa confidare in futuri miglioramenti. Già la storia breve di questo numero è un ottimo segno in tal senso.
    E "Jhona e la balena" è stata sicuramente scritta in tempi più recenti rispetto a "Un'ombra sul colleggio", ergo possiamo dedurre che Gualdoni abbia già migliorato.

    Per curiosità, qualcuno ha già messo le mani sull'Artbook?
  • Tyrrel ha scritto: Per curiosità, qualcuno ha già messo le mani sull'Artbook?
    Perché, è già (si fa per dire...) uscito?

    /me si fionda a chiamare le fumetterie
    Lorenzo Breda
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    If you couldn't find any weirdness, maybe we'll just have to make some!
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  • Al Comicon Gualdoni ha rivelato che
    [spoiler]nel giro di pochi numeri un personaggio morirà ed un altro tradirà il gruppo[/spoiler]
    Chi ha visto la copertina del #4 sa già chi è il primo personaggio, mentre per il secondo si immagina facilmente...
  • Lo disse anche a Lucca. Più precisamente, se non ricordo male, disse che
    [spoiler]morirà circa un personaggio per ciclo.[/spoiler]
    Comunque sì, il primo si sa e il secondo si immagina.
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