Inviato: lunedì 15 aprile 2013, 00:25
Ho accorciato le mie distanze con Topolino con ben 6 settimane d'anticipo rispetto al numero 3000, che ero pressoché certo sarebbe stato il prossimo numero che avrei comprato, dopo l'ultima volta (che risale addirittura a Novecento). Non perché sia un fan di Montalbano, anzi, ma l'accoppiata Artibani/Cavazzano, i commenti entusiasti che leggevo della storia, e complice un momento di noia e d'attesa forzata con edicola a portata di mano, mi ha fatto abbassare le difese.
Maledizione, mi avete fregato, maledetti disneyomani!
La Promessa del Gatto è una storia davvero notevole, come già detto da tutti voi, per la trama, per i disegni, per i colori. Per essere ambientato in un contesto diverso da Topolinia, perfettamente caratterizzato non solo per Topalbano ma anche per i vari comprimari, potrebbe essere un ottimo starting point per un universo parallelo in stile Anderville, tutti gli elementi sono già stati introdotti più che bene nelle -relativamente- poche pagine a disposizione.
E l'utilizzo del siciliano, in alcuni punti semi-incomprensibile, in altri con lezioni di dialetto per bocca di Topalbano alle orecchie di Topolino...
Mi ha fatto sorridere il modo in cui Topalbano riesce a dissacrare alcuni punti fissi delle storie disneyane, Artibani si è permesso di prendere in giro alcuni paletti e forzature di questo mondo narrativo, giustificandosi dietro questo personaggio che necessitava di una "sbruffonaggine" di fondo. Un po' quello che fa il Tony Stark cinematografico, deridendo le figure intoccabili Marvel.
Ma la sorpresa più grande è stato il modo in cui nella storia viene inserita la mafia, senza fare qualcosa di esplicito, senza fare la lezioncina retorica e buonista... no, c'è un giallo da risolvere, ma con alcuni elementi di omertà e di sopportazione che rendono angosciante quel mondo, e anche se un bambino non capirà tutto fino in fondo, percepisce che c'è qualcosa che non va, qualcosa di ingiusto. Che bello.
Per quanto riguarda le altre storie, caruccia quella di Fantomius.
Ecco, se il menu di Topolino fosse composto ogni settimana da una Storia con la esse maiuscola come La Promessa del Gatto, e il resto fossero storielline riempitive carucce come questa, il Topo potrebbe essere una lettura interessante.
Ma purtroppo non è così, le altre storie sono inferiori, e quindi la formula di rivista contenitore che in generale non condivido, continua ad avere una qualità media che non mi fa giustificare 2,40 euro di spesa. Però questa incursione eccezionale in un numero del Topo mi ha fatto constatare che evidentemente la qualità sta aumentando, anche per gli editoriali... Bè, l'articolo di Valerio su Paperman, l'intervista a Camilleri, l'articolo nerd preparatorio ad Iron Man 3, la posta con gli avatarini dei personaggi Disney con rispostine stupide simil-PkMail, e ripensando anche all'approfondimento sullo spettacolo Odyssey che avevo sbirciato qualche numero fa... devo dire che il livello dei redazionali si sta alzando, arrivando addirittura ad essere davvero interessanti.
Certo, questi casi sono "eccezioni" qualitative, ma se la direzione è questa e si punta a questi standard, per il Topo è tutto di guadagnato.
Maledizione, mi avete fregato, maledetti disneyomani!
La Promessa del Gatto è una storia davvero notevole, come già detto da tutti voi, per la trama, per i disegni, per i colori. Per essere ambientato in un contesto diverso da Topolinia, perfettamente caratterizzato non solo per Topalbano ma anche per i vari comprimari, potrebbe essere un ottimo starting point per un universo parallelo in stile Anderville, tutti gli elementi sono già stati introdotti più che bene nelle -relativamente- poche pagine a disposizione.
E l'utilizzo del siciliano, in alcuni punti semi-incomprensibile, in altri con lezioni di dialetto per bocca di Topalbano alle orecchie di Topolino...
Mi ha fatto sorridere il modo in cui Topalbano riesce a dissacrare alcuni punti fissi delle storie disneyane, Artibani si è permesso di prendere in giro alcuni paletti e forzature di questo mondo narrativo, giustificandosi dietro questo personaggio che necessitava di una "sbruffonaggine" di fondo. Un po' quello che fa il Tony Stark cinematografico, deridendo le figure intoccabili Marvel.
Ma la sorpresa più grande è stato il modo in cui nella storia viene inserita la mafia, senza fare qualcosa di esplicito, senza fare la lezioncina retorica e buonista... no, c'è un giallo da risolvere, ma con alcuni elementi di omertà e di sopportazione che rendono angosciante quel mondo, e anche se un bambino non capirà tutto fino in fondo, percepisce che c'è qualcosa che non va, qualcosa di ingiusto. Che bello.
Per quanto riguarda le altre storie, caruccia quella di Fantomius.
Ecco, se il menu di Topolino fosse composto ogni settimana da una Storia con la esse maiuscola come La Promessa del Gatto, e il resto fossero storielline riempitive carucce come questa, il Topo potrebbe essere una lettura interessante.
Ma purtroppo non è così, le altre storie sono inferiori, e quindi la formula di rivista contenitore che in generale non condivido, continua ad avere una qualità media che non mi fa giustificare 2,40 euro di spesa. Però questa incursione eccezionale in un numero del Topo mi ha fatto constatare che evidentemente la qualità sta aumentando, anche per gli editoriali... Bè, l'articolo di Valerio su Paperman, l'intervista a Camilleri, l'articolo nerd preparatorio ad Iron Man 3, la posta con gli avatarini dei personaggi Disney con rispostine stupide simil-PkMail, e ripensando anche all'approfondimento sullo spettacolo Odyssey che avevo sbirciato qualche numero fa... devo dire che il livello dei redazionali si sta alzando, arrivando addirittura ad essere davvero interessanti.
Certo, questi casi sono "eccezioni" qualitative, ma se la direzione è questa e si punta a questi standard, per il Topo è tutto di guadagnato.

