Genesi di un Capolavoro
La voglia di sperimentare e di innovare tipica degli anni novanta ha trovato in questo fumetto la sua migliore espressione. PKNA, il grande iniziatore di una tradizione che avrebbe portato poi la Disney, tra alti e bassi, a mutare profondamente il suo panorama editoriale, è infatti il risultato del liberalismo e dell'impulso immaginifico che l'Accademia Disney, retta dal grande Giovan Battista Carpi, diede alle giovani menti dei disegnatori e degli sceneggiatori di allora. Fu quindi in un contesto assolutamente positivo che un gruppo di "teste calde" decise di puntare su un progetto rischiosissimo, che avrebbe utilizzato Paperinik come cavia per la sperimentazione di un nuovo modo di fare fumetto Disney. Questo nuovo tipo di rivista avrebbe formalmente ricalcato il formato dei comics supereroistici americani, con un'unica storia (ma lunga una sessantina di pagine) a dare il titolo all'albo. Il target poi sarebbe stato notevolmente alto, permettendo così al serial una maggior profondità narrativa, e impedendo in questo modo l'allontanamento dal mondo Disney di un'intera generazione di lettori, abituati al settimanale Topolino. La terza importante novità sarebbe stata l'introduzione di una dimensione continuativa, in un ambito che, se si esclude Don Rosa, non conosceva la continuity dai tempi delle strips di Gottfredson. Queste caratteristiche fecero di PKNA un prodotto assolutamente inedito che avrebbe potutto riscuotere grandi successi come fallire miseramente. Per non sbilanciarsi troppo, e per mantenere la propria identità sperimentale, si scelse di far uscire durante il 1996 tre albi di prova, i famosi numeri zero, per testarne il successo. La trimestralità - non apertamente dichiarata - servì ad accrescere l'attesa dei lettori che, quando il 14 Marzo 1996 si trovarono tra le mani il numero zero Evroniani, non riuscirono a fare a meno di attendere il successivo. Dal consueto ambiente Paperopolese in cui Paperinik si muoveva ormai da anni, si entrò così in una specie di universo allargato, con nuovi alleati e nuovi nemici. Già in
Evroniani vengono presentati alcuni personaggi ed elementi che sarebbero diventati poi delle costanti all'interno della serie, come Angus Fangus, sordido giornalista Neozelandese la cui principale occupazione sembra essere infangare il nome di Paperinik, calunniandolo durante i notiziari televisivi. Ma la chiave di volta che proietta il povero Donald in questa dimensione fantascientifica è tutto fuorchè nuova. Si tratta infatti di Zio Paperone, che ha da poco acquistato la Ducklair Tower, torre fantascientifica colma di misteri da svelare. Paperone nomina il povero nipote custode provvisorio della torre, e Paperino, nei panni di Paperinik, scopre in essa un piano segreto. E' l'occasione per far entrare in scena Uno, l'Intelligenza Artificiale che comanda in segreto l'intero edificio: Uno rivela che l'artefice di tutto altri non è che Everett Ducklair, un misterioso miliardario inventore che, per ritrovare la parte migliore di sé, si è autoesiliato in un eremo tibetano, e decide, un po' per noia, un po' per simpatia, di schierarsi al fianco di Paperinik, mettendo al suo servizio tutta la futuristica tecnologia di cui dispone. Poste queste basi la serie decolla, facendo il tutto esaurito, e raggiungendo sul finire nel 1996 la stabilità necessaria ad inaugurare il numero #1:
Ombre su Venere, con cui la testata acquisterà una cadenza bimestrale, per diventare definitivamente mensile solo con il #4:
Terremoto.
Tanti nemici per un Solo Papero
Non si può certo dire che quella di PKNA sia una continuity stretta. Benchè nelle storie venga conservata memoria degli episodi precedenti, con frequenti citazioni anche alle opere di Carl Barks, la serie mantiene sempre un'impronta grossomodo autonclusiva, con episodi che molto raramente verranno raggruppati in archi narrativi. La serie tuttavia segue alcuni filoni ben precisi, che non di rado si contaminano tra loro per dar vita a ulteriori sottotrame derivate, e si alternano numero dopo numero in modo abbastanza omogeneo. Il primo di questi filoni, nonchè il più importante, è quello spaziale, che mette in scena come nuovi nemici di Paperinik il popolo alieno degli Evroniani, parassiti spaziali in cerca di mondi da conquistare.
Fra i cattivi Disney che più hanno colpito la fantasia dei lettori, gli Evroniani possono vantare una delle caratterizzazioni più felici della serie. A metà strada tra il regno animale e quello vegetale, gli Evroniani fanno del classismo la loro caratteristica principale. Una gerarchia statica che divide in modo deciso i soldati semplici dagli ufficiali, gli unici dotati di pensiero autonomo. La società Evroniana ha acquisito quest'impronta militaristica per sopravvivere, dal momento che l'unica energia in grado di mandare avanti la loro civiltà sembra essere quella emozionale. Gli Evroniani vagano quindi per l'universo a caccia di pianeti da assoggettare riducendone gli abitanti in Coolflames, zombie svuotati delle proprie emozioni, totalmente assoggettati all'impero evroniano. Quando però, attirati dalle emozioni scatenate dalle soap-opera, i vampiri spaziali metteranno gli occhi sul pianeta Terra, troveranno in Paperinik un improbable avversario. Per rendere credibile questa cosa, e non farla puzzare di forzatura, viene creata per PK un'alleata di tutto rispetto, che in breve tempo diventa uno dei personaggi preferiti dai lettori. Si tratta di Xadhoom, ultima superstite di un pianeta, Xerba, ridotto in schiavitù dagli Evroniani. L'aliena, uno dei personaggi Disney più tragici mai creati, nutre nei confronti di Evron un odio misto al rimorso per non essere riuscita a difendere il suo popolo, coi poteri che proprio durante l'invasione Evroniana stava acquisendo. Divenuta capace di controllare la materia stessa, Xadhoom paga il prezzo di questo con la solitudine, e decide così, di aiutare Pikappa nella missione di liberare l'universo dalla minaccia di Evron. Gli evroniani saranno protagonisti assoluti di una delle rare minisaghe della serie, la quadrilogia delle Spore, quattro numeri tacitamente collegati tra loro, che raccontano del tentativo degli Evroniani di estendere sulla Terra le proprie piantagioni di Spore, loro primitivo stadio vitale. Questo gruppo di numeri ha una certa importanza perchè oltre ad ipotizzare l'esistenza di un gruppo di Xerbiani superstiti e a gettare nuove luci sul passato di Angus Fangus, inaugura una delle sottotrame più interessanti e allo stesso tempo peggio sfruttate della serie: quella dell'esercito. Pikappa scopre infatti che l'esercito Americano è da mesi in trattative con gli Evroniani, e che nel cinquantunesimo dipartimento, di stanza nel Calisota, c'è chi vorrebbe impedire tutto questo. Si fa così conoscenza con il rivoluzionario generale Wisecube, e col suo ottuso rivale, il colonnello Westcock. Una sottotrama che lascia non poche perplessità visti i repentini cambi d'umore dei due protagonisti principali e l'andamento un po' reticente, e parecchio confusionario delle storie che li riguardano. I personaggi che però ricorreranno di più in questo filone saranno gli ufficiali evroniani, come il generale Zondag, il capobranca Zoster e il consigliere imperiale Zotnam, responsabile delle truppe Evroniane per l'attacco alla Terra. Fra loro, il personaggio che rimarrà più nel cuore dei lettori sarà il capobranca Gorthan, personaggio affascinante e affascinato dalla cultura terestre, al punto tale da ammalarsi di conoscenza e venir così respinto dalla sua stessa società, avversatrice del libero pensiero.
Il secondo grande filone pikappico è quello dei viaggi nel tempo, inaugurato già dal secondo dei tre numeri Zero. In
Il Vento del Tempo Paperinik fa la conoscenza del Razziatore, pirata temporale proveniente dal ventitreesimo secolo. E' l'occasione per introdurre a Paperopoli alcuni elementi del tutto nuovi come la Tempolizia, corpo di agenti che vigilano su ogni epoca, e l'agente addetto a questo secolo, il droide Lyla.
Il personaggio di Lyla, sulla quale si scelse di sperimentare un nuovo tipo di antropomorfismo che l'avrebbe allontanata dalle sue fattezze paperose in luogo di una sensualità tutta umana, sarebbe diventato poi uno dei preferiti dei lettori, che in fase preadolescenziale non rimanevano insensibili al fascino della bella tempoliziotta col becco. L'amicizia di Paperino con Lyla si sarebbe rivelata in segito un portale per visitare più volte il ventitresimo secolo. Questo accade la prima volta in
Ritratto dell'Eroe da Giovane, una superba parodia del potere dei media, così come si pensa potrebbe evolversi fra tre secoli. Ma è in storie come
Seconda Stesura,
Carpe Diem e
Frammenti d'Autunno, che Pikappa, tra un paradosso e l'altro, inizia a prendere confidenza con questo secolo, imparandone a conoscere gli amici, come Odin Eidolon, futura incarnazione umanoide di Uno, e i nemici come L'Organizzazione, cartello di predoni temporali contro cui Pikappa spesso combatterà avvalendosi spesso e volentieri dell'aiuto del Razziatore, nemico, sì, ma con un certo onore. Il perosnaggio del Razziatore infatti col passare del tempo perderà ogni traccia di malvagità venendo ritratto come un duro dal cuore d'oro, capace sia di compiere razzie che di essere un buon padre. Un personaggio che avrebbe potuto invece essere maggiormente indagato è il scrificatissimo guerriero Urk, risucchiato accidentalmente nella nostra dimensione per colpa del Razziatore e desideroso di tornare a casa. Il personaggio comparirà in tre storie per poi tornarsene nella sua dimensione senza aver più di tanti influito sugli eventi della saga.
Sebbene la serie sia contesa tra questi due grandi filoni, è possibile tuttavia individuarne un altro paio che, pur occupando meno spazio non si possono certo definire minori. Il primo è quello di Due, sorta di gemello malvagio di Uno, costruito da Everett Ducklair come back-up, in grado si sotituire Uno in caso di avaria. Questo onnipotente ammasso di dati impazziti diverrà ben presto una vera e propria persecuzione per il povero Pikappa, convinto ogni volta di averlo eliminato. L'incancellabile Due sarà uno dei personaggi che più favoriranno la contaminazione tra le varie trame, salvandosi sempre per il rotto della cuffia e aggregandosi come un parassita spesso e volentieri a personaggi appartenenti ad altri filoni.
Il quarto e ultimo filone è quello poliziesco, che vede Paperinik stringere amicizia con Mary Ann Flagstarr, un'aquilotta di colore, agente della PBI, sorta di corrispettivo paperopolese dell'FBI. Queste storie di carattere urbano, sono spesso e volentieri utilizzate come "cuscinetti" per tirare il fiato tra un numero e l'altro e vedono antagonisti di varia natura. Sono per lo più autoconclusive, tuttavia non mancheranno alcuni temi ricorrenti come i contrasti con Belgravia, nazione europea che fa del commercio d'armi l'asse portante della sua economia. Un personaggio importantissimo che tornerà più volte, è Morgan Fairfax, sorta di folle benefattore, intenzionato a sommergere la costa ovest degli Stati Uniti, per far affiorare una nuova terra da abitare.
Storielle, Rubriche e Speciali
Uno degli elementi distintivi di PKNA, che col tempo sarebbero andati persi è la differenziazione stilistica tra i vari autori. In PKNA si poteva sperimentare a volontà, e poteva quindi capitare di passare dal tratto sporco di Guerrini a quello pulitissimo di Barbucci, da quello ruvido di Mottura o Lavoradori a quello superlevigato di Sciarrone. Anche sceneggiatori come Faraci, Sisti, Artibani o Enna trovarono in PKNA il terreno giusto in cui sperimentare nuove tecniche narrative, e in questo senso un ulteriore passo avanti venne fatto con l'introduzione delle miniserie che dal numero #8:
Silicio in poi avrebbero costituito una piacevolissima appendice. Fra le miniserie più rivoluzionarie si ricordano
Angus Tales, giallognola rievocazione del passato Neozelandese di Angus Fangus, affidato al tratto umoristico della Ziche, e
Io Sono Xadhoom, sorta di delirio visivo firmato da Fabio Celoni in cui le immagini fluiscono come liquido a mo' di flusso di coscienza, come se volessero andare di pari passo coi pensieri della tormentata protagonista.
Sin dal primo editoriale, gli autori cercarono di creare un punto di contatto coi lettori, coinvolgendoli in tutti i modi tramite iniziative di ogni tipo. Si ricordano a questo proposito la Pkard, promessa a chi inviava idee nuove, e la PK-Action Hero Card, che andava riempita coi bollini che il Pk-Team inviava come ricompensa per aver compiuto atti eroici come farsi la doccia in una cabina telefonica e altre facezie. Niente come le rubriche, però, può riassumere il lato faceto di PKNA, che equilibrava la serietà delle storie con uno humor assolutamente demenziale. Portatrice di questo humor fu in primo luogo la Pk-Mail, la rubrica della posta, che rispondeva in modo assolutamente demenziale alle richieste dei lettori. Grazie alla Pk-Mail si ebbero i primi tormentoni come
poche ragazze da quelle parti o
comprati un criceto, che rispondevano in modo irriverente alle segnalazioni dei nerd dei numerosi errori sparsi nelle storie. Lo humor pikappico spesso e volentieri filtrava anche nelle storie; queste contaminazioni si devono soprattutto a Tito Faraci che spesso e volentieri in coppia con Silvia Ziche introduceva concetti come Baldo l'Allegro Castoro, cartone animato in voga a Paperopoli, e i nani di Gesso, tormentone portabandiera di un certo umorismo naif. Ma il punto d'arrivo del naif si ha col personaggio di Oskar Bertoni, sorta di "scemo del villaggio" intepretato da Davide Catenacci, che nelle rubriche in fondo al giornale si lasciava prendere bonariamente in giro. Tutto questo avrebbe posto le basi per la nascita dei primi Fan Club virtuali, che grazie a una fitta rete di siti, forum, mailing list e canali di chat si sarebbero mantenuti attivi fino ad oggi.
Nell'estate 1997 uscì
Missing, il primo di una lunga serie di speciali estivi che sarebbe proseguita fino al 2001. Questi albi non numerati divennero una piacevole consuetudine, che ogni estate avrebbe visto il Pk-Team fare il punto della situazione indagando tramite storie episodiche i retroscena di quanto accaduto fino a quel momento. Uno dei più riusciti è infatti
Zero Barra Uno, lo speciale 98, il famosissimo numero inesistente, per parecchio tempo utilizzato a mo' di tormentone , per imbrogliare i collezionisti più ingenui, che credevano così di avere un buco nella propria raccolta. Seguiranno
La Fine del Mondo, che indaga sui retroscena della caduta di Xerba, e
Super, un fotoromanzo con protagonista Bertoni e intervallato da normali ministorie che descrivono i pro e i contro della vita del supereroe.
Una Lieta Morte
Il calo di vendite che subì la testata nel 1999, convinse il Pk-Team che era tempo di chiuderla e di passare ad altro. Ma, a differenza di molte recenti chiusure che avrebbero in seguito rovinato alcune fra le migliori testate Disney, quella di PKNA non fu assolutamente frettolosa ma lenta, graduale e ragionata. A fine estate uscirono infatti due numeri consecutivi, in seguito noti come bilogia del Razziatore,
Il Giorno che Verrà e
Niente di Personale, scritti da Artibani, anticiparono la chiusura del filone temporale, mostrando definitivamente il Razziatore come uno dei buoni. Subito dopo vennero pubblicati
Clandestino a Bordo,
Lontano Lontano e
Sotto un Nuovo Sole, che costituivano la cosiddetta Trilogia di Xadhoom in cui si narra della sconfitta di Evron. In questa saga vengono ritrovati gli Xerbiani superstiti, accennati tempo prima, e grazie a loro viene costruito un macchinario per risvegliare i Coolflames dal coma anaemozionale. Un finale che fece discutere non poco, poichè non mostrava direttamente la sconfitta dei vampiri spaziali, ma la si sottintendeva, mostrando Pk, Xadhoom e gli Xerbiani allontanarsi da Evron lasciandolo in balia degli arrabbiatissimi ex-coolflames.
Sotto un Nuovo Sole, però, seppe innegabilmente commuovere in quanto numero dell'addio di Xadhoom che nel finale sceglie di sacrificarsi per il suo popolo trasformandosi nella stella che fornirà energia alla nuova Xerba. Un modo malinconico per chiudere il 1999, preparandosi le basi per l'ultimo anno di vita editoriale della testata.
Nel 2000 infatti non rimase altro da fare che chudere gli ultimi spiragli di trame rimaste, non senza cogliere l'occasione di diluire tutto questo in una moltitudine di numeri autoconclusivi. Alcuni di questi vengono considerati oggi tra i numeri migliori di PKNA, perchè prodotti in un periodo di totale libertà creativa, in cui gli autori erano liberi di spaziare da un genere all'altro senza niente che li ancorasse a tematiche spaziali. Con
Agdy Day si visitò infatti il mondo dell'economia, con frequenti riferimenti alla Borsa, mentre nel poetico
La Sindrome di Ulisse, ci si spostò negli abissi del mare, nei pressi di una cittadina portuale.
Finito questo periodo di break iniziò il cammino che avrebbe portato PKNA alla conclusione:
Tempo al Tempo segnò la fine dei viaggi temporali, giustificando la cosa con il fenomeno della Microcontrazione, voluta dal Signore del Tempo per impedire che si abusasse del continuum. L'Organizzazione poi veniva debellata grazie al supporto del Razziatore, passato definitivamente dalla parte dei buoni.
Sul Lato Oscuro segnò invece l'autentico finale della trama Evroniana, portando Paperinik e Westcock sulla Luna per firmare un insidioso trattato di pace con gli ultimi Evroniani superstiti. Con
Operazione Efesto, poi, si ebbe la fine di Fairfax, Belgravia e della collaborazione di Paperinik con la PBI. E infine fu ne
Le Parti e il Tutto, narrante la nascita di Odin Eidolon grazie alla fusione di Uno con Due, il germe del proprio contrario, che PKNA ebbe la sua conclusione ideale, in uno degli episodi più intelligenti e affascinanti della serie.
Il doppio numero 49/50, Se..., fu infatti un numero a metà tra il celebrativo e l'introduttivo. Grazie all'espediente del Libro del Destino vennero infatti ripercorsi alcuni fatti della saga appena conclusa, mostrandoli sotto una luce nuova, in pieno stile dei marvelliani What if. Al posto dell'Osservatore c'è però un Everett Ducklair in fuga dal monastero tibetano che aveva abitato per tanti anni. Una fuga le cui motivazioni sarebbero state spiegate solo nella serie successiva, quel Pk2 che tanto avrebbe promesso perdendosi poi per strada sfiancato dalle polemiche.
Considerazioni
Sono passati ormai dieci anni da quel lontano Evroniani, e questo modo di fare Disney ha avuto il tempo di evolversi e deevolversi attraversando una miriade di fasi che hanno visto la creazione dell'ottimo MM, corrispettivo pikappico di Topolino, o del famosissimo W.i.t.c.h., oggi il fumetto più venduto del mondo. Sono state fatte anche scelte molto sbagliate, come la creazione della terza serie di Pk, che avrebbe rielaborato le tematiche delle prime due serie in versione infantile, o il varo di Kylion, un buon progetto rovinato dal marketing. E' anche vero che negli ultimi tempi le scelte sbagliate sono state le più numerose, tuttavia non possiamo fare a meno di augurarci che questi tempi possano tornare, forti del fatto che le persone che diedero vita a tutto questo, se lo volessero, potrebbero ancora rimboccarsi le maniche per regalarci quel bis che da tanti anni stiamo aspettando.