Stagione 4
Ma allora è vero che ogni stagione riesce a superare la precedente!
Dopo aver visto la quarta, direi che non ho più bisogno di prove a sostegno di questa tesi (per quanto, ne sono sicuro, ci saranno eccome nei prossimi episodi

).
Già lo Speciale di Natale che apre il tutto si dimostra subito particolarissimo, visto che la compagna del Dottore è addirittura... Kylie Minogue! E senza contare che la storia si svolge su un'astronave chiamata Titanic, e che ha la forma dello stesso translatlantico e... insomma, è una bella avventurona.
Ma niente in confronto a quello che sarà la stagione vera e propria! Non c'è un episodio che abbia trovato sottotono, a parte forse il primo e il doppio con i Sontaran. Ma il primo ha dalla sua l'introduzione della nuova compagna del Dottore, che si rivela essere una nostra vecchia conoscenza e che mai avrei creduto essere così ottima come spalle femminile del Dottore. Sarà che ero abituato a compagne giovani e carine come Rose o Martha

Eppure Donna non è da meno, e anzi proprio grazie al suo carattere peculiare e diretto, oltre che per la magnifica interazione di recitazione tra la Tate e Tennant, riesce a formare un team veramente ottimo con il protagonista, salvando di fatto un episodio non eccelso come era quello dell'Adipose. Per quanto riguarda i Sontaran... proprio loro, i cattivi di turno presi direttamente dalla serie classica, non mi hanno fatto impazzire, ma la storia è costruita comunque in modo carino.
Ma tutto ciò impallidisce di fronte a cose come
The Fires of Pompeii, che oltre ad essere un episodio bello di suo ci offre con grande chiarezza il dramma del Dottore sul suo influire sulla Storia; oppure
Planet of the Ood, che intanto mi ha fatto apprezzare maggiormente gli Ood che nella scorsa stagione non mi avevano convinto molto, grazie a cose come la loro canzone di prigionia o il significato della sfera che tengono in mano, e inoltre l'agire del Dottore con Donna è su ottimi livelli.
Ma questo è ancora niente! Mamma mia, se ripenso alle sensazioni provate vedendo
La Figlia del Dottore, non posso far altro che ringraziare chi mi ha consigliato di seguire la serie! Un episodio ottimo, che se da un lato spiega immediatamente il senso del titolo, potenzialmente molto shockante, dall'altro riesce comunque a tenere col fiato sospeso in più momenti.
Per continuare la tradizione dei personaggi storici famosi (inglesi, ovviamente

) che incrociano la strada col Dottore, poi, in questa stagione abbiamo Agatha Christie in persona, peraltro in un periodo peculiare della sua vita. La trama si muove magnificamente secondo gli stilemi della narrazione gialla classica, che si esaltano quando si scontrano con lo sci-fi tipico della serie.
E in tutto questo il meglio deve ancora venire: perchè ti trovi di fronte a una delle migliori cose scritte da Davies,
Midnight, che parte come cazzatina da decompressione e poi diventa un vero e proprio trattato di sociologia in forma narrativa, un viaggio allucinato dentro la natura umana e su come reagisce in situazioni di grave pericolo e isteria collettiva. L'alieno, stavolta, serve solo a veicolare la trasformazione della mente e del cuore umani in situazioni estreme.
Ma soprattutto, ecco che Moffat ti mette il doppio episodio sulla Biblioteca: il concetto di spoiler viene elevato alla massima potenza di rischio e importanza, se applicato alla stessa vita, e se lo spettatore si potrà cagare addosso per le Ombre, nemico oscuro e letale dell'avventura, potrà anche nerdeggiare sulla misteriosa e contrubante figura di River Song, professoressa che dimostra di essere un pezzo di continuity vivente, uno degli elementi più interessanti di tutta la serie. Ho apprezzato molto anche la recitazione della bambina, in questo episodio.
La tripletta finale, poi, ti ammazza, anche perchè trova compimento il filo rosso che si srotolava per tutta la stagione: Rose, che in modi diversi continuava ad essere nominata, richiamata, profetizzata o ripresa su schermi dal primo episodio in avanti. In un trip mentale di Donna, che in realtà è una dimensione parallela decisamente infausta e lacerante (il riferimento, a un certo punto, a un revival dei campi di concentramento mi ha colpito in pieno), iniziamo a vedere i frutti dell'eclatante season finale, che per l'occasione riunirà tutti i comprimari con cui il Dottore ha incrociato la strada in questa serie e arriverà allo scontro finale con un personaggio decisamente interessante. Ammetto di aver preferito la conclusione della terza stagione a questa, che però si difende decisamente bene e commuove parecchio.
Anche perchè, in realtà, non considero il tredicesimo episodio come conclusione di stagione, non stavolta: a far da ponte tra questa e la prossima stagione, infatti, ci sono ben 4 speciali, tutti scritti da Davies, che sono una cannonata e che fanno salire la mia stima nei confronti di quell'uomo ancor più che l'ottimo
Midnight.
Se
Il Nuovo Dottore (titolo trolloso) non esalta particolarmente, già con
Il Pianeta dei Morti cambia l'antifona, grazie a un setting affascinante, un pericolo incombente e attirevole e soprattutto una compagna decisamente ottima sia come carattere come come aspetto!
L'Acqua di Marte mette una tensione pazzesca addosso, e torna il tema del Dottore che può/non deve cambiare alcune parti della Storia. Solo che stavolta, senza Donna o una qualunque altra compagna al suo fianco, la piega dell'avventura sarà diversa da quanto avvenuto a Pompei. Travisando i suoi poteri e il suo compito, il Dottore si spinge troppo in là, e i germi che indicano che un cambiamento è in vista sono sempre di più.
Arriva, infatti, la vera conclusione della stagione: un doppio speciale, un film di due ore in pratica, dove torna una delle mie nemesi preferite, quell'ottimo Maestro interpretato dal bravissimo John Simm. Un ritorno roboante, con un piano assurdo ma riuscito per soddisfare la sua follia e per assecondare i tamburi nella sua testa, che avrà risvolti assolutamente impensabili quando coinvolgerà addirittura... [spoiler]i Signori del Tempo[/spoiler]!
Parola mia, questo specialone è probabilmente la cosa più bella che abbia visto sinora nella serie. Avventura, senso di inquietudine, il cattivo per eccellenza, il nonno di Donna, personaggio mitico e interpretato da attore bravissimo, promosso a spalla ufficiale dopo aver già avuto vari momenti di gloria nel corso della stagione... e poi, be', dopo che hai goduto come un riccio vedendo Tennant in forma smagliante in questi speciali e particolarmente in questo, gli autori dedicano un quarto d'ora intero ai saluti del Dottore a tutte quelle persone incontrate sul suo cammino. Lacrime a go-go.
Un'attenzione che non c'è stata per Eccleston, ma a ben pensarci è naturale: il nono Dottore è durato solo una stagione, non c 'è stato il tempo di abituarsi a lui da parte degli spettatori, ma nemmeno il tempo per il Dottore stesso di creare una rete di persone e avventure tale da giustificare un lungo addio. Ma con Tennant, oh, con Tennant è diverso. Penso che lui resterà per me sempre il vero Dottore, quello migliore, per quanto il prossimo potrà essere bravo. E si è meritato quegli strazianti 15 minuti di triste e rassegnato vagabondaggio per salutare e ringraziare tutti.
Una stagione veramente superlativa, che guadagna molto grazie alle perle di Moffat, al binomio Tennant-Tate, al nonno di Donna e agli speciali che offrono avventure meravigliose.
Sono più che appagato. E pronto a vedere come Moffat, che prende ora pienamente le redini dello show, possa essere in grado di realizzare una stagione migliore di quanto visto sinora.