E' giunto il momento di dire la mia su questa annata Topoliniana. Questo tipo di recensione folle dà il disgusto anche a me, ma prometto che è l'ultima. L'anno prossimo prenoto il primo post del thread come faccio coi corti e poi aggiorno di volta in volta.
# 2823
Gambadilegno e il Blocco di Capodanno (Savini/Mastantuono): Mai stato un fan dell'uso dei personaggi così leggerino, con team-up provvisori e situazioni paradossali. Ma quando è fatto bene c'è veramente poco da dire. La storia è molto graziosa, assurdo l'assunto del tempo che si blocca, ma molto poetico lo svolgimento. Insomma è un uso dei personaggi paradossale ma fatto bene, che avvicina la storia più allo stile raffinato di Faraci che a quello svilente di Badino.
Paperoga e il Vicino Misterioso (Faccini): Ma quanto piacere fa trovare Faccini autore completo? Oltre a vedere la sapiente mano del fumettista con il perfetto controllo della storia, dei personaggi e della rappresentazione scenica si ride e di gusto. E il finale demenzial-minimalista? Wow. A quando una bella antologia di Faccinate?
# 2824
Galileo e l'Albero della Scienza - Prima Parte (Macchetto/Mottura): Ecco finalmente Macchetto che coi giusti stimoli e una ferrea direzioni ritrova tutta la sua vena giocosa e poetica raccontandoci una signora storia con un signor disegnatore. E fa anche molto piacere che Topolino promuova questo tipo di iniziative culturali raccontando con una buona dose di entusiasmo che ricordo dalle Marconate anni 80.
Una piccola nota la meritano pure la storia di Salati che prova a mettere in scena un Topolino cattivo...ma non ci riesce e quella di Valentini che esporta il nuovo setting di Dinamite Bla brevettato da Vitaliano.
# 2825
Galileo e l'Albero della Scienza - Seconda Parte (Macchetto/Mottura): Si conclude benissimo questa storia divertente, intelligente e poetica ma non senza un rimpianto. Capisco che forse sarebbe stato troppo per il fumetto Disney attuale ma è stato un vero peccato che tutta la parte che ci si aspettava di più, con Galileo vessato dalla Chiesa sia stata lasciata perdere. Alla fine il valore di un autore Disney lo dimostra il modo in cui riesce a trattare argomenti maturi aggirando i paletti con disneyanità. Pazienza, abbiamo comunque avuto un'ottima storia che prelude a un'ottima annata.
Segnalo come storia interessante pure il ritorno di Michelini su Eta Beta che in passato ci regalò quel gioiellino della saga delle cometine. Ora il suo talento è offuscato però e purtroppo continua a perpetuare la fanfaluca dell'Eta Beta alieno.
# 2826
Cronache del Regno dei Due Laghi - Capitolo Primo: Il Nemico si Avvicina (Faraci/Ziche): Ritorna la coppia che ci fece sognare ai vecchi e gloriosi tempi pknaici. Faraci che è un bel po' che non lo si vede se non alle prese con il ciclo poliziesco di Manetta e la Ziche reduce dalla sua ultima saga sulla
Rapina del Millennio. E devo proprio dire che il pretesto narrativo di base è veramente delizioso: Topolino re, vessato dai suoi sudditi è assolutamente esilarante. Proprio una bella idea che trova il suo apice nella splendida intro in cui Topolino, ridotto a un poveraccio, si infila a sorpresa la corona in testa. Ottimo anche l'elemento di crisi che si fa strada all'orizzonte, foriero di dilemmi morali per Topolino, e il tormentone della muffa canterina!
In appendice segnalo la presenza di un buon Cimino e della nuova riproposizione del ciclo dei due mariachi ad opera di Savini. Ciclo che non so perché torni a bomba periodicamente, ma sarebbe meglio lasciare proprio perdere visto che è ormai esaurito e non merita di essere ulteriormente saghizzato.
# 2827
Paperino e gli Spettri della Città Fantasma (Vitaliano/Freccero): Ma sono fantasmi o zombie? Sembrerebbero comportarsi come fantasmi però hanno l'aspetto di zombie. E d'altra parte nel finale i due innamoratini sono invisibili. Uhm. Puntigliosità a parte la storia l'ho trovata prevedibile e non quel gran capolavoro che dicevano tutti. Caruccia però, specie per la grafica pazzoide, ma Vitaliano mi ha offerto di meglio.
Cronache del Regno dei Due Laghi - Capitolo Secondo: Alta Strategia (Faraci/Ziche): Il capitolo che hanno criticato tutti per il suo essere un episodio di passaggio. Non capisco le critiche, trovo che pur non essendo all'altezza del primo questo episodio raccolga per benino le idee per convogliarle verso il finale, e che dia un ritmo e un respiro maggiore al tutto.
Paperina Agente P.E.A. - Operazione T.e.i.e.r.a. (Badino/Gottardo): E un sonoro buuu va per l'ennesima volta a Badino per la creazione della PEA. Già la PIA era alla frutta, creare la controparte femminile per delle storie senza né arte né parte, che oltretutto mischia insieme personaggi che per indole (Chiquita) e rapporti tra loro (Paperina e Miss Paperett?) non dovrebbero essere dove sono altro non è che l'ennesimo stupro al fumetto Disney. Questa visione infantile e leggerina dei personaggi Disney, con tanto di accoppiate improbabili e team up di cattivo gusto (chi ha nominato Lusky e Battista?) sembrano essere la firma di Badino, un autore che in passato non si sa come e perché sia stato additato come un astro nascente e un degno erede della scuola ligure, quando in realtà oltre a far violenza al personaggio di Battista, creare personaggiacci come Penny e snaturare personaggi su personaggi a suon di titoli rimati non ha mai fatto altro. Che schifo, veramente, almeno Ambrosio ci mette buona volontà, qui è proprio l'intento ad essere marcio.
In conclusione segnalo una deliziosa storia di Cimino in cui i Paperi hanno un ruolo davvero risicato.
# 2828
Indiana Pipps e l'Enigma di Vent'Anni Dopo (Sarda/De Vita): Buona! Era da tanto che Sarda non trattava bene il suo personaggio, e qui è finalmente successo. Una storia dotata di una certa trama, un intreccio ben realizzato e una certa ingegnosità di fondo che fanno tanto ma tanto bene alle storie di Topolino. Speriamo che la media qualitativa per il futuro si assesti qui.
Cronache del Regno dei Due Laghi - Capitolo Terzo: Mosse Vincenti (Faraci/Ziche): E siamo giunti alla fine. E devo dire che dei tre questo mi è parso il capitolo più deboluccio con una risoluzione della vicenda che ha lasciato un po' a desiderare. L'umorismo tontolone di cui spesso Faraci ha abusato in passato fatto di sgherri grossi e stupidi che si comportano come bambini ha stufato già ai tempi della storia di Rock Sassi coi baffi finti (che tralasciando quel difetto era una signora storia!), vederlo qui promosso ad elemento risolutivo mi ha un po' deluso, ricordandomi il
Genio nell'Ombra, la storia di Faraci che apprezzo di meno, anche perché a dispetto del titolo non rende un grande servizio a Pippo. Insomma, date le premesse sublimi, speravo in qualcosa di più satirico e cerebrale. Ben vengano le elezioni finali ma anche lì mi è sembrato che il finale le troncasse mentre avrei lasciato più strascico. Ho apprezzato invece la finezza che lascia intendere quale sarà il vincitore delle prossime elezioni. Ora però voglio il sequel!
# 2829
Topolino, Minni e la Città Sempre Accesa (Sisti/Pastrovicchio): Che ti è successo Sisti? Eri uno dei migliori e adesso mi vai a confezionare una storiella così insipida, prevedibile e didascalica?
Paperinik e l'Amore nell'Oblio (Salati/Mottura): Un gioiello. Nel numero di San Valentino si avvicendano storie mediocri ma questa svetta sopra ogni altra. Non è uno spunto ineditissimo quello di Paperino rivale del suo alter ego ma il modo e la sensibilità con cui questo viene portato avanti è veramente notevole. Merito di un Mottura in stato di grazia ma soprattutto di un Salati che si dimostra sempre più capace di armeggiare con i personaggi Disney, verso i quali sembra nutrire un profondo rispetto. Bellissima e commovente (sorvolerò sui soliti problemi di continuity non definita per quanto riguarda il primo incontro tra Paperino e Paperina).
# 2830
Zio Paperone, l'Oro Freddo e i Tre Lupi Siberiani (Cimino/Cavazzano): Sarà anche vecchio ma Cimino ci sa ancora fare. Però anche l'occhio vuole la sua parte e finché affidano i disegni a disegnatori insipi come Amendola le sue storie non risplenderanno mai più di tanto: ecco quindi che con le matite di Cavazzano si torna ai vecchi tempi, all'antico respiro, alle grande avventure. E ad un grande Paperone. Che lontano dai soliti tirannici stereotipi dimostra di poter ancora vivere un'avventura da solo. Veramente bella e commovente, solo che non so se sia stato Cavazzano a renderla superiore alla media o proprio perché superiore alla media sia stata affidata a Cavazzano.
Pico e la Scuola del Krimen - Prima Parte (Mainardi-Perini/Migheli): quella che a prima vista può sembrare una storia modesta...dimostra di esserlo per davvero. Anche se alcuni elementi di nota nel bene e nel male ci sono: innanzitutto la scuola del Krimen, che sembrerebbe riecheggiare una vecchia storia, con quella vecchia storia non ha alcun legame, rimanendo una citazione piuttosto gratuita. Poi il fatto che Pico ci si infiltri a prima vista può sembrare una Badinata ma in realtà la trama è più elaborata di quel che sembra. Peccato per la Migheli, che rovina sempre tutto col suo stile tirato via.
# 2831
Paperino e il Vicino di Bordo (Sisti/Gervasio): Ormai ho un po' capito l'andazzo di Sisti. Gli piace fare il filologo, recuperare le origini marinaresche di Jones, integrare il tutto con un po' di sana continuity, ma voglia di fare avventure complesse non l'ha più il che è un peccato. Ma pazienza, la qualità di questa storia è alta, si ride e l'uso che Sisti fa dei personaggi è proprio da esperto conoscitore.
Pico e la Scuola del Krimen - Seconda Parte (Mainardi-Perini/Migheli): Confermo l'impressione medioalta. Hanno saputo costruire una storia niente male, sviluppandola su due tempi (che avrei visto meglio pubblicati in un unico numero) senza però darle il giusto appeal. Bé preferisco l'onestà alla figaggine a questo punto, sennò si finisce come Doubleduck.
# 2832
Topolino e l'Isola di Quandomai - Prima Puntata (Casty): Che Casty tornasse a confezionarci una lunga storia a puntate dopo
Il Mondo Che Verrà lo si era aspettato a lungo, per tutto il 2009, anno in cui la qualità del Topo settimanale era tremendamente scesa a suon di saghe scarse. Eppure si sapeva che Casty aveva visto Lost, gli era piaciuto e aveva promesso una storia a puntate leggermente ispirata alle sue tematiche, che sarebbe dovuta uscire in estate.
L'Isola di Quandomai divenne così una sorta di tormentone: continuamente rinviata, all'interno di un'annata piuttosto avara di storie castyane, aveva frustrato non poco gli appassionati che la attendevano anche grazie alle locandine e ai trailerini amatoriali che il buon Castellan invece si divertiva a fare per ricordarci che la sua produzione era ancora viva, malgrado tutto. E poi ecco il 2010, l'anno della svolta: messi da parte Wizards of Mickey, Q-Galaxy e altre pessime storie, il settimanale ha ripreso a dare spazio agli autori bravi e alle storie meritevoli e così anche la frequenza d'uscita delle storie di Casty è finalmente aumentata.
Il primo episodio dell'Isola di Quandomai detta benissimo il tono della storia: Casty fa ancora una volta l'autore completo restituendoci il suo stile carezzevole e raffinato, che permette di dare al tutto un aspetto giocoso pur non risparmiando sulla complessità dell'intreccio. E' un contrasto collaudatissimo che non fa che accentuare il senso di cura che il buon Castellan infonde nelle sue sceneggiature, senza però farci dimenticare che sempre di una storia Disney si tratta. L'attenzione alla sceneggiatura è evidente sin dall'inizio:
Quandomai infatti pur volendo essere un affettuoso omaggio a
Lost non lo ricalca pedissequamente, ma inventa una storia radicalmente diversa mescolando influenze derivate da
Jurassic Park e dalla miyazakiana
Nausicaa. Di
Lost ci sono alcuni spunti basilari come il naufragio iniziale di un gruppo eterogeneo di persone (la nave da crociera si chiama Tristan
Oceanic), il fatto che il tutto si svolga all'interno di un isola misteriosa, l'S.O.S. di Pippo che ricorda l'omonimo episodio con Rose e Bernard, l'apparizione/sparizione della vallata e la presenza delle stazioni di ricerca abbandonate che ricordano il Progetto Dharma. Inoltre la struttura della storia con il primo episodio foriero di domande e il secondo con le risposte sembra voler accentuare il collegamento tra le due opere. Di
Jurassic Park oltre agli ovvi dinosauri invece troviamo tutta la filippica sullo sfruttamento di quest'ecosistema per accontentare il pubblico pagante, e nel secondo episodio le gabbie ambrate. Insomma un remix di elementi non originali che danno luogo a un cocktail perfetto in cui la sapienza narrativa di Casty e la simpatia dei personaggi Disney trovano nuovamente la perfetta fusione. Il cast è veramente ampio e ben gestito visto che affianca a Topolino la spalla Pippo e persino Pluto, troppo spesso dimenticato nei fumetti. C'è poi un ottimo uso di Gambadilegno e Trudy, che come nell'ultima fase della produzione scarpiana si muovono in coppia, e persino un gruppetto di nuovi personaggi con tanto di sottotrama triangolare per il povero Topolino.
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Zio Paperone, Paperica e il Concerto del Comandante (Vitaliano/Cavazzano): 'ste storielle vip hanno stufato. Non concettualmente, eh, sia mai che mi lasci andare al solito pregiudizio sulle vipposità, è però tutta la struttura e i meccanismi relativi con Paperone che recluta questo e quello e ogni volta rimane sconcertato dalle manie del cantante o del calciatore di turno ad essere ormai logore. Però nulla si può dire di troppo negativo dal momento che le fanno sempre meglio, con signori disegnatori e signori sceneggiatori. E ormai Vitaliano è diventato un maestro del genere, rendendole sempre uguali ma nel contempo diverse, cattive, buffe. Insomma, quest'ultima col Vasco la promuovo, dannatissimo Vitaliano.
Topolino e l'Isola di Quandomai - Seconda Puntata (Casty): Il secondo episodio fa arrivare le agognate risposte, introducendo il concetto di tunnel temporale. L'idea che si apra una finestra che dà su un futuro distopico caratterizza tutta questa seconda puntata, più corta della prima, e adibita all'azione e alle spiegazioni. Il futuro distopico ritratto da Casty è inoltre non poco debitore di certe atmosfere desertiche e piene di insetti mostruosi che si possono ritrovare nella
Nausicaa di Miyazaki, altra sua grande passione. Inoltre le colorazioni tendenti al giallo di questa seconda parte (ma anche le tinte lievi e "solari" della prima) ci ricordano quanto nelle storie di Casty il colore, come nelle ultime storie di Bottaro, non sia un semplice optional ma parte integrante della narrazione e della resa artistica. C'è persino un lievissimo velo di pessimismo dal momento che il futuro dell'umanità non viene cambiato e la missione resta quella di chiudere i tunnel il prima possibile per evitare di essere invasi dai suoi abitanti. Al di là di questo va notato quanto niente sembri messo a caso, e come alla fine della narrazione tutto ma proprio tutto (si pensi al maggiordomo Maxim, o al Salvateci o Sparateci di Pippo, ma anche alla tregua con Gambadilegno, per una volta credibile) trovi una risoluzione anche umoristica. Insomma ancora una volta Casty insegna cosa significhi fare una saga, come trattare i personaggi e soprattutto come dare alla storia contenuti tali da rendere legittima e persino utile la suddivisione in più puntate.
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Paperinik e il Mistero a Impatto Zero (Bosco/Freccero): nuovo numero a impatto zero e nuova storiella promozionale dedicata. Stavolta però la trama è congegnata meglio del solito, e Bosco fa un buon lavoro risparmiandoci i suoi soliti "sono cattivo, anzi no" di Doubleduck o "ti sei tradito! Come facevi a sapere che?" dei suoi gialli con Topolino per andare a esprimere un concetto sensatissimo e cioé che cercando di risparmiare su tutto si finisce per avere un servizio scadente.
Pippo Reporter - Finale di Campionato (Radice/Turconi): ricordo l'anno scorso quando il Topo era letteralmente appestato dalle saghe ambrosiane o da quelle semplicemente deludenti, alla fine dell'anno oramai non ci si credeva più molto ad una ripresa quando è arrivata la Radice, che i più si ricordavano da Witch, a portare un po' di gentilezza e sostanza. Poi a seguire ci fu Topolinia 20802, anch'essa molto buona, e da allora non ci furono più WoM o Q-Galaxy a rompere le scatole, ma anzi un sacco di bei cicli di bravi autori come Faraci, Casty, Enna. Insomma, Pippo Reporter fu un segnale di ripresa non da poco, e per questo ci sono legato. Molto singolare anche il modo in cui la saga si è organizzata: a colpi di triadi di episodi autoconclusivi ma che sotto sotto portano avanti una trama orizzontale. Questo secondo ciclo l'ho trovato nettamente superiore al primo anche solo per il fatto di portare avanti un tema comune che dà un senso ancora più bello alla saga, ovvero l'omaggio a tre importanti settori dell'intrattenimento dell'epoca, e cioè lo sport, la musica e il cinema. Come sempre la cura sceneggiatoria si vede tutta, e il Turconi ispirato dalla mogliettina confeziona disegni davvero bellissimi e ci restituisce un Pippo buffissimo, tanto vivo da sembrare animato. E infatti facce allibbite, pose dinamiche, espressioni spaventate, frasi surreali sembrano far di tutto per farcelo immaginare come uscito da un cortometraggio classico. Un paio di appunti vanno fatti comunque ed è l'uso che si fa della gang dei cattivi, un po' troppo tontoloide, tanto da farli sembrare pagliacceschi e del tutto superflui alla trama (chi ha detto Team Rocket dei Pokémon?). Questo primo episodio è quello che ho gradito meno della triade forse per l'argomento sportivo, o forse perché parte da una premessa un po' già vista, e cioé il sosia famoso che cerca tranquillità e attua uno scambio di persona ma è assai ben raccontato, e porta avanti i soliti tormentoni tipo Minni che cambia mestiere, l'assenza di Topolino e l'inutilità/utilità di Pippo. Buono.
Per festeggiare la cronologica di Gottfredson, il buon Tito insieme al Pastro si sono dilettati in una breve storiella a strisce che ha suscitato il disappunto generale. Bé, capolavoro non è di sicuro, ma voglio comunque spezzare una lancia in suo favore: non mi pare che ci si volesse ispirare direttamente al grande Gottfredson delle grandi avventure anni 30, ma piuttosto a quel paio di annate che hanno visto Walsh e Gottfredson sfornare storielle brevi della durata di due settimane ciascuna. E in quest'ottica il risultato è abbastanza affine!
# 2835
Paperino e i Primi Passi del Rock and Roll (Salati/Ziche): Una storia di Salati in genere è buona, ben elaborata e abbastanza rispettosa dei personaggi. Questa non fa eccezione, anche se parte da intenti leggermente promozionali. In genere però quando si parla di viaggi nel tempo e di passato dei personaggi avvengono i peggiori pastrocchi, qui apprezzo perlomeno l'essersi mantenuti sul vago non mostrando Paperino che incontra sé stesso da piccolo ma perlomeno facendoci vedere che Paperone negli anni 50 era già un miliardario affermato, senza andare in contraddizione con duemila cose.
Pippo Reporter - La Perla del Fiume (Radice/Turconi): Il secondo episodio batte decisamente il primo. Stavolta si parla del jazz, della sua epoca d'oro negli anni 30, delle atmosfere ad esso collegate. I cattivi continuano ad essere più accessori che mai, mentre il succo della storia è la nascita della storia d'amore tra Orazio e Clarabella che finora non era stata ancora accennata. La passerella di celebrità parodiate, di omaggi affettuosi e l'estrema eleganza condita con un ritmo davvero raffinato fanno di quest'episodio un autentico gioiellino che esprime al meglio il senso dell'operazione e cioé studiare la vita dei nostri personaggi preferiti traslandola in un contesto continuativo e "da cartolina".
# 2836
Topolino e la Foca (Ambrosio/Mastantuono): Io l'operazione Topolino Che Risate non l'ho mai troppo capita. Non so perché siano tornati di moda i corti essenzialmente, se perché è stata varata una programmazione più frequente, se perchè sono stati rimasterizzati. Spero che non sia per via dei Blam con Johnny Groove. Ad ogni modo scongiurata la cosa del ridoppiaggio, che si è rivelato essere una fanfaluca, fa sempre piacere che questi corti vengano presi in considerazione da un ambito, quello fumettistico italiano che li ha sempre ignorati arrivando addirittura a far circolare idee criminali del tipo "i personaggi dall'animazione al fumetto non sono gli stessi". Qui si inizia con
Mickey and the Seal rifatto da Ambrosio, che ovviamente infila a casaccio cose tecnologiche credendo di dare chissà quale sostanza. Ma in fin dei conti non ho visto chissà quale deturpazione, anche considerando il fatto che sono tra i rari fan di questo corto, specie per le sue deliziose atmosfere domestiche e per il suo raccontare una storiella che dà lo stesso peso a Topolino e a Pluto. Anzi, Ambrosio ha trasposto benissimo la scena iconica della vasca da bagno con la foca Salty (così veniva chiamata nella House of Mouse, anche se qui è stata ribattezzata Molly). Peccato per il finale.
Pippo Reporter - Un Ombrello, un Cappello, un Monello (Radice/Turconi): E poi infine tocca alla terza e ultima parte, in cui è il cinema, nella persona di Charlie Chaplin, ad essere portato sulla scena. Gustose le apparizioni mai a figura completa di Chaplin come anche raffinatissimo il modo in cui la storia, tra una gag e l'altra finisce per raccontare il dietro le quinte del
Monello, e mostrarci un po' del fenomeno dell'immigrazione italiana. Finalmente i cattivi rinunciano al ruolo di cattivi buffoneschi e un ruolo nella storia dimostrano di averlo, e soprattutto ecco Pippo più in forma che mai. Nei precedenti episodi si era fatto un po' da parte per dar spazio ai rapporti tra gli amici, ma qui torna sulla scena con un gustosissimo inseguimento che con le sue vignettone mute accentua ulteriormente quel feeling animato che ha l'intera serie. E nel vedere ogni tassello andare al suo posto in maniera sorprendente con tanto di citazione a Topolino nell'ultima vignetta ci si rende conto che siamo di fronte ad un ciclo che dovrebbe essere raccolto assolutamente in volume, ed essere diffuso maggiormente. Bravi turchi!