[Eiichiro Oda] ONE PIECE

Da Miyazaki a Taniguchi, passando per Toriyama, Otomo ed Oda. Una cartella con gli occhi sbrilluccicosi nella quale incontrare ninja, guerrieri, paladine della giustizia e strambi pirati.
  • PORTAMANTELLO ha scritto:
    ma per quanto ne capisca io di traslitterazioni non si può traslitterare shiki in kinjishi, è una traslitterazione errata
    Ehm, veramente è correttissimo, visto che Shiki è il nome, mentre Kinjishi è il soprannome piratesco che significa "Leone Dorato". Certo, potevano tradurlo direttamente o metterci una noticina (forse l'hanno pure fatto, non seguo la prima edizione), però l'errore non c'è.
    Eh già... purtroppo me ne accorsi solo un mese fa, grazie a wikipedia. La mia fu una svista colossale, dato che non avevo considerato il soprannome e avevo dato per scontato quel kinjishi come nome e non come, appunto, soprannome. Che poi mi vanno a tradurre Kuma e non Kinjishi... bah.
    Comunque va detto che certi errori sono stati inammisibili nel numero 50, le taglie in primis, e anche certi discorsi sono molto importanti perché OP non ha una trama linearissima, ma bensì molti rimandi che a volte sembrano insignificanti ma che a lungo andare possono significare molto.
  • I cari lettori del volume 56 si sono trovati nuovamente con un paio di imprecisioni.
    Questo perché, a quanto pare, a differenza dei precedenti volumi il traduttore in madrelingua non c'era.
    Eh sì, anche se ho letto la versione scan molto tempo fa, ho recentemente revisionato il volume per l'edizione di Smoker (chi segue le scan di OP lo conosce). Quindi un commento al volume non mi dispiace farlo. Naturalmente non ci sono spoiler dei volumi futuri.

    Lettura altamente sconsigliata per chi deve ancora leggere il volume 56.


    E si apre con una bella copertina che ci mostra l'ennesimo cambio vestiario di Rufy. Bisogna dire che quel giallo gli dona. :asd:
    Si conclude l'arc di Impel Down, secondo me molto riuscita nel riportare in auge vecchi personaggi. Mentre inizia l'arc di Marineford di cui non mi esprimo dato che sarebbe altamente spoiler parlarne.
    Iniziano le mini dei mugi. Finalmente si comincia a capire qualcosa in più sui posti dove sono capitati e delle peculiarità di questi luoghi. Anche se leggermente frustanti, dato che molto è lasciato all'immaginazione. Non nascondo che furono in molti ad essere sconcertati per il volume finale delle mini di Sanji. :D
    Allo scenario si aggiunge BN. E sebbene abbia i suoi motivi per essere là, agevola comunque la fuga di Rufy bloccando Magellan, anche se non per molto. Interessante l'incontro tra l'ex-flottaro e colui che ne ha preso il posto.
    Si parla di una sottospecie di frutti del diavolo. Gli zoo-zoo risvegliati. Ingeriti dalle guardie demoniache, questi frutti hanno la peculiarità di donare una grande capacità di ripresa ai possedenti.
    Nel mentre Magellan fa di tutto per bloccare la fuga dei prigionieri. Prima si mette in mezzo Iva, non concludendo niente se non anch'essa rallentare Magellan. Bello il salvataggio da parte di Mr.3 che si sente in debito verso Rufy. Spettacolare il rivestimento di cera che ricorda non poco il mitico Afro-Rufy. :D Alla fine sebbene spunti il Venom Demon di Magellan, la fuga è quasi compiuta. Ma il direttore del carcere si rivela un ottimo stratega e allontana le navi da guerra. Per fortuna dei prigionieri c'è Jimbe. Nota personale di merito per l'Ippon Seoi Nage, che è una di quelle mosse che fanno fare allo sfinimento durante gli allenamenti di ju-jitsu. Un piacere quindi vederla. Infine dopo aver preso la nave e grazie a Iva e Jimbe, i prigionieri riescono a salire sulla nave. Ma in pochi hanno pensato al cancello della giustizia. Ed ecco che torna a sacrificarsi Bon-chan. In uno dei capitoli più belli dell'arcata. Anche se molti lo considerano un mero plagio del salvataggio ad Alabasta. Quello che poi termina il capitolo, quella sorta di epitaffio, è molto commovente. E il box della pagina seguente ci ricorda che l'incidente non è terminato qui.
    Si cambia scenario, però, dove ci viene mostrato la considerazione dell'incidente da parte della marina. E qui Buggy continua a ricevere sempre più importanza e anche stima da parte dei prigionieri. Una sorta di Mr.Satan.
    Secondo cambio di scena. Marineford. Gli schieramenti della marina. Bello vedere la flotta dei cinq... pardon, dei sette. E finalmente appare Akainu, l'ammiraglio Sakazuki. Ma cosa che sconcertò molti durante quel capitolo fu una. La rivelazione da parte di Sengoku riguarda Ace, ovvero che [spoiler]egli non è altro che figlio di Gold Roger[/spoiler]. Certo, la spiegazione per come è riuscito ad avvenire ciò è molto tirata per i capelli e criticata da molti. Ciononostante è da preludio a questa guerra. E capitolo successivo ecco che finalmente arriva Barbapapà.
  • PdP93 ha scritto:I cari lettori del volume 56 si sono trovati nuovamente con un paio di imprecisioni.
    Questo perché, a quanto pare, a differenza dei precedenti volumi il traduttore in madrelingua non c'era.
    Quali sarebbero? Ci sono cose "importanti" come alcuni strafalcioni fatti in passato?
    E qui Buggy continua a ricevere sempre più importanza e anche stima da parte dei prigionieri. Una sorta di Mr.Satan.
    Ho pensato lo stesso :D E mi fa ridere come non mai, adoro i continui recuperi di tutto il cast "messo da parte", sfruttato in maniera così magistrale.
    La rivelazione da parte di Sengoku riguarda Ace, ovvero che [spoiler]egli non è altro che figlio di Gold Roger[/spoiler]. Certo, la spiegazione per come è riuscito ad avvenire ciò è molto tirata per i capelli e criticata da molti.
    Maledetto Oda.
    E io che ai tempi era addirittura la prima cosa che avevo pensato, e mi ero andato a ricostruire la cronologia per vedere se c'era la possibilità che [spoiler]Rufy e/o Ace fossero figli di Gold Roger. Così diventa affascinante la figura di Garp, che potrebbe essere una sorta di "balia" che tenta di crescere sulla retta via i figli dei criminali; anche se ora potremmo avere dubbi anche sul suo legame con Rufy, chissà che non sia simile a quello che ha con Ace... Oppoure chissà se ci sono legami tra Gold Roger e Dragon.[/spoiler]

    Comunque ho apprezzato molto la dichiarazione di Oda riguardante il suo non accettare suggerimenti dai lettori e dai collaboratori (probabilmente anche una frecciatina a Kishimoto, che invece sfrutta le sue "pagine aggiuntive" dei tankobon per chiedere disegni di nuovi personaggi ai lettori?)
    Deboroh troppppppppo Web 2.0!
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  • DeborohWalker ha scritto: Quali sarebbero? Ci sono cose "importanti" come alcuni strafalcioni fatti in passato?
    Niente di preoccupante in realtà. Però New-kama viene tradotto in Ben-venuti che non ha senso. Nei volumi precedenti erano stati tradotti in Trans-formati che almeno un senso lo aveva. Poi ci sono un paio di frasi lasciate in inglese e non tradotte quando andavano tradotte (e non parlo di tecniche in inglese che giustamente vanno lasciate tali, ma un paio di frasi, una detta da inazuma e l'altra non ricordo). La spiegazione sullo zoo-zoo risvegliato è stata resa male ed è confusionaria. E torna di nuovo [spoiler]Gold D. Roger, quando doveva essere Gold Roger. A parte che è sbagliato già Gold D. (in quanto dovrebbe essere Gol D. Roger), ma in questa scena si rivolge alla popolazione e quindi utilizza il nome in cui tutti lo conoscono, quindi Gold Roger[/spoiler]. E poi qualche minuzia qua e là.
    Ho pensato lo stesso :D E mi fa ridere come non mai, adoro i continui recuperi di tutto il cast "messo da parte", sfruttato in maniera così magistrale.
    Infatti Oda non fa comparsate, ma i personaggi hanno un vero e proprio senso nella storia. E bisogna dire che se li è giocati tutti bene, tranne forse Mr.1. E Buggy è magnifico. Vedrai in seguito quanto fa morire dal ridere. :D
    Maledetto Oda.
    E io che ai tempi era addirittura la prima cosa che avevo pensato, e mi ero andato a ricostruire la cronologia per vedere se c'era la possibilità che [spoiler]Rufy e/o Ace fossero figli di Gold Roger. Così diventa affascinante la figura di Garp, che potrebbe essere una sorta di "balia" che tenta di crescere sulla retta via i figli dei criminali; anche se ora potremmo avere dubbi anche sul suo legame con Rufy, chissà che non sia simile a quello che ha con Ace... Oppoure chissà se ci sono legami tra Gold Roger e Dragon.[/spoiler]
    Ohibò. Per questo bisogna che aspetti perché sarà spiegato moooolto chiaramente. Fu la stessa cosa di cui si discusse per molto tempo. Ricorda però che Rufy è più piccolo di Ace. Quindi...
    Comunque ho apprezzato molto la dichiarazione di Oda riguardante il suo non accettare suggerimenti dai lettori e dai collaboratori (probabilmente anche una frecciatina a Kishimoto, che invece sfrutta le sue "pagine aggiuntive" dei tankobon per chiedere disegni di nuovi personaggi ai lettori?)
    Ricordo la Sbs. Io apprezzai moltissimo quella di qualche volume prima sulla fine di OP. Ogni piccolo dettaglio è importante e Oda ce lo dimostra.
  • PdP93 ha scritto:La spiegazione sullo zoo-zoo risvegliato è stata resa male ed è confusionaria.
    Ah già, infatti non avevo capito bene, pensavo sarebbe stata ripresa in futuro. La versione "spiegata meglio" com'è?
    Deboroh troppppppppo Web 2.0!
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  • DeborohWalker ha scritto:
    PdP93 ha scritto:La spiegazione sullo zoo-zoo risvegliato è stata resa male ed è confusionaria.
    Ah già, infatti non avevo capito bene, pensavo sarebbe stata ripresa in futuro. La versione "spiegata meglio" com'è?
    Dalla versione Smoker: http://img227.imageshack.us/img227/6024 ... 560056.png
    E anche la versione dei KPF è molto simile.
  • PdP93 ha scritto:Niente di preoccupante in realtà.
    Veramente ci sono un altro paio di strafalcioni importanti.
    [spoiler]"Jinbe" significa letteralmente "squalo balena". La traduzione "E' il branco di squali di Jinbe!" al termine di Fuga dall'Isola è errata. La traduzione più corretta è "E' un branco di squali balena!". Può sembrare un errore da poco, ma non lo è, visto che in questo modo pare che gli squali siano naturalmente (e notoriamente) associati all' ex-Flottaro. Inoltre entra in contraddizione con quanto affermato in Rotta Verso la Battaglia: Crocodile afferma: "Sapevo che gli Uomini Pesce hanno il potere di parlare con i pesci, ma..." Sbagliato! NON sono gli Uomini Pesce a poter comunicare con le creature marine, ma le SIRENE. Ecco spiegato lo stupore di Crocodile ("Be', non si può dire che sia la cosa più normale del mondo"): parlare con gli squali è una prerogativa unica di Jinbe e non comune al resto della sua specie.

    E ultimo ma non per importanza... "Ahr! Ahr!" è la risata di Pietro Gambadilegno, gente. Quella di Teach è ben altra cosa. :stronk:[/spoiler]
  • PORTAMANTELLO ha scritto:
    PdP93 ha scritto:Niente di preoccupante in realtà.
    Veramente ci sono un altro paio di strafalcioni importanti.
    [spoiler]"Jinbe" significa letteralmente "squalo balena". La traduzione "E' il branco di squali di Jinbe!" al termine di Fuga dall'Isola è errata. La traduzione più corretta è "E' un branco di squali balena!". Può sembrare un errore da poco, ma non lo è, visto che in questo modo pare che gli squali siano naturalmente (e notoriamente) associati all' ex-Flottaro. Inoltre entra in contraddizione con quanto affermato in Rotta Verso la Battaglia: Crocodile afferma: "Sapevo che gli Uomini Pesce hanno il potere di parlare con i pesci, ma..." Sbagliato! NON sono gli Uomini Pesce a poter comunicare con le creature marine, ma le SIRENE. Ecco spiegato lo stupore di Crocodile ("Be', non si può dire che sia la cosa più normale del mondo"): parlare con gli squali è una prerogativa unica di Jinbe e non comune al resto della sua specie.

    E ultimo ma non per importanza... "Ahr! Ahr!" è la risata di Pietro Gambadilegno, gente. Quella di Teach è ben altra cosa. :stronk:[/spoiler]
    Eh. Ma non comprando la versione cartacea, cito solo gli errori di cui sono venuto a conoscenza. :D
    Però è proprio questo che mi fa rabbia. Dover accettare i volumi così come sono. Con tutti questi errori. E sapere che nella ristampa rimangono. E poi non a torto fermo la ristampa. E aspetto una versione davvero migliore. Ci volessero anni. Forse nel frattempo avrò ricomprato tutta la ristampa e anche gli special della versione blu. Però si rimane lo stesso con l'amaro in bocca.

    [spoiler]Eh, la cosa è davvero importante. Questa degli uomini-pesce. Perché coloro che possono parlare con i pesci sono i tritoni e le sirene. Si nota l'attenzione che si dà a questi particolari. -_- Per quanto riguarda la risata, sbaglierò, ma mi pare che sia un adattamento che si portano dai tempi di skypiea. Certo è che una buona parte dei personaggi di One Piece hanno la propria e personale risata. Ed è brutto non vedere quel "Zehahaha" che tanto caratterizza Barbanera.[/spoiler]
  • Sì, purtroppo la risata di Teach è quella fin dalla sua prima apparizione, qui in Italia :stronk:

    Sempre sul 56: [spoiler]lollone... nelle SBS, dove Oda dà le nazionalità della ciurma, si legge che Brook è australiano... peccato che in originale Oda abbia detto "austriaco". -_-
    Ora, non è un errore che mina la comprensione della storia e nessuno si strappa i capelli per un particolare del genere... però è una svista da terza elementare e la dice lunga sull'attenzione e la dedizione impiegate...[/spoiler]
  • ONE PIECE 15

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    Avanti Sempre e comunque!

    E si concludono gli scontri a Little Garden. Volume di transizione? No, perché mentre Oda chiude un ciclo si preoccupa di costruire meticolosamente le premesse per la Saga di Alabasta, aumentando notevolmente l’hype. Ecco quindi proseguire la conversazione tra Sanji e Crocodile, vedere come questi interagisca con Miss All Sunday, rivedere Smoker; si assiste poi alla prima, per quanto fugace, apparizione di Mister Two e giungono anche nuove informazioni sulla situazione politica della madrepatria di Bibi. Il tutto mentre i Mugiwara salutano i Giganti e Usop vede avverata una delle bugie raccontate a Kaya (!), mentre il desiderio di visitare Erbaf va ad affiancarsi al generico sogno del Cecchino.
    Si arriva dunque ad Alabasta? No, perché l’imprevedibile Oda devia il percorso della Ciurma (mostrandoci tra l’altro un impressionante fenomeno meteorologico della Grand Line), facendoli prima imbattere in un’insolita ciurma e poi approdare a Drum: e qui viene esaltata la caratteristica preminente del mangaka, ovvero la potenza delle sue ambientazioni. Non c’è nessuno capace di crearne di migliori: originali e credibili nella loro coerenza, sono fantasia allo stato puro. In particolare Drum è caratterizzata da una fauna variegata, in certi casi assai miyazakiana, e da una storia assai particolare…


    ONE PIECE 16

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    La Volontà Ereditata

    Flashback! E che flashback. Mentre la Ciurma è momentaneamente separata (rotfl Bibi e Usop!), esordisce TonyTony Chopper. Destinato a subire in futuro un restyling evidentissimo, questo personaggio che trasuda disneyanità si prende cura di Nami, che ne scopre la storia. Ed è un flashback riuscitissimo, forse il migliore della serie, in cui seguiamo le vicende della renna (hai capito Star? RENNA. R-e-n-n-a. L’alce è un altro animale…), del suo rapporto con lo sgangherato Hillk. Questi, nonostante le dubbie capacità mediche, è uno dei personaggi più riusciti del manga: deciso a curare il suo paese (che è bacato nelle sue istituzioni, come dimostra la piccola Bibi), aiuta Chopper a superare la sua diversità facendogli da padre, accettando con un sorriso l’errore credibilmente infantile della renna (da brividi la scena con il tescho!), e la morte, che affronta con una delle frasi (e delle verità) più belle dell’intero manga, in una vicenda ispirata a una poesia de L'Antologia di Spoon River.


    ONE PIECE 17

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    I Ciliegi di Hillk

    E si giunge agli scontri. Non particolarmente impegnativi, in realtà, almeno non per Rufy che, per quanto messo in difficoltà dalle caratteristiche del Frutto di Wapol (geniale, lo Slim Up Wapol!), combatte per lo più una battaglia ideologica, difendendo le idee e il credo di Hillk. Battaglia un po’ più impegnata per Chopper, in modo da poter sfoggiare le sue capacità.
    Chopper entra dunque in ciurma, anche se la sua entrata “effettiva” è rinviata, come dimostra la mancata titolazione La Quinta Persona: la renna lascia dunque l’isola con la Ciurma (lol, la slitta volante!) e la saga giunge al termine con una vignettona ad effetto che vede finalmente i ciliegi sbocciare anche nella fredda Drum. Ma non è l’unica sorpresa che svela il finale: evitando l’autoconclusività vediamo in un mini flashback apparire per la prima volta Ace (significativo che abbia smesso di nevicare…), mentre Kureha rende Dorton (e i lettori) partecipi di un’importante informazione: il vero nome del Re dei Pirati e Gol D. Roger e quella “D” che ha in comune con Rufy sembra avere grande importanza ai fini della trama principale. Ovviamente la Star non capisce una mazza e traduce Gold D. Roger, svilendo il colpo di genio. Sigh.
    Il Pirata chiamato “Sir Crocodile”, capitolo conclusivo, oltre a rinfrescarci la memoria riguardo alla Flotta dei Sette, spiega minuziosamente la struttura della Baroque Woks e costituisce il preambolo definitivo alla Saga di Alabasta.
    Ah, già. Quei geniacci della Star. Avete presente le vignette inserite nelle pagine bianche tra un capitolo e l’altro? Beh, non si sa come ma ce n’è finita una proveniente dal volume 44. Ed è pure spoilerosissima!


    ONE PIECE 18

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    Entra in Scena Ace!

    Come da titolo, ecco apparire ufficialmente il fratello di Rufy, che scopriamo essere subordinato del potente Barbabianca. Carino assistere alla reunion fra i due, perfetta occasione per dimostrare il livello di Barbapapà e i suoi, nonché ottimo espediente per liberarsi dell’altrimenti imbattibile Smoker. Da notare il foglietto consegnato a Rufy, che ovviamente avrà grande importanza, e il contenuto della missione di Ace: rintracciare Barbanera, di cui già avevamo sentito parlare a Drum.
    Per il resto, volume di preparazione, in cui Oda non manca di stupire e deliziare il lettore con il suo fantasioso bestiario. Da notare poi il piccolo flashback di Bibi e la riunione degli Officer Agent della Baroque: d’effeto la scena in cui bruciano il dispaccio con il candelabro. Ottimo il discorso finale di Rufy, peccato che suoni posticcio a uno dei pochi difetti di Oda, ovvero la sua politica di non far morire mai nessuno, salvo poche eccezioni.


    ONE PIECE 19

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    L’Onda della Rivolta

    Si prosegue a costruire pazientemente la trama, approfondendo i vari schieramenti. Vengono meglio presentati i rivoluzionari e la loro causa, mentre si assiste all’ingegnoso piano della Baroque: da notare il realismo impiegato nel ritrarre le manipolazioni subite dall’opinione pubblica, indotta a condannare il Re e a considerare Crocodile un eroe. Introdotti i personaggi principali della Saga, come Kosa, Pell e Chaka, mentre il Re fornisce un ottimo esempio di monarchia illuminata, in aperto contrasto con i metodi tirannici che avevano caratterizzato Wapol nella Saga precedente. Riflettori puntati su Miss All Sunday che, in Si Comincia, esibisce le letali potenzialità del suo Frutto, che verrà poi ridimensionato notevolmente. E la Ciurma? Ovviamente si ficca nei guai, anche se tra il serio e il faceto (rotfl l’imitazione!) e viene salvata in extremis dal provvidenziale Sanji, che dimostra una certa arguzia che sarà sfruttata anche nelle saghe future; da notare la lungimiranza di Oda nel gestire l’intera vicenda di Mister Three.
    Da notare le SBS con la genialata del tizio “maturato” e un’interessante precisazione sui Lumacofoni e le loro funzioni.
    Il Paradiso Danzante di Jango [37 episodi – dal vol. 14 al vol. 19]: terza serie di Miniavventure, con protagonista il vice di Kuro. Le sue vicende coinvolgono un buon numero di personaggi noti, dalla ex “ciurma” di Usop a Fullbody (il marine pestato a suo tempo da Sanji), passando per Garp, Koby, Hermeppo e Morgan, già protagonisti del secondo ciclo di Miniavventure. Da notare poi l’esordio di Hina e la location di Mirrorball Island, citata da Oda nelle SBS del Volume 14.


    ONE PIECE 20

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    Battaglia Decisiva ad Alubarna!

    Rufy vs Crocodile! E il capitano non può niente contro il terzo Rogia apparso nella storia (dopo quello di Smoker e quello di Ace) e subisce l’inevitabile divario che c’è tra un rookie (per quanto forte) e un Flottaro. Ovviamente Crocodile, da buon villain qual è, non si premura troppo di accertarsi dell’effettiva morte del suo contendente (anche perché ha un buco in pancia, va detto…): ma il colpo di scena è dietro l’angolo e Rufy riesce a salvarsi mentre Oda mette al lettore la pulce nell’orecchio riguardo la fantomatica “volontà della D”. Anche il resto della Ciurma si appresta a combattere e riesce a separare gli Officer Agent grazie a un trucco ben congegnato: da notare che gli avversari in questione sono sette, evidente richiamo a I Sette Contro Tebe.
    Il primo scontro è tra Chopper e Usop contro Mr. Four e Ms. Marry Chistmas (da notare che tra le bugie di Usop a Kaya c’era pure una talpa gigante… genio!): se Chopper deve dimostrarsi degno di far parte della Ciurma, Usop (coinvolto in una demenzialissima partita di “schiaccia la talpa”) si trova ancora una volta alle prese con le sue paure, che supera splendidamente dimostrando la fiducia nel suo Capitano. Da notare il titolo dell’ultimo capitolo, Four, countdown che va di pari passo con le sconfitte (e i nomi in codice) degli Agenti.


    ONE PIECE 21

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    Utopia!

    Mazzate. In questo volume tocca a Sanji (in uno scontro semidemenziale grazie al contendente portavoce della Gay Way), Nami (anche lei tra il serio e il faceto, grazie al manuale di Usop) e Zoro, protagonista di un combattimento appassionante che rispetta in pieno i topoi degli scontri tra samurai, senza però risultare banale o prevedibile.
    Ma il vero fulcro del volume, è la scoperta del vero obiettivo di Crocodile: il Poignee Griffe, strettamente legato alla trama portante di One Piece


    ONE PIECE 22

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    Hope!

    Cover speculare alla precedente per il volume del rematch Rufy contro Crocodile. Il Capitano individua il punto debole del Flottaro, ma il divario di esperienza è ancora ampio e Rufy viene ancora sconfitto, per salvarsi grazie ad una sana botta di culo.
    Si fa luce sull’identità di Miss All Sunday (anche se ancora non si scopre cosa abbia fatto per meritarsi la taglia) e scopriamo qualcosa di più sui misteriosi Poignee Griffe e sulle suggestive Armi Ancestrali ad essi correlate. Per finire, il terzo scontro tra Rufy e Crocodile. Da notare che gli elementi della vicenda imbastita da Oda -pirata con l’uncino, coccodrilli, orologio- hanno un che di familiare: ma lo si realizza a mente fredda, visto che queste componenti sono sfruttate in modo assai originale, il che la rendono una citazione ancor più gradita e geniale.



    ONE PIECE 23

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    La Grande Avventura di Bibi

    Volumissimo. Si conclude la Saga di Alabasta. E lo fa letteralmente con il botto, con il bel sacrificio di Pell (che però sarà purtroppo inficiato) e la sconfitta di Crocodile, ovvia ma arrivata dopo due pesanti sconfitte di Rufy.
    La saga volge dunque all’happy ending, non senza qualche perla come la prova di carattere di Tashigi e la durezza di Smoker: da notare, sempre a proposito di marine, l’entrata in scena di Hina e il ritorno di Fullbody Jango direttamente dalle Miniavventure. Notevole l’uso del demenziale Mr. Two, che esce di scena con un diversivo tragicomico, mentre è veramente emozionante l’addio muto dei Mugiwara a Bibi, stupendo climax che Oda ha sapientemente preparato cinque volumi fa.
    Significativa la SBS in cui si distinguono Tritoni e Sirene dagli Uomini Pesce.



    ONE PIECE 24

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    I Sogni delle Persone

    Arrivano i pirati, quelli veri! Ma prima ancora, gli strascichi della Saga di Alabasta. Il primo e più importante è l’ingresso in Ciurma, seppur ancora non “definitivo”, di Robin, che si dimostra subito utile. C’è poi la VACCATA, ovvero il fatto che Pell sia sopravvissuto ad una bomba gigante che gli è esplosa a dieci centimetri dalle terga piumose. Il che riporta a uno dei pochi difetti di Oda: non uccide nessuno. Certo, a differenza di molti altri mangaka non lo fa per mancanza di coraggio, ma per una scelta precisa: la sua è più una filosofia che vuole applicare al suo mondo e come tale va rispettata. Va detto anche però che così toglie completamente senso all’altrimenti emozionante sacrificio del Falcone e che in questo modo ammazza notevolmente il pathos. Infastidiscono poi le “finte morti” (cioè quando un personaggio viene colpito in modo grave, tutti si disperano, ma tanto si sa che non muore) e le morti completamente inutili dei personaggi marginali (ad Alabasta tra soldati e rivoltosi nessun morto, ma schiattano solo quei pirlotteri della Squadra Tsumeregi? Maddai…).
    Detto questo, in questo volume ci sono i pirati. Non gli allegri cioccolatai avventurieri che aiutano chiunque, ma quelli veri, fracassoni, brutti e ubriachi: stupenda la doppia tavola in cui questa feccia deride Nami, belle anche le scene dell’immersione, i tesori, Mock Town, chiaramente ispirata a Tortuga… tutto molto piratesco! Per non parlare di Bellamy e i suoi, prima ciurma che incontriamo facente parte della cosiddetta Nuova Generazione, i pirati moderni che non credono nei sogni. Stupenda la scena del pestaggio, che ricorda quello subito da Shanks nel primo capitolo. E poi c’è LUI, la nemesi di Rufy, il pirata di cui ancora non ci è dato sapere il nome, ma che ha già dato segni di rivalità nei confronti di Cappello di Paglia. E che si è anche dimostrato un pirata sognatore, regalando una delle frasi più belle e chiare del manga.
    Ultima ma non per importanza, la nuova meta dei Mugiwara: l’Isola nel cielo. Mh? Chi ha detto Miyazaki? Perché i parallelismi non sono solo tra Laputa e questa saga, ma con un po’ tutto OP, come dimostrano il design simile tra Poigne Griffe e gli ascensori a blocchi di Laputa, il potenziale distruttivo dell’isola volante probabilmente simile a quello di un’Arma Ancestrale e l’alberone che spunta dall’isola con una località odiana che vedremo solo in futuro. Insomma, wow.
  • ONE PIECE 25

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    L’Uomo da Cento Milioni di Berry

    Signor volume. Oda inserisce gli elementi fondamentali della saga, come la favola di Noland il Bugiardo e la leggenda della campana d’oro, condendo il tutto con dettagli pirateschi come mappe e relative indicazioni misteriose. Ma a rendere ottimo il volume, oltre la miriade di informazioni contenute (anche nelle SBS, dove viene fatto notare al lettore come la cittadina di Vila fosse già stata citata nel volume 11) e al godurioso cartone appioppato a Bellamy, sono i capitoli La Massima Autorità Mondiale e Abbiate l’Accortezza di non dimenticarlo. Nel primo si rivedono Bugy e compagnia alle prese con Ace e si scopre che il Pagliaccio ha incontrato nientemeno che il famoso Barbabianca; ma, soprattutto, ci vengono presentati i Cinque Astri di Saggezza, ai vertici del Governo Mondiale, e ben due membri della Flotta dei Sette.
    Nel capitolo che segue, ancora meglio: introdotto Sengoku, Grand’Ammiraglio della Marina, presentati i due Flottari di cui sopra (uno dei quali con la taglia più alta vista finora), rivediamo Mihawk. Vignettone doppio per l’esordio di Barbabianca, alle prese con un membro dell’equipaggio di Shanks (che vorrà mai da lui?), che pure rivediamo. Ma la vera rivelazione sta nel finale: nel meeting di Marijoa, un misterioso individuo ha eluso la sorveglianza (…come?) per spammare la propria ciurma. E così si scopre l’identità di Barbanera, il pirata inseguito da Ace, che ora mira a rimpiazzare Crocodile nella Flotta facendo fuori Rufy. Con lui anche la sua ciurma, sottile ma geniale citazione ai compagni del Barone di Munchausen.
    La Passeggiata Sotto i Mari di Hacchan [40 episodi – dal vol. 20 al vol. 25]: quarta serie di Miniavventure, in cui vediamo Hacchan, l’antagonista di Zoro ad Arlong Park, sfuggire alla Marina e farsi una nuova vita in una serie di vicissitudini a metà tra la favola occidentale e il folklore giapponese. Esordiscono anche la sirena Kayme con Pappagu e vediamo la prima (e per ora ultima) Donna Pesce.


    ONE PIECE 26

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    Avventura nell’Isola degli Dei

    Si approda nell’Isola nel Cielo: le fasi di esplorazione sono le migliori del manga, visto che l’autore è imbattibile con le sue ambientazioni fantasiosissime ma coerenti. E’ quindi piacevolissimo osservare il Mare Bianco e Bianchissimo e la bizzarra fauna che lo popola, così come vedere la flora di Angel Beach e la tecnologia delle Isole del Cielo, come il Waver e i versatili Dial.
    L’isola non è ovviamente priva di insidie, come dimostra l’attacco del misterioso Guerrilla, l’inquietante e subdola Amazon, i Berretti Bianchi e il suggestivo Upper Yard, terra proibita a tutti (ed è per questo che i protagonisti ci finiranno, of course), sede dei quattro sacerdoti e del potente dio Ener. Questi, che ci da subito prova della sua forza con uno dei poteri più distruttivi dell’intero manga, permette ad Oda di inserire temi interessantissimi, come la concezione di divinità e una metafora sulla dittatura assoluta, vissuta sulla pelle dall’autoctona Konis in una scena di grande tensione emotiva.


    ONE PIECE 27

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    Ouverture

    Volume ricco di avvenimenti, con la presentazione del boss della Saga (ispirato nell’aspetto ad Eminem, lol), dei restanti Sacerdoti e degli Shandia e l’inserimento di altri elementi di background, come la storia della contesa del Warth da parte dei vari abitanti del Cielo. Ovviamente il pezzo forte del volume è Ouverture, in cui Oda mischia in modo veramente geniale gli elementi finora presentati in un colpo di scena vagamente intuibile ma registicamente ineccepibile e assai particolareggiato, come dimostra il pirateggiante “collage” delle varie mappe: la trama è di una complessità notevole per uno shonen, ma Oda è ben attento a non confondere i lettori, riuscendo anche a fare il punto della situazione mostrandoci simpatiche scene discorsive della ciurma, anch’esse arricchite da dettagli realistici come la preparazione dell’acqua, la zuppa e i medicinali di Chopper. Ovviamente non si rinuncia alla fantasia, come dimostra il demenzialissimo falò con i lupi della foresta, né al mistero: l’enigmatica restaurazione della Merry.
    Da segnalare le SBS, ricche di particolari interessanti: approfondito il rapporto Hina/Smoker e di quest’ultimo viene confermata l’intemperanza ai limiti dell’insubordinazione; esplicitata inoltre una chicca riguardante Nami, sintomo della grandissima attenzione prestata dal mangaka nei confronti della sua opera, attenzione che si manifesta anche nei deliranti inserimenti della sidestory di Pandaman e del taroccamento del marchio Doskoi Panda (lol!).


    ONE PIECE 28

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    Wiper, Demonio combattente

    Anche se i primi due capitoli ci presentano un miniflashback e un’interessante spiegazione sull’utilizzo dei Dial, il volume è principalmente incentrato sui combattimenti. Se Kamakiri contro Ener serve almeno a mostrarci meglio il potere del Dio, quello di Nami è invece del tutto inutile; anche quello di Rufy non è strettamente necessario ai fini della trama, per quanto instauri in bel parallelismo tra il Capitano e Wiper. Senz’altro migliori gli scontri restanti, finalizzati a sviluppare i Mugiwara che ne sono protagonisti: Chopper concretizza la risoluzione ribadita sia ad Alabasta che dopo la sconfitta contro Shura, Zoro invece compie un altro passo in avanti verso il raggiungimento del suo Sogno, imparando a padroneggiare le tecniche Kamakaze.
    Wapol Imperterrito Mangione [23 episodi – dal vol. 25 al vol. 28]: la quinta serie di Miniavventure è tra le più demenziali: il boss della Saga di Drum, dopo la sconfitta, passa da una patetica parodia della Fiammiferaia a una delirante escalation al potere che lo fa diventare prima leader di una potente multinazionale e marito di Miss Universo poi. Insomma, una cosa assai delirante, che difficilmente avrà ripercussioni sulla trama, anche se la lega metallica creata dal Re è assai sospetta…


    ONE PIECE 29

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    Oratorio

    Volume cicciotto, riempito però dagli inevitabili scontri del Survival. Per fortuna anche nelle parti più shonenistica il manga intrattiene, coadiuvato dagli ottimi disegni di Oda: a metà tra lo stile tondeggiante e morbidissimo degli inizi e quello particolareggiato e sintetico che assumerà, le tavole di questa Saga sono tra le migliori dell’opera, con scene di grande impatto che uniscono un bel tratto dinamico e dettagliato a una costruzione della tavola ben congeniata.
    A livello di trama, comunque, i combattimenti prevalgono ma non la fanno da padrone: il momento più interessante del volume è infatti costituito dalla sessione archeologica con protagonista Robin, con tanto di suggestiva panoramica sulla Città d’Oro. E i misteriosi caratteri dei Poignee Griffe, spuntano fuori, a sorpresa, rendendo la Saga meno autoconclusiva di quanto si pensasse…


    ONE PIECE 30

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    Capriccio

    Ci si avvia verso il finale della Saga e quindi allo scontro Rufy vs Ener, di cui vediamo il primo round. Che Rufy fosse immune agli attacchi del Dio non era certo ‘sto colpone di scena: e infatti Oda sposta l’attenzione dall’ovvietà (a cui saggiamente non ha dato molto peso) alla reazione di Ener, una delle espressioni più beote del manga.
    Le varie mazzate e sboronate (come quella di Sanji, comunque apprezzabile nel suo ritorno nei panni di deus ex machina, come ad Alabasta) sono abilmente diluite con la vicenda di Konis e dei vari abitanti dell’Isola del Cielo. Spettacolari i disegni, specialmente l’Arca Maxim e l’attacco del Dio che conclude il volume.


    ONE PIECE 31

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    Saremo Sempre Qui!

    Ecco. Dopo tre volumi di prevalente shonenosità, comunque avvincente in quanto ben gestita e sempre impreziosita dai caratteri distintivi del manga, ecco che Oda sorprende e ci mostra perché la sua opera sia diversa dalle altre dello stesso genere e cosa abbia da offrire.
    Di flashback Oda ne ha già inseriti molti: abbiamo visto i rispettivi background dei membri della ciruma, e qualche piccola analessi anche per gli altri personaggi. Si trattava comunque di approfondimenti inerenti i personaggi che vedevamo interagire con i protagonisti, la cui estensione rimaneva, comunque, limitata. E invece in questo volume ben sei capitoli sono dedicati alla storia di Noland e Calgara: un flashback accessorio, che spezza il climax finora costruito. E tuttavia, un flashback tra i migliori, scelta coraggiosissima di Oda: la vicenda raccontata non narra semplicemente di un’amicizia, ma tratta argomenti attualissimi quali il rapporto tra scienza e religione e il sottile limite tra fede e mera superstizione. L’intera storia è già malinconica di per sé, ma diventa tristissima per il lettore che ne conosceva già l’ingiusto epilogo: il tutto è completamente alieno agli egoistici motivi che spingono Rufy e compagnia a combattere, ma proprio per questo aumentano notevolmente l’hype emotivo per il culmine della battaglia.


    ONE PIECE 32

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    Canto d’Amore

    E finisce la Saga di Skypea, con l’inevitabile sconfitta del Dio, che comunque sopravvivrà per finire nelle Miniavventure: da brividi la scena con l’Arca diretta al Warth fatato, di cui scopriamo la vera natura, perfetta conclusione della parabola religiosa/superstiziosa e definitiva manifestazione della megalomania di Ener.
    Finisce la Saga, si diceva, per la verità tra le meno apprezzate dal fandom: e in effetti la sua prolissità e i fin troppi combattimenti appesantiscono notevolmente la lettura. Questo non deve però portare a bocciare l’arco narrativo in toto, visto che di pregi ne ha eccome: oltre allo stupendo stile grafico adottato, bisogna ricordare i molteplici elementi pirateschi che si intrecciano alla interessantissima parentesi archeologica: e riecco spuntare i criptici Poignee Griffe a sorpresa legati a uno dei personaggi cardine del manga (peccato che la Star ripeta l’errore della D…). Emozionantissime poi le scene del rintocco della Campana (disegnata benissimo) e dell’ombra di Rufy nel cielo (fenomeno che ci viene pure spiegato scientificamente!).
    Avventura a Long Island inaugura poi l’inizio di una parentesi piuttosto autoconclusiva (comunque ricca di ripercussioni sulla trama principale), in cui è la demenzialità più selvaggia ad essere protagonista: ne è dimostrazione il personaggio di Foxy, che con i suoi due scagnozzi è un gigantesco omaggio al Trio Drombo della serie Yattaman.
    Ace e la Grande Caccia a Barbanera [29 episodi – dal vol.29 al vol. 31]: sesta serie di Miniavventure. Seguiamo le peripezie di Ace in cerca di Barbanera (di cui abbiamo scoperto l’identità), ma ovviamente il tutto è visto in chiave comica: scemissima la scena del caffè amaro.
  • Naturalmente non legga chi non ha terminato Skypiea.
    Ah. Una bellissima arc. Skypiea. Bisogna dire che per apprezzarla pienamente, data la grande componente shonen, ho dovuto rileggerla (e rivederla) per apprezzarla pienamente. E non ha nulla da invidiare ad altre arc ed è meno autoconclusiva di quanto molti sostengano.
    Bellissimo il flashback di Norland. Ho sempre sostenuto che, tra i flashback, fosse uno dei migliori, se non il migliore. La storia di una grande amicizia, ma intrisa di temi davvero interessanti (come già fatto notare da Porta). La religione in quanto fanatismo, l'importanza del progresso e della scienza. Ed è poi ancor più appagante rileggere l'arc una volta conosciute le motivazione degli shandia. Comprendere i motivi per cui non accettino un dio, oppure la grande dedizione per riprendersi quella tanto decantata terra.
    E poi c'è la campana. Simbolo di tutta la storia, di tutta la questione, dell'amicizia tra Norland e Calgara. Ed è commovente vedere lo stesso serpentone commuoversi, unico testimone vivente degli avvenimenti.
    Tra l'altro il flashback è ben fatto nell'anime. Vabbè, quelle sono le OST che aiutano.

    E ora. Ne parlavo l'altra volta con Porta. Se Skypiea altresì conosciuta come Upper Yard non è altro che la parte mancante dell'isola di Jaya. E inteso che esiste un uno e unico magnetismo per isola (non scordiamoci di Longring Longland). Come fanno ad avere, appunto, due magnetismi diversi? Perché Jaya è parte di un'altra rotta?
  • ONE PIECE 33

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    Davy Back Fight!

    "Questa acconciatura è in grado di richiamare l’aspetto selvaggio del maschio! La gente si chiede se è l’afro che fa il campione oppure il campione che fa l’afro! Nemmeno la scienza moderna sa dare una risposta chiara a questo fenomeno!"

    Chiarissimo il contenuto del volume: demenzialità allo stato puro. Da sempre gli scontri di One Piece si distinguono per una componente burlesca e delirante, che emerge con potenza e diventa predominante in questa breve saga. Interessanti i richiami a Davy Jones (figura che potrebbe essere connessa alla trama principale più di quanto si pensi), all’Isola dei Pirati (che si spera possa essere una futura tappa dei nostri) e alla piratesca cerimonia del Davy Back Fight. Belle inoltre le varie dimostrazioni di onore ed orgoglio, che spaziano dai commenti di Zoro (vicecapitano ufficioso) alle varie furbate piratesche di Foxy e i suoi.
    Simpatica e ben gestita la Donut Race, con un sacco di gag (sul finto traguardo c’ero cascato!) e scene d’azione piuttosto inconsuete, ma ben gestite. Interessante e strambissimo poi il potere di Foxy, con un Frutto che rielabora in modo originale le manipolazioni temporali.
    Il Groggy Ring è invece più serioso, anche se l’idea del gioco in sé rimane demenzialissima: belle le scene d’azione e il lavoro di squadra dei team opposti, un po’ troppo dispersivo però quello della squadra di Foxy.
    Il meglio si ha ovviamente nello scontro finale tra Rufy e Foxy: assurda la succitata genialata dell’afro, stupende le varie gag del combattimento tra le bastardate della Volpe e l’ingenuo ma lucido pensiero laterale del Capitano (lol, la gag dell’infermeria). Non per questo la sfida è meno combattuta e la drammaticità della sfid emerge nelle ultime pagine, anticipando temi che si riveleranno molto importanti…





    PdP Ninety-three ha scritto:Come fanno ad avere, appunto, due magnetismi diversi? Perché Jaya è parte di un'altra rotta?
    Ci ho pensato un po' e non credo sia un errore di Oda, quanto un'omissione da parte sua: alcuni elementi, impliciti, per rendere la questione più chiara ci sono (ad esempio, sappiamo che le Isole del Cielo non hanno magnetismo, quindi il log puntava proprio l'Upper Yard), alcuni aspetti rimangono irrisolti (perchè il log non reagisce, come sarebbe logico, anche a Jaya?). Di ipotesi, anche ragionevoli se ne possono fare, però la questione non è proprio chiarissima.
    Gradirei che i restanti 3 uanpissari del Sollazzo ci dicessero la loro...
  • PORTAMANTELLO ha scritto:One Piece 33

    Gradirei che i restanti 3 uanpissari del Sollazzo ci dicessero la loro...
    Di pure 4, anche io lo seguo (sia l'anime che il cartone, entrambi fatti molto bene), e devo dire che state facendo propio un bel lavoro nel recensire tutti i volumi scritti da Eichiro Oda, i miei complimenti ;) ,ma devo dire che state un po esagerando con le presunte citazioni (dubito fortemente che Oda si sia ispirato a "Sette contro Tebe", opera molto conoscita in Giappone :asd: ),Per inciso la saga di Alabasta non mi è mai piaciuta particolarmente, preferisco Skypea e [spoiler]Enies Lobby[/spoiler].
  • Che l'anime sia ben realizzato non mi pare proprio, ma qui siamo OT... :P

    Sulle citazioni: mah, Oda ha dato prova di conoscere opere assai misconosciute, una citazione del genere non mi stupirebbe affatto. Inoltre credo che i Classici possano essere ben conosciuti anche in Giappone, ovviamente in misura minore rispetto all'Occidente. Può anche darsi che Oda si sia ispirato a qualche altra opera che ha attinto a quella. O può benissimo essere un caso, ma anche in questa situazione sarebbe communque una similitudine degna di essere segnalata.

    Sulla preferenza tra le Saghe: argomenta, argomenta. Ma tieni a mente che, visto che siamo in pochi e che non tutti sono al pari con la prima edizione italiana, tutto quello che va oltre la nuova ediziona va messo sotto spoiler.
  • PORTAMANTELLO ha scritto:Gradirei che i restanti 3 uanpissari del Sollazzo ci dicessero la loro...
    Appena ho un'unghia di tempo devo leggere tutta la saga di Skypiea in blocco, e poi vediamo che si può fare :P
  • ...stai cercando di dirmi che, pur essendo in ritardo con la lettura, sbirci le rece in barba ai miei salti mortali per non spoilerarti nulla fuori da esse? :muori:
  • Alecs, NON leggere!!!
    PORTAMANTELLO ha scritto:Ci ho pensato un po' e non credo sia un errore di Oda, quanto un'omissione da parte sua: alcuni elementi, impliciti, per rendere la questione più chiara ci sono (ad esempio, sappiamo che le Isole del Cielo non hanno magnetismo, quindi il log puntava proprio l'Upper Yard), alcuni aspetti rimangono irrisolti (perchè il log non reagisce, come sarebbe logico, anche a Jaya?). Di ipotesi, anche ragionevoli se ne possono fare, però la questione non è proprio chiarissima.
    Gradirei che i restanti 3 uanpissari del Sollazzo ci dicessero la loro...
    Certo. Che l'isola indicata dal loge pose non fosse Angel Island mi pare si evincesse abbastanza bene da due elementi. In primis proprio in virtù del fatto che le Isole del Cielo non possiedono magnetismo. In secundis mi pare di ricordare che proprio sull'isola nel cielo il log pose punti sull'Upper Yard, confermandoci che è quella l'isola del log pose.
    Però mi piacerebbe molto capire la dinamica che ci porta al magnetismo delle isole. In fondo se LRLL ha pur sempre un unico magnetismo, anche quando gran parte è sommersa costituisce un'unica isola. L'unica cosa plausibile è che la Old Jaya avesse un magnetismo particolare che è lo stesso della New Jaya. Ma la parte di Skypiea, influenzata da nuovi agenti esterni abbia cambiato peculiarità magnetiche. Mi sembra la spiegazione più semplice però si adatterebbe bene.

    E per quanto riguarda il DBF. Devo dire che non mi ha mia entusiasmato come arc. Certamente va contestualizzata per il suo essere quasi un filler stesso inserito da Oda. Per il suo essere un'arc più spensierata e fracassona. Diciamo pure un'arc goliardica. [spoiler]Seppure ciò è relativo. Dato il finale dell'arc che è proprio il contrario di tutto ciò.[/spoiler] Spettacolare l'afro Rufy. È il campione che fa l'afro o l'afro che fa il campione? Nemmeno la scienza sa dare una risposta! :D
    E poi... [spoiler]è l'arc che dà avvio a Water 7 ed Ennies Lobby. Due delle arc più belle di One Piece.[/spoiler]

    Ah, poi un paio di appunti.
    Per quanto riguarda l'anime, in verità, ci son le OST che valgono assai. Sono magnifiche e funzionali. E devo dire che ultimamente sono utilizzate male. Ed è un peccato, perché in passato hanno reso benissimo alcune scene.
    Per quanto riguarda le ispirazioni, invece, va considerato che Oda è un appassionato dell'occidente. Conosce tantissime opere e le cita spesso e volentieri. Opere sconosciute ai più, a volte anche a me. Quindi è difficile che siano coincidenze, almeno il più delle volte.
  • PdP Ninety-three ha scritto: le Isole del Cielo non possiedono magnetismo.
    Ma attenzione, per quanto praticamente certa questa non è una info ufficiale ma una (pur ragionevolissima) supposizione, considerato che:
    -Le Isole del Cielo sono conformazioni nuvolose e quindi prive di minerali.
    -Wiper naviga per il Mar Bianco senza l'ausilio di Log.
    -Allo stesso modo, Nami riesce a viaggiare senza disorientarsi dall'Upper Yard ad Angel Island (il che ci fa anche capire come le normali condizioni della Grand Line non valgano in Cielo).
    -Se le Isole avessero un magnetismo, sarebbero molto più conosciute e non considerate una leggenda.

    In secundis mi pare di ricordare che proprio sull'isola nel cielo il log pose punti sull'Upper Yard
    No, o almeno non viene specificato.

    Ma la parte di Skypiea, influenzata da nuovi agenti esterni abbia cambiato peculiarità magnetiche
    Invece io penso che il nuovo magnetismo si sia creato semplicemente con la separazione dell'Upper Yard da Jaya. Se è l'insieme dei minerali di un isola a determinarne il magnetismo, allora separando un pezzo dell'isola (contenente una percentuale tot di certi minerali) si crea un magnetismo diverso. Questo non succede con Long Ring Long Land perchè l'isola è comunque un unico pezzo di terra. Oda poteva spiegarla, però.

    E poi...[spoiler]è l'arc che dà avvio a Water 7 ed Ennies Lobby. Due delle arc più belle di One Piece.[/spoiler]
    A proposito, [spoiler]personalmente ho sempre considerato Water 7 ed Enies Lobby una saga unica. Non vedo perchè dovrebbero essere considerati due archi narrativi separati, visto che gli elementi tipici delle saghe odiane (flashback, preparazione alla battaglia, scontro con il boss) vanno persi considerando distinti i due cicli.[/spoiler]


    Sull'anime (ma poi chiudo qui): sì, le OST piacciono molto anche a me. Ma le animazioni e il design dei personaggi rendono la serie davvero scadente.
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