E io che pensavo che ad aprire le danze per il
n. 3029 ci sarebbe stata una storia scritta di pugno dal Mollicone nazionale, un po' come ai primi tempi delle sue comparsate in formato papero.
Invece
Paperino, Paperica e il Natale in sordina, la tanto pubblicizzata storia con Mina Uack, pur presentando la controparte disneyana del celebre giornalista del TG1 è scritta da Gaja Arrighini. Alla mia sorpresa iniziale per questo mio personale misunderstanding si è sostituita la piacevole sorpresa di una storia godibile, fresca e genuina. La Arrighini non realizza un capolavoro, né sfoggia virtuosismi per una trama da capogiro. Molto più semplicemente e onestamente, avendo per le mani una storia in cui la sola presenza di Mina fa l'Evento, l'autrice compie ottimamente il proprio lavoro, scrivendo un'avventura natalizia piuttosto classica, con un Babbo Natale "in crisi" )che negli anni è un ruolo che ha saputo ricoprire in modo convincente) e ha realizzato una sceneggiatura a piramide, la cui punta è rappresentata dalla comparsa di Mina, che vediamo agire solo nella seconda metà della storia. Il giochetto è molto intelligente e funziona, anche in considerazione del fatto che nelle tavole precedenti si è comunque avuto modo di far salire l'hype e di mostrare la cantante attraverso i flashback evocati da Babbo Natale.
Da qui spenderei due paroline per Giorgio Cavazzano, che si profonde qui in grande impegno per realizzare vignette che lascino il segno negli occhi del lettore. E se nel disegnare Paperino, Paperica e Babbo Natale, l'artista tutto sommato si "limita" (quintalate di virgolette d'obbligo) a mostrarci la sua bravura di sempre, è con la figura di Mina Uack, e nella fattispecie proprio in quei flashback, che Cavazzano tocca dei vertici artistici e di raffinatezza davvero notevoli. Accompagnando con gioia e abilità l'idea della Arrighini di fare un breve excursus della carriera della cantante, il disegnatore ha potuto creare tanti prototipi diversi di Mina (e, più in generale, di papera avvenente) omaggiando al contempo le varie fasi della vita artistica della Tigre di Cremon... ehm, di Paperopoli. È forse quella quindi la parte migliore della piacevole e inconsueta avventura natalizia, insieme al climax finale in cui Babbo Natale e Mina Uack finalmente si conoscono e trovano un insperato sodalizio.
A coronare il tutto, a seguire troviamo un articolo che parla della storia, della Mina vera e... del Christmas Song Book, ovviamente

Il bello è che questo redazionale è scritto proprio dalla Arrighini, che spesso si occupa di questo genere di testi, che in questo caso ha quindi potuto illustrare un making of particolarmente sentito e addentro alla realizzazione dell'opera
Altra storia dal sapore natalizio (finora, solo nel titolo però) è
DoubleDuck - Regali di Natale, di Bosco e Mazzarello, di cui viene presentata solo la prima parte e che proseguirà settimana prossima. Per ora si scopre solo che Kay K è sparita e Paperino deve partire in missione per scoprire che le è successo. Ma come da copione, anche tra gli alleati c'è qualcuno che sa più di quanto vuole ammettere... insomma, un plot assolutamente affine a quanto visto più volte nella serie di DD, e il cui legame con le Festività è per ora solo pretestuoso, ma che presenta un caso piuttosto particolare per quanto riguarda il fumetto Disney: praticamente conosciamo (e/o conosceremo) il padre e la madre di Kay K! I colori curati della serie aiutano anche il tratto di Mazzarello, che fa un lavoro piuttosto buono.
La ricetta di
Io Cuoco, Tu Cuoci (D'Ippolito ai testi e ai disegni), intendendo non quella raccontata nella storia ma quella di questo progetto, si sta già afflosciando su se stessa, perdendo quell'originità che ho rilevato nello scorso numero. Resta il punto chiave dell'esposizione della ricetta reale e riproducibile, ma quanto accade "in scena" non è nulla di diverso da un qualunque show di disastri di Paperino e Paperoga. Resta comunque un progetto interessante e i disegni sono da urlo.
Poco da dire sulla stramba
Pippo, Nocciola e la strega vicina, se non che la Gianatti riesce a nobilitare uno spunto abusato grazie ad alcune trovate di sceneggiatura e ad alcune battute e gag simpatiche, mentre la danese di turno, per quanto come spesso accade in questo produzioni non goda di una trama proprio lineare e limpida, intrattiene il giusto e Fecchi alle matite fornisce una prova molto buona.
Insomma, prosegue il periodo d'oro del giornale, che da settimane continua ad offrire per molti numeri consecutivi più di un motivo valido per essere acquistato sempre, e non
una tantum come poteva essere, per me, fino a 2-3 anni fa. Continua una striscia positiva spaventosa, e non posso che gioirne.
