[Disney] PKNE Fase 1: La Run di Artibani e Sisti

Gottfredson, Barks, Scarpa, Rosa, la scuola italiana, con un occhio di riguardo anche ai Disney spillati. Perché ricordiamo che il Sollazzo nasce qui, grazie a un certo papero mascherato...
  • Sinceramente negli Argini non ci ho fatto caso, ma in P&P me li ricordo in più occasioni (le dida d'apertura, o le battute più "secche" di Sergio).

    Può anche essere una riduzione inconscia, tra l'altro. Ma, anche qualora fosse frutto di una scelta/politica deliberata, quando serve davvero il punto fermo ce l'abbiamo, quindi non starei tanto a preoccuparmi.


    Ne approfitto brevemente per commentare una cosa che in questo episodio mi ha colpito decisamente più che nel precedente: i disegni di Sciarrone, davvero eccellenti. L'unico appunto lo farei ai design dei nuovi capoccia dell'Organizzazione (in particolare al cyborg anni '80 e al CUGINO DEL RAZZIATORE), ma vabbè. Per il resto, applausi.
  • Il terzo episodio di Gli Argini del Tempo è molto buono: sia come storia a sé che come "parte del tutto", l'appuntamento settimanale con l'opera di Alessandro Sisti e Claudio Sciarrone è un bel leggere.
    Gran parte del motivo per cui ho particolarmente apprezzato sta nel fatto che tutta la situazione si svolge in un unico luogo, e a me è sempre piaciuta l'idea di una storia che deve svilupparsi all'interno dei limiti imposti da un unico posto. Sisti sfrutta al massimo le stuzzicanti potenzialità di questo frangente, facendo muovere Pikappa e Lyla su Time 0 attraverso i classici cunicoli per l'areazione, facendoli arrivare al nucleo operativo, ad una camera stagna e infine... all'esterno della base, un luogo-non luogo in cui non c'è nulla, affascinante come concezione.
    Bello poi scoprire da dove sono partite, e perché, le minacce affrontate dai due protagonisti negli scorsi episodi (i finti cameraman e il Razziatore), che denota grande gusto per la narrazione, e apprezzabile l'utilizzo della tuta introdotta in Potere e Potenza (con annessa intelligenza artificiale), utilizzata in un momento in cui era sensato tirarla fuori.
    Le informazioni sul mistero da risolvere vengono approfondite ulteriormente rispetto alla spiegazione data dal Razziatore nel numero scorso, ma chiaramente c'è ancora qualcosa di importante da scoprire. Ho gradito questa particolare scansione della soluzione del mistero, un pezzo alla volta, dove alcuni pezzi a posteriori possono anche essere smentiti o visti sotto una nuova luce.
    Claudio Sciarrone continua a fare un ottimo lavoro: lo potrò dire pienamente solo dopo aver letto anche l'ultimo episodio, ma credo proprio che qui abbia fornito la sua prova migliore degli ultimi anni, ispirato forse dalla trama imbastita da Sisti o dal ritorno del mito di PK, ma ad ogni modo ha fatto davvero uno splendido lavoro: soluzioni visive accattivanti, personaggi esteticamente ottimi, tavole dalla costruzione dinamica, tratto moderno che ricorda il suo PK ma con quel tocco di novità e differenza data dagli anni passati e dall'utilizzo del digitale: una contaminazione deliziosa.


    Ecco le mie domande per i gentili autori :)
    Alessandro, come definiresti esattamente lo spazio attorno a Time 0? Lyla dice che "non c'è niente, neppure il vuoto", ma com'è possibile?
    Alessandro, come funziona una "tuta a tempo soggettivo"? Come riesce a permettere ad un soggetto di muoversi in uno spazio del genere?
    Alessandro, qual è l'esatta funzione dell'ipernodo? È un elemento presente in natura o è stato costruito da qualcuno?
    Alessandro, come ha fatto l'Organizzazione ad arrivare a Time 0? Ha sfruttato la cronoesaondazione? Se sì, come questa è stata utile per trovare il comando della Termpolizia ed entrarci dentro?
    Alessandro, tra Lost, Ritorno al Futuro e Doctor Who, non ricordo più quale concezione del viaggio nel tempo - e dei cambiamenti che si possono effettuare sul futuro tornando nel passato - abbracciasse PK o, nella fattispecie, abbracciassi tu. L'interrogativo nasce quando vediamo il momento della partenza del cameraman-droidi e del Razziatore: per l'Organizzazione - e più in generale per la tua concezione della materia - il tempo può essere riscritto, posta la possibilità di viaggiare all'indietro? Altrimenti dovrebbero sapere che, se in quel momento si trovano costretti a correrei ai ripari con addirittura due piani, vuol dire che i piani stessi sono stati inefficaci: paradosso? Oppure è una cosa valida in questa particolare situazione di esondazione temporale, con tutti i possibili futuri esistenti contemporaneamente?

    Claudio, da dove deriva l'estetica del giubbottino indossato da Lyla in questo episodio?
    Claudio, a cosa ti sei ispirato per disegnare le vedute e le varie parti di Time 0?
    Claudio, quando Pikappa va a recuperare l'ipernodo si muove in uno spazio di nulla assoluto: è stato difficile capire come disegnare lo scenario in cui si muove il personaggio, considerate le proprietà così particolari del luogo?
    Claudio, parliamo di dressing code da cattivi: che ragionamenti stanno alla base degli abiti indossati dai capi dell'Organizzazione?
    Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
    Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...

    LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!

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  • PORTAMANTELLO ha scritto: L'unico appunto lo farei ai design dei nuovi capoccia dell'Organizzazione (in particolare al cyborg anni '80 e al CUGINO DEL RAZZIATORE), ma vabbè.
    Aspetta, non era il Razziatore quello? Ah, mi sembrava strano che improvvisamente si fosse vestito in cenci.
    <Grrodon> Sì ma a 15 anni è troppo vecchia
  • Spero di non porre domande inopportune...

    1) Quando Lyla descrive l'ipernodo accenna al fatto che esiste in diversi piani di realtà ma in nessuno completamente: questa sua descrizione può essere paragonata al paradosso del gatto nella scatola in cui l'animale è contemporaneamente vivo e morto nello stesso tempo ? Questa spiegazione di Lay vale soltanto in questa situazione in cui i futuri sono tutti reali ? Se no, visto che nell'universo di PK (o almeno per come ho interpretato io) vi è soltanto un unico futuro, come si concilia la proprietà dell'ipernodo di esistere in "molteplici piani di realtà" se vi è un unica realtà ?

    2) Lyla stava trollando quando parlava del fulcro atemporale, vero ?! :oO:
  • La Redazione ha scritto:
    Speciale Gli Argini del Tempo

    Immagine
    Il quarto episodio di Gli Argini del Tempo è alle porte! Manca poco più di un giorno e poi avremo tutti in mano la conclusione della seconda storia di PKNE!
    Grazie alla celerità e alla gentilezza di Alessandro Sisti e Claudio Sciarrone, abbiamo già la possibilità di farvi leggere le risposte che hanno dato alle domande relative al terzo episodio dell'avventura pikappica!
    A voi! ;)
    ALESSANDRO SISTI
    Andrea87: Per quanto riguarda il carattere del Razziatore, non potrebbe trattarsi semplicemente di una sua versione proveniente da un tempo precedente il suo "ravvedimento"?

    Alessandro: Tutto può essere, ma occorre fare attenzione, perché un eccesso di complicazioni temporali rende la trama ingovernabile. Il Razziatore non potrebbe invece avere semplicemente le sue ragioni per comportarsi in un determinato modo, come pure per aver accettato un incarico dall’Organizzazione, con cui nel corso del tempo i suoi rapporti sono stati abbastanza controversi e altalenanti? Ragioni che potremmo scoprire in un futuro, anche a lungo termine com'è sempre stato uso di PK, ma che al momento non incidono sullo scenario. È il “principio dell’iceberg” predicato da Hemingway, se mi consentite di rifarmi a modelli illustri, secondo il quale sette ottavi di qualsiasi storia sono sempre sommersi e invisibili.


    ISH: Volevo innanzitutto dire che mi è piaciuta tanto la teoria sulla cronoesondazione che è alla base degli Argini del Tempo, tuttavia tale spiegazione non è discordante con quanto abbiamo visto in Antico Futuro (PKNA #18) e nella sottotrama di Urk? In fondo in quelle storie vi erano comunque delle realtà alternative, cosa che invece in questa storia sembra essere possibile solo a seguito della cronoesondazione.

    Alessandro: Sarebbe discordante se una possibilità negasse le altre, però Gli Argini si basa su un accadimento che non doveva verificarsi (e mi fa piacere che tu abbia apprezzato l’ipotesi; anch'io, quando ho scoperto che poteva avere dei fondamenti, ne sono stato preso), ma che non contraddice né limita nessun fenomeno differente. Il fatto che a causa della cronoesondazione tutti i futuri potenziali siano compresenti nella stessa linea temporale della medesima realtà non contrasta con le teorie “classiche” sfruttate nelle storie che citi e in altre ancora. Resta ugualmente ammissibile che esistano infinite linee temporali separate e parallele, ciascuna con una propria realtà alternativa che per chi ci vive è l’unica vera… senza dimenticare che in quelle dove si viaggia nel tempo è sempre possibile che qualcuno manipoli la cronocontinuità per alterare il futuro! Un paradiso d’opportunità per chi inventa storie, anche se a pensarci bene, è un’incredibile fortuna se ogni mattina allo specchio vediamo sempre i noi stessi di ieri circondati da un mondo che nella notte non è diventato qualcosa di completamente diverso!


    ISH, GeneraleZargon, Jurambalco, LBreda, Dapiz: Come mai i capi dell'Organizzazione sono così differenti nell'aspetto da quelli di PKNA (vedi Carpe Diem)? E sopratutto come hanno fatto a evadere dato che in Tempo al Tempo erano stati catturati e il cartello criminale smantellato dalla stessa Tempolizia?
    Si tratta forse di un'Organizzazione alternativa di un'altra dimensione, o semplicemente sono i “nuovi capi” del cartello criminale già visto in PKNA? Però Pikappa sembra riconoscerli, e addirittura chiede "ma non dovrebbero essere in tre?" Questo, peraltro, porta a chiederti anche: c'è un motivo specifico, e quale, per cui a capo dell'Organizzazione debba esserci un triumvirato, e perché debbano essere proprio loro a comporlo?
    Puoi fornire qualche spiegazione in merito?


    Alessandro: Sono lieto di vedere che tutti avete già intuito qualche risposta, per la vostra capacità deduttiva, ma spero anche perché m’è riuscito di far passare qualche traccia in proposito. È questo che intendevo quando – non ricordo più in quale intervista – ho detto che i pkers di lungo corso avrebbero riscontrato qualche cambiamento ai vertici. L’Organizzazione è quella che conosciamo, non un suo clone dimensionale. L’idea (un po’ pessimista, se volete) è che sradicare integralmente una struttura così ampia e ramificata sia praticamente impossibile: ne resteranno sempre dei nuclei capaci di riaggregarsi, anche se magari non con la stessa efficacia. Infatti forse qualcuno ha notato che l’Organizzazione che incontriamo stavolta non sembra la macchina perfetta d’un tempo. Alcuni degli accoliti sono quello che c’era per completare i ranghi e anche così restano carenze d’organico!
    I suoi apici sono nuovi al comando (è presumibile che i precedenti stiano in quello stesso carcere cronostatico che vediamo e di certo sarebbero stati gli ultimi a venire liberati) e sì, c’è una ragione per cui formano ancora un triumvirato. Dovendo ricostituire la compagine era infatti necessario domandarsi perché in precedenza avesse una determinata architettura. La risposta più credibile è che una “cupola” con un numero dispari di detentori del potere garantisce l’efficienza decisionale (due opinioni, eventualmente divergenti, e un “ago della bilancia”) nonché una minima democrazia (seppure banditesca, come quella delle navi pirata) rispetto all'uomo solo al comando. Ne deriva che un simile equilibrio sia un valore nelle tradizioni dell’Organizzazione, perciò acquista senso che anche le caratteristiche di ciascun triumviro siano obbligate: un maschio, una femmina e un cyborg, affinché ogni affiliato abbia un proprio rappresentante. A questo punto avrei sentito anche il bisogno d’un droide, però in passato abbiamo visto che i capi sono tre e non quattro (pari!), così come sappiamo che il XXIII secolo soffre d’una certa discriminazione verso le intelligenze artificiali.
    PK non riconosce i capi in quanto individui, bensì come ruoli, anche per il loro comportamento. È a conoscenza di questa regola del triumvirato, perché nel momento in cui l’abbiamo definita (Claudio Sciarrone è stato mio complice e l’ha rivestita di forme particolarmente attraenti, specie per quanto concerne la componente femminile) m’è sembrato interessante che ne fosse al corrente, poiché porta a chiedersi quando l’abbia scoperta. Credo d’aver già detto che mi sono lasciato alcuni fili narrativi sospesi, apparentemente secondari, ma che possono dare adito a intere storie.
    Sempre che abbia l’opportunità di raccontale, poiché adesso che ho rivelato uno dei canoni più sacri e segreti dell’Organizzazione mi toccherà vivere sotto copertura.



    crunch30002003: Quando Lyla libera i prigionieri e viene riconosciuta con la scansione oculare è un caso che il sistema di riconoscimento dica "agente droide in servizio attivo" e non "agente Lyla in servizio attivo"? A buon intenditor ;)

    Alessandro: Temo che la risposta sia più banale di quella che un buon intenditor può aver letto fra le righe. Il sistema, che non è particolarmente sofisticato e si limita a decidere se attivare l’allarme oppure no, riconosce in Lyla un utente autorizzato a richiedere l’apertura della cella e nient’altro.


    Giordanduck: Vedendo che il Razziatore si comporta in modo diverso dal solito ma omologo ai suoi inizi ho pensato che, viaggiando nel tempo, quello che appare qua potrebbe non aver vissuto almeno mezzo PKNA.
    A questo punto ho pensato che ci potesse essere una sorta di "consiglio dei Razziatori" in cui si radunano tutte le età del Razziatore per decidere sul da farsi.
    Ho pensato bene?


    Alessandro: Hai pensato bene nella misura in cui è un’ipotesi suggestiva, anche se un consiglio costituito da una molteplicità di repliche d’un individualista parossistico rischia di diventare più inconcludente d’una riunione di condominio. Personalmente direi che l’Organizzazione, dovendo convocare un/il Razziatore, contatti quello che ritiene appartenere al presente soggettivo del proprio continuum. Dopodiché, oltretutto nel marasma del multitempo, chissà chi hanno pescato…


    Vii: Una domanda per Sisti: ma Time ø non si scriveva con lo 0 barrato ø? O mi sbaglio io? Sì, lo ammetto, questa è una domanda da vero nerd :P

    Alessandro: Non tanto da vero nerd, quanto secondo me una domanda che rivela come ormai siamo tutti imprintati dalle norme d’una cultura brandizzata. Time 0 si scrive così e non cosà perché quello è il suo marchio registrato, se lo zero non è barrato o se – non sia mai – scrivessi Time Zero, magari non parlerei dell’originale bensì d’un concorrente! Anzi, per sicurezza dovrei scrivere Time Ø © ®, così si evita ogni equivoco. Oppure, finché c’è un solo Time 0 e non si rischiano ambiguità, considerato che quello che credo stia a cuore a tutti è ottenere un certo “effetto di realtà”, perché non ammettere che venga indicato in più d’un modo, come succede di ciò che esiste realmente?


    Dapiz, Bramo: Se all'esterno di Time 0 non c'è nemmeno il vuoto, perché quando Pikappa va a recuperare l'ipernodo cammina tra nebbia e nuvole? Esattamente, come si definirebbe lo spazio attorno a Time 0, a quali leggi fisiche è soggetto?

    Alessandro: Nebbia e nuvole del non-spazio sono un’invenzione grafica per tentare di dare una connotazione a quel “nemmeno il vuoto” che in effetti non era possibile rappresentare. Qualcosa di simile era stato fatto in Seconda Stesura, anche se a stretto rigore non avremmo potuto lasciare neppure il bianco della pagina non stampata, che è pur sempre spazio vuoto! Per attribuirgli una razionalizzazione, possiamo ipotizzare che si tratti di un’illusione percettiva, poiché i sensi – nostri e di Pikappa – non sono in grado d’accettare d’essere circondati dalla non-esistenza. Lo spazio attorno a Time 0 non c’è, per cui non ha leggi fisiche. C’è invece un campo di stabilizzazione (la bolla che avvolge la base), che agevola il funzionamento delle tute nonché quello del generatore d’universo locale che permette a Time 0 di esistere.


    RedLas: Di come sia possibile un sistema di collegamento di Time 0 ad un punto fisso nel vuoto si è parlato spesso, ma finalmente ci hai fornito uno sguardo ravvicinato al cuore di questo sistema, l'ipernodo. Da parte mia, credo di aver capito (nella logica di un fumetto, sia chiaro) il suo funzionamento: non è semplicemente un "gancio" fisso nel vuoto per qualche oscura o non ben definita ragione, quanto piuttosto un punto reso fermo proprio per il fatto di essere "assicurato" e immobile in molteplici piani dimensionali contemporaneamente. Da ciò ne consegue che il "fulcro d'ingaggio" visto in Il giorno che Verrà (PKNA #33, di Francesco Artibani e Stefano Turconi) non sia "l'ancora" in sé, ma semplicemente la "catena" che collega Time 0 all'ipernodo (situato a sua volta vicino al fulcro atemporale). L'ho capita giusta?

    Alessandro: Giustissima!!! Al massimo definirei il fulcro d’ingaggio (che se non ricordo male veniva citato anche in occasioni precedenti a Il giorno che Verrà), più come il gancio appartenente alla struttura di Time 0 che come una “catena”, che dà l’idea di qualcosa che ha una sua lunghezza. È un gancio fissato all’ipernodo, che appunto in quanto “iper” è una sorta di pilone conficcato nei molteplici piani dimensionali che ancorano la base. Marginalmente, permettimi di ringraziarti per la specifica “nella logica di un fumetto”, che ci aiuta a ricordare come la nostra sia pur sempre fantascienza, non scienza. Altrimenti saremmo tutti premi Nobel per la fisica!


    RedLas: La tuta in fibre nanoelettriche vista in Potere e Potenza è tornata in questo terzo episodio, alla faccia del solito gruppetto di pkers che per questo ed altri motivi lamentavano la mancanza di collegamenti con la storia di Artibani e Pastrovicchio.
    Dunque, Alessandro, è stato difficile scegliere di utilizzare questa tuta e riuscire a gestirla, dato che l'avevamo lasciata sostanzialmente già quasi scarica nella storia precedente? Voglio dire, si è capito che senza la Ducklair Tower la suddetta tuta non ha modo di essere ricaricata, e dopo la "scampagnata" nel vuoto da parte di Pikappa si è capito che per quanto riguarda l'energia si sta grattando il fondo del barile, e probabilmente ciò invaliderà il suo utilizzo in futuro. È così, oppure una soluzione, in fondo, voi autori l'avete già pensata e discussa?


    Alessandro: È così, e decidere d’utilizzare la tuta nanoelettrica era nondimeno obbligatorio, poiché per quanto quasi scarica è una risorsa di cui Pikappa dispone e sarebbe stato assurdo che non vi ricorresse in un frangente in cui rappresenta l’unica speranza. Ed è normale che chi l’aveva apprezzata in Potere e Potenza desiderasse rivederla in scena, ma la sceneggiatura era già stata scritta (molto prima) e si trattava solo d’avere un po’ di pazienza. Quanto al futuro, anche se la vedremo ridursi ai minimi termini, i lettori tuta nanoelettrica-addicted non disperino: Francesco Artibani, che l’ha inventata, sa già che farne.


    Jurambalco: Ho notato che, a livello di punteggiatura, in Gli Argini del Tempo abbondano i punti esclamativi, come da prassi per la storie di Topolino, mentre in PK ci fu un'apertura verso il punto fermo. C'è un motivo particolare verso questa riduzione del punto fermo in questa nuova storia pikappica oppure semplicemente “serviva meno”?

    Alessandro: I motivi sono parecchi, tutti riconducibili (qui come in PKNA) a una sperimentazione linguistica e stilistica di cui sono – come si dice – in fase di redemption. Per cui, al di là del dato oggettivo che i lettori meticolosi come Jurambalco hanno rilevato, che effetto vi ha fatto? Preferivate la ricorrenza del punto fermo? È irrilevante, oppure l’alternanza di punteggiatura vi ha dato impressioni e tempi di lettura differenti?


    Bramo: Come funziona una "tuta a tempo soggettivo"? Come riesce a permettere ad un soggetto di muoversi in uno spazio del genere?

    Alessandro: È sostanzialmente un ripetitore che incorpora chi la indossa nell'area di spaziotempo locale della base. Pensando a quanta energia debba richiedere, sembrava eccessivo supporre che ciascuna tuta creasse a sua volta un proprio micro-universo individuale. Chi porta la tuta diviene in pratica un elemento aggiuntivo della struttura di Time 0 e anche qualora se ne distacchi – supponiamo con un salto – la continuità non s’interrompe grazie al campo di stabilizzazione menzionato prima, che ha funzione di conduttore.


    Bramo: Qual è l'esatta funzione dell'ipernodo? È un elemento presente in natura o è stato costruito da qualcuno?

    Alessandro: La sua funzione, come dicevo più sopra nella risposta a RedLas, è quella d’un chiodo piantato nel muro delle realtà dimensionali, che si trovano al di là del nulla integrale dov'è nascosto Time 0. È stato “costruito”, anche se il termine a mio parere non rende l’idea della sua natura, che dovrebbe essere quasi intangibile e metafisica. Il principio (ci sto ancora lavorando) è correlato ai modelli di risonanza fra le particelle elementari e giuro che non sto supercazzolando, se vai a dare un’occhiata scoprirai che si tratta d’una faccenda affascinante! A questo punto – e dopo che avrete letto l’ultima puntata degli Argini – se fra noi c’è (come sospetto) qualche fisico o matematico, si chiederà “ma allora il Sisti è un loopista o uno stringhista”? La risposta è “tutt’e due, a seconda di quello che mi conviene per la storia”.


    Bramo: Come ha fatto l'Organizzazione ad arrivare a Time 0? Ha sfruttato la cronoesaondazione? Se sì, come questa è stata utile per trovare il comando della Tempolizia ed entrarci dentro?

    Alessandro: Sì, ha sfruttato la cronoesondazione, che è stata tanto violenta da spingere un’onda di spaziotempo nel non-spazio / non-tempo di Time 0. Nella linea del continuum questa s’è depositata, appunto come l’acqua portata da un’alluvione, creando il multitempo, mentre nella non-esistenza attorno alla base s’è estinta (vogliamo dire che è evaporata, continuando la metafora idrica?), tuttavia ormai le navicelle appositamente concepite dall’Organizzazione avevano raggiunto il Quartier Generale della Tempolizia e collegandosi alle camere di compensazione come quella da cui esce PK, i cronobanditi hanno potuto invaderla senza neppure il bisogno delle tute a tempo soggettivo… anche se poi hanno preso tutte quelle che hanno trovato, giusto per precauzione.


    Bramo: Tra Lost, Ritorno al Futuro e Doctor Who, non ricordo più quale concezione del viaggio nel tempo - e dei cambiamenti che si possono effettuare sul futuro tornando nel passato - abbracciasse PK o, nella fattispecie, abbracciassi tu. L'interrogativo nasce quando vediamo il momento della partenza del cameraman-droidi e del Razziatore: per l'Organizzazione - e più in generale per la tua concezione della materia - il tempo può essere riscritto, posta la possibilità di viaggiare all'indietro? Altrimenti dovrebbero sapere che, se in quel momento si trovano costretti a correrei ai ripari con addirittura due piani, vuol dire che i piani stessi sono stati inefficaci: paradosso? Oppure è una cosa valida in questa particolare situazione di esondazione temporale, con tutti i possibili futuri esistenti contemporaneamente?

    Alessandro: Mi sono attenuto alla concezione più semplice, che è poi quella tradizionale usata da film come Timecop, dal ciclo di Terminator o da quello di Ritorno al Futuro, cioè che il tempo ha una linea di relazioni causa-effetto che determinano gli eventi e tornando nel passato ad alterare i nessi causali si modifica il futuro. Ne consegue che quando scegli un segmento del passato sul quale intervenire lo tratti come se fosse un presente (e in effetti è così, perché mentre ti trovi lì lo vivi come tale e le tue azioni portano conseguenze come avviene nel presente) e perciò, come nel presente, ciò che fai può avere i risultati auspicati, come pure fallire. Non è un paradosso (non hai già fallito) e neppure una contingenza speciale legata alla cronoesondazione, quindi non è una cattiva idea munirsi anche di un piano B.


    Alessandro: Per concludere, permettetemi di ringraziare Valerio per il suo intervento a proposito del Razziatore. Chi scrive si sforza di capire cosa possano desiderare i lettori che hanno “messo su casa” nella continuity, ma intuirlo è più complicato quando contrasta con ciò che si vorrebbe personalmente e anche chi manifesta il proprio disaccordo non sempre lo motiva in maniera altrettanto organica e costruttiva, fornendo concreti strumenti di scelta. Scambi d’opinione di questo genere sono allora fondamentali per capire in che direzione andare, però purtroppo sono occasioni altrettanto rare e difficili da creare. Fortunatamente si verificano in casi come quello di questo Botta-e-Risposta!



    CLAUDIO SCIARRONE
    Andrea87: La copertina di questo terzo episodio (Topolino #3104) presenta la Ducklair Tower sullo sfondo ancora al suo posto... copertina generica (magari pensata prima della storia vera e propria), dimenticanza o questione da spoiler?

    Claudio: No nessuna dimenticanza, semplicemente comparendo nelle pagine della storia l’ho re-introdotta nello skyline per dar un senso di ritorno al passato.


    Andrea87: In ogni caso COMPLIMENTI per queste stupende tavole!

    Claudio: Grazie!


    GeneraleZargon: Le tute dei tempoliziotti sono più tecnologiche rispetto a quelle viste in PKNA. È semplicemente un modo alternativo che hai usato per disegnarle oppure sono il frutto di un miglioramento tecnico effettivo nell'equipaggiamento della tempolizia voluto da Sisti?

    Claudio: Questa rivisitazione passa dal mio cervello alle mani quasi senza volerlo, son cresciuto in questi anni con suggestioni che vanno dalla saga di Halo a Tron Legacy (qualcuno si ricorda forse la mia storia prequel?).
    In ogni caso, come per altri dettagli, è la crescita stilistica a evolvere certe cose. Comunque nella forma resta la stessa: è come esser passati dalle vhs al blu-ray.



    Jurambalco: Come ti sei approcciato alla rappresentazione grafica dei tre capi dell'Organizzazione? Che riferimenti erano indicati nella sceneggiatura di Alessandro al riguardo? Hai riguardato l'aspetto della triade al comando vista in Carpe Diem?

    Claudio: Non era indicato un vero e proprio riferimento, come per altri dettagli abbiamo semplicemente pensato ad avvicendamenti nel tempo di ruoli o personaggi. Inizialmente si era pensato così, quando poi ci si è resi conto che potevano anche esser rappresentati i primi a comparire in Carpe Diem, la frittata era già fatta: ci son piaciuti talmente tanto che alla fine abbiamo optato per l’ipotesi dell’avvicendamento / evoluzione.


    crunch30002003: Domanda scherzosa: cosa hai pensato della micro-censura sulla cover del n. 3104?

    Claudio: Sinceramente non me ne sono accorto, pur avendo il giornale tra le mani fin da qualche giorno prima della distribuzione… diciamo che la mia vita ha altre priorità e capisco le esigenze editoriali.


    Dapiz: Quando si è deciso di riportare in scena Lyla si è per caso provato un qualche aggiornamento di look così com'era stato per la nuova tuta di Pikappa in Potere e Potenza o non si è mai pensato di rinunciare alla sua apprezzata acconciatura?

    Claudio: La silhouette di un personaggio è sacra. Capitasse per un motivo specifico, per esempio per un travestimento o per una ragione precisa, si potrebbe anche fare, altrimenti potrebbe diventare difficile identificare un personaggio con un cambio di look del genere. Pensate solo all'approdo di Lyla in copertina di Topolino che è già in sé un evento, se avesse avuto anche una pettinatura differente sarebbe stato difficile capire chi fosse.


    RedLas: La tuta in fibre nanoelettriche vista in Potere e Potenza è tornata in questo terzo episodio, alla faccia del solito gruppetto di pkers che per questo ed altri motivi lamentavano la mancanza di collegamenti con la storia di Artibani e Pastrovicchio. Claudio, come hai affrontato la rappresentazione della suddetta tuta, ideata originariamente da Pastrovicchio? Per esempio, le scariche energetiche rosse che emana di continuo sembrerebbero una tua "personalizzazione" grafica rispetto alla tuta disegnata da Pastro, molto più "tranquilla" (si fa per dire) elettricamente parlando. Giusto? :)

    Claudio: Sì ho voluto darle dei segni vitali, visto che in alcune mie tavole accompagna Paperinik piuttosto che dirigerlo; avendola quindi attiva mi è sembrato ragionevole che “vibrasse” di energia costantemente.


    Bramo: Da dove deriva l'estetica del giubbottino indossato da Lyla in questo episodio?

    Claudio: Assomiglia vagamente ad un giubbotto antiproiettile e soprattutto ha dei riferimenti precisi a Blondie di Sucker Punch, mettendo sul dorso i caricatori (e in questo caso anche la pistola).


    Bramo: A cosa ti sei ispirato per disegnare le vedute e le varie parti di Time 0?

    Claudio: Non c’è un vero e proprio riferimento, alle volte lascio che la fantasia si faccia guidare dalla sceneggiatura: servivano corridoi e portoni più o meno accessibili, da quelle osservazioni le suggestioni che sono affiorate leggendo la sceneggiatura son state messe nero su bianco (anzi no, il livello della china è trasparente, digitalmente parlando è come inchiostrare sul vetro di una finestra).


    Bramo: Quando Pikappa va a recuperare l'ipernodo si muove in uno spazio di nulla assoluto: è stato difficile capire come disegnare lo scenario in cui si muove il personaggio, considerate le proprietà così particolari del luogo?

    Claudio: Non è stato semplice ma neanche terribilmente complicato. Come un bambino a scuola, se stai attento quando spiega la maestra metà del lavoro è fatto: la sceneggiatura, come libro di testo, è molto rassicurante e c’è tutto quello che ci deve essere, grazie Alessandro (Sisti)!


    Bramo: Parliamo di dressing code da cattivi: che ragionamenti stanno alla base degli abiti indossati dai capi dell'Organizzazione?

    Claudio: Come nelle più classiche delle vicende disneyane, ma con un pizzico di 2015 e oltre, tra Mad Max Fury Road e Maleficent, tra estremo oriente, lattice alla Quinto Elemento ma post apocalittico.
    Appuntamento settimana prossima con la quarta e ultima tranche del nostro botta e risposta.
    Ricordate che avete tempo fino a sabato mattina verso mezzogiorno per postare le vostre domande a Sisti&Sciarrone relative al quarto episodio di Gli Argini del Tempo :)
  • Per quanto siano legate al terzo episodio, riscrivo qui le mie domande visto che non mi ero accorta di aver postato in ritardo:

    1) Quando Lyla descrive l'ipernodo accenna al fatto che esiste in diversi piani di realtà ma in nessuno completamente: questa sua descrizione può essere paragonata al paradosso del gatto nella scatola in cui l'animale è contemporaneamente vivo e morto nello stesso tempo ? Questa spiegazione di Lay vale soltanto in questa situazione in cui i futuri sono tutti reali ? Se no, visto che nell'universo di PK può esistere soltanto un unico futuro (per quanto mutabile), come si concilia la proprietà dell'ipernodo di esistere in "molteplici piani di realtà" se vi è un unica realtà ?

    2) Lyla stava trollando quando parlava del fulcro atemporale, vero ?! :oO:
  • Anche stavolta ottime risposte, sono soddisfatto (e anche un tantino lusingato dalla risposta di Sisti alla mia domanda)! Vedremo mercoledì con la pubblicazione dell'ultima puntata. Vedo già orde di pkers abbonati che si dichiarano insoddisfatti, e visto l'andazzo, lo prendo come un buon segno. Finora a me questa storia sta piacendo non poco, in barba a tutti. ;)
    Alessandro: I motivi sono parecchi, tutti riconducibili (qui come in PKNA) a una sperimentazione linguistica e stilistica di cui sono – come si dice – in fase di redemption. Per cui, al di là del dato oggettivo che i lettori meticolosi come Jurambalco hanno rilevato, che effetto vi ha fatto? Preferivate la ricorrenza del punto fermo? È irrilevante, oppure l’alternanza di punteggiatura vi ha dato impressioni e tempi di lettura differenti?
    Non ho ben capito se Alessandro Sisti legga effettivamente i commenti su questo forum, ma spero di sì, perché su questo punto vorrei dire la mia.
    Per me la differenza di punteggiatura si nota parecchio. Ricordo che quando presi in mano il volume di Mondadori "Pk - I viaggiatori del tempo" (mio primo contatto, qualche anno fa, con PKNA), ebbi l'impressione di avere davanti, per la prima volta dopo anni di lettura Disneyana solo sulle pagine di Topolino, delle storie davvero serie, mature; e a quest'impressione contribuì fortemente anche il diverso uso della punteggiatura: non più, come sul Topo, "allegrotta" e un po' piatta, a causa del larghissimo uso del punto esclamativo, ma ricca di pause, sfumature e cadenze tutte particolari, che solo una più accorta distribuzione del punto fermo sapeva dare. Ora, non voglio dire che la novità di Pk fosse solo questo, lungi da me. La bellezza di PKNA consta principalmente nelle sceneggiature e nei disegni fortemente innovativi, aspetti per cui la serie è famosa tutt'oggi. Voglio dire, quando il Vecchio Mantello tornò a svolazzare su Topolino con "Potere e Potenza", quasi nessuno fece caso alla punteggiatura, ed è giusto così. Però non posso fare a meno di dire che sì, una parte del fascino che Pk suscitò in me quando presi in mano quel volume (e, successivamente, tutto il resto della serie) derivò e deriva proprio da questo aspetto, e vedere le storie di PKNE in parte prive di questo fascino particolare mi dispiace un po'.
  • Alessandro: Tutto può essere, ma occorre fare attenzione, perché un eccesso di complicazioni temporali rende la trama ingovernabile. Il Razziatore non potrebbe invece avere semplicemente le sue ragioni per comportarsi in un determinato modo, come pure per aver accettato un incarico dall’Organizzazione, con cui nel corso del tempo i suoi rapporti sono stati abbastanza controversi e altalenanti? Ragioni che potremmo scoprire in un futuro, anche a lungo termine com'è sempre stato uso di PK, ma che al momento non incidono sullo scenario. È il “principio dell’iceberg” predicato da Hemingway, se mi consentite di rifarmi a modelli illustri, secondo il quale sette ottavi di qualsiasi storia sono sempre sommersi e invisibili.
    Tl, Dr: Il Razziatore fa' il cavolo che gli pare.
    Alessandro: Sarebbe discordante se una possibilità negasse le altre, però Gli Argini si basa su un accadimento che non doveva verificarsi (e mi fa piacere che tu abbia apprezzato l’ipotesi; anch'io, quando ho scoperto che poteva avere dei fondamenti, ne sono stato preso), ma che non contraddice né limita nessun fenomeno differente. Il fatto che a causa della cronoesondazione tutti i futuri potenziali siano compresenti nella stessa linea temporale della medesima realtà non contrasta con le teorie “classiche” sfruttate nelle storie che citi e in altre ancora. Resta ugualmente ammissibile che esistano infinite linee temporali separate e parallele, ciascuna con una propria realtà alternativa che per chi ci vive è l’unica vera… senza dimenticare che in quelle dove si viaggia nel tempo è sempre possibile che qualcuno manipoli la cronocontinuità per alterare il futuro! Un paradiso d’opportunità per chi inventa storie, anche se a pensarci bene, è un’incredibile fortuna se ogni mattina allo specchio vediamo sempre i noi stessi di ieri circondati da un mondo che nella notte non è diventato qualcosa di completamente diverso!
    Tl, Dr: le dimensioni parallele esistono sempre, ma negli eventi di AdT hanno "strabordato"
    Alessandro: Sono lieto di vedere che tutti avete già intuito qualche risposta, per la vostra capacità deduttiva, ma spero anche perché m’è riuscito di far passare qualche traccia in proposito. È questo che intendevo quando – non ricordo più in quale intervista – ho detto che i pkers di lungo corso avrebbero riscontrato qualche cambiamento ai vertici. L’Organizzazione è quella che conosciamo, non un suo clone dimensionale. L’idea (un po’ pessimista, se volete) è che sradicare integralmente una struttura così ampia e ramificata sia praticamente impossibile: ne resteranno sempre dei nuclei capaci di riaggregarsi, anche se magari non con la stessa efficacia. Infatti forse qualcuno ha notato che l’Organizzazione che incontriamo stavolta non sembra la macchina perfetta d’un tempo. Alcuni degli accoliti sono quello che c’era per completare i ranghi e anche così restano carenze d’organico!
    I suoi apici sono nuovi al comando (è presumibile che i precedenti stiano in quello stesso carcere cronostatico che vediamo e di certo sarebbero stati gli ultimi a venire liberati) e sì, c’è una ragione per cui formano ancora un triumvirato. Dovendo ricostituire la compagine era infatti necessario domandarsi perché in precedenza avesse una determinata architettura. La risposta più credibile è che una “cupola” con un numero dispari di detentori del potere garantisce l’efficienza decisionale (due opinioni, eventualmente divergenti, e un “ago della bilancia”) nonché una minima democrazia (seppure banditesca, come quella delle navi pirata) rispetto all'uomo solo al comando. Ne deriva che un simile equilibrio sia un valore nelle tradizioni dell’Organizzazione, perciò acquista senso che anche le caratteristiche di ciascun triumviro siano obbligate: un maschio, una femmina e un cyborg, affinché ogni affiliato abbia un proprio rappresentante. A questo punto avrei sentito anche il bisogno d’un droide, però in passato abbiamo visto che i capi sono tre e non quattro (pari!), così come sappiamo che il XXIII secolo soffre d’una certa discriminazione verso le intelligenze artificiali.
    PK non riconosce i capi in quanto individui, bensì come ruoli, anche per il loro comportamento. È a conoscenza di questa regola del triumvirato, perché nel momento in cui l’abbiamo definita (Claudio Sciarrone è stato mio complice e l’ha rivestita di forme particolarmente attraenti, specie per quanto concerne la componente femminile) m’è sembrato interessante che ne fosse al corrente, poiché porta a chiedersi quando l’abbia scoperta. Credo d’aver già detto che mi sono lasciato alcuni fili narrativi sospesi, apparentemente secondari, ma che possono dare adito a intere storie.
    Sempre che abbia l’opportunità di raccontale, poiché adesso che ho rivelato uno dei canoni più sacri e segreti dell’Organizzazione mi toccherà vivere sotto copertura.
    Tl, Dr: I Capi di AdT sono i successori dei tre arrestati in Tempo a Tempo, sono sempre in tre perché il triumvirato è comodo, PK ha riconosciuto i loro ruoli e non la loro persona.
    Alessandro: Temo che la risposta sia più banale di quella che un buon intenditor può aver letto fra le righe. Il sistema, che non è particolarmente sofisticato e si limita a decidere se attivare l’allarme oppure no, riconosce in Lyla un utente autorizzato a richiedere l’apertura della cella e nient’altro.
    Tl, Dr: La voce computerizzata non è razzista, è solo programmata dalla Microsoft.
    Alessandro: Hai pensato bene nella misura in cui è un’ipotesi suggestiva, anche se un consiglio costituito da una molteplicità di repliche d’un individualista parossistico rischia di diventare più inconcludente d’una riunione di condominio. Personalmente direi che l’Organizzazione, dovendo convocare un/il Razziatore, contatti quello che ritiene appartenere al presente soggettivo del proprio continuum. Dopodiché, oltretutto nel marasma del multitempo, chissà chi hanno pescato…
    Tl, Dr: Il Razziatore fa' il cavolo che gli pare.
    Alessandro: Non tanto da vero nerd, quanto secondo me una domanda che rivela come ormai siamo tutti imprintati dalle norme d’una cultura brandizzata. Time 0 si scrive così e non cosà perché quello è il suo marchio registrato, se lo zero non è barrato o se – non sia mai – scrivessi Time Zero, magari non parlerei dell’originale bensì d’un concorrente! Anzi, per sicurezza dovrei scrivere Time Ø © ®, così si evita ogni equivoco. Oppure, finché c’è un solo Time 0 e non si rischiano ambiguità, considerato che quello che credo stia a cuore a tutti è ottenere un certo “effetto di realtà”, perché non ammettere che venga indicato in più d’un modo, come succede di ciò che esiste realmente?
    Tl, Dr: Poche ragazze da quelle parti, eh?
    Alessandro: Nebbia e nuvole del non-spazio sono un’invenzione grafica per tentare di dare una connotazione a quel “nemmeno il vuoto” che in effetti non era possibile rappresentare. Qualcosa di simile era stato fatto in Seconda Stesura, anche se a stretto rigore non avremmo potuto lasciare neppure il bianco della pagina non stampata, che è pur sempre spazio vuoto! Per attribuirgli una razionalizzazione, possiamo ipotizzare che si tratti di un’illusione percettiva, poiché i sensi – nostri e di Pikappa – non sono in grado d’accettare d’essere circondati dalla non-esistenza. Lo spazio attorno a Time 0 non c’è, per cui non ha leggi fisiche. C’è invece un campo di stabilizzazione (la bolla che avvolge la base), che agevola il funzionamento delle tute nonché quello del generatore d’universo locale che permette a Time 0 di esistere.
    Tl, Dr: PK stava allucinando.
    Alessandro: Giustissima!!! Al massimo definirei il fulcro d’ingaggio (che se non ricordo male veniva citato anche in occasioni precedenti a Il giorno che Verrà), più come il gancio appartenente alla struttura di Time 0 che come una “catena”, che dà l’idea di qualcosa che ha una sua lunghezza. È un gancio fissato all’ipernodo, che appunto in quanto “iper” è una sorta di pilone conficcato nei molteplici piani dimensionali che ancorano la base. Marginalmente, permettimi di ringraziarti per la specifica “nella logica di un fumetto”, che ci aiuta a ricordare come la nostra sia pur sempre fantascienza, non scienza. Altrimenti saremmo tutti premi Nobel per la fisica!
    Tl, Dr: Si, hai ragione.
    <Grrodon> Sì ma a 15 anni è troppo vecchia
  • DING!
  • PORTAMANTELLO ha scritto:DING!
    Potresti cortesemente spiegarmi che cosa ho fatto di recente per meritarmi questa presa in giro? Grazie.
    Ultima modifica di FearTear il martedì 26 maggio 2015, 21:16, modificato 1 volta in totale.
  • Sfottevo Mason, invero. Prego.
  • Sfottevo Mason, invero. Prego.
    Tl, Dr: Puzzi.
    <Grrodon> Sì ma a 15 anni è troppo vecchia
  • Immagine Immagine

    Su Topolino #3105 troviamo la quarta puntata di Gli Argini del Tempo, seconda storia per PKNE, scritta da Alessandro Sisti e disegnata da Claudio Sciarrone: ora che sono in possesso dell'ipernodo, come riusciranno Pikappa e Lyla a evitare la cronoesondazione?
    Vi ricordiamo che i due autori sono sempre a disposizione per il "botta e risposta" sulla storia: se avete dubbi, curiosità o domande varie relative al quarto episodio di Gli Argini del Tempo - e, a questo punto, alla storia nel suo complesso - postatele qui entro sabato mattina ed esse troveranno soluzione nella quarta e ultima tranche della nostra iniziativa!
    Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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  • Che ci faceva Angus in Australia, se in Potere e Potenza era nella 00Channel e non gli hanno accettato la domanda di dimissioni?

    O meglio: Cos'è successo in Paperinik e i conti con le realtà? Forse si è sdoppiato Angus? :???:
  • @Alessandro: -alla fine della storia, il flusso temporale è tornato come era in precedenza o è cambiato ulteriormente e i nostri hanno solo "aggiustato" l'esondazione riducendo le infinite realtà in una sola ma nuova e inedita (cioè un futuro tutto nuovo da scrivere!)?
    -la realtà "esondata" di infiniti e coesistenti realtà alternative ammetteva anche infiniti Paperinik (e tutti gli altri personaggi) contemporaneamente? o ne esisteva comunque una versione sola?
    -come cambia Time Zero senza più l'ipernodo che lo tiene perennemente agganciato fuori dallo spazio-tempo? non si trova più fuori dal tempo? cambia qualcosa per la Tempolizia?

    PS: per quanto riguarda la punteggiatura, non mi ha mai cambiato molto il punto esclamativo invece del punto fermo. Alla fine è una convenzione, non stanno mica veramente gridando tutto il tempo! :P
  • Delusione.MI spiace dirlo ma la fiducia che riponevo nell'ultima parte è stata tradita. Nessun colpo di scena a parte iol ritorno di seamus hogg più comico che altro e pensare che le possibilità per inserire qualcosa di più forte erano tante dal ritorno di tyrrel alla stessa lyla come nemico oppure geena. Invece il grande pericolo è una invenzione fuori controllo l'antagonista non è neppure un antagonista dato che il suo scopo e guadagnare soldi e non provocare la cronoesondazione. Insomma la storia nel complesso è piatta priva di emozioni e colpi di scena veri e propri assimilabile in tutto e per tutto a cronaufragio sempre di sisti. Tante situazioni interessanti alla fine si sono rivelate meri riempitivi(il cronopoliziotto al duckmall oppure la conquista di time 0 da parte dei cronocriminali).Buoni i collegamenti con potere e potenza e il ritorno di angus e dello status quo di pkna.Ma ci si aspettava anzi ci voleva di più dopo potere e potenza. In definitiva la storia è troppo fiacca e molle sotto gli standard medi di pkna ma comunque sopra al frittole.Dalla seconda storia del nuovo corso ci voleva di più però. Ottimi i disegni e i colori come sempre.Speriamo nel raggio nero adesso non vedo l'ora in ogni caso bentornato pk!voto finale alla storia 6.5/10
    @Sisti: Ora che time0 è senza l'ipernodo dove è finita di preciso?Quali sono le conseguenze per la tempolizia?Oppure dato che la cronoesondazione è stata evitata non è successo nulla di tutto quello che abbiamo visto e quindi la base è rimasta nel nulla senza tempo?
  • IMHO. (è sempre bene ricordarlo)

    Finita di leggere la storia, e... boh, non mi è piaciuta.

    Precisiamo: aprezzo l'immensa disponibilità di Sisti a rispondere alle domande e perplessità dei lettori. Però... una storia come si deve non dovrebbe lasciare dubbi e perplessità. Dovrebbe essere chiara al lettore medio fin dalla prima, o al massimo alla seconda lettura, senza bisogno di andare su internet a cercare l'intervista dell'autore che spiega tutto.
    E purtroppo Gli Argini del Tempo per me non è una storia chiara. Genera troppi dubbi, troppe domande, troppe perplessità.

    Sarà un problema mio? Probabile [spoiler](mi è stata diagnosticata la sindrome di Asperger, quindi se avete la tentazione di chiedermi "FearTear, ma come fai a non capire? Sei autistico, per caso?" io vi risponderò volentieri "Sì, un pochino" :P[/spoiler], però giusto ieri vado a rileggermi (Quando soffia) Il Vento del Tempo e Il Giorno del Sole Freddo e non ho mal di testa, non ho voglia di sbattere la testa mille volte contro il muro perchè non capisco: tutto scorre perfettamente, è facile da capire, i personaggi compiono azioni coerenti e a fine lettura sono soddisfatto.

    Con Gli Argini del Tempo purtroppo non mi succede. A fine lettura non sono appagato, e le domande che voglio fare a Sisti non sono semplici curiosità, ma proprio spiegazioni di punti che non tornano.

    -Come e quando ha fatto Lyla a scoprire le coordinate esatte di data e luogo in cui sarebbe partita l'esondazione?

    -Perchè Lyla ha voluto prelevare a tutti costi l'Ipernodo, se nemmeno era sicura di cosa avesse causato l'esondazione? (a pag. 21 Lyla si rende pure conto che alla fine sarebbe bastato ritoccare il macchinario)

    -Perchè Lyla non ha manomesso SUBITO quella dannata macchina, invece di contare un sacco di frottole allo scienziato (che tra l'altro aveva capito subito fosse il Razziatore travestito)?

    -Come fa PK a sapere che l'Organizzazione voleva distruggere Time Zero (pag 38, seconda vignetta) se quando lo hanno detto (pag. 12, seconda vignetta) lui non era presente?

    -Quindi adesso Time Zero è alla deriva? E pur sapendolo, e pur sapendo che sono stati loro a causarne la deriva rubando l'Ipernodo, PK e Lyla preferiscono dare più importanza all'incompetenza del cronocomandante (pag. 38 e 39)?
    Perchè poi? Cos'avrebbe fatto di tanto incompetente e tanto grave? L'esondazione non poteva prevederla, così come non poteva prevedere l'assalto dell'Organizzazione! Quelli che ne escono come i peggiori, e mi dispiace dirlo, sono proprio PK e Lyla!

    -Quando mai Angus è stato ingaggiato da un'emittente in Nuova Zelanda? In Potere e Potenza era ancora dipendente di Canale Doppio Zero, e la sua richiesta di dimissioni era stata respinta da Ziggy... Mi sono person qualcosa?


    Poi beh, ci sono almeno un altro paio di cose che (questa volta sono sicuro) se non ho apprezzato è per una questione di gusti. La gag del tizio che, nell'esempio dello scienziato, appesantisce la macchina tanto da far sgonfiare le ruote e farsi dare del babbeo dalla moglie, e il ritorno di Angus alla fine, li ho trovati dei siparietti che poco c'entrano con il resto (con l'ultima vignetta ho pure sentito nella mia testa il jingle "pa parapappa pa-pà" che chiude ogni barzelletta di La sai l'ultima...)
    Così come ho trovato inutile/non molto originale l'ennesima scena in cui il Razziatore dimostra di avere un lato tenero e poi fa lo "tsundere" (termine che indica una persona chiaramente innamorata/affezionata a qualcuno, ma continua a negarlo).
    E per finire, ho trovato imbarazzante il modo in cui l'Organizzazione viene sconfitta. Uno scossone e degli scatoloni gli cadono in testa mettendoli KO? Seriously?

    In conclusione, io personalmente boccio Gli Argini del Tempo.

    E, senza presunzione ma da lettore medio, voglio far notare a Sisti una cosa (che già era emersa in Zio Paperone e l'Enciclopedia eccessiva): ultimamente hai il brutto vizio di lasciare troppe cose per scontato. La mia impressione, anzi, è che non dia troppa importanza al punto di vista del lettore. Prendo questa risposta della prima intervista.
    Bramo, max brody e RedLas: L'incontro di Lyla e PK, nel parcheggio degli studi televisivi, non sembra affatto quello di due persone che non si incontrano da 13 anni (quindi dalla fine di PK2), come invece è sembrato quello con il Razziatore, all'inizio di Potere e Potenza. È vero che la nostra androide preferita è rimasta all'estero per un po' di tempo (quanto?), ma non si potrebbe supporre che, in tutti questi anni, lei e Paperino/PK abbiano comunque avuto modo di mantenersi in contatto?

    Alessandro: Lo si potrebbe supporre, ma se lo chiedete a me, non l’hanno fatto. Lei non ha mai perso di vista le notizie da Paperopoli – specie quelle riconducibili a Paperinik – e lui l’ha guardata al TG. Non più di questo. Il loro incontro non sembra quello di due persone che non si vedono da tanto tempo? Mh. Soltanto perché non avete potuto sentire con che voce a pagina 18 lui le dice “Ciao, Lyla! È bello rivederti!” e come lei gli risponde “Ciao, Pikappa”. Vi assicuro che dentro c’era tutto quello che non s’erano raccontati nel frattempo.
    Ecco, da uno sceneggiatore affermato e di esperienza come te, sentirmi dire che io, lettore, non posso capire una scena perchè non sento la voce dei personaggi... è un po' triste, ecco. Dover leggere una vignetta e freintenderla perchè l'autore non ha inserito gli elementi necessari a capirla, è una cosa che proprio non dovrebbe accadere quando si legge un fumetto.
  • Guarda Fear che un conto è capire un passaggio di trama, un conto è la resa emotiva di una battuta. E' chiaro che quella di Sisti era una battuta per noi, pure bella e "romantica", devo dire.

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    E adesso direi che possiamo finalmente tirare le somme.

    Devo ammettere, per quanto mi scocci farlo, che rientro tra i lettori che ha trovato questo quarto episodio un po' disorientante, e capace di gettare una strana luce sulla storia complessiva. Mi spiego meglio: ho trovato il climax, la risoluzione, l'azione stessa un po' troppo rapide e confusionarie. Apprezzabile il ricollegarsi al Sole Freddo, ma forse erano altri i collegamenti che avrebbero contribuito a scolpire la storia nella memoria.

    Non ho ben capito quale fosse in fin dei conti il senso delle azioni del Razziatore. Se non sbaglio è stato assunto dall'Organizzazione per accertarsi che la crono-esondazione andasse a buon fine. Ma qual era il suo scopo effettivo? In questo mix tra bontà e cattiveria temo di aver perso completamente il bandolo della matassa. Il suo status quo sembra essersi effettivamente resettato e questo non sembra proprio lo stesso Razziatore che mesi fa ha aiutato Pk a sconfiggere gli Evroniani.

    In secondo luogo Angus Fangus. Anche qui i conti non mi tornano affatto. Lo vediamo tornare dalla Nuova Zelanda. Ma secondo la continuity ufficiale lui non si è mai mosso da Paperopoli, e anzi in Potere e Potenza la cosa veniva sottolineata. Invece - e qui i dubbi si impennano all'inverosimile - la sua trasferta neozelandese avveniva... nella Macchina del Fangus, scritta qualche mese fa sempre da Sisti per Paperinik Appgrade, e collocata quindi nella dimensione parallela di Universo Pk (in cui lui lavorava al Papersera). E quindi è legittimo fermare i motori e capire cosa sia passato nella testa dell'autore. Se questo è un tentativo di conciliare i due universi narrativi non so proprio come considerarlo. E' mia ferma opinione che aver lanciato il what if faraciano pochi mesi prima di Potere e Potenza abbia solamente confuso le acque e i lettori, disorientandoli ancora di più dopo 12 anni di digiuno... causato proprio da un reboot. Insistere su quella strada cercando di salvare capra e cavoli è stato solo un errore, per come la vedo io. C'è bisogno di semplicità e chiarezza. Far confliggere differenti status quo tra loro è sbagliatissimo. I lettori al giorno d'oggi sono diversi, più attenti ed esigenti, e meno inclini a perdonare incongruenze.

    Ma al di là di questi due dubbi (che sono appunto quelli che mi aspetto che Bramo trasformi in domande per il Botta e Risposta :P), penso sia il caso di dare un giudizio definitivo sugli Argini. Anzi, non un giudizio, ma tre giudizi. Perché non siamo di fronte solo ad una storia, ma a un fenomeno da scomporre in tre differenti casistiche:

    - Come Seconda Storia di PKNE Gli Argini non funziona bene. Se ne sono accorti tutti e non lo si può ignorare: la storia - per quanto si cerchi di camuffarlo - appare scollegata da Potere e Potenza. Non soltanto negli accadimenti o nelle incongruenze, ma nello spirito. Il registro è diverso, l'intento è diverso, la struttura è diversa, la lunghezza è diversa. E in questo preciso momento non c'era bisogno di qualcosa di diverso. Non alla seconda puntata. La saga non si è ancora riavviata realmente e quindi ci volevano maggiori conferme. Bisognava dare ai lettori un segnale, far vedere loro che qualcosa bolle in pentola, con coordinazione e comunità di intenti. Così non è stato, e bisognerà attendere Il Raggio Nero per salvare capra e cavoli e far capire cosa questa "vera terza serie" voglia essere. Sperando che i lettori riconquistati con Potere e Potenza nel frattempo non abbiano già abbandonato la nave.

    - Come Storia Pikappica Gli Argini è valida. Sì, è molto anni 90. E ho letto in svariate zone del web che gli anni 90 sono finiti. Sì, è vero che sono finiti. Ed è vero che al giorno d'oggi forse serve altro per impressionare: più epicità e meno tecnobubbole. Ma io una lancia in favore delle tecnobubbole del buon Sisti ci tengo a spezzarla. Perché una buona tecnobubbola è pur sempre un'IDEA. Spesso e volentieri un'idea nuova. E un'idea nuova può fornire il motore giusto per una buona storia. E poi consideriamo anche un'altra cosa, che già di recente mi sono trovato a sottolineare. Pk non è morto di morte naturale. E' stato assassinato all'improvviso, ben prima che esaurisse il suo potenziale. Riprendere questi schemi narrativi semi-vergini all'interno di un mondo, quello Disney, che ha letteralmente abusato di qualsiasi altro cliché non è esattamente il peggiore dei crimini.

    - Come Storia Disney Gli Argini è straordinaria. Ricca, stratificata, piena di situazioni e di materiale narrativo su cui rimuginare. Sceneggiata con professionalità, disegnata e colorata ad arte. Qualcosa di cui Topolino ha ovviamente bisogno. In quest'ottica ovviamente non ha alcun senso criticarla, perché basta guardare la qualità media delle altre storie dell'albo che in queste quattro settimane hanno accompagnato PK e c'è poco da ridere. Non si tratta quindi semplicemente di un prodotto diverso con un taglio diverso per un pubblico diverso, si tratta senza mezzi termini di materiale migliore e di tutt'altro livello.

    Detto questo, confermo che le mie domande riguardano Angus e il Razziatore, essenzialmente. Ma ci aggiungo anche quale sia lo status quo di Time Zero, ora che è stato proiettato nello spaziotempo.

    Infine mi preme di ringraziare Sisti per le belle parole. Non è da tutti riuscire ad avere un confronto così pacato e signorile, anche quando magari le idee non collimano. Spero che questi botta e risposta continuino ad essere un'occasione di proficuo confronto per entrambe le parti.
  • Valerio ha scritto:Insistere su quella strada cercando di salvare capra e cavoli è stato solo un errore, per come la vedo io. C'è bisogno di semplicità e chiarezza. Far confliggere differenti status quo tra loro è sbagliatissimo. I lettori al giorno d'oggi sono diversi, più attenti ed esigenti, e meno inclini a perdonare incongruenze.
    e se invece la risposta fosse proprio "I conti con le realtà"?

    alla fine in quella storia collassavano su se stesse le varie realtà parallele e annullando le varie storie "divergenti" dei vari personaggi: PK quindi tornava ad essere quello classico di PKNA (rinnegando Universo PK e tutti gli altri reboot - Pikappa in testa!) mentre Angus viveva la macchina del fangus (ovvero sbarca nell'universo tradizionale in cui Paperino scombatte con Paperina, lucida le monete a Zio Paperone ecc) e torna in tempo dalla Nuova Zelanda per il finale di GAdT. è sempre migliore dell'IperTempo come spiegazione (fidati... che fu una solenne presa per il sedere!)

    O magari è solo uno sgherzone autocitante del buon Sisti! d'altronde per bocca di PK dice che "Non ci ho capito UGUM in questa avventura!" :asd:
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