
Se il numero precedente abbondava di storie interessanti o che a vario titolo avessero qualcosa di interessante da trasmettere, quasi per contrappasso questa settimana oltre a DarkenBlot non c'è molto altro degno di nota.
Il terzo episodio del DarkenBlot 2.0 di Casty e Pastrovicchio, dal solleticante titolo La chiave di tutto, si conferma la punta di diamante della testata nel mese di novembre, anche se sicuramente è questo il tassello su cui c'è meno da dire. Come anche in altre storie in più parti del Castellan, infatti, il "terzo atto" inizia sì a spiegare alcuni dei misteri disseminati nella prima metà dell'avventura, così da non caricare troppo l'ultima parte, ma al contempo si respira nelle tavole la sensazione che il bello debba ancora arrivare, che le informazioni che iniziano a trapelare sono solo l'antipasto per meglio preparare l'ultimo tassello della storia, che si preannuncia esplosivo. In questo senso, allora, molto bene che Macchia Nera inizi a rivelare a Topolino qualche retroscena sul suo ritorno, che si confermi l'identità della mente criminale di turno e che si riveli finalmente chi sono coloro che si raccolgono sotto la sigla di RDR, ma intanto si fa intuire subito che Macchia ha anche altro da dire, e inoltre queste informazioni saranno utili per alleggerire di "spiegoni" l'ultima parte della storia, che potrà quindi avere spazio per un equilibrato finale che, immagino, possa fornire l'occasione anche per un bello scontro.
Il Pastro continua qui a fare un magnifico lavoro, ritraendo un Topolino sbarazzino molto azzeccato (quello della prima vignetta della seconda tavola è meraviglioso), e la sceneggiatura gli permette di disegnare una scena di combattimento con il DarkenBlot anche stavolta, il che è una vera gioia per gli occhi del lettore. Inoltre la scelta di visualizzare il passaggio tra presente e flashback con delle linee cinetiche invece che una classica dissolvenza si rivela una scelta stuzzicante e in linea con lo spirito della storia. Wainting for the end!
Il resto del numero, ahimé, come accennavo non riesce a coinvolgere: se Paperinik e il Bassotto trasformista, di Mazzoleni con i disegni della Perissinotto, riscatta un soggetto mediocre tramite una trollata divertente come quella dei travestimenti non somiglianti in cui tutti però cascano, che è così volutamente assurda da rivelarsi molto divertente, spiace dire che la storia di Panaro/Dalena non offre invece molti spunti di interesse, se non nel ritorno sul Topo di Paperetta Yè Yè e di Gedeone de' Paperoni. La sceneggiatura non colpisce molto e non mi ha coinvolto, avendo alla base la solita idea del personaggio che per interessi personali non si fa scrupoli a rovinare l'ambiente. In più Dalena mi sembra abbia sforzato il suo stile in una "normalizzazione" rispetto a quello che era il suo tratto dinamico e avvincente di anni fa: la cosa non è certo limitata alla storia in oggetto, quanto al percorso stilistico del disegnatore, ma è una parabola che non mi convince molto.
Infine il numero si completa con l'innocua plutata di Blasco Pisapia e con una classicissima di Michelini/Chierchini, Zio Paperone e l'utilissimo trasforminutile, che proprio per il suo impianto classico può "coccolare" il lettore che si ritroverà in una storia dai toni famigliari, ma che come risvolto della medaglia presterà il fianco a situazioni trite e ritrite, anche nei comportamenti interpersonali dei protagonisti. Il lato grafico vede all'opera una vecchia gloria che, pur essendo per ovvi motivi meno abile di un tempo, riesce comunque a creare tavole dotate di un certo fascino, pur "vintage".
Chiudo il commento con qualche domanda rivolta ai pazientissimi Casty e Pastro, relativa al terzo episodio di DarkenBlot 2.0:
- Casty: come ha fatto Macchia Nera a far pervenire il suo biglietto con richiesta di "lavoro" a Mr. Me?
- Casty: la faccenda della secessione degli RDR da Robopolis prende spunto da situazioni storiche/reali?
- Pastro: Macchia in volo nel suo DarkenBlot, con il volto scoperto per parlare con Topolino, ricorda molto alcune scene dei film di Iron Man: c'è un'ispirazione anche da quelle pellicole per il design e alcune pose delle armature?













