[Bad Robot] Fringe (Fox)

L'America non vive di soli hamburger ma anche di una grassissima infornata annuale di serie tv di tutti i generi, dal tentacolare procedural a piccole grandi epiche.
  • Ho lasciato il discorso Fringe in sospeso. Provo a riprenderlo ora.
    Grrodon ha scritto:4X19: Lettere di Transito
    4X20: A un Mondo di Distanza


    Mi chiedo solo cosa pensavano di fare con questo spinoffone futuristico a tre episodi dalla fine di una stagione quando la successiva non era ancora una certezza.
    No bè, secondo me qualcosa dovevano aver intuito sulle reali intenzioni della Fox. A meno che non abbiano voluto tentare l'azzardo fatto con Alcatraz. Che qui è riuscito, con Alcatraz (purtroppo) no.
    All'attivo però dobbiamo anche aggiungerci cosa un po' più stranianti, come il fatto che parrebbe sancito il non ritorno della vecchia linea temporale, con tanti saluti a un sacco di bella roba successa
    Alla vecchia linea temporale si è dato l'addio dopo i discorsi di Settembre con Peter all'inizio della seconda parte della stagione, o almeno per me è stato così e ci ho messo una pietra sopra in quel momento.

    Grrodon ha scritto:4X21/22: Il Coraggio di un Nuovo Mondo - Parte 1 e 2

    1) Direi che a questo punto possiamo scordarci qualsiasi ritorno della vecchia timeline. Non che la considerassi intoccabile, ma se si riuscisse a riportare ad alcuni personaggi come ad esempio Walter la memoria delle prime tre stagioni passate sarebbe molto meglio.
    Ecco si, concordo. Almeno a Walter ci starebbe. Tra l'altro, la cosa non sarebbe manco così campata in aria, visto che ad inizio stagione è lui prima di Olivia a captare il ricordo di Peter, e si sposerebbe bene con il Walter "cool" del futuro.
    2) ...William Bell. Che a sorpresa ritorna. Ma è un personaggio rovinato. Per partorire questa versione cattiva è stato letteralmente spazzato via il Bell buono delle prime tre, rendendo ancora più inutile l'arco dell'Olivia posseduta. E non mi sembra che sia una bella evoluzione visto che è un Bell che non si ricollega minimamente con quello precedente.
    Si, sull'Olivia posseduta condivido in pieno. Sul personaggio rovinato, non sono completamente d'accordo. Insomma, sulle reali intenzioni di Bell i dubbi ci sono sempre stati, i suoi piani non sono mai stati chiari, solo che ad un certo punto abbiamo smesso di interessarci a lui per via della sua morte (dovuta al fatto che Nimoy prima decide di ritirarsi dalle scene per sempre in stile Sean Connery, poi ci ha ripensato per la gioia di J.J.). Insomma, sotto questo punto di vista concordo pienamente con quanto scritto da Dapiz.
    3) Jones. Qui è stato fatto un grosso, grossissimo fail. Quello che si poteva considerare un ampliamento dello Schema di prima stagione, un vero e proprio approfondimento con retroscena e spiegazioni che chiudeva in un certo senso un cerchio che si era interrotto al lago Raiden, viene totalmente sbugiardato. Bell ci rivela, retconnizzando tralaltro la cosa dei pezzi di cervello, che questo piano era di Walter, ma partorito dopo la seconda morte di Peter al lago Reiden e quindi un qualcosa di esclusivo della nuova timeline. Altro che aggiustamento della vecchia, dovremmo quindi berci che porcospini giganti e tutto si siano ripresentati per puro caso quando l'occasione d'oro per spiegarli meglio era stata data? No, io una scappatoia ce la voglio trovare. Voglio poter pensare che questo piano qui potesse essere stato valido anche in prima stagione, pure senza il supporto di Bell. Voglio che sia sempre stato questo il vero Schema. Cavoli.
    Ma questo piano qui è stato valido sempre, checchè ne dica Bell. Col senno di poi, ragionandoci tutta la manfrina della ZFT e di Jones vista in prima stagione, possiamo attribuirla tranquillamente a Bell se prendiamo per buono che il suo piano è sempre stato quello, solo che non siamo mai riusciti a capirlo fintanto che esisteva la precedente linea temporale (dove lui è scomparso troppo presto).
    Sul fatto che il piano fosse stato pensato da Walter, la cosa potrebbe essere vera anche in prima stagione (per motivazioni diverse, chiaro), visto che comunque dietro tanti eventi fringe ci sono sempre stati progetti di Walter che sono stati trafugati; e non scordiamoci poi che manuali della ZFT vennero scritto con la sua macchina da scrivere (ma a farlo materialmente potrebbe essere stato Bell, in effetti).
    4) Il finale. Mi immaginavo che questa sottotrama di Jones potesse condurre nel finale al futuro degli Osservatori, collegando tutto quanto, arrivando in modo inaspettato alla scena dell'ambrificazione come in Lost ai tempi dei Flashforward, magari con un balzo di tre anni fino al 2015. Invece no, rimane indipendente. Il piano fallisce, abbiamo il lieto fine e solo alla fine arriva Settembre con una rivelazione così bomba che la sapevamo già tutti e che non si lega minimamente a quanto visto. E si rimane privi di alcuna sorpresa a desiderare che avessero collocato qui quel dannato episodio futuristico. Così perlomeno non avremmo avuto spoiler di sorta. Delusione. Ma forte, che fa sembrare la quarta stagione un po' un filler.
    Questa è la dimostrazione di quanto l'episodio finale della stagione sia stato per diverso tempo ad essere l'episodio finale della serie. Pensateci. Leviamo via l'epilogo con Settembre, qualche altra scenetta (inserita, mi viene da pensare a questo punto, una volta che si è avuta notizia che la serie sarebbe proseguita ancora per una stagione) e l'episodio del futuro distopico, e abbiamo un finale di stagione, con tanto di sconfitta del cattivo e happy ending finale con la figlioletta in arrivo e la strana famigliola riunito.
    Si, effettivamente la quarta stagione è un po' una fillerata, e la colpa io la attribuisco all'incertezza che ha aleggiato lungo tutto l'arco della serie, che inevitabilmente ha portato gli autori ad agire di conseguenza.
    Però a me la prima parte spiazzante con la novità della nuova linea temporale è piaciuta, così come la ripresentazione sotto una nuova luce di fatti e personaggi visti in precedenza, oppure il rapporto collaborativo che si è venuto a creare tra i due universi. Insomma, tutto sommato io questa anomala quarta stagione la promuovo.
    Grrodon ha scritto:Il peccato è che la resa è stata pacco: e il personaggio è passato dall'essere un santone che ne sa, ad un semplice squilibrato. L'unica sua via d'uscita è porsi in relazione con gli Osservatori.
    Questo io me l'aspetto, in qualche modo. Insomma, ora abbiamo due cattivi, entrambi desiderosi di mettere le mani nel nostro mondo (e nel nostro universo), entrambi, volendo, in grado di annientarsi a vicenda. Ecco, io mi aspetto che nella stagione finale ci sia uno scontro Bell-Observers, con il primo che, una volta deambrizzato, finisca magari per unirsi ai nostri.

    Tra l'altro, piccola appendice: Walter ce l'ha con Bell per aver ucciso Olivia. Ora noi sappiamo che non è vero, non nel 2012 almeno, ma potrebbe accadere in futuro. A me però pare che nell'ambra oltre ad Astrid, Peter e Bell ci fosse anche una figura con lunghi capelli biondi; ho visto male io?
  • Guarda concordo con tutto quello che hai scritto tranne una cosa fondamentale. Bell è cattivo solo nella timeline riscritta. Scopi e atteggiamenti, e anche storia personale sono completamente diversi e hanno portato Bell a impazzire e diventare così. Ma in origine non era così, i suoi piani non erano molto chiari ma erano sempre votati alla guerra dimensionale, e i sentimenti che Jones provava verso di lui non erano gli stessi. Insomma possiamo anche forzare un po' la mano e inventarci che anche il vecchio schema di Jones avesse una fase due identica a questa, che la difesa fosse una frottola per reclutare i ragazzi del cortexiphan, e persino che fosse un vecchio piano escogitato da un Walter incazzato col mondo dopo la perdita del primo Peter o della moglie, poi passato nelle mani di Jones. Ma Bell non ne faceva parte.
  • Uhm... Si è vero, i piani del primo Bell erano (o così pareva) la guerra inter-dimensionale, mentre ora di utilizzare Oliva per poter creare un nuovo mondo. In entrambi i casi ci sono però stati Jacksonville e i ragazzi del Cortexiphan e le fratture nel tessuto dell'universo rosso. Boh, a questo punto necessito di rivedere qualcuno degli episodi di prima e seconda stagione per ricostruirmi chiaramente il quadro della precedente linea riguardante Bell.
  • Ma scatenare la guerra interdimensionale non significa conseguente frattura e collisione dei due universi (e successiva "fusione" in un terzo universo)?

    Poi è chiaro che nella linea temporale blu e nella linea temporale gialla (dio, che fastidio non dover far coincidere "linea temporale" e "universo" :P ) le cose siano andate in maniera diversa, concretamente parlando: sono due linee temporali diverse. Il bello è proprio questo: le cose sono andate in maniera diversa, ma uguale, dato che hanno portato ad una catastrofe simile se non uguale. [Catastrofe che solo Peter può scongiurare, essendo egli l'Eletto destinato a salvare l'Eletta con cui dovrà figliare e proseguire la stirpe.]
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    Ottimo lavoro.
  • max brody ha scritto:Ma scatenare la guerra interdimensionale non significa conseguente frattura e collisione dei due universi (e successiva "fusione" in un terzo universo)?
    Non proprio. Il piano della quarta stagione fa una cosa differente. La conseguenza catastrofica della guerra tra universi l'abbiamo già vista nel finale di terza stagione, e consiste in Peter che sceglie di far sopravvivere un universo piuttosto che l'altro con le conseguenze negative del caso.
  • Giusto, nel finale della terza un universo si distrugge e l'altro è moribondo. Nel finale della quarta Bell li vuole distruggere tutti e due in un colpo solo (per crearne un altro). Piani diversi, esito molto simile.

    Se il finale della terza fosse ancora valido, alla "morte" anche dell'universo decadente cosa sarebbe conseguito? Secondo me un nuovo "Big Bang".
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    Ottimo lavoro.
  • Il trailerone della Quinta Stagione mostrato al Comic-Con 2012:



    Non vedo l'ora.
  • Stagione 3

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    In vista della quinta e ultima stagione di una delle serie televisive migliori tra quelle da me seguite, mi sono reso conto che sarebbe anche ora di muoversi a vedere la season 4 dello show, che non avevo ancora visionato a causa del fatto che la terza non ero riuscito a seguirla come avrei voluto, distraendomi spesso quando la seguii ai tempi dell'uscita e non godendo appieno della qualità che traspariva comunque dal prodotto che, lo dico subito, considero nettamente migliore delle due stagioni precedenti.
    L'idea iniziale era di maratonare rivedendo dalla prima stagione, ma non sarebbe stata una soluzione pratica: ho deciso allora di rivedermi solo le due parti di Over There e di ripassare con attenzione la terza stagione, della quale ad un certo punto di questo topic avevo smesso di commentare i singoli episodi lasciando quindi dei miei sparuti commenti in risposta ad alcuni post di Grrodon o Vito.

    E devo dire di aver fatto decisamente bene: se alcune cose, specie della prima parte della stagione, le ricordavo abbastanza bene, c'erano dei pezzi importanti che avevo rimosso e che avrebbero minato la mia visione della quarta stagione. E approfittare del vasto tempo libero di questi giorni divorando la stagione in una settimana e mezzo ha aiutato la fruizione del prodotto.
    E' un peccato notare come ci siano episodi che minano la coesione della serie anche in questa stagione, e questo dopo Over There e quello che significava a livello di continuity fatica sul serio ad accettarlo: vero è che la soluzione furba del mettere sempre a inizio e fine episodio degli elementi o dei cliffhanger relativi alla macrotrama è un espediente che mi fa stare buono, ma se in cose come The Plateau la qualità è perlomeno alta e fa perdonare l'autoconclusività della storia, Marionetta e Os mi fanno cascare le braccia.
    Ad ogni modo, la prima parte della stagione è vincente per il doppio gioco, in tutti i sensi: quello degli autori, che si divertono anche con lo stratagemma della sigla di diverso colore ad alternare episodi nella nostra realtà con quelli nella realtà alternativa, e quello di Walternativo, che ha scambiato le Olivia per un non meglio precisato intento, che poi si verrà a scoprire nel corso della stagione. Questa possibilità di vedere la Fringe Division alternativa alle prese coi casi quotidiani, ma soprattutto osservare le difficoltà delle due Olivia nell'integrarsi in un mondo a loro estraneo, offre moltissimi spunti di interesse e sicuramente la coscienza della "nostra" Olivia che sottoforma di Peter tenta di farle capire chi è davvero è un elemento niente male.
    Missione Compiuta è un gioiellino per come è orchestrata la risoluzione di questo affascinante inganno, che tirato troppo per le lunghe avrebbe potuto degenerare in qualcosa di stancante. Figa la sigla bicolore. E sempre a proposito di negli episodi, La Lucciola è perfetto per quel fan-service splendido che è Christopher Lloyd e per inserirlo in un contesto di paradossi, di universi alternativi e per riproporre gli Osservatori, alle prese con i casini derivati dal famigerato gesto di Walter di 26 anni fa. Da lì inizia una serie di episodi che pur con alcuni momenti morti derivati da casi autoconclusivi non propriamente brillanti né accettabili a questo punto della narrazione, procedono spediti con la macrotrama: unico vero difetto è quello che veniva lodato da Vito, lol! Quello che veniva scambiato per "cuore", per un po' di sani sentimenti nella serie, altro non erano che insopportabili piagnistei di Olivia che aveva deciso di piangersi addosso perché Peter non aveva capito che l'altra non fosse lei e, diciamolo, di aver preferito la versione Folivia. Mamma mia, aiuto, mollami! Meno male che la cosa ad un certo punto smette, si mette il cuore in pace e bon, perché mi dava sui nervi :P Il cuore, comunque, la serie lo acquista sul serio, ma non certo grazie alle pare dell'agente Dunham, bensì grazie ai continui dilemmi etici e pentimenti che Walter si pone verso le sue azioni del passato, o grazie al suo rapporto con Peter, o grazie a Peter che come personaggio cresce esponenzialmente, o ancora grazie ad alcuni casi ben scritti, come quello di Candyman, quello della suicida che non può morire e quello dei due anziani coniugi che si amano tanto da creare un varco tra gli universi (6B).
    La seconda parte della stagione offre due elementi importanti, per quanto da possibile WTF: il ritorno di William Bell nel corpo di Olivia e il figlio di Folivia e Peter. Il primo sconcerta per la semi-assurdità dell'idea e per il fatto che sembra non aver portato a nulla di concreto nello sviluppo della trama: certo, il modo in cui Bell torna senza che il buon Nimoy debba apparire fisicamente in video è geniale, sia quando possiede Olivia sia nella versione cartoon di LSD (in Olivia, cartone animato e come pupazzetto di Spock in TBBT... quanti altri salti mortali farà in futuro Nimoy? :P ). Ma a tutti gli effetti è semplicemente bello osservare la multiforme bravura della Torv e duettare Walter con Bell, niente di più. Certo, poi arriva il sopracitato LSD e si gode come un riccio con un episodio decisamente folle ma proprio per questo irresistibile: e applausi per la realizzazione della parte animata, che per quanto sicuramente "strana" per i motivi già riportati da Grrodon e Vito ai tempi, io ho apprezzato molto! Esteticamente per è epic win.
    Menzione speciale per una roba stupenda come Soggetto 13, che sarà pure meno riuscito di Peter, ok, ma ne è il naturale sequel e rulla di brutto, ci sta dentro un sacco e anche se si limita a mostrare cose che si sapevano ed effettivamente a complicarne alcuni passaggi, è una delle cose migliori della stagione.
    E il gran finale formato dalla tripletta da urlo 6.02 a.m. EST, The Last Sam Weiss e The Day We Died è la perfetta ciliegina sulla torta di una stagione che dà la palta alle due precedenti di diverse lunghezze: figaggini a pioggia, la parziale demisterizzazione di Sam Weiss, i segni dell'Apocalisse, la macchina di qua, la macchina di là, la macchina che respinge Peter, la caccia al tesoro per trovare la chiave che porta al "piede di porco" per far entrare Peter nella macchina, Walter che fa il Benjamin Franklin (lo!)... e tutto questo prima ancora del gran finale, che con tanto di sigla grigia ci proietta in un distopico futuro post-apocalittico che vediamo e vede Peter solo per mettere in guardia gli amici del passato e quindi per creare un doppio paradosso temporale carpiato che per quanto è complicato, fumettoso e nerdone mi ha fatto godere come un riccio e che mi ha ricordato Doctor Who!

    La serie si è finalmente staccata completamente dalla struttura aberrante, castrante e antica che aveva per quasi tutta la prima stagione e che in parte ha invaso anche la seconda, con la spada di Damocle dei singoli casi, degli autoconclusivi, del procedurale esagerato e degli elementi fuorviante riguardo la mitologia della serie. I casi autoconclusivi ci sono stati anche nella terza stagione, ma la loro drastica riduzione e il costante inserimento anche in questo tipo di episodi di elementi appartenenti alla macrotrama ha fatto sì che pochissimi sono stati i casi di puntate noiose o dalla sensazione di inutilità.
    Con questi presupposti, e con una mitologia così ben costruita e dal futuro così promettente, mi accingo fin da domani a vedere la quarta stagione (leggendo dopo ogni episodio i commenti dei vari Grrodon, Vito, max brody, Tyrrel ecc), aspettandomi tante belle cose! :)
    Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
    Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...

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  • Bramo, per ora tu non guardare:



    :sbav:
  • Tyrrel ha scritto:Bramo, per ora tu non guardare:
    :sbav:

    oh mio dio...... ho i brividi dalla voglia di vederla :D

    qualcuno sa in italia quando esce? come al solito immagino si dovrà aspettare almeno 6 mesi dall'uscita in inglese.
  • Da Lunedì Italia 1 lo replica al ritmo di un episodio al giorno.
    Dato che da più parti mi sfrantegano la uallera su che capolavoro sia Fringe, gli darò una terza ed ultima possibilità, vediamo se a frequenza quotidiana mi attira minimamente.
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  • Io so solo che sono arrivato al 18esimo episodio della quarta stagione, ho visto quindi l'episodio Lincoln-centrico (Everything in Its Right Place) ed è stupendo.
    Lincoln Lee (quello con gli occhiali del "nostro" universo), best character of 4th season.

    E ora mi preparo nei prossimi giorni a vedere la quartina finale! :)
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  • @Enigmisth: della programmazione italiana non si sa nulla, speriamo che il gap tra le due programmazioni sia il più possibile ridotto.

    @Deb: "dai fiducia, poi migliora" (cit.).
    Sulla programmazione delle repliche di Italia1, ottima cosa per poter ripassare le stagioni precedenti.

    @Bramo: condivido sul "nostro" Lincoln; il personaggio è stato sviluppato molto bene, e controbilanciare efficacemente il Lincoln dell'altra parte.
    Però devo dire che anche Peter, secondo me, ha fatto un ulteriore balzo notevole in questa stagione, diventando un signor personaggione .
  • Eh, ma ero arrivato ai primi episodi della seconda stagione, mica mi ero arreso dopo un paio di puntate...
    Vabbè, dato che era successo lo stesso con Grey's Anatomy e alla seconda visione sono rimasto a bordo, vediamo di riprovarci anche con 'sto Fringe.

    Ma lo faccio solo perché c'è Pacey, ben inteso.
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  • Arriva almeno a "Peter", l'episodio 2x16. Lì potrai davvero decidere se continuare o meno.
  • Sì, ma il punto è che non me ne fregava nulla dei personaggi, alla prima visione.
    Se dopo una stagione, non te ne frega nulla di nessun personaggio, vuol dire che la serie non ti ha preso, dopo può anche arrivare un T-Rex che balla il tip-tap ma è dura recuperare...

    Comunque, se per tutte le serie dovessi dare due stagioni di possibilità prima di mollarle... :cazz:
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  • Si ma tutte le serie non sono mica Fringe, cioè una serie nerd, realizzata da nerd, seguita da nerd, che rappresenta comunque una delle migliori novità degli ultimi anni. Insomma, due stagioni DEVI concedergliele, anche perché narrativamente parlando ci sono dei cambiamenti che poi vedrai tu stesso. A tal proposito non solo condivido il consiglio di Vito di arrivare a Peter, ma a quel punto per una manciata di episodi arriva sino alla season finale (che con quell'episodio ha in qualche modo a che fare), poi decidi.
  • Stagione 4

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    Una costante indecisione nella direzione da prendere da parte dello show, una sensazione di dejà-vù in alcuni casi fastidiosa e la ret-con che fa parte dell'essenza stessa della stagione, rendono la sesason 4 di Fringe la prima stagione che non è migliore delle precedenti, rompendo quel raro processo che quindi per ora sta mantenendo solo Doctor Who (per quanto riguarda le mie conoscenze, ovviamente).
    Ed è un peccato, perché sulla carta eravamo anche arrivati al momento più alto, lirico e narrativamente nerd della serie, alla fine della terza stagione: gli sviluppi possibili a partire dalla sparizione di Peter e dalla collaborazione tra i due universi erano tutti galvanizzanti e intriganti, e la cosa si riflette infatti sui primi episodi che tra le fugaci visioni di un Peter disperatamente ancorato alla realtà e la suggestività di cogliere le piccole differenze tra questa nuova linea temporale e quella a cui eravamo abituati offrono allo spettatore ottime trame.
    Dispiace che l'humus sia in questo modo propenso a presentare ancora casi autoconclusivi (One Night in October, Alone in the World, And Those We've Left Behind, Wallflower), ma la cornice attorno ad essi e l'alto tasso di cuore che contengono (specie l'episodio coi vecchietti e quello del camaleonte) fanno sì che la sensazione predominante era quella di aver speso 40 minuti in modo degno.
    Il ritorno di Peter è avvenuto in modo ancora più repentino di quanto non immaginassi, evidentemente era troppo controproducente tenere Joshua Jackson lontano dallo schermo troppo a lungo: ad ogni modo l'episodio Subject 9 è ben realizzato nel non far capire dove si sarebbe andati a parare.

    Al riguardo della situazione di Peter, comunque, sono sempre stato un po' scettico rispetto alla possibilità di trovarsi di fronte ad una linea temporale altra rispetto alla solita: vero che ci sono differenze dovute all'assenza di Peter e non solo (più avanti sarà eclatante l'episodio che di fatto riscrive l'episodio 1X13 The Transformation), ma non mi tornava comunque la questione. Se diamo per assodato che scelte diverse portano a un universo parallelo con diverse conseguenze a seconda delle nostre azioni, il caso che si era presentato con la sparizione di Peter era differente, dal momento che veniva "semplicemente" cancellato dal piano di esistenza una persona, causando una immediata variazione di moltissime cose avvenute e dei ricordi relativi delle persone coinvolte. Ritenere che ci fosse una linea temporale "nostra" dove Peter era scomparso lasciando tutti sgomenti e inorriditi, e catapultarlo in una in cui la storia aveva seguito il suo corso mi pareva forzato e poco plausibile. Nella mia mente, Peter veniva cancellato istantaneamente dalla storia, e la storia è stata riscritta nella nostra linea temporale come avrebbe dovuto essere senza l'intervento di Settembre nel 1985.
    Quindi l'episodio A Short Story About Love non ha fatto altro che confermare la mia visione, sempre in bilico ovviamente attendendo la conferma definitiva data dal susseguirsi della trama (ps: bella l'idea di riutilizzare in questo modo il suppostone metallico ;) ). Ma mi ha fatto piacere avere la conferma delle mie supposizioni, specie in un episodio sicuramente affascinante e in cui il Peter dentro alla testa di Settembre rappresenta una delle scene migliori e che mai avrei pensato di poter vedere, così come un confronto così diretto tra i due personaggi.
    Narrativamente parlando, poi, i doppi episodi sono vincenti: Back To Where You've Never Been + Enemy of My Enemy affrontano in modo diretto uno dei temi portanti, quello del villain della serie, togliendo quindi tale fardello al severo Walternativo; il ritorno sulla scena di Jones non mi ha entusiasmato, e rivederlo sulla scena così a lungo e con un ruolo così importante è una delle cause del mio non completo soddisfacimento. Non mi aveva colpito nella prima stagione, men che meno riesce a farlo adesso, benché i suoi piani siano più chiari rispetto alla precedente linea temporale, dove erano annacquati in mezzo a tanti filler in cui si confondeva ciò che era importante da ciò che non lo era. Apprezzo quindi che, alla luce di tutto quella che sappiamo dei due universi, le azioni di Jones abbiano una direzione più specifica, e che allo stesso tempo però resti un margine di dubbio su cosa voglia effettivamente realizzare (a tal proposito, tanto di cappello per un episodio come Welcome to Westfield, davvero riuscito, che ricorda The Walking Dead - omaggio? - e dal finale spiazzante): Worlds Apart in tal senso è brillantemente illuminante, e gestito benissimo con la riunione indetta da Walter e l'avvicinamento bellissimo tra lui e Walternativo, in cui viene messo in chiaro il progetto di Jones.
    Jones insomma è l'anello debole della stagione, per quanto mi riguarda, insieme al dover accettare che molto di quanto visto nelle prime 3 stagioni non vale più, o vale in parte: The End of All Things ci dà anche un bel Jones, che agisce in maniera interessante, sottilmente crudele e con un certo fascino... ma è un caso sparuto in realtà, quindi quando si è iniziato a capire che lui era solo il vice del vero cattivo, sono stato ben sollevato.
    Anche se l'identità del villain, mi ha lasciato abbastanza di stucco. Prima semplicemente shockato, perché Nimoy aveva detto che non sarebbe più comparso su grande e piccolo schermo e non avevo letto di rettifiche da parte dell'attore, e poi perplesso dal ruolo negativo che gli è stato affidato. In realtà, non è semplicemente negativo e la complessità del suo carattere e delle sue intenzioni rende il personaggio ancora migliore di quello che era stato precedentemente. Questo William Bell è il corrispettivo del professor Fairfax di pikappiana memoria, o dell'Ozymandias di Watchmen, vale a dire un uomo che decide di percorrere una strana visionaria, non priva di azioni immorali e disdicevoli, ma il tutto volto ad un esito benefico e positivo, ad un bene superiore. In quest'ottica mettere le sue conoscenze (e quelle di Walter) in un ambito di rinnovamento, fino all'annichilimento degli universi per rifondarli da capo diventando di fatto un Dio, è sicuramente un'idea a dir poco affascinante.
    Il doppio episodio finale ha il compito di svelare le carte in tavola e mostrarci questo scenario: peccato che sia il season finale peggiore di tutta la serie, pur avendo dei punti a favore: se tutta la rivelazione sulle macchinazioni di Bell e il suo rapporto con Walter sono gestiti benissimo e in modo godurioso, se la parte da eroi che spetta a Peter e Olivia è scritta in modo convincente e se Astrid qui ha un riscatto come personaggio che mi ha fatto molto piacere, dall'altro lato non si può negare che tutta la prima parte che sembra un normalissimo caso della settimana mi ha proprio fatto venire la depressione e rovinato parte dell'hype che provavo, e allo stesso modo il finale rose e fiori che era chiaramente pensato per chiudere la serie intera mi ha fatto rizzare i capelli in testa, tanto quanto il cliffhanger messo lì all'ultimo secondo. Se era questa l'idea dei "due finali pronti, a seconda se rinnovano o no mandiamo quello opportuno", caspita, si sono proprio impegnati :P

    Piccoli appunti sparsi: come ho scritto sopra, Lincoln Lee è il miglior personaggio della stagione, sì, anche meglio di Peter che alla fine fa quello che faceva anche negli anni scorsi. Lee invece, pur essendo già apparso, non aveva ancora bucato lo schermo, e ha l'opportunità di farlo qui, dove la sua versione "secchiona" della nostra dimensione diventa nientemeno che la spalla di Olivia nelle indagini Fringe. Il suo episodio centrico è pura poesia, il confronto con la sua versione figa dell'altro universo è splendida nell'evidenziare le differenze di carattere, e io adoro la sofferenza e la tristezza che pervade il "nostro" Lee, innamorato di Olivia senza speranza che decide di fuggire dall'altra parte.
    E' bene dire che tutti gli attori che hanno dovuto interpretare le due versioni del proprio personaggio sono stati bvravissimi, da Walter a Olivia, da Lee a Broyles, fino ad Astrid, che nel suo episodio centrico è splendida.
    Gli Osservatori, che fin dalla prima stagione mi affascinano così tanto, sono qui davvero importanti, e finalmente scopriamo un po' di cose su di loro, direi che almeno la loro origine è finalmente assodata, e anche se le cose restano un po' fumose direi che sono utilizzati molto bene, soprattutto il caro Settembre, che con quello sparo in pancia costruisce un ben paradosso temporale che gli sceneggiatori hanno scritto molto bene.
    Infine, parlando di Osservatori, Letters of Transit: episodio fantastico, spettacolare, meraviglioso. Probabilmente da podio tra tutte e 4 le stagioni, perlomeno concentrandoci sulle puntate mitologiche. Come visione del futuro, la trovo più riuscita di quella vista a fine terza stagione, che pure era affascinante, ma gli Osservatori nazisti padroni del mondo che schiavizzano gli uomini, la resistenza con Desmond ed Etta, di cui mi sono innamorato all'istante, Walter prima svanito e poi duro, l'atmosfera distopica e crepuscolare... mamma mia, capolavoro, mi sbilancio.

    Mi aspetto una stagione conclusiva tutta così :P No, vabbè, non esageriamo, però con soli 13 episodi a disposizione e con l'intento dichiarato di chiudere la serie mi aspetto che l'80% sia dedicato a Osservatori, Peter, il figlio/figlia di Peter e Olivia, l'universo parallelo, Bell e i suoi piani e insomma si pensi risolvere tutta la mitologia rimasta in sospeso con un finale degno della serie. Gli concedo tre autoconclusivi, non di più.
    Serie che in questa stagione mi avrà anche deluso in alcuni punti, ma che continua a presentare un'atmosfera nerd-friendly, sicuramente migliore delle prime due stagioni, sempre carismatica e con i sentimenti in bella vista che si fondono armonicamente con la scienza di confine e il destino del/i mondo/i.
    Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
    Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...

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  • Bell'analisi, Bramo. Mi fa piacere che ti sia messo in pari rivedendo e commentando per bene una serie che sembravi aver visto con i tappi nelle orecchie e la benda sugli occhi, scordando tutto. :P

    Adesso sai già su chi devi puntare, soprattutto per la curiosità (mia) di sentire una voce nuova (tua) che non sia l'entusiasta Vito e il delusino Valerio:

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    Poi vabbè c'è Chuck, How I Met Your Mother e soprattutto Buffy che è la miglior serie al mondo, ma la signorina Bristow ti brama (ahahah) più di tutti.
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