Recuperiamo gli ultimi due...
Bone Volume 7: I Cerchi Spettrali

Ed ecco che inizia con questo numero la terza triade di volumi di Bone, che qui in Italia era da considerarsi quasi "inedita" nella sua versione più autentica, dal momento che per colpa della parentesi Lexy intercorsa tra le pubblicazioni Macchia Nera e quelle Panini, gli episodi da qui in poi vennero distribuiti diversamente all'interno dei vari volumi. Quando Macchia Nera fallì, Bone venne fermato al sesto volume, e ripreso poi da una Lexy editorialmente piuttosto incompetente: con le traduzioni di un Michele Foschini un po' impacciato se ne uscì una sorta di settimo volume farloccone che anziché contenere i suoi sei bravi capitoli ne includeva solo quattro. E gli ultimi due? Quelli vennero poi recuperati col passaggio alla Panini che non riuscì più a far quadrare nulla aggregando loro una manciata di episodi tratti del volume ottavo e sballando, inevitabilmente anche se non per colpa loro, la corretta distribuzione dei capitoli voluta dall'autore. Insomma fattostà che questo settimo volume di viaggio, inteso come fase di passaggio tra la guerra a nord della Valle e l'asserragliamento ad Atheia, non è mai stato percepito così ma come una fase disordinata spalmata su due diverse uscite. E' la prima volta che il pubblico italiano si può gustare questi ultimi volumi nel modo in cui l'autore li voleva tramandare e di questo non si può non essere entusiasti. Va inoltre precisato che da qui in poi Jeff Smith si trasformerà in un George Lucas della carta stampata e diventeranno innumerevoli le modifiche apportate all'opera realizzate appositamente per la versione a colori, ormai definitiva.
Prologo.
Jonathan
Come nel quarto e nel sesto volume anche qui è presente un brevissimo prologo realizzato ad hoc per la prima uscita in volume di questa fase della storia. Si tratta di quattro tavole molto belle in cui torna Ted e si dà un ultimo congedo a Jonathan, il ragazzotto semplice che veniva usato per mostrare la dabbenaggine dei popolani e che qui si rivela essere la prima vera vittima della guerra. Una morte inaspettata che però viene sempre taciuta o sottintesa e infatti verrà confermata solo dopo e a detta di terzi. E a questo proposito sono state sistemate un paio di traduzioni che nell'edizione Lexy non erano troppo riuscite come il
Lucius che ce l'ha fatta anziché il corretto
è stato Lucius, e pure alla fine quando Ted non capisce che Jonathan è morente e gli suggerisce di riposarsi per tornare utile dopo, ora tornato ad essere singolare, mentre il Foschini credendolo plurale l'aveva riferito anche ad un Lucius assente.
1.
La Fine dei Tempi
Precedentemente conosciuto come
Finale di Partita, questo capitolo riprende direttamente dalla fine del terzo con il cataclisma causato dagli errori di Briar e un Signore delle Locuste che cerca di liberarsi non riuscendoci del tutto e lanciando pezzi di sogno qua e là: i cerchi spettrali, un tempo
cerchi fantasma, del titolo. O meglio io l'ho intesa così dal momento che la traduzione di questo volume con quell'
involontariamente sembrerebbe suggerire che siano un effetto dell'esplosione e non un incantesimo lanciato arbitrariamente come si credeva prima. Ad ogni modo il capitolo è molto bello e lungo e racconta molto bene le conseguenze della guerra introducendo il viaggio verso Atheia tra i cerchi spettrali, la traduzione del Foschini alla luce di questo nuovo lavoro si rivela in tutta la sua inadeguatezza: si tratta di tante piccolezze, alcune anche molto fastidiose, e derivate dal non aver mai letto Bone in italiano (parole sue!). Così adesso finalmente MASCELLA DI PIETRA torna ad essere Rock Jaw e scopriamo che il Thinsmith con cui il Prevosto chiamava Wendell non è il suo cognome ma indica la sua professione, ora tradotta in stagnaio. E le lucasate? Ci sono eccome, e da questo volume iniziano a diventare anche molto invasive, anche se a fin di bene. Innanzitutto il capitolo ha ben quattro tavole in più, cioé due spettacolari splash doppie che accentuano la drammaticità della scena della guerra e della prima volta in cui la Valle si rivela essere grigio cenere. Sono aggiunte molto gradite, mentre assai interessante è la totale modifica del dialogo tra Nonna Ben e Thorn mentre percorrono la galleria sotterranea: nella prima versione Nonna Ben parlava di Thorn come della prescelta che il Signore delle Locuste attendeva dicendo che è per questo che sa parlare con gli animali. Questo fatto è sempre stato una gag dovuta all'ibridismo di questo fumetto e non ha mai trovato una regola vera e propria, sicché Ted può benissimo parlare con tutti mentre gli opossum si limitano a interagire con Bone e Thorn. Per evitare problemi tutto questo discorso è stato soppresso sostituendo i balloon con una bella estensione del discorso successivo in merito al fatto che l'occhio sognante di Briar è sempre stato ben aperto, malgrado lei facesse intendere il contrario.
2.
La Promessa
Precedentemente conosciuto come
Cerchi Fantasma, è il capitolo che è cambiato di meno da un passaggio all'altro. Si tratta infatti di un capitolo incentrato sui contrasti tra cugini, e salvo la capatina dentro il cerchio spettrale, si può dire che i dialoghi riguardino tutti il desiderio di tornarsene o meno a casa. Differenze di traduzione se ne trovano, ad esempio Phoney che esclama di essere "un sopravvissuto" viene corretto in "uno che se la cava", ma in genere questo aspetto del fumetto è sempre stato ben chiaro nella testa dell'autore e persino in quella dei traduttori, non dando luogo ad alcun fraintendimento, né abbisognando di retcon, a differenza della mitologia che invece ha subito più revisioni. Un solo piccolo particolare è stato ridisegnato, e cioé la vignetta muta dove ora Fone anziché digrignare i denti fa una linguaccia a Phoney.
3.
Oscure Verità
Precedentemente conosciuto come
Una Piccola Musica per la Notte, è un altro capitolo che è stato cambiato considerevolmente. E' quello in cui avviene il faccia a faccia con l'incappucciato e il ritorno di Bartleby, e quello che ha la chiusa più intelligente con quella Thorn furbetta che sfotte Bone che si è lasciato sfuggire il "minacci la mia ragazza". Pagina 76 e 77 sono nuove di zecca ad esempio, e servono a Smith per spiegare meglio come funzionino i cerchi spettrali: mentre Nonna Ben mette l'orecchio a terra, Thorn spiega meglio la loro natura, facendoci capire che non si tratta semplicemente di pezzi di locusta fuoriusciti dal vulcano ma che c'è una relazione di subordinazione tra i cerchi e i pezzi effettivi di locusta. In pratica i pezzi di locusta, quelli che sono saltati dentro Fone e Thorn, sono parti effettive del loro nemico, mentre i cerchi fantasma sono sue emanazioni, manifestazioni del suo potere, legati ad esso e al Sogno ma non parti costituenti del suo io. Lo si capisce quando Thorn ipotizza che è proprio a causa del fatto che un pezzo di locusta è dentro di lei che i cerchi sono fuoriusciti in maniera caotica e incontrollata, e la cosa viene avvalorata anche dopo quando Briar tenta Thorn dicendo che se diventasse il signore delle locuste al 100% potrebbe farli sparire. L'altro grande cambiamento è nella scena dell'incontro tra Thorn e Briar, in cui le viene svelata la verità sui suoi genitori: mentre prima non si comprendeva bene l'esatta successione di eventi, gettando fumo sull'effettiva presenza di Briar al momento dell'imboscata, adesso si può intuire che Briar effettivamente ci fosse...fino al momento in cui i genitori non hanno scoperto il suo tradimento e l'abbiano tranciata in due. Quindi sia Thorn sia Nonna Ben avevano ragione quando parlavano di quella notte, mentre prima si poteva pensare che l'avessero uccisa prima di partire. Inoltre in tutto questo taglia e cuci di balloon un paio di cose vengono definitivamente rinnegate: viene eliminato il riferimento che fa Briar al crescere Thorn per farla gradualmente diventare il nuovo Signore delle Locuste, sottintendendo che è una cosa che avviene immediatamente, inoltre salta anche la precisazione che fa Briar di quando il pezzo di locusta sia entrato in Fone. Se nella vecchia versione si specificava che era accaduto quando aveva messo il muso dentro al cerchio, qui non è più possibile che sia accaduto questo visto che nelle pagine extra è stata fatta una distinzione tra pezzi di locusta e i cerchi, loro derivazioni. Insomma, tanti piccoli tecnicismi per rendere la storia più chiara.
4.
Snap! Crackle! Pop!
Un tempo
Il Polveroso Cammino Verso Atheia, è il capitolo di passaggio in cui il gruppetto, ora formato anche da Bartleby, si riorganizza, mentre nel frattempo Lucius raggiunge ferito i monaci e viene arrestato. Poca mitologia, molta azione e gag, questo lo rende poco soggetto ad alterazioni lucasiane, rimanendo pressocché intatto. E' qui che incomprensibilmente il volume Lexy si fermava, lasciando gli ultimi due capitoli alle cure dei loro successori della Panini.
5.
La Cantina
Precedentemente
Tanen Gard, è il capitolo in cui abbiamo la suggestiva incursione dentro un cerchio spettrale e l'incontro con gli spettri lì bloccati, che introducono quello che sarà il tema dell'ultimo volume: la corona di corni. Molto d'atmosfera tutta la scena, anche grazie alle colorazioni che qui hanno modo di esplodere dopo un volume tutto sui toni grigiastri. Nessuna aggiunta o modifica, solo una differenza di traduzione in un balloon in cui la nonna parla dei cerchi spettrali e li dichiara parte della locusta, cosa che nella vecchia traduzione ad opera stavolta di Panini e non più di Foschini si perdeva visto che il "
now" di inizio discorso veniva confuso con il resto facendo credere che solo ADESSO i cerchi ne facessero parte. Inizio a pensare che 'sta cosa dei cerchi non è mai stata tanto chiara nella mente dell'autore e quindi è stato l'elemento che più di ogni altro ha risentito di variazioni.
6.
Pietre Votive
Unico titolo del volume ad essere rimasto invariato e ottima conclusione del viaggio, con una parte adrenalinica ambientata a Tanen Gard e una spruzzata di mitologia che introduce le pietre votive, spiegando cosa fossero quei sacchettini visti da tanto tempo. il capitolo in quanto a traduzioni e ritocchi sarebbe anche rimasto invariato se non fosse per un microscopico particolare. Se si confrontano le due edizioni non si potrà non notare che ben cinque tavole sono state prese di peso dal capitolo successivo e spostate in questo: si tratta delle pagine che riguardano la ribellione di Lucius e la presa di coscienza dei monaci, che mettono da parte la loro ottusità per partire per Atheia. Sicuramente questo spostamento ha un senso: serve infatti a fornire una degna chiusura alla sottotrama del presunto tradimento di Lucius, e in fondo al volume mi sembra che ci stiano meglio. L'unico dubbio è: possibile che solo per l'edizione a colori Jeff Smith si sia accorto dell'opportunità di questo spostamento? Non è che forse questo cambiamento era già stato fatto ai tempi dell'uscita dei volumi in b/n e che invece le fonti dell'edizione Panini siano aggiornate solo agli albetti singoli? Potrebbe benissimo darsi che la Panini abbia optato per utilizzare la primissima versione di Bone, vuoi perché i volumoni non erano ancora usciti, vuoi perché la conformazione dei volumi era ormai stata compromessa dalla Lexy e non aveva senso appoggiare cambiamenti fatti in funzione di una versione di Bone che comunque non avremmo potuto leggere. Insomma, la questione è incresciosa. C'è chi ne sa di più?
In conclusione un volume di passaggio ma ricco di spiegazioni e di eventi importanti. Un arco narrativo che si può apprezzare meglio adesso nella sua compatezza piuttosto che prima, con una suddivisione fallimentare dei capitoli che spezzava i climax. E' inoltre da qui che possiamo vedere come Jeff Smith abbia apportato sempre maggiori cambiamenti nella sua opera, rifinendola sempre più. Il prossimo volume a questo proposito sarà ancora più alterato, al punto di avere le pagine combinate in modo molto differente.
Bone Volume 8: Cacciatori di Tesori

Il volume della quiete prima della tempesta: con l'arrivo ad Atheia, i contrasti interni e il prepararsi allo scontro finale più epico che mai. C'è quindi lo spazio per rimettere in scena qualche sottotrama truffaldina legata a Phoney, alleggerire il tono, e tornare un po' alle origini presentando ad Atheia un contesto così variegato da ricordare non poco il Bone dei primissimi tempi. Questi intrighi per le strade di un regno usurpato e in decadenza occupano finalmente questo ottavo volume, anch'esso come per
I Cerchi Spettrali per la prima volta in edizione italiana così come era stato confezionato in origine. Questi sei capitoli erano infatti stati ripartiti nei primi due dei tre volumi dedicati a Bone dalla Panini, quando caritatevolmente si occupò di portare a termine l'opera in b/n deturpata da Lexy, e a questo proposito includendo i due capitoli dei
Cerchi Spettrali avanzati e rinominando nuovamente i volumi come
I Cerchi Fantasma e
L'Assedio. Insomma un bel casino, peggiorato anche del fatto che è con questo volume che Lucas prende definitivamente possesso del corpo di Jeff Smith e applica innumerevoli modifiche, smezzando capitoli, tagliando e ricucendo l'opera. Ma per una resa migliore. E' chiaro che questo rende la nuova versione quasi irriconoscibile, ma anche qui sorge il dubbio che la fonte Panini siano gli albetti originali e non i volumi in b/n, e che quindi siano indietro di ben due passaggi di revisione.
Prologo.
Lucius
Per la prima volta un prologo postumo non viene realizzato ad hoc ma ottenuto tramite un'operazione di taglia e cuci molto delicata. E' infatti successo che il quarto capitolo dell'edizione precedente (che con la redistribuzione pacco apriva il secondo dei tre volumi Panini)
Inizia l'Assedio sia stato preso e tagliato in due. La sua prima parte che vede Lucius in cammino verso Atheia è stata spostata all'inizio del volume ed è diventata il prologo, mentre la seconda parte è stata sostituita alle ultime pagine del secondo capitolo. Pagine che sono state a loro volta scorporate andando a formare il brevissimo capitolo tre. Il cambiamento è abbastanza palese, basta vedere come finisce il prologo, cioé con la carrellata sulle montagne con cui a sua volta iniziano le ultime pagine del secondo capitolo.
Ad ogni modo questo prologo improvvisato è rimasto perlopiù simile a com'era quando era parte di un capitolo, salta solo un balloon per rendere più concisa una frase di Wendell, ma niente di rilevante.
1.
I Cancelli di Atheia
Precedentemente
Il Vecchio Regno, è un capitolo che è stato MOLTO alterato. Tanto per cominciare se ne sono andate ben cinque pagine, quelle relative a Lucius e i popolani, per andare a rimpolpare il finale del volume precedente. E sicuramente stanno meglio lì piuttosto che in apertura di volume. In compenso però c'è una tavola nuova di zecca a pagina 13 che prosegue la splash page con la panoramica della terra di nessuno appena fuori da Atheia. Inoltre l'intero capitolo ha subito molte modifiche, dal momento che sono praticamente stati fatti da zero gli sfondi. Jeff Smith ha disegnato dietro i personaggi un'infinità di casette, casupole, stendipanni, personaggi strani, per dare quel tocco di allegro caos che ci voleva dopo un volume incentrato sul grigio. Per quanto riguarda i dialoghi è stato solo cambiato un balloon di Phoney relativo al suo sesto senso affaristico che si traduce con un pizzicorìo alla testa. Il capitolo in sé è proprio bello, e vedere Smith disegnare nuovamente strani esseri di ogni tipo, fa piacere e riporta Bone al suo registro narrativo di partenza. Certo, c'è da chiedersi come mai le varie razze che vediamo qua si siano accumulate tutte al sud mentre al nord c'erano solo normalissimi umani. Forse non tutto era pensato dall'inizio?
2.
Il Punto Freddo
Un tempo
Il Cuore della Città, è un capitolo molto strano. Rappresenta il tentativo di raggiungere Thorn da parte di Briar tramite un cerchio spettrale appena formatosi. Il punto freddo è proprio il punto d'origine del cerchio, e la cosa era stata anticipata nel terzo volume all'interno di quelle due tavole bonus, realizzate apposta per l'edizione a colori. Lì Thorn spiegava a Fone di cosa si trattasse ma la cosa stona un po' se si pensa che questi cerchi fantasma sembrano un effetto collaterale della liberazione della locusta non andata a buon fine. Insomma, cosa ne poteva sapere Thorn a quel tempo? Forse bisognava spiegare il concetto di cerchio fantasma un po' meglio collocandolo nella loro mitologia senza far pensare che fosse una cosa esclusiva di questi tempi di guerra.
A parte questo va notato come questo capitolo sia stato a dir poco rivoluzionato in questa nuova edizione. Tanto per cominciare sono state aggiunte due tavole, spalmate però lungo tutta la sequenza del punto freddo. Si tratta di ben sei doppie vignettone oniriche in cui Briar cerca di raggiungere Thorn ma viene fermata dal nome della corona di corni, tema del prossimo volume, a cui si inizia a dare ancora più peso. La sequenza, mischiando con un montaggio alternato vignette nuove e vignette vecchie, è assolutamente ben riuscita. Il secondo grosso cambiamento si sta nella sequenza del dialogo tra Biar e il Signore delle Locuste: era già capitato prima che in queste sequenza al buio Jeff Smith apportasse cambiamenti, ma qui è cambiato proprio tutto! Se prima parlavano di liberare il Signore delle Locuste portando Thorn al male qui si concentrano sull'esatto opposto, decidendo di lasciar stare Thorn che ora che conosce la corona di corni è pericolosa, e di tentare la liberazione seminando il caos con la guerra. Molti balloon spariscono, altri vengono aggiunti, altri ancora vengono attribuiti all'altro. Ma il cambiamento più grosso sta alla fine del capitolo: le otto tavole con Phoney e Fone sono state come si diceva prima scorporate e rimpiazzate con le dieci del capitolo
Inizia l'Assedio la cui prima metà si era immolata per diventare il prologo. E non mancano cambiamenti anche qui, con i rattodonti che si moltiplicano sullo sfondo altrimenti lasciato vuoto. Insomma, proprio un lavorone.
3.
Amici
Ed ecco il risultato della soppressione del capitolo
Inizia l'Assedio per andare a rimpolparne altri: per compensare Smith ha reso singolo capitolo questa scenetta di otto tavole in precedenza appartenente all'episodio precedente, col risultato di avere l'episodio più corto di Bone di sempre (e pure senza la dicitura Bone in prima tavola). E' una scenetta molto simpatica che ci ricollega con Smiley e Bartleby, introduce il giro in città degli altri due Bone e non presenta alcuna alterazione nel testo o nei disegni.
4.
Essere o Ronzare
Un tempo
Re Phoney, è il primo episodio del volume a sottrarsi al processo di taglia e cuci delle pagine, rimanendo com'era in originale. Solo sotto questo punto di vista però, perchè anche qui non mancano i cambiamenti, e sono veramente considerevoli. Mi riferisco a due scene ben precise: la lotta con le api e il nuovo affaraccio di Phoney. La prima è stata notevolmente estesa con un lavoro certosino di espansione vignette, sequenze e dialoghi, riuscendo a portare con poche aggiunte una gag di due vignette a durare per ben sei. La seconda invece presenta solo lievi ridisegnamenti ma a cambiare è il senso di tutto: Smith ha proprio cambiato la trama in piena regola portando la scena da quattro a sei vignette, e soprattutto menzionando fatti che prima erano assenti. In pratica nella vecchia edizione i mercanti proponevano a Phoney di difenderli dall'ape bullo, mentre nella nuova vengono spiegate le ragioni per cui l'ape fa il bullo dicendo che c'è carenza d'acqua per colpa dei cerchi spettrali e che i mercanti ci lucrano sopra. Insomma nella prima edizione i mercanti hanno ragione, qui hanno torto e Fone ha ancora più ragione di incavolarsi col cugino. Inoltre nella scena della tisana viene posticciamente aggiunta la precisazione che per prepararne tanta gli anziani hanno dovuto radunare delle razioni d'acqua. Tutto questo evidentemente per introdurre meglio la cosa del pozzo inlucchettato, che avrà un ruolo anche dopo. Ad ogni modo si tratta di un capitolo che cerca di lanciare la terza grande truffa di Phoney, una truffa nata però in modo un po' confuso e dalla molteplice natura: si può pensare che sia stata messa per dare alla storia un senso di ciclicità senza però aver ben chiaro come farla sviluppare visto che da una scena all'altra Phoney vuole arraffare oro, farsi pagare il pizzo, corrompere gente e infine battere moneta con la sua effige. Da segnalare che era qui che si concludeva il volume Panini della precedente edizione.
5.
Lunaria
Qui doveva collocarsi
Inizia l'Assedio ma è stato spezzettato e alla fine si è ottenuto
Amici, collocato però prima. Si passa così direttamente da
Essere o Ronzare a
Lunaria, un tempo
Muri. Un bel capitolone che fa luce sulla madre di Thorn, con quella bella scena in cui Nonna Ben si vanta di aver costruito le mura anziché perdere tempo in sciocchezze. E finalmente ci presentano Tarsil l'usurpatore, sorta di subquest di questa penultima fase della saga. Cambiamenti molto minori rispetto a prima, pochi particolari nei dialoghi e nelle vignette ma due sono piuttosto rilevanti: la faccia di Thorn ridisegnata mentre parla con Ted è stata resa spaventata e invece prima era allegra, e soprattutto è stata aggiunta la tavola di pagina 95, che chiude un po' meglio la sequenza di Tarsil. Interessante poi che si parli di disporre del potere dei cerchi fantasma a proprio piacimento da parte di Briar, cosa che chiarisce il perché il cerchio si fosse formato nel secondo capitolo.
6.
La Corona di Corni
Prima
Parole Imprudenti, Azioni Avventate, conclude questo penultimo arco narrativo preparando gli eventi alla battaglia finale. Molto lungo, porta a termine la sottotrama di Phoney mafioso, svelando che era tutto un complottone dei mercanti per denunciarlo, e soprattutto abbastanza inalterato. Dico abbastanza perché una cosa fondamentale è stata cambiata e cioè la parte in cui si discute di cosa sia la corona di corni. Nella vecchia versione si diceva che era il centro del sogno, il cuore di Mim e quindi l'antilocusta, e in quanto opposto al solo contatto con Thorn si sarebbero distrutti entrambi. In quella nuova si paventa solo una generica distruzione (forse per non entrare in contraddizione con il dopo?) e la corona viene definita un artefatto posto a metà tra il confine dei due mondi. Per il resto il traduttore dev'essere lo stesso perché i cambiamenti sono davvero minimi, quando non totalmente assenti.
Ecco quindi analizzate le differenze di questo volume tremendamente denso. L'impressione è che la mitologia di Bone sia nata in maniera un po' confusionaria e quindi si sia reso necessario questo lavoro di fino.
Next: La Corona di Corni, che a metà ottobre metterà la parola fine alla vicenda.