Re: Ghibli - Hayao Miyazaki: Ponyo sulla Scogliera
Inviato: mercoledì 01 aprile 2009, 20:31
Pochi giorni fa ho visto finalmente anch’io Ponyo. Premettendo che gli unici film di Miyazaki che ho visto in precedenza sono La Principessa Mononoke, La città incantata e Il castello errante di Howl, che ho gradito (soprattutto La città incantata), non posso che dirmi soddisfatto dopo l’ora e quaranta di presa visione del film.
Ma termini troppo aulici (di cui troppo spesso abuso) non sono adatti in questo caso. Perché tutto quello che è stato detto in questo thread è vero, l’ho riscontrato: questo film è a misura di bambino, nel senso più nobile in cui si possa intendere questa espressione. Rispetto ai tre che ho visto, questo prende decisamente una strada diversa, una direzione che lo allontana da tematiche troppo buie e da narrazioni troppo arzigogolate, per creare un’avventura che pur non rinunciando a messaggi importanti tipici di questo regista (la tematica ambientalista, stavolta spostata sull’oceano, come ha già detto qualcuno). Il fulcro della storia è però il sentimento che la pesciolina Ponyo prova istintivamente per Sosuke, un ragazzino come tanti. E Ponyo è così decisa nel cercare di stare con la persona per cui prova tanto affetto, da riuscire con la magia a diventare una bambina umana, nonostante il divieto assoluto di suo padre, padrone degli abissi. Peccato che questa scelta porti catastrofi con sé, provocando terremoti terribili e uno tsunami che mettono addirittura a rischio il pianeta.
La storia quindi segue uno sviluppo tutto sommato coerente, nonostante temi di drammaticità sono presenti, come si può ben capire. Certo è vera la presenza di piccole discrepanze nella trama: durante la visione i dubbi sollevati da Grrodon e da Rebo (specie sul cambio di carattere della vecchietta più “avversa” a Sosuke, Toki) si sono sollevati anche a me, ma tutto sommato non li ho sentiti più di tanto (infatti mi sembra di non averli nemmeno comunicati a Minnie che ha visto il film con me) perché mi sono concentrato sulla storia in sé. Attenzione, non mi sono dovuto sforzare a seguire lo sviluppo costringendomi a ignorare le cose che non andavano, semplicemente mi è venuto naturale seguire la trama senza troppe domande, riuscendo a seguire il filo rosso delle vicende. In questo modo il finale nella bolla-medusona non è stato poi così strano, con tutta l’atmosfera onirica che si porta appresso.
Insomma, in quanto non esperto conoscitore dei film di Miyazaki, posso sicuramente dire che questo è salito sul podio dei suoi film che ho visto al primo posto, ex equo con La città incantata, per via della storia semplice ma poetica e toccante. Non solo: anche per l’impatto visivo di alcune scene, nella fattispecie quelle già ben ricordate da Rebo qualche post fa: la rappresentazione dello tsunami – possente, unica, imponente, immaginifica, vedere quelle onde blu scuro che assumevano l’aspetto di pescioni è stato uno spettacolo – e il cimitero delle navi.
Per quanto riguarda l’animazione, avete già detto tutto voi, quoto sulla scattosità delle prime scene e sulla bellezza dell’insieme.
Ma termini troppo aulici (di cui troppo spesso abuso) non sono adatti in questo caso. Perché tutto quello che è stato detto in questo thread è vero, l’ho riscontrato: questo film è a misura di bambino, nel senso più nobile in cui si possa intendere questa espressione. Rispetto ai tre che ho visto, questo prende decisamente una strada diversa, una direzione che lo allontana da tematiche troppo buie e da narrazioni troppo arzigogolate, per creare un’avventura che pur non rinunciando a messaggi importanti tipici di questo regista (la tematica ambientalista, stavolta spostata sull’oceano, come ha già detto qualcuno). Il fulcro della storia è però il sentimento che la pesciolina Ponyo prova istintivamente per Sosuke, un ragazzino come tanti. E Ponyo è così decisa nel cercare di stare con la persona per cui prova tanto affetto, da riuscire con la magia a diventare una bambina umana, nonostante il divieto assoluto di suo padre, padrone degli abissi. Peccato che questa scelta porti catastrofi con sé, provocando terremoti terribili e uno tsunami che mettono addirittura a rischio il pianeta.
La storia quindi segue uno sviluppo tutto sommato coerente, nonostante temi di drammaticità sono presenti, come si può ben capire. Certo è vera la presenza di piccole discrepanze nella trama: durante la visione i dubbi sollevati da Grrodon e da Rebo (specie sul cambio di carattere della vecchietta più “avversa” a Sosuke, Toki) si sono sollevati anche a me, ma tutto sommato non li ho sentiti più di tanto (infatti mi sembra di non averli nemmeno comunicati a Minnie che ha visto il film con me) perché mi sono concentrato sulla storia in sé. Attenzione, non mi sono dovuto sforzare a seguire lo sviluppo costringendomi a ignorare le cose che non andavano, semplicemente mi è venuto naturale seguire la trama senza troppe domande, riuscendo a seguire il filo rosso delle vicende. In questo modo il finale nella bolla-medusona non è stato poi così strano, con tutta l’atmosfera onirica che si porta appresso.
Insomma, in quanto non esperto conoscitore dei film di Miyazaki, posso sicuramente dire che questo è salito sul podio dei suoi film che ho visto al primo posto, ex equo con La città incantata, per via della storia semplice ma poetica e toccante. Non solo: anche per l’impatto visivo di alcune scene, nella fattispecie quelle già ben ricordate da Rebo qualche post fa: la rappresentazione dello tsunami – possente, unica, imponente, immaginifica, vedere quelle onde blu scuro che assumevano l’aspetto di pescioni è stato uno spettacolo – e il cimitero delle navi.
Per quanto riguarda l’animazione, avete già detto tutto voi, quoto sulla scattosità delle prime scene e sulla bellezza dell’insieme.

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