Estate 1997.
Le principali testate di supereroi MARVEL/DC fanno uscire per tradizione ogni anno gli Annual, speciali al di fuori della serie regolare che si contraddistinguono per una storia o degli autori particolari: essendo PKNA ispirato proprio a quel tipo di fumetti, l'idea di realizzare uno speciale annuale deriva forse dall'emulazione del modello americano, ma questo "di più" è sicuramente accolto con gioia dai lettori.
Missing è il titolo dello speciale, che prende nome dal filo conduttore che collega le 5 storie brevi presentate all'interno del volume, ognuna realizzata da un diverso sceneggiatore e disegnatore. L'indagine che fa da collante, disegnata da un sempre affascinante Mastantuono, vede Mary Ann Flagstarr alla ricerca di PK, passando in rassegna tutte le persone vicine al supereroe. L'odissea, pur nascendo come intermezzo, offre siparietti interessanti e divertenti, in primis quello con Camera 9 in cui il cameraman dimostra di avere qualcosa da nascondere (dice di essere scappato per mettersi il casco, ma lo si intravede già addosso al papero mentre questo fugge di spalle dalla poliziotta... che stesse correndo a nascondere la droga comprata dagli spacciatori sul lungomare?

). Comunque la ricerca di PK risulta a tratti inquietante, soprattutto per un paio di vignette all'interno delle storie brevi, nelle quali vediamo il papero mascherato apparentemente privo di sensi, in un luogo imprecisato; scopriremo però sul finale che tutto era finalizzato a una crescita interiore, tra l'altro perfettamente inserita in continuity dato che sarà sfruttata già dal #8.
La prima storia,
Punto di Rottura, può essere considerata una sorta di anteprima delle
Angus Tales che vedremo da lì a poco; si rafforza l'immagine di Angus come report nemicoamico di PK, legato a doppio filo al supereroe da un'antipatia di fondo quasi dettata da obblighi professionali, e da una malcelata graditudine per le sue azioni. Un rapporto sicuramente divertente e riuscito sotto più punti di vista, che per certi versi ricorda la relazione tra Spiderman e J. J. Jameson. Divertente l'atteggiamento strafottente di Angus anche nei confronti di un minaccioso robottone "terminator"; peccato per i disegni particolari di Lavoradori che, pur funzionando in tavole d'ampio respiro come quelle del #0 , risultano un po' caotici in una storia come questa che deve svilupparsi in sole dieci pagine, e che quindi presenta una densità di vignette superiore alla norma.
Time 0 è incentrata su Lyla, pronta ad indagare sulla scomparsa di PK; per trovare qualche informazione si introduce a Time 0, convita che i tempoliziotti siano responsabili del rapimento del papero mascherato; è l'occasione per mostrare ai lettori per la prima volta la sede della Tempolizia, dove lavora il segretario Lenard, che pur apparendo in una sola pagina risulta più che simpatico, e personalmente mi dispiace che il personaggio non sia più stato ripreso in futuro. Per il resto, la storia offre ben poco, risultando anzi abbastanza superficiale nel far risolvere a Lyla una situazione di pericolo che avrebbero potuto benissimo gestire gli addetti a quella posizione. Fantastici come sempre i disegni di Barbucci, che nelle prime tavole ci regala anche una Lyla in spiaggia più sensuale che mai.
In
Memo, Uno è costretto ad occuparsi del Razziatore in assenza di Pikappa; inizialmente proverà a farlo attraverso degli ologrammi, ma scoprirà che il modo migliore per occuparsene è contare sul sè stesso futuro... Storia semplice che si risolve però con uno stratagemma finale molto interessante che, assieme alla carriera artistica di Goosenberg, forniscono due ottimi esempi di meccanismo temporale sul quale si possono basare le storie sui viaggi nel tempo. Peccato per i disegni di Mottura, che mi risultano come i meno gradevoli, con personaggi fin troppo differenti dalle caratterizzazioni degli altri disegnatori.
Xarghon è l'episodio dedicato a Xadhoom e, anche se l'idea dell'illusione evroniana è buona, lo stratagemma comico dello "xarghon" è qualcosa di già visto in diverse occasioni, e qui mi è parso gestito piuttosto sommariamente, dato che la questione è tirata fin troppo per le lunghe.
L'ultima storia,
Blu Botte è forse la meno gradevole dell'albo, limitandosi a narrare le disavventure di due goffi evroniani atterrati malamente sulla Terra, dove incontrano abitanti non del tutto pacifici con loro; i toni sono fin troppo leggeri, e comunque le gag non sono particolarmente divertenti. Addirittura, fa la sua comparsa quasi immotivatamente Urk, in una sorta di fanservice privo di una qualsivoglia spiegazione.Interessanti i disegni di Cavazzano, che mi sembrano qui tra le sue opere meno incisive, probabilmente per la colorazione o le atmosfere pikappiche alle quali il Maestro non è abituato; anche la caratterizzazione che fa degli evroniani non mi pare del tutto riuscita, in una piccola debàcle in una delle due incursioni di Cavazzano su PKNA.
Oltre alla storia, il PKTeam confeziona un'edizione magnum della PKMail, una lezione di lingua evroniana abbastanza noiosa (che però degenera in un assurdo alfabeto simil-farfallino

) e un riassunto dei numeri pubblicati finora, tra i quali viene introdotto per burla il mitico Zero/1. A rendere ancora più speciale l'albo (e a giustificarne il prezzo maggiorato) la copertina cangiante come negli albi speciali americani, e un lungo poster della Ducklair Tower con tutti i 101 piani, e sul retro l'intero cast realizzato meravigliosamente da Barbucci.