Inviato: martedì 14 agosto 2007, 23:07
mh-mh, perchè non ho commentato il film, che ho visto per la bellezza di tre (3!) volte, tutte al cinema? Be', provvediamo... rileggendo il thread pare che non si riponessero più speranze del dovuto in Potty V, che partiva con premesse non proprio entusiasmanti... e invece, dopo 3 (tre!) visioni personalmente considero il Feniciordine come il più riuscito del ciclo. E' il più compiuto, il che lo pone un po' di spanne sopra il Calice di Fuoco e il Prigioniero di Azkaban, è il più fedele, se non si considerano la Pietra Filosofale e la Camera dei Segreti che, seguendo pedissequiamente lo scritto della Rowling, risultavano un po' freddini, è il migliore, più che a cercare di riprodurre la storia su schermo, a trasporla con uno stile un po' suo, magari non sempre coerentissimo con la fonte di riferimento, ma azzeccato: sembra un po' strano pensare che se nel libro Hogwarts era più oscura ed opprimente che mai, nel film gli studenti e i professori mettano in scena momenti quasi musicali mentre la fanno sotto il naso alla Umbridge, ma il risultato finale è più che convincente, e, cosa non da poco, coinvolgente.
Harry Potter e l'Ordine della Fenice, nonostante sia tratto dal libro più lungo, è la trasposizione più breve, più breve persino del film di quel depliant illustrato della Pietra Filosofale. Non è incomprensibile la metodica con cui Goldenberg ha selezionato le scene da scartare: tutto ciò che non ha Harry Potter come protagonista totale è stato tagliato, e tutto il resto stipato in 138 minuti, in teoria lo stesso metodo impiegato da Kloves per mutilare il Prigioniero e il Calice... ma in pratica, nell'Ordine ha funzionato. Harry Potter e l'Ordine della Fenice non soffre dei pesantissimi tagli che condannarono al patibolo i suoi precedessori, è sì un film a dir poco concentrato, ma non è un collage pasticciato come il Prigioniero di Azkaban o il Calice di Fuoco, la rapidità con cui si susseguono gli avvenimenti non si ripercuote più di tanto sulla stabilità della struttura, così che nel complesso risulta un film più conciso che stagliuzzato... e perlomeno per la prima parte regge: poi, Goldenberg commette l'errore di Kloves, di dare per scontato che gli spettatori del film siano sempre e solo lettori del libro, e nella seconda parte la sceneggiatura si sfilaccia parecchio, scivolando nel nonsense in un paio di occasioni (la fuga da Hogwarts e l'incursione al Ministero, già deboli nel libro, diventano incomprensibili nel film, e Cho Chang è una vera incognita). E' un peccato, perchè poi c'è da dire che seppure di certe scene tagliate si senta la mancanza quello che serve perchè la storia sia comprensibile ai profani c'è tutto, ed è scoraggiante che il film scada proprio sui dettagli che rendono i libri così capaci di rapirti per ore ed ore.
La Fenice si può considerare il film antitetico del Prigioniero: dove il secondo spiccava per la regia e soffriva per il copione smangiucchiato da Crosta, il primo può vantare la sceneggiatura più valida della serie, a cui fa da contraltare la regia più scialba. Yates pesca a piene mani dai colleghi, proponendo un pout pourri di già visto che passa da Jackson a Spielberg, peraltro ripetendo le stesse soluzioni, gli stessi stacchi e cambi di scena più volte, non sforzandosi in una sola occasione d'infondere un po' d'originalità nella "sua" opera. Non ne giova nemmeno la recitazione dei giovani protagonisti: la Watson e Grint sono poco più che comparse e Radcliffe non è mai stato così simile ad uno stoccafisso (memorabile il litigio da Mezzogiorno di Fuoco con Seamus, solo che stavolta l'ispirazione è involontaria). Ginny è perlopiù invisibile, ma è riuscita a strappare un paio di sguardi alla telecamera che, seppure non si possano considerare sviluppi del personaggio, per chi conosce il libro sono piuttosto eloquenti. Le vere star del film, però, sono le new-entry. Imelda Stauton è eccezionale nel ruolo della Umbridge ed è una cattiva terribilmente convincente (davvero inquietante è la scena della punizione), mentre Evanna Lynch, che di per sè è deliziosa nei panni di Luna, è chiamata a rimediare alla confusione di Goldenberg, che ha scritto il suo personaggio in maniera un po' confusa, probabilmente un po' indeciso su quale aspetto della sua variegata personalità volgere (sì, perchè nei film non c'è spazio per personaggi che non siano monoemotivi). Tra i personaggi ci sarebbe da considerare anche Grop(y), ma sfortunatamente il piccolo gigante non ha potuto presenziare nel film per problemi familiari; al suo posto, Yates è riuscito a convincere Shrek a fare un cameo nel suo film, peccato che l'orco verde si sia presentato visibilmente ingrassato e con una definizione deplorevole...
Per concludere, è il caso di chiedersi quale sarà il futuro di Harry Potter. La saga è conclusa, ed è probabile che l'hype scemerà, e con esso l'interesse, e gli incassi, per i film; per il Principe Mezzosangue, poi, rimarrà Yates e ritornerà Kloves, e probabilmente i due insieme faranno faville... che le speranze dei fan di Harry Potter siano riposte nel parco a tema?
Harry Potter e l'Ordine della Fenice, nonostante sia tratto dal libro più lungo, è la trasposizione più breve, più breve persino del film di quel depliant illustrato della Pietra Filosofale. Non è incomprensibile la metodica con cui Goldenberg ha selezionato le scene da scartare: tutto ciò che non ha Harry Potter come protagonista totale è stato tagliato, e tutto il resto stipato in 138 minuti, in teoria lo stesso metodo impiegato da Kloves per mutilare il Prigioniero e il Calice... ma in pratica, nell'Ordine ha funzionato. Harry Potter e l'Ordine della Fenice non soffre dei pesantissimi tagli che condannarono al patibolo i suoi precedessori, è sì un film a dir poco concentrato, ma non è un collage pasticciato come il Prigioniero di Azkaban o il Calice di Fuoco, la rapidità con cui si susseguono gli avvenimenti non si ripercuote più di tanto sulla stabilità della struttura, così che nel complesso risulta un film più conciso che stagliuzzato... e perlomeno per la prima parte regge: poi, Goldenberg commette l'errore di Kloves, di dare per scontato che gli spettatori del film siano sempre e solo lettori del libro, e nella seconda parte la sceneggiatura si sfilaccia parecchio, scivolando nel nonsense in un paio di occasioni (la fuga da Hogwarts e l'incursione al Ministero, già deboli nel libro, diventano incomprensibili nel film, e Cho Chang è una vera incognita). E' un peccato, perchè poi c'è da dire che seppure di certe scene tagliate si senta la mancanza quello che serve perchè la storia sia comprensibile ai profani c'è tutto, ed è scoraggiante che il film scada proprio sui dettagli che rendono i libri così capaci di rapirti per ore ed ore.
La Fenice si può considerare il film antitetico del Prigioniero: dove il secondo spiccava per la regia e soffriva per il copione smangiucchiato da Crosta, il primo può vantare la sceneggiatura più valida della serie, a cui fa da contraltare la regia più scialba. Yates pesca a piene mani dai colleghi, proponendo un pout pourri di già visto che passa da Jackson a Spielberg, peraltro ripetendo le stesse soluzioni, gli stessi stacchi e cambi di scena più volte, non sforzandosi in una sola occasione d'infondere un po' d'originalità nella "sua" opera. Non ne giova nemmeno la recitazione dei giovani protagonisti: la Watson e Grint sono poco più che comparse e Radcliffe non è mai stato così simile ad uno stoccafisso (memorabile il litigio da Mezzogiorno di Fuoco con Seamus, solo che stavolta l'ispirazione è involontaria). Ginny è perlopiù invisibile, ma è riuscita a strappare un paio di sguardi alla telecamera che, seppure non si possano considerare sviluppi del personaggio, per chi conosce il libro sono piuttosto eloquenti. Le vere star del film, però, sono le new-entry. Imelda Stauton è eccezionale nel ruolo della Umbridge ed è una cattiva terribilmente convincente (davvero inquietante è la scena della punizione), mentre Evanna Lynch, che di per sè è deliziosa nei panni di Luna, è chiamata a rimediare alla confusione di Goldenberg, che ha scritto il suo personaggio in maniera un po' confusa, probabilmente un po' indeciso su quale aspetto della sua variegata personalità volgere (sì, perchè nei film non c'è spazio per personaggi che non siano monoemotivi). Tra i personaggi ci sarebbe da considerare anche Grop(y), ma sfortunatamente il piccolo gigante non ha potuto presenziare nel film per problemi familiari; al suo posto, Yates è riuscito a convincere Shrek a fare un cameo nel suo film, peccato che l'orco verde si sia presentato visibilmente ingrassato e con una definizione deplorevole...
Per concludere, è il caso di chiedersi quale sarà il futuro di Harry Potter. La saga è conclusa, ed è probabile che l'hype scemerà, e con esso l'interesse, e gli incassi, per i film; per il Principe Mezzosangue, poi, rimarrà Yates e ritornerà Kloves, e probabilmente i due insieme faranno faville... che le speranze dei fan di Harry Potter siano riposte nel parco a tema?

