1. Le Fantaleggende

Ovviamente questo è un must che tutti devono aver preso. Dalla Santa e Mognato mi hanno veramente coccolato l'infanzia con queste tre storie, col loro universo fantasy e la loro arguzia. Un ciclo capolavorosissimo che andava onorato quanto prima, e mi stupisco che per tutti questi anni la saga sia stata tanto negletta. Dentro c'è tutto, innanzitutto un uso mirabilissimo dell'intero cast Disneyano. Nella prima e nella seconda storia soprattutto vediamo Paperi e topi agire insieme, senza alcuna fastidiosa sensazione di forzatura, nessuna celebrazione, nessun out of character: siamo di fronte al miglior uso di un cast tanto vasto che mai si sia visto in Disney. Ognuno al suo posto, nessuno eccede, tutti divertono al loro meglio, traspare un rispetto e una comprensione dei personaggi che supera di gran lunga persino Scarpa, le cui rimpatriate tra personaggi non sembravano altrettanto naturali. Al di là di questo corretto uso abbiamo anche trame niente male, con suggestioni davvero forti, come tutta la sequenza ariostesca sulla luna, o il finale malinconico della prima storia. Peccato che la terza non sia degna della prime due, nei testi come nei disegni, ma dà comunque la paglia a molto altro fantasy Disney. Capolavoro veramente.
2. La Saga di Harlech e della Rocciafiamma

Se c'è una saga che fa rivalutare Wizards of Mickey è proprio la saga di Harlech. Leggerla, e soprattutto ricordare certi commenti del passato mi ha fatto capire quanto la memoria delle persone tenda a ricoprir di fiorellini certe schifezze lette da piccoli. Credo che Ubezio abbia veramente realizzato una brutta cosa: ben due storie di tre episodi l'una che mettono un Topolino e un Pippo più banali che mai a contatto con uno scenario più banale che mai. Magari all'epoca Tolkien era meno conosciuto e con certi vergognosi plagi poteva sperare di farla franca, ciò non toglie che la vicenda che si snoda attraverso queste due storie sia assolutamente nulla e quasi irritante per la sua assoluta mancanza di guizzi. Non si ride mai, non ci si emoziona mai, addirittura il cattivo che vorrebbe scimmiottare i vari OSCURI SIGNORI è pure mal realizzato. Un panzone che sembra un ladruncolo del porto, attorniato da dei bruttissimi sgherri rosa. Mamma mia, almeno i disegni di Ubezio rendessero il tutto più gradevole, ma niente da fare. Il suo fallimentare scimmiottamento di un certo stile francesizzante fallisce in pieno e rende tutto ancora più brutto. Serviva riproporla? Non bastava lasciarla nelle lontane memorie di quei poveretti che magari se la ricordano bella?
Poi tocca alle due storie, una più lunga e una più breve, della Rocciafiamma di Figus e Marini. Molto banalotta pure lei, esattamente come ricordavo, tuttavia a differenza di Harlech siamo di fronte ad un prodotto molto più leggibile. Sarà che il tutto è graficamente più gradevole, sarà che i Paperi a parità di banalità bucano lo schermo più dei Topi, sarà che Marini è meglio di Ubezio ma mi sono quasi divertito a leggerla. Mirabile anche che sebbene prodotte a distanza l'una dall'altra nella seconda storia si vedano elementi che erano stati seminati in modo discreto nella prima, una sorta di moderno foreshadowing che dona alla storia un senso di completezza. Oh, niente di che, però ha fatto piacere notarlo.
Rimane il fatto che a differenza dello scorso e dei prossimi due questo numero rimane sconsigliatissimo.













