Topolino Classic Edition - Rodolfo Cimino
Dopo il primo quartetto di volumi "pregiati" e il secondo caratterizzato invece da colori fluo, la serie delle Special Edition riprende con un tomo di colore rosso acceso e il titolo
Classic Edition, che potrebbe eventualmente essere il filone che caratterizzerà anche i prossimi 3: concentrarsi su un autore del passato, che ha fatto la storia di
Topolino, al contrario di quanto fatto con i precedenti 8 volumi che - salvo qualche eccezione come Pezzin e in parte Marconi - prediligevano concentrarsi su fumettisti attuali.
È quindi di scena
Rodolfo Cimino, autore che non vedeva un albo completamente dedicato a lui da quello commemorativo della sua scomparsa nel 2012 ma che meritava sicuramente un nuovo riconoscimento: lo si fa con un lavoro di certo molto sentito, a partire dalla prefazione tutta di cuore firmata dall'amico
Giorgio Cavazzano per arrivare alla postfazione di
Stefano Ambrosio, grande fan dello sceneggiatore diventatone poi editor negli ultimi anni di attività del Maestro. Entrambi i contributi sono a tratti toccanti e raccontano bene la figura di Cimino, e dei rapporti umani che sapeva coltivare con gli altri, colleghi e amici. Piacevoli anche i brevi ricordi di
Silvia Ziche,
Enrico Faccini e
Stefano Intini, che si concentrano sulla stima verso lo sceneggiatore e l'emozione di quando hanno avuto la fortuna di lavorarci insieme.
Poteva forse essere più ampia, la parte editoriale e di commenti, ma considerando che ci sono stati volumi della serie anche più poveri di questo tipo di contenuti, non mi lamento: dispiace più che altro la presenza, a corredo della postfazione, di
storyboard ciminiani di storie rimaste inedite, evidentemente in mano alla redazione e che non si capisce quindi perché mantenere senza trasformarli in storie da pubblicare postume, magari con i disegni di Cavazzano, ormai tornato attivamente nel giro produttivo italiano.
Passando invece alle storie, la selezione ha evitato alcuni classiconi dell'autore per andare a pescare storie più ordinarie nella produzione di Cimino, che a maggior ragione testimoniano la grandezza, l'intelligenza e la capacità affabulatoria dell'autore nella media delle sua avventure.
Se cose come
Brividi all'equatore e
Lo scudo delle sceicco sono quelle che pagano maggiormente il tempo trascorso, risultando un po' datate anche nello stile espositivo, tutte le altre storie pubblicate riescono a vincere la prova del tempo e a risultare letture più che piacevoli, e sempre con qualcosa da dire e raccontare.
La clava preistorica non è solo una normale avventura di Paperone vs. Bassotti, ma una raffinata commedia fantastica, mentre
La tiritera della salvezza è costruita tutta su un divertente equivoco che mostra la sua forza nel finale.
La dimensione urbana non è meno convincente: dalla
Trota d'oro che mette nei guai Paperino che ritiene di essere finalmente incocciato in un evento fortunato alle scaramucce con il vicino nel
Ferro portafortuna e nel
Roditorinco nordico, sempre più eccessive e follemente comiche.
Significativa e dovuta la presenza anche dell'
ultima storia pubblicata, così poetica e omnicomprensiva delle caratteristiche narrative di Cimino.