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Inviato: domenica 06 agosto 2006, 15:11
da DeborohWalker
Wolverine #199
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Interrompo la retrospettiva sugli X-Men per suggerire un albo degno di nota appena uscito in edicola, che vale la pena di essere acquistato solamente per un episodio, ma anche le altre due storie che lo accompagnano non sono obbrobri che dissuadono dall'acquisto, anzi.

Prigioniero numero zero (Millar/Andrews)
La storia capolavoro di questo numero. E il merito di questo va anche a Will Eisner, con il quale Mark Millar ebbe la fortuna di chiacchierare poco prima della sua scomparsa, che diede il suggerimento di condensare quella che in origine doveva essere una saga di diversi episodi in una storia autoconclusiva, più intensa, senza dilazionare troppo gli eventi.
Polonia, 1942.
Wolverine è prigioniero di un campo di concentramento. Gli ufficiali nazisti lo uccidono, ma misteriosamente se lo ritrovano regolarmente tra i piedi, per via del suo fattore rigenerante. Una storia di odio e rabbia, nella quale più che una trama vera e propria ci troviamo davanti ad un'atmosfera inquietante, e ad un rabbioso ufficiale nazista che dovrà fronteggiare l'artigliato mutante
Dialoghi stringati (Wolverine non apre bocca per tutto l'episodio) e affascinanti didalscalie sullo stile di un ipotetico diario del lager.
Disegni affascinanti, con un uso smodato delle ombre a simboleggiare la malvagità umana, e con molte vignette ad effetto, e una splash page finale da incorniciare.

Segui il capo (Killinger/Lyra)
Una storiella semplice, senza troppe pretese, ma con un finale che fa ipotizzare sviluppi interessanti per Wolverine in futuro, all'interno degli X-Men.
Logan si annoia e allora pensa di andarsi ad allenare un po' nella stanza del pericolo: qui Ciclope ha appena programmato un esercitazione nel bel mezzo dell'Enrico V di Shakespeare, e così Mr.Adamantio si allenerà un po' tra armature medioevali, stuoli di cavalieri, e soprattutto il dovere di non combattere più da solo come ha sempre fatto, ma di dover gestire un esercito ai suoi comandi.
Storia caruccia, peccato per i disegni che proprio non mi vanno giù.

Spettri sulle rotaie (Aguirre-sacasa/Robertson)
Una storia in due parti tratta dalla serie Nightcrawler, nella quale il mutante teleporta si trova ad affrontare una serie di casi da detective del paranormale, una sorta di Dylan Dog d'oltreoceano.
Qui dovrà indagare su un gruppo di fantasmi che appaiono tra i tunnel della metropolitana, cercando di scoprirne l'origine.
Storia gradevole, con buoni disegni e dialoghi simpatici.

Ah, a fine agosto esce il #200, numero celebrativo con poster in omaggio, nel quale inizieranno due saghe che si prospettano interessanti. Speriamo che sia così, e che ci sia concesso di leggerle fino alla fine senza troppe storielle o miniserie fuffa in mezzo.

Inviato: sabato 12 agosto 2006, 11:10
da warren
16 Dopo Onslaught - Operazione "Zero Tolerance" l'addio di Lobdell (Uncanny X-Men 337-350, X-Men 57-69)

Su Uncanny abbiamo un periodo di stasi, con numeri di riordino post-Onslaught dedicati a singoli personaggi. Xavier dopo il disastro viene preso in consegna da agenti governativi e gli X-Men si trovano senza mentore. Arcangelo riacquista misteriosamente le sue vecchie ali piumate mentre l'Uomo Ghiaccio -infiltratosi tra le file dell'organizzazione razzista "Zero Tolerance"- subisce come vendetta il pestaggio violento del padre. Nel frattempo unocerto numero di X-Men (Rogue, Gambit, Joseph, Bestia, Alfiere e Cannonball) vivono un'avventura spaziale al fianco degli Shi-Ar.
Il numero 346 è dedicato a Marrow , violenta mutante ex-morlock che si incontra con l'Uomo Ragno, nei numeri successivi Lobdell introduce un nuovo misterioso personaggio (Maggot = lumaca!). Marrow acquista una certa importanza poichè, durante l'avventura di metà X-Men nello spazio, la citata "Zero Tolerance" guidata dal misterioso Bastion decide di sferrare il suo attacco ai rimanenti X-Men (Ciclope, Jean Grey, Wolverine e soci) riuscendo a metterli tutti fuori gioco.
RImane il solo Uomo Ghiaccio, scampato perchè al capezzale del padre, costretto a raggruppare i primi mutanti che trova (Marrow, l'israeliana Sabra e la dottoressa Cecilia Reyes) e a sferrare l'attacco finale (vincente) contro Bastion.

Questi numeri sono il canto del cigno di Lobdell, anche lui costretto a lasciare la testata causa incomprensioni con la dirigenza. Infatti sono evidentissimi gli alti e i bassi in queste ultime storie, nonostante i grandi disegnatori coinvolti (su tuttti Madureira e Pacheco)
La sua ultima storia è il controverso "Processo a Gambit" (Uncanny X-Men 350) in cui il mutante viene accusato del vecchio massacro mutante e viene condannato a lasciare gli X-Men.

Ice-Man contro BastionImmagine

Il processo a Gambit Immagine[/b][/b]

Inviato: sabato 12 agosto 2006, 11:38
da warren
17 Gli X-Men di Joe Kelly (X-Men 70-84) e Steve Seagle (Uncanny X-Men 351-365)

Partito Lobdell, si decide di affidare le testate a due promettenti giovani scrittori.
Uno di questi è Joe Kelly che prende le redini per poco più di un annetto. E dimostra di avere un gran talento, iniziando con delle storie molto valide e divertenti in coppia sempre col bravissimo disegnatore Carlos Pacheco.
La sua run parte con l'incasinatissimo ritorno a casa degli X-Men, costretti ad un'operazione d'urgenza per salvara Ciclope, cui era stata impiantata una bomba nel petto dal perfido Bastion.
Nel gruppo entrano i tre nuovi mutanti incontrati da Ice-Men (Maggot, Marrow e Cecilia Reyes) insieme ai veterani Cannonball, Bestia, Rogue, Tempesta e Wolverine. Vengono svelati gli incredibili (in tutti i sensi) poteri di Maggot, Marrow entra in collisione (inevitabile dati i caratterini) con Wolverine ma poco a poco addolcisce il suo carattere.
Dopo il rodaggio iniziale (e una superba storia con Arcangelo nel n. 74) Kelly riporta all'ovile anche tre vecchissime amate conoscenze da tempo assenti (Colosso, Kitty Pryde e Nightcrawler).

Davvero un peccato che questo scrittore sia rimasto così poco, perchè aveva dimostrato di saper gestire i personaggi e soprattutto di avere idee nuove e saper creare nuovi personaggi interessanti.

L'arrivo delle nuove leve Immagine

L'altro è Steve Seagle, ugualmente promettente ma un pò meno veloce a "carburare". Infatti nelle sue storie si intravede una buona potenzialità, ma alla sua piena espressione deve già levare le tende. Del suo gruppo fanno parte gli X-Men originali, è coadiuvato da un altro ottimo disegnatore come
Chris Bachalo

Gli X-Men di Seagle Immagine

Il canto del cigno di Seagle e Kelly è la saga "Xavier's Hunt", nella quale gli X-Men vanno finalmente alla ricerca del loro mentore scomparso dai tempi di Zero Tolerance.

Inviato: venerdì 15 settembre 2006, 15:39
da DeborohWalker
Decimation: Agosto
Ecco. Se c'è un punto nel quale si possono iniziare a prendere le testate mutanti, è questo.
Su ogni testata le storie narrate in precedenza sono concluse, e partono in contemporanea delle grandi saghe. Tutto ciò è una diretta conseguenza dell'evento House of M: Scarlet ha modificato la realtà, modificando per qualche mese la realtà, trasformando la Terra in un mondo dove gli umani sono sottomessi ad un regime di potere mutante. Alla fine della storia, i nostri eroi hanno scoperto la verità e sono riusciti ad obbligare Scarlet a riportare tutto alla normalità, ma prima di fare ciò pronuncia tre parole: "No more mutants".
E le conseguenze si vedranno.

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X-MEN # 194
Il volume inizia con Il verdetto, ultimo capitolo di una saga, nel quale la squadra mutante ha catturato Mystica, e deve decidere se ammetterla o meno tra le proprie fila. Storia molto piacevole, apprezzabile comunque anche da chi non ha letto il resto dellla storia, dato che se ne intuiscono facilmente i presupposti.
.Poi, dopo un editoriale che illumina i nuovi arrivati su cosa è accaduto durante House of M, arriva Decimation. E lo fa in grande stile, con il primo capitolo de "Il giorno dopo", una storia fondamentale di Chris Claremont, nientepopodimeno.
In tutto il mondo, i mutanti hanno perso i loro poteri. Le reazioni sono le più disparate: da chi è felice per l'avvenimento, a mutanti che si ritrovano in condizioni di vita impossibili, oppure morti sul colpo per via della loro mutazione precedente. Persone traumatizzate, che dovranno rivedere completamente il loro modo di vivere. I ragazzi che facevano parte dell'Accademia mutante, vengono rimandati alle loro case, e lo Xavier Institute si svuota. E la società attorno ad essi dovrà trovare un modo di rapportarsi a loro, reagire a questo evento planetario. Gli X-Men saranno impegnati su più piani per cercare di andare a dare sostegno agli ex-mutanti, a fare un bilancio dei mutanti ancora presenti al mondo. Erano milioni, ora sono circa 200.
L'operazione Decimation si pone lo scopo di semplificare l'universo mutante che si era creato negli ultimi anni. C'erano troppi mutanti, ormai erano diventata un'ingente frazione della popolazione mondiale, e per certi versi stavano acquisendo importanza da questo punto di vista. I vertici Mavel hanno deciso di fare un po' di pulizia da questa situazione creata per lo più da Claremont, e ritornare alle origini quando i mutanti erano una cifra irrisoria. Comunque sono rimasti 200, quindi c'è sempre la possibiltà per presentare qualche personaggio nuovo, ma ci sono anche vecchie conoscenze che perdono i poteri, anche tra i personaggi principali.
La terza storia del volume si intitola L'assedio ed esamina un altro aspetto della Decimation: le Sentinelle attaccano lo Xavier Institute, e i mutanti rimasti devono difendersi. Tra questi, Polaris (che ha perso i poteri) ma non vuole farlo capire ai suoi compagni, per paura di essere allontanata dagli altri. Dovrà così cercare di giustificare ai suoi compagni il non utilizzo dei suoi poteri, mentre in cuor suo si sta convincendo che i poteri potrebbero ritornargli da un momento all'altro.


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X-MEN DELUXE #137
5 storie per l'altra testata mutante: le prime due sono inizi di saghe importanti, a seguire due storie brevi, ed infine un racconto non legato a Decimation.
La fine dell'innocenza si concentra sulle reazioni provate dagli allievi dello Xavier Institute: cosa provano degli adolescenti che hanno vissuto da mutanti, e che una mattina si risvegliano senza più alcuna mutazione?
Genesi letale vuol essere un nuovo inizio, a partire dalla copertina dell'albo (qui sopra) che riprende quella di Giant-Size X-Men 1. In quell'albo la vecchia squadra di X-Men (Bestia, Angelo, Jean Grey, e Ice Man) era scomparsa sull'isola di krakoa, e a salvarli veniva mandato un team di nuovi mutanti, tra i quali figuravano personaggini come Wolverine, Nightcrawler, Ciclope e Colosso. Potete quindi capire quanto quell'albo fu importante, e questa storia si pone l'obiettivo di avere la stesa rilevanza, con espliciti riferimenti a quella storia. Anche questa volta la vicenda è ambientata a Krakoa, anche qui Nightcrawler rivive scene già vissute in quell'occasione... Non è un segreto che la Marvel punti molto su questa serie, che può contare sulla sceneggiatura di Ed Brubaker, e sui bei disegni di Trevor Hairsine.
Subito dopo, due storie brevi di 8 pagine, ma che sono due vere e proprie perle: Petra narra la storia di una ragazza che può modificare la roccia a suo piacimento, mentre Darwin racconta la vita di un mutante in grado di migliorarsi costantemente. Queste due brevi sono comparse come "allegate" alla serie Deadly Genesis, quindi potremmo facilmente questi due personaggi entrare a far parte degli X-Men... Comunque due racconti estremamente godibili, che riescono in poche pagine a riassumere un'intera esistenza mutante. Estremamente toccanti.
Distruggete tutti i mostri è la prima parte di una saga degli Exiles, un gruppo di mutanti in grado di viaggiare tra tutte le realtà possibili. Una serie che personalmente ho sempre giudicato altalenante, con alti e bassi discutibili. Questo episodio è caruccio, forse difficilmente comprensibile a chi non conosce la serie...
Ma vabè, non basta a rovinare l'albo, uno delle chicche delle testate mutanti degli ultimi tempi.

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WOLVERINE #200
Un numero celebrativo, arricchito da un poster (non molto esaltante, a dire la verità) e dalla partenza di due saghe di enorme importanza.
La prima è Origini e Conclusioni. Tra le conseguenze di House of M nel mondo reale, vi è il recupero della memoria da parte di Logan, uno dei punti fermi del personaggio. Ma ora si ricorda ciò che ha dovuto sopportare; ma non tutto, solo quello che noi lettori già conoscevamo, e che lui ha sempre ignorato. Questo però gli permette di indagare sul suo passato, così da scoprire un po' alla volta tanti punti oscuri che non sono conosciuti neanche a noi. Ma nel fare questo, i primi due episodi di questa saga sono piuttosto (TROPPO) lenti. Dalle prime storie dopo che Wolverine ha recuperato la memoria (un evento epocale) mi aspettavo un vero e proprio capolavoro o, almeno, una storia bella. Invece no, accade poco, ma tutto si conclude così da lasciar suppore che nel prossimo numero vedremo qualcosa di più interessante.. .Speriamo bene, perchè se prosegue così, non ci siamo proprio.
Generazione M invece è la parte più bella dell'albo. Anche qui, due episodi iniziali di una saga che merita di essere letta, che per atmosfere e ambientazione ricorda molto The Pulse. La serie si incentra su Sally, una giornalista che si occupa di mutanti (o meglio ex-mutanti) alla luce degli eventi del M-Day. Ma si ritroverà ad indagare su un delitto che riguarda tutta la comunità mutante... Sceneggiatura stupenda ed appasionante, e un'interessante storia che guarda oltre le vite dei supereroi.
Forse questo è l'unico dei tre albi che non merita l'acquisto a scatola chiusa, ma che magari può essere recuperato se le due saghe si sviluperanno positivamente (anche se Generation M già così è impeccabile, peccato occupi solo metà albo)

Uno dei periodi più interessanti degli ultimi tempi per le differenti serie: Decimation ha davvero portato una ventata di qualità in serie che stavano ristagnando e solo di rado regalavano capitoli intriganti. Vi terrò aggiornati, perchè le tre testate mi stanno appassionando un sacco.

Inviato: mercoledì 04 ottobre 2006, 19:41
da warren
18 Gli X-Men di Alan Davis (X-Men 85-99, Uncanny X-Men 366-380

Silurati Kelly&Seagle si decide di affidare il destino delle due principali testate mutanti ad una vecchia volpe dei comics, lo scrittore/disegnatore Alan Davis già autore di un mai troppo lodato ciclo di Excalibur negli anni '80.
Già dall'inizio il compito di Davis sembra essere quello di liberarsi senza tanti complimenti di alcuni pesanti fardelli di continuity, giacchè nella saga "Magneto War elimina il povero Joseph, clone buono di Magneto e in una storia successiva fa ritornare buono con un rapido escamotage Mikail Rasputin, fratello di Colosso.
Gran parte della sua run è occupata poi dalla maxisaga "Le Ere di Apocalisse, nella quale l'autore mette la parola fine all'eterna saga dei dodici mutanti eletti che avrebbero dovuto governare il futuro, e non lo fa certo nel migliore dei modi.
La saga ci "regala" tra l'altro una delle poche morti di Wolverine, pronto ovviamente a tornare dopo poco tempo (il cadavere era di uno Skrull a lui sostituitosi) e il colpo di scena finale del sacrificio di Ciclope, che si fonde con Apocalisse per neutralizzarlo.

Non un ciclo da bocciare del tutto, ad esempio si ricorda con piacere la scorribanda degli X-Men sul pianeta Skrull, ma pesantemente inficiato per l'appunto da quest'aria di "pulizie" di primavera, giustificata tra l'altro dal ritorno in pompa magna di Claremont agli X-Men, dal quale tutti si aspettavano chissà cosa...

E che delusione......

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Chi saranno i [/b]dodici prescelti da Apocalisse?

Marvel: X-Men

Inviato: lunedì 23 ottobre 2006, 20:36
da warren
Questo mese è uscita un'interessantissima coproduzione italo-francese, interamente "sponsorizzata" dalla Paninicomics.

Due dei più famosi autori contemporanei francesi, Philippe Buchet e Jean-David Morvan si cimentano con un'avventura solitaria di Logan tra le favelas brasiliane.

Il formato è classico cartonato "graphic-novel" francese, ma il progetto è molto interessante e secondo me assai ben riuscito.

Un Logan strano, giovanile e parolacciaro e un'ambientazione molto particolare, con un finale agrodolce.

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Wolverine: Origin

Inviato: venerdì 24 aprile 2009, 22:02
da DeborohWalker
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Negli anni '70 nei fumetti degli X-Men viene introdotto Wolverine, personaggio ribelle che col tempo acquista sempre più fascino, grazie anche al suo passato avvolto nel mistero; nel corso di 30 anni di vita editoriale del personaggio, sono pochi gli eventi svelati della sua vita prima di entrare negli X-Men, ma nel 2000 (complice il successo del primo lungometraggio mutante) i vertici Marvel decidono di scoperchiare il vaso di Pandora, narrando come tutto è cominciato e come Wolverine è diventato il personaggio che i lettori hanno imparato ad amare.
Ed è un'operazione decisamente rischiosa, dato che svelando un passato del quale lo stesso protagonista è all'oscura, si corre il pericolo di realizzare qualcosa non all'altezza delle aspettative cresciute in tre decenni di curiosa attesa.
Per riuscire nell'impresa, Paul Jenkins scrive una storia che sorprende chiunque, partendo come una sorta di sceneggiato in costume, ambientato in un contesto diametralmente opposto da quello che chiunque si immaginerebbe aver dato i natali al mutante più temibile che ci sia. Tra l'altro la sceneggiatura e i disegni si divertono a prendere in giro il lettore, facendo di tutto per non fargli capire quale possa essere la vera identità di Wolverine; quando però viene svelato chi tra i soggetti presenti in scena sia il protagonista della storia l'attenzione scema lentamente... Tutto però mantiene il sapore di un racconto di altri tempi, grazie al linguaggio antico del diario di Rose e i meravigliosi disegni di Andy Kubert, impreziositi da una colorazione eccezionale che dà un sapore di inizio secolo a tutto il fumetto.
La graduale trasformazione (o "risveglio") di Logan viene descritta in maniera credibile e viene continuamente risvegliato l'interesse della vicenda; questo avviene anche perché si sta effettivamente leggendo una storia attesa da decenni, e visto che questa viene raccontata senza eccessivi sensazionalismi, la lettura risulta molto piacevole.
Una grande storia che riesce a raccontare più che bene un evento considerato tabù per 30 anni, resa speciale dai disegni e dalle atmosfere lontane dalla gran parte dei fumetti Marvel.

Supereroi Le Grandi Saghe vol.6 - Wolverine: Nemico Pubblico

Inviato: venerdì 08 maggio 2009, 00:32
da DeborohWalker
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Il quinto volume della nuova collana di allegati propone un Signor Tomo di 300 pagine, contenente l'intero ciclo di Wolverine scritto da Millar, recentemente raccolto in un Marvel 100% che però costava esattamente il doppio...

Nemico Pubblico
La Mano riesce a mettere le mani (uhuh) su Wolverine, condizionando la sua mente così da trasformarlo in una macchina assassina ai suoi ordini; l'artigliato mutante è così a loro disposizione, per eliminare tutti i supereroi presenti sulla piazza... Questo spunto fornisce all'autore la possibilità di far confrontare Logan con alcuni principali personaggi Marvel (Elektra, i Fantastici Quattro, Devil, gli X-Men...) in una saga che di sicuro non risparmia scene forti e un Wolverine davvero scatenato.
Scene d'azione e combattimenti ben strutturati, ambientazioni cupe, e disegni di un Romita Jr. più

Agente dello S.H.I.E.L.D.
Questo ciclo potrebbe considerarsi in realtà il "secondo tempo" del precedente, dato che ne è il diretto seguito, e sviluppa gli eventi in modo perfettamente continuativo: se in Nemico Pubblico Wolverine veniva "schiavizzato" dalla Mano, qui il mutante mette in pratica la sua vendetta, alleandosi con lo S.H.I.E.L.D. e con Elektra per sconfiggere l'organizzazione criminale. E le cose si fanno ancor più brutali si prima: se nel precedente ciclo Wolverine affrontava di volta in volta qualche suo vecchio compagno, ora si trova a dover combattere contemporaneamente contro orde di superereroi comandati dalla Mano, o ninja sovrannaturali... e se tutto questo non bastasse, ha pure una Sentinella ai suoi ordini.
Continuano a sorprendere i disegni di Romita Jr., forse valorizzati dalla colorazione, ma che si distaccano dai suoi precedenti lavori all'apparenza molto più spensierati.

Prigioniero Numero Zero
Ho già commentato questa storia nel primo post di questa pagina, ma ribadisco che anche a una seconda lettura mi è sembrata straordinaria.

Arma X

Inviato: martedì 19 maggio 2009, 19:39
da DeborohWalker
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Arma X è da molti considerata LA migliore storia in assoluto di Wolverine. Prima ancora di Origini, gli autori Marvel decisero di raccontare a ritroso le vicende di Logan, di cui fino ad allora non era stato raccontato nulla; questa storia costituiva quindi una sorta di "capitolo 1", ignorando che qualche anno dopo verrà raccontato un ulteriore prequel.
Vabbè, Arma X alla sua pubblicazione è è una storia evento, il primo mistero su Wolverine che venisse mai svelato dalla prima comparsa del personaggio: i suoi artigli gli sono stati impiantati durante un esperimento da scienziati che volevano trasformarla in un'arma del governo... Ma com'era prevedibile l'arma è diventata fin troppo potente e riesce a ribellarsi ai suoi carcerieri, al punto che spacca tutte le attrezzature e fugge nella foresta completamente ignudo, inutilmente attaccato da cecchini che tentano di fermarlo.
Questa la storia, nè più, nè meno. In effetti la vicenda non è particolarmente complessa, ma quello che sorprende è l'atmosfera che si respira, l'aria cruenta che si respira durante la tortura a Logan, che viene trasmessa al lettore in tutta la sua crudezza. I disegni sono ricchi di dettagli, macchie di sangue, peli, muscoli in evidenza, scheggie di vetro, ecc.; tanti particolari che riempono la tavola, fino a farla diventare in un certo senso "sporca", dandole quell'appeal da comic-book fine anni '80-inizio anni '90, come in fin dei conti Weapon X è, ma a me non piace.
Interessante come la miniserie dica solo che l'adamantio è stato inserito nello scheletro di Wolverine, ma non viene detto nulla di più sulla sua situazione precedente, lasciando così la strada aperta a Paul Jenkins di sfruttare gli artigli retrattili già nell'infanzia del giovane Logan.
Insomma, un pezzo di storia Marvel, impressionante per la sensazione di violenza che riesce a trasmettere (sicuramente nelle intenzioni dell'autore) ma che dal punto di vista narrativa, letta oggi non offre nulla di che al lettore.

Wolverine: Logan

Inviato: mercoledì 27 maggio 2009, 15:14
da DeborohWalker
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Wolverine torna in Giappone per affrontare un fantasma del suo passato, in un luogo che 60 anni prima ha fatto da sfondo a drammatici eventi che hanno cambiato la sua vita, qui ripresi per narrare al lettore una storia mai raccontata del mutante canadese: Logan continua il suo vagabondare alla ricerca di qualche brandello della sua memoria scomparsa, giungendo nella terra del Sol Levante. Qui incontrerà il tenente Warren, un soldato americano con un'ideologia fondamentalista, e la vedova giapponese Atsuko, che porterà in superficie la sensibilità di uomo di Logan, finora rimasta nascosta sotto la corazza da guerriero mutante. I due amanti saranno però separati da una tragedia che segnerà pesantemente Wolverine, ma la minaccia più pericolosa da affrontare lo attende dietro l'angolo...

Wolverine: Logan è un nuovo tassello del grande mosaico che un po' alla volta ci racconta la storia dell'artigliato mutante, successivo agli eventi di Origini e Arma X; l'impressione che si ha però è quella di sta leggendo una storia già conosciuta, dato che i combattimenti e l'avversario di Logan hanno similitudini con corrispettivi già visti, mentre Atsuko potrebbe tranquillamente essere una versione antecedente (cronologicamente) di Mariko. A rendere però meritevole la storia è il modo in cui viene raccontata: Brian Vaughan tratteggia un Wolverine più umano del solito aggirando l'ostacolo di andare out-of-character, non lasciando però il lettore a digiuno di scene d'azione particolarmente cruente. L'alternanza tra passato e presente è affascinante ma (forse volutamente) alla prima lettura rende tutto poco chiaro, per poter svelare gradualmente gli eventi avvenuti nel 1945 che chiariranno tutti i punti inizialmente oscuri.
A rendere ulteriormente affascinante il racconto è l'ambientazione giapponese, per nulla casuale ma con una precisa posizione geografica e temporale che fornirà elementi in grado di arricchire la storia, sorprendendo il lettore [spoiler](con l'esplosione della bomba atomica su Hiroshima)[/spoiler]. L'atmosfera viene tratteggiata alla perfezione dai disegni di Eduardo Risso, impreziositi dalla colorazione di Dean White che riesce a costruire una fotografia unica per gli ambienti e per i diversi momenti della giornata.
Azzeccata la scelta di orchestrare il racconto in soli tre episodi, anche se questo rende il numero di pagine un po' scarsino per giustificarne il prezzo, ma così consente alla storia di proseguire in modo fluido e omogeneo, evitando eventi o sottotrame inutili che avrebbero solamente allungato il brodo.

Supereroi Le Grandi Saghe vol.12: Gli Incredibili X-Men

Inviato: sabato 30 maggio 2009, 00:02
da DeborohWalker
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Un volume più che buono sugli X-Men, contenente una saga moderna di tutto rispetto (il "secondo capitolo" del ciclo di Joss Whedon iniziato con Talenti, la storia commentata nei primi post di questo topic) e una storia in due parti tra le più importanti e famose della storia editoriale dei mutanti.

Pericoloso
Tutti quanti citano Joss Whedon come un autore di telefilm poi passato al mondo dei fumetti; in realtà, come afferma l'editoriale del volume, lo scrittore andrebbe più correttamente considerato un autore nato per i fumetti, nonostante abbia cominciato la sua carriera con Buffy l'ammazzavampiri. Ma la lettura di questa storia conferma che il media in cui riesce a dimostrare veramente le sue abilità narrative è il fumetto.
I dialoghi brillanti, il modo in cui la storia procede in modo avvicente, gli elementi che vengono sapientemente mescolati, e le varie relazioni tra i personaggi fanno resuscitare le avventure mutanti che ormai da tempo erano stantie e confuse a causa di un cast fin troppo numeroso, qui trasformate in uno dei prodotti più freschi degli ultimi anni. Whedon sa gestire la narrazione seriale, e lo dimostra con le sottotrame che sviluppano spunti presentate in Talenti, e che potranno essere ulteriormente approfondite in futuro; la cosa migliore di questo ciclo però è il soggetto, nel quale viene sfruttato qualcosa che è sempre stato sotto gli occhi di Xavier & soci, ma che non è mai percepito come una vera minaccia. O meglio, lo è stato, ma non nel modo in cui lo è qui. Insomma, [spoiler]trasformare la Stanza del Pericolo in un vero e proprio villain la trovo una genialata[/spoiler].
Ai disegni c'è il sempre sublime Cassaday, un'assoluta gioia per gli occhi. Cioè, ha lo stile realistico più affascinante che si sia mai visto, non si può aggiungere altro.

Giorni di un futuro passato
Una ventina di anni fa appariva sulla serie regolare degli X-Men una storia in 2 parti che sarebbe entrata nella leggenda, al punto da ispirare il film Terminator, a sua volta diventato un cult. Tutto comincia in un 2013 apocalittico, un futuro nel quale il mondo è stato devastato da una guerra scaturita dall'assassinio di un senatore per mano di un mutante. Kitty Pryde riesce a viaggiare indietro nel tempo trasportando la sua anima all'interno della Kitty adolescente, appena accettata all'interno dello Xavier Institute; il fatto che sia una ragazzina ad annunciare l'olocausto mutante lascia qualche dubbio agli X-Men, ma poi la storia confluisce in uno scontro tra i mutanti delle due epoche, in un universo in cui sono soggiocati dalle Sentinelle e dalla Confraternita del defunto Magneto.
I disegni si apprezzano ancora anche se datati, la storia ha ritmi diversi da quelli attuali, ma leggendola si percepisce come sia ancora una gran bel fumetto. Peccato che non sia stata inserita all'inizio del volume, così da presentare le due storie in ordine cronologico, ma si è preferito mettere primo la storia-evento e questa come mero riempitivo.
Comunque di alta qualità.

Supereroi Grandi Saghe vol.39: X-Campus

Inviato: domenica 17 gennaio 2010, 04:19
da DeborohWalker
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Negli ultimi anni la Marvel ha pescato molti disegnatori nostrani incaricandoli di illustrare i loro personaggi più celebri; molto più raro che questo avvenga per gli scrittori, anche se in passato avevamo già visto versioni tutte italiane di Spider-man (Faraci/Cavazzano) e di Devil (Faraci/Villa). In questi casi però si era trattato di one-shot, mentre X-Campus è una miniserie; tra l'altro per assurdo è stata pubblicata prima in Inghilterra e in Francia (dove Artibani e la sua Red Whale sono famosi per Witch e Monster Allergy) ma giunge solo ora in Italia con almeno un paio di anni di ritardo.
Evidentemente la Panini Italia non doveva credere molto nel progetto (forse, nonostante i premi raccolti, l'incasso francese non è stato soddisfacente?) visto che per proporlo ha atteso una collana di allegati, invece di un volume 100% o un albo da proporre in occasione di qualche fiera con tutte le variant edition del caso, com'era avvenuto in passato.
In effetti la storia contenuta è una storia degli X-Men nella media, che si caratterizza come qualcosa di diverso per lo più grazie al tocco europeo delle tavole: il character design, piuttosto coerente nel corso dei vari episodi, riesce a ritagliarsi una propria originalità che si differenzia dagli stili che si sono visti in America. E' particolare come proseguendo la lettura i disegni comincino con un tratto più realistico per poi diventare più cartooneschi con i bordi inchiostrati sempre più spessi (sul finale mi hanno ricordato Stuart Immonen); chissà se è una coincidenza legata alla sequenza dei disegnatore, oppure se è una direzione stilistica che si è cercata di prendere volutamente...
Per quanto riguarda la storia è innegabilmente un fumetto per ragazzi, più precisamente per presentare i personaggi a lettori che non li hanno mai conosciuti. Altrimenti, la lettura potrebbe risultare ridondante: la prima metà del volume nel quale vengono gradualmente introdotti i personaggi riprendono fin troppe situazioni e scene già viste in precedenti incarnazioni fumettistiche o anche nei film. Soprattutto il fatto di addentrarci nella storia dal punto di vista di Rogue ricorda questi ultimi, ma anche le caratterizzazioni e l'introduzione di molti poteri si avvicinano ai capitoli cinematografici, forse la principale forma di documentazione dei due autori.
La ricontestualizzazione dell'universo mutante in un fumetto a metà tra le serie Ultimate e "Smallville" è un processo interessante, ma la sensazione è che si sia sfruttato lo stretto indispensabile per farne un'opera sufficiente, nulla di più. Molti personaggi risultano stereotipati e non hanno il mordente degli originali, uno su tutti Wolverine che viene ridotto ad essere il bulletto rissoso del campus. L'ambiente scolastico è promettente è dà qualche buono spunto, ma in certi momenti non è ben chiaro il funzionamento della struttura e come coesistano mutanti ed umani nell'istituto e con quali regole.
Dopo l'installazione del cast e dell'ambiente, da metà volume in poi gli autori possono lasciarsi andare a trame nuove, facendo affrontare ai personaggi un paio di minacce, tra un Magneto moderno e delle Sentinelle diventate androidi antropomorfi: le idee sono buone, ma lo svolgimento è privo di un vero mordente, rendendo l'albo una raccolta di storielline degli X-Men nella media, come magari se ne possono trovare pescando albi a caso tra quelli realizzati negli USA.
Però questo è tutto italiano.
Ma basta a farne un evento?

Re: Supereroi Grandi Saghe vol.39: X-Campus

Inviato: giovedì 25 marzo 2010, 09:54
da Francesco
C'è voluto un po' ma alla fine X-Campus dal 3 giugno parlerà americano :)

http://marvel.com/catalog/?id=15554

E come se non bastasse ecco anche la cover del #2 in uscita l'8 luglio 2010

http://marvel.com/catalog/?id=15783

Re: Supereroi Grandi Saghe vol.39: X-Campus

Inviato: sabato 02 giugno 2012, 21:24
da Bramo
DeborohWalker ha scritto:Immagine Immagine Immagine
Dopo mesi in cui vedevo il volume delle Grandi Saghe in fumetteria, sempre attratto da questo fumetto ma non decidendomi mai per l'acquisto, finalmente un mesetto fa lo compro e questa settimana l'ho letto.
Da completo ignorante degli X-Men, ho innanzitutto apprezzato il tono quasi da elseworld della miniserie (anche se Artibani stesso nell'introduzione specifica che la Marvel non fa rientrare l'opera in tale contesto), perchè mi ha consentito di godere della storia senza nessuna sorta di handicap di comprensione.
Ma quello che ho apprezzato soprattutto durante la lettura sta nello spirito della storia: lo stile dei disegni, l'ambientazione, il team di protagonisti e il tono dell'avventura mi ha ricordato quel mix di elementi ed ispirazioni che tra la metà degli anni '90 e i primi anni 2000 erano il corpo stesso, le fondamenta se vogliamo, di quei fumetti detti di "Nuova Generazione" che dopo il successo di PK progressivamente si smarcarono dal fumetto prettamente disneyano per esplorare nuove possibilità, partendo da Witch arrivando ad altre realtà come Monster Allergy, Wondercity o come prometteva di essere Speed Loop.
Se da una parte il gruppo di giovani ragazzi dotati di superpoteri che devono imparare a gestire è un humus particolarmente adatto per il tipo di avventure raccontate su tali testate, dall'altra l'ambientazione scolastica, le minacce di affrontare e il modo di procedere della trama, quasi "a livelli" completano quel quadro a cui mi riferivo, e che ovviamente guarda anche alle fonti di ispirazioni di quelle opere, che erano un certo tipo di manga/anime e i comics supereroistici.
Artibani fa quindi il giro, arrivando a scrivere con lo spirito del fumetto "euromanga" un fumetto di supereroi, che erano stati essi stessi spunto per quel tipo di storie. Il cerchio si chiude proprio per mano di uno degli autori più importanti per quel tipo di scrittura, qui coadiuvato da un altro ottimo sceneggiatore come Michele Medda, che mostra di cavarsela egregiamente.
I disegni, dicevo, contribuiscono a restituire un'atmosfera famigliare ai sollazzanti di questo forum: complimenti veri a Denis Medri, Roberto di Salvo, Alessandro Vitti, Gianluca Gugliotta e Marco Failla, che optano per uno stile adatto agli X-Men ma nello stesso tempo fedele a quella linea barbucciana/turconiana che viene dritta da quegli anni là.
Ho gradito moltissimo leggere un fumetto che riprendesse quelle atmosfere, specie perchè lo fa bene e perchè riesce a farlo direttamente in casa Marvel. E non è da tutti.
DeborohWalker ha scritto: Per quanto riguarda la storia è innegabilmente un fumetto per ragazzi, più precisamente per presentare i personaggi a lettori che non li hanno mai conosciuti.
Ecco, come dicevo questo mi ha sicuramente aiutato nella fruizione della storia.
DeborohWalker ha scritto:Soprattutto il fatto di addentrarci nella storia dal punto di vista di Rogue ricorda questi ultimi
Altra scelta vincente, a prescindere dai film: ho apprezzato molto questo punto di vista privilegiato, in una storia che resta comunque corale. Mi pare che l'equilibrio scelto sia quello giusto e forse solo un personaggio come questa ragazza avrebbe saputo garantirlo.
DeborohWalker ha scritto:La ricontestualizzazione dell'universo mutante in un fumetto a metà tra le serie Ultimate e "Smallville" è un processo interessante, ma la sensazione è che si sia sfruttato lo stretto indispensabile per farne un'opera sufficiente, nulla di più. Molti personaggi risultano stereotipati e non hanno il mordente degli originali, uno su tutti Wolverine che viene ridotto ad essere il bulletto rissoso del campus. L'ambiente scolastico è promettente è dà qualche buono spunto, ma in certi momenti non è ben chiaro il funzionamento della struttura e come coesistano mutanti ed umani nell'istituto e con quali regole.
Non sono del tutto d'accordo. Trovo che quello che questa storia non ha dato sia perchè non avesse intenzione di darlo. Il fumetto voleva essere il racconto di alcuni giovani smarriti, dotati di poteri che non capiscono, non sanno gestire e non vogliono. Giovani con problemi, che hanno la fortuna di trovare chi è disposto ad ascoltarli ed aiutarli. Ponendo l'accento su questo, e su un po' d'azione che ovviamente serve, non si poteva approfondire le psicologie di ciascun personaggio singolarmente, e trovo che quindi possa starci che per alcuni si sia optato per un trattamento più "blando", ma sempre rispettoso del personaggio, come nel caso di Logan.
L'ambiente scolastico, inoltre, IMHO non si limita a dare buoni spunti, ma è il motore e il cuore stesso dell'avventura, offrendo il setting ideale al racconto e all'evoluzione dei personaggi.