Valerio ha scritto:Vedo che qua è scoppiato un putiferio comunque, e a questo punto mi sento in dovere di portare il discorso su un piano più concreto, con buona pace di troll, poser, e altra fauna.
Per prima cosa premettiamo che a me di definire cosa sia Alta o bassa letteratura poco me ne cale. Come per tutti i medium, il momento in cui arriva il sommo critico a coglier fior da fiore, spiegando cosa vada bene per la massa e cosa per i palatini fini, sfoggiando la sua erre moscia, è un po' il salto dello squalo della critica serena.
Ahhhhh... Breda tienimi, questa è la volta che scazzo sul serio.
Un poser? Davvero? Cioé "una persona che non appartiene ad un certo movimento ma perlopiù finge di farne parte, per esempio vestendosi secondo i canoni dati da quel movimento senza conoscerlo realmente, in genere allo scopo di ottenere accettazione sociale"? Davvero è così che mi vedi? E dire che spreco le mie giornate a cercare d'andare oltre il semplice ruolo di spettatore/lettore/videogiocatore.
Non è permesso aver seguito un percorso che mi ha portato a trovare libri e scrittori che IO trovo MIGLIORI, della Rowling?
Non è possibile avere un proprio tipo di scala di valore per il quale esistono opere letterarie che hanno dato più di altre?
Pare di no, ma è quello che fai tu con l'animazione.
Vediamo cosa ti ha fatto partire lo spirito dell'etichettista:
Li cominciassi oggi probabilmente non andrei oltre il primo
Semplicemente non li ritengo ALTA letteratura, così come la Rowling è, per me, più vicina ad un Nolan che non ad un Bava
C'è lo spirito del poser in queste frasi? Forse si, ma nel mezzo delle due c'è questo:
Va detto che la saga del maghetto ha comunque trovato posto nel mio percorso di maturazione come lettore, quindi, anche se li ho estremamente ridimensionati (ma l'ho fatto anche con Tolkien) non nego né l'apprezzamento di allora né mi sento di doverli smontare per forza
Che cosa dico qui? Né più, né meno che il mio lato di lettore è cresciuto GRAZIE a loro. Ero pazzo delle storie, amavo i personaggi, impazzivo per l'idea del mondo fantasy a noi nascosto. Successivamente, avendo letto quello che posso considerare MIGLIORE, anche al di là del genere, li ho inevitabilmente ridimensionati. Significa che li odio?
non nego né l'apprezzamento di allora né mi sento di doverli smontare per forza
Perché dico "per forza"? Perché smontarli per forza sarebbe davvero da poser e da critico da salottino con la evve moscia. L'ho fatto? No.
Se poi posso dire
Li cominciassi oggi probabilmente non andrei oltre il primo
è proprio perché li HO letti. Io sono il lettore che ha già avuto l'esperienza di quel tipo di letteratura, coi suoi guizzi ed i suoi difetti, ma, allo stesso tempo, non essendo più il lettore di allora ed essendo andato avanti, so che la carta stampata può offrirmi di meglio.
Ritrovandomi di fronte a questa stessa tipologia noterei più facilmente i difetti, e PROBABILMENTE (affermazione che non pone certezze) mi fermerei quando la lettura cominciasse a farsi stancante. Non avrei più la curiosità o l'interesse dell'ignoranza. E bada, non direi "fanno schifo", ma "non m'interessa continuare".
Daria ha scritto:Dai, magari no, ma hanno la loro dignità. Poi non so cosa tu intenda per "alta letteratura" però credo sia sempre difficile giudicare qualcosa di così contemporaneo, specialmente in questo momento storico.
L'espressione "ALTA" può benissimo essere vista come un'uscita infelice, e non trovo troppo strano che sia la cosa più quotata del mio intervento. In realtà era solo un modo come un altro per definire una sorta d'insieme di opere che, a mia modestissima opinione, sono quelle che più mi sento di considerare come una lettura necessaria suddivisa nei vari generi. Posso fare un passo indietro, visto il polverone che ha alzato, ma anche riformulandola non cambia la mia opinione.
Daria ha scritto:Va beh io non so dare giudizi obiettivi, lo dico sempre che commento le cose con la pancia (la mia grande pancia :3) e poi non sono una lettrice di fantasy (non ancora almeno

), ma di romanzi sì (romanzi di ogni genere, le classificazioni a volte sono strette) e trovo che HP sia un'opera degna di essere letta e consigliata.
E su questo sono d'accordissimo. Non nel dirti che hai una grande pancia, ma circa il fatto che l'opera di HP sia un buon consiglio di lettura. E' intrattenimento, con scorrevolezza e personaggi piacevoli, nonché con buone trovate ed un notevole insieme di generi. Questo basta per farlo leggere a chiunque abbia voglia di leggersi un bel libro, perfetto per il lettore medio, o chi non ha pretese dalla lettura.
Il problema, secondo me, arriva col lettore vissuto, quello che ha letto tanto spaziando molti generi. Se un tipo del genere mi dice che il libro non ha fatto breccia, so che è perché le idee che l'opera propone sono per lui già vecchie e forse esposte peggio che in altri libri che ha già letto. Allo stesso modo, però, non avrei da stupirmi se dicesse che, nonostante alcuni difetti, sono bei libri. Guarda caso, il secondo esempio sono me
Daria ha scritto:che la Rowling scriva bene e abbia molte qualità è indubbio (il seggio vacante che a essere sincera ho letto solo perché era suo, alla fine mi è piaciuto molto).
Anche qui, dove avrei detto il contrario? Anzi, ripeto per chi non m'ha parlato faccia a faccia (località presso la quale sono molto più loquace), dopo aver letto
Il Seggio Vacante ho dichiarato che la Rowling poteva benissimo "lasciarsi alle spalle i maghetti con gli occhiali, perché in questo genere si trova molto più a suo agio". Dopo aver letto il libro mi sono reso conto dove volesse andare a parare con tutti i tradimenti, le rivelazioni ad ogni finale e le implicazioni politiche del ministero, e non ho potuto che rendermi conto quanto sia molto più nelle sue corde. Non ho ancora letto
Il Richiamo del Cuculo, ma essendo un'opera ancora più addentro al genere giallo, non posso che esservi bendisposto. Se continuerà con questo tipo di romanzi io sarò un lettore accertato.
Ora spieghiamo gli esempi, tanto per riaffermare che certi termini non mi si confanno.
la Rowling è, per me, più vicina ad un Nolan che non ad un Bava
Non ho tirato fuori dei nomi a casaccio, ma ho scelto (nel mondo cinefilo dove mi trovo più a mio agio che in quello letterario) quelli che meglio potevano fungere da metafora per chiarire il mio pensiero.
Anzitutto, al di là del mio poco amore per Nolan, mi pare accertato che io lo consideri tecnicamente ineccepibile, e lo stesso penso dell'autrice di HP: Nolan sa girare, e allo stesso modo Rowling sa scrivere, su questo non c'è nulla da ridire. In secondo luogo, lo trovo congeniale a J.K. per la crescita stilistica evolutasi durante la sua produzione: entrambi sono caratterizzati da guizzi d'inventiva e genialità che però vengono smontati da autoflagellanti scelte stilistiche che proprio non riesco a digerire.
Nolan ha avuto un grande guizzo creativo con il film
Memento, poi la stasi più impressionante, ed il resto delle sue idee sono poco riuscite, se non assolutamente difettose. Ancora non riesco a credere che il film successivo fosse quell'orrore di
Insomnia.
La Rowling ha avuto l'idea interessantissima d'un universo fantasy a noi nascosto, non semplicemente folkloristico, ma urbanizzato, con mostruosità come le scuole, le scartoffie da riempire , l'incubo degli esami, e tante altre cose alle quali, solitamente, cerchiamo di sfuggire buttandoci proprio nel fantasy. Oltre a questo c'è la crescita dello stile del racconto con il personaggio e la controparte giallista, come dice Valerio, che non mancò di stupirmi in più di un'occasione. Anche la riflessione su "l'accettazione della morte", di cui parla Valerio è una visone interessante e sulla quale non avevo effettivamente riflettuto. Poi però ci sono i cliché narrativi e quelli legati all'evoluzione dei personaggi, la ripetitività di più d'una scena, lo stile ciclico di almeno sei romanzi, la gestione non proprio grandiosa delle varie storie d'amore (a parte Silente

) e fin troppi momenti in cui le scelte narrative mi sono sembrate più contentini al fandom che non ponderate decisioni dell'autrice stessa.
Ripeto, non ritengo siano scritti male, ma sono difetti che non mi permettono di elevare l'opera a qualcosa d'imprescindibile per il genere di cui fa parte. Ecco il perché di
più vicina ad un Nolan che non ad un Bava
e di
Ciò non avverrebbe con Pratchett che ho iniziato quasi nel medesimo periodo (15 anni) e che ho imparato ad amare anche di più crescendo
Perché Bava e Pratchett? Perché, secondo me, se hai intenzione di capire il cinema Bava è come Wells o Hitchcock, cioé assolutamente imprescindibile. Allo stesso modo, Pratchett, per la sua capacità di scrivere romanzi di genere che vanno oltre l'incatenamento del genere stesso per uso della parola, stile e temi trattati, lo considero un erede di grandi quali Stevenson o Tolstoj, celebri per aver fatto lo stesso.
La saga di
Harry Potter è tutt'altro che brutta, solo non riesco davvero a porla al livello di capolavoro, né posso considerarla un'opera che non si può non aver letto se si è grandi appassionati di letteratura.
Direi che il mio pensiero è lo stesso di brigo:
brigo ha scritto:Tirando le somme, una saga piacevole, ma non necessaria.
Al massimo posso mutare il "piacevole" in "bella", ma rimango della mia opinione.
E comunque, Vale, un'ultimo momento di sfogo: se per te darmi del poser e del critico da salottino perché non sono pazzo di un'opera che ami, mentre tu spari merda sulla Warner per elevare la Disney dicendo che i corti della prima venivano fatti "con scazzo" ed i secondi "con impegno", senza averli manco mai visti è un esempio di sana oggettività, buon pro ti faccia...