[Gualdoni, Turconi & Tenderini] Wondercity

Da Lupo Alberto ad Asterix passando per Rat-Man e i Puffi con tappa nell'euromanga di derivazione barbucciana, nato in Italia e trapiantato in Francia.
  • Pure io ho la mia copia autografata, ne volevo una normale ma ho visitato una decina di edicole senza successo... a questo punto è improbabile che il secondo lo troverò, dovrò prenderlo in fumetteria o ordinarlo sul sito della Fribucchi.
  • A suo tempo, per ovvi motivi, non ci feci molto caso ma mi sovviene ororache non ho ancora visto una copia di Wondercity #1 neanche nelle edicole della mia città.
    Ma la vendita in edicola non era stata uno degli elementi sui quali più si voleva puntare?
  • Sì, infatti in edicola si trova. Chiaramente non ha una distribuziona capillare come può averla un PK o anche solo un Monster Allergy (be', di quest'ultimo in realtà sono riuscito a perdermi dei numeri ultimamente per cui deve aver abbassato la tiratura).

    Diciamo che essere nel nord e nelle grandi città aiuta... per cui se mi dici Padova dovrebbe trovarsi!

    (Il numero 2 mi pare che in edicola non sia ancora uscito pero', solo in fumetteria... e comunque doveva arrivare settimana scorsa anche Padova, non è in una bolla spazio-temporale isolata dal resto del mondo :) )
  • Qui a Roma, per quanto riguarda il primo numero (anche io lo ho ricevuto "dalle Gualdoniche mani") è uscito prima in fumetteria e poi in alcune edicole.

    Per quanto riguarda il secondo, dal 24 era disponibile nella catena di fumetterie "StarShop" (lo ho preso a quella di via degli Scipiomi) ma era assente in altre (la frequentatissima "Casa del Fumetto", ad esempio). Oggi non so com'è la situazione nelle fumetterie, ma nelle edicole non c'è (almeno nelle quattro qui intorno).

    Comunque questo, più che un problema dell'editore, mi pare un problema di distribuzione, anche perché, che io sappia, in alcune città (Milano, ad esempio) è uscito già prima del 15.
    Lorenzo Breda
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    If you couldn't find any weirdness, maybe we'll just have to make some!
    Hobbes, Calvin&Hobbes

    [No bit was mistreated or killed to send this message]
  • Wondercity sembra vivere di vita propria. E' lo stesso feeling che danno alcune celebri saghe che hanno alla base una storia e un mondo descritti così precisamente da farle sembrare indipendenti dalla lettura, come se la lettura/visione non gettasse che una piccola finestra su un mondo ben più vasto e dal potenziale maggiore, un mondo che non torna certo a dormire una volta finito l'albo, ma che continua bellamente dietro le quinte. Che questo feeling sia dato dalle intelligenti rubriche, che coi loro documenti, schede, ritagli di giornale contribuiscono a proiettare il lettore in un mondo credibile, o che la cosa dipenda da certi particolari nascosti (anche solo grafici come il quadro mancante) che saltano all'occhio solo dopo una seconda lettura, poco importa. Il risultato è positivo e stuzzica sufficentemente la curiosità del lettore che qui si può arrovellare diventando così parte attiva.
    Un esempio di questo si può individuare in Un'Ombra sul Collegio (Gualdoni/Barbaro) che comincia proprio evidenziando il problema dei talenti, la cui derivazione sembra essere un mistero. Nel primo numero la cosa non veniva affatto problematizzata se non con qualche indizio disseminato nei dialoghi dei genitori di Roary e dell'individuo misterioso, facendo in questo modo credere al lettore disattento che i poteri dei ragazzi venissero dati per scontati, e stuzzicando invece la curiosità e l'ingegno di tutti gli altri. Come scritto nell'editoriale by Materia & Sprea, il secondo numero è un momento delicatissimo nell'esistenza di un periodico, perchè conferma o smentisce quanto mostrato nel primo albo ed è quindi il primo numero "normale". Devo dire che Un'Ombra sul Collegio mantiene le promesse del primo numero sviluppando quanto già si è visto (anche se l'individuo misterioso ancora non riappare) e introducendo il consiglio d'amministrazione di Wondercity e il consigliere Murdock, caricatura dello stesso Gualdoni.
    Due cose invece non mi hanno molto convinto: sebbene la sequenza a bordo del dirigibile sia godibilissima, ho notato una certa accellerazione nella sceneggiatura della parte finale, assai frenetica, che va a scapito della chiarezza delle scene d'azione, uno dei punti di forza de Il Talento di Roary. Probabilmente la sequenza esigeva un maggior numero di tavole, ed è stata quindi "compressa" con tutte le conseguenze del caso. La seconda cosa poco convncente è il comportamento di Vom Rath, che mi è sembrato il solito cattivo inetto e isterico, una caratterizzazione alquanto stereotipata.
    Come nel Talento di Roary anche qui c'è un collegamento con l'episodio successivo, confermato dai trafiletti nella pagina dei ritagli di giornale, che lascia intuire come questi primi numeri abbiano una continuity "concatenata".
    Ottima prova anche per Graziano Barbaro, che pur non rinnegando il suo stile, riesce a inserirsi nella linea stilistica inaugurata da Turconi, restituendoci lo stesso feeling del primo numero (e buona parte di merito ce l'hanno anche i colori di Tenderini e della Denti).
    Jhona e la Balena (Gualdoni/Turconi), presenta i membri della seconda squadra in una storiella simpatica e affascinante che però paga il prezzo della sua brevità con alcuni stacchi troppo bruschi tra una scena e l'altra. Stereotipata anche qui la figura dello scienziato pazzo, ma è assai più giustificable come cosa, dal momento che la sua "scienziatopazzità" è intesa come trovata umoristica.
    Per quanto riguarda citazioni e riferimenti, notavo una certa somiglianza tra il conte Silberner e il Lord Cedric di Witch. Trovate di Miyazakiana memoria sono poi il Dirigibile Argon, in cui si svolge gran parte dela storia e "l'Isola nel Cielo" in cui abita il professor Jhona Marvin.
    Ottima anche la copertina, con un impostazione molto originale.

    Next: Il Fuoco del Drago. Notare come nella preview siano contenute informazioni sempre interessanti, che danno indizi sullo svolgimento della prossima storia, contribuendo a mettere sulla pista giusta il lettore.
  • Mi scoccia riesumare vecchie discussioni ma ancora non sono riuscita a mettere le mani sul 2.

    Opinione stringata: bella grafica, ottimi colori (heh, copierò ad ampie mani), vicenda... non mi sbilancio, per il momento mi ha dato l'impressione di non osare molto, riprendendo delle situazioni anche un po' troppo classiche, ma così sono le introduzioni (anche Gea sembrava un fumetto normale nel primo numero...). Appena quella disgraziata di mia sorella compra il 2 (ehi, a me tocca RatMan, a lei WC) mi aggiorno.
  • Kali ha scritto:Mi scoccia riesumare vecchie discussioni
    A me no, se noti ho strutturato il forum in discussioni generali, in modo che tutti i thread siano eterni e multiuso :)
  • Leggendo la recensione di Grrodon (completa e molto argomentata), noto con piacere che ha toccato alcuni degli aspetti che volevo approfondire.
    Parto allora da questa discussione per dire la mia.
    Grrodon ha scritto:Wondercity sembra vivere di vita propria. E' lo stesso feeling che danno alcune celebri saghe che hanno alla base una storia e un mondo descritti così precisamente da farle sembrare indipendenti dalla lettura, come se la lettura/visione non gettasse che una piccola finestra su un mondo ben più vasto e dal potenziale maggiore, un mondo che non torna certo a dormire una volta finito l'albo, ma che continua bellamente dietro le quinte.

    Quoto completamente. E aggiungo che questo mi ricorda Pkna, dove almeno nella prima parte della serie si respirava sicuramente un atmosfera che andava aldilà delle singole storie.
    Grrodon ha scritto: Che questo feeling sia dato dalle intelligenti rubriche, che coi loro documenti, schede, ritagli di giornale contribuiscono a proiettare il lettore in un mondo credibile,
    A questo proposito vorrei soffermarmi sulle rubriche. Iniziando dalla prima pagina, con il colophon, il sommario e l'editoriale; dal punto di vista grafico si adattano perfettamente al fumetto. Ma è sull'editoriale che mi vorrei soffermare: molto bello che venga fatta una presentazione degli autori che man mano si succedono; sopratutto, l'editoriale risulta "simpatico", e da questo si capisce quanto piaccia questo progetto e quanto si creda in esso (non solo gli autori, ma anche l'editore e tutti i collaboratori).
    Poi le rubriche dopo la storia: plauso anche per queste. Oltre alle schede che ci presentano meglio i personaggi, impariamo a conoscere meglio il mondo di Wondercity; un mondo che vediamo molto complesso e che non può che farci ben sperare per il futuro.
    Infine gli articoli dei giornali: non so se sia voluto, o solo una coincidenza mma a me ricordano MM. Articoli che introducono sia la storia breve che la storia lunga del prossimo numero.
    Grrodon ha scritto:Come scritto nell'editoriale by Materia & Sprea, il secondo numero è un momento delicatissimo nell'esistenza di un periodico, perchè conferma o smentisce quanto mostrato nel primo albo ed è quindi il primo numero "normale". Devo dire che Un'Ombra sul Collegio mantiene le promesse del primo numero
    E aggiungo che ne introduce di nuove.
    Grrodon ha scritto:Due cose invece non mi hanno molto convinto: sebbene la sequenza a bordo del dirigibile sia godibilissima, ho notato una certa accellerazione nella sceneggiatura della parte finale, assai frenetica, che va a scapito della chiarezza delle scene d'azione, uno dei punti di forza de Il Talento di Roary. Probabilmente la sequenza esigeva un maggior numero di tavole, ed è stata quindi "compressa" con tutte le conseguenze del caso. La seconda cosa poco convncente è il comportamento di Vom Rath, che mi è sembrato il solito cattivo inetto e isterico, una caratterizzazione alquanto stereotipata.
    Gualdoni è bravo a destreggiarsi con il numero di tavole a disposizione, ma in una storia come questa inevitabilmente si è arrivati all'accellerata finale. Credo comunque che Guladoni sia riuscito a fare il meglio possibile con le tavole a disposizione.
    Su Vom Rath, effetivamente risulta una figura stereotipata, ma in effetti l'abbiamo visto pochissimo e potremmo anche sbagliarci. :)
    Aggiungo una cosa su Erik: non mi aspettavo la bastardata nei confronti di Silberner (che sia morto o meno lo si scoprirà in futuro). Insomma, Erik alla fine non si è alleato con lui non solo per salvare gli amici ma anche perché non lo riteneva alla sua altezza (e anzi nessuno è alla sua altezza). Molto interessante, anche in virtù dei rapporti non certo idilliaci con il padre.
    Grrodon ha scritto: Ottima prova anche per Graziano Barbaro, che pur non rinnegando il suo stile, riesce a inserirsi nella linea stilistica inaugurata da Turconi, restituendoci lo stesso feeling del primo numero (e buona parte di merito ce l'hanno anche i colori di Tenderini e della Denti).
    Barbaro su Pkna-Pk2-Pk non mi piaceva particolarmente anche se ho apprezzato alcune storie. Non conoscevo il Barbaro witchico.
    Mi ha piacevolmente sorpreso in Wondercity, non mi aspettavo dei disegni così belli, che come dice Grrodon sono nello stile di Turconi pur senza rinnegare il suo.
    Grrodon ha scritto:Jhona e la Balena (Gualdoni/Turconi), presenta i membri della seconda squadra in una storiella simpatica e affascinante che però paga il prezzo della sua brevità con alcuni stacchi troppo bruschi tra una scena e l'altra. Stereotipata anche qui la figura dello scienziato pazzo, ma è assai più giustificable come cosa, dal momento che la sua "scienziatopazzità" è intesa come trovata umoristica.
    Imho un piccolo capolavoro anche questa storia breve (come la precedente). Simpatici i protagonisit della seconda classe, che non riescono ancora a controllare i loro poteri già forti. Sullo scienziato pazzo, si figura stereotipata ma in fondo giustificabile dal fatto che ha vissuto per molti anni in solitudine in mezzo a un uragano.
    Grrodon ha scritto:Next: Il Fuoco del Drago. Notare come nella preview siano contenute informazioni sempre interessanti, che danno indizi sullo svolgimento della prossima storia, contribuendo a mettere sulla pista giusta il lettore.
    Non posso che quotare. E' vero che delle buone rubriche non sono essenziali per un fumetto, però aiutano a rendere più bello e completo il "prodotto"
    E quelle di Wondercity sono molto, molto buone.
  • Tyrrel ha scritto:E aggiungo che questo mi ricorda Pkna, dove almeno nella prima parte della serie si respirava sicuramente un atmosfera che andava aldilà delle singole storie.
    Uhm, non concordo 100%. IMHO la grande differenza tra le due serie è che Wondercity, come ripetono spesso gli autori, è un'opera preordinata, un mondo con delle regole già scritte e ben precise e che quindi già dai primi numeri trasuda struttura. PKNA no, la principale novità per quei tempi era il suo essere una storia Disney con continuity, cosa parecchio rara, e quindi si accontentava di avere una trama generale molto abbozzata, quasi un canovaccio che avrebbe visto in seguito numerosi errori e improvvisazioni.

    Ah ti ho sistemato il messaggio qua sopra che era un po' disastrato dai quote che si ripetevano.
  • Grrodon, io non so come fai. Quando recensisci, ci metti tutto quello che penso io, con un'esposizione di cui non sarei mai in grado (e già questo è moltissimo)... e ci metti molto altro, di assolutamente fondato e sconcertante... tanto di cappello! (Ma fai il critico su qualche giornale?)
    A presto,
    Michele
  • Quackmore ha scritto:Grrodon, io non so come fai. Quando recensisci, ci metti tutto quello che penso io
    Sì dai ammettiamolo. Io sono un tuo fake.
    (Ma fai il critico su qualche giornale?)
    No. Ma se vuoi raccomandarmi a qualcuno...

    Ad ogni modo, ti ringratto per i complimenti. E' tanto che non mi si pompa un po' l'ego :P
    Cmq guarda, ci vuole nulla. Cioè da quanto ho aperto 'sta baracca mi sono messo a recensire TUTTO, quindi è ovvio che ci ho un po' preso la mano. Ma è roba di cui potrebbe essere capace chiunque, ci vuole solo un po' di sbattimento...
  • Tyrrel ha scritto:Ma è sull'editoriale che mi vorrei soffermare: molto bello che venga fatta una presentazione degli autori che man mano si succedono; sopratutto, l'editoriale risulta "simpatico"
    Wow, grazie 8)
  • Grrodon ha scritto:
    Tyrrel ha scritto:E aggiungo che questo mi ricorda Pkna, dove almeno nella prima parte della serie si respirava sicuramente un atmosfera che andava aldilà delle singole storie.
    Uhm, non concordo 100%. IMHO la grande differenza tra le due serie è che Wondercity, come ripetono spesso gli autori, è un'opera preordinata, un mondo con delle regole già scritte e ben precise e che quindi già dai primi numeri trasuda struttura. PKNA no, la principale novità per quei tempi era il suo essere una storia Disney con continuity, cosa parecchio rara, e quindi si accontentava di avere una trama generale molto abbozzata, quasi un canovaccio che avrebbe visto in seguito numerosi errori e improvvisazioni.
    Assolutamente vero quanto hai scritto. In Wondercity questo senso di opera preordinata si sente eccome, e si capisce che anche il più piccolo particolare non è mai messo lì per caso.
    In Pkna c'era una specie di canovaccio da seguire, che in verita per i primi tempi è andato più che bene se pensiamo a come certe storie di autori diversi si sono ben collegate fra loro. Poi a un certo punto, quando il numero di persone che hanno "messo mano" alla serie è aumentato, insieme alle varie trame e sottotrame, sono comparse le incongruenze e i paradossi.
    Ma nonostante queste fondamentali differenze, in comune tra Wondercity e alcune storie di Pkna io ci vedo delle trame e delle sceneggiature non banali, elaborate, studiate in maniera dettagliata; questi elementi creano atmosfere di ampio respiro, che possono essere terreno fertile anche per delle fan fiction.
    Grrodon ha scritto:Ah ti ho sistemato il messaggio qua sopra che era un po' disastrato dai quote che si ripetevano.
    Avevo scritto il post in fretta e non mi ero accorto del layout... Grazie! :)


    Sprea ha scritto:
    Tyrrel ha scritto:Ma è sull'editoriale che mi vorrei soffermare: molto bello che venga fatta una presentazione degli autori che man mano si succedono; sopratutto, l'editoriale risulta "simpatico"
    Wow, grazie 8)
    Grazie a te e ad Andrea Materia! Un editoriale che mi è piaciuto davvero tanto, dal quale si capisce quanto ci teniate alla serie e quanto vi piaccia.
    Continuate cosi! 8)
  • Già, notavo negli editoriali free books un certo approccio filologico e da appassionati, che valorizza intelligentemente il materiale trattato. Se poi ci lavora gente come Spreafico, tutto si spiega.
  • Due domande per Sprea, che ho già posto a Gualdoni tempo fa su Sbonk ma che non hanno avuto risposta (non perché non abbia voluto darmele, ma perché non è "tornato" da quando ho scritto il mio post):
    comparirà la rubrica della posta?
    In cosa consiste l'aiuto e il sostegno dato da Marco Schiavone, Davide Barzi, Andrea Rivi e Tito Faraci?
  • Alla domanda della posta posso mezzo rispondere io: so che un po' di tempo fa era prevista, ma nel numero due non c'è stata...
  • Anch'io ero al corrente che doveva comparire dal #2, ma visto che non c'era mi chiedevo se avessero cambiato idea o se si è avuto qualche contrattempo.
  • L'aiuto non ne ho idea in cosa consista... di certo lo sa Gualdoni (ovvio 8) )

    Per la posta... sì, era prevista per il due, tant'è che l'ho pure supervisionata, e poi è stata eliminata "oltre" la mia supervisione, quindi non conosco i motivi.

    A occhio direi che, molto semplicemente, non c'era più spazio!
  • Grazie Sprea! Spero la posta possa comparire nei prossimi numeri, sarebbe bello un filo diretto tra lettori e redattori e autori, non solo nel web.
    Per la domanda sui ringraziamenti aspettiamo la risposta di Gualdoni. A proposito, Grrò hai già provveduto a invitarlo nel Sollazzo?
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