Stagione 3
Finora, la stagione migliore della serie. La terza stagione stacca di netto le prime due che già erano eccellenti, ma qua si volta veramente in alto. Quello che succede in queste 13 puntate fa quasi dimenticare la tristezza per l'abbandono di Rose (quasi, eh) e conferma ancor più che nella season 2 che Tennant è davvero un Dottore pressochè perfetto, ebbene sì migliore anche di Eccleston.
Gli episodi sono preceduti, as usual, dallo speciale:
La Sposa Perfetta è ben scritto, simpatico, ma niente di particolare: per di più, inizialmente la compagna del Dottore non mi convince molto... fortunatamente dopo la prima mezz'ora l'intesa tra i due attori diventa così spumeggiante che riconosco in Donna Noble l'adeguatezza nell'interpretare, anche se solo in occasione dello speciale, la compagna del Dottore.
Già, perchè durante la serie regolare Tennant sarà affiancato dall'affascinate Martha Jones, una giovane ragazza di colore che quanto ad entusiasmo e capacità non ha nulla da invidiare all'esuberante Rose. Il nuovo team è decisamente affiatato, e vivrà avventure che mi hanno fatto letteralmente impazzire.
Se nelle precedenti stagioni c'erano sempre alcune cose che mi stonavano, alcuni episodi che non erano ottimali, qua c'è ben poco che non mi abbia soddisfatto: giusto
Impatto Solare (più appropriatamente
42, in originale) non mi ha catturato del tutto, per quanto ci sia molto di buono anche lì.
Per il resto abbiamo una sequenza di episodi da mascella spalancata, che esplodono in una sarabanda di goduria nella seconda parte di stagione: se nella prima metà abbiamo infatti il meraviglioso
Codice Shakespeariano (lol la doppia citazione a Harry Potter!), l'ottimo e intrigante
L'Ingorgo (con La Faccia di Boe!) e il doppio
L'Evoluzione dei Dalek che, per quanto non eccellente, rimane sicuramente un bel vedere anche per gli accenni alla crisi economica del '29 in America, che in più occasioni durante l'episodio mi ha ricordato quella che stiamo vivendo noi... be', per quanto belli semplicemente non possono competere con gli ultimi 3 story-arc.
Natura Umana è un doppio episodio decisamente peculiare: per quasi tutta la storia, il Dottore agisce non sapendo di essere il Dottore, e questo dà modo di vedere la bravura di Tennant nell'interpretare la sua parte, e dall'altro ci offre una riflessione non da poco sulla natura del Dottore e su quella della sua parte umana, e per osmosi sulla natura degli esseri umani in generale. E' un episodio che, vuoi anche per l'ambientazione pre-prima guerra mondiale, sa essere molto profondo e filosofico, fino a condurmi alle lacrime verso la fine, dove si consuma una drammatica e vitale decisione.
Ma, d'altro canto, se di capolavori di sceneggiatura si parla non si può evitare di pensare al moffattiano
Blink, che è veramente scritto divinamente, una macchina perfetta in cui il tema del paradosso temporale viene gestito in maniera intelligente e stuzzicante, in un gioco di specchi deformanti che si svela a poco a poco; il tutto, esaltato dall'ottima protagonista femminile e dai cattivi dell'episodio, una delle cose più inquietanti viste sinora nella serie.
E quando, dopo
Blink, pensi che difficilmente vedrai di meglio la stagione si chiude con una storia da 3 episodi, anche se a onor del vero la prima parte è più un prologo alla meraviglia che ci aspetta. Intanto torna il capitano Jack, e non è cosa da poco; ma la cosa notevole è il nemico che stavolta il Dottore deve affrontare, così potente e letale da riuscire nel suo devastante piano di distruzione della Terra. Un episodio agghiacciante, molto forte, che comunica sensazioni forti e che coinvolge in modo profondo lo spettatore. Anche grazie al villain di cui accennavo, il Maestro, che anche grazie all'ottima interpretazione di John Simm (
Life on Mars) definirei il Moriarty del Dottore (l'interpretazione folle e sopra le righe infatti mi ha ricordato da una parte il Joker, e dall'altra proprio il Mortiarty di
Sherlock).
Insomma, molta molta qualità in questa stagione. E se la fine può essere un po' triste, ci si rallegra con il
Children in Need, 8 minuti di follia creativa a firma di Moffat, che qui fa il nerdone che si diverte a far incontrare Tennant con l'attore che intepretò il quinto Dottore nella serie classica! La cosa si gioca tutta in bilico tra un'avventura normale del Dottore e una storia metanarrativa che omaggia il passato, con Tennant che riesce a risultare sempre nella parte che sta recitando pur affermando con tranquillità cose come "mi sono sempre ispirato a te nei modi" o sbeffeggiando cose che se funzionavano all'epoca sono impensabili oggi. Una bella cosettina, che ci porta violentemente (è il caso di dirlo) al nuovo speciale di Natale.