Re: IMS2010 - I Migliori del Sollazzo - LE BRUTTURE DELLA VI
Inviato: giovedì 03 marzo 2011, 21:02
Sì lol, l'ho linkata nel topic delle riproposte.
www.ilsollazzo.com
https://forum.ilsollazzo.com/
Votate Cannarsi.Gualtiero Cannarsi ha scritto:Maximilian ha scritto:Perché "l'italiano" che usi in Pom Poko è scorretto?
Perché hai preferito marcare la funzione ideativa (ovvero, sempre secondo Halliday, l'espressione del tuo (? <- dubitativa, vedi ipotesi 1 in seguito) personale mondo interiore rispetto alla "semplice" espressione del testo).
No, per le ragioni che citi, e che come vedo si stanno discutendo, potrai legittimamente dire che l'italiano usato in quei dialoghi è inopportuno, fallace, fallimentare, ridicolo, quel che vuoi.
Ma NON scorretto.
oppureGualtiero Cannarsi ha scritto:E' in italiano corretto.
E' tradotto contenutisticamente bene.
Questi due sono invece due giudizi già più verificabili.
Eh lol. Votate Cannarsi.Gualtiero Cannarsi ha scritto:E qui invece hai torto, obiettivamente, e ti spiego il perché.un oppositore ha scritto:Ma è proprio qui il punto: tu SCEGLI di far rimanere lo zero sulla lingua giapponese, e questo suona strano al pubblico italiano che ha l'asticella puntata più in basso, quindi aggiungi una sensazione alla visione, questo senso di "stranezza" e di "estraneamento" che non era inteso nell'opera originale. Questo non è quello che chiamo adattamento "perfetto"
Perché tu, italiano, SAI di stare vedendo un opera *straniera*, in autorato e *contenuti*.
Quindi o sei un demente, e non lo credo, o di base NON DOVRESTI aspettarti che le situazioni siano 'italiane', i modi di dire 'italiani', i canoni espressivi 'italiani'.
Semplicemente perché sai da principio che non lo sono e non possono esserlo.
Se in un anime giapponese ci fosse un personaggio italiano, altrimenti, non lo avvertiresti come 'diverso' dagli altri, no?
Io non 'scelgo' di far rimanere l'erspessività giapponese come giapponese. Dato che questa non è una variazione, è una naturale permanenze.
La variazione, l'alterazione (di uno stato di quiete) sarebbe piuttosto fare un insensato re-setting di quel centro del sistema di riferimento.
Lasciarlo dov'è è solo la naturalità del tutto.
NON aggiungo nulla. Ciò che aggiunge, semmai, è il SEMPLICE DATO DI FATTO che tu, italiano, scegli di fruire un'opera giapponese.
Questo è un gradino che è nella realtà dei fatti, non nell'operato di Shito.
Eliminarlo in fase di adattamento, questo sì, sarebbe 'operare' in sede di adattamento.
Operare in modo insensato, ingiustificato, ignorante e stupido (che poi sono sinonimi, per me).
Ripeto, se ci rifletti ti renderai conto che non è l'adattamento fedele a 'aggiungere' alcunché.Altri adattori, al fine di evitare questo, aggiustano l'asticella più verso lo zero della lingua Italiana, evitando quindi di aggiungere sensazioni non previste. Tuttavia così facendo sono costretti a perdere qualche frase, qualche "sottigliezza". Ovviamente neanche questo è quello che chiamo adattamento "perfetto".
E' la semplice fruizione del 'diverso', dello 'straniero'.
Se uno 'straniero' ti risulta 'familiare' è solo perché è stata operato una sua ingrata domesticazione.
Che è uccidere il valore dell'incontro col diverso.
Non esiste l'adattamento 'perfetto'. Ovvio.
Ma quello che io pratico è un adattamento *sensato*.
L'altra strada è quella di un'opera di adattamento violenta, ingiustificata e ingiustificabile, altamente lesiva dell'integrità culturale di un ìopera e della cultura stessa che partorendola vi resta intrisa, e soprattutto diseducativa.
Non
Ha
Senso
Alcuno
E non ha senso pensare che potrebbe avere senso.
E in nome di cosa si vorrebbe ragguagliare un senso, poi?
In nome di una voglia di 'naturalezza percettiva' che è *indebita* e *impossibile* e *impretendibile* di fronte all'opera di una cultura aliena?
Per carità!
L'unico senso nel fruire il diverso è capire qualcosa che non ci appartiene, conoscere il diverso significa allargare le proprie vedute.
La NATURALE, DOVEROSA e INEVITABILE straniazione che si prova dinanzi al diverso è gravida di arricchimento interiore. Sempre.
Sono certo, ma ti giuro proprio sicuro, che se ci pensi ti ricrederai e converrai con me.
La cosa è troppo plateale, e tu sei una persona logica.
Ripeto, l'adattamento perfetto non esiste.Quello che sto dicendo è che non può esistere l'adattamento "perfetto", quindi non può esistere quello "giusto" e dualmente neppure quello "sbagliato"... esistono scelte professionali a monte, e come tali sono soggettive, che determinano un metodo che quindi stabiliscono dove e come la traduzione sarà carente, perchè, salvo casi particolari e lingue molto vicine fra di loro, è impossibile che non lo sia.
Quello che io cerco di praticare è però 'giusto', perché muove da scelte logiche e sensate, oltre che onestamente 'reali' di fronte alla diversità cuylturale che non può essere annullata in sede di traduzione/adattamento.
L'altra strada che tu sembri voler indicare è invece 'sbagliata', in quanto ingnorante, stupida e insensata.
Per i motivi che ho esposto.
E' un controsenso. E' come voler pensare che se domani i cani traducessero la letteratura umana in lingua canina, gli umani nelle loro traduzioni camminerebbero a quattro zampe, perché quello è lo 'zero' della camminata canina. E' come pensare che si debba dire che in Giappone si guida a destra invece che a sinistra, perché per loro la guida a destra è naturale, per noi no, quindi dicendo che guidano a destra 'creiamo' un'elemento di straneazione. Ragionava così Alessandra Valeri Manera, che tagliava le scene i cui i bambini bevono latte a mezzodì perché "da noi in italia non si fa". Queste cose mi fanno rabbrividire. Stai guardano un'opera giapponese: DARE VALORE al TUO senso di 'straniamento' è già eccesso di ego. Guarda l'opera tradotta fedelemente e ASSUMI come realtà quello che vedi. Altro, da italiano di frontre a un'opera straniera, non ti compete.
Tana per il Sollazzo.Grrodon ha scritto:Aiuto, ci hanno scoperti!
Quoto. Io non sono arrivata al punto di sognarmelo la notte per fortuna. Per lo stesso motivo ho votato il Gobbo 2.Vito ha scritto:Voto per il Vecchietto Cupido, perché quando le cose brutte intaccano a morte le cose che ami è un orrore totale. Me lo sogno ancora di notte. Che mi manda i bacini. Però alla facciazza sua continuo a considerare Rapunzel un film ottimissimo.