Watchmen è bello.
Quanto si è sognato di vedere LA graphic novel trasposta al cinema, quanto tempo hanno dovuto attendere i fan di tutto il mondo. Quanto terrore, quanta angoscia sulla riuscita del progetto, da quanto il film fu annunciato definitivamente.
E ora c'è, e si può dire che renda giustizia al fumetto, raccontando tutti gli eventi principali, catturando le atmosfere, e tratteggiando i personaggi in modo che entrino a far parte dell'immaginario collettivo rimanendo ben fissi anche nella mente di chi non avesse letto la graphic novel.
Considerando l'aderenza alla storia originale risulta quindi arduo valutare il film o la storia per chiunque già la conoscesse, ma si possono valutare, nel bene e nel male, la caratteristiche del suo adattamento.
POLLICE SU:
- Rorschach. L'attore è magistrale, senza la maschera ha un non-sguardo, una freddezza ineguagliabili, e al contempo riesce a incarnare alla perfezione il fuoco della vendetta. Bravi anche gli interpreti di Night Owl e il Comico, ma il mio applauso più grande va a Rorschach
- la colonna sonora con brani direttamente dal 1985. Molti adatti, alcuni no, ma l'effetto è quello che ci sia una sorta di radio accesa sugli eventi che avvengono per le strade, quindi pollice su.
Peccato solo per "99 luftbaloons", ormai i Simpson e Scrubs hanno rovinato per sempre quella canzone, mi è impossibile sentirla senza ridere, quindi sentirla all'interno di Watchmen mi ha un po' smorzato la magia del film, ma è tutta colpa di Homer e J.D.
- la sequenza dei titoli di testa, che riesce a mostrare con simil-fermoimmagine dei momenti salienti della Golden Age dei Minutemen, riuscendo a riassumere efficacemente tutto ciò che immagino comparirà nel documentario "Sotto il Cappuccio"
POLLICE GIU':
- Ozymandias e Manhatthan. Il primo per via dell'attore, un po' troppo gracilino come costituzione, e che non riesce a trasmettere quella sensazione della patria "bianco", alla Superman, che aveva nel fumetto, ma forse questo è colpa anche del design del suo costume e delle scene in cui compare, che si concentrano unicamente sul suo lato capitalista.
Il secondo invece è un ometto blu che risente ancora dei limiti della motion capture, risultando piuttosto artificioso affiancato ad attori reali; poi, data la natura del personaggio potrebbe anche starci, ma non è riuscito a convincermi del tutto.
- La scena di sesso tra Night Owl e Silk Spectre, allungata immotivatamente, e unica vera e propria caduta registica che sacrifica l'opera in favore di scelte hollywoodiane per il grande pubblico, regalando qualche fotogramma di capezzoli e qualche ansimo in più ai ragazzotti in calore
- La nave di Night Owl, rinominata Archimede, come il gufo della Spada nella Roccia. Certo, effettivamente è così nella versione originale, ma dato che noi italiani lo conosciamo come Anacleto, sarebbe bastata un po' di attenzione in più nell'adattamento per dargli il nome che noi conosciamo, e che veniva usato anche nella versione italiana della graphic novel
- la compressione della storia, ma data la mole di materiale da inserire, era quasi inevitabile. Certi passaggi risultano rapidi, poco approfonditi, e ritengo che non tutto sia così chiaro a uno spettatore che non ha letto il fumetto
- l'assenza di alcune scene, non fondamentali, ma comunque importanti e affascinanti
Questi ultimi due punti però, ritengo siano caratteristica del prodotto cinematografico, e sono convinto che saranno risolti dall'ora aggiuntiva nella versione home video.
E poi, c'è il finale.
L'unico vero e proprio cambiamento rispetto alla graphic novel, e tra l'altro un cambiamento non da poco.
Che dire? Sicuramente è meno spiazzante rispetto al polipone, e risulta più legato al resto delle vicende raccontate fino a quel momento. Funziona? Secondo me sì.
Il polipone probabilmente sarebbe risultato fuori luogo: adatto alla fine degli anni '80, non lo è 20 anni dopo, soprattutto dopo il processo cinematografico che i supereroi hanno attraversato in questo decennio. Considero quindi la sua esclusione un compromesso utile per semplificare la storia, ma anche per rendere il tutto attuale, in maniera simile al rinnovamento di alcuni costumi.
Quindi, complessivamente la scelta attuata mi è piaciuta; ritengo però abbia due aspetti negativi.
Innanzitutto, la morte di così tante persone non ha il peso che dovrebbe: nel fumetto c'erano una serie di splash page che mostravano la distruzione e i risvolti cruenti dell'operazione di Ozymandias, qui invece c'è solo una bolla blu che investe un po' di passanti, e questo a mio parere non riesce a mostrare su schermo quello che a voce si racconta sia accaduto.
Inoltre, il fatto che Ozymandias incolpi dell'accaduto Manhatthan lo rende in un certo senso "cattivo", dato che scarica su un compagno la responsabilità di aver ucciso milioni di persone, e questo viene inevitabilmente percepito come un gesto negativo, un tradimento. Si perde così in parte quell'equilibrio precario che nella graphic novel non permetteva di catalogare Ozymandias tra le fila dei buoni o dei cattivi.
Elikrotupos ha scritto:Grosso buuuh per Alan Moore, che si vanta tanto che le sue storia siano "unfilmable", e si è fatto pure togliere dai titoli di testa... tsk... la sceneggiatura di Watchmen è grandiosa proprio perché molto cinematografica, o quantomeno facilmente adattabile.
Beh, non sono del tutto d'accordo. Watchmen non è solo la sua storia, ma anche il modo in cui è raccontata.
Nel film viene riproposta la sostanza, ma non la forma. Ad esempio il complesso incastro di linee temporali, pur se funziona, non è efficace quanto nella versione cartacea: basti pensare alla sequenza di Manhatthan su Marte, che nel fumetto serviva a percepire la sua "quasi onniscenza" che gli permetteva di essere in qualunque momento della sua linea temporale in ogni istante, un effetto che nel film non è percepito, ma sembra un normale racconto attraverso flashback e salti temporali, solo un po' più intricato del solito.
Continuo a pensare che Watchmen (fumetto) per stare dietro agli stilemi del fumetto supereroistico abbia ereditato molti difetti che ne limitano inevitabilmente la qualità (basta solo citare lo spiegone finale, che è un po' il Difetto per antonomasia... non l'ho mai tollerato).
Bè, e chi ti dice che anch'esso non sia stato inserito volutamente? D'altronde anche il polipone del fumetto è pescato direttamente da un certo tipo di narrativa "di serie B", e io sono convinto che lo stesso avvenga anche per lo "spiegone"; tra l'altro, quell'elemento serve a far rientrare il lettore in uno standard di eventi a lui già noto, per poi disattenderlo completamente quando si scopre che il piano raccontato era già stato messo in pratica, impedendo la possibilità di salvataggio da parte degli eroi protagonisti, come avviene nella quasi totalità di narrativa del genere.