[Topolino] Annata 2008
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ma lol, non ci posso credere...“DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

Neanche io, quando lo ho saputo. Tanto che ho girato 5 edicole, ricevendo sempre la stessa risposta. uno degli edicolanti mi ha detto che ha avuto anche diversi tifosi incazzati perché non lo trovavano.Elikrotupos ha scritto:ma lol, non ci posso credere...
Lorenzo Breda
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If you couldn't find any weirdness, maybe we'll just have to make some!
Hobbes, Calvin&Hobbes
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No dai... ma allora stavolta l'hanno azzeccata se a Roma non se ne trova una copia! 
La cosa ha comunque dell'assurdo (e spero che visto il "successo" capitolino, tali iniziative non si facciano più frequenti...
).
La cosa ha comunque dell'assurdo (e spero che visto il "successo" capitolino, tali iniziative non si facciano più frequenti...
Felice che questo numero del Topo sia stato acquistato da una marea di persone in più rispetto al solito...
Meno felice che questo sia a causa del guest star Totti nei panni del suo alter ego papero. Io il Topo non l'ho preso, come faccio da qualche anno tranne quando c'è qualche storia interessante all'intenro.
E in questo ci sarebbe anche stata.
No, non quella di PaperTotti (che comunque non posso giudicare non avendola letta e non avendo intenzione di farlo, ma di certo non era lei l'attrattiva di questo numero per me.
Bensì la prima parte (di 4) della nuova storia di Casty.
Topolino e il mondo che verrà (Casty)
Ancora indeciso se prendere questo numero o no, scopro che il buon sito di Topolino l'ha pubblicata... speravo si potesse scaricare invece è solo possibile leggerla, ma intanto me la sono goduta...
Che dire? L'unica pecca è la cortezza (secondo me se al posto di spezzarla in 4 parti la dividevano solo in 2 mettendo le due parti come prima storia dei 2 Topo che l'avrebbero ospitata sarebbe stato meglio, ma tant'è), per il resto è tutto perfetto. L'inizio con scienziati che pattugliano una misteriosa base antartica, il ritorno di un antico nemico (anche se solo intuito dalla silouette... l'iniementicabile Spia Poeta), il ricondurre tutto a Topolinia non cominciando da Mickey ma da Minni nei panni di biografa di un illustre scienziato, coinvolto nel misterioso progetto, la pseudo missione in cui Minni e Topolino si fiondano su proposta di Minni stessaa e non dell'avventuroso Topo, e un finale super-aperto che involgia il lettore a sapere come andrà avanti, dato che tantissimi misrteri sono stati aperti.
Una grande prova per un Casty sempre più immenso più passa il tempo, sebbene la stoffa si vedesse già dalle sue prime comparsate sul Topo nel 2004... sempre più scarpiano, sempre più legato alla figura del Mickey avventuroso e invischiato in avventure poco chiare e che stimolano la fantaia del lettore come solo i grandi Maestri sapevano fare con successo (e ancora si ritorna a citare Scarpa, oltre a Gottfredson) - e tutta l'atmosfera riconduce a Scarpa, oltre che i disengi mhe ricordano abbastanza lo stile dell'indimenticato Maestro veneto.
Resta da vedere se i lettori occasionali/romani/romanisti si lascino conivolgere anch'essi così tanto da voler vedere come va avanti e da prendere i prossimi 3 numeri almeno.
ps: ieri mattina, in due edicole della Metropolitana a MIlano il posto in cui di solito ci sono i Topolino erano già vuoti... giusto per la cronaca...
Meno felice che questo sia a causa del guest star Totti nei panni del suo alter ego papero. Io il Topo non l'ho preso, come faccio da qualche anno tranne quando c'è qualche storia interessante all'intenro.
E in questo ci sarebbe anche stata.
No, non quella di PaperTotti (che comunque non posso giudicare non avendola letta e non avendo intenzione di farlo, ma di certo non era lei l'attrattiva di questo numero per me.
Bensì la prima parte (di 4) della nuova storia di Casty.
Topolino e il mondo che verrà (Casty)
Ancora indeciso se prendere questo numero o no, scopro che il buon sito di Topolino l'ha pubblicata... speravo si potesse scaricare invece è solo possibile leggerla, ma intanto me la sono goduta...
Che dire? L'unica pecca è la cortezza (secondo me se al posto di spezzarla in 4 parti la dividevano solo in 2 mettendo le due parti come prima storia dei 2 Topo che l'avrebbero ospitata sarebbe stato meglio, ma tant'è), per il resto è tutto perfetto. L'inizio con scienziati che pattugliano una misteriosa base antartica, il ritorno di un antico nemico (anche se solo intuito dalla silouette... l'iniementicabile Spia Poeta), il ricondurre tutto a Topolinia non cominciando da Mickey ma da Minni nei panni di biografa di un illustre scienziato, coinvolto nel misterioso progetto, la pseudo missione in cui Minni e Topolino si fiondano su proposta di Minni stessaa e non dell'avventuroso Topo, e un finale super-aperto che involgia il lettore a sapere come andrà avanti, dato che tantissimi misrteri sono stati aperti.
Una grande prova per un Casty sempre più immenso più passa il tempo, sebbene la stoffa si vedesse già dalle sue prime comparsate sul Topo nel 2004... sempre più scarpiano, sempre più legato alla figura del Mickey avventuroso e invischiato in avventure poco chiare e che stimolano la fantaia del lettore come solo i grandi Maestri sapevano fare con successo (e ancora si ritorna a citare Scarpa, oltre a Gottfredson) - e tutta l'atmosfera riconduce a Scarpa, oltre che i disengi mhe ricordano abbastanza lo stile dell'indimenticato Maestro veneto.
Resta da vedere se i lettori occasionali/romani/romanisti si lascino conivolgere anch'essi così tanto da voler vedere come va avanti e da prendere i prossimi 3 numeri almeno.
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Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
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...e la mia amica [chissà se riuscirò mai a trascinarla qui] lo ha trovato. Con gadget, ma lo ha trovato. Lunedì sarà mio. Ora resta da capire quando lo leggerò, considerando che di quello di mercoledì scorso ho letto solo due storie.
Lorenzo Breda
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T 2722
Che Aria Tira… (Ziche): le copertine di Paperinik e Altri Supereroi hanno presentato gag simili per anni fino a farle diventare abusate, anche se la vignetta in sé è passabile.
Topolino e il Mondo che Verrà – Capitolo II: L’Ombra dal Passato (Casty): può essere tanto genio condensato in una manciata di tavole? Difficilmente avrei pensato che tanta altra carne potesse essere aggiunta al fuoco mantenendo un ritmo pressoché impeccabile, con un’ottima alternanza di gag e colpi di scena che s’intrecciano in una trama sempre più vicina ad un gioiello perfetto in ogni sua sfaccettatura. L’apparizione di Eta Beta è assai azzeccata (anche se si è forse un po’ troppo glissato su come sia finito nel Nisba) e fa immaginare che Il Mondo che Verrà sia stato scritto prima della Neve Spazzastoria, reintroducendo l’Uomo del Duemila per poi farlo rientrare nella quotidianità delle storie castyane dando vita ad un secondo ciclo etabetico. Da manuale poi lo scaricabarile dell’Alto Comando, la partenza di Topolino ed Eta, il flashback riguardante la Spia Poeta con tanto di copiaincolla dal capolavoro gottfredsoniano, l’omaggio a Scarpa (sempre sottinteso ad ogni vignetta, a ogni tratto, a ogni frase ma concretizzato anche nell’Inusitania, ennesimo ma non per questo meno gradito bizzarro staterello mitteleuropeo confinante con quella Scarpazia e quella Selvanja della mitica Ciao, Minnotchka!), i “Z-File” e la gag del camice-fantasma che giurerei esser stata pensata da Walsh se non fosse che l’ottimo tratto che le da corpo non è quello di Floyd, bensì quello del Castellan. E non è finita: l’introduzione dell’Inusitania fa presagire anche una sottile morale “politica” già espressasi ne La Città Taciturna, dove il popolo si ribellava all’opprimente regime.
Tutto questo in diciannove tavole signori. Diciannove tavole.
Commozione.
Q-Blog – Una Principessa per Quo (Ambrosio/Freccero): sì, beh, non solo nemmeno lontanamente paragonabile al Tempo delle Mele, ma nemmeno accostabile alla recente Il Rovescio della Crostata (T 2662). Vabbè che gli scopi sono diversi, ma comunque la trama era risolvibile in modo meno contrito e con un minore impiego di tavole. Ottima occasione per degustare Freccero, almeno.
Zio Paperone e le Miniere Curative (Cimino/Mancuso): parrebbe essere la storia anticipata da Ambosio sui Maestri Disney. Assai ben scritta, illustrata però poco più che sufficientemente.
Gastone e l’Inspiegabile Fortuna (Roland/Andersen): un po’ troppo macchinosa in alcuni passaggi, comunque godibile. I disegni di Andersern, tralasciando qualche momento di eccessiva enfasi, decisamente apprezzabili con la loro elegante dinamicità.
Che Aria Tira… (Ziche): le copertine di Paperinik e Altri Supereroi hanno presentato gag simili per anni fino a farle diventare abusate, anche se la vignetta in sé è passabile.
Topolino e il Mondo che Verrà – Capitolo II: L’Ombra dal Passato (Casty): può essere tanto genio condensato in una manciata di tavole? Difficilmente avrei pensato che tanta altra carne potesse essere aggiunta al fuoco mantenendo un ritmo pressoché impeccabile, con un’ottima alternanza di gag e colpi di scena che s’intrecciano in una trama sempre più vicina ad un gioiello perfetto in ogni sua sfaccettatura. L’apparizione di Eta Beta è assai azzeccata (anche se si è forse un po’ troppo glissato su come sia finito nel Nisba) e fa immaginare che Il Mondo che Verrà sia stato scritto prima della Neve Spazzastoria, reintroducendo l’Uomo del Duemila per poi farlo rientrare nella quotidianità delle storie castyane dando vita ad un secondo ciclo etabetico. Da manuale poi lo scaricabarile dell’Alto Comando, la partenza di Topolino ed Eta, il flashback riguardante la Spia Poeta con tanto di copiaincolla dal capolavoro gottfredsoniano, l’omaggio a Scarpa (sempre sottinteso ad ogni vignetta, a ogni tratto, a ogni frase ma concretizzato anche nell’Inusitania, ennesimo ma non per questo meno gradito bizzarro staterello mitteleuropeo confinante con quella Scarpazia e quella Selvanja della mitica Ciao, Minnotchka!), i “Z-File” e la gag del camice-fantasma che giurerei esser stata pensata da Walsh se non fosse che l’ottimo tratto che le da corpo non è quello di Floyd, bensì quello del Castellan. E non è finita: l’introduzione dell’Inusitania fa presagire anche una sottile morale “politica” già espressasi ne La Città Taciturna, dove il popolo si ribellava all’opprimente regime.
Tutto questo in diciannove tavole signori. Diciannove tavole.
Commozione.
Q-Blog – Una Principessa per Quo (Ambrosio/Freccero): sì, beh, non solo nemmeno lontanamente paragonabile al Tempo delle Mele, ma nemmeno accostabile alla recente Il Rovescio della Crostata (T 2662). Vabbè che gli scopi sono diversi, ma comunque la trama era risolvibile in modo meno contrito e con un minore impiego di tavole. Ottima occasione per degustare Freccero, almeno.
Zio Paperone e le Miniere Curative (Cimino/Mancuso): parrebbe essere la storia anticipata da Ambosio sui Maestri Disney. Assai ben scritta, illustrata però poco più che sufficientemente.
Gastone e l’Inspiegabile Fortuna (Roland/Andersen): un po’ troppo macchinosa in alcuni passaggi, comunque godibile. I disegni di Andersern, tralasciando qualche momento di eccessiva enfasi, decisamente apprezzabili con la loro elegante dinamicità.

Su Casty faccio uno pseudo-voto di silenzio, per evitare di ripetermi e di fargli montare troppo la testa. Dico solo che sono contento che ci sia ancora spazio per avventure di questa portata, su "Topolino".
Pollice alzato anche per le altre storie. Se per Cimino è d'obbligo, meno lo sarebbe per Ambrosio - a sentire i Vs. pareri: ma a me QQQ-Blog piace molto ed è l'unico spazio narrativo che parla la lingua degli adolescenti.
Originale anche la storia straniera.
Insomma, la qualità media rimane alta.
Pollice alzato anche per le altre storie. Se per Cimino è d'obbligo, meno lo sarebbe per Ambrosio - a sentire i Vs. pareri: ma a me QQQ-Blog piace molto ed è l'unico spazio narrativo che parla la lingua degli adolescenti.
Originale anche la storia straniera.
Insomma, la qualità media rimane alta.
A presto,
Michele
Michele
Commento a "Topolino e Il Mondo che Verrà":
Straordinario, stupendo, eccezionale, formidabile, meraviglioso, incommensurabile, eccelso, sbalorditivo, inimmaginifico, inusitato... Andrea Castellan.
Fine del commento.
Ok, scusate l'esagerazione... però, sul serio, non saprei cosa altro dire di interessante che non è stato già detto... e siamo solo alla seconda puntata...
I ritmi della storia sono tipici dell'era Walsh/Gottfredson, con gag incalzanti a intervalli regolari che non sfigurano affatto (in particolare il fantasma-grambiule, gli uomini in beige ammaestrati e il Gedicom, che rende più umano e ingenuo Eta Beta, rispetto a quello che eravamo abituati a vedere negli ultimi tempi). Riguardo la Spia Poeta... è come se fosse rimasta nel congelatore per tutti questi anni... al momento, mantiene lo stesso identico spessore della sua storia d'esordio (a tal proposito, ottimo l'averla citata [sia all'interno del fumetto che nel redazionale], con tanto di vignette rimando di altri tempi (cosa rarissima ai giorni d'oggi, specialmente quando ad essere citata è una storia di un Topolino anni '50!).
Peccato che nè Topolino nè Eta Beta si siano chiesti come avesse fatto a sopravvivere... difficilmente con lo svolgersi della vicenda scopriremo come si è salvata dall'affogamento (fornire un'altra motivazione, dopo quella della storia fuffosa di Asteriti, stonerebbe), ma è un dettaglio sicuramente trascurabile.
E poi gli omaggi a Scarpa... di una raffinatezza unica. Un Grande.
A chi afferma che Casty è un pò troppo retrò, dico che si sbaglia di grosso, e questa avventura lo dimostra. La tecnologia ha un ruolo importante, mi sembra...
Capitolo Casty disegnatore: sempre meglio. Eta Beta è perfetto, la Spia pure, mentre Topolino è più variabile nelle espressioni. Miglioramenti anche negli ambienti (scusate la rima).
Lo "spezzatino" che ha portato alle 4 puntate, alla fine potrebbe rivelarsi utile ai fini di una suspance sempre maggiore... e poi, chi di voi non si rileggerà tutta la storia una volta letta?
Straordinario, stupendo, eccezionale, formidabile, meraviglioso, incommensurabile, eccelso, sbalorditivo, inimmaginifico, inusitato... Andrea Castellan.
Fine del commento.
Ok, scusate l'esagerazione... però, sul serio, non saprei cosa altro dire di interessante che non è stato già detto... e siamo solo alla seconda puntata...
I ritmi della storia sono tipici dell'era Walsh/Gottfredson, con gag incalzanti a intervalli regolari che non sfigurano affatto (in particolare il fantasma-grambiule, gli uomini in beige ammaestrati e il Gedicom, che rende più umano e ingenuo Eta Beta, rispetto a quello che eravamo abituati a vedere negli ultimi tempi). Riguardo la Spia Poeta... è come se fosse rimasta nel congelatore per tutti questi anni... al momento, mantiene lo stesso identico spessore della sua storia d'esordio (a tal proposito, ottimo l'averla citata [sia all'interno del fumetto che nel redazionale], con tanto di vignette rimando di altri tempi (cosa rarissima ai giorni d'oggi, specialmente quando ad essere citata è una storia di un Topolino anni '50!).
Peccato che nè Topolino nè Eta Beta si siano chiesti come avesse fatto a sopravvivere... difficilmente con lo svolgersi della vicenda scopriremo come si è salvata dall'affogamento (fornire un'altra motivazione, dopo quella della storia fuffosa di Asteriti, stonerebbe), ma è un dettaglio sicuramente trascurabile.
E poi gli omaggi a Scarpa... di una raffinatezza unica. Un Grande.
A chi afferma che Casty è un pò troppo retrò, dico che si sbaglia di grosso, e questa avventura lo dimostra. La tecnologia ha un ruolo importante, mi sembra...
Capitolo Casty disegnatore: sempre meglio. Eta Beta è perfetto, la Spia pure, mentre Topolino è più variabile nelle espressioni. Miglioramenti anche negli ambienti (scusate la rima).
Lo "spezzatino" che ha portato alle 4 puntate, alla fine potrebbe rivelarsi utile ai fini di una suspance sempre maggiore... e poi, chi di voi non si rileggerà tutta la storia una volta letta?

sono andato a comprare questo numero venerdì. Entra in edicola, a Roma, una signora: "Ce l'avete Topolino con Supertotti?" edicolante: "no, è finito" signora: "eh ma che cavolo, prima ci fanno la pubblicità e poi non si trova!". A parte che era uscito 10 giorni prima, però ho avuto la conferma concreta che Totti fa vendere Topolino... io... non lo so... sono cose che ti fanno venire la voglia di fare un master in comunicazione e marketing per capire come diavolo può succedere una cosa del genere...
Comunque la signora mi ha fatto pena... le avrei volentieri regalato il mio, se l'avessi avuto dietro e se non fosse per la storia di Casty...
ma d'altronde l'ho comprato solo per la storia di Casty... Supertotti...
Comunque la signora mi ha fatto pena... le avrei volentieri regalato il mio, se l'avessi avuto dietro e se non fosse per la storia di Casty...
ma d'altronde l'ho comprato solo per la storia di Casty... Supertotti...
“DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

Purtroppo, per casini di studio, non riesco a leggermi Casty per bene, quindi ho deciso che aspetto la fine della saga e leggo tutto insieme.
Detto questo, ho letto al volo storie a caso degli ultimi numeri.
Papertotti non è brutta. Sicuramente inutile (anche se non più di molto altro) e vagamente senza senso (come tutte 'ste storie in cui inseriscono personaggi dal mondo reale), ma non è pessima. Certo, se Topolino vende per questo, siamo messi maluccio.
Le storie del Blog sono la rappresentazione grafica dell'inutilità. Hanno anche loro qualche sprazzo di carineria, ma non basta a farne bune storie.
Fino a qui, per "inutile" ho inteso più che altro "senza un significato ben gestito".
Parlando della breve su Qui, Quo, Qua e lo sci di fondo, invece, quella è inutile proprio nel senso vero della parola. E, detto da me, trekker fissato e amante della montagna (prima o poi lo sci di fondo lo provo), è piuttosto grave.
"Topolino e il tocco di fuoco" non è male.
Universi Paperalleli è vagamente sconclusionata, ma comunque carina. Si poteva sviluppare imho molto meglio.
"Paperone e le miniere curative" è ROTFL in ogni suo elemento.
La Ziche si eleva sempre di più al rango di mito, nella mia classifica personale. E il bello è le bastano singole tavole per farlo.
Detto questo, ho letto al volo storie a caso degli ultimi numeri.
Papertotti non è brutta. Sicuramente inutile (anche se non più di molto altro) e vagamente senza senso (come tutte 'ste storie in cui inseriscono personaggi dal mondo reale), ma non è pessima. Certo, se Topolino vende per questo, siamo messi maluccio.
Le storie del Blog sono la rappresentazione grafica dell'inutilità. Hanno anche loro qualche sprazzo di carineria, ma non basta a farne bune storie.
Fino a qui, per "inutile" ho inteso più che altro "senza un significato ben gestito".
Parlando della breve su Qui, Quo, Qua e lo sci di fondo, invece, quella è inutile proprio nel senso vero della parola. E, detto da me, trekker fissato e amante della montagna (prima o poi lo sci di fondo lo provo), è piuttosto grave.
"Topolino e il tocco di fuoco" non è male.
Universi Paperalleli è vagamente sconclusionata, ma comunque carina. Si poteva sviluppare imho molto meglio.
"Paperone e le miniere curative" è ROTFL in ogni suo elemento.
La Ziche si eleva sempre di più al rango di mito, nella mia classifica personale. E il bello è le bastano singole tavole per farlo.
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Finge di farlo, attenzione.Quackmore ha scritto:ma a me QQQ-Blog piace molto ed è l'unico spazio narrativo che parla la lingua degli adolescenti.
Come nella quasi totalità della recente produzione ambrosiana, il buon Stefano si sforza in mille modi di sembrare IN, ficcando forzatamente elementi che non conosce ma che secondo lui piaccioni a 'ggiovani perchè sono tecnologici ed attuali.

Più che altro potrebbe essere un buon spin-off per Qui, Quo e Qua, ma putroppo tutti gli elementi "giovanili" sono piatti e stereotipati al massimo, con conseguente bassa qualità delle storie.
Ottime invece erano le storie con protagonisti i Tip e Tap (generalmente "ignorati o maltrattati" dagli autori) che imperversavano sul Topo negli anni '90, chissà se un giorno prenderanno esempio...
Ottime invece erano le storie con protagonisti i Tip e Tap (generalmente "ignorati o maltrattati" dagli autori) che imperversavano sul Topo negli anni '90, chissà se un giorno prenderanno esempio...
Quelle piacevano molto anche a me: alcune, disengate da Carlo Limido, avevano anche dato un look nuovo e leggermente più moderno senza snaturare i due personeggi! LA storia dello Street Bar, le varie in cui si innamoravano, quella dove avevano amici diversi.. raccontavano dei Tip e Tap più adulti del solito senza stereotipi assurdi o inutili o forzati...LPSO ha scritto:Più che altro potrebbe essere un buon spin-off per Qui, Quo e Qua, ma putroppo tutti gli elementi "giovanili" sono piatti e stereotipati al massimo, con conseguente bassa qualità delle storie.
Ottime invece erano le storie con protagonisti i Tip e Tap (generalmente "ignorati o maltrattati" dagli autori) che imperversavano sul Topo negli anni '90, chissà se un giorno prenderanno esempio...
Si è arrivati fino a fine 2000 con quel tipo di storie... temo che il loro tempo sia passato...purtroppo...
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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T 2723
Che Aria Tira… (Ziche): simpatica.
Paperinik e i Magici Furti (Ambrosio/Perina): se paragonata al Magico Eroe in qui Papernova/Papermagic aveva esordito è un capolavorone. Invece è robetta, una storiella un po’ lenta da digerire, ma se non altro si fa leggere nonostante i molti elementi messi a casaccio nella trama. Lodevole se non altro il piano originario di Paperino per diventare milionesimo cliente, intriso di sana (e pure disonesta) malizia (certo, le modalità poi lasciano a desiderare, ma vabbè….
Topolino e il Mondo che Verrà – Capitolo III: I Segreti dell’Inusitania (Casty): mi ci sono voluti tre episodi, ma finalmente ho trovato un punto debole nella quadristoria castyana: mi annoio a recensirla. Mi annoio prima di tutto perché per quante parole io possa trovare non riesco a descrivere alla perfezione la perizia impiegata nel plasmare trama e disegni e in secondo luogo non faccio che ripetere le stesse cose. Che Casty è bello, bravo, buono e pure belloccio (cit.)… ma che ci posso fare, se è così? Che ci posso fare se fonde elementi provenienti dalle sue opere precedenti e prontamente reinventati (gli occhiali de Le Regolissime del Guazzabù) ad altri originali che, mi dicono dalla regia, costituiscono un forte richiamo a Lost di cui Casty si è dichiarato appassionato. Che ci posso fare se Silvy ricorda un po’ Eurasia Tost (soprattutto per la miopia), un po’ Uma e un po’ Minnotchka? Che ci posso fare se la pensata del progetto Mondo che Verrà è gestita con una maestria tale da sniubbarne l’abusata idea di base, aggiungendo intrinsechi valori morali? Che ci posso fare se quella Spia Poeta sembra reale, se l’ultima tavola è incredibilmente gottfredsonwalshiana, se la cura dei particolari (il regime dell’Inusitania è eccezionalmente disneyano) fa dimenticare che siamo a una puntata dalla fine e che forse Casty avrebbe potuto iniziare a risolvere il tutto un pelino (ma giusto un pelino…) prima? Che ci posso fare? Niente, posso starmene incantato a bocca aperta sognando l’ultima puntata.
Paperino e la Notte degli Insonni (Gagnor/Deiana): oh, ma che gradita sorpresa! Pessimista come sono mi aspettavo un banale scivolone finale e invece la storia si dimostra una gradevole fiaba dolcemente surreale e trasognata. Un bell’esempio di brillante creatività.
Zio Paperone e la Contesa del Fondatore (Badino/Gula): probabilmente ispirata al plot di una puntata de I Simpson, ci presenta tra le altre cose un Cornelius Coot con il pizzetto (sigh…). Il punto debole è una sceneggiatura davvero piatta, che favorisce la fabula ad un intreccio che forse avrebbe conferito maggiore suspance; tra parentesi, come segnala la regia (sì, oggi la regia mi ha aiutato molto nella stesura della rece… *sorridete, Pacuvio&Rensel, siete in diretta!*), il passaggio di proprietà del Deposito non ha senso, visto che anche se Cornelius fosse un truffatore l’atto di cessione della Collina Ammazzamotori sarebbe comunque legalmente valido.
Che Aria Tira… (Ziche): simpatica.
Paperinik e i Magici Furti (Ambrosio/Perina): se paragonata al Magico Eroe in qui Papernova/Papermagic aveva esordito è un capolavorone. Invece è robetta, una storiella un po’ lenta da digerire, ma se non altro si fa leggere nonostante i molti elementi messi a casaccio nella trama. Lodevole se non altro il piano originario di Paperino per diventare milionesimo cliente, intriso di sana (e pure disonesta) malizia (certo, le modalità poi lasciano a desiderare, ma vabbè….
Topolino e il Mondo che Verrà – Capitolo III: I Segreti dell’Inusitania (Casty): mi ci sono voluti tre episodi, ma finalmente ho trovato un punto debole nella quadristoria castyana: mi annoio a recensirla. Mi annoio prima di tutto perché per quante parole io possa trovare non riesco a descrivere alla perfezione la perizia impiegata nel plasmare trama e disegni e in secondo luogo non faccio che ripetere le stesse cose. Che Casty è bello, bravo, buono e pure belloccio (cit.)… ma che ci posso fare, se è così? Che ci posso fare se fonde elementi provenienti dalle sue opere precedenti e prontamente reinventati (gli occhiali de Le Regolissime del Guazzabù) ad altri originali che, mi dicono dalla regia, costituiscono un forte richiamo a Lost di cui Casty si è dichiarato appassionato. Che ci posso fare se Silvy ricorda un po’ Eurasia Tost (soprattutto per la miopia), un po’ Uma e un po’ Minnotchka? Che ci posso fare se la pensata del progetto Mondo che Verrà è gestita con una maestria tale da sniubbarne l’abusata idea di base, aggiungendo intrinsechi valori morali? Che ci posso fare se quella Spia Poeta sembra reale, se l’ultima tavola è incredibilmente gottfredsonwalshiana, se la cura dei particolari (il regime dell’Inusitania è eccezionalmente disneyano) fa dimenticare che siamo a una puntata dalla fine e che forse Casty avrebbe potuto iniziare a risolvere il tutto un pelino (ma giusto un pelino…) prima? Che ci posso fare? Niente, posso starmene incantato a bocca aperta sognando l’ultima puntata.
Paperino e la Notte degli Insonni (Gagnor/Deiana): oh, ma che gradita sorpresa! Pessimista come sono mi aspettavo un banale scivolone finale e invece la storia si dimostra una gradevole fiaba dolcemente surreale e trasognata. Un bell’esempio di brillante creatività.
Zio Paperone e la Contesa del Fondatore (Badino/Gula): probabilmente ispirata al plot di una puntata de I Simpson, ci presenta tra le altre cose un Cornelius Coot con il pizzetto (sigh…). Il punto debole è una sceneggiatura davvero piatta, che favorisce la fabula ad un intreccio che forse avrebbe conferito maggiore suspance; tra parentesi, come segnala la regia (sì, oggi la regia mi ha aiutato molto nella stesura della rece… *sorridete, Pacuvio&Rensel, siete in diretta!*), il passaggio di proprietà del Deposito non ha senso, visto che anche se Cornelius fosse un truffatore l’atto di cessione della Collina Ammazzamotori sarebbe comunque legalmente valido.

T. 2723
La storia di Casty si conferma di alto livello, c'è poco da dire. Una saga a puntate così perfetta non si vedeva sulle pagine del topo da eoni...
[spoiler]Per la gioia dei cultori della serie, confermata la presunta ispirazione al telefilm Lost: la "Denumeratropia" e l'equazione di Valenzetti [tirata in ballo dal serial], vanno decisamente a braccetto... il riferimento è quasi palese...
[/spoiler]
La parte centrale della storia è assai "adulta", quasi da rimanere spiazzati, specialmente a chi è abituato alle trame fuffa per bambini che offre mediamente il giornale...
Bella la quadrupla di pag. 93, che mostra [spoiler]l'emisfero terrestre immaginato da Nicko con ben DUE Italie
[/spoiler]...
A questo punto rimane da attendere un finale altrettanto dignitoso, che concluda alla grande la vicenda. Le poche pagine a disposizione che avrà l'ultimo capitolo (19, se non erro) dovrebbero bastare.
La storia di Ambrosio, con tanto di caricature dei due autori (pag. 20, tra gli spettatori), è meno peggio di quel che mi aspettavo. Tra le note liete, la rispolverata dalla "matita scioglimetallo", di martiniana memoria, mentre tra le varie pessimate, segnalo su tutte il gadget lavagnetta infilato nella trama a mò di storia pubblicitaria alla Marconi, l'inspiegabile disinvoltura di PaperMagic, che non si fa problemi a rivelare la sua identità nello studio tv, e la gag finale (molto forzata) con Paperinik che stringe il piede a "Tantodiberretto"... già, peccato che lo strano esserino le mani le abbia...
La storia di Casty si conferma di alto livello, c'è poco da dire. Una saga a puntate così perfetta non si vedeva sulle pagine del topo da eoni...
[spoiler]Per la gioia dei cultori della serie, confermata la presunta ispirazione al telefilm Lost: la "Denumeratropia" e l'equazione di Valenzetti [tirata in ballo dal serial], vanno decisamente a braccetto... il riferimento è quasi palese...
La parte centrale della storia è assai "adulta", quasi da rimanere spiazzati, specialmente a chi è abituato alle trame fuffa per bambini che offre mediamente il giornale...
Bella la quadrupla di pag. 93, che mostra [spoiler]l'emisfero terrestre immaginato da Nicko con ben DUE Italie
A questo punto rimane da attendere un finale altrettanto dignitoso, che concluda alla grande la vicenda. Le poche pagine a disposizione che avrà l'ultimo capitolo (19, se non erro) dovrebbero bastare.
La storia di Ambrosio, con tanto di caricature dei due autori (pag. 20, tra gli spettatori), è meno peggio di quel che mi aspettavo. Tra le note liete, la rispolverata dalla "matita scioglimetallo", di martiniana memoria, mentre tra le varie pessimate, segnalo su tutte il gadget lavagnetta infilato nella trama a mò di storia pubblicitaria alla Marconi, l'inspiegabile disinvoltura di PaperMagic, che non si fa problemi a rivelare la sua identità nello studio tv, e la gag finale (molto forzata) con Paperinik che stringe il piede a "Tantodiberretto"... già, peccato che lo strano esserino le mani le abbia...

"Ci serviva... l'equazione del mondo!", e un piacevole brivido mi ha percorso la schiena.
Gagnor ci regala una storia davvero originale.
Badino ha letto Barks e Rosa: per me è più che sufficiente. E Robocoot è ormai marchiato a fuoco nella mia memoria.
Gagnor ci regala una storia davvero originale.
Badino ha letto Barks e Rosa: per me è più che sufficiente. E Robocoot è ormai marchiato a fuoco nella mia memoria.
A presto,
Michele
Michele
Stando a ComicUS, la prossima ospite di Topolino proveniente dal real world è Carolina Kostner (sotto il nome di Carolina Paper).
Ora, il disegno del buon Gervasio allegato al mini-articolo sarà anche molto carino, ma a me 'sta moda dei personaggi dal mondo reale non sta piacendo per nulla. Sarò noioso e ipercritico, ma è così.
Non è un modo decente di pubblicizzare Topolino, perché l'unico modo per poi continuare a venderlo è quello di continuare a mettere personaggi, e crea una marea di personaggi-meteora (sì, perché i casi di Paperica e del (pessimo, imho) Papernova sono casi più che isolati).
Ora, il disegno del buon Gervasio allegato al mini-articolo sarà anche molto carino, ma a me 'sta moda dei personaggi dal mondo reale non sta piacendo per nulla. Sarò noioso e ipercritico, ma è così.
Non è un modo decente di pubblicizzare Topolino, perché l'unico modo per poi continuare a venderlo è quello di continuare a mettere personaggi, e crea una marea di personaggi-meteora (sì, perché i casi di Paperica e del (pessimo, imho) Papernova sono casi più che isolati).
Lorenzo Breda
Website | Google+ | DisneyStats | deviantART
If you couldn't find any weirdness, maybe we'll just have to make some!
Hobbes, Calvin&Hobbes
[No bit was mistreated or killed to send this message]
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Sono totalmente d'accordo con te, questa mania, non recentissima ma che pare ritornata in auge, sta un pò rompendo e alla fine sinceramente non porta da nessuna parte, se non ad una sorta di pubblicità che si può avere in tg/rotocalchi/quotidiani/riviste (e già, perchè i signori giornalisti nel 99% dei casi parlano di Topolino quando c'è la storia, ad esempio, di Paperello e non quando certi autori realizzano storie capolavoro, che ne so come "Il Mondo che verrà" di Casty).
Sponsorizzando il Topo con queste storie, si rischia di far passare che il giornale pullula di versioni papere dei personaggi più o meno noti del "mondo dello spettacolo" e/o dello sport. E quante di queste storie sono veramente riuscite? Eslcudendo le prime di Paperica, che erano degli omaggi al mondo del cinema, ne ricordo solo una: quella di Vitaliano con Paperica e Paperello.
Sponsorizzando il Topo con queste storie, si rischia di far passare che il giornale pullula di versioni papere dei personaggi più o meno noti del "mondo dello spettacolo" e/o dello sport. E quante di queste storie sono veramente riuscite? Eslcudendo le prime di Paperica, che erano degli omaggi al mondo del cinema, ne ricordo solo una: quella di Vitaliano con Paperica e Paperello.
con la terza parte de "Il mondo che verrà", si scoprono gli altarini, ovvero che quell'abbozzo di storia spionistica che parevano essere i primi numeri, si è ridotto al solito folle che vuole conquistare il mondo. Non che mi aspettassi un finale degno dell'inizio, non credo che a Topolino sia ancora arrivato il momento in cui riescono a coniugare storie epiche con le esigenze di marketing*. Casty ha potuto, grazie allo split in 4, farci presagire per due settimane un complottone alla Lost, ma poi siamo dovuti scendere di nuovo coi piedi per terra.
*"esigenze di marketing" comunque è un concetto senza senso... dovrebbe essere il marketing a offrirsi alle esigenze editoriali e non viceversa, ma vabè, vecchia storia...
ora, che su ebay il Topolino con Papertotti arrivi a costare anche 20 euro la cosa ha del sovrannaturale
non mi rassegnerò mai... al prossimo giocatore che paperizzano compro cinque copie di Topolino e le rivendo a 10 euro l'una...
*"esigenze di marketing" comunque è un concetto senza senso... dovrebbe essere il marketing a offrirsi alle esigenze editoriali e non viceversa, ma vabè, vecchia storia...
ora, che su ebay il Topolino con Papertotti arrivi a costare anche 20 euro la cosa ha del sovrannaturale
“DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

NoElikrotupos ha scritto: ora, che su ebay il Topolino con Papertotti arrivi a costare anche 20 euro la cosa ha del sovrannaturale
Noooo
NOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!



