
Testi: Casty
Disegni: Giorgio Cavazzano
Tavole: 35
Topolino #2565, Gennaio 2005
E fu copertina. Dopo anni e anni di cover dedicate ad anonime gag era stata considerata positiva l'introduzione degli strilli che più di una volta avevano avuto modo di richiamare l'attenzione sui contenuti dell'albo. Qui si fa di più e per la prima volta dopo anni si dedica la copertina a una storia di Casty, promuovendo quindi una grande avventura di Topolino e Pippo. E a disegnarla è nientemeno che Giorgio Cavazzano, già autore dei disegni della storia in questione. Ecco quindi apparire in una cover un personaggio nuovo e poco consueto come Eurasia Tost, qui alla sua seconda apparizione nell'universo Castyano. Che questo terzetto appaia in copertina poi oltre che piacevole è anche indice che qualcosa si sta smuovendo nell'intero panorama editoriale Topoliniano: si inizia a dare il giusto rilievo alle iniziative di un certo respiro, promuovendo l'apporto di autori che hanno voglia di fare. Se prima un numero con in copertina una gag con Ciccio o Paperoga era una regola, che tralaltro la diceva molto lunga sulla mediocrità dei contenuti, adesso si inizia ad avvertire un clima di maggior riscatto da parte di una manciata di autori che decide di elevarsi dalla mediocrità dilagante andando a confezionare storie apprezzabili anche da un pubblico sopra i tre anni. Molti, come Gervasio, si improvvisano autori completi, altri come Savini intraprendono un loro personale percorso. Pure il desaparecido Faraci fa ogni tanto una capatina. E ovviamente non è da meno Casty, il più attivo e intraprendente di tutti, che apre il 2005 con una bella storia e si prepara a iniziare l'anno più prolifico dell'intera sua carriera Disneyana. Nel Dono di Xamoc, rispunta quindi Eurasia Tost, che messasi in pericolo, spinge Topolino e Pippo a raggiungerla in Messico, per aiutarla a indagare su alcuni misteri della civiltà Maya che, pare, avrebbe avuto modo di sperimentare il teletrasporto, dopo esser stata miracolata dalla visita di un misterioso astronauta. Un bel mistero archeologico, e il primo nella produzione Castyana a vantare riferimenti reali (e anche parecchio colti) come la lastra di Palenque o Quetzcoatl. Ma differentemente da quanto ci si aspetterebbe, non è nello stile del Casty archeologico, il dare una risposta per ognuno degli elementi tirati in ballo. Un mistero centrale c'è, e viene svelato pur con una certa dose di fantasia, ma molto rimane ancora da scoprire in merito agli altri elementi disseminati qua e là. Così facendo, oltre a fornirsi spunti per possibili seguiti della storia, Casty dà una spruzzata di realismo, contestualizzando la propria storia all'interno di alcuni riferimenti reali. Tipica delle storie con Eurasia, è la presenza di un animaletto spalla (della serie sta cercando di dirci qualcosa!!), qui un pappagallino, e di un certo brio giovanile nella narrazione. E' presente inoltre, come malfattore di turno, un Pietro più rozzo che mai, che come al solito non è l'unico responsabile delle malefatte, ma come nella tradizione di Gottfredson, si appoggia sempre a qualcuno più intelligente ma meno sfrontato di lui. Bella storia dunque, il meglio arriverà in seguito, ma già ricchissima di colpi di scena, inside jokes (il professor Gianus, per chi riesce a coglierla) e humor disseminato qua e là, che ci ricorda sempre di non prendere troppo sul serio lo scanzonato mondo di Topolino e soci.
















