Combo rece!
Topolino #3013
Questo è un numero da avere.
E attenzione, non perché ci sono storie scritte da Gagnor e Vito, e disegnate da mostri sacri come Cavazzano e Faccini. Ma perché queste storie sono
belle!
Voglio dire, prendete una storia come quella del
Tor Korgat: basta sfogliare ogni singola tavola (non solo la splendida splash page col titolo, ma tutte le pagine della storia) per capire che si è di fronte ad un gioiellino. Poi si leggono anche i balloons, e ci si trova di fronte ad un'avventura ambiziosa, che sfrutta il setting della montagna impervia in modo assolutamente imprevisto guardando l'incipit. Gagnor promette una bella e classica avventura con Topolino e Pippo (e già una cosa del genere ben fatta sarebbe qualcosa di importante da avere) e nella seconda metà questa sfocia in un conflitto interiore per Mickey Mouse. Una cosa finissima e davvero apprezzabile, che rende Topolino quel tipo di eroe sofferto e comune che apprezzo molto, e che qui ci viene restituito in tutta la sua umanità. Altre finezze come le didascalie di diverso colore per i pensieri dei vari personaggi o un certo approfondimento anche per Gambadilegno rendono ancora migliore la storia, in cui Gagnor compie un salto di qualità a livello di tematica trattata, già intravisto nella recente sciarroniana con Paperoga e che pare avrà seguiti anche la prossima settimana.
Poi c'è un Paperone bellissimo.
Bellissimo.
C'è una corrente di pensiero che sostiene che i fan sono i peggiori professionisti possibili. Ma questo è vero solo in alcuni casi: in altri, la passione può invece essere usata come base sana su cui costruire qualcosa di qualità. Vito è il miglior esempio possibile di questa dinamica, non lascia che le sue idee e sceneggiature vengano travolte dal suo amore per Paperone ma invece incanala la componente sana di questo affetto per prendersi cura del personaggio e per trovare il giusto equilibrio tra il suo utilizzo corretto e le esigenze di storytelling.
Brivido sotto il sole dimostra tutto questo, e con una semplice breve di 8 tavole (tutto fuorché semplice) Vito mostra una ricetta vincente su come scrivere storie davvero buone con i characters disneyani: partendo da situazioni comuni e condivisibili e immergendoci questi personaggi per vedere come se la cavano
Per riequilibrare le cose, la seconda metà dell'albo contiene 2 storie assolutamente dimenticabili: non c'è davvero nulla da dire sull'ennesima breve di Paperino bagnino infastidito dal Paperoga pasticcione, mentre sulla danese finale... è lunga, trooooppo lunga, per di più sconclusionata e con uno spunto troppo debole per essere reso in modo interessante e sensato per tutte quelle tavole I disegni non aiutano.
Topolino #3014
Penso che sia la prima volta da anni che compro un
Topo senza che il motivo sia la presenza di un autore particolare ai testi di una storia.
Certo, c'è Faraci che scrive un nuovo capitolo delle
Cronache dal Regno dei Due Laghi (
Sperduti!), ma sinceramente per quanto avessi gradito la storia originale in 3 parti, questi mini spin-off non mi avevano detto molto: la nuova breve si conferma gradevole, come da tradizione della serie piuttosto demenziale, anche grazie all'abile matita della Ziche, e di certo il clou di questo tipo di storie stanno nei dialoghi frizzanti di Tito e le espressioni pazzesche dei personaggi! Stavolta, in omaggio, pure una vecchia conoscenza, allegra e castorosa

La storia d'apertura è invece molto più seria: c'è un
Paperino Paperotto molto caruccio, con echi enniani senza essere scritto da Enna, in cui c'è un bel connubio tra la stravagante innocenza del gruppetto di amici e la componente "adulta" di una multinazionale che vuole sfruttare un giacimento di carbone nei pressi di Quack Town.
Nella media Panaro con la conclusione della saga sui trofei e buona (per quanto poco originale) la danese di turno, in cui però i McGreal alla sceneggiatura dimostrano di sapere il fatto loro e Fecchi ai disegni si conferma una delle nostre "matite in fuga" migliori
