Di prima mattina (che per il sottoscritto significa intorno a mezzogiorno) il buon Deboroh si reca in edicola e compra Topolino.
Bella la copertina, che celebra giustamente l'evento.
Sfoglio le prime pagine e...
Amo la De Poli.
Un editoriale che osanna il fumetto, per lo più citando Asterix, Corto Maltese, Dylan Dog e Will Eisner.
Richiudo il giornalino.
Rileggo il titolo.
Sì, sì, è proprio Topolino.
Ora, non so se questo editoriale si rivolgesse agli amanti di Novecento che quindi si ritrovano questi fior fior di nome citati, ma il mio cuore si è illuminato sperando che qualche giovane (ma non troppo) lettore di Topolino, vada a cercarsi qualcosina dei nomi in questione, e poi chissà. Chissà, magari dopo questo numero decide di leggersi anche Novecento. Bè, uao, sarebbe proprio quello che dovrebbe fare il Topo. Io ho letto tante parodie ai miei tempi (frase da leggersi rigorosamente su una sedia a dondolo, dopo essersi tolti la dentiera), che mi hanno convinto a recuperare la versione originale, e così accrescere il mio amore per la lettura, con balloon e non.
And now, LA Storia.
Bella, bello l'adattamento, belli i disegni, bella la colorazione, Pippo nel ruolo di Novecento è perfetto.
Da amante del monologo, mi è dispiaciuto non vedere parti che adoro, come la narrazione della "nascita" di Novecento, la spiegazione del perchè Novecento non sia voluto scendere dalla nave, e soprattutto il finale drammatico.
Cioè, l'inizio mi aveva sorpreso ed emozionato perchè mi faceva intuire che non ci sarebbe stato il lieto fine forzato Disney, e invece eccolo che riciccia fuori. Ed è forzato, non lo si può negare. Peccato, perchè avrebbe reso ancor più affascinante la storia. Ma vabbè, è successo con Casablanca, è successo con Romeo e Giulietta, perchè Disney non avrebbe dovuto sacrificare il finale dolceamaro di Novecento. Mah.
A parte questo, nulla da eccepire, una Signora Storia di qualità, quelle per le quali comprerei Topolino, se fossero "la maggior parte" e non "l'evento".
Veder uscire dalle didascalie e dai baloon le parole dello stesso Baricco è stato qualcosa di magico. Le strizzatine d'occhio al mondo del fumetto sono graziose, come Basettoni che riflette sulla sua vita come poliziotto.
Ah, no, dimenticavo. Un altro paio di note "negative" in mezzo a questa storia che, ripeto, mi è piaciuta oltremodo.
1 - Sbrang. Sbrang? Cioè, uno dei frammenti più affascinanti del monologo, uno dei più citati ed estrapolati, e mi si trasforma il "Fran" in "Sbrang"?
Perchè mai? Voleva essere una gag? A me non ha fatto ridere, mi ha solo demoralizzato per la "storpiatura" di un pezzo così bello.
2 - L'intervallo. Perchè dividere la storia in primo tempo e secondo tempo? L'avrei capito se si fosse deciso di pubblicarla in due numeri, ma così che senso ha? Tra l'altro in un modo in cui la suddivisione è palese, con tanto di titolone e avviso di "inizio secondo tempo", che impedirà una ristampa indolore se mai si deciderà di riproporre la storia in un qualche volume/raccolta. E' stato forse fatto per il mercato estero?
Spero che l'intervista a metà storia sia solo una conseguenza dell'intervallo, e non la causa per la quale è stata suddivisa la storia.
Comunque ancora applausi, bravo Cavazzano, bravo Faraci, e bravo Baricco.
Terza puntata di DoubleDuck.
Anzi, Doubleduck - missione #003. Sempre per non farci pensare a Pk, eh.
La storia è la meno dinamica di quelle lette finora, sia come scene d'azione, sia come impostazioni differenti della tavola (ad eccezione della prima), ed è un peccato, perchè forse un episodio come i due precedenti avrebbe catturato maggiormente l'attenzione del lettore occasionale che compra questo numero per Novecento. (ah, io l'ho già consigliato a chicchessia)
Fregandosene degli altri, e parlando per chi ha già letto i primi due episodi, l'episodio nella sua "pacatezza" è forse il più interessante a livello di trama, suddiviso tra siparietti per giustificarsi con Paperina, e poi immergendo Paperino in una spirale di doppi giochi. Ed è qui che le cose si fanno interessanti, con sospetti che si insinuano; da quanto ho intuito, Paperino sta lavorando per i cattivi, e il sospetto traditore alla fine della fiera sarà il buono della situazione, come nel più classico dei ribaltamenti/colpi di scena. In tal caso, immagino che Paperino non abbia mai avuto veramente un passato da spia, ma sia stata tutta una montatura di un'agenzia che voleva prendere il malcapitato caprioespiatorio di turno per sporcarsi le mani. O forse no, chissà. Comunque è tutto portato avanti bene.
E nel prossimo numero l'ultima puntata di Double Duck (di già? Uèèèè

). Spero che comunque sia sviluppata. E se non sarà sviluppata Double Duck, magari potrebbe essere un nuovo stile di mini-serie di qualità, che come le controparti francesi o d'oltreoceano, vengono poi raccolte in volume come graphic novel, le stesse che la De Poli cita con tanto amore nell'editoriale. Sarebbe un cerchio che si chiude. E sarebbe l'apertura di un nuovo mercato, per chi come me non vuole comprarsi tutte le settimane Topolino, ma queste "graphic novel" se le comprerebbe senza ombra di dubbio.
D'altro canto, qualcosa mi pare sia mosso con la raccolta di WoM, se decidono di farlo anche con UltraHeroes o DD, io sono in prima fila.
Per il resto, la lettura della rivista mi ha offerto rubriche e storielle mediocri, quelle per cui non compro regolarmente il Topo.
E nel prossimo numero, vedo Indiana Pipps. Forse è un po' tardi per pensarci, ma visto che proprio in queste settimane uscirà Indy 4, per cavalcare l'onda sarebbe stata un'idea interessante una saga di Indiana Pipps (à la Double Duck, per intenderci).
Vabbè, ho comprato Topolino, è stat bello finchè è durato.
Mi sa che ci si rivede al n.3000, dato che colleziono i numeri tondi.