Mamma mia che finale!
Il
quarto episodio di Potere e Potenza non lascia un attimo di respiro al lettore, già coinvolto dalla vicenda dopo che la disfatta subita di Pikappa la scorsa settimana. Ma ora bisogna affrontare le dirette conseguenze di quanto combinato, e quindi viene il bello perché sarà pur vero che quando il gioco si fa duro Paperinik vorrebbe essere da un'altra parte, ma alla fine indipendentemente da ciò non si tira mai indietro. È anche questo che fa di lui un eroe, e Francesco Artibani l'ha capito bene, anzi benissimo. Lo dimostra avendo realizzato una storia come questa: stratificata, complessa, ricca di sfumature anche e soprattutto caratteriali che rendono Paperino/Paperinik/Pikappa un personaggio concreto, realistico, con cui è straordinariamente facile identificarsi a dispetto di mascherina, costume e scudo Extransformer.
Nel momento più drammatico dell'avventura, e forse della sua intera carriera pikappica, il protagonista pensa agli affetti a lui più vicini, pensa alla sua evoluzione come eroe, e poi si prende sulle spalle il peso di una decisione gravosa. Decisione, invero, presa dai lettori di
Topolino 
ma nella finzione letteraria è tutta responsabilità di Pikappa

Ed è nell'ora più buia che serve una mano: d'altronde di questi tempi "da solo nessuno va molto lontano", e in effetti la rete di nuovi alleati che Paperinik aveva in PKNA era fondamentale per quello status quo rinnovato. Il Razziatore e Odin Eidolon, col loro essere superiori e distaccati, forniscono comunque a Pikappa quell'aiuto utile ma che lo mantiene comunque al centro della scena, visto che è pur sempre lui quello che soffre e fatica più di tutti per combattere la sua battaglia.
Potere e Potenza porta a casa un grande risultato, che non era facile raggiungere: è una gran bella storia. Una storia matura, scritta magistralmente, un masterpiece che risulterà in grassetto sul curriculum di Artibani per tutto quello che comporta come storia in sé e per quello che ha innescato. Una storia che alterna umorismo da comics supereroistici, dialoghi brillanti, divertimento genuinamente disneyano, grande avventura, molta azione e parecchia introspezione. I personaggi sono caratterizzati splendidamente, e quest'avventura ha il pregio di essere grande di per sé ma di aprire diverse porte sul futuro della serie.
Ovviamente c'è una forte dose di elementi legati alla continuity pikappica: ma il pericolo era di crogiolarsi solo in quella, per dar di gomito ai pkers d'annata. Artibani invece dosa bene questo fattore, abbondando con i riferimenti al passato e alle vecchie trame che si possono portare avanti, ma mai in maniera nostalgica, sempre funzionale invece alla nuova narrazione. In quest'ottica i due prologhi sono encomiabili, visto che da un lato ricollegano
Potere e Potenza a
Ritratto dell'Eroe da Giovane in modo armonico e dall'altro rilancia pesantemente nella serie Everett e Uno!
Applausi da spellarsi le mani ad Artibani, quindi, ma senza dimenticare l'apporto fondamentale di Lorenzo Pastrovicchio. Pastro da cui è nato lo spunto iniziale per un ritorno in grande stile di PK, e Pastro che ha messo tutto sé stesso, tutta la sua passione, la sua grandissima abilità nel disegno e la sua ispirazione per realizzare in 5 faticosissimi mesi delle tavole dal forte impatto estetico e narrativo. I disegni di Lorenzo sono un elemento fondante di questa storia, da ogni pagina trasuda lo studio minuzioso dalla struttura della tavola, il rispetto per la leggibilità della storia e per la dimensione del giornale e la voglia di creare un kolossal grafico, delle vignette ricche di effetti speciali, di figate, di idee, di innovazioni e di rispetto per il passato. Le scene di battaglia sono una gioia per gli occhi, rivedere il vero Pikappa imbracciare lo scudo con il suo solito costume è stata una gioia, e vederlo determinato e deciso fare team-up col Razziatore era splendido. Pastro ha tradotto in immagini la sceneggiatura di Artibani nel migliore dei modi, dando spessore e potenza al racconto.
Max Monteduro, infine, dona l'atmosfera giusta con i colori, facendo un lavoro migliore rispetto ai due episodi precedenti e arricchendo di atmosfere alcune vignette.
Potere e Potenza resterà negli annali non solo di PK, ma del fumetto Disney in generale. Cosa potrà succedere in futuro in un'ottica e nell'altra è difficile dirlo ora, ma per quest'estate 2014 ci si può ben beare di aver potuto leggere un fumetto del genere.
E un sentito ringraziamento a chi ha reso possibile questo progetto lo faccio davvero di cuore, e con riconoscenza. Da lettore, prima ancora che da pker.
Ma una grande conclusione, come spesso accade, genera anche alcuni dubbi e perplessità.
È una consolazione sapere che Artibani e Pastrovicchio sono disponibili a diradarli nel "botta e risposta" del Sollazzo
Francesco. Nel Numero Zero Uno dice "Everett Ducklair mi ha programmato per avere qualcuno al suo livello intellettuale con cui parlare", mentre nel primo numero di PK2 Everett spiega a Paperinik che "L'unità artificiale denominata Uno ha cessato le sue funzioni un'ora fa. D'altronde, a causa del mio ritorno, la sua attività non è più necessaria". Nell'ultima tavola di
Potere e Potenza però Everett riattiva Uno per "mettersi al lavoro". Perché? Qual è la vera funzione di Uno, alla fine, nella mente del suo creatore?
Francesco. Rubo una considerazione fatta da Valerio nella sua recensione qui sopra: il primo epilogo sembra suggerire che quanto abbiamo visto accadere non era realmente una riscrittura bensì il naturale corso degli eventi. La sconfitta evroniana a cui si riferiva l'anziano Grrodon in
Ritratto dell'Eroe da Giovane" sarebbe sempre stata questa che ci hai appena finito di narrare, e questo spiegherebbe anche l'affermazione "l'ultimo rimasto sulla terra quando tu hai sconfitto il mio popolo" (e da dove giunse a Sty l'ispirazione per i superevroniani

). È questo che dovevamo capire o abbiamo travisato tutto?
Francesco. Giusto per chiarire la situazione: gli evroniani sono ormai stati tutti debellati, tra azioni di Pikappa e intervento dell'esercito? È questa la sconfitta definitiva dell'impero evroniano, quella rinfacciata da Grrodon sempre in PKNA#5?
Francesco. Paperopoli e il mondo ora sanno che la Terra è stata sotto attacco alieno, informazione che fin dal Numero Zero si cercava di tener nascosta all'umanità per non scatenare il panico. Come cambierà ora il sentire della gente svegliandosi in un mondo dove gli alieni ormai esistono concretamente? E come si spiegheranno la scomparsa della Ducklair Tower?
Francesco. Le due tavole oggetto del sondaggio su
Topolino.it sono evidentemente quelle alle pagine 30 e 31. Ma nelle ultime vignette di pagina 37 Pikappa chiede al Custode della Camera Omega "Ma... da dove mi parli?" e l'I.A. risponde "La Ducklair Tower non esiste più! Stai interagendo con la mia versione ausiliaria installata nella tua uniforme!". Questo significa che anche il lettering di quei balloon è stato battuto all'ultimo minuto prima della stampa, a seguito dell'esito del sondaggio? Se la torre fosse rimasta al suo posto, il Custode cosa avrebbe detto?
Pastro. Lo scontro iniziale in ascensore: come ti sei organizzato nel dover costruire ripetute azioni di lotta all'interno di uno spazio angusto come la tromba dell'ascensore?
Pastro. Per gli abiti "aristocratici" del Razziatore, a cosa ti sei ispirato? Hai pensato a Antico Futuro (per cui mi pare di vedere dei richiami nello stile di quel vestito) oppure hai guardato ad altro?
Pastro. Paperinik configura il nuovo costume sulle fattezze di quello canonico. Come mai però la mano che non regge lo scudo appare comunque "guantata" con lo stile del completo sfoggiato negli scorsi due episodi? Sarà questo il look definitivo del personaggio per le prossime storie di PK?