Re: [PIXAR #13] Ribelle - The Brave
Inviato: lunedì 17 dicembre 2012, 16:48
Preso. Mi ha deluso "La leggenda di Mor'du", una sequenza di storyboard in cui c'è poco più di quello già visto all'interno del lungometraggio.
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Q: You talked about learning from visual-effects companies. The line between animation and live action does seem more blurred than ever.
Mark Andrews: That’s totally true. Everything is getting closer and closer and closer. We’re all circling around the same things, the perfect hybrids. Someday, animated films are going to look like live action. You’re not going to be able to tell the difference, which will be totally trippy. Like, “Hey look, it’s Olivier again! I never saw him as Indiana Jones!”
...mmazza...scritto così manco il peggior dreamworks XD! Il film dice poco, male e ingenuamente. cosa ci può essere di peggio?Valerio ha scritto:Visto ieri per la quarta volta, con commento audio. Ancora non ne vuole sapere di migliorare. Colpa sua. E di quella rockstar fallita di Mark Andrews.
Insomma, cavolo. Continua a darmi l'idea di un film con pochino da dire, e assai poco stile nel dirlo. Con ingenuità sceneggiatorie e registiche di cui non mi capacito, e una puerilità di fondo che disturba. Il Pixar più goffo di sempre.
Lo è se si pensa che la Pixar ha sempre portato avanti un trend più contenutistico che estetico. Lo è se si pensa che questo film, che ci piaccia o no, si portava dietro delle aspettative ben precise dovute all'essere il suo primo "sconfinamento". Insomma, io concordo con te nel dire che non bisogna far venire ai film-maker le ansie da prestazione, condannandoli se non sono all'altezza dei propri precedenti. La Disney stessa soffre del problema che non appena attraversa un periodo di "crisi", quei classici lì vengono snobbati e detestati senza motivo. Attendere l'autore al varco per vederlo sempre superarsi, è stupido e ignorante, perché qualsiasi lista ha i suoi momenti più deboli. E' fisiologico.Scissorhands ha scritto: Su fatto che abbia poco da dire concordo, ma non è necessariamente un male.
Come ho già detto più volte la trama e l'ambientazione sono puro contorno, ciò che premeva era la relazione tra le due.
Ma ingenuità registiche e di sceneggiatura dai... In questo secondo me è proprio l'opposto. La sequenza del montaggio della preparazione del discorso genitori da una parte, merida dall'altra, il litigio mamma-figlia, il discorso ai nobili con la pantomima dell'orso, il finale di uno staging semplicissimo ma così efficace. Tutto puntato a dare rilevanza a Merida e Eleonor.
La cosa dei fratellini penso che sia un altro sintomo di pigrizia artistica, visto che stiamo parlando di uno stereotipo vecchio come il mondo. Preferisco già di più le gag dell'orso, quantomeno perché mi ricordano Humprey, uno dei miei personaggi Disney preferiti. Il problema anche qui è la costruzione emotiva che ti porta ad Humprey. Kenai che non si capacita delle nuove sembianze davanti a Tanana l'ho trovato divertente, perché lì il momento umoristico veniva dopo una scena a dir poco pesante. Idem l'ingresso in scena di Timon e Pumbaa dopo la morte di Mufasa. Li ci si può peremettere di far esplodere l'humor perché fa un po' da valvola di sfogo. Idem per la Carmen in casa di Carl dopo la fine di Married Life, montaggio dalle innumerevoli lacrime. Ma svaccare in questo modo senza essersi preparati un terreno che possa consentire allo spettatore di tirare il fiato, secondo me è un grosso errore. Molti non hanno riso, o hanno percepito questi siparietti come tremendi, e sintomo che il film stava abbassando drammaticamente il livello.Considero Brave un film che da un punto di vista ha puntato molto alla sottrazione al solo scopo di fare emergere le due protagoniste. Certo ci sono anche numerosi siparietti comici. Quelli con Eleanor-orso sono divertentissimi e riusciti sotto ogni punto di vista. Quelli coi fratellini forse a volte un pò forzati, è vero...
Cioè per dirla in breve, ho come avuto l'impressione che Brave fosse un film fatto per i suoi "attori".
Valerio ha scritto: Che innegabilmente c'è. Ed è vero che non era stata ancora trattata la relazione madre/figlia nell'animazione Disney/Pixar. Ma...e con ciò? E' abbastanza per reggere un film? E' qualcosa che in assoluto sentiva il bisogno di essere narrata? Soprattutto con queste modalità?
Valerio ha scritto: Ecco, ed è proprio qui che non sono d'accordo. Quando parlavo di messinscena goffa è perché questi elementi vengono appunto recitati in modo molto rozzo, ingenuo. Posso anche accettare un film che ha pochino da dire (Mucche alla Riscossa, toh) se poi il modo in cui i personaggi parlano, recitano, interagiscono riscatta la baracca. Ma in Brave purtroppo questo non avviene. Più volte mi sono sentito imbarazzato da una regia e una scrittura dei dialoghi che ha del semplicistico. Il monologo iniziale di lei col montaggio quotidiano è qualcosa che mi ha seriamente fatto inarcare un sopracciglio. Parole vuote, piatte, stereotipate, regia che banalizza tutto come se si trattasse di una commediola di poco conto, Merida e Elinor che paiono due caricature. Mi è subito parso svilire il film, e persino la tematica trattata per quanto poca cosa, meritava di meglio. Ma la maggior parte dei siparietti madre/figlia mi sono sembrati davvero poco credibili per il loro contesto e banalissimi per il nostro. Sia che si trattasse di momenti umoristici, che di momenti profondi. Vuoi sapere che effetto mi ha fatto? Come se stessi vedendo un film dei DisneyToon Studios, magari uno dei più belli, ma la cui recitazione tradisce una minor raffinatezza. Se guardi Rapunzel e subito dopo metti Trilli e il Tesoro Perduto puoi avere una mezza idea dello sbalzo recitativo di cui mi lamento.
Valerio ha scritto: La cosa dei fratellini penso che sia un altro sintomo di pigrizia artistica, visto che stiamo parlando di uno stereotipo vecchio come il mondo. Preferisco già di più le gag dell'orso, quantomeno perché mi ricordano Humprey, uno dei miei personaggi Disney preferiti. Il problema anche qui è la costruzione emotiva che ti porta ad Humprey. Kenai che non si capacita delle nuove sembianze davanti a Tanana l'ho trovato divertente, perché lì il momento umoristico veniva dopo una scena a dir poco pesante. Idem l'ingresso in scena di Timon e Pumbaa dopo la morte di Mufasa. Li ci si può peremettere di far esplodere l'humor perché fa un po' da valvola di sfogo. Idem per la Carmen in casa di Carl dopo la fine di Married Life, montaggio dalle innumerevoli lacrime. Ma svaccare in questo modo senza essersi preparati un terreno che possa consentire allo spettatore di tirare il fiato, secondo me è un grosso errore. Molti non hanno riso, o hanno percepito questi siparietti come tremendi, e sintomo che il film stava abbassando drammaticamente il livello.
Valerio ha scritto: Quanto alla famosa scena del discorso di Merida, è un po' in piccolo il simbolo di tutto quello che non va nel film. La madre orsa che fa versacci in sottofondo sbagliando le dosi di umorismo, e il messaggio in sé che Merida mette in piazza. "Ideona! Seguiamo tutti il nostro cuore, che ne dite?" "Non ci avevamo pensato, hai ragione!" "Yeeee!!!1" mi ha lasciato a dir poco perplesso per l'estrema leggerezza e faciloneria con cui la cosa viene risolta. I nobili che improvvisamente si fanno convincere da Merida che spara banalità mi è sempre sembrato oltre che retoricissimo, troppo comodo. E anche qui, la maturazione c'è, ma a ben vedere è per finta. Per cui lo capisco il perfido cannarsi quando dice che la cosa è quasi diseducativa. Merida non sacrifica niente, non rinuncia a niente, dice due sciocchezze e viene portata in trionfo. E dopo aver visto una ragazza che rinuncia ai suoi sogni e decide di restare una rana, e un'altra che rinuncia alla propria libertà prima di venir premiata...bé direi che Merida ci fa proprio la figura della sciocchina.
Che poi, in quella scena entrambe rinunciano a qualcosa, invece. Merida, quando inizia il suo discorso, è pronta a sacrificare la propria libertà e scegliere uno tra i pretendenti, ma la madre la ferma. E quindi rinuncia pure lei alla pretesa di far sposare la figlia. E i lord non si convincono perché Merida dice banalità, ma perché per la prima volta si comporta come sua madre, come una regina. Via, via, è vero che i dialoghi ogni tanto sono banali dal punto di vista letterale, ma significano tanto.Scissorhands ha scritto: Entrambe maturano ma non perchè rinunciano a qualcosa, ma perchè capiscono l'altro e si perdonano per il male involontariamente fattosi a vicenda. Merida non dice che vuole vivere per sempre libera e felice senza responsabilità alcuna. Dice che ora non vuole sposarsi e se lo farà sarà perchè lei lo ha deciso e soprattutto con chi lei vuole. Ma capisce appieno quale è il suo posto e come comportarsi (ancora la scena del discorso ai Lord).
Oh vero! Hai ragionissima! l'avevo dimenticato! Come ho potuto! XDIry Pixar ha scritto:Che poi, in quella scena entrambe rinunciano a qualcosa, invece. Merida, quando inizia il suo discorso, è pronta a sacrificare la propria libertà e scegliere uno tra i pretendenti, ma la madre la ferma. E quindi rinuncia pure lei alla pretesa di far sposare la figlia. E i lord non si convincono perché Merida dice banalità, ma perché per la prima volta si comporta come sua madre, come una regina. Via, via, è vero che i dialoghi ogni tanto sono banali dal punto di vista letterale, ma significano tanto.Scissorhands ha scritto: Entrambe maturano ma non perchè rinunciano a qualcosa, ma perchè capiscono l'altro e si perdonano per il male involontariamente fattosi a vicenda. Merida non dice che vuole vivere per sempre libera e felice senza responsabilità alcuna. Dice che ora non vuole sposarsi e se lo farà sarà perchè lei lo ha deciso e soprattutto con chi lei vuole. Ma capisce appieno quale è il suo posto e come comportarsi (ancora la scena del discorso ai Lord).
Vabbè, qui a questo punto mi sa che si va su percezioni puramente personali. Il De Gustibus è la tomba della dialettica, ma temo che non possa esserci altra spiegazione. Io frasi infantili, stereotipate e tutt'altro che brillanti ne ho sentite, e il rapporto tra le due mi è sempre parso troppo caricaturale. Il montaggione sulla quotidianità all'inizio, loro che ridacchiano in modo scomposto alla fine, l'impressione che siano state commesse indelicatezze e grossolanerie nel dipingere il rapporto tra le due rimane. Specie dopo aver visto gli Incredibili e aver ammirato alcuni siparietti familiari geniali, brillanti, divertenti e profondi. Probabilmente a questo punto è un problema più di resa che di concetti. Andrews non è riuscito a far esprimere ai personaggi ciò che la Chapman intendeva, forse. Bird con molto meno materiale (idea pacchianissima quella della famiglia di supereroi) ha saputo cavar fuori l'Arte. Sarà questione di sensibilità personale, ma per me un'Elastigirl che responsabilizza Violetta nella grotta e le scosta i capelli dal viso, cambiandola per sempre, tocca una vetta che Elinor può solo sognarsi.Scissorhands ha scritto: Io in Elinor ho visto tutto l'amore di una madre autoritaria per sua figlia. Se è dura lo è per il suo bene. E in Merida c'è tutta la testardaggine e l'ingenuità di una ragazzina di 13 anni. Loro due secondo me son perfette.
Puoi voler trovare tutte le minuzie che sicuramente ci sono, ma la realtà è che in generale dai commenti che sento in giro quel terzetto non ha funzionato a dovere.L'idea dei 3 gemellini enfants terribles è vecchia quanto il cucco vero, e non voglio manco scomodare qui, quo e qua... ma in genere quello che si vede SEMPRE al cinema (vedi anche Paranorman, Where the wild things are) in un rapporto sorella maggiore/fratellino è che non si sopportano e si fanno i dispetti però alla fine se vojono bene. Qui per ammissione della regista hanno voluto fare qualcosa di diverso. Quindi clichè fino a un certo punto...
Il bisticcio non è abbastanza. La cosa viene buttata nel ridicolo, e reiterata, quando in giro c'era ancora un clima piuttosto spiritoso. La strega che come Archimede si chiede "cos'è che mi sono scordata di dirle?", Merida col tortino, la madre che inizia già a fare le facce buffe e a ruttare non appena mette in bocca il robo. Non c'è stacco, non c'è sollievo, né equilibrio è solo un climax di comicità che culmina con l'orso impettito. Non è un caso che il pubblico abbia digerito poco questo contrasto tra scenari epici e dinamiche da sitcom.Questione orso: ma scusa, tu vedi una donna bellissima, tanto affascinante quanto austera, che dirige chiaramente la baracca, che imbocca il marito... trasformasi in un enorme e goffo animale peloso e non è comica? I suoi tentavi di rimanere regale (la corona, la scelta del vestito, il voler star ritto sulle zampe anteriori) rappresentano secondo me un contrasto fantastico e comicissimo. E il tutto arriva dopo lo scontro tra le due e l'arco bruciato!
Continuo a percepire qualcosa che non va in questo ragionamento. Non mi risulta che all'inizio del film tra madre e figlia ci sia stato un fraintendimento, che solo parlando trova chiarimento. Non è come Peppe Gallo che cerca di rifuggire il dialogo, ma se l'avesse affrontato prima tutto sarebbe cambiato. Mi sembra che i due scontri di volontà rimangano chiari e netti sin dall'inizio, la madre sa benissimo le ragioni di Merida, sa benissimo perché non vuole sposarsi ma ritiene che la ragion di stato e la politica prevalgano, e che Merida debba accettarlo. Merida dice che non vuole sposarsi e basta, non offre soluzioni secondarie che la madre per sbaglio non sente, dice di no e basta. L'esito di questo scontro si ha quando la madre in versione orso non ha più modo né la forza di imporle la sua visione, e alla fine si fa come vuole Merida, che convince tutti con discorsi idealistici che allora potevano essere fatti anche prima. Non mi pare che le due abbiano trovato un compromesso, che Merida abbia offerto geniali soluzioni per risolvere i problemi di successione, per cementare concretamente i clan. Ha semplicemente vinto lei, cambiando a voce le regole del gioco dei troni, e a Elinor la cosa automaticamente sta bene. Non che abbia torto o che abbia combattuto una causa sbagliata, ma se si voleva fare un film sulla comprensione tra le due, avrebbero dovuto inventare qualcosa di meglio che una pantomima per far convergere le loro visioni. Che infatti mi paiono convergere solo per finta, e solo fino a quando non ci si ricorda che c'erano motivazioni politiche che spingevano Elinor ad obbligare Merida.La questione poi non è che se per maturare Merida sacrifichi qualcosa o no. Dove sta scritto? Mica è vero. Brave è un film sull'ascolto e sul perdono (non a caso la sottotrama identica di Mordu). Entrambe maturano ma non perchè rinunciano a qualcosa, ma perchè capiscono l'altro e si perdonano per il male involontariamente fattosi a vicenda. Merida non dice che vuole vivere per sempre libera e felice senza responsabilità alcuna. Dice che ora non vuole sposarsi e se lo farà sarà perchè lei lo ha deciso e soprattutto con chi lei vuole. Ma capisce appieno quale è il suo posto e come comportarsi (ancora la scena del discorso ai Lord). Questo "trionfo" è breve e effimero perchè il vero trionfo è nell'abbraccio finale.
E lo spero bene che sia personale, visto che Rapunzel pur avendo un'impostazione molto classica di cose nuove ne dice eccome, molto più di Merida, basta pensare a tutto il morboso rapporto con Gothel.Io preferisco più la roba riuscita meno bene, ma che apporti novità, di qualsiasi genere (tipo la ranocchia e a suo modo Brave... ma parere personale eh, so' gusti!).
E' vero, all'inizio Merida pare volersi sacrificare...e la madre la ferma. Ma per quale motivo? Solo perché ora che è orso la figlia le sta più simpatica? Politicamente parlando non è cambiato niente, la ragion di stato rimane quella, le successioni dinastiche pure, e le motivazioni che spingevano Elinor a combinare il matrimonio rimangono intatte. L'impressione è che Elinor cambi idea perché bisogna, la storia la prevede e la scena deve finire bene, non perché nel frattempo quelle ragioni si siano svalutate. E' per questo che parlo di risoluzione retorica e comodaChe poi, in quella scena entrambe rinunciano a qualcosa, invece. Merida, quando inizia il suo discorso, è pronta a sacrificare la propria libertà e scegliere uno tra i pretendenti, ma la madre la ferma. E quindi rinuncia pure lei alla pretesa di far sposare la figlia.
Hai colto una finezza. Ciò che dici è molto vero, perché forse abbiano trovato il bandolo della matassa. Gli ingredienti per preparare un ottimo film c'erano anche. Serviva lievito per dare loro il giusto peso, per far spiccare determinati concetti. Non li hanno cucinati e assemblati a dovere. Molta roba la si può cogliere dopo molto rimuginare, ma durante il film non spicca, non rende, e rimane soffocata dall'impasto. Perché è rimasta cruda.E i lord non si convincono perché Merida dice banalità, ma perché per la prima volta si comporta come sua madre, come una regina. Via, via, è vero che i dialoghi ogni tanto sono banali dal punto di vista letterale, ma significano tanto.
Sì, credo anch'io che il problema di questo film stia tutto qua. Per me ha tante cose da dire, ma non è facile coglierle, e questo è dovuto sicuramente a un problema di struttura. Dovuto, a mio parere, ai problemi alla regia.Valerio ha scritto: Hai colto una finezza. Ciò che dici è molto vero, perché forse abbiano trovato il bandolo della matassa. Gli ingredienti per preparare un ottimo film c'erano anche. Serviva lievito per dare loro il giusto peso, per far spiccare determinati concetti. Non li hanno cucinati e assemblati a dovere. Molta roba la si può cogliere dopo molto rimuginare, ma durante il film non spicca, non rende, e rimane soffocata dall'impasto. Perché è rimasta cruda.
Certamente! Ognuno sa benissimo fin dall'inizio le motivazioni dell'altra, ma o le ha capite parzialmente (Elinor), o non può averne coscienza (Merida)!! E' una questione di livelli di comprensione.Valerio ha scritto: Continuo a percepire qualcosa che non va in questo ragionamento. Non mi risulta che all'inizio del film tra madre e figlia ci sia stato un fraintendimento, che solo parlando trova chiarimento. Non è come Peppe Gallo che cerca di rifuggire il dialogo, ma se l'avesse affrontato prima tutto sarebbe cambiato. Mi sembra che i due scontri di volontà rimangano chiari e netti sin dall'inizio, la madre sa benissimo le ragioni di Merida, sa benissimo perché non vuole sposarsi ma ritiene che la ragion di stato e la politica prevalgano, e che Merida debba accettarlo. Merida dice che non vuole sposarsi e basta, non offre soluzioni secondarie che la madre per sbaglio non sente, dice di no e basta. L'esito di questo scontro si ha quando la madre in versione orso non ha più modo né la forza di imporle la sua visione, e alla fine si fa come vuole Merida, che convince tutti con discorsi idealistici che allora potevano essere fatti anche prima. Non mi pare che le due abbiano trovato un compromesso, che Merida abbia offerto geniali soluzioni per risolvere i problemi di successione, per cementare concretamente i clan. Ha semplicemente vinto lei, cambiando a voce le regole del gioco dei troni, e a Elinor la cosa automaticamente sta bene. Non che abbia torto o che abbia combattuto una causa sbagliata, ma se si voleva fare un film sulla comprensione tra le due, avrebbero dovuto inventare qualcosa di meglio che una pantomima per far convergere le loro visioni. Che infatti mi paiono convergere solo per finta, e solo fino a quando non ci si ricorda che c'erano motivazioni politiche che spingevano Elinor ad obbligare Merida.
Infatti è stata l'unica cosa che davvero ho adorato! Ma non è il fulcro del film. Il film non parla di quello. E' un elemento. Per il resto, narrazione in primis, è molto convenzionale. In Brave il rapporto Madre-figlia E' il film. Cioè il ragionamento è proprio l'opposto.E lo spero bene che sia personale, visto che Rapunzel pur avendo un'impostazione molto classica di cose nuove ne dice eccome, molto più di Merida, basta pensare a tutto il morboso rapporto con Gothel.
Che poi, in quella scena entrambe rinunciano a qualcosa, invece. Merida, quando inizia il suo discorso, è pronta a sacrificare la propria libertà e scegliere uno tra i pretendenti, ma la madre la ferma. E quindi rinuncia pure lei alla pretesa di far sposare la figlia.
Credo che, grazie anche a iry, ho già risposto alla domanda.L'impressione è che Elinor cambi idea perché bisogna, la storia la prevede e la scena deve finire bene, non perché nel frattempo quelle ragioni si siano svalutate. E' per questo che parlo di risoluzione retorica e comoda