[DC] Batman

Non solo Marvel e DC ma anche le classicissime strips e il fumetto autoriale di Alan Moore, Frank Miller o Jeff Smith.
  • Damian, a mio parere uno dei Robin migliori insieme a Jason, visto che esce un po dal solito stereotipo della spalla......
  • E' ora di recuperare un bel po' di arretrati.

    Batman #7

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    Batman e Nightwing si incrociano! Figata! La convergenza è tale che quelli della Lion lo specificano fin nella prima pagina che ci sarà questo fatto così singolare. Del resto, che le trame delle due testate fossero "compatibili", per quanto parallele, si sapeva... ma non potevo immaginare che la macrotrama che di lì a poco sarebbe deflagrata su tutte le testate batmaniane avrebbe avuto un principio di cross-over già qui e mostrando la stessa scena da due angolazioni/visioni diverse.
    Ottima idea, devo dire, resa benissimo.
    Entrando nello specifico, comunque, vediamo che in Batman il Cavaliere Oscuro, ormai evaso dal giogo della Corte dei Gufi, ha la possibilità di ragionare più a mente fredda su questo nuovo caso, che sembra affondare le radici in maniere estremamente profonda e avere ramificazioni ovunque. Ma mentre Batman cerca di far progressi per trovare il punto debole con cui sconfiggere questi nemici, i Gufi decidono di sferrare il loro attacco definitivo alla città.

    Batman nella sua indagine giunge ad una ferale rivelazione, che subisce sulla sua pelle Dick Grayson anche sulle pagine del suo Nightwing: la Corte dei Gufi otteneva i giovani che di generazione in generazione avrebbe vestito il ruolo dell'Artiglio dal Circo Haly, e Dick era predestinato ad essere proprio uno di loro se i suoi genitori non fossero morti e non fosse di conseguenza stato adottato da Bruce Wayne. La rivelazione dell'identità del killer Saiko, con triste storia al seguito direttamente collegata a questi eventi del passato di Dick, e lo scontro che il supereroe ingaggia con il proprio persecutore rendono la storia oltremodo avvincente.

    In Detective Comics invece Tony Daniel conclude la sua sottotrama che vede l'attacco al casinò del Pinguino. La storia è senza infamia e senza lode, si fa leggere, ma non è niente di che e si apprezzano soprattutto i disegni di Daniel, qui come sempre in splendida forma.

    Batman #8 - Batman #9

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    Catwoman, lo Spaventapasseri e il figlio del Dottor Strange. E Batman che passa attraverso questi nemici per sventare il "caso del mese". Daniel per Detective Comics #8 firma una storia in bilico tra classico e banalotto, una trama che scorre lineare e va via come l'acqua fresca, che sa intrattenere il lettore ma senza niente di particolare a parte il solito comparto grafico da applausi.
    Detective Comics #9 fa invece uno strappo alla sua linea di "estraneità" rispetto al maxi-evento della Notte dei Gufi, mostrandoci un frammento di questa lunga nottata, precisamente il momento in cui Batman si reca al Manicomio Arkham per salvaguardare l'incolumità del direttore. Come da abitudine di Daniel, la storia è composta da tante scazzottate, molta azione e un Crociato Incappucciato implacabile: il risultato si attesta nella media stilistica dell'autore, con una storia sicuramente incalzante e d'azione, ma che non "buca lo schermo" e non è in grado, in definitiva, di farsi ricordare anche conclusa la lettura.

    Ma, dicevamo, la Notte dei Gufi. L'evento batmaniano che raccoglie pressoché tutte le testate batmaniane USA trova il suo inizio in Batman #8, che fa da prologo alla lunga notte di Gotham City. Gli Artigli infatti stanno invadendo la città, andando a colpire le persone più influenti di Gotham per ucciderle e quindi per ottenere dei vuoti di potere, da riempire con i loro adepti. Arrivano anche a Villa Wayne e financo nella Bat-Caverna, dove ci sono delle bellissime pagine che mostrano l'assedio di questi spietati assassini e la resistenza che imbastiscono Bruce e Alfred. E mentre Batman fa il figo indossando un'armatura da robottone giapponese, Alfred mobilita tutta la Bat-Family perché si dirigano a salvare le vite delle personalità in pericolo.
    E quando finalmente Batman riesce ad avere la meglio sul gruppo di killer entrati in casa sua, è pronto ad uscire per le strade della città per aiutare i proprio colleghi nell'operazione di salvataggio. E anche se non tutto va secondo i piani, potrebbe essere che comunque da una sciagura nasca un asso importante da giocare.
    Questa doppietta di storie mostra l'abilità di scrittore di Scott Snyder, che orchestra con grande sicurezza il perno centrale del plot, rappresenta (anche con l'apporto notevolissimo del disegnatore-meraviglia Greg Capullo) un Batman magistrale che sa muoversi a meraviglia in questa situazione decisamente drammatica. Siamo al culmine del maxi-evento batmaniano e me lo sto godendo alla grande :) Anche perché poi Snyder inserisce anche una side-story decisamente intrigante e che promette di avere un seguito, dove osserviamo in un flashback il padre di Afred scrivere una lettera al figlio, dove lo avverte che la famiglia Wayne non è una famiglia normale, ma nasconde segreti e pericoli dai quali è meglio stare alla larga. Tanta carne al fuoco, tutto succosa e senza che niente, finora, sia bruciato: tanti applausi a Snyder.

    E in questo momento si capisce ancora meglio la scelta della Lion di inserire nel mensile anche Nightwing, vero e proprio contraltare degli eventi che si stanno succedendo a Gotham. Nei numeri #8 e #9 Kyle Higgins si diverte un mondo a mostrarci la quest che deve compiere Dick, salvare cioè il sindaco dall'attacco di un Artiglio. Tra scazzottate, battute sferzanti dell'eroe e rivelazioni sorprendenti, Nightwing si scopre a lottare addirittura con il proprio bisnonno, del quale apprendiamo il passato tramite flashback che si intervallano allo scontro tra i due. Sono due numeri entusiasmanti, dove il supereroismo più mainstream si incontra senza problemi con parti più rilassate e significative. Molto bene.

    Batman Speciale: La Notte dei Gufi

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    In questo gennaio è uscito pure un numero speciale di Batman, intitolato proprio alla Notte dei Gufi, ma che in realtà ha collegamenti molto più blandi di quel che si potrebbe immaginare con il cross-over attualmente in corso.
    L'albo raccoglie Batman Annual #1, di Snyder e Tynion IV con i disegni di Jason Fabok, e All Star Western #9 (firmato da Palmiotti, Gray e Moritat).
    L'Annual si occupa principalmente di parlare di Mr. Freeze, rinarrandone le origini contestualizzate in questo reboot, e mostrandoci uno scontro tra Batman e il redivivo nemico durante l'estenuante notte che sta affrontando l'eroe. Vediamo anche il Pinguino, Nightwing, Damian nei panni di Robin e ovviamente i flashback (deliziosamente colorati con toni di ghiaccio) sul passato di Freeze. Il collegamento con i Gufi appare pretestuoso, visto che starebbe nel fatto che il fattore rigenerante che la Corte sperimenta sui propri Artigli provenga dagli studi di Freeze, ciononostante la storia è ben scritta, avvincente e si avvale di disegni veramente sofisticati e visivamente vincenti. Promuovo senza indugi quindi questa storia, confidando che getti le basi per le future incursioni della nemesi nelle storie di Batman.
    All Star Western #9 è invece effettivamente inutilino: e stavolta non mi riferisco solo ai rapporto blando con i Gufi (che è decisamente blando, non fa che confermare che la Corte esiste a Gotham da millanta anni), ma anche e soprattutto al fatto che non mi pare molto sensato portare un numero di una testata che fa praticamente storia a sé, raccontando storie di un altro tempo, in un contesto in cui non ci azzecca nulla, proponendolo a lettori che non sanno cosa è successo prima e non gli interesserà di sapere cosa succede dopo, e dandogli un'avventura di fatto monca, che non ha un vero inizio e che soprattutto non finisce qui ma nel prossimo volume che raccoglierà tot numeri della testata. Poi oh, i due protagonisti mi hanno divertito, la storia è caruccia, i disegni sono interessanti con il loro stile particolare... ma resta il fatto che qui non c'entra molto.
    Questo Speciale targato Lion, comunque, ha anche un altro motivo di interesse oltre alla prima storia: mi riferisco al lungo articolo firmato dalla sempre ottima Elena Pizzi che fa il punto sulla continuity batmaniana post-reboot riassumendo albo per albo i punti salienti che hanno portato allo status quo attuale, cioè alla Notte dei Gufi, con tanto di indicazioni sulla pubblicazione americana e italiana delle storie elencate. Ne viene fuori un utile bignami per avere sotto controllo la situazione ed avere più punti di riferimento per godersi l'evento ora che ci siamo dentro.
    Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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  • Batman #10

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    La lunga Notte dei Gufi sta per volgere al termine, come vediamo in Batman. L'attacco dell'esercito di Artigli a Villa Wayne e a tutte le persone in vista di Gotham City ha sicuramente rappresentato l'apice del crossover batmaniano dell'anno, sia narrativamente (la tensione era altissima) sia a livello di coordinazione con le varie testate collegate al Cavaliere Oscuro. Ma Scott Snyder non è uno scrittore da prendere sotto gamba, e continua a dimostrarlo ogni volta di più. Così, dopo aver imbastito una storia piena di pathos e azione nei due precedenti numeri, mette in scena il Batman più genuinamente detective, che dopo il polverone cerca di capire qualcosa di più del complotto, che non è certo già sventato ma che dimostra di avere ancora in serbo minacce. Anzi, forse la minaccia peggiore.
    Il numero si chiude con un colpo di scena da manuale, capace di scioccare il lettore; d'altro canto occorre tenere conto che i comics USA non sono nuovi a sorprendenti rivelazioni che vengono poi smentite nel numero successivo. Staremo a vedere come Snyder gestirà questa patata bollente che si è cotto da solo, per ora io do un giudizio positivo a tutta la sua gestione, e anche a questo suggestivo numero.
    Suggestiva è anche la side-story, quella Caduta di Casa Wayne che Snyder scrive in coppia con Tynion IV e disegnata col tratto duro di Albuquerque: il mese scorso avevamo visto la prima parte di questa mini di 3 brevi episodi che esplorano il passato della famiglia, e suggeriscono la presenza di Gufi e segreti fin dai tempi del padre di Alfred. Ma questo secondo episodio approfondisce solo l'inquietudine, lasciando le vere rivelazioni alla prossima, e ultima, puntata.

    Il Detective Comics di Tony Daniel, spiace dirlo, ma mi ha un po' stancato. A fronte di disegni sempre al limite dello spettacoloso, abbiamo una nuova run che parte effettivamente in modo plateale e interessante (i tizi vestiti da Batman che fanno la rapina) e che ci presenta il Batman investigatore, ma poi si perde e tira in mezzo un cattivo piuttosto improbabile che mi ha fatto alzare il sopracciglio destro. L'autore si conferma un buon artigiano, ma non eccelle, si limita a scrivere storie discrete che però sono prive di quel quid particolare che servirebbe per appassionarsi. Daniel gioca tutto sull'iconicità di Batman e sul fascino che le ronde notturne e i freaks stimolano naturalmente del lettore, attenendosi al copione. I suoi inizi da sceneggiatore mi parevano più personali, ma le ultime prove mi danno invece questa sensazione. Non fa eccezione questa nuova run, rimango comunque curioso di capire come proseguirà.

    Nightwing, invece, continua a darmi soddisfazioni. Kyle Higgins mi ha deluso davvero poche volte in questi 10 numeri, e questa nuova avventura di Dick Grayson dopo il coinvolgimento del ragazzo e della testata nella Notte dei Gufi mi pare molto buono: ok, si ricicla l'indagine che parte dal bisogno di scagionarsi per un crimine non commesso, ma lo svolgimento della trama non ha un grinza, fa il suo lavoro senza deludere e senza annoiare, fino alle ultime tavole che fanno venir voglia di leggere l'ambo seguente. Non chiedo molto di più da un fumetto seriale, in fondo.
    Inoltre la storia continua ad avere un occhio di riguardo per la vita privata di Dick, che qui addirittura si mette ad elucubrare grandi piani per il beneficio di Gotham e per il circo, e poi si rivede addirittura con Sonia Zucco. Dai, bello :)
    Sempre buoni i disegni di Barrows, in coppia con Borges, che mantengono uno stile piuttosto classico ma con echi personali.
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  • Batman #11

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    Spiace rilevare che anche questo mese, a parte le due pagine di editoriali introduttivi, non ci sono articoli e commenti di sorta a corredo delle storie.
    Ad ogni modo, si tratta di un buon numero davvero.

    Per il Batman di Snyder e Capullo, che qui chiude la run sulla Notte dei Gufi completando [spoiler]lo scontro tra Batman e Lincoln[/spoiler] iniziato il mese scorso.
    La conclusione non riesce ad essere forse completamente all'altezza di tutto il dramma confezionato dallo sceneggiatore nei 10 precedenti numeri, limitandosi ad essere una scazzottata (per quanto molto coreografica e ben gestita) tra i due avversari. Ma c'è anche da osservare che i dialoghi restano il piatto forte della scena, con una menzione speciale a quello che intercorre tra Bruce e Dick nelle ultime tavole, dove si tirano un po' le file dei risultati "morali" ottenuti dai personaggi dopo tutto quello che hanno passato. La centralità di Gotham, che non si limita ad essere il semplice scenario delle avventure di Batman, e la fiducia incrollabile di Bruce verso i suoi genitori.
    Non è il migliore dei finali possibili per una saga al cardiopalma, che forse non chiude il cerchio come mi aspettavo ma tutto sommato mi lascia soddisfatto. Anche se il viaggio è stato più interessante della meta.
    A proposito di dialoghi, quello tra Alfred e Bruce nell'ultimo atto della side-story La Caduta di Casa Wayne è un altro esempio di grande scrittura: di quelle poche tavole in realtà si salva giusto quello scambio di battute, visto che per il resto non succede granché. Peccato, perché era una bella idea e nei precedenti capitoli si era costruito il tutto molto bene, ma mi pare si risolva in modo un po' frettoloso e inconcludente.

    Per il Nightwing di Higgins, che qui ai disegni vede esordire Andres Guinaldo e che prosegue brillantemente lo story-arc inaugurato il mese scorso. Sì, perché questi tizi della Repubblica del Domani potevano anche apparire come il solito gruppo di supercattivi invasati, invece l'idea di contestualizzarli come un gruppo di persone accomunate dall'aver subito danni o perdite a causa degli interventi incontrollati dei supereroi è vincente e intelligente. Poi vabbè, in realtà il loro capo Paragon non pare essere mosso dagli stessi motivi e quindi ritorna nella categoria di cui dicevo poco fa, ma ci può stare. Bene l'approfondimento sul personaggio di Nie, il detective che vuole incastrare Nightwing, e molto bene la scena del dialogo tra Dick e Damian. In generale è ben gestito proprio Dick Grayson in quanto personaggio, che viene reso molto realistico e credibile dalla trama stesa da Higgins sia quando agisce in borghese, sia nei panni di Nightwing. I suoi comportamenti, le sue reazioni, il suo rapporto con Sonia Zucco... tutte pennellate intelligenti che caratterizzano in modo sensato il personaggio.

    Ancora una volta, l'anello debole del mensile italiana è rappresentato dal Detective Comics di Tony Daniel, che peraltro stavolta è presente nella sola veste di sceneggiatore e non più di disegnatore, col risultato che la parte grafica è meno convincente degli scorsi numeri (per quanto rimanga sempre su una buona media) mentre la qualità di sceneggiatura rimane la medesima, ma non c'è da starne molto allegri. Che poi non è che le trame di Daniel siano LoSchifo, ci mancherebbe, anzi buoni elementi e idee interessanti non mancano, ma vengono annegate in una trama tutta-azione che sa anche intrattenere ma in modo confusionario e non convincente. Questo nuovo cattivo, questo Mr. Toxic, non è qualcuno capace di bucare lo schermo, è solo un brutto muso che è bello veder prendere a pugni da Batman. Tutte queste idee fantascientifiche collegate ad esso, poi, traballano troppo per i miei gusti. La componente d'indagine, invece, la trovo meglio riuscita.
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  • Ho appena terminato la lettura dell'arco narrativo sulla testata di Batman gestito da Scott Snyder e Greg Capullo, che vede, in un dipanarsi di 11 numeri, il Pipistrello opporsi alla fantomatica Corte dei Gufi, organizzazione segreta e quasi leggendaria che parrebbe esistere da sempre, nella storia di Gotham.
    Che dire?
    Mi aspettavo di più; molto di più.

    Sarà che molti lettori appassionati, ormai abituati alla disarmante mediocrità che caratterizza l'attuale produzione degli spillati di supereroi, abbiano gridato al capolavoro al termine della lettura, alzando non di poco le mie aspettative; sarà che io stesso ci credevo sul serio a questo prodigio annunciato, sbandierato dai media, acclamato dai fan; sarà che man mano che leggevo la run, fino al settimo/ottavo numero, lo vedevo realizzarsi concretamente, quel gioiello di cui tutti parlavano. Ma poi, di fatto, cosa abbiamo avuto realmente? Un buon prodotto, indubbiamente al di sopra della media - ormai da querela - dei mensili di eroi in calzamaglia, ma non quell'elemento rivoluzionario e imprescindibile che molti andavano professando.
    Comprendo senza difficoltà lo scalpore che il ciclo della Corte dei Gufi è riuscita a creare tra i Bat-fans più accaniti; quella in questione è una splendida storia di Batman, ma presenta degli innegabili difetti su cui, a mio dire, non si può passare oltre. Ma andiamo con ordine.
    Snyder è uno scrittore molto abile e completo, capace di intessere ottimamente una trama passo dopo passo, di amalgamare bene indagine psicologica e azione (elementi della medesima essenzialità in un'avventura dell'Uomo Pipistrello), di imbastire dialoghi pungenti e coinvolgenti. Inoltre, dimostra di sapersela cavare non male come sceneggiatore, fornendo agli eventi un'ottimale sezionamento in vignette, ben curate dal punto di vista della regia e del ritmo impresso alla storia, adeguato per ogni situazione.


    La storia vede Batman alle prese con la Corte dei Gufi; quei gufi predatori naturali dei pipistrelli, quei gufi insidiosi, notturni, che tramano nelle tenebre, quei gufi silenziosi e letali. Tutto ciò viene rappresentato anche nella città di Gotham, dove, per una sola Batcaverna, vediamo diversi e molteplici "nidi" della Corte, la pericolosità dei disumani Artigli dei Gufi (su cui, nella run, si faranno diverse agghiaccianti scoperte), la volontà della Corte di sbranare il Pipistrello. Inoltre qui Gotham non è più semplice teatro degli eventi, ma assurge a ruolo di vero e proprio character; finora la più grande alleata di Batman, anzi, finora addirittura fusasi con l'eroe che ha giurato di difenderla (Gotham è Batman, citando il primo numero), ma che nasconde però un lato oscuro: la Corte dei Gufi. Perché la Corte rappresenta proprio il lato più sinistro e corrotto della città, è una sua personificazione, la perfetta nemesi di Bats (concretizzazione, invece, di tutto ciò che ancora c'è di buono in una metropoli marcia come Gotham), nonché la prova che il male esiste da tempo immemore e che per sempre esisterà; ma si può e si deve comunque agire per contrastarlo e non rassegnarsi mai.
    Batman viene qui attaccato nell'intimità: gli Artigli dilaniano il suo passato, i parenti, la casa, la città, gli alleati di sempre, cercando di demolire il mito e il simbolo dell'Uomo Pipistrello estirpandolo alle radici. Il tutto è condito dai più che ottimi disegni di Capullo, capace di donare espressività, dinamismo e morbidezza alle figure con tratto elegante e paradossalmente adattissimo per le atmosfere del Cavaliere Oscuro.


    Vi starete chiedendo: ma come, finora hai elencato solo pregi della run. Cosa c'è, quindi, che ti ha fatto storcere il naso?
    La risposta è terribilmente semplice: tutto ciò che avviene (a livello di soggetto, perchè la sceneggiatura si attesta sempre su livelli superiori alla media) dall'ottavo numero in poi.
    Snyder sembra rinnegare tutta la magnificenza attestatasi nei primi otto numeri, con particolare riferimento al geniale numero 5, indubbiamente il migliore dell'intera run, qualitativamente lontanissimo dai cliché e dalla mediocrità degli albi dedicati ai supereroi. Sì, perché già la Bat-armatura ti fa storcere il naso, simbolo e testimone su carta degli stereotipi del fumetto mainstream dei tizi in calzamaglia, ma vabbè, dici, ci sta, possiamo passare oltre, andiamo avanti. Poi viene il turno della battaglia, il confronto con gli Artigli, che Snyder ha sapientemente costruito numero dopo numero, ecco che arriva, Batman contro gli Artigli, gli Artigli contro Batman, eccolo, eccolo, è lì, eccolo! Finito.
    In un batter di ciglia vediamo terminare lo scontro tra l'Uomo Pipistrello e orde di Artigli, ma va ricordato come uno solo di loro sia stato sufficiente a impegnare Bats per diversi albi, mentre una miriade non riesce a tenergli testa nemmeno per un paio di numeri. Fai spallucce e vai avanti, rimpiangendo però i fasti dei numeri passati, così intensi, sentiti, emozionali, lontani dai cliché del genere supereroistico. Qui dello Snyder della prima parte vediamo solo i ben calibrati dialoghi e la regia ottimale, poco altro. Poi giunge il numero 10, quello che si gioca tutto sul finale, che si regge sulle ultime tavole, dove c'è un colpo di scena a dir poco sconvolgente, che può piacere e non piacere, ma è una questione prettamente soggettiva e quindi mi asterrò dal commentarla, e, infine, l'ultimo capitolo. The last stand. The final showdown, col gran nemico, il vero avversario: vista la relazione che afferma di avere col Crociato Incappucciato, m'aspetto qualcosa di scoppiettante, pirotecnico: qualcosa che, invece, non arriva.


    L'ultimo numero si presenta scialbo, insipido, quasi noioso, e si riduce a una scazzottata, qualche frase fatta e a un gigantesco punto di domanda per un finale che, in realtà, non conclude nulla. Un albo in cui l'unica parte degna di nota è il dialogo finale tra Bruce Wayne e Dick Grayson, molto funzionale e decisamente intenso.
    In definitiva, una saga assolutamente consigliata, ma solo per gli appassionati di Batman. E' qualcosa che avrebbe potuto essere sul serio un gioiellino, ma che collassa sul finale, che si sgonfia come un soufflé mal cucinato, che era intelligente ma non si è applicato. Dispiace, dispiace tanto, soprattutto perché le potenzialità c'erano tutte, sia sul fronte dei testi che su quello dei disegni (un Capullo da antologia riesce a risollevare anche la scrittura un po' loffia di Snyder degli ultimi numeri).
    Ciò non toglie che si tratti di qualcosa di oggettivamente superiore alla media e che brilla di sicuro, assieme agli Ultimates di Hickman e a poche altre cose, nell'attuale mediocrità del panorama supereroistico americano.
    "Furfanti di più nobile stirpe di te mi hanno reso cauto, ingegnoso e litigioso! Ma tu... TU MI HAI FATTO ARRABBIARE!"

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  • Catwoman #2-3

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    Non avevo comprato subito ai tempi dell'uscita il secondo TP dedicato alle avventure post-reboot di Catwoman, col risultato che poi non lo trovavo più in fumetteria. Per fortuna esistono le fiere del fumetto, e due settimane fa a Cartoomics ho recuperato sia il secondo che il terzo, mettendomi in pari con la pubblicazione italiana.
    Penso di essere definitivamente conquistato dal personaggio della Felina Fatale, che pur conoscendo fumettisticamente non in modo approfondito mi ha sempre attratto molto (so cosa state pensando :P ma non solo esteticamente... anche esteticamente, ma non solo, ecco :P ) e che il primo TP di questo nuovo corso aveva confermato, restituendomi una ragazza forte, determinata, autoironica e non senza un tocco di sensibilità. Una ladra, certo, ma dalle molte sfaccettature, che emergevano anche dal tipo di narrazione scelto da Judd Winick, lo sceneggiatore, che col sistema delle didascalie che esplicitano i pensieri in prima persona della protagonista rende il tutto molto hard-boiled.
    Tutto questo l'ho ritrovato immutato e arricchito nel secondo e terzo TP, dove la Gatta si ritrova a scontrarsi con la meta-umana vista alla fine del primo volumetto e pure al centro della corruzione in cui versa la polizia di Gotham.
    E poi be', incrocia la sua strada anche col ragazzone di turno, che vuole far coppia nei furti di Catwoman. Questa idea non è proprio il massimo, a dirla tutta, ma risulta gestita bene e vedendo i risvolti che ha alla fine, direi che ci può stare. Anche la presenza del Pinguino non è gratuita, non risponde alla semplice esigenza di inserire uno standard character dell'universo batmaniano nelle avventure di Selina, ma è invece un elemento interessante di una certa Gotham che è più che naturale che Catwoman bazzichi nelle sue attività. Inoltre il villain viene tratteggiato in maniera davvero riuscita, e non è così scontato essendo lui un personaggio piuttosto difficile da rendere adeguatamente, come spiega Elena Pizzi nell'articolo dal titolo geniale (Elena, grandissima la citazione al romanzo ;) ) "L'eleganza del Pinguino" :)
    Quello che mi ha lasciato un po' a metà come giudizio è invece l'episodio collegato al cross-over della Notte dei Gufi e gli episodi collegati alla minaccia di DollHouse. Per i Gufi, la storia in sé è davvero buona, e mi piace come si comporta Selina in quel frangente, ma resta il fatto che mi pare un po' scollegata come vicenda da quello che sta succedendo altrove in città nella stessa notte. Mi ha restituito poco l'idea di cross-over, insomma, ed essendo questa l'unica testata extra-mensile che seguo su Batman, mi è spiaciuto avvertire poco la coralità dell'evento in questo #9. Poi ripeto, la storia è ben scritta, ma piuttosto indipendente. Boh, forse avevo aspettative strane io.
    Per quanto riguarda DollHouse, invece, è proprio questo criminale in sé che non mi intriga molto: sarà che già avevo apprezzato poco il Dollmaker che Tony Daniel aveva sfoderato su Detective Comics, sarà che mi pare un incubo un po' troppo estremo/inverosimile rispetto allo scenario in cui finora si è mossa la Gatta, ma pur con qualche sano brivido non mi sono goduto molto questo scontro. Poi i lati positivi non mancano comunque, e sono sicuramente l'ottima caratterizzazione di Selina come sensibile alla sorte degli emarginati di Gotham (la nuova feccia di Trasmetropolitaniana memoria?) e l'intervento fragoroso di Batman che è sempre un idolo, ma anche il colpo di scena delle tavole finali non scherza. Fatto sta che il nucleo principale di questi ultimi episodi non è riuscito a convincermi al 100%.
    I disegni si attestano su alti livelli qualitativi, per quanto riguarda il mio gusto: continuo a preferire le tavole realizzate da March, ma devo dire che non mi spiace per nulla nemmeno lo stile della (nostra? è una matita in fuga?) Adriana Melo, che se la cava decisamente bene, con risultati leggermente inferiori a quelli di March ma di tutto rispetto.

    Per quanto riguarda l'edizione Lion, ancora una volta non posso lamentarmi di come viene confezionato il prodotto: coerentemente con il primo TP e con il mensile di Batman, abbiamo il sommario e la pagina riassuntiva/introduttiva, sempre utile, e in fondo a ciascun volume un ricco apparato critico di approfondimento sempre firmato dall'ottima Elena, che elargisce sempre informazioni interessanti e calzanti con quanto letto nel volume. Del bel pezzo sul Pinguino ho già accennato, ma meritano una citazione anche quello che pone a confronto la Catwoman di questa serie con quella interpretata da Anne Hathaway in The Dark Knight Rises e quello che esplora il carattere della Selina che vediamo agire su queste pagine.
    Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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  • Batman #12

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    Con il primo anno di pubblicazioni dopo il reboot dell'universo DC, molte testate chiudono run per aprirne di nuove nei prossimi numeri, e in alcuni casi cambiano proprio gli autori al lavoro. Anche le bat-serie non fanno eccezione, visto che tanto in Batman quanto in Detective Comics quanto in Nightwing si arriva a punti narrativi interessanti.
    Scott Snyder fa a meno di Capullo e si avvale dei disegni di Becky Cloonan e Andy Clarke per una storia che vede il Pipistrello solo come comparsa: la vera protagonista è infatti Harper Row, la ragazza che abbiamo visto di sfuggita nel #7 e della quale apprendiamo per bene il ruolo, finalmente. Si tratta di un interessante dietro le quinte/flashback che serviva, e che Snyder gestisce molto bene raccontando una storia dannatamente umana e facendolo in modo adeguato. Anche l'apparato grafico, pur inferiore alle meraviglie cui ci aveva abituato Capullo, mi ha convinto e appassionato.
    Meno roseo è lo scenario per quanto riguarda il lavoro di Tony Daniel, che su Detective Comics chiude in maniera caciarona e rumorosa una mini-run che poco aveva da dire, e molto rumore aveva da fare. Per l'occasione Daniel torna anche alle matite, dove ottiene sempre dei risultati da mascella spalancata, ma per quanto ottime le sue tavole, splash-page e soluzioni grafiche non salvano una trama davvero poco approfondita che mostra molti muscoli e poca inventiva.
    Dick Grayson invece non delude, e sotto la capace penna di Kylie Higgins risolve brillantemente i conti in sospeso con Paragon e il suo folle delirio alla base della creazione della setta della Repubblica del Domani. Apprezzabile è scoprire che il filo sotteso che sta alla base di questa sfida per Nightwing, avvenuta negli ultimi 3 numeri, affonda le sue radici fin dai primi albi del reboot, come sottotraccia della prima run post-reboot del Pettirosso. Ottimo, e molto buoni anche i disegni di Andres Guinaldo.
    Spiace constatare ancora una volta l'assenza di articoli di approfondimento, oltre alla sempre utile e piacevole introduzione della prime due pagine. Per il resto, non posso lamentarmi della fattura dello spillato Lion.
    Ora attendo con curiosità il prossimo numero, che conterrà i Numeri Zero delle tre testate, che in America uscirono proprio un anno dopo l'inizio del reboot e che mostrano, a mò di prequel, quanto avvenuto ai protagonisti prima che le serie ripartissero da 1.
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  • DeborohWalker ha scritto:Immagine Immagine
    Mad Love è una storia strana. E' disegnata come un cartone animato, una storiellina buffa e poco più.
    Poi scopri che è considerata tra le 15 graphic novel di Batman più amate di tutti i tempi.
    Poi scopri che Frank Miller l'ha definita come la migliore storia di Batman realizzata negli anni '90.
    E allora decidi di leggerla, inevitabilmente aspettandoti un capolavoro.

    Nel cartone "The Batman Adventures" creato da Paul Dini e Bruce Timm, viene introdotto il personaggio di Harley Quinn, contrparte femminile e spalla del Joker. Qualche anno dopo (nel 1994) i due autori principali della serie animata decidono di scrivere le origini del personaggio, facendo sbarcare Harley Quinn sulla carta stampata con "Mad Love", storia che in una sessantina di pagine riesce a introdurre il personaggio mostrandocelo in tutto il suo fascino.
    C'è altro? No. Tutto qui.
    Ma se in così poco spazio si riesce a presentare un nuovo villain che è all'altezza del Joker e non sfigura per niente al suo fianco, ci troviamo sicuramente di fronte a un'ottima storia che si guadagna un posto nei "must have" dedicati a Uomo Pipistrello e compagni.
    Come dicevo all'inizio l'aspetto del fumetto è leggero e spensierato, riprendendo lo stile della serie animata; adoro questo look cartonesco e fosse per me Batman andrebbe quasi sempre disegnato così, ma in una storia dedicata al pagliaccio e alla sua giullare è la scelta più sensata per trasmettere l'umorismo e l'ironica follia dei due personaggi.
    E poi la storia, i dialoghi... seguire come una ragazza sana diventa una folle perdutamente innamorata del Joker è davvero una lettura appassionante, grazie anche ai brillanti scambi di battute e scherzi dei personaggi. Boh, sono convinto che questa sia la vena più adatta alle storie dell'Uomo Pipistrello, ricorda lo stile scanzonato delle prime storie ma con un look più bello anche per i lettori moderni e dialoghi graffianti in grado di rimanere impressi.

    Mad Love è stato pubblicato in Italia nel 2005 dalla Play Press e mai più ristampato; a maggio 2009 nel 2009 la storia è stata ristampata per la prima volta in un volume più corposo intitolato "Mad Love and Other Stories", chissà che la Planeta non lo editi quanto prima dando nuovamente l'occasione ai lettori di mettere le mani su questo vero e proprio gioiellino.
    Volume introvabile per il sottoscritto, ormai, che per leggerlo ha dovuto beneficiare di un gentile prestito ;)
    Ho amato questo fumetto.
    Non concordo con tutte le deborhate qui sopra sul fatto che Batman andrebbe sempre realizzato così, con questo look e questo stile... ritengo che lo stile migliore per Batman resti quello cupo della moda lanciata da Miller, e che trova la sua miglior connotazione nelle graphic novel di Loeb e Sale.
    Ma resta il fatto che la serie animata aveva il suo perché, grande come una casa, e che al di là dell'estetica cartoonesca non lesinava trame ispirate e scene notturne di brividi. Era un perfetto mix, che adoravo e che ritrovo intatto in Mad Love.
    Le origini di Harley Quinn sono raccontate in modo molto suggestivo, c'è una vena di "disperazione soft" che percepivo spesso nel cartone animato, quando venivano raccontate le cause che portavano i personaggi a diventare villains (penso che proprio il cartoon sia stato il primo medium che mi ha fatto capire che i nemici di Batman erano fighi perché più o meno tutti mossi da alcuni drammi personali portati all'eccesso e vissuti male). Il personaggio ne esce benissimo, sia in profondità che in caratterizzazione, e il contrasto con un Joker buffonesco fino allo spasmo (dandone una caratterizzazione in questo modo particolarmente azzeccata) è micidiale.
    Un'ottima storia, davvero interessante sotto il profilo narrativo, grafico e sperimentale nel portare un prodotto del tutto uguale a quello del cartone anni '90 su carta :)
    Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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  • :)
  • Batman #13 - Batman #14

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    Il tredicesimo numero dello spillato batmaniano contiene i numeri zero di Batman, Detective Comics e Nightwing. Infatti un anno dopo il lancio del reboot, la DC realizzò degli albi-prequel che raccontassero quanto accaduto prima dei nuovi numeri 1 delle testate varate. Certo che, però, se qualcuno si aspettava di avere per le mani storie che svelassero importanti retroscena potrebbe essere rimasto deluso: Scott Snyder e Greg Capullo firmano una storia che a me personalmente è piaciuta non poco, mostrando un giovane e inesperto Bruce alle prese con la mala... ma di certo non racconta niente di particolarmente importante nella vita del protagonista. Stessa cosa per Hurwitz e Daniel, con una storia buona-ma-non-troppo. Nightwing si presenta alla fine come la testata che più invece soddisferà gli appetiti nerd, con una storia molto ben scritta sull'ex Robin che non manca di avere elementi interessanti anche per la successiva storyline.
    Non è un brutto albo, in sostanza, ma è forse un po' inutile, un numero di passaggio per il #14, che invece detona. Anche solo per la prima storia, che vede ancora saldamente al timone Snyder e Capullo. Accantonati i Gufi, Batman si trova a combattere con uno dei suoi principali nemici, forse la nemesi per eccellenza, e vien da sé che una storia con questo team creativo, e con il ritorno sulle scene del Joker, catalizzi l'attenzione e sia fonte di un nuovo crossover tra le testare batmaniane. Inizia Morte della Famiglia e inizia alla grande, con una storia semplice ma tremendamente d'impatto e con in aggiunta una side-story deliziosa.
    Su Detective Comics è bello salutare Daniel per vedere nuovi autori (Layman e Fabok) all'opera che, riprendendo il Pinguino ma dandogli uno spessore maggiore e più sensato rispetto a quanto fatto da Daniel stesso qualche numero prima, catalizzano interesse su quanto vogliono raccontare, contrapponendo intelligentemente Cobblepot alla "parte borghese" di Batman, cioè Bruce Wayne.
    Nightwing, infine, prosegue felicemente la sua corsa, continuando a sviscerare gli elementi che riguardano tanto l'eroe quando Dick che abbiamo visto in precedenza, introducendo però un nuovo pericolo, l'interssante Lady Shiva.

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    Con maggio, ad affiancare lo spillato principale di Batman, viene inaugurato un nuovo antologico, chiamato Batman - Il Cavaliere Oscuro. Contenente Batman & Robin, Birds of Prey, Batwing e in coda una storia speciale in attesa di pubblicare come quarto elemento la testata titolare del nuovo spillato, mi pareva essere un buon modo per raddoppiare la mia quota mensile di fame del Pipistrello. Arrivato però al secondo numero, mi sono reso conto che non sono realmente interessato a quanto contenuto in questi albi, fatto salvo per Batman & Robin e forse per le Birds, che da soli però non giustificano 5 euro al mese. Decido quindi di abbandonare l'acquisto, tantopiù che...

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    ... la Lion mi è venuta in soccorso!
    Se proprio non mi basta un solo appuntamento al mese con Batman, e non mi trovo particolarmente a mio agio con l'antologico Il Cavaliere Oscuro, la soluzione è data proprio dalle Nuove Leggende del Cavaliere Oscuro!
    A partire dal prezzo, agile e maggiormente accessibile di quello dello spillato con Batwing, Birds of Prey ecc, per arrivare al contenuto: storie slegate da archi narrativi (che mi piacciono, ma che tanto ritrovo tranquillamente nella testata batmaniana ammiraglia), con protagonista Batman e non altri componenti della Bat-family, e che si presentano introspettive in modo interessante e intelligente, analizzando vari punti del carattere del protagonista.
    È stato il maggiordomo è la migliore dell'albo: il buon vecchio Lindelof, che finora non mi ha praticamente mai deluso nelle produzioni cinematografiche e televisive in cui l'ho seguito, sforna una storia quasi disturbante, in cui i disegni sono il perfetto compendio ad un Bruce Wayne particolarmente strafottente.
    Non male comunque nemmeno Tutti e Il crimine mai commesso, dove vediamo Batman in un contesto maggiormente fantascientifico grazie alla JLA nel primo caso, e un eroe vicino alla gente nel secondo, senza essere retorico o sdolcinato.
    Abbandono quindi ufficialmente l'acquisto di Batman - Il Cavaliere Oscuro e seguirò invece con interesse questo nuovo mensile, il cui unico difetto è forse l'eccessiva brevità delle storie.
    Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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  • Batman #15

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    Cannonata di numero!
    Ma per Detective Comics? No, ahimé: lo scorso numero, il primo post-Tony Daniel, mi faceva ben sperare riguardo alla nuova gestione della testata, ma già stavolta noto un piccolo calo. Il Pinguino, principale villain della run e principale attrattiva del ciclo per quanto mi riguarda, qui resta dietro le quinte. Attenzione, non dimenticato o messo da parte dall'autore, è sempre motore delle azioni, ma un moto troppo nascosto per i miei gusti. Questo porta infatti Batman a scontrarsi con Poison Ivy che, per quanto disegnata da Fabok sia un gran bel vedere, come caratterizzazione si limita a riciclare il cliché che persino io, che l'ho incontrata poche volte nelle mie letture, conosco bene.
    Ma oltre a DetCom c'è ben altro nel mensile Lion, ovviamente. Perché su Batman Snyder ha deciso che no, fare una run bella come quella sui Gufi era troppo poco, e allora vai con Morte della Famiglia, inaugurata lo scorso numero e che qui trova un approfondimento ancora maggiore e ancora più intrigante. L'abilità dello sceneggiatore sta nel presentare un Joker perfettamente in parte, affascinante, catartico, e nel renderlo artefice di un piano assolutamente ambizioso e dal sapore "definitivo", visto l'intento di colpire l'intera Bat-family e il ripercorrere i suoi crimini passati. Il tutto promette non bene, si più, e Capullo asseconda tutto questo con le sue tavole sempre meravigliose.
    Infine Nightwing si difende più che bene: continua a sceneggiare DeFalco in temporanea sostituzione di Higgins, ma se la cava benissimo come supplente visto che imbastisce una storia rispettosa di quanto scritto dal collega e mette in scena in modo adeguato lo scontro tra Dick e Lady Shiva.
    Più che soddisfatto da un prodotto come questo mensile, insomma, che per due terzi è davvero un'ottima lettura.
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  • Le Nuove Leggende del Cavaliere Oscuro #2

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    Il secondo numero dello spillato che pubblica la serie digitale su Batman continua ad essere un acquisto più che soddisfacente, anche considerato il prezzo. Al contrario che con il numero d'esordio, non abbiamo più 3 mini storielle di autori diversi ma una storia unica, scritta da B. Clay Moorem e disegnata da Ben Templesmith.
    Inevitabilmente la qualità dell'intreccio proposto ne guadagna, visto che stavolta Batman non deve muoversi nell'ambito di una decina di tavole ma ha a disposizione uno spazio maggiore perché si sviluppi la storia in cui agire.
    Non solo: lo sceneggiatore gioca intelligentemente con alcuni dei freaks di Gotham (nella fattispecie Joker, il Cappellaio Matto e Killer Croc) mettendoli in questa storia secondo degli equilibri ben precisi, che ben espongono le loro caratteristiche. Joker in particolare risulta in formissima.
    Lo stile di disegno ben si presta, secondo me, alla trama in questione: questo Templesmith realizza delle tavole piuttosto disturbanti, in cui i personaggi risultano spesso deformati e dove l'angoscia viene trasmessa brillantemente anche al lettore. Se l'obiettivo era avere una componente grafica che fosse una prosecuzione dell'atmosfera della storia, secondo me è riuscito :)
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  • Catwoman #4

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    Il quarto TP dedicato alla Gatta post-reboot segna un calo, pur leggero, rispetto all'ottima gestione di cui il personaggio ha goduto nel primo anno dei New 52. Non tanto nel Numero Zero, che anzi ho trovato davvero buono: certo, il riferimento alle origini di Selina può lasciare un po' spaesato anche chi, come me, non sia particolarmente legato a quelle già note. Ma tutto sommato non c'è niente di così malvagio a livello di idee, e il riferimento al Batman - Il Ritorno lo apprezzo in quanto non invasivo né lesivo per il fumetto. Non mi stancherò mai di dire che i disegni di Adriana Melo sono ottimi e che si dovrebbe parlare di più, nel nostro Paese, di questa autrice, altrimenti sembra che le nostre matite in fuga vadano solo alla Marvel :P
    Offerte Sacrificali e Scuoiare una gatta sono le due storie legate al crossover batmaniano Morte della Famiglia, e sono il vero apice del volume Lion: certamente rispetto a quanto accade, nell'ambito di questa operazione, sulle pagine del mensile ci sono meno motivi di interesse o di coinvolgimento, ma trovo che la scrittrice Ann Nocenti abbia trovato il giusto modo di coniugare lo stile della testata dedicata a Selina Kyle (avventuroso ma anche sexy e sbarazzino) con il drammatico momento che la Bat-Family sta attraversando. Così la partita a scacchi a dimensioni naturali e la riproposizione degli oggetti dell'amica morta di Selina sono un modo interessante per vedere agire Catwoman, e nel contempo in linea con la mente distorta di Joker. Ho apprezzato, anche se la parte grafica mi ha entusiasmato meno: Rafa Sandoval offre una buona prova ma in alcune tavole la scena si fa confusa e non risulta ben chiaro cosa accade effettivamente. Peccato, perché il problema si manifesta anche nella storia che chiude il TP, che comunque presenta ben altri problemi. Catwoman alle prese col soprannaturale, con la pseudo-magia e con i demoni non è roba che digerisco o che approvo, e anche se l'universo DC include chiaramente queste realtà e Gotham fa chiaramente parte dell'universo DC, vedere la sexy ladra alle prese con questi fenomeni mi stranisce troppo. E anche se nell'ultima tavola sembra infoiata, non mi convince lo stesso :P


    Batman # 16

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    E che gli devi dire a questo nuovo numero del mensile batmaniano? Inchini e basta, nient'altro. Sì, perché è una delle rare volte in cui tutte e 3 le storie sono di gran qualità. Alè! :)
    La cosa è scontata se si parla del Batman di Snyder e Capullo, ovviamente: il duo sembra che si sfidi ogni volta (vincendo!) nel superarsi rispetto a quanto scritto in precedenza. Se la saga dei Gufi era una figata, ora con Morte della Famiglia stanno creando un istant classic che, tra un uso veramente magistrale del Joker, la ripresa delle sue vecchie imprese e tutta la Bat-Family nel mirino, si sta davvero attestando come una delle run migliori della carriera editoriale del Pipistrello. Se il piano del Pagliaccio del Crimine è davvero minare le fondamenta che uniscono i vari alleati di Batman, direi che ci sta riuscendo alla grande e che questa storia in particolare segna un punto importante in tutto ciò. Se il piano di Snyder è quello di far pensare ai lettori che davvero il Joker potrebbe essere a conoscenza delle vere identità dei supereroi di Gotham, nonostante Bruce lo neghi fortemente, be', ci sta riuscendo benone anche lui! :P Ad impreziosire questo numero comunque ci sono i monologhi interiori di Batman, che sono straordinariamente profondi e inquieti, come sempre quando si cerca di scavare nella psiche di un personaggio insondabile come Joker.
    Ah, da paura la scena "onirica" delle avole 8-9 ;) Inutile dire che Capullo ai disegni continua a realizzare capolavori.
    Prosegue poi l'ottima abitudine della back-story, coi disegni di Jok: se lo scorso mese Joker interagiva con il Pinguino, ora è il turno dell'Enigmista, che qui torna in grande spolvero!
    Strettamente collegato a questi avvenimenti è il Nightwing di Higgins e Barrows, come sempre in diretto collegamento con quanto accade sulla testa ammiraglia. Joker sferra un attacco diretto agli affetti di Dick, vale a dire il Circo Haly, e questo rende le giornate del ragazzo un po' più cupe. Il proseguire del rapporto con Sonia Zucco, invece che indorare la piccola, si porta dietro fin troppi fantasmi del passato e finisce per complicare ulteriormente giornate già difficili. Anche perché poi c'è pure da tenere conto che Raya non è più bella pacifica ad Arkham... numero con un gran finale non da poco, e ornato da ottimi disegni che sanno essere piacevolmente dettagliati nelle vignette e decisamente d'impatto nelle splash-page.
    Ma si diceva che si era fatto tripletta: vero vero! Anche Detective Comics a 'sto giro convince, e una volta tanto non solo per gli ottimi disegni di Fabok, che continua a presentare pagine spettacolari, adrenaliniche e muscolari. Layman ha chiaramente preso la mano con la serie e sta portando avanti un progetto interessante: la cosa di Clayface e Poison Ivy, che tanto mi aveva fatto storcere il naso un mese fa, trova qui una piena ragion d'essere, mostrando il mostro d'argilla con una certa umanità e sentimento, e portando Ivy ad essere una pedina importante nel gioco malavitoso che si sta svolgendo alle spalle del Pinguino. E tutta questa idea complottistica mi esalta e fa passare in secondo piano l'idea che Cobblepot stesso appaia poco.
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  • Batman Inc, di Grant Morrison

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    Nel novembre del 2011 sul mensile spillato di Batman (allora edito, ancora per pochi mesi, dalla Planeta) era iniziata la pubblicazione della fase finale della lunga gestione di Grant Morrison sul personaggio, Batman Inc.
    Dopo aver dato un figlio naturale a Bruce Wayne, dopo aver fatto combattere a Batman il Guanto Nero, dopo averlo "ucciso", dopo averlo fatto viaggiare nel tempo mentre parallelamente a Gotham agivano due nuovi Batman e Robin, l'evoluzione finale del progetto morrisoniano di rifondazione del mito del Pipistrello stava nell'idea di una corporation stile aziendale che rendesse il simbolo di Batman un franchise valido per tutto il mondo, con diramazioni in punti chiave del pianeta.
    La prima parte di questa nuova realtà per il personaggio è stata ristampata dalla Lion qualche mese fa in un TP apposito, la cui cover è la prima visibile in questo post; lo scorso mese è uscito il secondo volumetto (la seconda cover) che ristampa gli ultimi 3 episodi già pubblicati sullo spillato un anno e mezzo fa, per poi pubblicare in prima assoluta italiana Leviathan Strikes! (Il Leviatiano Attacca!), una lunga avventura che chiude la prima parte di Inc.
    Non ho (ancora) comprato il volume 1, possedendo già gli episodi che per l'occasione mi sono andato a rileggere... temo sia solo questione di tempo, però, perché considerando che arriveranno altri volumi di questo tipo per pubblicare la conclusione di Inc e della gestione Morrison, la mia anima completista mi sta già mangiando il cervello. Ma dopo aver ripassato quanto accaduto precedentemente, ho potuto aggredire Leviathan Strikes!, e restarne soddisfatto e rassicurato. Soddisfatto perché, al contrario della partenza piuttosto standard e a tratti sottotono che Inc aveva avuto nei primi episodi, si ritorna ad avere in scena delle follie tipicamente morrisoniane, delle idee fotti-cervello che personalmente adoro in quello che lo scozzese scrive, e che mi hanno permesso di amare R.I.P. come effettivamente l'ho amato. Rassicurato perché, alcuni tocchi a parte, i primi 8 episodi di questa testata erano tutto sommato delle avventure quasi autoconclusive che pur lasciando trasparire l'esistenza di un grosso piano che minacciava Batman e il mondo, non sembravano puntare direttamente a quello, lasciandosi andare ad avventure piuttosto normali, con qualche significativa eccezione (Kathy Kane, per dire).
    Era evidentemente una fase di preparazione, perché quando il Leviatano attacca allora ci si diverte, e si perdona un inizio a tratti lento e poco corposo: la possente chiusura della prima parte di questo ciclo non è priva di difetti, che sono i difetti che si possono riscontrare generalmente nella narrativa di Morrison quando si lascia andare :P Accettati questi limiti (esagerazioni, un uso smodato di simbolismi, una narrazione eccessivamente frammentata... cose che per alcuni possono anche essere pregi, e anche per me, entro certi limiti) si può godere di una storia che mette a dura prova l'attenzione e la presenza mentale tanto del protagonista quanto del lettore, che sarà avvinto delle tavole che anche graficamente sono lì a confondere la vista e a distrarre lo sguardo, e da un tipo di scrittura che è tutto fuorché chiaro, esattamente come il nemico che sta affrontando Batman, la cui vera e ultima identità verrà svelata solo nell'ultima tavola, con grande stupore ma anche con un gioco alquanto sensato tutto interno all'intera gestione dell'autore.

    Labirinti, giochetti con il tempo, alzhaimer, nazismo, esperimenti, trappole mortali... sono gli ingredienti alla base di questa storia, che pare essere la missione per cui il Cavaliere Oscuro si sta preparando con tanta apprensione da quando ha visto uno scorcio di futuro durante la sua esperienza di viaggio nel tempo. E anche se assistiamo [spoiler]ad una parziale vittoria[/spoiler], il finale dice abbastanza chiaramente che il bello deve ancora venire.
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  • Bramo ha scritto:Moore & Bolland: Batman - The Killing Joke

    Tanto di cappello ad Alan Moore che ha realizzato una storia come questa. Veramente. Io di Batman ho letto poco,ma di certo questa perla è una delle migliori storie del cavaliere oscuro.
    Il centro della storia è un confronto molto ben riuscito tra Batman e il suo storico nemico, il Joker, e il vero motore di tutta l'azione è proprio il folle villain dell'Uomo Pipistrello. Perchè è lui che, col rapimento del commissario Gordon, vuol fare una dimostrazione. In primo luogo a sè stesso e poi a Batman, e cioè: la differenza che c'è tra lui e gli uomini normali è un giorno andato storto. Già, perchè la prima magia narrativa di Moore è quella di spezzare la spettacolare narrazione nel presente con flashback che ci illuminano sul passato del Joker, quando da comico fallito per raggranellare qualche soldo decide di unirsi a due malviventi per una rapina, poco dopo aver saputo della morte della moglie e del bambino che aveva in grembo, rapina che poi finì male e inseguito da Batman cadde in una vasca d'acido diventand quello che è.
    La seconda sta nei dialoghi. Come il Joker ha avuto la sua giornata storta, cerca di farla avere a Gordon sottoponendolo a pressioni psichiche per cercare di farlo impazzire e cerca di dimostrare a Batman di essergli simile, che anche lui deve aver avuto una giornata no, che l'ha fatto diventare il giustiziere che è. Il dialogo che instaurano alla fine i due personaggi raggiunge il lirico e la perfezione, costruita con le parole del Joker per tutto il racconto.

    Le tematiche trattate sono molto interessanti, a partire dalla già citata tesi del Joker fino alla "macchina" messa in piedi dal folle per far ammattire Gordon. Gli squarci sul passato del villain sono molto ben narrati. Il perno è la differenza tra salute mentale e pazzia, se è davvero tanto netto e se gli uomini normali vivono in una società normale oppure in una che spinge inevitabilmente coi suoi ritmi alla follia. E se la follia sia l'unica via per salvarsi da quel' "orrenda barzelletta" che è la vita, oppure se la via di Batman, quella di affrontare la vita anche se ingiustamente pazza nel dare dolori, sia quella più giusta e coraggiosa. Ma per il Joker ormai non è più tempo per una decisione del genere.

    I disegni sono una gioia per gli occhi, non conoscevo Bolland ma la sua rappresenrazione del Joker e di Batman e le scene al Luna Park mi hanno fatto brillare gli occhi.

    In sostanza una buonissima storia, che ha qualcosa da dire e che fa riflettere, e che è capace di dare uno spessore e un'umanità a personaggi che, seppur di comics (o forse proprio perchè di comics), hanno molte sfaccettature umane e sono molto profondi e ingarbugliati intimamente. Il tutto supportato da disegni splendidi e ricchi di dettagli.
    Morrison dice che morto è chi non ride più.

    E Kevin Smith gli risponde:
    Kevin Smith ha scritto:“Get the fuck out of here! ”

    Comunque era sembrato anche a me, ma non mi ero posto il problema.
    Alanone è così, frega 'n kaiser delle major a lui.
    Lui fa, gli altri s'adeguino. E così è, sempre.
    Roftl, il Re dei Troll.
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    Ottimo lavoro.
  • max brody ha scritto: Morrison dice che morto è chi non ride più.

    E Kevin Smith gli risponde:
    Kevin Smith ha scritto:“Get the fuck out of here! ”

    Comunque era sembrato anche a me, ma non mi ero posto il problema.
    Alanone è così, frega 'n kaiser delle major a lui.
    Lui fa, gli altri s'adeguino. E così è, sempre.
    Roftl, il Re dei Troll.
    Lol, vabbè, Morrison ogni tanto se ne fa di queste uscite, specie quando parla di Moore con cui, secondo me, ha un rapporto di amore/odio...
    Comunque non sono d'accordo con Grantuzzo, anzi trovo che la sua visione travisi di molto il senso di quell'ultima scena e di tutto The Killing Joke...

    E sempre a proposito di Batman e Joker...

    Le Nuove Leggende del Cavaliere Oscuro #3

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    Oh, sempre meglio questa collana. Partita in sordina con un primo numero buono, ma senza clamore, e proseguita con un secondo albo che proponeva una storia unica alzando il livello qualitativo, con il terzo spillato per me la testata fa il salto di qualità. Un'altra storia unica ad occupare l'albo, un'altra storia con il Joker, un'altra occasione per fare dell'introspezione nella mente di Batman.
    La storia invero non parla molto di Joker, come la cover e la trama ufficiale farebbe invece supporre: Joker è una componente importante del plot, essendo il punto di partenza e di arrivo di questa Lettere a Batman di Steve Niles e Trevors Hairsine. Ma è il centro della storia la parte importante, quella dove uno scoraggiato Batman si rende conto che, nonostante le apparenze, [spoiler]quello che fa è davvero importante e fa la differenza, soprattutto nell'impatto sulla vita dei singoli.[/spoiler] Il fatto che Bruce sfrutti questa consapevolezza per capire da dove prendere la forza e l'idea per stanare il Joker anche stavolta è poi la parte più intelligente di questa avventura.
    Complimenti davvero a Niles, quindi, ma anche a Hairsine che disegna tavole davvero raffinate: adoro come ha disegnato Batman, e la scena dove è seduto senza cappuccio è splendida :) Anche sfondi e ambienti sono molto belli, mentre forse l'unica cosa che non mi convinto molto è come ha ritratto il Joker.
    Mi sta venendo sempre più voglia di recuperare le Legends of the Dark Knight originarie...
    Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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  • Batman #17

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    Questo numero è spettacolarmente bello!
    Sono in difficoltà nell'esprimere un parere su questo albo perché è davvero ottimo in tutte e 3 le storie presenti, forse di questi 17 spillati post-reboot è il migliore, qualitativamente, sia per testi che per disegni.
    Snyder e Capullo toccano secondo me l'apice di questa guerra di nervi tra Batman e Joker, entrambi descritti al meglio, capiti in modo approfondito e sensato. Poi Layman su DetCom fa le figate anche lui, visto che rende interessante vedere l'effetto che fa il ritorno del Joker sulla piccola criminalità di Gotham, e anche sui comuni gothamiti. Infine Nightwing non è da meno e chiude l'albo in bellezza, raccontando della trappola che il Joker ha teso a Dick, una trappola disturbante e inquietante che colpisce il lettore grazie agli ottimi disegni di Barrows e alla sceneggiatura pulita di Higgins.
    Applausi e inchini per uno dei più fulgidi esempi di fumetto mainstream di qualità.
    Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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  • Concordo, questa saga è una delle cose migliori che ho letto da quando ho iniziato il pipistrello, mi son quasi completamente ripreso da Morrison, pensate voi...
  • Bramo ha scritto: Volume introvabile per il sottoscritto, ormai, che per leggerlo ha dovuto beneficiare di un gentile prestito ;)
    Ho amato questo fumetto.
    Non concordo con tutte le deborhate qui sopra sul fatto che Batman andrebbe sempre realizzato così, con questo look e questo stile... ritengo che lo stile migliore per Batman resti quello cupo della moda lanciata da Miller, e che trova la sua miglior connotazione nelle graphic novel di Loeb e Sale.
    Ma resta il fatto che la serie animata aveva il suo perché, grande come una casa, e che al di là dell'estetica cartoonesca non lesinava trame ispirate e scene notturne di brividi. Era un perfetto mix, che adoravo e che ritrovo intatto in Mad Love.
    Le origini di Harley Quinn sono raccontate in modo molto suggestivo, c'è una vena di "disperazione soft" che percepivo spesso nel cartone animato, quando venivano raccontate le cause che portavano i personaggi a diventare villains (penso che proprio il cartoon sia stato il primo medium che mi ha fatto capire che i nemici di Batman erano fighi perché più o meno tutti mossi da alcuni drammi personali portati all'eccesso e vissuti male). Il personaggio ne esce benissimo, sia in profondità che in caratterizzazione, e il contrasto con un Joker buffonesco fino allo spasmo (dandone una caratterizzazione in questo modo particolarmente azzeccata) è micidiale.
    Un'ottima storia, davvero interessante sotto il profilo narrativo, grafico e sperimentale nel portare un prodotto del tutto uguale a quello del cartone anni '90 su carta :)
    Passi anni a cercare un fumetto, senza trovarlo. Poi, quando ti sei rassegnato al fatto che non lo ritraccerai più, né in fumetteria né per le fiere, due cari amici te lo prestano e tu finalmente puoi gustarti la storia da tempo cercata.

    E tipo 2 mesi dopo la Lion pubblica la ristampa :P

    Che ho comprato -_-

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    Ma ho delle attenuanti: Mad Love mi è piaciuta così tanto che dovevo possederla nella mia libreria. I disegni di Bruce Timm, poi, valgono qualunque spesa. Infine, la nuova edizione non si limita a proporre quella storia, ma anche altre avventure più brevi sempre create da Paul Dini e Bruce Timm!
    Batman - Amore Folle infatti è un volumotto piuttosto corposo che si apre con la storia che dà il titolo alla raccolta, passando poi ad altre avventure che negli anni '90 hanno goduto della matita di Timm o delle sceneggiature di Dini, a volte contemporaneamente a volte no. Si tratta di storielle brevi, fulminanti, in origine realizzate per annual vari e quindi fuori serie. Questo le rende da un lato molto disimpegnate e autoconclusive, dall'altro ci restituisce il feeling della Animated Series e offre la possibilità di leggere delle cose davvero molto simpatiche e degne di nota. Rigare Dritto è surreale e leggermente disturbante, come spesso accade quando è di scena il Ventriloquo; Sala Studio è valorizzata dai disegni semi-deformed di Klaus Johnson, oltre che da una trama inquietante.
    Joker in: Risate a Mezzanotte è un vero e proprio gioiellino di Dini, con un John Byrne alle matite che è davvero uno spettacolo: ma la cosa più bella è vedere come lo sceneggiatore riesca ad inquadrare bene una folle nottata-tipo del pagliaccio del crimine. Caro Babbo Natale è praticamente un episodio natalizio del cartoon, ci sono perfino Bullock e Montoya! Dini e Timm realizzano una storia davvero riuscita e simpatica, in cui al posto di Batman abbiamo Barbara Gordon a vestire i panni dell'eroina :)
    La storia che chiude l'albo, la lunga Demoni, è quella che invece mi ha convinto meno: non conosco il personaggio con cui Batman fa il crossover, ma ha quel che di esoterico che non mi attira, e anche Ra's mi pare non brilli molto in questa performance. L'ho trovata deboluccia, l'unica nota un po' stonata in quello che per il resto è un volume davvero buono! A renderlo ancora più appetibile ci sono alcuni redazionali scritti di pugno da Dini e Timm, che tra prefazioni, postfazioni e approfondimenti trasmettono al lettore in modo scanzonato il making of di questi fumetti.
    Consigliato davvero.
    Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
    Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...

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