Speciale Lucca
Bone Volume 3: Gli Occhi della Tempesta

Il volume del grande salto. Più grosso (ben otto capitoli!), più cupo e assai denso di rivelazioni è con questo terzo volume che la saga di Bone compie la sua netta virata verso il fantasy. Virata che ha il suo prezzo da pagare, e quindi appunto l'entrata in scena di un paio di clichè tipici di questo tipo di letteratura, come la scoperta del Prescelto, o il ritorno di un oscuro signore che si credeva esser stato sconfitto anni e anni fa. Ma niente che la perizia sceneggiatoria (nonchè grafica e umoristica) di quel genio di Jeff Smith non riesca a originalizzare, a suon di trovate suggestive e interessanti. Perchè alla fine il bravo narratore è quello che riesce a farti trangugiare di tutto, valorizzandolo al punto giusto, e facendosi applaudire sempre e comunque.
La traduzione del titolo del volume è diversa dall'edizione artibanica, che riportava invece
Occhi nella Tempesta, come a voler confermare una maggior fedeltà alla versione originale. E non sarà l'unica cosa in cui quest'edizione a colori differirà dalla precedente, visto l'inatteso spuntare di ben due tavole nuove di zecca, inserite a meraviglia nel contesto. E sempre parlando di differenze di traduzione, sono state riscontrate non poche anomalie nel confronto diretto tra queste due fonti, che hanno fatto sorgere non pochi dubbi sull'operato svolto da Artibani nella seconda metà degli anni 90.
1.
Turno di Guardia
Precedentemente intitolato
La Visita, si tratta di un capitolo piuttosto introduttivo, che inizia con una scenetta immersa nella quotidianità. Uno dei rari momenti in cui si può intravedere una sorta di status quo all'interno della saga è proprio questo, dove Thorn, la Nonna, Lucius e i tre cugini Bone vivono insieme alla fattoria durante i giorni della sua ricostruzione. E non ha caso è proprio in questo periodo che Smith ha deciso di inserire una delle sue storielle extra,
Sul Tetto che chiudeva il volume precedente. Interessante il breve cameo della signora Possum, personaggio minore che richiama moltissimo lo stile di Walt Kelly.
2.
Moby Bone
Piuttosto simile al precedente nella sua ambientazione rurale, se si esclude l'introduzione onirica a tema Melvilliano. Quella che può sembrare una sequenza umoristica, il sogno in cui Fone si rivede novello Ismaele, non è che il pretesto per introdurre la tematica dei sogni ad un livello maggiormente intimista. Si sono già visti parecchi sogni di Thorn, ma l'emergere del Drago (in una vignettona di tutto rispetto) all'interno del sogno del protagonista, lo coinvolge direttamente, annullando la barriera (soprattutto grafica) che divideva il destino di Fone da quello di Thorn.
3.
Sulla Strada
Un gigantesco capolavoro d'atmosfera. Precedentemente intitolato
In Viaggio, ha il suo meglio proprio nella breve disavventura che hanno Lucius, Smiley e Phoney, durante il ritorno a Barrelhaven. Il senso di inquietudine dato dal pericolo incombente e dal clima ventoso che preannuncia la tempesta è veramente indimenticabile. Sembra di sentir soffiare il vento mentre si legge. E il tutto è dato con pochi tocchi strategici, facendo svolazzare una foglia qua e là. E' questo, inoltre il capitolo a cui sono state aggiunte due tavole extra, totalmente assenti nell'edizione Macchia Nera: si tratta di pp. 50 e 51, dove Fone e Thorn hanno un breve colloquio che anticipa alcuni elementi fondamentali che salteranno fuori solo molto più tardi: i cerchi spettrali e le pietre votive. Con questa piccola quanto intelligente mossa, probabilmente fatta per l'edizione a volume unico recentemente uscita in USA, Smith riesce a compattare ulteriormente la sua opera, dandole un senso maggiormente compiuto e omogeneizzando alcuni passaggi che parevano esser stati inventati soltanto in corso d'opera.
Ma è con questo capitolo che le due edizioni iniziano definitivamente a divergere nella traduzione: Thorn e Fone si rifugiano nella stalla e iniziano a parlare dei loro sogni, e i contenuti dei balloon di lei sono radicalmente differenti nelle due edizioni. Mentre prima discutevano intorno al significato della bara all'interno di Moby Dick, adesso i loro discorsi vertono più su che cosa sia il Sogno, ovvero il Mondo degli Spiriti che costituisce l'aldilà nella mitologia della Valle. Senza dubbio questa versione è più comprensibile, e alla luce degli sviluppi futuri, maggiormente utile a capire il lato trascendentale che sarà sempre più preponderante nel fumetto. E viene da chiedersi la ragione di questa differenza, se stia nell'eccessiva disinvoltura dell'Artibani traduttore, o nella certosina opera di rimaneggiamento dei testi compiuta dallo stesso Smith.
4.
Il Doppio o Niente
Un tempo
Tutto o Niente, il capitoletto sposta la sua attenzione su Phoney e la sua seconda truffaldina sottotrama personale, che crescerà così tanto da diventare il tema portante del quarto volume. Ma viene introdotta qui, e i suoi effetti disastrosi non faranno che crescere lentamente, capitolo dopo capitolo. Le traduzioni tornano ad essere fedeli, come sempre nel lato della storia che ha come protagonisti gli eventi più contingenti e razionali. Thorn e Fone si lanciano sotto la pioggia alla ricerca di una furibonda Nonna Ben in una sequenza alquanto inquietante che getterà le basi per il capitolo successivo, incentrato unicamente su di loro.
5.
Gli Occhi della Tempesta
Il capitolo che dà il titolo al volume, e meritatamente direi. Incentrato unicamente sull'avventura notturna di Thorn, Fone e della Nonna, è sempre stato uno dei punti più alti mai toccato da una sceneggiatura fumettistica. Una sequenza serrata, emozionante, da leggersi col cuore in gola...e che ha sempre fatto del bianco e nero uno dei suoi punti di forza. Ed è forse l'unico caso finora dove rinuncio a promuovere l'equivalenza delle due versioni per sbilanciarmi a favore dell'originale, che rendeva appunto di più. Anche qui si riscontrano un paio di differenze tra le versioni: le ultime due vignette di pagina 97, prima erano mute (o quasi, c'era solo un piccolo balloon di Thorn nella seconda).
6.
Recinti da Riparare
Precedentemente conosciuto come
Il Racconto di Nonna Ben costituisce Il capitolo delle rivelazioni. La colorazione valorizza un sacco i momenti intensi dentro la capanna buia e tagliata da un fascio di luce mentre la nonna racconta. Il problema è ciò che racconta, che è completamente differente nelle due traduzioni. Certo, i capisaldi ci sono, ma è nelle battute della nonna, nel suo modo di raccontare il passato che sono cambiate un mucchio di cose. Alcuni balloon prima contenenti fiumi di parole adesso sono scarni, altri prima scarni ora contengono importanti elementi chiarificatori. Altri ancora sono spariti in luogo di vignette mute, e viceversa. Insomma, sono cambiamenti tutto sommato positivi, di cui però è molto difficile capire il motivo. A questo punto dubito fortissimamente che la vecchia traduzione di Artibani fosse infedele a tal punto e sono sempre più convinto delll'intervento rimaneggiatorio dell'autore.
7.
Sogni
Questo invece si intitolava
Il Racconto di Nonna Ben - Parte Seconda, come a voler sottolineare il suo portare avanti il colloquio nella capanna del precedente capitolo. Il fatto che siano stati cambiati completamente i titoli, in fondo non è che sia un male: questo episodio è nettamente sbilanciato verso la sottotrama di Phoney e Lucius. Per quanto riguarda il proseguio delle rivelazioni di Nonna Ben valgono le stesse identiche considerazioni fatte per il precedente, gran bell'atmosfera ma dialoghi spesso e volentieri non combacianti. In particolare Thorn parla dell'oggetto che coi draghi si era ritrovata a fissare nel suo sogno. Un oggetto reso invisibile dall'enorme quantità di luce che lo ricopre e che nella versione Macchia Nera era invece riconoscibile come un trono...
8.
Cose Che Fanno Rumore di Notte
E infine l'ennesimo titolo trasformato: in origine doveva essere
Phoney, l'Ammazzadraghi, ma qui è stata presa in prestito la traduzione letterale di quello che altro non era che il titolo del capitolo successivo, e il che è molto strano. E neanche a farlo apposta ecco che il significato di questo rimaneggiamento è assai più comprensibile di prima. E' in questo capitolo che si parla infatti di rumori e indizi notturni: Phoney li utilizza a suo vantaggio per illudere il volgo che il villaggio è infestato da draghi. Inizia qui il climax che lo porterà stavolta - e in maniera assolutamente incomprensibile - ad essere nuovamente idolatrato dalle folle. Fa la sua comparsa qui per la prima volta la figura del Mangiacorteccia (qui Mangiastecchi), mistico sacerdote del Sogno.
Torna inoltre in pianta stabile la mappa della Valle in appendice, e al volume, solo per chi se lo è accaparrato in tempo è allegato un pupazzetto di Phoney Bone.
Bone Volume 4: L'Ammazzadraghi

Un intero volume costruito intorno alla megalomania di Phoney? Più che altro gli eventi che accadono sullo sfondo sono così svariati che la truffa dell'ammazzadraghi è l'unico grande elemento comune degno di titolare un volume tanto denso. Nonchè lungo visto che la formula a otto capitoli dello scorso libro si ripresenta qui tale e quale, pronta però a lasciarci in tempo per le prossime uscite, piuttosto sottili. E chissà se sarà più sottile anche il prezzo, qui portato eccezionalmente a 13 euro, anzichè i soliti dieci. Ad ogni modo, un volume piuttosto particolare, dominato quasi completamente dalle atmosfere cupe. Foreste buie, combattimenti nella notte e uno scenario solitamente tranquillo come il villaggio di Barrelhaven, mutato per l'occasione in un fortino. Un volume che per la prima volta è aperto da un prologo di quattro tavole, creato da Smith in occasione della prima raccolta in volumi dell'opera, un'idea che troveremo anche nel sesto e nel settimo libro e della quale Jeff si servirà per oliare maggiormente gli ingranaggi della sua macchina narrativa.
Prologo.
Mangia-stecchi
Un tempo
Mangiacorteccia, questa è appunto la prima delle introduzioni ai volumi, create a posteriori da Smith in occasione della raccolta in nove libri. Un bozzetto lungo quattro tavole, ma dannatamente incisivo che consiste in un brevissimo scambio di battute di Lucius con Smiley e poi con Wendell.
1.
Affari
Un tempo era
Un Rumore nel Buio, titolo che poi è slittato al capitolo precedente, ma a quanto pare il capitoletto è stato poi intitolato agli affari di Phoney per rendere maggiormente unitario il tema del volume. Episodio dalla spettacolare colorazione che rende benissimo specialmente nella sequenza di battibecco tra Phoney e Lucius in cucina, e ovviamente nella splash page in cui Nonna Ben, Fone e Thorn osservano la Valle dalle montagne occidentali. Un peccato la mancanza dello sturbamento artibanico, però.
2.
Cielo e Terra
A quanto pare i titoli dei singoli capitoletti sono stati tutti mutati, e nei casi in cui questo non è accaduto è la traduzione diversa a renderli differenti. In questo caso il titolo era
Cattura, ma bisogna dire che
Cielo e Terra rende benissimo l'idea dello strappo tra dimensione terrena e Sogno, che avviene quando Thorn stacca il braccio di Kingdock. Sequenza impressionante e di impatto, nonchè punta di diamante dell'intero volume che da qui in poi tratterà di cose un po' più "terrene".
3.
Parole nella Notte
Ciò che un tempo era
Consiglio Notturno è stato oggi decurtato di ben quattro tavole. Ebbene sì, il capitolo in cui veniva introdotto con dovizia di particolari il Signore delle Locuste, è stato qui pesantemente mutilato, ed è logico credere che sia stato proprio l'autore a volere quei tagli. Dopo le due tavole aggiuntive dello scorso volume ecco che ci ritroviamo nuovamente in difetto, e precisamente di due tavole che si collocavano tra pagina 52 e 53, in cui la nonna approfondiva i poteri dei draghi sui sogni, e altre due che si collocavano rispettivamente tra pagina 53 e 54, e tra pagina 54 e 55 in cui veniva esteso il crescendo rabbioso di Thorn e la nonna si lasciava scappare un cenno riguardante il suo primo incontro con il Signore delle Locuste. Va inoltre tenuto presente che per aggiustare questi tagli, non solo i dialoghi sono stati fortemente alterati, ma addirittura persino una vignetta in cui Fone parlava è stata modificata per "chiudergli la bocca". E' ormai quasi sicuro che lo zampino dell'autore ci sia, anche perchè pure con i tagli il tutto fila liscio come l'olio, ed è pure più semplice a capirsi. Insomma qui inizio a sospettare di essere di fronte a un edizione riveduta e corretta, in stile George Lucas, che non finirà mai di cesellare la sua opera aggiungendo e togliendo qua e là con sommo snervo dei suoi fan.
4.
Lo Sbandato
Forse al cucciolo di rattodonte che Fone trova stava meglio il titoletto
L'Orfano, ad ogni modo questa nuova edizione ha un merito che la vecchia non aveva: il lettering differente del Signore delle Locuste aiuta non poco a capire quando l'Incappucciato parla con la sua voce e quando è posseduto. Si spera inoltre che con questa nuova edizione si riescano a capire meglio i gradi di possedimento da Locusta che nella vecchia erano un argomento abbastanza confuso. Inoltre si inizia a capire che i rimaneggiamenti più evidenti si hanno proprio quando si entra in tema esoterico, o si parla di grandi fatti del passato: Nonna Ben, l'Incappucciato e il Signore delle Locuste sono quindi finora quelli maggiormente soggetti a variazioni. L'episodio è notevole anche per una scena specifica in cui i tre cugini Bone sono riuniti senza altri personaggi a turbarne le dinamiche: sono assieme come lo sarebbero nel loro status quo abituale, solo con l'esperienza dei fatti recenti che grava sulle loro spalle. Una cosa abbastanza straniante, invero.
5.
La Consegna delle Leggi
Guerra. Ma a dire il vero è molto più indicato il nuovo titolo. Piuttosto, questa volta anche qui si assiste a qualche minimo cambiamento nei dialoghi, ma solo perchè Lucius si perde a parlare di draghi e di sogni. E comunque niente di che, solo qualche termine utilizzato in maniera più chiara e naturale. Per il resto le atmosfere dell'episodio sono analoghe a quelle dei capitoli appena letti. Esordiscono qui gli uomini di Pawa, esseri umani barbarici che si uniscono alla causa dei rattodonti.
6.
Piano di un Giorno di Mezza Estate
Era
Truffa di un Giorno di Mezza Estate. Dove Phoney raggiunge l'apice del disgusto. Primo capitolo "solare" del volume, dopo tanta tanta notte. Sono cose che si notavano poco nell'edizione vecchia dove tutto il pathos era basato sui contrasti tra bianchi e neri (ed era un contrasto veramente ottimo), mentre qui risaltano alla grandissima.
7.
Il Mutamento
Forse suonava meglio
La Svolta. Dopo molto Phoney, siamo di fronte ad un capitolo prevalentemente dedicato a Thorn, che ha qui la sua maturazione, in una sequenza onirica orchestrata dal drago veramente deliziosa. Inoltre si nota come la figura di Smiley, istintiva, animalesca e assolutamente infantile passi senza troppi problemi dall'aiutare Phoney all'aiutare Fone, formando con lui una coppia ancora più salda, di cui seguiremo attentamente le vicende nel quinto volume, basato esclusivamente su di loro.
8.
Sulla Scalinata dei Draghi
E decisamente qui il titolo è azzeccato, visto che il precedente,
Giorno di Mezza Estate richiamava troppo il titolo di due episodi fa. Cheddire, poi, di questo ultimo capitolo, se non che se si trattasse di un telefilm sarebbe un perfetto
season finale? C'è proprio tutto quello che si può desiderare dal finale di un volume: il convergere delle sottotrame in un unico luogo e tempo, un climax niente male e un cliffhanger tale da appagare e nel contempo incuriosire.
Niente pupazzetto stavolta, bensì un dischetto con la demo del videogioco di Bone.
Next:
Rock Jaw: Signore del Confine Orientale. Un volume strano, che va preso come una sorta di stacco, di pausa per tirare il fiato, seguendo Fone, Smiley e il cucciolo di rattodonte in un'avventura tutta loro che avrà modo di darci qualche indizio anche sulla storyline principale.