Un rapido commento dopo la rilettura.
I testi sono fantastici. Una saga fantasy a fumetti perfetta. La giusta dose di humor, passaggi dall'umoristico al serioso ottimi, caratterizzazione dei personaggi coerente, ritmo giusto. Anche i disegni sono molto belli e si adattano ala perfezione ai passaggi della sceneggiatura, ma in questo capitolo, non so perché, mi sembrano leggermente sotto la media. Ottima la colorazione, ma devo ancora vedere comè in bianco e nero (prima o poi mi compro il volumone, ma preferisco farlo dopo aver letto l'intera saga a colori).
[Jeff Smith] Bone
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Lorenzo Breda
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If you couldn't find any weirdness, maybe we'll just have to make some!
Hobbes, Calvin&Hobbes
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BONE A COLORI - Volume 3
GLI OCCHI DELLA TEMPESTA

Con un pò di ritardo rispetto al previsto, fa capolino nelle fumetterie il 3 volume dell'edizione a colori di Bone. Con in allegato non 1 ma bensì 2 gadgets. E si, perchè oltre al 3 pupazzetto della serie, rappresentante Phoney Bone (e mi auguro non sia l'ultimo... sarebbe fantastico quello del Drago Rosso...), c'è un cd-rom contenente la demo del videogame Bone-In Fuga da Boneville, tratto, ovviamente, dall'omonimo primo volume della serie. E non si può che plaudire a quest'iniziativa, segno anche della forte collaborazione tra Jeff Smith e la Tell Tell Games (http://www.telltalegames.com/), la software-house fondata da ex-Lucasarts. Ad onor del vero il videogame è stato pubblicato già da tempo, ma nella sola versione inglese; qui si tratta della versione italiana, o meglio con i sottotitoli in italiano, visto che il parlato è rimasto quello statunitense.
Veniamo alla storia. Che in questo volume, il cui titolo è quello del quinto capitolo, prende il là, con il fantasy che dopo essere rimasto nelle storie precedenti sotto la superficie, qui emerge prepotentemente, e dopo Recinti da riparare (tra l'altro una di quelle storie da me già lette nell'edizione Macchia Nera) il mondo di Bone non è più lo stesso.
1. Turno di Guardia
La storia inizia in una situazione che più tranquilla non si può: Fone legge interpreta Moby Dick ad una rilassata Thorn, mentre la signora Opussum viene a fare visita e a farsi gli affari degli altri. I colori di questa scena sono primaverili e delicati, segno della primavera ma anche del relax nel quale si ritrovano i nostri. Ma si tratta della quiete prima della tempesta; così, dopo la spassosissima sequenza dei due RattoTonti con Kingdok, ritornano i sogni di Thorn. Che ci mostrano altri aspetti della sua infanzia, ponendo altre domande, ma non solo, visto che l'Incappucciato con il volto di Fone Bone non è assolutamente un ricordo... E il tutto fa da ponte per il capitolo successivo...
2. Moby Bone
Che il libro di Melville sia amatissimo da Fone lo sappiamo fin dalla storia d'esordio. Ma di certo non gli era mai capitato di sognare di essere Ismaele ai comandi del capitano Achab/Phoney Bone che da la caccia a un Moby Dick dalle sembianze di Smiley. Un sogno anomalo, il cui fulcro è la fantastica splash-page di pagina 26, dove un Fone naufrago nell'oceano vede emergere da un'onda gigantesca un altrettanto gigantesca testa del Drago Rosso. Una scena maestosa e magnifica, e Hamaker è stato fantastico nella colorazione.
La tensione iniziata nel capitolo precedente con il sogno di Thorn termina con Fone che si sveglia di botto a mattina inoltrata. Ancora una bella giornata in vista, ma un Fone sempre innamorato scopre prima che Thorn l'ha sognato, e poi che il Drago conosce il sogno che ha fatto, visto che lo chiama Ismaele. E questo è un nuovo mistero: i sogni do Fone e quelli di Thorn sono legati fra loro, come si i propri destini siano legati. Nel sogno di Fone il Drago è "entrato" per proteggerlo, ma da cosa? Ed è sempre il Drago la figura che richiama l'attenzione di Thorn impedendole di toccare la mano dell'Incappucciato?
3. Sulla Strada
Il precedente capitolo si chiude lasciando tante domande sospese nella mente del lettore e di Fone Bone. Ma per le risposte ci sarà il tempo, visto che da questo punto in poi la trama s'incupisce e il fantasy procede con la sua maestosa ascesa.
Lucius decide di tornare alla taverna e si porta con sé Phoney e Smiley, costretti a lavorare per lui per tutta l'estate. Fone decide di rimanere con Thorn... e Nonna Ben, naturalmente. Ma il viaggio del trio non può certo definirsi tranuqillo: una tempesta è in arrivo, e dopo qualche piccola confidenza di Lucius sul suo passato sentimentale, un gruppo di rattodonti segue e accerchia il gruppo. Il loro scopo: "Colui che porta la Stella". In maniera caotica, il terzetto riesce a fuggire, mentre Fone e Thorn, si riparano nella stalla appena scoppia la tempesta. E qui, al riparo dall'acqua, hanno modo di ragionare sui loro sogni, così inquietanti e così legati fra loro. Ragionamenti che riguardano i draghi, le figure incappucciate e il passato di Thorn; ragionamenti che vengono ascoltati da Nonna Ben che furiosa spalanca la porta e, sebbene senza dir nulla, interrompe la discussione dei due.
4. Il Doppio o Niente
Il titolo di questo capitolo riguarda la posta in palio della scommessa tra Lucius e Phoney riguardante chi tra i due è più capace di far fruttare la locanda. Ma il capitolo inizia dallo stesso punto nel quale si è interrotto il precedente. E con Nonna Ben che come una furia si lancia in una corsa tra la foresta e in mezzo alla tempesta, alla ricerca del Drago. La nipote e Fone non hanno intenzione di lasciarla andare da sola, e inizia così una corsa drammatica prima alla ricerca di Nonna Ben, e poi in fuga dai rattodonti. Nel mentre, Lucius e gli altri 2 Bone arrivano alla taverna. Una taverna dove ad attendere i 2 cugini ci sono dei commensali tutt'altro che amichevoli, visto quanto accaduto alla Grande Corsa delle Mucche.
5. Gli occhi della Tempesta
Prosegue la fuga notturna di Nonna Ben, Fone e Thorn dai rattodonti, in un capitolo interamente dedicato alla loro fuga nella foresta. E Occhi nella Tempesta oltre ad essere un titolo azzeccato è, insieme al capitolo successivo, il fulcro di questo terzo volume.
Durante la fuga, Rose fa capire di avercela con il Drago per il fatto che ha interferito nei sogni di Fone; ma come già capito da tempo, la ruggine nei confronti del Drago risale a tempi addietro. Alla fine tutto si risolve per merito del Drago, invocato da Fone Bone prima che Nonna Ben gli impedisca di parlare, e che fa piazza pulita dei rattodonti. Ma niente è come prima: Rose è sconvolta, e tante sono le domande che assillano Thorn e Fone...
Le scene in mezzo alla foresta di questo e del precedente capitolo sono fantasticche: Jeff è bravissimo nel rendere gli effetti di luci e ombre, in una sequenza dove si passa dal buio pesto di alcune vignette alla luce di un lampo che dura l'arco di una vignetta. E Hamaker non fa che mettere la ciliegina sulla torta, con il risultato che le sequenze risultano iper-realistiche.
6. Recinti da riparare
E' questo il capitolo delle spiegazioni dopo la tempesta.
E' questo un capitolo drammatico, spezzato solamente all'inizio dalla gag di Fone che per errore mostra a Nonna Ben una delle sue poesie anzichè mostrarle la Mappa. Prima ancora, però, la Nonna si scusa con il piccolo Bone per averlo ritenuto il colpevole dei guai capitati alla nipote. E forse per la sua mancanza di fiducia nel Drago.
Il titolo richiama i recinti per le mucche che Nonna Ben sta riparando per far capire ai rattodonti i confini della fattoria. Rattodonti che, al sentir Thorn pronunciare "Deren Gard" corrono ad avvisare il proprio re. Ed è proprio dopo aver sentito la nipote pronunciare quel luogo, che Rose decide di rintanarsi in casa, al riparo da orecchie indiscrete; troppo tardi, purtroppo...
E nella casa arrivano le spiegazioni; spiegazioni non facili, nè da esporre nè da ascoltare. E' una Nonna Ben in evidente crisi quella che vediamo, soprattutto dopo aver appreso da Fone degli sciami di locuste apparsi nella primissima storia con i 3 cugini in fuga da Boneville.
E qui fa la sua entrata in scena lui, il Signore delle Locuste, (o la Locusta come sembrerebbe essere nominato in quest'edizione Panini), ossessionato dalla ricerca di "Colui che porta la Stella", e ai cui ordini c'è l'Incappucciato, il quale, quando Kingdok gli porta la notizia che le sue truppe hanno scoperto che Thorn è la Principessa, dimostra la re dei rattodonti che è al corrente della notizia da tempo.
Un capitolo drammatico, pieno di tensione e di suspance; dopo averlo letto è impossibile non guardare il mondo di Bone con altri occhi...
7. Sogni
Continuano le domande, continuano le spiegazioni. E come fa intendere il titolo di questo sesto capitolo, l'argomento della discussione tra Rose, Thorn e Fone si sposta dalla drammatica verità sul passato e le origini della ragazza, ai sogni che la tormentano. Sogni con i quali ella ha visto avvenimenti del suo passato che non sono presenti nei suoi ricordi. E alla fine inevitabilmente si arriva ai sogni di Fone e al Drago, con la Nonna che visibilmente innervosita lo accusa di "farlo apposta", quasi fosse una sorta di dispetto nei suoi confronti. Come le dice Fone, Rose sta ancora nascondendo qualcosa, ma purtroppo la discussione s'interrompe per via del fatto che Thorn, sconvolta dalle rivelazioni, esce di casa e si ritira in solitudine nella stalla.
Nel mentre alla locanda, dopo che Lucius ha salvato almeno un paio di volte i 2 cugini dalle grinfie degli avventori che volentieri gli avrebbero fatto lo scalpo, la scommessa entra nel vivo.
8. Cose che fanno rumore di notte
E per vincere la scommessa Phoney non può che dare sfogo alla sua genialità, tirando fuori un'altra delle sue idee (che solitamente lo cacciano nei guai) e fingendosi un ammazzadraghi per la gioia della folla, preoccupata dalle recenti notizie di avvistamenti. E nel mentre che Lucius che cerca di fermarli, una misteriosa figura incappucciata proveniente dal sud e con indosso un amuleto con il simbolo del Regno fa il suo ingresso per portare delle notizie al vecchio locandiere.
Sarà Ted a portare la notizia a Rose, appresa la quale chiama Fone e Thorn per partire immediatamente. Le notizie provenienti dal sud sono pessime, la fattoria non è più un luogo sicuro, e per il terzetto non resta che la fuga in fretta e furia.
Un volume coinvolgente, straordinario, che si fa leggere tutto d'un fiato. Forse il migliore fino ad ora (anche se i primi capitoli del primo volume sono indimenticabili...). La saga di Bone è ora partita alla grande, per un futuro degli eventi che, al momento, appare quanto mai incerto. Ma già a grandi linee paiono essersi delineate le figure in gioco.
Prossimo volume "The Dragonslayer", e credo che in questo sarà inclusa una delle 2 storie rimanenti tra quelle da me già lette nell'edizione Macchia Nera.
GLI OCCHI DELLA TEMPESTA

Con un pò di ritardo rispetto al previsto, fa capolino nelle fumetterie il 3 volume dell'edizione a colori di Bone. Con in allegato non 1 ma bensì 2 gadgets. E si, perchè oltre al 3 pupazzetto della serie, rappresentante Phoney Bone (e mi auguro non sia l'ultimo... sarebbe fantastico quello del Drago Rosso...), c'è un cd-rom contenente la demo del videogame Bone-In Fuga da Boneville, tratto, ovviamente, dall'omonimo primo volume della serie. E non si può che plaudire a quest'iniziativa, segno anche della forte collaborazione tra Jeff Smith e la Tell Tell Games (http://www.telltalegames.com/), la software-house fondata da ex-Lucasarts. Ad onor del vero il videogame è stato pubblicato già da tempo, ma nella sola versione inglese; qui si tratta della versione italiana, o meglio con i sottotitoli in italiano, visto che il parlato è rimasto quello statunitense.
Veniamo alla storia. Che in questo volume, il cui titolo è quello del quinto capitolo, prende il là, con il fantasy che dopo essere rimasto nelle storie precedenti sotto la superficie, qui emerge prepotentemente, e dopo Recinti da riparare (tra l'altro una di quelle storie da me già lette nell'edizione Macchia Nera) il mondo di Bone non è più lo stesso.
1. Turno di Guardia
La storia inizia in una situazione che più tranquilla non si può: Fone legge interpreta Moby Dick ad una rilassata Thorn, mentre la signora Opussum viene a fare visita e a farsi gli affari degli altri. I colori di questa scena sono primaverili e delicati, segno della primavera ma anche del relax nel quale si ritrovano i nostri. Ma si tratta della quiete prima della tempesta; così, dopo la spassosissima sequenza dei due RattoTonti con Kingdok, ritornano i sogni di Thorn. Che ci mostrano altri aspetti della sua infanzia, ponendo altre domande, ma non solo, visto che l'Incappucciato con il volto di Fone Bone non è assolutamente un ricordo... E il tutto fa da ponte per il capitolo successivo...
2. Moby Bone
Che il libro di Melville sia amatissimo da Fone lo sappiamo fin dalla storia d'esordio. Ma di certo non gli era mai capitato di sognare di essere Ismaele ai comandi del capitano Achab/Phoney Bone che da la caccia a un Moby Dick dalle sembianze di Smiley. Un sogno anomalo, il cui fulcro è la fantastica splash-page di pagina 26, dove un Fone naufrago nell'oceano vede emergere da un'onda gigantesca un altrettanto gigantesca testa del Drago Rosso. Una scena maestosa e magnifica, e Hamaker è stato fantastico nella colorazione.
La tensione iniziata nel capitolo precedente con il sogno di Thorn termina con Fone che si sveglia di botto a mattina inoltrata. Ancora una bella giornata in vista, ma un Fone sempre innamorato scopre prima che Thorn l'ha sognato, e poi che il Drago conosce il sogno che ha fatto, visto che lo chiama Ismaele. E questo è un nuovo mistero: i sogni do Fone e quelli di Thorn sono legati fra loro, come si i propri destini siano legati. Nel sogno di Fone il Drago è "entrato" per proteggerlo, ma da cosa? Ed è sempre il Drago la figura che richiama l'attenzione di Thorn impedendole di toccare la mano dell'Incappucciato?
3. Sulla Strada
Il precedente capitolo si chiude lasciando tante domande sospese nella mente del lettore e di Fone Bone. Ma per le risposte ci sarà il tempo, visto che da questo punto in poi la trama s'incupisce e il fantasy procede con la sua maestosa ascesa.
Lucius decide di tornare alla taverna e si porta con sé Phoney e Smiley, costretti a lavorare per lui per tutta l'estate. Fone decide di rimanere con Thorn... e Nonna Ben, naturalmente. Ma il viaggio del trio non può certo definirsi tranuqillo: una tempesta è in arrivo, e dopo qualche piccola confidenza di Lucius sul suo passato sentimentale, un gruppo di rattodonti segue e accerchia il gruppo. Il loro scopo: "Colui che porta la Stella". In maniera caotica, il terzetto riesce a fuggire, mentre Fone e Thorn, si riparano nella stalla appena scoppia la tempesta. E qui, al riparo dall'acqua, hanno modo di ragionare sui loro sogni, così inquietanti e così legati fra loro. Ragionamenti che riguardano i draghi, le figure incappucciate e il passato di Thorn; ragionamenti che vengono ascoltati da Nonna Ben che furiosa spalanca la porta e, sebbene senza dir nulla, interrompe la discussione dei due.
4. Il Doppio o Niente
Il titolo di questo capitolo riguarda la posta in palio della scommessa tra Lucius e Phoney riguardante chi tra i due è più capace di far fruttare la locanda. Ma il capitolo inizia dallo stesso punto nel quale si è interrotto il precedente. E con Nonna Ben che come una furia si lancia in una corsa tra la foresta e in mezzo alla tempesta, alla ricerca del Drago. La nipote e Fone non hanno intenzione di lasciarla andare da sola, e inizia così una corsa drammatica prima alla ricerca di Nonna Ben, e poi in fuga dai rattodonti. Nel mentre, Lucius e gli altri 2 Bone arrivano alla taverna. Una taverna dove ad attendere i 2 cugini ci sono dei commensali tutt'altro che amichevoli, visto quanto accaduto alla Grande Corsa delle Mucche.
5. Gli occhi della Tempesta
Prosegue la fuga notturna di Nonna Ben, Fone e Thorn dai rattodonti, in un capitolo interamente dedicato alla loro fuga nella foresta. E Occhi nella Tempesta oltre ad essere un titolo azzeccato è, insieme al capitolo successivo, il fulcro di questo terzo volume.
Durante la fuga, Rose fa capire di avercela con il Drago per il fatto che ha interferito nei sogni di Fone; ma come già capito da tempo, la ruggine nei confronti del Drago risale a tempi addietro. Alla fine tutto si risolve per merito del Drago, invocato da Fone Bone prima che Nonna Ben gli impedisca di parlare, e che fa piazza pulita dei rattodonti. Ma niente è come prima: Rose è sconvolta, e tante sono le domande che assillano Thorn e Fone...
Le scene in mezzo alla foresta di questo e del precedente capitolo sono fantasticche: Jeff è bravissimo nel rendere gli effetti di luci e ombre, in una sequenza dove si passa dal buio pesto di alcune vignette alla luce di un lampo che dura l'arco di una vignetta. E Hamaker non fa che mettere la ciliegina sulla torta, con il risultato che le sequenze risultano iper-realistiche.
6. Recinti da riparare
E' questo il capitolo delle spiegazioni dopo la tempesta.
E' questo un capitolo drammatico, spezzato solamente all'inizio dalla gag di Fone che per errore mostra a Nonna Ben una delle sue poesie anzichè mostrarle la Mappa. Prima ancora, però, la Nonna si scusa con il piccolo Bone per averlo ritenuto il colpevole dei guai capitati alla nipote. E forse per la sua mancanza di fiducia nel Drago.
Il titolo richiama i recinti per le mucche che Nonna Ben sta riparando per far capire ai rattodonti i confini della fattoria. Rattodonti che, al sentir Thorn pronunciare "Deren Gard" corrono ad avvisare il proprio re. Ed è proprio dopo aver sentito la nipote pronunciare quel luogo, che Rose decide di rintanarsi in casa, al riparo da orecchie indiscrete; troppo tardi, purtroppo...
E nella casa arrivano le spiegazioni; spiegazioni non facili, nè da esporre nè da ascoltare. E' una Nonna Ben in evidente crisi quella che vediamo, soprattutto dopo aver appreso da Fone degli sciami di locuste apparsi nella primissima storia con i 3 cugini in fuga da Boneville.
E qui fa la sua entrata in scena lui, il Signore delle Locuste, (o la Locusta come sembrerebbe essere nominato in quest'edizione Panini), ossessionato dalla ricerca di "Colui che porta la Stella", e ai cui ordini c'è l'Incappucciato, il quale, quando Kingdok gli porta la notizia che le sue truppe hanno scoperto che Thorn è la Principessa, dimostra la re dei rattodonti che è al corrente della notizia da tempo.
Un capitolo drammatico, pieno di tensione e di suspance; dopo averlo letto è impossibile non guardare il mondo di Bone con altri occhi...
7. Sogni
Continuano le domande, continuano le spiegazioni. E come fa intendere il titolo di questo sesto capitolo, l'argomento della discussione tra Rose, Thorn e Fone si sposta dalla drammatica verità sul passato e le origini della ragazza, ai sogni che la tormentano. Sogni con i quali ella ha visto avvenimenti del suo passato che non sono presenti nei suoi ricordi. E alla fine inevitabilmente si arriva ai sogni di Fone e al Drago, con la Nonna che visibilmente innervosita lo accusa di "farlo apposta", quasi fosse una sorta di dispetto nei suoi confronti. Come le dice Fone, Rose sta ancora nascondendo qualcosa, ma purtroppo la discussione s'interrompe per via del fatto che Thorn, sconvolta dalle rivelazioni, esce di casa e si ritira in solitudine nella stalla.
Nel mentre alla locanda, dopo che Lucius ha salvato almeno un paio di volte i 2 cugini dalle grinfie degli avventori che volentieri gli avrebbero fatto lo scalpo, la scommessa entra nel vivo.
8. Cose che fanno rumore di notte
E per vincere la scommessa Phoney non può che dare sfogo alla sua genialità, tirando fuori un'altra delle sue idee (che solitamente lo cacciano nei guai) e fingendosi un ammazzadraghi per la gioia della folla, preoccupata dalle recenti notizie di avvistamenti. E nel mentre che Lucius che cerca di fermarli, una misteriosa figura incappucciata proveniente dal sud e con indosso un amuleto con il simbolo del Regno fa il suo ingresso per portare delle notizie al vecchio locandiere.
Sarà Ted a portare la notizia a Rose, appresa la quale chiama Fone e Thorn per partire immediatamente. Le notizie provenienti dal sud sono pessime, la fattoria non è più un luogo sicuro, e per il terzetto non resta che la fuga in fretta e furia.
Un volume coinvolgente, straordinario, che si fa leggere tutto d'un fiato. Forse il migliore fino ad ora (anche se i primi capitoli del primo volume sono indimenticabili...). La saga di Bone è ora partita alla grande, per un futuro degli eventi che, al momento, appare quanto mai incerto. Ma già a grandi linee paiono essersi delineate le figure in gioco.
Prossimo volume "The Dragonslayer", e credo che in questo sarà inclusa una delle 2 storie rimanenti tra quelle da me già lette nell'edizione Macchia Nera.
concordo, il terzo volume è straordinario, tanto che non ho potuto esimermi dal venire qui a commentarlo 
ogni singolo capitolo ha qualcosa di eccezionale: i primi due con la prepotente citazione di Moby Dick (Fone Bone è un ottimo attore, checchè ne dicano quelli che si addormentano quando lo sentono raccontare il suo libro preferito
). I successivi due capitoli, "Sulla strada" e "Il doppio o niente", hanno due dei miei topos preferiti (anzi, topoi, plurale
... E HO FATTO LO SCIENTIFICO, mica cotica!) ossia il viaggio on the road (seppur breve e ripetitivo, dato che non è la prima volta che affrontiamo quel tratto di strada dalla fattoria a Barrelhaven) e la taverna (e, negli ultimi capitoli, Phoney che aizza la folla contro la Besti... ehm, i Draghi
).
Per non parlare del racconto incrociato fra le scene con Lucius, Phoney e Smiley e quelle con Nonna Ben, Thorn e Fone Bone.
E i successivi capitoli si dedicano proprio a loro, con la bellissima scena nel fienile, la comparsa di Nonna Ben dal buio, la fuga nel bosco, i fulmini, i rattodonti, il drago, l'esordio del Signore delle Locuste, insomma... wow!
Gli ultimi capitoli sono quelli che concludono la prima parte di questa grande saga, con cui ci congediamo dalla Fattoria e dalla taverna Barrelhaven, e inizia la lotta per la riconquista del regno, il viaggio verso Atheia. La guerra dei Bone cominciata è.
ogni singolo capitolo ha qualcosa di eccezionale: i primi due con la prepotente citazione di Moby Dick (Fone Bone è un ottimo attore, checchè ne dicano quelli che si addormentano quando lo sentono raccontare il suo libro preferito
Per non parlare del racconto incrociato fra le scene con Lucius, Phoney e Smiley e quelle con Nonna Ben, Thorn e Fone Bone.
E i successivi capitoli si dedicano proprio a loro, con la bellissima scena nel fienile, la comparsa di Nonna Ben dal buio, la fuga nel bosco, i fulmini, i rattodonti, il drago, l'esordio del Signore delle Locuste, insomma... wow!
Gli ultimi capitoli sono quelli che concludono la prima parte di questa grande saga, con cui ci congediamo dalla Fattoria e dalla taverna Barrelhaven, e inizia la lotta per la riconquista del regno, il viaggio verso Atheia. La guerra dei Bone cominciata è.
“DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

La Panini annuncia la data di uscita del quarto volume di Bone a Colori: 8 Novembre.
Maggiori info qui:
http://www.paninicomics.it/News.jsp?Act ... a&Id=13498
Maggiori info qui:
http://www.paninicomics.it/News.jsp?Act ... a&Id=13498
Alè, un aumento di pagine!
Con relativo aumento di prezzo...
Con relativo aumento di prezzo...

Ecco, questa la potevano evitare, 3€ non sono pochi.PORTAMANTELLO ha scritto:Con relativo aumento di prezzo...
L'unica consolazione è che immagino sarà distribuito anche a Lucca.
Lorenzo Breda
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Ho imparato di recente che la storiella autoconclusiva di Natale, con Fone Bone che offre una quiche alle due "rat creatures" di sua conoscenza, non era stata pensata per essere inserita prima dell'ultimo capitolo della saga (come si trova nel volumone in lingua originale), ma per la pubblicazione su un albo di Bone uscito sotto Natale. Perciò, se fosse collocata durante il primo inverno nella valle, e non alla fine della storia, assumerebbe un significato diverso. Il significato di una tregua. Invece alla fine della saga il senso sarebbe che ci si può permettere di essere gentili con le "rat creatures" perche si è tornati i padroni della valle.
Più che altro quella storia non aveva modo di essere inserita in altri momenti se non nel finale, visto che per ragioni di continuity i personaggi coinvolti non erano mai stati tutti presenti nello stesso momento, nè gli eventi della serie raccontati dall'introduzione di Nonna Ben e Thorn fino alla fine avevano avuto luogo in quella determinata stagione, bensì in primavera, estate e autunno.
Bone #4 - L'ammazzadraghi

bello, eh?

bello, eh?
“DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

Speciale Lucca
Bone Volume 3: Gli Occhi della Tempesta

Il volume del grande salto. Più grosso (ben otto capitoli!), più cupo e assai denso di rivelazioni è con questo terzo volume che la saga di Bone compie la sua netta virata verso il fantasy. Virata che ha il suo prezzo da pagare, e quindi appunto l'entrata in scena di un paio di clichè tipici di questo tipo di letteratura, come la scoperta del Prescelto, o il ritorno di un oscuro signore che si credeva esser stato sconfitto anni e anni fa. Ma niente che la perizia sceneggiatoria (nonchè grafica e umoristica) di quel genio di Jeff Smith non riesca a originalizzare, a suon di trovate suggestive e interessanti. Perchè alla fine il bravo narratore è quello che riesce a farti trangugiare di tutto, valorizzandolo al punto giusto, e facendosi applaudire sempre e comunque.
La traduzione del titolo del volume è diversa dall'edizione artibanica, che riportava invece Occhi nella Tempesta, come a voler confermare una maggior fedeltà alla versione originale. E non sarà l'unica cosa in cui quest'edizione a colori differirà dalla precedente, visto l'inatteso spuntare di ben due tavole nuove di zecca, inserite a meraviglia nel contesto. E sempre parlando di differenze di traduzione, sono state riscontrate non poche anomalie nel confronto diretto tra queste due fonti, che hanno fatto sorgere non pochi dubbi sull'operato svolto da Artibani nella seconda metà degli anni 90.
1. Turno di Guardia
Precedentemente intitolato La Visita, si tratta di un capitolo piuttosto introduttivo, che inizia con una scenetta immersa nella quotidianità. Uno dei rari momenti in cui si può intravedere una sorta di status quo all'interno della saga è proprio questo, dove Thorn, la Nonna, Lucius e i tre cugini Bone vivono insieme alla fattoria durante i giorni della sua ricostruzione. E non ha caso è proprio in questo periodo che Smith ha deciso di inserire una delle sue storielle extra, Sul Tetto che chiudeva il volume precedente. Interessante il breve cameo della signora Possum, personaggio minore che richiama moltissimo lo stile di Walt Kelly.
2. Moby Bone
Piuttosto simile al precedente nella sua ambientazione rurale, se si esclude l'introduzione onirica a tema Melvilliano. Quella che può sembrare una sequenza umoristica, il sogno in cui Fone si rivede novello Ismaele, non è che il pretesto per introdurre la tematica dei sogni ad un livello maggiormente intimista. Si sono già visti parecchi sogni di Thorn, ma l'emergere del Drago (in una vignettona di tutto rispetto) all'interno del sogno del protagonista, lo coinvolge direttamente, annullando la barriera (soprattutto grafica) che divideva il destino di Fone da quello di Thorn.
3. Sulla Strada
Un gigantesco capolavoro d'atmosfera. Precedentemente intitolato In Viaggio, ha il suo meglio proprio nella breve disavventura che hanno Lucius, Smiley e Phoney, durante il ritorno a Barrelhaven. Il senso di inquietudine dato dal pericolo incombente e dal clima ventoso che preannuncia la tempesta è veramente indimenticabile. Sembra di sentir soffiare il vento mentre si legge. E il tutto è dato con pochi tocchi strategici, facendo svolazzare una foglia qua e là. E' questo, inoltre il capitolo a cui sono state aggiunte due tavole extra, totalmente assenti nell'edizione Macchia Nera: si tratta di pp. 50 e 51, dove Fone e Thorn hanno un breve colloquio che anticipa alcuni elementi fondamentali che salteranno fuori solo molto più tardi: i cerchi spettrali e le pietre votive. Con questa piccola quanto intelligente mossa, probabilmente fatta per l'edizione a volume unico recentemente uscita in USA, Smith riesce a compattare ulteriormente la sua opera, dandole un senso maggiormente compiuto e omogeneizzando alcuni passaggi che parevano esser stati inventati soltanto in corso d'opera.
Ma è con questo capitolo che le due edizioni iniziano definitivamente a divergere nella traduzione: Thorn e Fone si rifugiano nella stalla e iniziano a parlare dei loro sogni, e i contenuti dei balloon di lei sono radicalmente differenti nelle due edizioni. Mentre prima discutevano intorno al significato della bara all'interno di Moby Dick, adesso i loro discorsi vertono più su che cosa sia il Sogno, ovvero il Mondo degli Spiriti che costituisce l'aldilà nella mitologia della Valle. Senza dubbio questa versione è più comprensibile, e alla luce degli sviluppi futuri, maggiormente utile a capire il lato trascendentale che sarà sempre più preponderante nel fumetto. E viene da chiedersi la ragione di questa differenza, se stia nell'eccessiva disinvoltura dell'Artibani traduttore, o nella certosina opera di rimaneggiamento dei testi compiuta dallo stesso Smith.
4. Il Doppio o Niente
Un tempo Tutto o Niente, il capitoletto sposta la sua attenzione su Phoney e la sua seconda truffaldina sottotrama personale, che crescerà così tanto da diventare il tema portante del quarto volume. Ma viene introdotta qui, e i suoi effetti disastrosi non faranno che crescere lentamente, capitolo dopo capitolo. Le traduzioni tornano ad essere fedeli, come sempre nel lato della storia che ha come protagonisti gli eventi più contingenti e razionali. Thorn e Fone si lanciano sotto la pioggia alla ricerca di una furibonda Nonna Ben in una sequenza alquanto inquietante che getterà le basi per il capitolo successivo, incentrato unicamente su di loro.
5. Gli Occhi della Tempesta
Il capitolo che dà il titolo al volume, e meritatamente direi. Incentrato unicamente sull'avventura notturna di Thorn, Fone e della Nonna, è sempre stato uno dei punti più alti mai toccato da una sceneggiatura fumettistica. Una sequenza serrata, emozionante, da leggersi col cuore in gola...e che ha sempre fatto del bianco e nero uno dei suoi punti di forza. Ed è forse l'unico caso finora dove rinuncio a promuovere l'equivalenza delle due versioni per sbilanciarmi a favore dell'originale, che rendeva appunto di più. Anche qui si riscontrano un paio di differenze tra le versioni: le ultime due vignette di pagina 97, prima erano mute (o quasi, c'era solo un piccolo balloon di Thorn nella seconda).
6. Recinti da Riparare
Precedentemente conosciuto come Il Racconto di Nonna Ben costituisce Il capitolo delle rivelazioni. La colorazione valorizza un sacco i momenti intensi dentro la capanna buia e tagliata da un fascio di luce mentre la nonna racconta. Il problema è ciò che racconta, che è completamente differente nelle due traduzioni. Certo, i capisaldi ci sono, ma è nelle battute della nonna, nel suo modo di raccontare il passato che sono cambiate un mucchio di cose. Alcuni balloon prima contenenti fiumi di parole adesso sono scarni, altri prima scarni ora contengono importanti elementi chiarificatori. Altri ancora sono spariti in luogo di vignette mute, e viceversa. Insomma, sono cambiamenti tutto sommato positivi, di cui però è molto difficile capire il motivo. A questo punto dubito fortissimamente che la vecchia traduzione di Artibani fosse infedele a tal punto e sono sempre più convinto delll'intervento rimaneggiatorio dell'autore.
7. Sogni
Questo invece si intitolava Il Racconto di Nonna Ben - Parte Seconda, come a voler sottolineare il suo portare avanti il colloquio nella capanna del precedente capitolo. Il fatto che siano stati cambiati completamente i titoli, in fondo non è che sia un male: questo episodio è nettamente sbilanciato verso la sottotrama di Phoney e Lucius. Per quanto riguarda il proseguio delle rivelazioni di Nonna Ben valgono le stesse identiche considerazioni fatte per il precedente, gran bell'atmosfera ma dialoghi spesso e volentieri non combacianti. In particolare Thorn parla dell'oggetto che coi draghi si era ritrovata a fissare nel suo sogno. Un oggetto reso invisibile dall'enorme quantità di luce che lo ricopre e che nella versione Macchia Nera era invece riconoscibile come un trono...
8. Cose Che Fanno Rumore di Notte
E infine l'ennesimo titolo trasformato: in origine doveva essere Phoney, l'Ammazzadraghi, ma qui è stata presa in prestito la traduzione letterale di quello che altro non era che il titolo del capitolo successivo, e il che è molto strano. E neanche a farlo apposta ecco che il significato di questo rimaneggiamento è assai più comprensibile di prima. E' in questo capitolo che si parla infatti di rumori e indizi notturni: Phoney li utilizza a suo vantaggio per illudere il volgo che il villaggio è infestato da draghi. Inizia qui il climax che lo porterà stavolta - e in maniera assolutamente incomprensibile - ad essere nuovamente idolatrato dalle folle. Fa la sua comparsa qui per la prima volta la figura del Mangiacorteccia (qui Mangiastecchi), mistico sacerdote del Sogno.
Torna inoltre in pianta stabile la mappa della Valle in appendice, e al volume, solo per chi se lo è accaparrato in tempo è allegato un pupazzetto di Phoney Bone.
Bone Volume 4: L'Ammazzadraghi

Un intero volume costruito intorno alla megalomania di Phoney? Più che altro gli eventi che accadono sullo sfondo sono così svariati che la truffa dell'ammazzadraghi è l'unico grande elemento comune degno di titolare un volume tanto denso. Nonchè lungo visto che la formula a otto capitoli dello scorso libro si ripresenta qui tale e quale, pronta però a lasciarci in tempo per le prossime uscite, piuttosto sottili. E chissà se sarà più sottile anche il prezzo, qui portato eccezionalmente a 13 euro, anzichè i soliti dieci. Ad ogni modo, un volume piuttosto particolare, dominato quasi completamente dalle atmosfere cupe. Foreste buie, combattimenti nella notte e uno scenario solitamente tranquillo come il villaggio di Barrelhaven, mutato per l'occasione in un fortino. Un volume che per la prima volta è aperto da un prologo di quattro tavole, creato da Smith in occasione della prima raccolta in volumi dell'opera, un'idea che troveremo anche nel sesto e nel settimo libro e della quale Jeff si servirà per oliare maggiormente gli ingranaggi della sua macchina narrativa.
Prologo. Mangia-stecchi
Un tempo Mangiacorteccia, questa è appunto la prima delle introduzioni ai volumi, create a posteriori da Smith in occasione della raccolta in nove libri. Un bozzetto lungo quattro tavole, ma dannatamente incisivo che consiste in un brevissimo scambio di battute di Lucius con Smiley e poi con Wendell.
1. Affari
Un tempo era Un Rumore nel Buio, titolo che poi è slittato al capitolo precedente, ma a quanto pare il capitoletto è stato poi intitolato agli affari di Phoney per rendere maggiormente unitario il tema del volume. Episodio dalla spettacolare colorazione che rende benissimo specialmente nella sequenza di battibecco tra Phoney e Lucius in cucina, e ovviamente nella splash page in cui Nonna Ben, Fone e Thorn osservano la Valle dalle montagne occidentali. Un peccato la mancanza dello sturbamento artibanico, però.
2. Cielo e Terra
A quanto pare i titoli dei singoli capitoletti sono stati tutti mutati, e nei casi in cui questo non è accaduto è la traduzione diversa a renderli differenti. In questo caso il titolo era Cattura, ma bisogna dire che Cielo e Terra rende benissimo l'idea dello strappo tra dimensione terrena e Sogno, che avviene quando Thorn stacca il braccio di Kingdock. Sequenza impressionante e di impatto, nonchè punta di diamante dell'intero volume che da qui in poi tratterà di cose un po' più "terrene".
3. Parole nella Notte
Ciò che un tempo era Consiglio Notturno è stato oggi decurtato di ben quattro tavole. Ebbene sì, il capitolo in cui veniva introdotto con dovizia di particolari il Signore delle Locuste, è stato qui pesantemente mutilato, ed è logico credere che sia stato proprio l'autore a volere quei tagli. Dopo le due tavole aggiuntive dello scorso volume ecco che ci ritroviamo nuovamente in difetto, e precisamente di due tavole che si collocavano tra pagina 52 e 53, in cui la nonna approfondiva i poteri dei draghi sui sogni, e altre due che si collocavano rispettivamente tra pagina 53 e 54, e tra pagina 54 e 55 in cui veniva esteso il crescendo rabbioso di Thorn e la nonna si lasciava scappare un cenno riguardante il suo primo incontro con il Signore delle Locuste. Va inoltre tenuto presente che per aggiustare questi tagli, non solo i dialoghi sono stati fortemente alterati, ma addirittura persino una vignetta in cui Fone parlava è stata modificata per "chiudergli la bocca". E' ormai quasi sicuro che lo zampino dell'autore ci sia, anche perchè pure con i tagli il tutto fila liscio come l'olio, ed è pure più semplice a capirsi. Insomma qui inizio a sospettare di essere di fronte a un edizione riveduta e corretta, in stile George Lucas, che non finirà mai di cesellare la sua opera aggiungendo e togliendo qua e là con sommo snervo dei suoi fan.
4. Lo Sbandato
Forse al cucciolo di rattodonte che Fone trova stava meglio il titoletto L'Orfano, ad ogni modo questa nuova edizione ha un merito che la vecchia non aveva: il lettering differente del Signore delle Locuste aiuta non poco a capire quando l'Incappucciato parla con la sua voce e quando è posseduto. Si spera inoltre che con questa nuova edizione si riescano a capire meglio i gradi di possedimento da Locusta che nella vecchia erano un argomento abbastanza confuso. Inoltre si inizia a capire che i rimaneggiamenti più evidenti si hanno proprio quando si entra in tema esoterico, o si parla di grandi fatti del passato: Nonna Ben, l'Incappucciato e il Signore delle Locuste sono quindi finora quelli maggiormente soggetti a variazioni. L'episodio è notevole anche per una scena specifica in cui i tre cugini Bone sono riuniti senza altri personaggi a turbarne le dinamiche: sono assieme come lo sarebbero nel loro status quo abituale, solo con l'esperienza dei fatti recenti che grava sulle loro spalle. Una cosa abbastanza straniante, invero.
5. La Consegna delle Leggi
Guerra. Ma a dire il vero è molto più indicato il nuovo titolo. Piuttosto, questa volta anche qui si assiste a qualche minimo cambiamento nei dialoghi, ma solo perchè Lucius si perde a parlare di draghi e di sogni. E comunque niente di che, solo qualche termine utilizzato in maniera più chiara e naturale. Per il resto le atmosfere dell'episodio sono analoghe a quelle dei capitoli appena letti. Esordiscono qui gli uomini di Pawa, esseri umani barbarici che si uniscono alla causa dei rattodonti.
6. Piano di un Giorno di Mezza Estate
Era Truffa di un Giorno di Mezza Estate. Dove Phoney raggiunge l'apice del disgusto. Primo capitolo "solare" del volume, dopo tanta tanta notte. Sono cose che si notavano poco nell'edizione vecchia dove tutto il pathos era basato sui contrasti tra bianchi e neri (ed era un contrasto veramente ottimo), mentre qui risaltano alla grandissima.
7. Il Mutamento
Forse suonava meglio La Svolta. Dopo molto Phoney, siamo di fronte ad un capitolo prevalentemente dedicato a Thorn, che ha qui la sua maturazione, in una sequenza onirica orchestrata dal drago veramente deliziosa. Inoltre si nota come la figura di Smiley, istintiva, animalesca e assolutamente infantile passi senza troppi problemi dall'aiutare Phoney all'aiutare Fone, formando con lui una coppia ancora più salda, di cui seguiremo attentamente le vicende nel quinto volume, basato esclusivamente su di loro.
8. Sulla Scalinata dei Draghi
E decisamente qui il titolo è azzeccato, visto che il precedente, Giorno di Mezza Estate richiamava troppo il titolo di due episodi fa. Cheddire, poi, di questo ultimo capitolo, se non che se si trattasse di un telefilm sarebbe un perfetto season finale? C'è proprio tutto quello che si può desiderare dal finale di un volume: il convergere delle sottotrame in un unico luogo e tempo, un climax niente male e un cliffhanger tale da appagare e nel contempo incuriosire.
Niente pupazzetto stavolta, bensì un dischetto con la demo del videogioco di Bone.
Next: Rock Jaw: Signore del Confine Orientale. Un volume strano, che va preso come una sorta di stacco, di pausa per tirare il fiato, seguendo Fone, Smiley e il cucciolo di rattodonte in un'avventura tutta loro che avrà modo di darci qualche indizio anche sulla storyline principale.
Bone Volume 3: Gli Occhi della Tempesta

Il volume del grande salto. Più grosso (ben otto capitoli!), più cupo e assai denso di rivelazioni è con questo terzo volume che la saga di Bone compie la sua netta virata verso il fantasy. Virata che ha il suo prezzo da pagare, e quindi appunto l'entrata in scena di un paio di clichè tipici di questo tipo di letteratura, come la scoperta del Prescelto, o il ritorno di un oscuro signore che si credeva esser stato sconfitto anni e anni fa. Ma niente che la perizia sceneggiatoria (nonchè grafica e umoristica) di quel genio di Jeff Smith non riesca a originalizzare, a suon di trovate suggestive e interessanti. Perchè alla fine il bravo narratore è quello che riesce a farti trangugiare di tutto, valorizzandolo al punto giusto, e facendosi applaudire sempre e comunque.
La traduzione del titolo del volume è diversa dall'edizione artibanica, che riportava invece Occhi nella Tempesta, come a voler confermare una maggior fedeltà alla versione originale. E non sarà l'unica cosa in cui quest'edizione a colori differirà dalla precedente, visto l'inatteso spuntare di ben due tavole nuove di zecca, inserite a meraviglia nel contesto. E sempre parlando di differenze di traduzione, sono state riscontrate non poche anomalie nel confronto diretto tra queste due fonti, che hanno fatto sorgere non pochi dubbi sull'operato svolto da Artibani nella seconda metà degli anni 90.
1. Turno di Guardia
Precedentemente intitolato La Visita, si tratta di un capitolo piuttosto introduttivo, che inizia con una scenetta immersa nella quotidianità. Uno dei rari momenti in cui si può intravedere una sorta di status quo all'interno della saga è proprio questo, dove Thorn, la Nonna, Lucius e i tre cugini Bone vivono insieme alla fattoria durante i giorni della sua ricostruzione. E non ha caso è proprio in questo periodo che Smith ha deciso di inserire una delle sue storielle extra, Sul Tetto che chiudeva il volume precedente. Interessante il breve cameo della signora Possum, personaggio minore che richiama moltissimo lo stile di Walt Kelly.
2. Moby Bone
Piuttosto simile al precedente nella sua ambientazione rurale, se si esclude l'introduzione onirica a tema Melvilliano. Quella che può sembrare una sequenza umoristica, il sogno in cui Fone si rivede novello Ismaele, non è che il pretesto per introdurre la tematica dei sogni ad un livello maggiormente intimista. Si sono già visti parecchi sogni di Thorn, ma l'emergere del Drago (in una vignettona di tutto rispetto) all'interno del sogno del protagonista, lo coinvolge direttamente, annullando la barriera (soprattutto grafica) che divideva il destino di Fone da quello di Thorn.
3. Sulla Strada
Un gigantesco capolavoro d'atmosfera. Precedentemente intitolato In Viaggio, ha il suo meglio proprio nella breve disavventura che hanno Lucius, Smiley e Phoney, durante il ritorno a Barrelhaven. Il senso di inquietudine dato dal pericolo incombente e dal clima ventoso che preannuncia la tempesta è veramente indimenticabile. Sembra di sentir soffiare il vento mentre si legge. E il tutto è dato con pochi tocchi strategici, facendo svolazzare una foglia qua e là. E' questo, inoltre il capitolo a cui sono state aggiunte due tavole extra, totalmente assenti nell'edizione Macchia Nera: si tratta di pp. 50 e 51, dove Fone e Thorn hanno un breve colloquio che anticipa alcuni elementi fondamentali che salteranno fuori solo molto più tardi: i cerchi spettrali e le pietre votive. Con questa piccola quanto intelligente mossa, probabilmente fatta per l'edizione a volume unico recentemente uscita in USA, Smith riesce a compattare ulteriormente la sua opera, dandole un senso maggiormente compiuto e omogeneizzando alcuni passaggi che parevano esser stati inventati soltanto in corso d'opera.
Ma è con questo capitolo che le due edizioni iniziano definitivamente a divergere nella traduzione: Thorn e Fone si rifugiano nella stalla e iniziano a parlare dei loro sogni, e i contenuti dei balloon di lei sono radicalmente differenti nelle due edizioni. Mentre prima discutevano intorno al significato della bara all'interno di Moby Dick, adesso i loro discorsi vertono più su che cosa sia il Sogno, ovvero il Mondo degli Spiriti che costituisce l'aldilà nella mitologia della Valle. Senza dubbio questa versione è più comprensibile, e alla luce degli sviluppi futuri, maggiormente utile a capire il lato trascendentale che sarà sempre più preponderante nel fumetto. E viene da chiedersi la ragione di questa differenza, se stia nell'eccessiva disinvoltura dell'Artibani traduttore, o nella certosina opera di rimaneggiamento dei testi compiuta dallo stesso Smith.
4. Il Doppio o Niente
Un tempo Tutto o Niente, il capitoletto sposta la sua attenzione su Phoney e la sua seconda truffaldina sottotrama personale, che crescerà così tanto da diventare il tema portante del quarto volume. Ma viene introdotta qui, e i suoi effetti disastrosi non faranno che crescere lentamente, capitolo dopo capitolo. Le traduzioni tornano ad essere fedeli, come sempre nel lato della storia che ha come protagonisti gli eventi più contingenti e razionali. Thorn e Fone si lanciano sotto la pioggia alla ricerca di una furibonda Nonna Ben in una sequenza alquanto inquietante che getterà le basi per il capitolo successivo, incentrato unicamente su di loro.
5. Gli Occhi della Tempesta
Il capitolo che dà il titolo al volume, e meritatamente direi. Incentrato unicamente sull'avventura notturna di Thorn, Fone e della Nonna, è sempre stato uno dei punti più alti mai toccato da una sceneggiatura fumettistica. Una sequenza serrata, emozionante, da leggersi col cuore in gola...e che ha sempre fatto del bianco e nero uno dei suoi punti di forza. Ed è forse l'unico caso finora dove rinuncio a promuovere l'equivalenza delle due versioni per sbilanciarmi a favore dell'originale, che rendeva appunto di più. Anche qui si riscontrano un paio di differenze tra le versioni: le ultime due vignette di pagina 97, prima erano mute (o quasi, c'era solo un piccolo balloon di Thorn nella seconda).
6. Recinti da Riparare
Precedentemente conosciuto come Il Racconto di Nonna Ben costituisce Il capitolo delle rivelazioni. La colorazione valorizza un sacco i momenti intensi dentro la capanna buia e tagliata da un fascio di luce mentre la nonna racconta. Il problema è ciò che racconta, che è completamente differente nelle due traduzioni. Certo, i capisaldi ci sono, ma è nelle battute della nonna, nel suo modo di raccontare il passato che sono cambiate un mucchio di cose. Alcuni balloon prima contenenti fiumi di parole adesso sono scarni, altri prima scarni ora contengono importanti elementi chiarificatori. Altri ancora sono spariti in luogo di vignette mute, e viceversa. Insomma, sono cambiamenti tutto sommato positivi, di cui però è molto difficile capire il motivo. A questo punto dubito fortissimamente che la vecchia traduzione di Artibani fosse infedele a tal punto e sono sempre più convinto delll'intervento rimaneggiatorio dell'autore.
7. Sogni
Questo invece si intitolava Il Racconto di Nonna Ben - Parte Seconda, come a voler sottolineare il suo portare avanti il colloquio nella capanna del precedente capitolo. Il fatto che siano stati cambiati completamente i titoli, in fondo non è che sia un male: questo episodio è nettamente sbilanciato verso la sottotrama di Phoney e Lucius. Per quanto riguarda il proseguio delle rivelazioni di Nonna Ben valgono le stesse identiche considerazioni fatte per il precedente, gran bell'atmosfera ma dialoghi spesso e volentieri non combacianti. In particolare Thorn parla dell'oggetto che coi draghi si era ritrovata a fissare nel suo sogno. Un oggetto reso invisibile dall'enorme quantità di luce che lo ricopre e che nella versione Macchia Nera era invece riconoscibile come un trono...
8. Cose Che Fanno Rumore di Notte
E infine l'ennesimo titolo trasformato: in origine doveva essere Phoney, l'Ammazzadraghi, ma qui è stata presa in prestito la traduzione letterale di quello che altro non era che il titolo del capitolo successivo, e il che è molto strano. E neanche a farlo apposta ecco che il significato di questo rimaneggiamento è assai più comprensibile di prima. E' in questo capitolo che si parla infatti di rumori e indizi notturni: Phoney li utilizza a suo vantaggio per illudere il volgo che il villaggio è infestato da draghi. Inizia qui il climax che lo porterà stavolta - e in maniera assolutamente incomprensibile - ad essere nuovamente idolatrato dalle folle. Fa la sua comparsa qui per la prima volta la figura del Mangiacorteccia (qui Mangiastecchi), mistico sacerdote del Sogno.
Torna inoltre in pianta stabile la mappa della Valle in appendice, e al volume, solo per chi se lo è accaparrato in tempo è allegato un pupazzetto di Phoney Bone.
Bone Volume 4: L'Ammazzadraghi

Un intero volume costruito intorno alla megalomania di Phoney? Più che altro gli eventi che accadono sullo sfondo sono così svariati che la truffa dell'ammazzadraghi è l'unico grande elemento comune degno di titolare un volume tanto denso. Nonchè lungo visto che la formula a otto capitoli dello scorso libro si ripresenta qui tale e quale, pronta però a lasciarci in tempo per le prossime uscite, piuttosto sottili. E chissà se sarà più sottile anche il prezzo, qui portato eccezionalmente a 13 euro, anzichè i soliti dieci. Ad ogni modo, un volume piuttosto particolare, dominato quasi completamente dalle atmosfere cupe. Foreste buie, combattimenti nella notte e uno scenario solitamente tranquillo come il villaggio di Barrelhaven, mutato per l'occasione in un fortino. Un volume che per la prima volta è aperto da un prologo di quattro tavole, creato da Smith in occasione della prima raccolta in volumi dell'opera, un'idea che troveremo anche nel sesto e nel settimo libro e della quale Jeff si servirà per oliare maggiormente gli ingranaggi della sua macchina narrativa.
Prologo. Mangia-stecchi
Un tempo Mangiacorteccia, questa è appunto la prima delle introduzioni ai volumi, create a posteriori da Smith in occasione della raccolta in nove libri. Un bozzetto lungo quattro tavole, ma dannatamente incisivo che consiste in un brevissimo scambio di battute di Lucius con Smiley e poi con Wendell.
1. Affari
Un tempo era Un Rumore nel Buio, titolo che poi è slittato al capitolo precedente, ma a quanto pare il capitoletto è stato poi intitolato agli affari di Phoney per rendere maggiormente unitario il tema del volume. Episodio dalla spettacolare colorazione che rende benissimo specialmente nella sequenza di battibecco tra Phoney e Lucius in cucina, e ovviamente nella splash page in cui Nonna Ben, Fone e Thorn osservano la Valle dalle montagne occidentali. Un peccato la mancanza dello sturbamento artibanico, però.
2. Cielo e Terra
A quanto pare i titoli dei singoli capitoletti sono stati tutti mutati, e nei casi in cui questo non è accaduto è la traduzione diversa a renderli differenti. In questo caso il titolo era Cattura, ma bisogna dire che Cielo e Terra rende benissimo l'idea dello strappo tra dimensione terrena e Sogno, che avviene quando Thorn stacca il braccio di Kingdock. Sequenza impressionante e di impatto, nonchè punta di diamante dell'intero volume che da qui in poi tratterà di cose un po' più "terrene".
3. Parole nella Notte
Ciò che un tempo era Consiglio Notturno è stato oggi decurtato di ben quattro tavole. Ebbene sì, il capitolo in cui veniva introdotto con dovizia di particolari il Signore delle Locuste, è stato qui pesantemente mutilato, ed è logico credere che sia stato proprio l'autore a volere quei tagli. Dopo le due tavole aggiuntive dello scorso volume ecco che ci ritroviamo nuovamente in difetto, e precisamente di due tavole che si collocavano tra pagina 52 e 53, in cui la nonna approfondiva i poteri dei draghi sui sogni, e altre due che si collocavano rispettivamente tra pagina 53 e 54, e tra pagina 54 e 55 in cui veniva esteso il crescendo rabbioso di Thorn e la nonna si lasciava scappare un cenno riguardante il suo primo incontro con il Signore delle Locuste. Va inoltre tenuto presente che per aggiustare questi tagli, non solo i dialoghi sono stati fortemente alterati, ma addirittura persino una vignetta in cui Fone parlava è stata modificata per "chiudergli la bocca". E' ormai quasi sicuro che lo zampino dell'autore ci sia, anche perchè pure con i tagli il tutto fila liscio come l'olio, ed è pure più semplice a capirsi. Insomma qui inizio a sospettare di essere di fronte a un edizione riveduta e corretta, in stile George Lucas, che non finirà mai di cesellare la sua opera aggiungendo e togliendo qua e là con sommo snervo dei suoi fan.
4. Lo Sbandato
Forse al cucciolo di rattodonte che Fone trova stava meglio il titoletto L'Orfano, ad ogni modo questa nuova edizione ha un merito che la vecchia non aveva: il lettering differente del Signore delle Locuste aiuta non poco a capire quando l'Incappucciato parla con la sua voce e quando è posseduto. Si spera inoltre che con questa nuova edizione si riescano a capire meglio i gradi di possedimento da Locusta che nella vecchia erano un argomento abbastanza confuso. Inoltre si inizia a capire che i rimaneggiamenti più evidenti si hanno proprio quando si entra in tema esoterico, o si parla di grandi fatti del passato: Nonna Ben, l'Incappucciato e il Signore delle Locuste sono quindi finora quelli maggiormente soggetti a variazioni. L'episodio è notevole anche per una scena specifica in cui i tre cugini Bone sono riuniti senza altri personaggi a turbarne le dinamiche: sono assieme come lo sarebbero nel loro status quo abituale, solo con l'esperienza dei fatti recenti che grava sulle loro spalle. Una cosa abbastanza straniante, invero.
5. La Consegna delle Leggi
Guerra. Ma a dire il vero è molto più indicato il nuovo titolo. Piuttosto, questa volta anche qui si assiste a qualche minimo cambiamento nei dialoghi, ma solo perchè Lucius si perde a parlare di draghi e di sogni. E comunque niente di che, solo qualche termine utilizzato in maniera più chiara e naturale. Per il resto le atmosfere dell'episodio sono analoghe a quelle dei capitoli appena letti. Esordiscono qui gli uomini di Pawa, esseri umani barbarici che si uniscono alla causa dei rattodonti.
6. Piano di un Giorno di Mezza Estate
Era Truffa di un Giorno di Mezza Estate. Dove Phoney raggiunge l'apice del disgusto. Primo capitolo "solare" del volume, dopo tanta tanta notte. Sono cose che si notavano poco nell'edizione vecchia dove tutto il pathos era basato sui contrasti tra bianchi e neri (ed era un contrasto veramente ottimo), mentre qui risaltano alla grandissima.
7. Il Mutamento
Forse suonava meglio La Svolta. Dopo molto Phoney, siamo di fronte ad un capitolo prevalentemente dedicato a Thorn, che ha qui la sua maturazione, in una sequenza onirica orchestrata dal drago veramente deliziosa. Inoltre si nota come la figura di Smiley, istintiva, animalesca e assolutamente infantile passi senza troppi problemi dall'aiutare Phoney all'aiutare Fone, formando con lui una coppia ancora più salda, di cui seguiremo attentamente le vicende nel quinto volume, basato esclusivamente su di loro.
8. Sulla Scalinata dei Draghi
E decisamente qui il titolo è azzeccato, visto che il precedente, Giorno di Mezza Estate richiamava troppo il titolo di due episodi fa. Cheddire, poi, di questo ultimo capitolo, se non che se si trattasse di un telefilm sarebbe un perfetto season finale? C'è proprio tutto quello che si può desiderare dal finale di un volume: il convergere delle sottotrame in un unico luogo e tempo, un climax niente male e un cliffhanger tale da appagare e nel contempo incuriosire.
Niente pupazzetto stavolta, bensì un dischetto con la demo del videogioco di Bone.
Next: Rock Jaw: Signore del Confine Orientale. Un volume strano, che va preso come una sorta di stacco, di pausa per tirare il fiato, seguendo Fone, Smiley e il cucciolo di rattodonte in un'avventura tutta loro che avrà modo di darci qualche indizio anche sulla storyline principale.

E' uscito con qualche ritardo probabilmente a causa dei problemi contrattuali che avevano ritardato l'uscita del terzo volume. Speriamo che i problemi si limitino a questo e che finiscano qui visto che una certa puntualità sarebbe anche auspicabile. In ogni caso, tutti in fumetteria ad agiudicarsi la quinta uscita di Bone a colori, Rock Jaw.

lol, mi stavo dimenticando di Bone...
come era prevedibile, le pagine sono poche e il prezzo è tornato a 10 euro...
come era prevedibile, le pagine sono poche e il prezzo è tornato a 10 euro...
“DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

News fresca fresca
La Warner Bros. ha acquistato i diritti di Bone, e Jeff Smith sarà il produttore esecutivo del film che ne faranno (se lo faranno...). Devono ancora decidere se sarà live-action o animato (e animato come, soprattutto...), o entrambi...
Francamente se vedo Thorn umana e i bonidi in CGI prima vomito e poi vado a comprare il dvd di Alvin superstar doppiodisco e bluray.
La Warner Bros. ha acquistato i diritti di Bone, e Jeff Smith sarà il produttore esecutivo del film che ne faranno (se lo faranno...). Devono ancora decidere se sarà live-action o animato (e animato come, soprattutto...), o entrambi...
Francamente se vedo Thorn umana e i bonidi in CGI prima vomito e poi vado a comprare il dvd di Alvin superstar doppiodisco e bluray.
“DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

No dai! Cioè, che lo si faccia tutto in animazione, tradizionale o computerizzata che sia... anche se io propendo molto per la prima ipotesi.Elikrotupos ha scritto: Francamente se vedo Thorn umana e i bonidi in CGI prima vomito e poi vado a comprare il dvd di Alvin superstar doppiodisco e bluray.
Nel caso, tienimi da parte un sacchetto...
Oh, alleluia! Se ne parlava da 10 anni fa, quando in Italia è iniziata ad uscire la prima edizione Macchia Nera di Bone...
Comunque per me l'accoppiata umani+CGI mi sembra l'opzione più adatta, invece...
Non pensiamo solo ad Alvin, consideriamo anche film fantasy come LOTR o la nuova trilogia di Star Wars, dove i personaggi in CGI sono fusi perfettamente...
Comunque per me l'accoppiata umani+CGI mi sembra l'opzione più adatta, invece...
Non pensiamo solo ad Alvin, consideriamo anche film fantasy come LOTR o la nuova trilogia di Star Wars, dove i personaggi in CGI sono fusi perfettamente...
Anche io propendo per questa soluzione.DeborohWalker ha scritto:Comunque per me l'accoppiata umani+CGI mi sembra l'opzione più adatta, invece...
Lorenzo Breda
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If you couldn't find any weirdness, maybe we'll just have to make some!
Hobbes, Calvin&Hobbes
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Bof, a prescindere dalla bontà del risultato (che potrebbe essere notevole se ci fosse di mezzo la IL&M o la società di effetti speciali di Piter Gecson), imho Bone andrebbe realizzato come film d'animazione.
liveaction+CGI non è un male a prescindere, anzi. il male è quando in cgi lo sono i protagonisti, non gli effetti speciali o i comprimari. E poi la differenza di altezza fra gli umani e i bonidi già è quasi ridicola nel fumetto, non oso immaginarla al cinema... tipo Lyla e PK...
un buon risultato si ottiene solo facendolo tutto in animazione, e tradizionale. I bonidi sono troppo semplici, e già nella versione per il videogioco non sono granché. un misto live-action e animazione tradizionale mi sembra improponibile invece, se non lo fa la Disney
però sarebbe anche una buona opzione.
La Warner Bros. finora ha fatto questi film d'animazione in CGI come Happy Feet e Ant Bully, e nessuno dei due con la ILM, ma con società altrettanto rispettabili tipo la Animal logic, la DNA production e soprattutto Rhythm & Hues (che ha appena soffiato l'Oscar ai Pirati della ILM con La bussola d'oro). Insomma, non c'è da aspettarsi della animazione insulsa (come invece sembra essere quella dei Puffi, by Nickelodeon che già anni fa doveva produrre il film di Bone). La ILM con la WB ha fatto solo qualche collaborazione per gli effetti speciali, ma per fare un film d'animazione completo credo non sarà disponibile.
Comunque sarà sicuramente misto live-action CGI, perchè disegnare e animare degnamente i bonidi non sapranno farlo, nè modellare al computer un bel pezzo di figliula come Nonna Ben... speriamo bene...
o sennò... tutto live action? i bonidi come umani hobbitizzati, magari...
un buon risultato si ottiene solo facendolo tutto in animazione, e tradizionale. I bonidi sono troppo semplici, e già nella versione per il videogioco non sono granché. un misto live-action e animazione tradizionale mi sembra improponibile invece, se non lo fa la Disney
La Warner Bros. finora ha fatto questi film d'animazione in CGI come Happy Feet e Ant Bully, e nessuno dei due con la ILM, ma con società altrettanto rispettabili tipo la Animal logic, la DNA production e soprattutto Rhythm & Hues (che ha appena soffiato l'Oscar ai Pirati della ILM con La bussola d'oro). Insomma, non c'è da aspettarsi della animazione insulsa (come invece sembra essere quella dei Puffi, by Nickelodeon che già anni fa doveva produrre il film di Bone). La ILM con la WB ha fatto solo qualche collaborazione per gli effetti speciali, ma per fare un film d'animazione completo credo non sarà disponibile.
Comunque sarà sicuramente misto live-action CGI, perchè disegnare e animare degnamente i bonidi non sapranno farlo, nè modellare al computer un bel pezzo di figliula come Nonna Ben... speriamo bene...
o sennò... tutto live action? i bonidi come umani hobbitizzati, magari...
“DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

Quoto quanto ha detto Grrodon, dato che nel fumetto c'è proprio il contrasto tra personaggi buffi, e umani dall'aspetto realistico.
Beh, Gollum e Aragorn non erano propriamente alti uguali.Elikrotupos ha scritto:. E poi la differenza di altezza fra gli umani e i bonidi già è quasi ridicola nel fumetto, non oso immaginarla al cinema...
Oh, ecco, mi hai fatto venire in mente Roger Rabbit. Il quale potrebbe essere la cosa più vicina come atmosfera a quello che dovrebbe essere il film di Bone. E poi Space Jam, con Duffy Duck assieme a Micheal Jordan. Insomma, gli animaletti e gli umani possono stare insieme.Elikrotupos ha scritto:un misto live-action e animazione tradizionale mi sembra improponibile invece, se non lo fa la Disneyperò sarebbe anche una buona opzione.




