Dai, sempre buono il Dottore. il 7x07 (
The Rings of Akhaten) mi è piaciuto meno del precedente, vuoi anche per la situazione standard da "uno dei primi episodi con una nuova compagna", come ce ne sono stati di simili anche nelle precedenti "prime volte" di altre companion: il Dottore per mostrare alla nuova arrivata le potenzialità del Tardis e del suo essere un Signore del Tempo, la porta in un luogo e/o tempo lontani dove regolarmente succederà qualcosa a cui il Dottore dovrà porre rimedio, e in quell'occasione la nuova compagna avrà modo di mostrare le sue capacità. Mi va benissimo questo plot, dal momento che permette anche allo spettatore di vedere come "funziona" la new entry del cast e gli permette di godersi un'avventura "classica" che non fa mai male. Poi se l'autore ci mette lo zampino e realizza gli ultimi 20 minuti dando uno spessore e una rilevanza tale al Dottore, a quello che è e a quello che rappresenta, con un monologo che personalmente è già entrato nella mia top five delle frasi preferite del Dottore, è chiaro che l'episodio acquista punti su punti arrivando ad eguagliare il 7x06.
Poi c'è il 7x07, che invece non ha finale catartici su cui poter contare per l'impennata finale: poco male, per quanto l'episodio non sia niente di eccezionale. Come sempre il prodotto finale è molto buono (si contano sulla punta delle dita, finora, gli episodi per cui posso dire di non essere soddisfatto per niente) e la sceneggiatura di Gatiss è scorrevole e avvincente: primo perché ambienta l'avventura in piena Guerra Fredda (il titolo,
Cold War, è decisamente esplicito, per quanto dotato di un doppio senso

), secondo perché il tutto avviene all'interno di un sottomarino sovietico. Non è la prima volta che il Dottore si trova a dover agire in un luogo chiuso all'interno del quale si svolge tutto l'episodio, senza possibilità di uscire. È un "trucco" narrativo che sinceramente adoro, per quanto sia giusto non abusarne, perché costringe l'azione all'interno di un determinato spazio, dal quale non si può fuggire e che non può ricevere aiuti e persone dall'esterno, e che obbligatoriamente prevede la presenza di quelle determinate persone ad interagire coi protagonisti. Per un giallo è una manna: non è questo il caso, ma la cosa funziona comunque egregiamente, a livello di atmosfera.
Di contro, per quanto abbia una sua precisa ragion d'essere ed un suo significato, il nemico (preso di peso dalla serie classica) non mi ha convinto molto, non ne sono rimasto coinvolto. E anche il rischio che corre il pianeta, a conti fatti, per quanto reale non l'ho sentito palpabile, non l'ho avvertito in modo forte come invece mi capita sempre quando ci sono opere ambientate durante la Guerra Fredda. Non mancano i momenti di tensione ben gestiti, e nemmeno i personaggi secondari ben scritti (il capitano, il professore), così come il Dottore non ci fa mancare la sua verve, la sua esuberanza e la sua capacità di parlare con tutti. Inoltre Clara continua ad essere qualcosa di straordinario, ed in pochi episodi già insidia pericolosamente il trono di "best companion" nella mia lista personale. Ma l'insieme dell'episodio non è un risultato che fa gridare al miracolo o che offre spunti per la meraviglia. È "solo" un buon episodio del Dottore, nella media qualitativa (alta) della serie.
Aspetto la prossima settimana, ora, per cagarmi addosso come non mai.