Re: Lucca 2008
Inviato: giovedì 06 novembre 2008, 03:09
Secondo Giorno: Linking in the Rain
E' un Link piuttosto arcigno quello che si manifesta davanti al Sollazzo la prima mattina di fiera. Il pulmino ci aspetta giù in strada pronto a traslarci in fiera mentre io bofonchio e mi lamento riguardo a questo o quel pezzo del costume, che mi provoca fastidi a non finire per colpa di questo o di quel pezzo. Mi ci sarei abituato solo dopo, scegliendo anche quali parti effettivamente utilizzare, visto che ad esempio il copricolpi di cuoio risulta ingombrante e perfettamente inutile se non si è scelto di portare armi di alcun tipo. O ad esempio i guanti, che tralaltro mi stanno strettini e mi fanno assomigliare ad una ranocchia con le dita palmate, si rivelano perfettamente inutili per girare in fiera, prendere in mano i fumetti, maneggiare i soldi e via dicendo. Per non parlare dei copriscarpe a mo' di stivali che continuano a scendermi, della cotta che fa lo stesso, portandosi dietro le spille da balia che Icnarf mi ha fissato addosso, con conseguente affondo degli aghi nelle mie carni. Ma il dramma è il cappello. Maledetta Nintendo, in Twilight Princess ha deciso di allungare il cappuccio di Link a dismisura, e così ecco che non mi sta più su, e ad Icnarf tocca fissarlo con due forcine ai miei ciuffi. Peccato che l'onnipresente piogga non faccia che appesantirlo sempre di più, facendolo pendere verso il basso e tirandomi i capelli. Tra pioggia, sbatta e scomodità il mio umore scende verso il basso, tirandosi dietro quello di Bordy e Icnarf, schiumanti rabbia nel vedermi immusonito e scontento (la prima soprattutto visto che il costume me l'ha regalato lei!).
Ma tutto cambia quando per strada la gente inizia a chiamarmi Link, a riconoscermi, a salutarmi, a chiedermi di scattare una foto. Che bellezza! Il mio animo si fa leggero, un sorriso si dipinge sul mio volto e inizio a comportarmi come il mio personaggio, ricordando che Link non parla. Inizialmente provo ad esprimermi a gesti, rispondendo a chiunque voglia fare la foto con me con un bel pollice alto, poi per non essere scambiato per il cosplay di Fonzie, ripiego su una mimica e una gestualità più adatta al personaggio, annuendo in silenzio o al massimo facendo "mh".
La favella mi ritorna quando mi ritrovo allo stand Disney. Ah lo stand Disney, teatro di avventure di ogni tipo, di delusioni, promesse, flammoni, divertimenti, incontri inaspettati con autori e forumisti! La base, il punto di riferimento per la mia generazione di nerd formati nel Calisota, il punto di incontro con gli altri esponenti delle varie community. Il solito asilo infantile. Guardandomi qua e là, e vedendo che come al solito più che uno stand per vendere fumetti si tratta più che altro di una piattaforma di gioco incentrata su varie attività bambinesche, mi chiedo se non sia il caso di allestirlo in un'altra area, al Games, se non direttamente al Lucca Junior, dove potrebbe trovare davvero una sua dimensione, meno contraddittoria. Però poi noto che almeno quest'anno la volontà di vendere qualche fumetto c'è, e infatti in vendita si trova l'ottima graphic novel di Artemis Fowl, il nuovo volume di Disney Manga con la seconda parte di Kingdom Hearts - Chains of Memory e poco altro. Vabbè, meglio così. Da quelle parti si aggirano anche i soliti cani sciolti tipo Warren o il rubicondo Maghetto che offre caffè a tutti, e che mette allegria al solo sentirne la voce. E poi ecco Vitaliano, grande grosso e cattivo. Mi accoglie con un abbraccio, e mi mette gentilmente in ripostiglio lo zaino, pur non facendomela passare liscia riguardo al costume. Io di mio gli salto addosso con la solita vagonata di domande, reclami...e anche complimenti.
<Grrodon> Fausto, la tua storia di Pipwolf fa schifo!
<Vitaliano> Oh lo so, e la prossima sarà ancora peggio! Har har har!!
<Grrodon> Sigh.
Con la De Poli non va molto meglio visto che ripete più o meno le stesse cose dell'anno scorso, ripetendo che il suo Topo ideale lo vedremo fra un anno, il tempo di sbarazzarsi delle giacenze, che ha in mente un target più alto, che è l'ultima volta che vedremo Papernova. Ma in tutto questo non riesco a non notare un malcelato senso di disagio. Cerco di venirle incontro facendole i complimenti per Artemis Fowl, ma a quanto pare non le piace granché e ne prende allegramente le distanze dicendo che è un progetto varato dalla sezione Disney Libri. Ci rimango di cacca. Poi per il resto è la solita solfa con Vitaliano che se ne esce con i solitissimi "voi nerd che non c'avete un cazzo da fare", o con i vari "non sai che c'è una cosa lì fuori chiamata crisi?" che mi fanno morire in bocca la voglia di fare la domandina di rito su un'eventuale ripresa e completamento della saga di Pk. Oltretutto mi accorgo che in tutto lo stand non vi è il benché minimo riferimento a Mad Sonja, che pur essendo un prodotto demente, è pur sempre un nuovo fumetto spillato prodotto dalla Disney. Con sorpresa nè Fausto né Valentina se ne curano minimamente, e anzi ci suggeriscono di chiedere lumi alle standiste della zona witchica che qualcosa in più dovrebbero sapercelo dire.
<Grrodon> Ehr, scusatemi, posso chiedere qualcosa su Mad Sonja?
<Tizie> ?
<Grrodon> Mad Sonja, il nuovo fumetto. Volevo sapere il piano dell'opera...
<Tizie> ?
<Grrodon> Cioè sapere come è strutturato, se si tratta di una storia chiusa etc
<Tizie> Boh
<Grrodon> Nel senso, se ci saranno dieci, dodici numeri...
<Tizie> Mmmh, più o meno
<Grrodon> Non c'è quindi la possibilità che chiuda in corsa lasciando la storia a metà...
<Tizie> Boh, può darsi
<Grrodon> Vabbè, fa niente. Saluti.
C'è poco da fare, colgo un'atmosfera un tantinello apatica, rispetto agli altri anni. Ad un certo punto tutti quanti Fausto, Valentina e persino Tito Faraci nel bel mezzo delle rispettive conversazioni fuggono per andare a pranzo, lasciando nell'aria l'invito ad accorrere all'edizione della Ruota della Fortuna di quest'anno allestita al Commissariato di Topolinia, in cui saranno presenti domande nerd specificatamente pensate per noi. Alzo i tacchi e proseguo il mio giro, accaparrandomi il nuovo Rat-Man, alcuni Star Wars Magic Press e il numero conclusivo dei Puffi. L'umore ci sale quando dalle nebbie emerge il finora assente Dapiz, ed io e Bordy gli corriamo incontro trafelati. La trasferta gli ha fatto bene, è ora un Dapiz diverso, più sociale e solare e meno gnagno del solito. Oltre a lui si unisce pure Breda andando a completare il gruppetto che per questa notte alloggerà nelle Tane. Dopo un trancio di pizza, e una puntatina al comics giunge l'ora della Ruota della Fortuna, e così, con nelle narici una certo odore di truffa, ci dirigiamo nuovamente allo stand Disney. Narici che non mentono, visto come pare sia stata allestita la cosa: Fausto è in loco esattamente come l'anno scorso intento ad animare i bambini mettendoli in guardia dal diventare come noi, le domande nerd sono piuttosto stupidine ed alquanto irrispondibili, scelte da Ambrosio e pronunciate da Vitaliano - e lo ammette - per prendersi una rivincita verso gli ambienti forumistici. Domande che sono state scelte spulciandosi l'inducks, che tralaltro viene curato e gestito dagli stessi nerd che sono nel mirino: Dove e quando è apparsa la primissima striscia ITALIANA di Topolino disegnata da $tizio_sconosciutissimo?, Come si intitolava la minorissima storiella americana anni 60 in cui ha esordito Spennacchiotto?, in più tre domande pressocchè identiche sui nomi dei personaggi tradotti in lingue sconosciutissime. Persino l'invito a girare la ruota che mi viene rivolto sa più di sfottò che di privilegio. E ovviamente al termine, non c'è nessun Topogag ad aspettarci per essere autografato da una De Poli in vena di gottfredsoniane promesse. Insomma, tanto sfottò telefonato e tanta perdita di tempo, alla Disney non rimane molto altro da fare e così mentre gli altri si trattengono al games, decido di partire per i fatti miei per una quest personale dalle parti delle edizioni MCK.
Che strano fu accorgersi che il glorioso Lupo Alberto non aveva un suo spazio su internet. Quando iniziai le recensioni sistematiche del Lupo sul Sollazzo mi riproposi di colmare questa mancanza, visto che le correnti internettiane del web preferivano supereroi, manga, polemiche disneyane e graphic novel d'autore al caro vecchio Lupo Azzurro, che bene o male tutti conoscevano, e che di autori in comune con la Disney ne aveva avuti tanti, e tutti pezzi grossi del calibro di Faraci, Artibani e Casty. E iniziarono così le lodi a Piero Lusso, le stroncature a Maselli, le pippe mentali sulle tavole e via dicendo, e così piano piano l'intera crew del lupo si è riversata sulle pagine del Sollazzo, inaugurando un interscambio d'opinioni assolutamente interessante e sempre sereno. Questo dà la misura della gioia che provo una volta faccia a faccia con Silver e Michelon (Giac sul forum), al poter scambiare due chiacchiere con loro, persone tranquille e serene che dimostrano di apprezzare non poco questo interrelazionarsi ai fan. Già che ci sono acquisto l'anteprima della miniserie Wild Boys, prossimamente sul mensile, un volumone con una storia sponsorizzata di Silver e Michelon, e soprattutto la graphic novel di Silver, Lusso e Cannucciari con la vita del Correggio reinterpretata da Lupo Alberto. E come se non bastasse torno dagli altri ancora più contento visto che ognuno dei due autori omaggia il Sollazzo con un ottimo disegno a tema.
La giornata di fiera giunge così al termine, è per noi il momento di organizzare la serata. Io passo in Disney a riprendere lo zaino, chiamiamo il pullman dicendogli di venirci a prendere all'una (imbattendoci in un altro sovrapprezzo), e ci dirigiamo sotto il palco per il concerto. Concerto che l'anno scorso era degli Oliver Onions, mentre stavolta tocca a Cristina D'Avena, mito a modo suo, anche se il fatto di essere accompagnata dai Gem Boy desta qualche perplessità. Per chi si aspettava di sentir loro fare la seconda voce con le loro parodie, niente di tutto questo: i Gem Boy si limitano a cantare qualche strofa con maggior violenza come a dimostrare chissà che. Per quel che fanno potevano anche non esserci e forse ha ragione Dapiz quando in mezzo alla pioggia che scroscia diventa filosofico e esclama perentorio "I Gem Boy sono una fase della crescita.". Dopo un tot sentire Cristina solfeggiare canzoncine zuccherose di cartoni animati di cui tutti ricordano praticamente solo la sigla, inizia a diventare tedioso, dopotutto mi hanno sempre urtato i nostalgici che ai loro tempi i cartoni erano più belli perchè c'erano gli Alfabetici, Fatalù la bambina dal magico cuore (cit.) e via dicendo. Inoltre la pioggia si fa sempre più violenta e io nel mio costumino di Link inizio a risentire del freddo e delle scomodità legate al cappello che, diventando sempre più bagnato e pesante mi sta sradicando il cuoio capelluto. In più iniziamo ad avere una discreta fame, Decidiamo quindi di andarcene durante "Jem" e di reperire uno straccio di pizzeria per saziare i nostri appetiti. Pur dovendo aspettare per ben tre quarti d'ora che si liberi una tavolata abbastanza grande per comprenderci, riusciamo a pasteggiare lautamente, per poi accingerci a vivere il remake di quella che fu per il sottoscritto una tappa epifanica della Lucca 2007.
Se l'anno scorso era toccato a Ratatouille entrarmi nell'animo, e farmi iniziare con Icnarf un'avventura che dopo un anno continua felicemente, quest'anno tocca a Wall-E. Sempre dopo il concerto, sempre alla stessa ora, sempre nello stesso cinema, sempre con lo stesso gruppetto. Un bellissimo modo per festeggiare un anniversario, riprodurre le stesse identiche circostanze di un anno fa, per metterle al servizio di qualcosa di nuovo. Per quasi tutti è la seconda visione, tranne che per Hector e Dapiz, e così immersi nel nostro elemento ecco che l'intero Sollazzo, passato l'ottimo Presto e iniziata la magnifica overtoure spaziale, si lascia trasportare in quel mondo di creatività e fantasia, di originalità e poesia che gli studios gemelli della magia Disney sanno di anno in anno creare. Che bello studiare le reazioni del Disneyologo Hector e dell'ex-gnagno Dapiz alla loro prima visione di questo gioiello e che delizia rivedere al fianco di Icnarf una tale storia, che guarda caso è pure d'amore, con tutta la partecipazione emotiva che questo comporta. Per un attimo il pensiero ritorna ad Elik che un anno prima era con noi a guardare Ratatouille, e quest'anno ha preferito starsene a casa e comprarsi un lettore Blu-Ray, rodendosi il fegato per i sempre crescenti difetti che giorno dopo giorno vedrà ingrossarsi in Wall-E. Povero amico mio.
Ma povero anche me quando una volta usciti dal cinema e raggiunto il punto d'incontro con la madre di Icnarf, che dovrà caricarsi in macchina Zangief che sennò non ci sta in pullman, mi accorgo di non avere più con me un guanto nel costume. Icnarf mi guarda torva facendomi tosto optare per un bel tuffo nella bufera notturna alla disperata ricerca nelle pozzanghere di quel pezzettino di stoffa marrone, che ormai usavo tenermi appeso alla cintura, come un perfetto beota. La pioggia si fa sempre più scrosciante, il cappello è ormai fradicio, la cotta quasi del tutto scesa, le spille da balia conficcate nelle carni, i copriscarpe stivaloidi ridotti a brandellini di stoffa svolazzante, e io ho freddo. Fortunatamente lo trovo a metà strada, adagiato in una pozzanghera, lo raccolgo e torno dagli altri con fare trionfale. Peccato che l'umore della truppa sia sottoterra visto che la madre di Icnarf è ancora a zonzo per conto suo, e il pulmino in arrivo a momenti. Alla fine arriva e l'autista non appena scorge uno Zangief di troppo ci guarda con fare sovrapprezzico, ma le sbatte della giornata hanno ormai temprato i nostri caratteri e ci hanno resi abilissimi nell'utilizzo della disapprovazione collettiva. Al che l'autista mette da parte obiezioni e malumori, trasportandoci alle Tane, pressati ma felici.
[CONTINUA...]
E' un Link piuttosto arcigno quello che si manifesta davanti al Sollazzo la prima mattina di fiera. Il pulmino ci aspetta giù in strada pronto a traslarci in fiera mentre io bofonchio e mi lamento riguardo a questo o quel pezzo del costume, che mi provoca fastidi a non finire per colpa di questo o di quel pezzo. Mi ci sarei abituato solo dopo, scegliendo anche quali parti effettivamente utilizzare, visto che ad esempio il copricolpi di cuoio risulta ingombrante e perfettamente inutile se non si è scelto di portare armi di alcun tipo. O ad esempio i guanti, che tralaltro mi stanno strettini e mi fanno assomigliare ad una ranocchia con le dita palmate, si rivelano perfettamente inutili per girare in fiera, prendere in mano i fumetti, maneggiare i soldi e via dicendo. Per non parlare dei copriscarpe a mo' di stivali che continuano a scendermi, della cotta che fa lo stesso, portandosi dietro le spille da balia che Icnarf mi ha fissato addosso, con conseguente affondo degli aghi nelle mie carni. Ma il dramma è il cappello. Maledetta Nintendo, in Twilight Princess ha deciso di allungare il cappuccio di Link a dismisura, e così ecco che non mi sta più su, e ad Icnarf tocca fissarlo con due forcine ai miei ciuffi. Peccato che l'onnipresente piogga non faccia che appesantirlo sempre di più, facendolo pendere verso il basso e tirandomi i capelli. Tra pioggia, sbatta e scomodità il mio umore scende verso il basso, tirandosi dietro quello di Bordy e Icnarf, schiumanti rabbia nel vedermi immusonito e scontento (la prima soprattutto visto che il costume me l'ha regalato lei!).
Ma tutto cambia quando per strada la gente inizia a chiamarmi Link, a riconoscermi, a salutarmi, a chiedermi di scattare una foto. Che bellezza! Il mio animo si fa leggero, un sorriso si dipinge sul mio volto e inizio a comportarmi come il mio personaggio, ricordando che Link non parla. Inizialmente provo ad esprimermi a gesti, rispondendo a chiunque voglia fare la foto con me con un bel pollice alto, poi per non essere scambiato per il cosplay di Fonzie, ripiego su una mimica e una gestualità più adatta al personaggio, annuendo in silenzio o al massimo facendo "mh".
La favella mi ritorna quando mi ritrovo allo stand Disney. Ah lo stand Disney, teatro di avventure di ogni tipo, di delusioni, promesse, flammoni, divertimenti, incontri inaspettati con autori e forumisti! La base, il punto di riferimento per la mia generazione di nerd formati nel Calisota, il punto di incontro con gli altri esponenti delle varie community. Il solito asilo infantile. Guardandomi qua e là, e vedendo che come al solito più che uno stand per vendere fumetti si tratta più che altro di una piattaforma di gioco incentrata su varie attività bambinesche, mi chiedo se non sia il caso di allestirlo in un'altra area, al Games, se non direttamente al Lucca Junior, dove potrebbe trovare davvero una sua dimensione, meno contraddittoria. Però poi noto che almeno quest'anno la volontà di vendere qualche fumetto c'è, e infatti in vendita si trova l'ottima graphic novel di Artemis Fowl, il nuovo volume di Disney Manga con la seconda parte di Kingdom Hearts - Chains of Memory e poco altro. Vabbè, meglio così. Da quelle parti si aggirano anche i soliti cani sciolti tipo Warren o il rubicondo Maghetto che offre caffè a tutti, e che mette allegria al solo sentirne la voce. E poi ecco Vitaliano, grande grosso e cattivo. Mi accoglie con un abbraccio, e mi mette gentilmente in ripostiglio lo zaino, pur non facendomela passare liscia riguardo al costume. Io di mio gli salto addosso con la solita vagonata di domande, reclami...e anche complimenti.
<Grrodon> Fausto, la tua storia di Pipwolf fa schifo!
<Vitaliano> Oh lo so, e la prossima sarà ancora peggio! Har har har!!
<Grrodon> Sigh.
Con la De Poli non va molto meglio visto che ripete più o meno le stesse cose dell'anno scorso, ripetendo che il suo Topo ideale lo vedremo fra un anno, il tempo di sbarazzarsi delle giacenze, che ha in mente un target più alto, che è l'ultima volta che vedremo Papernova. Ma in tutto questo non riesco a non notare un malcelato senso di disagio. Cerco di venirle incontro facendole i complimenti per Artemis Fowl, ma a quanto pare non le piace granché e ne prende allegramente le distanze dicendo che è un progetto varato dalla sezione Disney Libri. Ci rimango di cacca. Poi per il resto è la solita solfa con Vitaliano che se ne esce con i solitissimi "voi nerd che non c'avete un cazzo da fare", o con i vari "non sai che c'è una cosa lì fuori chiamata crisi?" che mi fanno morire in bocca la voglia di fare la domandina di rito su un'eventuale ripresa e completamento della saga di Pk. Oltretutto mi accorgo che in tutto lo stand non vi è il benché minimo riferimento a Mad Sonja, che pur essendo un prodotto demente, è pur sempre un nuovo fumetto spillato prodotto dalla Disney. Con sorpresa nè Fausto né Valentina se ne curano minimamente, e anzi ci suggeriscono di chiedere lumi alle standiste della zona witchica che qualcosa in più dovrebbero sapercelo dire.
<Grrodon> Ehr, scusatemi, posso chiedere qualcosa su Mad Sonja?
<Tizie> ?
<Grrodon> Mad Sonja, il nuovo fumetto. Volevo sapere il piano dell'opera...
<Tizie> ?
<Grrodon> Cioè sapere come è strutturato, se si tratta di una storia chiusa etc
<Tizie> Boh
<Grrodon> Nel senso, se ci saranno dieci, dodici numeri...
<Tizie> Mmmh, più o meno
<Grrodon> Non c'è quindi la possibilità che chiuda in corsa lasciando la storia a metà...
<Tizie> Boh, può darsi
<Grrodon> Vabbè, fa niente. Saluti.
C'è poco da fare, colgo un'atmosfera un tantinello apatica, rispetto agli altri anni. Ad un certo punto tutti quanti Fausto, Valentina e persino Tito Faraci nel bel mezzo delle rispettive conversazioni fuggono per andare a pranzo, lasciando nell'aria l'invito ad accorrere all'edizione della Ruota della Fortuna di quest'anno allestita al Commissariato di Topolinia, in cui saranno presenti domande nerd specificatamente pensate per noi. Alzo i tacchi e proseguo il mio giro, accaparrandomi il nuovo Rat-Man, alcuni Star Wars Magic Press e il numero conclusivo dei Puffi. L'umore ci sale quando dalle nebbie emerge il finora assente Dapiz, ed io e Bordy gli corriamo incontro trafelati. La trasferta gli ha fatto bene, è ora un Dapiz diverso, più sociale e solare e meno gnagno del solito. Oltre a lui si unisce pure Breda andando a completare il gruppetto che per questa notte alloggerà nelle Tane. Dopo un trancio di pizza, e una puntatina al comics giunge l'ora della Ruota della Fortuna, e così, con nelle narici una certo odore di truffa, ci dirigiamo nuovamente allo stand Disney. Narici che non mentono, visto come pare sia stata allestita la cosa: Fausto è in loco esattamente come l'anno scorso intento ad animare i bambini mettendoli in guardia dal diventare come noi, le domande nerd sono piuttosto stupidine ed alquanto irrispondibili, scelte da Ambrosio e pronunciate da Vitaliano - e lo ammette - per prendersi una rivincita verso gli ambienti forumistici. Domande che sono state scelte spulciandosi l'inducks, che tralaltro viene curato e gestito dagli stessi nerd che sono nel mirino: Dove e quando è apparsa la primissima striscia ITALIANA di Topolino disegnata da $tizio_sconosciutissimo?, Come si intitolava la minorissima storiella americana anni 60 in cui ha esordito Spennacchiotto?, in più tre domande pressocchè identiche sui nomi dei personaggi tradotti in lingue sconosciutissime. Persino l'invito a girare la ruota che mi viene rivolto sa più di sfottò che di privilegio. E ovviamente al termine, non c'è nessun Topogag ad aspettarci per essere autografato da una De Poli in vena di gottfredsoniane promesse. Insomma, tanto sfottò telefonato e tanta perdita di tempo, alla Disney non rimane molto altro da fare e così mentre gli altri si trattengono al games, decido di partire per i fatti miei per una quest personale dalle parti delle edizioni MCK.
Che strano fu accorgersi che il glorioso Lupo Alberto non aveva un suo spazio su internet. Quando iniziai le recensioni sistematiche del Lupo sul Sollazzo mi riproposi di colmare questa mancanza, visto che le correnti internettiane del web preferivano supereroi, manga, polemiche disneyane e graphic novel d'autore al caro vecchio Lupo Azzurro, che bene o male tutti conoscevano, e che di autori in comune con la Disney ne aveva avuti tanti, e tutti pezzi grossi del calibro di Faraci, Artibani e Casty. E iniziarono così le lodi a Piero Lusso, le stroncature a Maselli, le pippe mentali sulle tavole e via dicendo, e così piano piano l'intera crew del lupo si è riversata sulle pagine del Sollazzo, inaugurando un interscambio d'opinioni assolutamente interessante e sempre sereno. Questo dà la misura della gioia che provo una volta faccia a faccia con Silver e Michelon (Giac sul forum), al poter scambiare due chiacchiere con loro, persone tranquille e serene che dimostrano di apprezzare non poco questo interrelazionarsi ai fan. Già che ci sono acquisto l'anteprima della miniserie Wild Boys, prossimamente sul mensile, un volumone con una storia sponsorizzata di Silver e Michelon, e soprattutto la graphic novel di Silver, Lusso e Cannucciari con la vita del Correggio reinterpretata da Lupo Alberto. E come se non bastasse torno dagli altri ancora più contento visto che ognuno dei due autori omaggia il Sollazzo con un ottimo disegno a tema.
La giornata di fiera giunge così al termine, è per noi il momento di organizzare la serata. Io passo in Disney a riprendere lo zaino, chiamiamo il pullman dicendogli di venirci a prendere all'una (imbattendoci in un altro sovrapprezzo), e ci dirigiamo sotto il palco per il concerto. Concerto che l'anno scorso era degli Oliver Onions, mentre stavolta tocca a Cristina D'Avena, mito a modo suo, anche se il fatto di essere accompagnata dai Gem Boy desta qualche perplessità. Per chi si aspettava di sentir loro fare la seconda voce con le loro parodie, niente di tutto questo: i Gem Boy si limitano a cantare qualche strofa con maggior violenza come a dimostrare chissà che. Per quel che fanno potevano anche non esserci e forse ha ragione Dapiz quando in mezzo alla pioggia che scroscia diventa filosofico e esclama perentorio "I Gem Boy sono una fase della crescita.". Dopo un tot sentire Cristina solfeggiare canzoncine zuccherose di cartoni animati di cui tutti ricordano praticamente solo la sigla, inizia a diventare tedioso, dopotutto mi hanno sempre urtato i nostalgici che ai loro tempi i cartoni erano più belli perchè c'erano gli Alfabetici, Fatalù la bambina dal magico cuore (cit.) e via dicendo. Inoltre la pioggia si fa sempre più violenta e io nel mio costumino di Link inizio a risentire del freddo e delle scomodità legate al cappello che, diventando sempre più bagnato e pesante mi sta sradicando il cuoio capelluto. In più iniziamo ad avere una discreta fame, Decidiamo quindi di andarcene durante "Jem" e di reperire uno straccio di pizzeria per saziare i nostri appetiti. Pur dovendo aspettare per ben tre quarti d'ora che si liberi una tavolata abbastanza grande per comprenderci, riusciamo a pasteggiare lautamente, per poi accingerci a vivere il remake di quella che fu per il sottoscritto una tappa epifanica della Lucca 2007.
Se l'anno scorso era toccato a Ratatouille entrarmi nell'animo, e farmi iniziare con Icnarf un'avventura che dopo un anno continua felicemente, quest'anno tocca a Wall-E. Sempre dopo il concerto, sempre alla stessa ora, sempre nello stesso cinema, sempre con lo stesso gruppetto. Un bellissimo modo per festeggiare un anniversario, riprodurre le stesse identiche circostanze di un anno fa, per metterle al servizio di qualcosa di nuovo. Per quasi tutti è la seconda visione, tranne che per Hector e Dapiz, e così immersi nel nostro elemento ecco che l'intero Sollazzo, passato l'ottimo Presto e iniziata la magnifica overtoure spaziale, si lascia trasportare in quel mondo di creatività e fantasia, di originalità e poesia che gli studios gemelli della magia Disney sanno di anno in anno creare. Che bello studiare le reazioni del Disneyologo Hector e dell'ex-gnagno Dapiz alla loro prima visione di questo gioiello e che delizia rivedere al fianco di Icnarf una tale storia, che guarda caso è pure d'amore, con tutta la partecipazione emotiva che questo comporta. Per un attimo il pensiero ritorna ad Elik che un anno prima era con noi a guardare Ratatouille, e quest'anno ha preferito starsene a casa e comprarsi un lettore Blu-Ray, rodendosi il fegato per i sempre crescenti difetti che giorno dopo giorno vedrà ingrossarsi in Wall-E. Povero amico mio.
Ma povero anche me quando una volta usciti dal cinema e raggiunto il punto d'incontro con la madre di Icnarf, che dovrà caricarsi in macchina Zangief che sennò non ci sta in pullman, mi accorgo di non avere più con me un guanto nel costume. Icnarf mi guarda torva facendomi tosto optare per un bel tuffo nella bufera notturna alla disperata ricerca nelle pozzanghere di quel pezzettino di stoffa marrone, che ormai usavo tenermi appeso alla cintura, come un perfetto beota. La pioggia si fa sempre più scrosciante, il cappello è ormai fradicio, la cotta quasi del tutto scesa, le spille da balia conficcate nelle carni, i copriscarpe stivaloidi ridotti a brandellini di stoffa svolazzante, e io ho freddo. Fortunatamente lo trovo a metà strada, adagiato in una pozzanghera, lo raccolgo e torno dagli altri con fare trionfale. Peccato che l'umore della truppa sia sottoterra visto che la madre di Icnarf è ancora a zonzo per conto suo, e il pulmino in arrivo a momenti. Alla fine arriva e l'autista non appena scorge uno Zangief di troppo ci guarda con fare sovrapprezzico, ma le sbatte della giornata hanno ormai temprato i nostri caratteri e ci hanno resi abilissimi nell'utilizzo della disapprovazione collettiva. Al che l'autista mette da parte obiezioni e malumori, trasportandoci alle Tane, pressati ma felici.
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