Bone Volume 2: La Grande Corsa delle Mucche

No, non c'è niente di cui preoccuparsi. A furor di popolo
La Corsa della Grande Vacca è stata giustamente cassata, prima che Nonna Ben potesse anche solo averne sentore. E così ci rimane in mano
La Grande Corsa delle Mucche, un altro scintillante e sfavillante volume di Bone, il secondo di nove, e forse insieme al quinto, uno dei più "a sè". La storia deve ancora ingranare per bene, e siamo ancora in piena fase introduttiva, la svolta cupa si avrà infatti solo nel terzo volume, ma già adesso si possono cogliere i primi sentori di come si evolverà la serie. Sogni, premonizioni e oscuri propositi sono presenti anche qui ma rimangono nel sottobosco narrativo mentre a spiccare c'è il lato più umoristico di Bone, che con toni da commedia racconta la storia dell'allegra grande truffa architettata da Phoney Bone per lucrare sul principale avvenimento sportivo della Valle. L'ultimo spiraglio di leggerezza che avrà la serie per molto tempo...
L'albo si compone, come il precedente, di sei capitoli, che a dire il vero sono solo cinque. Il sesto, preceduto dalla
Canzone degli Opossum, non è un vero e proprio capitolo, ma una storiella breve, realizzata da Smith per una rivista e inserita poi nel corpus principale dei volumi. Va detto inoltre che la tendenza di separare i vari capitoli da delle illustrazioni filler, diventa qui la regola. Bè, le illustrazioni che nell'edizione b/n erano sfumate, vengono qui regolarmente colorate e valorizzate come se si trattasse di parti costituenti dell'opera. A corredare il tutto, oltre alla splendida vignetta a doppia pagina dei Bone e di Thorn a pesca, c'è la mappa della Valle.
E poi c'è il colore. Il miracoloso colore che capolavoreggia il capolavoreggiabile, se ancora qualcosa di capolavoreggiabile in pagine come queste rimane da capolavoreggiare. Certo, questo secondo volume non ha la varietà di ambienti e situazioni del primo, c'è solo il villaggio di Barrelhaven, e quindi la variazione cromatica è minima, ma già sbavo pensando a come verranno rese certe cose del terzo volume...
E infine la traduzione, che lontana dal terribile svarione che era stato paventato nei mesi passati, si conferma molto più fedele e rispettosa dell'originale di quella di Artibani, ma purtroppo anche meno lungimirante e colorita.
1.
La Fiera di Primavera
Bellissimo, il primo capitolo del post-ricongiungimento è un vero capolavoro dal punto di vista narrativo, di dialoghi, di humor. Bellissimo il confronto di Bone con il rivale d'amore e la gag dell'ape gigante. La cotta di Fone per Thorn si rivela sempre più un innamoramento vero e proprio, lontano dagli stereotipi dell'amore impossibile del nanerottolo verso la bellona di turno. E già che c'è, Smith porta avanti anche le sottotrama di Phoney e di Nonna Ben.
2.
La Grotta
Ecco un cambio di titolo. Era prevedibile però, visto che il precedente
La Mappa non si poteva più usare, dal momento che era stato ceduto al primo episodio della saga. Lo spazio per Phoney viene esaurito all'inizio, e tra la folla esordisce il personaggio di Euclide. Il resto del capitolo è invece dedicato alla storia vera e propria che qui viene portata avanti attraverso il sogno di Thorn. La dimensione del sogno, che acquisterà sempre più spazio man mano che si andrà avanti, diventa qui un espediente per svelare i misteri del passato di Thorn, e la sequenza, che prosegue quella iniziata nel volume precedente, andrebbe idealmente letta senza soluzione di continuità, per riuscire ad avere un quadro dettagliato della situazione. Si ha qui la definitiva rappresentazione del sogno secondo Jeff Smith: vignette rettangolari che sorvolano due riquadri completamente neri. Un modo originale per intendere graficamente una dimensione che trascende il reale.
3.
La Mucca Misteriosa
Sicuramente più aderente alla versione originale de
La Mucca Mascherata, anche questo capitolo è stato retitolato. Una colorazione assolutamente "mattiniera" che rende perfettamente l'idea della fasi del giorno. Qui per ovvi motivi, si torna ad avvenimenti più prosaici, anche se non meno interessanti. Lucius, Phoney, Nonna Ben sono i protagonisti incontrastati dei preparativi per la Grande Corsa delle Mucche. A Thorn rimane un angolino, una coppia di paginette che la pone a confronto con la sua prima "delusione". Due pagine al vetriolo, che con due frasette rendono alla perfezione l'idea, e mostrano un certo "tenero sadismo" da parte di Smith, che vediamo ormai prendere completamente le parti del povero e indifeso Fone.
4.
La Grande Corsa delle Mucche
Eccoci al Cuore del volume! Dove tutti i nodi vengono al pettine e dove i Bone, i rattodonti, le mucche, gli opossum e tutti i rimanenti elementi di questa commedia finiscono per convergere in modo assolutamente dirompente, dinamico, fantasioso e comico. Sono i momenti in cui si rimpiange il fatto che il lungometraggio Disney di Bone non sia andato in porto, poichè tutto questo trasposto in animazione sarebbe stato meraviglioso.
5.
La Strada Solitaria
L'Apice dell'Atmosfera. Originariamente titolato
Punizione, questo capitolo rappresenta la quiete dopo la tempesta. Un'ellissi narrativa irresistibile trascura i rimanenti e tumultuosi eventi del dopo corsa per concentrarsi sull'irrequieto ritorno a casa della famigliola. La colorazione notturna, il senso di irrequietezza, i timori derivati dal viaggio notturno attraverso il bosco ricordano un po' il ritorno a casa di Ichabod Crane. Una bella lezione di sceneggiatura.
6.
Sul Tetto
Questo capitolo speciale viene preceduto dalla filastrocca grafica
La Canzone degli Opossum, un riempitivo creato a posteriori, e una simpatica cantilena infantile, che purtroppo nella nuova traduzione non rende affatto. Era molto meglio, anche se probabilmente meno fedele, la traduzione di Artibani, che quantomeno teneva conto della metrica e della musicalità, e non traduceva come se si trattasse di una versione di greco. Venendo poi alla storia speciale, è stata inserita nel corpus principale solo dopo l'uscita di questo secondo volume in b/n. Prima pare fosse stata realizzata per una rivista, in via del tutto eccezionale, e addirittura numerata come capitolo 13 bis. Che poi la sua collocazione ufficiale sia diventata questa qui (immediatamente dopo l'undicesimo) è probabilmente dovuto al fatto che il volume andava chiuso in qualche modo senza che si compromettesse troppo l'arco narrativo della fiera. Ma a conti fatti,
Sul Tetto, un simpaticissimo sketch dialogico tra Lucius e Smiley, si colloca benissimo pure qui.
All'ambaradam di cui sopra segue una splendida doppiapagina con un'illustrazione di Smith, e la mappa della Valle, apparsa probabilmente finora soltanto nell'edizione a volume unico. E in omaggio c'è pure il pupazzetto di Smiley.
Next:
Occhi nella Tempesta, dove avverrà la svolta fantasy, e la trama si incupirà notevolmente. Uno dei volumi più spessi ma anche più amati della saga, e forse anche il mio preferito.