
Io adoro, A-D-O-R-O, Francesco Guerrini.
E l'amore per lui cominciò proprio con questo albo.
Ricordo distintamente di averlo comprato una mattina in cui con la scuola passammo una mattinata in gita. Lo lessi, lo rilessi di nascosto, a causa di uno sciopero degli autobus mi dovetti fare una camminata eterna sotto il sole cocente, e durante quella scarpinata me lo rilessi ancora, tre volte in una mezza giornata. E' l'albo di PKNA a cui sono più affezionato, forse non il migliore come in assoluto come storia, ma per me è decisamente importante. Mi ha incantato dal primo momento: innanzitutto per quello stile così particolare, differente da quanto avevo sempre visto nelle storie Disney, ma allo stesso tempo che si adattava così bene ai personaggi. Ma poi anche per l'impostazione assolutamente unica della pagina, con vignette che si incastrano alla perfezione in modi assolutamente originali, inquadrature azzardate, personaggi e oggetti che fuoriescono dalle cornici. Ogni pagina di questo numero è un capolavoro. Scusatemi, ma ora mi perderò in un lunghissimo elogio di Guerrini.
Pag.1: La parte bassa della pagina. Le tre vignette che si completano seguendo la scia, e la vignetta grande che fa' da sfondo. Che inizio...
Pag.2-3: La prima piccola vignetta, con la piattaforma petrolifera completamente tranquilla. Poi, le 4 vignette consecutive con la tazza di caffè, e improvvisamente il caos, con una serie di vignette che riescono davvero a trasmettere la sensazione di panico, con inquadrature in diagonale che danno l'impressione di una ripresa video che oscilla per via delle scosse di terremoto... E poi il barile che cade!
Pag.4-5: Le 4 vignette con la tazza di caffè che riprende le pagine precedenti, ma in una situazione decisamente più calma, e le vignette schermo che rappresentano il video.
Basta, non posso continuare così fino alla fine del volume... Oddio, potrei farlo, ma non mi leggerebbe più nessuno. Quindi salto a quelli che ritengo le scelte più azzeccate. Dall'entrata in scena di Uno, basta guardare la libertà nell'utilizzo della sua sfera, posizionata sempre in punti strategici della vignetta, o all'esterno di essa.
L'uscita del technodiver a pagina 15, con un primo piano fisso di PK. La sequenza nella sala I.I.T. L'intrusione nei canali dell'aria a pag.4. La splash page con la simulazione del maremoto a pag.57. La meravigliosa visualizzazione del dilemma di Mary-Ann Flagstarr, nella sequenza di riquadri a pag. 68.
E non è solo lo sforzo creativo per impostare in modo sempre nuovo la pagina, e il suo tratto caratterizzato da un forte stile personale a piacermi di Guerrini, ma anche la sua capacità di dare espressività ai personaggi, in un modo decisamente particolare... Non so spiegarlo, ma in certi punti si esibisce in facce che non ho mai visto: guardate il PK in fondo a pag.9, o il PK di pag.55... E poi il suo evidenziare i particolari rinchiudendoli in una vignetta, come si può vedere col dettaglio del tesserino PBI a pag.22, o come avviene con la pistola rubata alla guardia da Morgan a pag.46.
E la scoperta di uno stile così forte è avvenuta coadiuvata da una storia davvero ottima: Francesco Artibani, già sceneggiatore di
Ombre su Venere, questa volta confeziona un'avvincente storia che si distreggia tra inseguimenti subacquei, missioni nella realtà virtuale, intrusioni clandestine in una base segreta e un epico gran finale su un aereoplano, nel bel mezzo di un temporale.E con l'introduzione di due personaggi come Mary Ann Flagstarr, prima conoscenza della agenzia governativa PBI con la quale PK collaborerà e si scontrerà diverse volte, e Morgan Fairfax, scienziato che ha sviluppato un progetto decisamente pericoloso per Paperopoli.
E anche i dialoghi sono sopra la media, con battute ad effetto e discorsi seri scorrevoli e affascinanti. Gli unici "difetti" riscontrabili nella sceneggiatura sono un paio di ingenuità; la prima consiste nel cambiamento di carattere di Mary Ann Flagstarr, inizialmente un'agente dura e minacciosa, e alla fine completamente abbindolata da Fairfax e decisamente troppo "indifesa". L'altra imprecisione di sceneggiatura è Uno, che a fine storia si trova a dover scegliere cosa è meglio fare, decidendo che preferisce salvare Paperopoli piuttosto che fare quello che è "più giusto".. Peccato che questo venga palesemente fatto per garantire un'entrata in scena di Uno all'ultimo momento, quando nel numeor precedente aveva effettuato la medesima scelta (preferendo salvare Paperopoli, piuttosto che non danneggiare ulteriormente il continuum temporale) senza troppe riflessioni...
Nonostante queste ingenuità, ottima storia.
A parte la storia in sè, i PkFiles e i PK Project sono interessanti come al solito, e le due pagine di Angus Fangus sono un po' meglio di quanto letto nel numero precedente. Iniziano a comparire i primi resoconti di follie fatte per ottenere la PKard e... il criptogramma in questo numero fu quello che mi permise di avere la Pkard, motivo in più per cui questo numero è speciale per me... ^__^
La copertina è bella, e finalmente inizia ad essere sfruttata in modo intelligente la doppia copertina, con lo schema sfruttato ampiamente in futuro che vede PK sulla parte anteriore, e i nemici nella parte posteriore.
Ottimo numero, il migliore fino a questo punto, e comunque uno dei miei preferiti della serie.
Ah, con il #3 diminuisce l'attesa dei lettori, dato che per il prossimo numero si dovranno aspettare solo 30 giorni, evviva la mensilità!