BONE A COLORI - Volume 1
IN FUGA DA BONEVILLE
C'era una volta Franesco Artibani...
No aspettate, niente allarmismi! Francesco c'era e c'è tutt'ora, per sua e nostra fortuna!
Mettiamola così allora...
C'era una volta il giovane Francesco Artibani. Giovane si, ma non certo alle prime armi e già con un notevole bagaglio di storie per
Topolino e
Lupo Alberto.
E poi c'era
Bone. Del quale il giovane Francesco venne a conoscenza quasi per caso, finendo poi per ordinarne gli albi dagli stati uniti. Francesco s'innamorò a tal punto dell'opera di Jeff Smith, da proporre un'idea folle: portare
Bone in Italia, sotto l'etichetta delle edizioni
Macchia Nera. E vi riuscì, coinvolgendo in questa follia l'editore.
Era il 1996, e
Bone silenziosamente arrivò nelle edicole italiane...
Era il 1996, appunto. Nel mercato fumettistico italiano, in maniera del tutto imprevista e inaspettata, aveva arrivò una nuova serie, che avrebbe cambiato tante cose, e dato il via a molte altre:
Pkna.
Ricordo un giovane piker, che già si sentiva tale dopo pochi numeri e che non vedeva l'ora che arrivasse un nuovo numero di quel capolavoro disneyano.
E ricordo che un giorno mia sorella, più piccola di me, arrivò con un piccolo albo tra le mani, dicendomi che aveva trovato in edicola questo nuovo fumetto,
Bone. Li per li probabilmente pensai, forse anche per la foliazione dell'albo, che mi avesse portato chissà quale fumetto. Ma come vidi la copertina qualcosa scattò: era favolosa, i disegni bellissimi. E anche se allora non sapevo cosa fosse, il riferimento al premio vinto al festival di Angouleme faceva intendere che si trattava di un fumetto importnate, di un bel fumetto.
Appena inizia a leggere l'albo, un piccolo shock. L'editoriale di Francesco Artibani, che già conoscevo sulle pagine del Topo e che stavo conoscendo anche sulle pagine di
Pkna (non ne sono sicuro perchè non lo ricordo, ma credo proprio che mia
Bone arrivò da queste parti dopo che venne pubblicato in edicola
Ombre su Venere...)
E dopo il bell'editoriale di Francesco, perfetta introduzione alla serie, ecco che iniziava il viaggio. Un viaggio che non ho potuto seguire costantemente, per i noti problemi della
Macchia Nera, e che in Sardegna furono evidentemente maggiori rispetto ad altre parti d'Italia. I ritardi furono notevoli, alcuni numeri non li vidi mai in edicola (magari c'erano in qualche edicola di Cagliari ma non in quella del mio paese), ma proseguii il viaggio fincè mi fu possibile, prendendo i numeri che trovavo, cercando di orientarmi tra i buchi che mi mancavano, sperando sempre di trovare un modo per recuperare i numeri mancanti.
Poi di
Bone persi le tracce (e qualche anno dopo avrei scoperto anche il perchè), ma mai l'intezione di ritrovarlo. Con
Bone era nata come un'amicizia, e anche se non sapevo cosa stesse accadendo, sapevo che prima o poi ci saremo ritrovati.
Ci pensarono poi Grrodon e altri su
Sbonk a darmi notizie su questo splendido fumetto, scoprendo che non erano pochi gli estimatori della serie. E già allora, scoperte le traversie editoriale della serie, scattò la voglia di recuperarla. Voglia che si dovette scontrare con la carenza pecuniaria. Rimandai l'acquisto allroa, fino a quest'anno; e quando già stavo muovendomi osservando aste su E-Bay, arrivò la notizia che aspettavo da tempo: la
Panini avrebbe pubblicato
Bone dall'inizio. Per di più a colori. Avrei dovuto sol oattendere qualche mese...
E dopo trepidanti incursioni in fumetteria, finalmente lo acquistai. E' stato emozionante incomincaire a leggerlo: stavo ritrovando un vecchio amico. Anzi... dei vecchi amici! La mente è andata indietro nel tempo, all'editoriale artibanico (assente in questa edizione), alla qualità della carta degli albi
Macchia Nera (scarsa si, ma alla quale mi affezionai) e all'odore di quella carta. E allo spledido bianco e nero di Jeff Smith, un narratore e un disegnatore straordinario.
Ora invece i disegni di Jeff sono abbelliti dagli splendidi colori di Steve Hamaker, la carata è di ottima qualità, il formato è di tutto rispetto, e la cover è un'altra, ma ugualmente bellissima. E c'è anche il pupazzetto di Fone Bone, che non mi aspettavo minimamente e infatti quando in fumetteria me l'hanno consegnato al momento di pagare, per qualche attimo non ho capito di cosa si trattasse.
Mi sono rotrovato, soprattutto leggendo i primi 2 capitoli, a sorridere perchè avevo ritrovato i 3 cugini Bone. E chiaramente anche a sorridere e ridere per le gag e le battute presenti. Anche se, pur non ricordandoli a memoria e non avendo gli albi sottomano, ho subito notato la differente traduzione. In un certo senso è un peccato perchè in fondo la traduzione artibanica era fantastica, anche se in effetti questa nuova pare, da quel che scrivete, più attinente all'orginale. E pazienza per la battuta del bunjee-jamping!
Certo che il "Ciucciati il calzino testa di verza!" e qualche altra batttua hanno fatto storcere il naso pure a me...
Ma alla fine di questa traduzione nuova non c'è di che lamentarsi (anche se mi non è stato immediato per me passare da
Via da Boneville a
Fuga da Boneville), se non per gli errori già segnalati da Grrodon. Invece non si può che essere d'accordo con Deboroh per quanto riguarda il lettering: peccato!
Finalmente ora che ho letto tutti e 6 i primi episodi, tutto mi è più chiaro, la storia e più avvincente, e i personaggi ancor più straordinari di quanto li avessi apprezzati fino ad ora. Iniziamo dai 3 Bone: 3 personaggi diversissimi fra di loro, e tutti fantastici. E sugli aspetti in comune che oguno di essi ha con alcuni personaggi disneyani mi trovo d'accordo con Grrodon, visto che più di una volta a proposito di Phoney mi son ritrovato a pensare:"Paperone!". Il Paperone di Barks certamente, ma a mio avviso anche quello italiano di Martina e Scarpa, anche se dubito che Smith abbia mai letto loro storie. Su Fone Bone nulla da aggiungere, mentre su Smiley direi che a tratti ha pure qualcosa di Paperoga. Ma come già scritto, i personaggi sono molto più complessi, e soprattutto hanno una loro natura unica, che emergerà con le prossime storie.
La storia inizia in
media res, con i Bone in fuga da Boneville per l'ennesimo casino di Phoney Bone. La storia ha i toni (innocenti, come giustamente ha scritto Grrodon) della commedia e dell'avventura, e nulla all'inizi fa presagire al fantasy, che comincerà a farsi sentire alla fine del capitolo 3
Phoney Bone. E da questo punto in poi, ecco entrare in scena Nonna Ben, ovvero Rose della quale più la si scopriranno molte cose legate al passato, i sogni di Thorn, Kingdok, re dei rattodonti (già visti nel primo capitolo), il misterioso e affascinante (come personaggio, intendo) Incappuciato, Lucius Down, rude proprietario della locanda
Barrelhaven. Tutti personaggi che scopriremo per davvero solamente più avanti nella storia.
Ma l'arrivo del fantasy e delle scene di tensione, come il bellissimo e tesissimo inseguimento notturno dei Rattodonti, non cancellano lo humor: c'è il tormentone di
Moby Dick, il racconto di quel che accadde a Boneville, e le macchinazioni di Phoney, decisdo ad arrichirsi con le scommesse e con l'aiuto di Smiley, personaggio che riesce sempre a strappare un sorriso, quando non strappa una risata.
Tra gli altri personaggi, come non citare il Drago Rosso di Fone Bone, personaggio misteriosissimo che per qualche ragione ha preso sotto la sua ala protettrice il piccolo Fone, Ted l'insetto, la deliziosa famiglia Opossum.
Sulla questione colore o bianco e nero, mi ritrovo d'accordo con Grrodon: si tratta di 2 capolavori singoli, da avere entrambi. E presto o tardi mi procurerò la
One Volume Edition. Certo il bianco e nero con il tratto di Jeff Smith ha un fascino staordinario, ma il colore è come se avesse rivelato un nuovo mondo, diverso da quello conosciuto fin'ora.
E adesso? Adesso c'è da attendere mesi. E se le cose saranno come prospetta Grrodon, saranno molto meno di quelli che ci si aspetta. Nel mentre, non potrò fare a meno di rilleggermi ogni tanto questo primo volume.
Chiudo con i complimenti e un grazie vivissimo alla
Panini per aver deciso di proporre quest'edizione a colori, e per il formato scelto.
E ai coraggiosi che dovessero essersi avventurati fino a questo punto di questo mio lunghissimo post, oltre a ringraziarvi vi chido venia per la prolissità, spero di non avervi annoiato troppo.
