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Inviato: venerdì 18 agosto 2006, 19:12
da Francesco F
artibani desideroso di denaro...

Inviato: venerdì 18 agosto 2006, 19:12
da Francesco F
io ODIO CAMBIARE PAGINA!!! -_______________- :cazz: :cazz: :cazz: :cazz: :cazz: :cazz: :cazz: :cazz: :cazz: :cazz:

Inviato: venerdì 18 agosto 2006, 20:14
da DeborohWalker
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Inviato: venerdì 18 agosto 2006, 23:32
da Francesco F
rotfl bisognerebbe farci una faccina :P

Inviato: sabato 19 agosto 2006, 01:00
da Valerio
Falla, e poni fine all'OT.

Inviato: sabato 19 agosto 2006, 14:26
da Francesco F
I puffi non sono altro che dei Bones azzurri

Inviato: giovedì 05 ottobre 2006, 13:58
da claclina
allora è confermato che quello che uscirà, sarà la ristampa ( a colori) dall'inizio della serie??? io voglio leggerlo da tanto bone, ma vorrei iniziare da ll'inizio... -_-

Inviato: giovedì 05 ottobre 2006, 14:00
da Valerio
Vai tranquilla.

Inviato: giovedì 05 ottobre 2006, 14:00
da DeborohWalker
Sì, dall'inizio.

Presentazione a Luccacomix, con Jeff Smith presente. Sbaaaav.

Inviato: giovedì 05 ottobre 2006, 14:59
da claclina
\°_°/
a lucca dite? ottimo °_° così potrò prenderlo direttamente lì!!! *_* :elio:

Inviato: mercoledì 29 novembre 2006, 15:52
da Valerio
Speciale Lucca
Bone Volume 1 - In Fuga da Boneville
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Bone è un capolavoro. Ma questo lo sapevamo tutti. Quello che non sapevamo è che (tra la altre cose) fosse proprio il suo bianco e nero a renderlo un capolavoro. Qui però Bone è a colori, e allora come la mettiamo? La mettiamo che è un capolavoro lo stesso, un capolavoro diverso. Dove non arriva il bianco e nero arrivano i colori, e viceversa. Il risultato sono due capolavori ugualmente apprezzabili ma dall'impatto diversissimo. Forse se dovessi proprio sbilanciarmi opterei per la versione colorata, che con le sue atmosfere si addice di più ai miei gusti, ma non per questo sconsiglierei l'originale. Insomma, con questo Bone a colori qualsiasi bonofilo è stato indilemmato proprio bene, per cui l'unica soluzione sembrerebbe quella di violare la regola del "no ai doppioni" e godersi questo nuovo Bone, anche in virtù di alcune piccole differenze. Dopo un decennio di traversie editoriali, Bone è approdato alla Panini, che ne ha portato vittoriosamente a termine la pubblicazione, per poi ripartire da capo, con la versione italiana del Bone a Colori, pubblicato dalla Scholastic in America col ritmo di un volume ogni sei mesi. I volumi, che saranno complessivamente nove, in patria sono giunti quasi al quinto che sarà editato a febbraio. La conclusione è prevista per il 2009. Ora, visto e considerato lo scarto di ben quattro volumi, la tempistica e tutto, azzarderei una periodicità quadrimestrale per questo Bone della Panini. Indipercui, il secondo potrebbe essere ipoteticamente in vendita in occasione del Cartoomics. Ma per ora abbiamo questo, peraltro in un edizione assolutamente lussuosa, per quanto semi-pocket, e dotata tralaltro di un bel pupazzetto di Fone Bone. La traduzione però è cambiata e non è quella fatta a metà anni 90 da Artibani (se non vado errato). Traduzioni e doppiaggi solitamente quando vengono cambiati causano un mezzo shock per coloro che si erano affezionati al fumetto in tempi non sospetti. Di certo non si può dire che questa traduzione sia mal fatta, è sicuramente più filologica di quella di Artibani, che però era senza alcun dubbio più creativo, e all'occorrenza fuori dalle righe. E così Via da Boneville è diventato In Fuga da Boneville, anche se le pagine riportano in alto il titoletto Cacciati da Boneville, sicuramente una discordanza che si poteva evitare. E ci sono altri due erroretti, nel primo e nell'ultimo capitolo, che però non intaccano l'alta qualità di quest'edizione.

1. La Mappa
Il primo capitolo prima si intitolava come il volume, e cioè Via da Boneville. Qui il titolo è cambiato, ed è senza alcun dubbio più appropriato. Peccato che si intitoli così anche un capitolo del secondo volume, che a questo punto è lecito pensare verrà modificato. In questa prima parte vengono presentati i personaggi in modo così fresco e divertente che si familiarizza subito con tutti loro. Le caratteristiche di ognuno di loro ricordano non poco alcuni personaggi ben conosciuti: Fone è un misto di Topolino e Charlie Brown, Phoney ricorda ovviamente Zio Paperone mentre Smiley, che svolge il ruolo del Pippo della situazione, assomiglia come mimica e modo di comportarsi a Tigro. Ma non è così semplice perchè poi le sfaccettature dei loro caratteri si moltiplicheranno in modo sempre più credibile fino a renderli originali e immortali. La colorazione è ottima, anche se il meglio lo si vedrà dopo, ad ogni modo avranno modo di comparire per la prima volta i due stupidi rattodonti (coi colori qui scambiati rispetto al resto dell'albo), il Drago Rosso con la sigaretta in bocca che molto presto perderà, e ovviamente Ted la Cimice, che qui diventa Ted l'Insetto e sfoggia una parlata personalissima che nella precedente traduzione era andata persa. E adesso le note negative: innanzitutto un "ciucciati il calzino testa di verza!" che mi ha stonato non poco (e qui mi appello a chi ha il Bone originale), e poi un incomprensibile "chissà se questa è davvero una mappa di quella catena nessuno a meglio che me la porti dietro".

2. Thorn
Un capitolo molto in stile Walt Kelly, che ci mostra la vita invernale di Fone nella valle e introduce la famiglia degli opossum in modo assai delizioso. Il resto del capitolo è un lungo e dinamicissimo inseguimento, che vede protagonisti Fone e i Rattodonti. Ma vede anche l'entrata in scena di Thorn, primo personaggio umano e ragazza di cui Fone si innamora. Uno dei punti di forza di questo fumetto, e cioè l'ibridismo tra fumetto umoristico e realistico, ha in questo capitolo le sue radici. Favolosa anche la colorazione, che qui si prende una "licenza" e crea una nevicata digitale in alcune vignette.

3. Phoney Bone
Inizia la vita alla fattoria e avviene l'impetuoso e deflagrante ricongiungimento di Fone con Phoney. Oltre a questo, viene introdotto il tormentone di Moby Dick, libro preferito di Fone che però tutti trovano noioso (cosa che suggerisce che Boneville faccia parte nel nostro mondo mentre la Valle sia immersa nel fantasy), e soprattutto entra in scena Rose Ben, un altro personaggio fondamentale della Saga. E in tutto questo Thorn comincia a ricordare qualcosa del passato. La trama fantasy sta progressivamente filtrando in una storia apparentemente innocente, ma prima di vederla manifestarsi in tutto il suo splendore dark dovremo aspettare il terzo volume, Occhi nella Tempesta. Trovo che in questi capitoli la sceneggiatura raggiunga vette incredibili. Oro colato.

4. Kingdok
Prima si intitolava Barrelhaven. Il titolo adesso è stato ceduto al capitolo successivo, visto che qui il villaggio di Barrelhaven viene solo nominato di sfuggita. Si è preferito invece sottolineare l'entrata in scena di Kingdok, re dei Rattodonti, e successivamente quella dell'Incappucciato. Nuvole di guerra si addensano sulla valle, e anche se siamo soltanto agli inizi iniziano i misteriosi sogni di Thorn. E qui ecco il primo tradimento! Lo Sturbamento, termine inventato da Artibani per definire lo stordimento premonitore che coglia Nonna Ben, diventa qui un banale formicolìo. Peccato perchè adoravo il termine, e mi piaceva utilizzarlo quando venivo colto da sbalzi di pressione.

5. Barrelhaven
Prima si intitolava In Trappola, titolo ugualmente appropriato. Qui si è pensato di privilegiare l'arrivo di Phoney al villaggio, il ricongiungimento con Smiley e l'incontro col rude Lucius, e così l'incursione dei Rattodonti è passata in secondo piano. Peccato, perchè quest'ultima scena è una delle più dinamiche mai viste nel fumetto. Una gioia per gli occhi. La traduzione ha meno mordente, e i battibecchi tra Phoney e Lucius sono meno animati, però quantomeno si capiscono un po' meglio i riferimento agli affari loschi di Phoney andati male in passato. E proprio a proposito di uno di questi, è strano che a pagina 106 nella quinta vignetta sia sparito il riferimento alla scuola di bunjee-Jumping buddista. Non è che non c'è mai stato e se l'era inventato Artibani?

6. L'Inferno di Phoney
Viene qui messa in rilievo l'ossessione dell'Incappucciato verso "colui che porta la stella" e Phoney è ormai lanciatissimo nella prima delle sue numerose avventure truffaldine, aiutato da uno Smiley del tutto spensierato. Si fanno i primi cenni da parte di Nonna Ben al passato del Drago e si svelano i veri motivi per cui Phoney è stato cacciato dalla città. Si cita anche Big Johnson Bone, il fondatore di Boneville, che sarà protagonista anche di un volume speciale. Sul finale, quando finalmente i tre protagonisti si ricongiungono c'è anche l'ultimo errore di traduzione, anch'esso evitabilissimo: un nemici al posto di amici che travisa del tutto il senso delle parole dell'Incappucciato. Prima apparizione di Johnatan Oaks.

Next: La Grande Corsa della Mucche che, se tutto va come previsto, dovrebbe contenere cinque capitoli (7-8-9-10-11) anzichè sei, e in più la filastrocca degli opossum e Sul Tetto, una storiella speciale con Smiley e Lucius, numerata come capitolo 13 bis ma collocata nei volumi al termine dell'undicesimo.

Inviato: giovedì 30 novembre 2006, 00:29
da DeborohWalker
Non ho ancora affrontato la lettura della versione a colori in italiano, quindi mi limito a rispondere ad alcune cose scritte da Grrodon:
Grrodon ha scritto: Per cui l'unica soluzione sembrerebbe quella di violare la regola del "no ai doppioni"
E infatti io ho deciso che mi terrò l'edizione "One Volume" in bianco e nero e in lingua originale, e questa edizione in italiano e a colori.
Fone è un misto di Topolino e Charlie Brown, Phoney ricorda ovviamente Zio Paperone mentre Smiley, che svolge il ruolo del Pippo della situazione, assomiglia come mimica e modo di comportarsi a Tigro.

Cioè, basta. Trovi Disneyismi ovunque, inizia ad essere irritante.
E adesso le note negative: innanzitutto un "ciucciati il calzino testa di verza!" che mi ha stonato non poco (e qui mi appello a chi ha il Bone originale), e poi un incomprensibile "chissà se questa è davvero una mappa di quella catena nessuno a meglio che me la porti dietro".
Il primo in originale è "Stick a sock in it, cabbage head", quindi, anche se sentire uscire "ciucciati il calzino" da qualcuno che non è giallo e coi capelli a punto risulta strano, può essere appropriato.
La seconda frase in effetti è insensata, dovrebbe esserci scritto "Chissà se questa è davvero una mappa di quella catena... Forse è meglio che me la porti dietro!"
qui si prende una "licenza" e crea una nevicata digitale in alcune vignette
...che non ho apprezzato granchè. Cioè, è insensata. E finisce proprio quando inizia l'inseguimento dei Rattodonti, dove forse avrebbe contribuito a rendere ancor più dinamica la scena.
Lo Sturbamento, termine inventato da Artibani per definire lo stordimento premonitore che coglia Nonna Ben, diventa qui un banale formicolìo.
Oh, no.
Cioè, davvero, no.
Sturbamento era meraviglioso.
E proprio a proposito di uno di questi, è strano che a pagina 106 nella quinta vignetta sia sparito il riferimento alla scuola di bunjee-Jumping buddista. Non è che non c'è mai stato e se l'era inventato Artibani?
Sì, se l'era inventata Artibani. Questa traduzione concernente la lattuga è fedele all'originale. Ma a me non dispiaceva il bungee-jumping buddista ^^

Ah, un ultimo commento dovuto all'aver sfogliato il volume per scrivere queste righe.
Il nuovo font usato per i caratteri mi piace molto meno, il lettering è più freddo e meno "artistico" rispetto a quello che fu realizzato per l'edizione Macchia Nera, molto più simile all'originale...
Vabbè, vorrà dire che quando cercherò un bel lettering leggerò la versione americana.

Inviato: giovedì 30 novembre 2006, 01:05
da Valerio
DeborohWalker ha scritto: Cioè, basta. Trovi Disneyismi ovunque, inizia ad essere irritante.
Sai com'è, leggendo la storia di Carl Barks definitiva, può capitare.
Sturbamento era meraviglioso.
Petizione?
Sì, se l'era inventata Artibani. Questa traduzione concernente la lattuga è fedele all'originale. Ma a me non dispiaceva il bungee-jumping buddista ^^
No calma. C'era anche la lattuga. Al bunjee jumping faceva riferimento Smiley in un balloon che qui è solo di assenso.

Inviato: giovedì 30 novembre 2006, 10:35
da Quackmore
Non ho letto il topic.
Voglio solo dire che alla fine ho ceduto: ho comprato il primo numero della ristampa a colori.
Un ottimo fumetto, non c'è che dire. Con tutta probabilità continuerò a seguirlo, anche se mi verrà a costare ben 90 euro in tutto :asd:
Non grido al capolavoro perché ne avevo sentito parlare così bene che non avrebbe mai potuto soddisfare le altissime aspettative. Ma, ripeto, è eccellente.
E gli echi disneyani li vedo eccome. E credo che così dovrebbero essere molte storie Disney.

Inviato: giovedì 30 novembre 2006, 12:23
da Giona
Ritorno in questo forum dopo lungo tempo e dopo aver appena completato la lettura del volumone di Bone in inglese.
L'edizione colorata mi sfagiola, soprattutto se la colorazione delle tavole è stata effettuata allo stesso modo che sulla copertina del volumone.
Mi associo a quanto scritto ultimamente da Grrodon: ho sempre visto i Bone come "noi" e i valligiani umani come "gli altri", anche alla luce della storia natalizia in cui i Bone spiegano come il solstizio d'inverno venga celebrato anche da loro, ma con un altro nome e per un altro motivo.
Mi chiedo poi una cosa che dal dibattito non è emersa, non so se perché data per scontata o perché il frutto delle mie elucubrazioni: lungi dal considerare i Bone degli "imprecisati animaletti umanizzati" (cosa obbrobriosa letta in un altro sito), forse il loro nome è dovuto al fatto che il colore bianco e la loro forma (testa tondeggiante e naso grosso e rotondo) richiama proprio quella di certe OSSA? Queto è in particolar modo evidente in una vignetta successiva al primo incontro tra Phoney e Nonna Ben, in cui Phoney viene scagliato orizzontalmente contro una parete della casa (se volete vedrò di scannerizzarla e postarla).[/img]

Inviato: giovedì 30 novembre 2006, 13:29
da Valerio
Sì, direi che ci hai preso. Più per colore che per forma, forse. Oltre a questo sono pure levigati (ma morbidi). Io però li vedo più come una media tra tutti i puppett visti in un secolo di fumetti umoristici, da Topolino a Casper, passando per Pogo, Snoopy e molto altro ancora. Cioè IMHo sono I personaggi umoristici. Quelli assoluti, proprio.

Inviato: giovedì 30 novembre 2006, 15:30
da RoM
Deboroh Walker ha scritto:Cioè, basta. Trovi Disneyismi ovunque, inizia ad essere irritante.
Quackmore ha scritto:E gli echi disneyani li vedo eccome.

Da Autronia 1 - Jeff Smith: Bone e io (ed. Black Velvet), traduzione italiana di un'intervista del Comics Journal a Jeff Smith:

(a proposito di Carl Barks)
Jeff Smith: Sì, quando ero un ragazzino le leggevo e le adoravo. [...]
Lo amavo e credo di averlo assorbito, ma non era lassù nella mia testa, come Kelly e Trudeau. Forse c'era, ma non me ne resi conto fino a quando non iniziai il fumetto.
Gary Groth: Forse era troppo sepolto nel tuo subconscio per essere ricordato.
Jeff Smith: Penso che venga fuori nel lavoro, ma non ho mai realmente pensato a lui finché non incominciai a fare fumetti.

Inviato: giovedì 30 novembre 2006, 21:16
da Tyrrel
BONE A COLORI - Volume 1
IN FUGA DA BONEVILLE


C'era una volta Franesco Artibani...
No aspettate, niente allarmismi! Francesco c'era e c'è tutt'ora, per sua e nostra fortuna!
Mettiamola così allora...
C'era una volta il giovane Francesco Artibani. Giovane si, ma non certo alle prime armi e già con un notevole bagaglio di storie per Topolino e Lupo Alberto.
E poi c'era Bone. Del quale il giovane Francesco venne a conoscenza quasi per caso, finendo poi per ordinarne gli albi dagli stati uniti. Francesco s'innamorò a tal punto dell'opera di Jeff Smith, da proporre un'idea folle: portare Bone in Italia, sotto l'etichetta delle edizioni Macchia Nera. E vi riuscì, coinvolgendo in questa follia l'editore.
Era il 1996, e Bone silenziosamente arrivò nelle edicole italiane...

Era il 1996, appunto. Nel mercato fumettistico italiano, in maniera del tutto imprevista e inaspettata, aveva arrivò una nuova serie, che avrebbe cambiato tante cose, e dato il via a molte altre: Pkna.
Ricordo un giovane piker, che già si sentiva tale dopo pochi numeri e che non vedeva l'ora che arrivasse un nuovo numero di quel capolavoro disneyano.
E ricordo che un giorno mia sorella, più piccola di me, arrivò con un piccolo albo tra le mani, dicendomi che aveva trovato in edicola questo nuovo fumetto, Bone. Li per li probabilmente pensai, forse anche per la foliazione dell'albo, che mi avesse portato chissà quale fumetto. Ma come vidi la copertina qualcosa scattò: era favolosa, i disegni bellissimi. E anche se allora non sapevo cosa fosse, il riferimento al premio vinto al festival di Angouleme faceva intendere che si trattava di un fumetto importnate, di un bel fumetto.
Appena inizia a leggere l'albo, un piccolo shock. L'editoriale di Francesco Artibani, che già conoscevo sulle pagine del Topo e che stavo conoscendo anche sulle pagine di Pkna (non ne sono sicuro perchè non lo ricordo, ma credo proprio che mia Bone arrivò da queste parti dopo che venne pubblicato in edicola Ombre su Venere...)
E dopo il bell'editoriale di Francesco, perfetta introduzione alla serie, ecco che iniziava il viaggio. Un viaggio che non ho potuto seguire costantemente, per i noti problemi della Macchia Nera, e che in Sardegna furono evidentemente maggiori rispetto ad altre parti d'Italia. I ritardi furono notevoli, alcuni numeri non li vidi mai in edicola (magari c'erano in qualche edicola di Cagliari ma non in quella del mio paese), ma proseguii il viaggio fincè mi fu possibile, prendendo i numeri che trovavo, cercando di orientarmi tra i buchi che mi mancavano, sperando sempre di trovare un modo per recuperare i numeri mancanti.

Poi di Bone persi le tracce (e qualche anno dopo avrei scoperto anche il perchè), ma mai l'intezione di ritrovarlo. Con Bone era nata come un'amicizia, e anche se non sapevo cosa stesse accadendo, sapevo che prima o poi ci saremo ritrovati.
Ci pensarono poi Grrodon e altri su Sbonk a darmi notizie su questo splendido fumetto, scoprendo che non erano pochi gli estimatori della serie. E già allora, scoperte le traversie editoriale della serie, scattò la voglia di recuperarla. Voglia che si dovette scontrare con la carenza pecuniaria. Rimandai l'acquisto allroa, fino a quest'anno; e quando già stavo muovendomi osservando aste su E-Bay, arrivò la notizia che aspettavo da tempo: la Panini avrebbe pubblicato Bone dall'inizio. Per di più a colori. Avrei dovuto sol oattendere qualche mese...

E dopo trepidanti incursioni in fumetteria, finalmente lo acquistai. E' stato emozionante incomincaire a leggerlo: stavo ritrovando un vecchio amico. Anzi... dei vecchi amici! La mente è andata indietro nel tempo, all'editoriale artibanico (assente in questa edizione), alla qualità della carta degli albi Macchia Nera (scarsa si, ma alla quale mi affezionai) e all'odore di quella carta. E allo spledido bianco e nero di Jeff Smith, un narratore e un disegnatore straordinario.
Ora invece i disegni di Jeff sono abbelliti dagli splendidi colori di Steve Hamaker, la carata è di ottima qualità, il formato è di tutto rispetto, e la cover è un'altra, ma ugualmente bellissima. E c'è anche il pupazzetto di Fone Bone, che non mi aspettavo minimamente e infatti quando in fumetteria me l'hanno consegnato al momento di pagare, per qualche attimo non ho capito di cosa si trattasse. :P
Mi sono rotrovato, soprattutto leggendo i primi 2 capitoli, a sorridere perchè avevo ritrovato i 3 cugini Bone. E chiaramente anche a sorridere e ridere per le gag e le battute presenti. Anche se, pur non ricordandoli a memoria e non avendo gli albi sottomano, ho subito notato la differente traduzione. In un certo senso è un peccato perchè in fondo la traduzione artibanica era fantastica, anche se in effetti questa nuova pare, da quel che scrivete, più attinente all'orginale. E pazienza per la battuta del bunjee-jamping! :P
Certo che il "Ciucciati il calzino testa di verza!" e qualche altra batttua hanno fatto storcere il naso pure a me...
Ma alla fine di questa traduzione nuova non c'è di che lamentarsi (anche se mi non è stato immediato per me passare da Via da Boneville a Fuga da Boneville), se non per gli errori già segnalati da Grrodon. Invece non si può che essere d'accordo con Deboroh per quanto riguarda il lettering: peccato!
Finalmente ora che ho letto tutti e 6 i primi episodi, tutto mi è più chiaro, la storia e più avvincente, e i personaggi ancor più straordinari di quanto li avessi apprezzati fino ad ora. Iniziamo dai 3 Bone: 3 personaggi diversissimi fra di loro, e tutti fantastici. E sugli aspetti in comune che oguno di essi ha con alcuni personaggi disneyani mi trovo d'accordo con Grrodon, visto che più di una volta a proposito di Phoney mi son ritrovato a pensare:"Paperone!". Il Paperone di Barks certamente, ma a mio avviso anche quello italiano di Martina e Scarpa, anche se dubito che Smith abbia mai letto loro storie. Su Fone Bone nulla da aggiungere, mentre su Smiley direi che a tratti ha pure qualcosa di Paperoga. Ma come già scritto, i personaggi sono molto più complessi, e soprattutto hanno una loro natura unica, che emergerà con le prossime storie.
La storia inizia in media res, con i Bone in fuga da Boneville per l'ennesimo casino di Phoney Bone. La storia ha i toni (innocenti, come giustamente ha scritto Grrodon) della commedia e dell'avventura, e nulla all'inizi fa presagire al fantasy, che comincerà a farsi sentire alla fine del capitolo 3 Phoney Bone. E da questo punto in poi, ecco entrare in scena Nonna Ben, ovvero Rose della quale più la si scopriranno molte cose legate al passato, i sogni di Thorn, Kingdok, re dei rattodonti (già visti nel primo capitolo), il misterioso e affascinante (come personaggio, intendo) Incappuciato, Lucius Down, rude proprietario della locanda Barrelhaven. Tutti personaggi che scopriremo per davvero solamente più avanti nella storia.
Ma l'arrivo del fantasy e delle scene di tensione, come il bellissimo e tesissimo inseguimento notturno dei Rattodonti, non cancellano lo humor: c'è il tormentone di Moby Dick, il racconto di quel che accadde a Boneville, e le macchinazioni di Phoney, decisdo ad arrichirsi con le scommesse e con l'aiuto di Smiley, personaggio che riesce sempre a strappare un sorriso, quando non strappa una risata.
Tra gli altri personaggi, come non citare il Drago Rosso di Fone Bone, personaggio misteriosissimo che per qualche ragione ha preso sotto la sua ala protettrice il piccolo Fone, Ted l'insetto, la deliziosa famiglia Opossum.
Sulla questione colore o bianco e nero, mi ritrovo d'accordo con Grrodon: si tratta di 2 capolavori singoli, da avere entrambi. E presto o tardi mi procurerò la One Volume Edition. Certo il bianco e nero con il tratto di Jeff Smith ha un fascino staordinario, ma il colore è come se avesse rivelato un nuovo mondo, diverso da quello conosciuto fin'ora.

E adesso? Adesso c'è da attendere mesi. E se le cose saranno come prospetta Grrodon, saranno molto meno di quelli che ci si aspetta. Nel mentre, non potrò fare a meno di rilleggermi ogni tanto questo primo volume.
Chiudo con i complimenti e un grazie vivissimo alla Panini per aver deciso di proporre quest'edizione a colori, e per il formato scelto.
E ai coraggiosi che dovessero essersi avventurati fino a questo punto di questo mio lunghissimo post, oltre a ringraziarvi vi chido venia per la prolissità, spero di non avervi annoiato troppo. ;)

Inviato: martedì 09 gennaio 2007, 09:23
da DeborohWalker
Udite, udite!

Il secondo volume, "La grande corsa delle mucche" si chiamerà...
Il sito Panini ha scritto:BONE (A COLORI) N. 2: LA CORSA DELLA GRANDE VACCA

Sto pensando che forse non mi libererò della vecchia edizione italiana, se le traduzioni continuano così... ;_;

Inviato: martedì 09 gennaio 2007, 09:36
da Giona
DeborohWalker ha scritto:Udite, udite!

Il secondo volume, "La grande corsa delle mucche" si chiamerà...
Il sito Panini ha scritto:BONE (A COLORI) N. 2: LA CORSA DELLA GRANDE VACCA

Sto pensando che forse non mi libererò della vecchia edizione italiana, se le traduzioni continuano così... ;_;
Puah! Errore di traduzione grossolano!