News e Rumors sui corti Disney
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Sì, è un cagnone.
Interessante, l'anteprima: sia per il tono che per il design complessivo dell'animazione, anche se non siamo a chissà quali livelli di virtuosismo. Però, in effetti, di 2D non vedo grandi tracce...
Finalmente spunta fuori Pippo e l'home theater (in inglese) su YouTube, con tanto di logo WDAS e sigla vintage riorchestrata probabilmente da Michael Giacchino, che ha fatto le musiche del corto.
[youtubehd]2f2Vgo5wdHY[/youtubehd]
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“DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

Commento per Pippo e l'home theater:
Bellissimo. Sigle di apertura e chiusura (a me che piace il rispetto della tradizione fanno andare in brodo di giuggiole, non mi aspettavo tanta fedeltà), gag (lol, le foto nelle cornici), citazioni (la partita fra i Pippi e Cleo) e realizzazione grafica (sublime, non abusa neanche di troppi effetti speciali): tutto gestito magnificamente. Insomma, rasenta la perfezione, specialmente se paragonato ai suoi predecessori.
Forse l'entusiasmo è eccessivo, e non stiamo certo parlando di un classico, però io ne voglio presto un altro. Anzi, subito.
Bellissimo. Sigle di apertura e chiusura (a me che piace il rispetto della tradizione fanno andare in brodo di giuggiole, non mi aspettavo tanta fedeltà), gag (lol, le foto nelle cornici), citazioni (la partita fra i Pippi e Cleo) e realizzazione grafica (sublime, non abusa neanche di troppi effetti speciali): tutto gestito magnificamente. Insomma, rasenta la perfezione, specialmente se paragonato ai suoi predecessori.
Forse l'entusiasmo è eccessivo, e non stiamo certo parlando di un classico, però io ne voglio presto un altro. Anzi, subito.

e ditelo che l'avete spostato in questa discussione
(dove in effetti è giusto che sia)
“DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

E' semplice e divertente, e il cortocircuito tra tradizione e attulità è ben costruito. Bravi gli autori.
E' questa la Disney che vorrei sempre, di questi tempi...
E' questa la Disney che vorrei sempre, di questi tempi...
solo a me il tema principale della musica sembra assomigliare a "Ma le gambe"?
“DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

Verso il finale me ne ero reso conto pure io
Toh, noto che ora anche il Sollazzo ha le sue foto di famiglia...
Toh, noto che ora anche il Sollazzo ha le sue foto di famiglia...
Pippo e L'Home Theatre (2007)

Che questo cortometraggio sia un evento è fuori discussione. La sua natura di evento, del resto, è tale per diversi motivi. E' innanzitutto il ritorno della Disney alla produzione regolare di cortometraggi, dopo che per anni i corti sono stati delle particolarità da proiettare ai festival, da inserire come extra nei dvd o da tenere sepolti negli archivi. In secondo luogo rappresenta il definitivo e autentico ritorno sul grande schermo degli standard characters, dopo decenni di apparizioni solamente occasionali (ad esempio Canto di Natale di Topolino, Il Principe e il Povero, Topolino e il Cervello in Fuga, Fantasia 2000) e di apparizioni regolari solo nelle serie televisive e nei lungometraggi direct to video dei Toon Studios. Ora questi personaggi tornano direttamente nelle mani dei loro creatori, o meglio dei loro diretti eredi, gli artisti dei Walt Disney Animation Studios e la cosa non può che fare piacere e condurci al terzo grande motivo per cui Pippo e l'Home Theatre ha un così forte valore simbolico: il suo porsi direttamente nel solco della tradizione, riprendendo in toto e al 100% lo stile dei cartoni di Pippo degli anni 40 e 50, ma allo stesso tempo senza apparire minimamente datato.
Pippo e l'Home Theatre è infatti un meraviglioso anacronismo. Lo stile di disegno, la presenza dei pippidi ovunque, la dimensione sportiva, la voce narrante, lo humor delirante e nel contempo garbato, sono gli indizi che portano direttamente a credere di star guardando uno dei tanti corti della serie Goofy, prodotti all'epoca d'oro dei cortometraggi, con tanto di sigla su sfondo rosso e faccione di Pippo impresso sul sole giallo in apertura. Però poi ci sono gli Home Theatre, la tecnologia, alcuni riferimenti all'attualità come la presenza di una foto di Lasseter sul comodino di Pippo, che ci ricordano che è un prodotto nuovo di zecca. E la cosa incredibile è che in tutto questo non si avverte minimamente un contrasto, ma tutto si armonizza perfettamente. Che la prima regola di Walt Disney fosse di ricercare l'equilibrio tra Tradizione e Innovazione, proiettandosi al futuro tenendo conto del passato, si sapeva già. Ma non si poteva neanche lontanamente immaginare quanto questa regola si potesse sposare perfettamente con questo cortometraggio. Insomma, ci dev'essere una qualche magia da qualche parte che ha reso possibile una cosa del genere, probabilmente sta nella formula a suo tempo elaborata dal team di Walt, capace di resistere agli anni e di apparire sempre fresca, formula applicata in special modo allo humor graffiante e moderno proprio dei corti di Pippo, o molto probabilmente sta nell'abilità degli artisti di adesso di riuscire a trovare quella giusta misura per divertire i neofiti e appagare gli intenditori e i tradizionalisti. O molto più semplicemente la verità sta nel mezzo, quel che conta è che dalla sinergia tra passato e presente si sia ricreata quella magica alchimia, che si spera verrà presto applicata anche alle relative serie di tutti gli altri immortali characters della banda Disney.

Che questo cortometraggio sia un evento è fuori discussione. La sua natura di evento, del resto, è tale per diversi motivi. E' innanzitutto il ritorno della Disney alla produzione regolare di cortometraggi, dopo che per anni i corti sono stati delle particolarità da proiettare ai festival, da inserire come extra nei dvd o da tenere sepolti negli archivi. In secondo luogo rappresenta il definitivo e autentico ritorno sul grande schermo degli standard characters, dopo decenni di apparizioni solamente occasionali (ad esempio Canto di Natale di Topolino, Il Principe e il Povero, Topolino e il Cervello in Fuga, Fantasia 2000) e di apparizioni regolari solo nelle serie televisive e nei lungometraggi direct to video dei Toon Studios. Ora questi personaggi tornano direttamente nelle mani dei loro creatori, o meglio dei loro diretti eredi, gli artisti dei Walt Disney Animation Studios e la cosa non può che fare piacere e condurci al terzo grande motivo per cui Pippo e l'Home Theatre ha un così forte valore simbolico: il suo porsi direttamente nel solco della tradizione, riprendendo in toto e al 100% lo stile dei cartoni di Pippo degli anni 40 e 50, ma allo stesso tempo senza apparire minimamente datato.
Pippo e l'Home Theatre è infatti un meraviglioso anacronismo. Lo stile di disegno, la presenza dei pippidi ovunque, la dimensione sportiva, la voce narrante, lo humor delirante e nel contempo garbato, sono gli indizi che portano direttamente a credere di star guardando uno dei tanti corti della serie Goofy, prodotti all'epoca d'oro dei cortometraggi, con tanto di sigla su sfondo rosso e faccione di Pippo impresso sul sole giallo in apertura. Però poi ci sono gli Home Theatre, la tecnologia, alcuni riferimenti all'attualità come la presenza di una foto di Lasseter sul comodino di Pippo, che ci ricordano che è un prodotto nuovo di zecca. E la cosa incredibile è che in tutto questo non si avverte minimamente un contrasto, ma tutto si armonizza perfettamente. Che la prima regola di Walt Disney fosse di ricercare l'equilibrio tra Tradizione e Innovazione, proiettandosi al futuro tenendo conto del passato, si sapeva già. Ma non si poteva neanche lontanamente immaginare quanto questa regola si potesse sposare perfettamente con questo cortometraggio. Insomma, ci dev'essere una qualche magia da qualche parte che ha reso possibile una cosa del genere, probabilmente sta nella formula a suo tempo elaborata dal team di Walt, capace di resistere agli anni e di apparire sempre fresca, formula applicata in special modo allo humor graffiante e moderno proprio dei corti di Pippo, o molto probabilmente sta nell'abilità degli artisti di adesso di riuscire a trovare quella giusta misura per divertire i neofiti e appagare gli intenditori e i tradizionalisti. O molto più semplicemente la verità sta nel mezzo, quel che conta è che dalla sinergia tra passato e presente si sia ricreata quella magica alchimia, che si spera verrà presto applicata anche alle relative serie di tutti gli altri immortali characters della banda Disney.
Non so se è il posto giusto dove postare questo topic, comunque...
Avrei bisogno di un aiuto da degli appassionati (ad esempio Grrodon, l'unico che conosco, grazie al Papersera) per ricordare un corto Disney.
Ecco quello che mi ricordo: molto probabilmente si tratta di un corto di inizio anni 50, e, incredibile a dirsi, mi sembra di ricordare che i protagonisti erano il Gatto e la Volpe di Pinocchio. Il Gatto viene mandato sott'acqua (possibile sia in una fontana, infatti mi sembra che il cartone si svolga in un giardino di una casa signorile) con un cestino a prendere pesci. Poi non ricordo piu' niente, a parte il finale, anche se mi potrei confondere con altri cartoni, in cui i due vengono "sparati" dall'altra parte della città in un bidone della spazzatura.
Tutto qua, se qualcuno sa qualcosa, mi farebbe un favore
Avrei bisogno di un aiuto da degli appassionati (ad esempio Grrodon, l'unico che conosco, grazie al Papersera) per ricordare un corto Disney.
Ecco quello che mi ricordo: molto probabilmente si tratta di un corto di inizio anni 50, e, incredibile a dirsi, mi sembra di ricordare che i protagonisti erano il Gatto e la Volpe di Pinocchio. Il Gatto viene mandato sott'acqua (possibile sia in una fontana, infatti mi sembra che il cartone si svolga in un giardino di una casa signorile) con un cestino a prendere pesci. Poi non ricordo piu' niente, a parte il finale, anche se mi potrei confondere con altri cartoni, in cui i due vengono "sparati" dall'altra parte della città in un bidone della spazzatura.
Tutto qua, se qualcuno sa qualcosa, mi farebbe un favore
Timido postatore e finto nerd.
Pure su YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCBsX4Y ... LjrjN8JvEQ.
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Ho spostato in questa discussione la tua richiesta, dato che qui si parla dei corti Disney.
Grazie per la risposta. Finalmente ho avuto un chiarimento.Grrodon ha scritto:Puss-Café (1950).
Ed è un corto di Pluto con due gatti anonimi. il Gatto e la Volpe te li sei inventati tu.
Una cosa: non è vero che me li sono inventati, il passare degli anni ha fatto semplicemente deformare i miei ricordi trasformando questi anonimi gatti in il gatto e la volpe
Timido postatore e finto nerd.
Pure su YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCBsX4Y ... LjrjN8JvEQ.
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Ho una domanda da fare: ma i cortometraggi Disney anni 30 - 40 - 50 avevano un doppiaggio diverso da quello che si sente oggi? Penso soprattutto a i primi di Topolino: se le voci fossero quelle degli anni 30 oggi sarebbero quasi inascoltabili.
Timido postatore e finto nerd.
Pure su YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCBsX4Y ... LjrjN8JvEQ.
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Si, lo sapevo che in inglese sono sempre quelle, io domandavo quelle italiane. Comunque grazie per la risposta.Grrodon ha scritto:In originale le voci sono sempre le stesse dalla notte dei tempi. In italiano ci sono stati dei ridoppiaggi.
Timido postatore e finto nerd.
Pure su YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCBsX4Y ... LjrjN8JvEQ.
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questo blog dice che avremo Destino abbinato a Beverly Hills Chihuahua... c'è da crederci?
“DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

Adesso stampo questo post e vado a farlo vidimare da un avvocato. 
allora grrodon dovrebbe preoccuparsi, perchè anche blog americani dicono che già alle copie di BHC americane è allegato Destino, che quindi gli americani stanno vedendo...
“DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”





