Dispiace se faccio io la prima recensione? Vabbò, io mi servo

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Dopo una simpatica gag della Ziche, ammiriamo l'editoriale della Valentina nazionale (no, per me non è la
strega), dove viene ampiamente citato un noto forum di fumetto Disney, e il loro modesto omaggio alla rivista, un libro di 700 pagine cui vari utenti di questa community, incluso il sottoscritto, hanno avuto la compiacenza di partecipare.
Indiposcià, mi appresto a leggere quello che per me è il primo indice del nuovo corso del Topo, dopo il 3000. Dopo i soliti bufissimi botta & risposta con gli utentini del sito di Topolino, compare la pubblicità della ristampa di due vecchi volumi Disney dalla chiara fama, quindi, le storie.
Moby Dick [F. Artibani, P. Mottura, M. Andolfo]: Ecco la prima parte di quella che non si può definire, bensì
è una nuova Parodia alla moda di Martina, solo meno cinica. I paperi, infatti, prendono il luuungo romanzo di Melville e ne sintetizzano la trama e l'atmosfera, adattandola ai topoi (come sono profondo, oggi) delle classiche storie paperesche. Perciò, ecco che Paperino-Ismaele è un imbranato ricco di buona volontà, i nipotini-Quuequeg sono tre pestiferi pieni di risorse, Paperone-Achab è più motivato dai sentimenti che dalla follia, e altri personaggi che non vado a svelare si comportano secondo le loro attitudini naturali. Differiscono solo Paperoga, Ciccio e Archimede, che -grazie al cielo, secondo me-, sono stati inseriti apparentemente solo per coprire i ruoli degli ufficiali, senza rovinare l'atmosfera con qualche motore a reazione ante-litteram o divorando le scorte della nave.
Piacevole il fatto che Artibani, nelle didascalie, riprenda lo stile tipico dei romanzi.
Ottimi i disegni di Mottura, ricchi di atmosfera, particolareggiati, e caratterizzati da certe prospettive surreali che vanno d'accordo con i miei gusti personali; riguardo ai rimpianti su Mottura che diventa uguale a Celoni, io francamente non sono mai riuscito a distinguere i due stili, neanche prima, quindi non mi esprimo in merito.
I colori della Andolfo, di nuovo ottimi, e la tavolozza che ha scelto per la storia suggerisce al punto giusto le ambientazioni del porto, del mare aperto e del sottocoperta.
Aspettiamo il seguito per la storia vera e propria.
Segue l'intervista agli autori, pessima abitudine secondo me, visto che la infilano a metà della storia regalando qualche spoiler, ma per fortuna, i retroscena interessanti fanno perdonare il tutto.
Nonna Papera e il mitico granoturco tipico [A. Macchetto, C. Limido]: Tipica storiella di Macchetto, che anzi, forse merito del clima favorevole, butta giù qualche gioco di parole e gag simpatiche. Eppure Macchetto ha scritto Underground, mah.
Da pag. 80 a pag. 83, intervista a Marco Mengoni. Ve lo dico così la evitate.
Topolino e l'inseguimento all'ultima indicazione [G. Mazzoleni, R. Migheli]: Mh, nulla di che, uno sfogo di Mazzoleni contro quell'essere demoniaco che risponde al nome di GPS, che si conferma buono solo per essere buttato via. :-P
Noto poi una pubblicità di una mini-collana di raccolte fantasy.
Una ristampa semi-arricchita?
Andiamo al cinema: Il poliziesco [M. Bosco, G. Piras]: Sfottò demenziale dei polizieschi, carino. :-)
Paperino turista S.U.P.R.E.M.O. [M. & L. Shaw, A. B. Pujadas]: Gli autori stranieri amano ancora le classiche storie di scaramuccie e avventure quotidiane; per niente diversa da altre storie basate sulla stessa struttura, nulla da dire.
Tutto si conclude con due ciak concatenati tra di loro, ma personalmente ho smesso di sperare nei ciak. Da un sacco di tempo.
Buona lettuuuuraaaa!! ;-)