Franz ha scritto:Quanto alla storia in sé, fino a quando ho postato ieri avevo letto solo la prima metà.
Shame on you, Franz, shame on you.
No, davvero, sei venuto qui a criticare una storia, ampliando il discorso all'autore e allo stato attuale di "Topolino", senza nemmeno aver letto tutta la storia?
Comunque, adesso hai rimediato, peccato che poi hai peggiorato le cose nel commento qui sopra.
Franz ha scritto:
Poi ho letto la seconda metà (terza e quarta parte). Il Bambaragno, l'Africa e Venezia buttate lì in poche tavole tanto per fare scena, per tacere di Leonardo e Colombo. Così si fa un kolossal? Basta ambientare un paio di tavole in un paio di continenti diversi, citare due personaggi storici a caso, dire che hanno fatto il contrario di quello per cui sono famosi? E il motivo? Non è importante, basta che ci sia il sense of wonder.
Passando ai personaggi, se nella prima metà della storia era sfizioso vedere i personaggi classici in un mondo alternativo, per guarnire questo setting particolare, nella seconda metà devi fargli fare qualcosa. Pippo e Minnie sono solo un peso morto negli spostamenti di Topolino. Uma è solo un grillo parlante, che si attiva quando c'è da fare lo spiegone. E anche Bamba (che non mi fa più ridere), Curiazio (mi ha fatto ridere, però poi inutile come tutti).
E poi, signori, il Villain. Ecco, qui mi è dispiaciuto di avere solo una versione digitale del Topo.Un tablet non posso scaraventarlo dalla finestra, mentre con la rivista cartacea non mi sarei fatto problemi. Lì l'Organizzazione, il Razziatore, la Tempolizia, Scarpa, Gottfredson, Artibani e Barbucci si sono rivoltati nella tomba. Lì si è riproposta la magagna che io ho riscontrato in tutti i kolossal di Kasty che ho letto, e che ora grazie all'intervista di Bramo ha pure un nome: la scusa del sense of wonder. Sì, meravigliamoci, inventiamo nomi strani, mondi strani, personaggi strani, sbizzarriamoci con le quadruple. Poi però quando si tratta di tirare le fila dell'intreccio andiamo un po' a caso, mettiamoci un cattivone qualunque, un colpo di scena qualunque, tanto poi sui forum non lo chiameranno "qualunque" ma "classico".
Lol, ma ti ascolti? Dici di non essere accusato di nostalgia e citi ogni tre righe PKNA
Partiamo dall'ultima riga nel quote: il termine classico può avere due accezioni, quella di stampo grrodoniano (classico è qualcosa di sempre valido, indifferente allo scorrere del tempo, che può piacere sempre perchè attinge ad archetipi rinnovandoli sempre) oppure un'altra, quella che può essere sinonimo gentile di un qualcosa di ricorrente. Ora, Casty in senso generale è classico come lo intende Grrodon. Il colpo di scena della storia è classico in entrambe le maniere, e non capisco come fai a contestare in una storia di viaggi del tempo un finale così, dal momento che mi pare ovvio fin dall'inizio che qualcuno in qualche modo sia riuscito a pasticciare con lo scorrere del tempo, restava da capire chi e perchè. Se invece intendi [spoiler]l'identità di Binx[/spoiler], non mi pare un colpo di scena qualunque ma qualcosa che mi ha sorpreso piacevolmente.
Non capisco la storia del cattivone qualunque, volevi che fosse qualcuno che vedevamo durante la storia? Ok, ci poteva anche stare, ma questo non è un giallo. Nel
Caso Parallax, che non so se hai letto, Casty infatti fa così. Qui evidentemente non era l'obiettivo dell'autore seminare indizi per far intuire l'identità del cattivo, e a me va benissimo che sia un personaggio di cui non sappiamo nulla finchè non entra in scena. Anche perchè le motivazioni del suo atto sono stuzzicanti, proprio perchè classiche ed evocative.
Sulla velocità dei cambi di setting, se n'è parlato qua sopra con Portamantello... non nego che a un certo punto ci sia un avvicendarsi di cambi di ambientazione quasi repentino, ma questo per me non va a discapito della vicenda, anzi la movimenta.
Se ti pesa la parola "kolossal" (come, pare, la parola "classico"), possiamo eliminarla. Mi prendo la colpa di averla introdotta, riferendomi a questa avventura, fin dalla famigerata intervista... prendila come una storia di largo respiro. Non farti fisime del tipo "eh, questa dovrebbe essere un kolossal, e invece guarda qua che pasticcio, che frettolosità, eh ma non si può". E' una storia, una gran bella storia. E non è il fatto che ci siano cambi di setting (manco tanto repentini, poi... nella comunità di Curiazio ci stanno 8 tavole, a Venezia ci stanno 12 tavole. Non mi pare abbiano proprio fatto una toccata e fuga, dal momento che nel primo caso Casty mette in bocca a Topolino parole d'oro e nella città italiana offre uno spunto interessante che contribuisce a portare avanti la vicenda.
Personaggi storici: Colombo non è un elemento chiave della storia, serve solo a capire che nella storia alternativa non ha scoperto l'America ma l'America ha scoperto l'Europa. Non gli serviva più spazio di quello che ha.
Galileo è già più importante, e non riesco a capire la contestazione che muovi all'uso del personaggio nella storia. Ah, Casty fa dire a Topolino che Galileo è un genio, ti turba anche questo.
Comunque, l'uso di questi elementi contribuisce, checchè tu ne dica, a forgiare quell'atmosfera epica che la storia restituisce. Qual cosa migliore, in una linea temporale alternativa, di prendere personaggi e luoghi reali e mostrarli in una visione rovesciata? Pensa solo al Nixon di
Watchmen ancora in carica negli anni '80.
A proposito di
Watchmen, non ti ricorda qualcosa il quartier generale della Fenice, lì in quel posto isolato tra le nevi perenni?
Oddio, ho nominato Watchmen per ben due volte in una discussione su Casty, che eresia è? Forse che forse Casty ha scritto qualcosa che riesce ad avere punti in contatto con opere extra-Disney?
Ma qui ci torniamo sotto...
Sul sense of wonder: nonostante quello che vuoi far passare tu, quello non è una scusa per scrivere storie pasticciate, cosa che Casty non fa e men che meno fa stavolta. Il sense of wonder non è una cosa, è una predisposizione d'animo tanto nell'autore quanto nel lettore, e tu stesso dici che ami opere di autori visionari; visionarietà è un altro modo di dire sense of wonder. Al contrario di "kolossal", qui non mi pento di aver usato questo termine tra forum e intervista, perchè calza a pennello nella visione che ha Casty del suo lavoro. Che è ottima, la prova sono storie come questa. Il senso of wonder si sprigiona dalle cose belle che anche tu avrai apprezzato ma che ovviamente non citi, come l'immaginifica figura della Fenice (sia come concetto che come rappresentazione nel superbo tratto di Casty), come il viaggio nel tempo, come la realtà alternativa.
Non mi pare proprio che Casty sia saltato su dopo tutto questo con "è stato tutto un sogno" o con qualche trovata veloce alla mordi e fuggi: a me pare che tutto il dramma dell'intreccio porti dritto alla sua soluzione, che non mi ha affatto deluso ma che è potente, evocativa, scioccante, eroica, che ci mostra la Grande Avventura a fumetti.
Franz ha scritto:Capiamoci, ci sono parecchie opere che io adoro e sono fatte in questa maniera, ovvero dove la trama è solo un pretesto abbozzato per dar sfogo alla visionarietà dell'autore. Quelle sono opere pensate per me, per adulti, per avidi lettori, per nerd. Qui Casty stesso ci ha detto che la sua visione, le sue idee, il suo sense of wonder sono per bambini. E su un settimanale come Topolino non si può pretendere di più, dal sense of wonder. Dalla trama però sì. Per questo preferisco dei giocolieri della sceneggiatura come Faraci e Artibani, o anche Vitaliano, o in altri media gli autori di robe come Lost, Doctor Who, Batman, i bei film Pixar. Lì almeno qualcosa per me c'è, e mi sazia addirittura. E è per questo che mi disturba vedervi andare in brodo di giuggiole per Casty, un autore che non è per voi. Me lo posso spiegare soltanto se vi vedo come quei frequentatori di certi forum, malati di passato, ossessionati dalla purezza della tradizione, incapaci di lasciar andare.
Tanto per inquadrare definitivamente chi sono i nostalgici qui, chi è che oggettivizza i suoi vizi soggettivi.
Mamma mia, quando parlavi fumoso si intuiva solo che dicevi baggianate, qui c'è proprio la conferma.
Questo paragrafo è l'emblema del come non capire un autore. Come non capire le sue parole, i suoi intenti, quello che comunica con le sue storie e financo lo stato dell'arte di un'opera. E mi dispiace dirlo di te, che con i tuoi interessi variegati sia a fumetti che in altri linguaggi narrativi cerchi sempre di conoscere il più possibile di ciò che è valido. Ma qui hai infilato una cantonata dietro l'altra, in particolare in questo paragrafo.
Metto da parte la modestia per un attimo per essere più comodo nel parlare qui: l'intervista che ho fatto a Casty è ottimamente riuscita perchè l'autore spiega egregiamente il suo punto di vista sul fumetto in generale e su quello Disney in particolare, sulla figura di Topolino, sulle sue ispirazioni Disney ed extra-Disney... Non vedo come si possa equivocarlo. Il punto che continui ostinatamente ad indicare te, il sense of wonder, non può essere usato - proprio da te, poi! - come accusa perchè non è una cosa per bambini, cacchio! Il sense of wonder c'è in ogni singola cosa che hai elencato qui sopra, da
Lost alla Pixar. E' la capacità di creare mondi fantastici ma plausibili, personaggi eccezionali che pur assomigliando all'uomo comune lo trascendono, avventure meravigliose ed eccezionali... Gaiman, King, Asimov, Lost, i film Ghibli, Batman, i Pixar, i Classici Disney, Zack Snyder, Terry Gilliam, Jeff Smith fanno la stessa identica cosa e li ami, porca puttana! Li ami! E fai bene, perchè col loro sense of wonder applicato ai romanzi, film, telefilm, animazione - al servizio della storia - ti hanno saputo trasmettere grandi emozioni. Ognuno con la sua peculiarità, il suo stile, il suo genere narrativo.
"Quelle sono opere pensate per me, per adulti, per avidi lettori, per nerd" è una cazzata. Il target di riferimento di un'opera è il male, ma capisco che per le storie Disney sia sempre un argomento scottante. Inizio ricordando che la maggior parte dei libri di Gaiman per la Mondadori sono "per ragazzi", così come i romanzi di Harry Potter per la Salani, ma qui o altrove nessuno con un po' di senno oserebbe dire che quelle opere non sono fruibili anche da noi nerd o da adulti amanti del bello e dotati di sense of wonder. Stessa cosa vale per i film d'animazione, che ogni anno puntualmente un Grrodon o un Breda incappano nel tipo del cinema che in riferimento al Ghilbli o al Pixar di turno si sentono dire "è per bambini".
Franz, stai diventando come i cassieri del cinema?
Il dubbio qui in particolare viene dalle parole di Casty che avevano stranito anche Grrodon, ma che mi pareva di aver già spiegato comunque. E' *ovvio* (forse no?) che Casty e anche gli autori che tu hai detto di apprezzare pensino al pubblico di maggior riferimento per la testata. Maddai?!? Lo sai che lo fanno anche Faraci, Vitaliano e Artibani, che tu giustissimamente lodi? La bravura di costoro e, mi spiace ripetertelo, di Casty è quello di saper scrivere una storia che sia fruibile anche da chi bambino non è più. Anche dall'adulto abituato a ben altre storie e ben altri fumetti, anche dal nerd che ha la collezione di Gottfredson, Barks e
Sandman. Per questo dire che le idee di Casty è il suo sense of wonder non sono pensati per noi è una kolossal(e) cazzata, perchè semplicemente non è vero. Perchè se tu mostrassi un po' di onestà intellettuale ti accorgeresti che la trama della
Marea dei Secoli è solida, è ottima... può starci che il finale non ti abbia convinto al 100% ma, ripeto, non avrebbe dovuto convincerti il finale del 90% di avventure di viaggi nel tempo. E' un'avventura che tu puoi far leggere potenzialmente a chiunque, e questo lo apprezzerà. A patto che non si chiami Franz, a 'sto punto. Ma ai fini del campione statistico posso non tenerne conto, e argomentare dicendo che la storia offre così tanti spunti e piani di lettura che è davvero una delle cose migliori della produzione del Castellan. Non hai citato i temi della storia una volta che è una, perchè? Non parlo dei comunellisti, che per quanto sia una battuta ottima è una finezza e nulla più: parlo della libertà, dell'amicizia, dell'eroismo dell'uomo comune, dell'importanza delle differenze individuali che ci uniscono più di un'uguaglianza imposta, del pericolo della dittatura... Cacchio, questi sono proprio temi che vanno forte nei Bambini Svegli delle Elementari, la storia è proprio scritta per loro! Non è che forse la storia puòessere fruibile tanto da loro, sperando che inizino a coglierne gli spunti profondi, così come dai grandi e dai nerd? Non è che forse cose come questa hanno la stessa dignità di Gottfredson e Scarpa, o anche di PKNA che già introduce temi importanti e non scontati nelle sue storie?
Nulla di queste cose hai evidenziato, perchè? Non sarà che forse leggi ogni nuova storia di Casty già con i pregiudizi, o perlomeno attento a cogliere le cose che per te non vanno o che anche sono deboli nella storia bypassando automaticamente ciò che c'è di valido?
Perchè dire che Casty non è un autore per noi è lo stesso di dirlo per Faraci, Artibani ecc quando scrivono per Disney, eh... ed è lo stesso del Gaiman di Coraline, di
Porco Rosso, del Papero del Mistero e di tutte quelle cose che apprezziamo perchè hanno valore ma che sono rivolte ai ragazzi. Peccato che siano cose scritte così bene da poter essere apprezzabili anche dagli adulti e dai nerd.
A mio parere,
La Marea dei Secoli è l'esempio classico della negazione di quanto affermi, Franz. Quando dico che è una delle cose migliori di Castellan, lo dico perchè è l'emblema della storia Disney che trascende la sua etichetta, qualunque significato le si voglia dare. Casty qui si spinge più in là di qukaunque altra sua storia, anche del
Mondo che Verrà o di
Tutor, perchè stavolta mostra senza remore non solo un mondo allo sbando (quello lo faceva anche in
Tutor e nell
'Isola di Quandomai) ma ne osserva anche le cause. Cazzo, osserva il mondo REALE e proietta le possibili conseguenze. Ma stavolta invece che concentrarsi solo sulle politiche ambientali (comunque lodevoli) offre uno spaccato socio-politico che allude alle dittature del 900, che mostra come quel passato può tornare facilmente, come la tentazione di riscrivere la storia sia sempre dietro l'angolo. Di più, evidenzia come le cose più abominevoli possono nascere dalle intenzioni migliori, e come un folle possa essere dotato di una lucida follia. Dirai: nulla di nuovo sotto il sole. Rispondo: per i bambini magari è nuovo. Torniamo al discorso del target? No, ti prego, mi basta rispondere che certi messaggi fanno benissimo anche agli adulti fatti e finiti, dà retta. E non sono mai scontati. Il rischi c'è, ma guarda un po'!, Casty lo evita costruendo un intreccio fantascientifico/fantapolitico/distopico che richiama opere "altre" come
V per Vendetta o
1984. Mischiati però a tante altre influenze provenienti un po' da tutti i media.
Casty è bravo perchè ha una grande capacità di raccontare storie belle (che siano gialli, fantascienza, storie ambientalistiche, storie di ampio respiro) che sono fruibili da tutte le età. Magari in modi diversi, come è giusto che sia per chi scrive per ragazzi e non solo. Che è iù difficile che scrivere solo per i "non solo" a cui alludi tu. Occorre saper tenere conto delle sensibilità diverse per ogni età di lettori, saper offrire più livelli di comprensione e comunicare belle cose a tutte le fasce di pubblico. Casty lo fa.
Casty affabula, costruisce storie complesse ed epiche, fa tornare la grande avventura nella vita di Mickey Mouse ma riesce a farlo mantenendo il tanto vituperato sense of wonder, che gli consente di mettere sul tavolo anche la sua giocosità di fondo, che quasi mai manca nella sua produzione, e che riesce ad amalgamare perfettamente con l'epicità degli eventi di storie come questa.
A tutto questo, quando lo ritiene il caso, riesce ad aggiungere il suo disegno che in storie di particolare rilevanza come TOC è perfetto perchè mette nero su bianco la sua potenza immaginifica e tutto l'universo di dettagli che ha creato.
Franz ha scritto:Parlo fumoso perché c'è già stato un periodo in cui parlavo chiaro, e non è andato a finire bene.
La tesi che non regge è che la rivista Topolino sia in gran forma, che tutto vada bene, che non c'è nulla da rimpiangere, da far meglio, che la qualità del Topo possa competere con quella della produzione fumettistica nazionale e internazionale anche non per ragazzi/non umoristica (è stato detto, in chat, e sostenuto con vigore e arroganza. Purtroppo senza pudore). Le balle a sostegno sono cose del tipo "è meglio di PKNA", "capolavoro", "kolossal che entra negli annali", "potenza evocativa incommensurabile", "fior fior di autori" (per citare solo quelle dette in questa pagina del thread, non andrò a indagare ancora più indietro).
Mi dispiace averlo dovuto ripetere per l'ennesima volta, ma me l'hai chiesto tu.
Franz ha scritto:(PKNA #14 di Artibani/Barbucci, tanto per ricordarci cosa sono i "fior fior", e per ricordarci che questi fior fior ancora oggi, fuor di Disney, producono eccellenti storie&disegni per ragazzi e umoristici. Quindi risparmiatevi le accuse di nostalgia)
I fior fior che ti mancanola De Poli li sta facendo tornare, perchè non lo dici? Barbucci no, ok, ma Faraci? Artibani? Sciarrone? la Ziche? Pezzin, fra un po'? Deve farti resuscitare Gottfredson, Barks e Scarpa perchè tu dica che la direttrice opera bene? O adesso dirai che sì, Artibani è tornato ma in Disney non farà più niente di buono perchè lavora anche ad altro. Stesso discorso che potresti fare per Silvia, per Tito...
La De Poli ha fatto un mezzo miracolo nell'ultimo anno del "Topo", perchè non lo vedi? Forse perchè non segui settimanalmente il giornale? Io nemmeno, ma seguo dal sito della rivista e dai forum l'andamento, e mi sono accorto che in questo 2011 ho comprato il Topo un sacco di volte. E la mia regola è di comprarlo solo quando c'è un autore che mi piace. La logica suggerisce che...?
Che abbiamo la coppia Radice/Turconi che continua a far meraviglie su meraviglie e te le stai perdendo, e loro invece incarnano in moso splendido il giusto modo di intendere e scrivere Disney con tutti i crismi, e forse sono il meglio in circolazione attualmente. Che abbiamo Casty che piace a tutti e non mi ripeto sui perchè. Che c'è Gagnor che quando ci si mette scrive storie davvero pregevoli e divertenti. C'è Vitaliano che fa ridere di gusto e poi è capace di piazzarti una saga come il
Pianeta T che pur con i suoi difetti segna un traguardo importante. C'è Tito che tra
Novecento, il
Regno dei Due Laghi e una storia particolarissima con Amelia e Archimede ti ricorda che sa padroneggiare molto bene l'universo disneyano. C'è Artibani che si sta reintegrando in fretta.
Certo che se punti il dito contro le brevi di 4 pagine, contro Asteriti, contro le rubrichette, contro la ripetetività di Cimino hai vita facile nello smontare la qualità del giornale... ma l'onestà intellettuale ti imporrebbe di tenere conto del ben di Dio che ti ho elencato sopra, unito a una politica che privilegia l'attenzione verso l'attualità italiana e internazionale che si sviluppa in progetti transmediali che comprendono storie a tema, rubriche, concorsi, articoli ecc, ed è un'impronta questa che rende il "Topo" esportabile in comunicati stampa che ne aumentano il tono e il livello anche agli occhi del pubblico generalista.
Il tutto all'insegna della qualità e del tutelare i propri autori di punta, come ben ha dimostrato lo stand Disney a Lucca, il volume
Disney d'Autore e gli editoriali della De Poli su vari numeri del settimanale.