[Topolino] Annata 2011

Gottfredson, Barks, Scarpa, Rosa, la scuola italiana, con un occhio di riguardo anche ai Disney spillati. Perché ricordiamo che il Sollazzo nasce qui, grazie a un certo papero mascherato...
  • "Topolino e la marea dei secoli"
    Ovverosia: "cosa succede quando Walt Disney incontra capitan Harlock"

    Ci sono qui nerdacci "peggiori" di me ( :P ) che la sviscereranno molto meglio, per cui mi limito a dire che questa storia è carica di pathos come non mi accadeva da tempo di vedere nel topo, crete scene con la Fenice sono di una potenza evocativa incommensurabile

    E Minni/Emeraldas, con la sua Alcadia e tutto il resto, sono un inside joke da leccarsi i baffi, tutta la storia ha un sapore matsumotiano, senza averne anche la pesantezza.

    Consigliatissima a chi abbia voglia di vedere come si fa innovazione e tradizione in un colpo solo
    La mia gallery su Deviant Art (casomai a qualcuno interessi =^__^=)
  • Conclusasi Topolino e la Marea dei Secoli, passiamo alle considerazioni finali. L'ultimo kolossal di Casty è sicuramente un'ottima storia, in cui l'autore come al solito mixa tematiche, idee e persino cliché in modo originale e divertente, costruendo una trama avvincente senza perdere quella giocosità (meraviglia l'arrembaggio di Minni!) e quel sense of wonder che gli sono tanto cari e che costituiscono il suo marchio di fabbrica.
    La battuta sui comunellisti passerà alla storia, le tematiche sono di spessore, le ambientazioni variegate e fantasiose, i personaggi ben caratterizzati: e come bonus abbiamo le più disparate citazioni, non ultima quella ai Mercoledì di Pippo o i vari "topoi" come la civiltà utopica e l'ormai consueto nick di Gambadilegno, la cui apparizione rimanda alla castyana Il Dono di Xamoc (lol, le guanciotte). Immancabile poi la trollata intelligente, espediente con il quale si giustifica in modo originalissimo una scena apparentemente telefonatissima e stereotipata (nello specifico, il tradimento di Binx).
    Il comparto grafico pure è superlativo: Casty non si risparmia, specie nelle quadruple utili per le scene più concitate, come l'assalto della Fenice, e soprattutto per le bellissime location, che variano tema dal fantascientifico all'esotico, scatenando la vena visionaria del Castellan.
    Potrebbe esserci qualcosa che non va in questa storia?
    Sì.
    Purtroppo la trama è poco equilibrata: il ritmo è troppo veloce, i troppi i passaggi da una location a un altra, per quanto belli e caratterizzati, tolgono lo spazio all'azione. Così come lo tolgono i discorsi di Topolino, sicuramente belli e doverosi ma troppo sbandierati e per questo un po' troppo retorici: di gran lunga più riusciti i discorsi pregni ma concisi della Citta Taciturna o del Mondo Che Verrà. La sensazione, insomma, è che Casty si sia fatto prendere un po' troppo la mano dalle tematiche e dalle moltissime idee, che rimangono ottime ma che forse offuscano eccessivamente una trama che meritava di essere tanto protagonista quanto i succitati elementi. Per capirsi, nella mitica Neve Spazzastoria il messaggio è chiarissimo e la trama, proprio perché curata e messa in risalto, lo veicola in modo efficacissimo. Questo qui non avviene ed è un peccatone, perchè altrimenti si sarebbe davvero arrivati al Capolavorone indiscusso: così non è, ci dobbiamo accontentare di una storia ottimona di un autore che sa osare e se lo può permettere. E' anche per questo che è un grande.



    Franz ha scritto: La vignetta zichica è lol, e io voglio vederci una frecciatina a difesa dei vecchi tempi...
    Lol bellissima, ma più che una difesa ai vecchi tempi (quali? PKNA o in generale?) ci ho visto proprio SATIRA tout court nei confronti dell'ipersfruttamento del personaggio...
  • Su Casty quoto Portamantello parola per parola.

    Due righe, invece, su DD e sul Cavazzano danese: il primo è pikapposo e per ora mi aggrada (sono rimasto fermo alla storia su Van Gogh, ma da quel che ho capito non è successo nulla di eclatante fino ad oggi); il secondo è Cavazzano e mi aggrada sempre, pertanto ne voglio ancora, anche se si tratta di storielle senza pretese (il Cavazza le trasforma in storielle belle e senza pretese).
    Immagine
    Ottimo lavoro.
  • Topolino # 2919

    Immagine

    Tornato fresco fresco (si fa per dire...) da Lucca, il primo giorno del rientro nella vita normale è stato allietato dal "Topo" di questa settimana, comprato per potermi gustare la conclusione del kolossal di Casty.

    Immagine Immagine

    Topolino e la Marea dei Secoli - Terza e Quarta Parte (Casty) ci regala un Casty che non delude, che nell'intervista che gli ho fatto per Lo Spazio Bianco dimostrava di tenere in modo particolare a questa avventura e di ritenerla addirittura la sua storia migliore. Non so se condividere il suo parere, ma sicuramente anch'io penso che La Marea dei Secoli sia una delle prove più riuscite nel panorama delle storie dell'autore.
    Il motivo è presto detto: c'è tutto. Tutto quello che dovrebbe esserci in un'ottima storia Disney, tutto quello che mi piace trovare in un'avventura di Mickey Mouse, e praticamente tutta la gamma di emozioni che un'opera narrativa ha il potere di scatenare. Nella quattro parti che compongono la storia abbiamo infatti un pericolo di livello mondiale, un Topolino in perfetto equilibrio tra l'essere l'eroe ma anche simpatico e uomo comune che si trova in eventi più grandi di lui, tematice forti e importanti trattate in modo nient'affatto scontato, comprimari gestiti benissimo, il sapore della grande avventura, un pizzico di satira collegata ai temi presenti, ottimi dialoghi e disegni che in alcune vignette fanno cascare la mascella a terra.
    Dopo aver gettato le basi, nelle prime due puntate, per costruire il suo intreccio, nella seconda metà della storia Casty porta brillantemente a termine la sua opera, prendendosi tutto lo spazio che gli serviva per orschestrare la trama. L'idea che l'Africa, il Mediterraneo e Venezia siano usati come pattumiera del mondo o come laboratori in cui riversare manipolazioni genetiche fallite è inquietante, ma purtroppo prospettive del genere non sono neanche così fantascientifiche, mentre ovviamente il cuore del messaggio che l'autore vuole consegnarci lo troviamo nella quarta parte, quando Topolino si confronta finalmente con la Fenice, quando si affronta chiaramente il tema della riscrittura della Storia e soprattutto quello dell'uguaglianza imposta, che già si era osservato nello scorso numero. E' questa una tesi complessa, specie da trattare sul "Topo", perchè viene infatti spontaneo pensare che l'uguaglianza tra cittadini sia la chiave perchè ognuno sia libero. Ma se questo vale - o per meglio dire, dovrebbe valere - a livello di giustizia legale, a livello sociale un'uguaglianza assoluta che non tiene conto delle differenze personali e accomuna tutti sotto l'egida di qualcosa (che può essere la moda, o può essere un acceso nazionalismo) non si chiama "libertà" ma si chiama "conformismo" che in casi limite può sfociare nall'annullamento delle differenze personali che sono invece il tesoro prezioso di ciascuno.
    Il finale dell'avventura, col colpo di scena che mi ha preso di sorpresa e con l'epico ripristino dello status quo, appaga senza dubbio il lettore perchè conclude in maniera eccellente una storia importante e significativa, non solo nell'ambito della produzione di Casty ma anche per il fumetto Disney.

    I disegni sono un capitolo a parte: se in alcune vignette dello scorso numero non mi avevano convinto moltissimo, offrendo comunque anche cose buonissime come certi sfondi e certe espressioni di Mickey, in questa seconda metà l'autore offre spettacolo puro che raggiunge il vertice nella rappresentazione della Fenice in volo, che fonde bel disegno e atmosfera per creare vignette che arrivano dritte alle emozioni del lettore. Per non parlare delle ambientazioni, come la spettrale Venezia o il Mediterraneo o gli interni dei palazzi... insomma, anche graficamente siamo su alti livelli e ne sono contento.
    PORTAMANTELLO ha scritto: Purtroppo la trama è poco equilibrata: il ritmo è troppo veloce, i troppi i passaggi da una location a un altra, per quanto belli e caratterizzati, tolgono lo spazio all'azione. Così come lo tolgono i discorsi di Topolino, sicuramente belli e doverosi ma troppo sbandierati e per questo un po' troppo retorici: di gran lunga più riusciti i discorsi pregni ma concisi della Citta Taciturna o del Mondo Che Verrà. La sensazione, insomma, è che Casty si sia fatto prendere un po' troppo la mano dalle tematiche e dalle moltissime idee, che rimangono ottime ma che forse offuscano eccessivamente una trama che meritava di essere tanto protagonista quanto i succitati elementi. Per capirsi, nella mitica Neve Spazzastoria il messaggio è chiarissimo e la trama, proprio perché curata e messa in risalto, lo veicola in modo efficacissimo. Questo qui non avviene ed è un peccatone, perchè altrimenti si sarebbe davvero arrivati al Capolavorone indiscusso: così non è, ci dobbiamo accontentare di una storia ottimona di un autore che sa osare e se lo può permettere. E' anche per questo che è un grande.
    Mmm... sai che io non ho visto la trama sacrificata da temi e spostamenti? Io ci ho visto la trama dentro ai temi e agli spostamenti. Che il racconto possa essere a un certo punto un po' concitato per il passaggio dallo Yucatan all'Africa a Venezia lo riconosco anch'io, ma i cambi di location non sono fini a se stessi e anzi come i livelli di un videogioco fanno procedere l'avventura.
    Sulle tematiche, come dici te e come ho ribadito io qui sopra sono importanti e forti, ma non direi che offuscano la trama... ne sono parte integrante. I discorsi di Topolino non li ho trovati retorici, e a parte la maggior brevità non ho riscontrato troppe differenze tra quello che fa al popolo di Curiazio e quello che fa ai ribelli della Città Taciturna. La sintesi è una buona cosa, certo, ma in rapporto alla diversa lunghezza delle due avventure e all'importanza che evidentemente Casty voleva dare a certe tematiche, direi che quel discorso e anche il dialogo veramente illuminante tra il protagonista e il villain verso la fine siano necessari, non tediosi e nemmeno retorici.

    Immagine

    Il settimanale offre comunque almeno un'altra storia valida. E' la seconda prova di Francesco Artibani sul "Topo" dopo il suo ritorno di qualche mese fa, e lo fa riprendendo in mano il ciclo ideato anni fa da Vitaliano e Bosco, cioè DoubleDuck. DoubleDuck Agente Zero - Nemico Pubblico (Artibani/Mazzarello) è la nuova saga che vede protagonista la versione 007 di Paperino. Artibani, per sua stessa ammissione sul forum del Papersera, tratta questo tipo di storie rifacendosi all'atmosfera di PKNA e devo dire che la cosa si sente molto, soprattutto nelle prime tavole che precedono quella con il titolo. In fondo DD concettualmente si è sempre rifatto molto a PK, vuoi per tipo di sceneggiature e dialoghi, vuoi per l'impostazione grafica, e l'autore IMHO non sbaglia quindi a ripescare i fasti delle new adventures del papero mascherato, piegandole all'ambientazioni spionistica che fa da cornice a DD.
    La storia in questione è ovviamente solo la prima parte del nuovo pasticcio in cui si trova Paperino, ma il modo in cui Paperino agisce e parla è veramente perfetto, e anche il rapporto con Paperina è ben descritto. Un inizio molto promettente e riuscito.
    Disegni buoni, anche se Mazzarello continua a non convincermi mai del tutto.

    Infine il numero contiene La Posta del Cuore di Dinamite Bla - Il Primo Appuntamento (Gagnor/Soldati) che comse sempre riesce a strappare qualche sorriso, e la danese di turno, Paperino e il Vaso del Mistero (Transgaard/Cavazzano), che come trama non è neanche brutta o scontatissima... cioè, lo spunto forse lo è ma viene gestito bene a suon di riferimenti a X-Files, al Paperino pieno di sè ecc, e il finale mi ha anche divertito. Ma ovviamente il tutto è nobilitato da Giorgio Cavazzano alle matite, che fa sempre un gran bene a qualunque storia. Il disegno è sempre curato, ben fatto, il suo Paperino è sempre meraviglioso e anche i comprimari sono rappresentati benissimo. Sempre un Maestro.
    Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
    Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...

    LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!

    SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
    Twitter | Facebook
  • Bramo ha scritto: Mmm... sai che io non ho visto la trama sacrificata da temi e spostamenti? Io ci ho visto la trama dentro ai temi e agli spostamenti. Che il racconto possa essere a un certo punto un po' concitato per il passaggio dallo Yucatan all'Africa a Venezia lo riconosco anch'io, ma i cambi di location non sono fini a se stessi e anzi come i livelli di un videogioco fanno procedere l'avventura.
    Non mi pare che l'avventura proceda, certi cambi di scena sono davvero fugacissimi e si sarebbe potuto risparmiare sulle inevitabili scene di raccordo per qualche scena d'azione in più.

    Sulle tematiche, come dici te e come ho ribadito io qui sopra sono importanti e forti, ma non direi che offuscano la trama... ne sono parte integrante.
    E invece è proprio perché non sono parte integrante della trama che la offuscano. La cosa è evidente solo ripensando ad altre storie di Casty: le tematiche sono anche lì, ma ci sono mostrate e spiegate più attraverso la vicenda e le scelte dei personaggi, mentre ai discorsi è riservato ben altro ruolo, ora mettono in moto l'azione (Città Taciturna), ora riassumono il messaggio (Il Mondo Che Verrà) o forniscono la chiave di lettura (Neve Spazzastoria). In questa storia invece Topolino velicola il messaggio ma non lo dimostra, cosa che non è effettivamente necessaria in ogni tipo di storia ma, per la costruzione e i presupposti della trama, lo era in questa.

    direi che quel discorso e anche il dialogo veramente illuminante tra il protagonista e il villain verso la fine siano necessari, non tediosi e nemmeno retorici.
    Giusto, questo volevo dirlo meglio: nessuno dei due casi è tedioso o retorico. Ma *insieme* lo sono. Se ne poteva scegliere uno e tagliare l'altro.
  • Letta ieri notte.

    O__O

    Meglio di PKNA, mi sa.

    Su sto settimanale stanno succedendo cose moooolto interessanti da un po' di tempo a questa parte. E siamo spettatori di un momento storico per il fumetto Disney, secondo me, data la concentrazione di autori straordinari, gente con ambizione, graphicnovellari. Di solito fermento artistico chiama fermento artistico per cui sono proprio curioso di vedere come lo scenario di autori reagirà a tutto questo. Ma se tanto mi dà tanto andremo solo in crescendo.
  • Ad una prima lettura completa concordavo con PORTAMENTELLO, ma l'ho riletta più volte e man mano che la rileggevo mi piaceva sempre di più. E l'ho riletta così tante volte che adesso la considero un capolavoro.
    Devo farmi curare.
    Le persone dimenticheranno quanto detto, quanto fatto, ma non dimenticheranno MAI come le hai fatte sentire (cit.)
  • Dovete tutti farvi curare.
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • Parlando oggettivamente, la storia è ottima, ma è molto inferiore alla media Castiana (io ho trovato superiore anche Topolino e la rivolta delle didascalie).
    A meno che col tuo post non intendessi che la storia fa schifo al cubo :P
    Le persone dimenticheranno quanto detto, quanto fatto, ma non dimenticheranno MAI come le hai fatte sentire (cit.)
  • In effetti mi piacerebbe leggere il parere di Elik. Anche se lo temo, oh, se lo temo. :P
  • Cartoonmania ha scritto:Parlando oggettivamente, la storia è ottima, ma è molto inferiore alla media Castiana (io ho trovato superiore anche Topolino e la rivolta delle didascalie).
    A meno che col tuo post non intendessi che la storia fa schifo al cubo :P
    No, affatto. Parlando oggettivamente la storia è normale (cioè, è particolare, ma non è granché riuscita), e siete da ricovero perché pochi di voi sono davvero stati oggettivi nel commentarla. Il che mi conferma con sempre maggiore certezza (nonostante ogni volta che esce una sua nuova storia gli dò [e vi dò] un'altra possibilità), come ogni volta che si è parlato di Casty in termini entustiastici (come quelli di adesso) erano colossali balle, dette a difesa di una tesi che non ha mai retto ma che evidentemente è dura a morire. E più mi ostino a criticarla meno accennerà ad affievolirsi, quindi per il bene della dignità di tutti lasciamo stare :P
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • Franz ha scritto:(cioè, è particolare, ma non è granché riuscita)
    [...]
    colossali balle dette a difesa di una tesi che non ha mai retto ma che evidentemente è dura a morire.
    Tu parli fumoso, ma quel poco che si intuisce sono scempiaggini :P
    Primo: vorresti spiegare alla gentile platea i motivi per cui secondo te la storia non è granchè riuscita?
    Secondo: quale sarebbe la tesi che non regge, e queli le argomentazioni (pardon, colossali balle) a sostegno di essa?
    Per questo secondo punto, una mezza idea potrei anche averla, eh... -_-

    Invece mi trovo particolarmente d'accordo col discorso che fa Grrodon, come si diceva oggi a Paderno:
    Grrodon ha scritto: Su sto settimanale stanno succedendo cose moooolto interessanti da un po' di tempo a questa parte. E siamo spettatori di un momento storico per il fumetto Disney, secondo me, data la concentrazione di autori straordinari, gente con ambizione, graphicnovellari. Di solito fermento artistico chiama fermento artistico per cui sono proprio curioso di vedere come lo scenario di autori reagirà a tutto questo. Ma se tanto mi dà tanto andremo solo in crescendo.
    Alla faccia dei soliti nostalgiconi del "Topolino non è più come una volta" dove "una volta" è un periodo random solitamente legato all'infanzia di ciascuno, l'attuale periodo è più roseo che mai, e basterebbe pensare al fior fiore di autori che lavorano sul "Topo" e guardare a come ci lavorano per capire che l'impostazione che il settimanale ha preso negli ultimi mesi, direi da un annetto o poco meno a questa parte sia davvero l'ideale.
    Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
    Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...

    LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!

    SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
    Twitter | Facebook
  • Parlo fumoso perché c'è già stato un periodo in cui parlavo chiaro, e non è andato a finire bene.
    La tesi che non regge è che la rivista Topolino sia in gran forma, che tutto vada bene, che non c'è nulla da rimpiangere, da far meglio, che la qualità del Topo possa competere con quella della produzione fumettistica nazionale e internazionale anche non per ragazzi/non umoristica (è stato detto, in chat, e sostenuto con vigore e arroganza. Purtroppo senza pudore). Le balle a sostegno sono cose del tipo "è meglio di PKNA", "capolavoro", "kolossal che entra negli annali", "potenza evocativa incommensurabile", "fior fior di autori" (per citare solo quelle dette in questa pagina del thread, non andrò a indagare ancora più indietro).
    Mi dispiace averlo dovuto ripetere per l'ennesima volta, ma me l'hai chiesto tu.

    Quanto alla storia in sé, fino a quando ho postato ieri avevo letto solo la prima metà. Poi ho postato qui, mi sono sentito un po' in colpa per l'acredine e per il fatto di aver parlato senza aver letto la storia completa.
    Allora sono corso a leggere la storia integrale (rileggere la prima metà e leggere la seconda).
    Mentre rileggevo la prima metà il senso di colpa si faceva più forte: "però, questo setting è davvero spettacolare. Dai, Franz, non puoi negare che questa sia l'Avventura topolinesca con la A maiuscola. E poi queste piccole intuizioni geniali, come i comunellisti, il presidente totale, le analogie con il nostro presente [a proposito, da ieri sera è il nostro passato :beer: ], il mistero di fondo che mette pure una leggera ansia". Certo la sensazione che fosse la brutta copia di Carpe Diem (PKNA #14 di Artibani/Barbucci, tanto per ricordarci cosa sono i "fior fior", e per ricordarci che questi fior fior ancora oggi, fuor di Disney, producono eccellenti storie&disegni per ragazzi e umoristici. Quindi risparmiatevi le accuse di nostalgia) non era svanita. Però, mi dicevo, perché non provare lo stesso concept anche per Topolino, su Topolino rivista? Ci sta.

    Poi ho letto la seconda metà (terza e quarta parte). Il Bambaragno, l'Africa e Venezia buttate lì in poche tavole tanto per fare scena, per tacere di Leonardo e Colombo. Così si fa un kolossal? Basta ambientare un paio di tavole in un paio di continenti diversi, citare due personaggi storici a caso, dire che hanno fatto il contrario di quello per cui sono famosi? E il motivo? Non è importante, basta che ci sia il sense of wonder.
    Passando ai personaggi, se nella prima metà della storia era sfizioso vedere i personaggi classici in un mondo alternativo, per guarnire questo setting particolare, nella seconda metà devi fargli fare qualcosa. Pippo e Minnie sono solo un peso morto negli spostamenti di Topolino. Uma è solo un grillo parlante, che si attiva quando c'è da fare lo spiegone. E anche Bamba (che non mi fa più ridere), Curiazio (mi ha fatto ridere, però poi inutile come tutti).
    E poi, signori, il Villain. Ecco, qui mi è dispiaciuto di avere solo una versione digitale del Topo.Un tablet non posso scaraventarlo dalla finestra, mentre con la rivista cartacea non mi sarei fatto problemi. Lì l'Organizzazione, il Razziatore, la Tempolizia, Scarpa, Gottfredson, Artibani e Barbucci si sono rivoltati nella tomba. Lì si è riproposta la magagna che io ho riscontrato in tutti i kolossal di Kasty che ho letto, e che ora grazie all'intervista di Bramo ha pure un nome: la scusa del sense of wonder. Sì, meravigliamoci, inventiamo nomi strani, mondi strani, personaggi strani, sbizzarriamoci con le quadruple. Poi però quando si tratta di tirare le fila dell'intreccio andiamo un po' a caso, mettiamoci un cattivone qualunque, un colpo di scena qualunque, tanto poi sui forum non lo chiameranno "qualunque" ma "classico".
    Capiamoci, ci sono parecchie opere che io adoro e sono fatte in questa maniera, ovvero dove la trama è solo un pretesto abbozzato per dar sfogo alla visionarietà dell'autore. Quelle sono opere pensate per me, per adulti, per avidi lettori, per nerd. Qui Casty stesso ci ha detto che la sua visione, le sue idee, il suo sense of wonder sono per bambini. E su un settimanale come Topolino non si può pretendere di più, dal sense of wonder. Dalla trama però sì. Per questo preferisco dei giocolieri della sceneggiatura come Faraci e Artibani, o anche Vitaliano, o in altri media gli autori di robe come Lost, Doctor Who, Batman, i bei film Pixar. Lì almeno qualcosa per me c'è, e mi sazia addirittura. E è per questo che mi disturba vedervi andare in brodo di giuggiole per Casty, un autore che non è per voi. Me lo posso spiegare soltanto se vi vedo come quei frequentatori di certi forum, malati di passato, ossessionati dalla purezza della tradizione, incapaci di lasciar andare.
    Tanto per inquadrare definitivamente chi sono i nostalgici qui, chi è che oggettivizza i suoi vizi soggettivi.
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • Franz ha scritto:Quanto alla storia in sé, fino a quando ho postato ieri avevo letto solo la prima metà.
    Shame on you, Franz, shame on you.
    No, davvero, sei venuto qui a criticare una storia, ampliando il discorso all'autore e allo stato attuale di "Topolino", senza nemmeno aver letto tutta la storia? -_-
    Comunque, adesso hai rimediato, peccato che poi hai peggiorato le cose nel commento qui sopra.
    Franz ha scritto: Poi ho letto la seconda metà (terza e quarta parte). Il Bambaragno, l'Africa e Venezia buttate lì in poche tavole tanto per fare scena, per tacere di Leonardo e Colombo. Così si fa un kolossal? Basta ambientare un paio di tavole in un paio di continenti diversi, citare due personaggi storici a caso, dire che hanno fatto il contrario di quello per cui sono famosi? E il motivo? Non è importante, basta che ci sia il sense of wonder.
    Passando ai personaggi, se nella prima metà della storia era sfizioso vedere i personaggi classici in un mondo alternativo, per guarnire questo setting particolare, nella seconda metà devi fargli fare qualcosa. Pippo e Minnie sono solo un peso morto negli spostamenti di Topolino. Uma è solo un grillo parlante, che si attiva quando c'è da fare lo spiegone. E anche Bamba (che non mi fa più ridere), Curiazio (mi ha fatto ridere, però poi inutile come tutti).
    E poi, signori, il Villain. Ecco, qui mi è dispiaciuto di avere solo una versione digitale del Topo.Un tablet non posso scaraventarlo dalla finestra, mentre con la rivista cartacea non mi sarei fatto problemi. Lì l'Organizzazione, il Razziatore, la Tempolizia, Scarpa, Gottfredson, Artibani e Barbucci si sono rivoltati nella tomba. Lì si è riproposta la magagna che io ho riscontrato in tutti i kolossal di Kasty che ho letto, e che ora grazie all'intervista di Bramo ha pure un nome: la scusa del sense of wonder. Sì, meravigliamoci, inventiamo nomi strani, mondi strani, personaggi strani, sbizzarriamoci con le quadruple. Poi però quando si tratta di tirare le fila dell'intreccio andiamo un po' a caso, mettiamoci un cattivone qualunque, un colpo di scena qualunque, tanto poi sui forum non lo chiameranno "qualunque" ma "classico".
    Lol, ma ti ascolti? Dici di non essere accusato di nostalgia e citi ogni tre righe PKNA :P
    Partiamo dall'ultima riga nel quote: il termine classico può avere due accezioni, quella di stampo grrodoniano (classico è qualcosa di sempre valido, indifferente allo scorrere del tempo, che può piacere sempre perchè attinge ad archetipi rinnovandoli sempre) oppure un'altra, quella che può essere sinonimo gentile di un qualcosa di ricorrente. Ora, Casty in senso generale è classico come lo intende Grrodon. Il colpo di scena della storia è classico in entrambe le maniere, e non capisco come fai a contestare in una storia di viaggi del tempo un finale così, dal momento che mi pare ovvio fin dall'inizio che qualcuno in qualche modo sia riuscito a pasticciare con lo scorrere del tempo, restava da capire chi e perchè. Se invece intendi [spoiler]l'identità di Binx[/spoiler], non mi pare un colpo di scena qualunque ma qualcosa che mi ha sorpreso piacevolmente.
    Non capisco la storia del cattivone qualunque, volevi che fosse qualcuno che vedevamo durante la storia? Ok, ci poteva anche stare, ma questo non è un giallo. Nel Caso Parallax, che non so se hai letto, Casty infatti fa così. Qui evidentemente non era l'obiettivo dell'autore seminare indizi per far intuire l'identità del cattivo, e a me va benissimo che sia un personaggio di cui non sappiamo nulla finchè non entra in scena. Anche perchè le motivazioni del suo atto sono stuzzicanti, proprio perchè classiche ed evocative.

    Sulla velocità dei cambi di setting, se n'è parlato qua sopra con Portamantello... non nego che a un certo punto ci sia un avvicendarsi di cambi di ambientazione quasi repentino, ma questo per me non va a discapito della vicenda, anzi la movimenta.
    Se ti pesa la parola "kolossal" (come, pare, la parola "classico"), possiamo eliminarla. Mi prendo la colpa di averla introdotta, riferendomi a questa avventura, fin dalla famigerata intervista... prendila come una storia di largo respiro. Non farti fisime del tipo "eh, questa dovrebbe essere un kolossal, e invece guarda qua che pasticcio, che frettolosità, eh ma non si può". E' una storia, una gran bella storia. E non è il fatto che ci siano cambi di setting (manco tanto repentini, poi... nella comunità di Curiazio ci stanno 8 tavole, a Venezia ci stanno 12 tavole. Non mi pare abbiano proprio fatto una toccata e fuga, dal momento che nel primo caso Casty mette in bocca a Topolino parole d'oro e nella città italiana offre uno spunto interessante che contribuisce a portare avanti la vicenda.
    Personaggi storici: Colombo non è un elemento chiave della storia, serve solo a capire che nella storia alternativa non ha scoperto l'America ma l'America ha scoperto l'Europa. Non gli serviva più spazio di quello che ha.
    Galileo è già più importante, e non riesco a capire la contestazione che muovi all'uso del personaggio nella storia. Ah, Casty fa dire a Topolino che Galileo è un genio, ti turba anche questo.
    Comunque, l'uso di questi elementi contribuisce, checchè tu ne dica, a forgiare quell'atmosfera epica che la storia restituisce. Qual cosa migliore, in una linea temporale alternativa, di prendere personaggi e luoghi reali e mostrarli in una visione rovesciata? Pensa solo al Nixon di Watchmen ancora in carica negli anni '80.
    A proposito di Watchmen, non ti ricorda qualcosa il quartier generale della Fenice, lì in quel posto isolato tra le nevi perenni?
    Oddio, ho nominato Watchmen per ben due volte in una discussione su Casty, che eresia è? Forse che forse Casty ha scritto qualcosa che riesce ad avere punti in contatto con opere extra-Disney?
    Ma qui ci torniamo sotto...
    Sul sense of wonder: nonostante quello che vuoi far passare tu, quello non è una scusa per scrivere storie pasticciate, cosa che Casty non fa e men che meno fa stavolta. Il sense of wonder non è una cosa, è una predisposizione d'animo tanto nell'autore quanto nel lettore, e tu stesso dici che ami opere di autori visionari; visionarietà è un altro modo di dire sense of wonder. Al contrario di "kolossal", qui non mi pento di aver usato questo termine tra forum e intervista, perchè calza a pennello nella visione che ha Casty del suo lavoro. Che è ottima, la prova sono storie come questa. Il senso of wonder si sprigiona dalle cose belle che anche tu avrai apprezzato ma che ovviamente non citi, come l'immaginifica figura della Fenice (sia come concetto che come rappresentazione nel superbo tratto di Casty), come il viaggio nel tempo, come la realtà alternativa.
    Non mi pare proprio che Casty sia saltato su dopo tutto questo con "è stato tutto un sogno" o con qualche trovata veloce alla mordi e fuggi: a me pare che tutto il dramma dell'intreccio porti dritto alla sua soluzione, che non mi ha affatto deluso ma che è potente, evocativa, scioccante, eroica, che ci mostra la Grande Avventura a fumetti.
    Franz ha scritto:Capiamoci, ci sono parecchie opere che io adoro e sono fatte in questa maniera, ovvero dove la trama è solo un pretesto abbozzato per dar sfogo alla visionarietà dell'autore. Quelle sono opere pensate per me, per adulti, per avidi lettori, per nerd. Qui Casty stesso ci ha detto che la sua visione, le sue idee, il suo sense of wonder sono per bambini. E su un settimanale come Topolino non si può pretendere di più, dal sense of wonder. Dalla trama però sì. Per questo preferisco dei giocolieri della sceneggiatura come Faraci e Artibani, o anche Vitaliano, o in altri media gli autori di robe come Lost, Doctor Who, Batman, i bei film Pixar. Lì almeno qualcosa per me c'è, e mi sazia addirittura. E è per questo che mi disturba vedervi andare in brodo di giuggiole per Casty, un autore che non è per voi. Me lo posso spiegare soltanto se vi vedo come quei frequentatori di certi forum, malati di passato, ossessionati dalla purezza della tradizione, incapaci di lasciar andare.
    Tanto per inquadrare definitivamente chi sono i nostalgici qui, chi è che oggettivizza i suoi vizi soggettivi.
    Mamma mia, quando parlavi fumoso si intuiva solo che dicevi baggianate, qui c'è proprio la conferma. :ops:
    Questo paragrafo è l'emblema del come non capire un autore. Come non capire le sue parole, i suoi intenti, quello che comunica con le sue storie e financo lo stato dell'arte di un'opera. E mi dispiace dirlo di te, che con i tuoi interessi variegati sia a fumetti che in altri linguaggi narrativi cerchi sempre di conoscere il più possibile di ciò che è valido. Ma qui hai infilato una cantonata dietro l'altra, in particolare in questo paragrafo.
    Metto da parte la modestia per un attimo per essere più comodo nel parlare qui: l'intervista che ho fatto a Casty è ottimamente riuscita perchè l'autore spiega egregiamente il suo punto di vista sul fumetto in generale e su quello Disney in particolare, sulla figura di Topolino, sulle sue ispirazioni Disney ed extra-Disney... Non vedo come si possa equivocarlo. Il punto che continui ostinatamente ad indicare te, il sense of wonder, non può essere usato - proprio da te, poi! - come accusa perchè non è una cosa per bambini, cacchio! Il sense of wonder c'è in ogni singola cosa che hai elencato qui sopra, da Lost alla Pixar. E' la capacità di creare mondi fantastici ma plausibili, personaggi eccezionali che pur assomigliando all'uomo comune lo trascendono, avventure meravigliose ed eccezionali... Gaiman, King, Asimov, Lost, i film Ghibli, Batman, i Pixar, i Classici Disney, Zack Snyder, Terry Gilliam, Jeff Smith fanno la stessa identica cosa e li ami, porca puttana! Li ami! E fai bene, perchè col loro sense of wonder applicato ai romanzi, film, telefilm, animazione - al servizio della storia - ti hanno saputo trasmettere grandi emozioni. Ognuno con la sua peculiarità, il suo stile, il suo genere narrativo.
    "Quelle sono opere pensate per me, per adulti, per avidi lettori, per nerd" è una cazzata. Il target di riferimento di un'opera è il male, ma capisco che per le storie Disney sia sempre un argomento scottante. Inizio ricordando che la maggior parte dei libri di Gaiman per la Mondadori sono "per ragazzi", così come i romanzi di Harry Potter per la Salani, ma qui o altrove nessuno con un po' di senno oserebbe dire che quelle opere non sono fruibili anche da noi nerd o da adulti amanti del bello e dotati di sense of wonder. Stessa cosa vale per i film d'animazione, che ogni anno puntualmente un Grrodon o un Breda incappano nel tipo del cinema che in riferimento al Ghilbli o al Pixar di turno si sentono dire "è per bambini".
    Franz, stai diventando come i cassieri del cinema?
    Il dubbio qui in particolare viene dalle parole di Casty che avevano stranito anche Grrodon, ma che mi pareva di aver già spiegato comunque. E' *ovvio* (forse no?) che Casty e anche gli autori che tu hai detto di apprezzare pensino al pubblico di maggior riferimento per la testata. Maddai?!? Lo sai che lo fanno anche Faraci, Vitaliano e Artibani, che tu giustissimamente lodi? La bravura di costoro e, mi spiace ripetertelo, di Casty è quello di saper scrivere una storia che sia fruibile anche da chi bambino non è più. Anche dall'adulto abituato a ben altre storie e ben altri fumetti, anche dal nerd che ha la collezione di Gottfredson, Barks e Sandman. Per questo dire che le idee di Casty è il suo sense of wonder non sono pensati per noi è una kolossal(e) cazzata, perchè semplicemente non è vero. Perchè se tu mostrassi un po' di onestà intellettuale ti accorgeresti che la trama della Marea dei Secoli è solida, è ottima... può starci che il finale non ti abbia convinto al 100% ma, ripeto, non avrebbe dovuto convincerti il finale del 90% di avventure di viaggi nel tempo. E' un'avventura che tu puoi far leggere potenzialmente a chiunque, e questo lo apprezzerà. A patto che non si chiami Franz, a 'sto punto. Ma ai fini del campione statistico posso non tenerne conto, e argomentare dicendo che la storia offre così tanti spunti e piani di lettura che è davvero una delle cose migliori della produzione del Castellan. Non hai citato i temi della storia una volta che è una, perchè? Non parlo dei comunellisti, che per quanto sia una battuta ottima è una finezza e nulla più: parlo della libertà, dell'amicizia, dell'eroismo dell'uomo comune, dell'importanza delle differenze individuali che ci uniscono più di un'uguaglianza imposta, del pericolo della dittatura... Cacchio, questi sono proprio temi che vanno forte nei Bambini Svegli delle Elementari, la storia è proprio scritta per loro! Non è che forse la storia puòessere fruibile tanto da loro, sperando che inizino a coglierne gli spunti profondi, così come dai grandi e dai nerd? Non è che forse cose come questa hanno la stessa dignità di Gottfredson e Scarpa, o anche di PKNA che già introduce temi importanti e non scontati nelle sue storie?
    Nulla di queste cose hai evidenziato, perchè? Non sarà che forse leggi ogni nuova storia di Casty già con i pregiudizi, o perlomeno attento a cogliere le cose che per te non vanno o che anche sono deboli nella storia bypassando automaticamente ciò che c'è di valido?
    Perchè dire che Casty non è un autore per noi è lo stesso di dirlo per Faraci, Artibani ecc quando scrivono per Disney, eh... ed è lo stesso del Gaiman di Coraline, di Porco Rosso, del Papero del Mistero e di tutte quelle cose che apprezziamo perchè hanno valore ma che sono rivolte ai ragazzi. Peccato che siano cose scritte così bene da poter essere apprezzabili anche dagli adulti e dai nerd.

    A mio parere, La Marea dei Secoli è l'esempio classico della negazione di quanto affermi, Franz. Quando dico che è una delle cose migliori di Castellan, lo dico perchè è l'emblema della storia Disney che trascende la sua etichetta, qualunque significato le si voglia dare. Casty qui si spinge più in là di qukaunque altra sua storia, anche del Mondo che Verrà o di Tutor, perchè stavolta mostra senza remore non solo un mondo allo sbando (quello lo faceva anche in Tutor e nell'Isola di Quandomai) ma ne osserva anche le cause. Cazzo, osserva il mondo REALE e proietta le possibili conseguenze. Ma stavolta invece che concentrarsi solo sulle politiche ambientali (comunque lodevoli) offre uno spaccato socio-politico che allude alle dittature del 900, che mostra come quel passato può tornare facilmente, come la tentazione di riscrivere la storia sia sempre dietro l'angolo. Di più, evidenzia come le cose più abominevoli possono nascere dalle intenzioni migliori, e come un folle possa essere dotato di una lucida follia. Dirai: nulla di nuovo sotto il sole. Rispondo: per i bambini magari è nuovo. Torniamo al discorso del target? No, ti prego, mi basta rispondere che certi messaggi fanno benissimo anche agli adulti fatti e finiti, dà retta. E non sono mai scontati. Il rischi c'è, ma guarda un po'!, Casty lo evita costruendo un intreccio fantascientifico/fantapolitico/distopico che richiama opere "altre" come V per Vendetta o 1984. Mischiati però a tante altre influenze provenienti un po' da tutti i media.
    Casty è bravo perchè ha una grande capacità di raccontare storie belle (che siano gialli, fantascienza, storie ambientalistiche, storie di ampio respiro) che sono fruibili da tutte le età. Magari in modi diversi, come è giusto che sia per chi scrive per ragazzi e non solo. Che è iù difficile che scrivere solo per i "non solo" a cui alludi tu. Occorre saper tenere conto delle sensibilità diverse per ogni età di lettori, saper offrire più livelli di comprensione e comunicare belle cose a tutte le fasce di pubblico. Casty lo fa.
    Casty affabula, costruisce storie complesse ed epiche, fa tornare la grande avventura nella vita di Mickey Mouse ma riesce a farlo mantenendo il tanto vituperato sense of wonder, che gli consente di mettere sul tavolo anche la sua giocosità di fondo, che quasi mai manca nella sua produzione, e che riesce ad amalgamare perfettamente con l'epicità degli eventi di storie come questa.
    A tutto questo, quando lo ritiene il caso, riesce ad aggiungere il suo disegno che in storie di particolare rilevanza come TOC è perfetto perchè mette nero su bianco la sua potenza immaginifica e tutto l'universo di dettagli che ha creato.
    Franz ha scritto:Parlo fumoso perché c'è già stato un periodo in cui parlavo chiaro, e non è andato a finire bene.
    La tesi che non regge è che la rivista Topolino sia in gran forma, che tutto vada bene, che non c'è nulla da rimpiangere, da far meglio, che la qualità del Topo possa competere con quella della produzione fumettistica nazionale e internazionale anche non per ragazzi/non umoristica (è stato detto, in chat, e sostenuto con vigore e arroganza. Purtroppo senza pudore). Le balle a sostegno sono cose del tipo "è meglio di PKNA", "capolavoro", "kolossal che entra negli annali", "potenza evocativa incommensurabile", "fior fior di autori" (per citare solo quelle dette in questa pagina del thread, non andrò a indagare ancora più indietro).
    Mi dispiace averlo dovuto ripetere per l'ennesima volta, ma me l'hai chiesto tu.
    Franz ha scritto:(PKNA #14 di Artibani/Barbucci, tanto per ricordarci cosa sono i "fior fior", e per ricordarci che questi fior fior ancora oggi, fuor di Disney, producono eccellenti storie&disegni per ragazzi e umoristici. Quindi risparmiatevi le accuse di nostalgia)
    I fior fior che ti mancanola De Poli li sta facendo tornare, perchè non lo dici? Barbucci no, ok, ma Faraci? Artibani? Sciarrone? la Ziche? Pezzin, fra un po'? Deve farti resuscitare Gottfredson, Barks e Scarpa perchè tu dica che la direttrice opera bene? O adesso dirai che sì, Artibani è tornato ma in Disney non farà più niente di buono perchè lavora anche ad altro. Stesso discorso che potresti fare per Silvia, per Tito...
    La De Poli ha fatto un mezzo miracolo nell'ultimo anno del "Topo", perchè non lo vedi? Forse perchè non segui settimanalmente il giornale? Io nemmeno, ma seguo dal sito della rivista e dai forum l'andamento, e mi sono accorto che in questo 2011 ho comprato il Topo un sacco di volte. E la mia regola è di comprarlo solo quando c'è un autore che mi piace. La logica suggerisce che...?
    Che abbiamo la coppia Radice/Turconi che continua a far meraviglie su meraviglie e te le stai perdendo, e loro invece incarnano in moso splendido il giusto modo di intendere e scrivere Disney con tutti i crismi, e forse sono il meglio in circolazione attualmente. Che abbiamo Casty che piace a tutti e non mi ripeto sui perchè. Che c'è Gagnor che quando ci si mette scrive storie davvero pregevoli e divertenti. C'è Vitaliano che fa ridere di gusto e poi è capace di piazzarti una saga come il Pianeta T che pur con i suoi difetti segna un traguardo importante. C'è Tito che tra Novecento, il Regno dei Due Laghi e una storia particolarissima con Amelia e Archimede ti ricorda che sa padroneggiare molto bene l'universo disneyano. C'è Artibani che si sta reintegrando in fretta.
    Certo che se punti il dito contro le brevi di 4 pagine, contro Asteriti, contro le rubrichette, contro la ripetetività di Cimino hai vita facile nello smontare la qualità del giornale... ma l'onestà intellettuale ti imporrebbe di tenere conto del ben di Dio che ti ho elencato sopra, unito a una politica che privilegia l'attenzione verso l'attualità italiana e internazionale che si sviluppa in progetti transmediali che comprendono storie a tema, rubriche, concorsi, articoli ecc, ed è un'impronta questa che rende il "Topo" esportabile in comunicati stampa che ne aumentano il tono e il livello anche agli occhi del pubblico generalista.
    Il tutto all'insegna della qualità e del tutelare i propri autori di punta, come ben ha dimostrato lo stand Disney a Lucca, il volume Disney d'Autore e gli editoriali della De Poli su vari numeri del settimanale.
    Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
    Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...

    LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!

    SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
    Twitter | Facebook
  • Ehi, ehi EHI... fermatevi un attimo, qua la discussione (che non riesco a leggere tutta) si sta spostando dalla storia ("La marea dei secoli"), all'autore

    Non credo sia corretto giudicare un autore per una storia sola, nè trovo giusto giudicare una storia per il curriculum dell'autore

    Io sono uno che crede che Casty sia un ottimo narratore, e un ottimo disegnatore, ma tutt'altro che scevro da limiti
    Del resto lo pensavo anche di Scarpa, perfino quello classico anni '50/'60.

    "La marea dei secoli" è una buona storia, ma per me non è un capolavoro
    Come ho detto sul papersera, mi pare sia una storia "tirata via", se per censura o AUTO-censura non lo so, nè mi interessa; la storia però è innegabile che sia lacunosa, e credo che Franz abbia puntato il dito contro alcune delle cose che concorrono a questo risultato.

    Leonardo (non Galileo -_- ) è usato senza contestualizzarlo, è solo un personaggio famoso messo lì per fare scena, idem l'Africa industirializzata e spopolata

    Il senso di urgenza e di fretta che lo stesso casty ha detto di voler suscitare con quei cambi di scena, per me porta a deus ex-machina talmente assurdi e a buon mercato, che rovinano tutto l'effetto
    Avrei percepito maggiormente l'urgenza di cui sopra, se la nave di Emeraldas... Minerva, fosse "naufragata" tra le fabbriche, costringendo i protagonisti a una corsa per recuperare il tempo perduto e approfondire la devastazione del continente, ma così è tutto troppo "facilone"

    Concordo con chi trova migliore "La rivolta delle didascalie"
    Ma per me perfino "Tutor" è una mezza boiata, sinceramente -___-
    La mia gallery su Deviant Art (casomai a qualcuno interessi =^__^=)
  • FaGian ha scritto:Ehi, ehi EHI... fermatevi un attimo, qua la discussione (che non riesco a leggere tutta) si sta spostando dalla storia ("La marea dei secoli"), all'autore
    Fosse solo quello il problema... i toni si stanno alzando decisamente troppo e se si continua così si arriva all'insulto diretto.

    Comunque hai detto praticamente le stesse cose che ho detto io, in modo molto più approfondito :P (tranne quella frase su Tutor...).
    Le persone dimenticheranno quanto detto, quanto fatto, ma non dimenticheranno MAI come le hai fatte sentire (cit.)
  • FaGian ha scritto:Ehi, ehi EHI... fermatevi un attimo, qua la discussione (che non riesco a leggere tutta) si sta spostando dalla storia ("La marea dei secoli"), all'autore

    Non credo sia corretto giudicare un autore per una storia sola, nè trovo giusto giudicare una storia per il curriculum dell'autore
    La discussione si sta spostando perchè in effetti la si voleva spostare. Perlomeno, io volevo ampliare il discorso e l'ho fatto, ma per quel che ho capito anche Franz voleva partire dalla Marea dei Secoli per ampliare l'analisi a Casty prima e a "Topolino" poi.
    Ciò non vuol dire giudicare una storia partendo dall'autore nè viceversa, vuol semplicemente dire che si cerca di mostrare i pregi che io ho trovato in questa particolare storia per mostrare il modus operandi di Casty e il suo modo di intendere il fumetto in senso ampio.
    Mi sembra un'operazione lecita.
    FaGian ha scritto:Io sono uno che crede che Casty sia un ottimo narratore, e un ottimo disegnatore, ma tutt'altro che scevro da limiti
    Del resto lo pensavo anche di Scarpa, perfino quello classico anni '50/'60.
    Vabbè, ma è chiaro che nessuno è perfetto, eh. Ci mancherebbe. So che può sembrare dalla mia accorata difesa che ritenga Casty infallibile, ma mi pare ovvio che non lo penso. Perchè nessuno lo è, per il solo fatto che siamo esseri umani.
    FaGian ha scritto:Leonardo (non Galileo -_- ) è usato senza contestualizzarlo, è solo un personaggio famoso messo lì per fare scena, idem l'Africa industirializzata e spopolata
    Lollone, Galileo! Non so proprio perchè ho continuato a scrivere Galileo :rotfl: Sò scemo, evidentemente, o forse ero troppo concentrato nel rispondere a Franz. Comunque Leonardo è usato come emblema del personaggi intelligente, del genio come dice Topolino stesso, e sta lì a dimostrare una cosa molto importante IMHO: che nessuno, nemmeno grandi uomini del sapere, sono esenti da errori (figuriamoci i fumettisti, tornando al discorso di prima :P ). Leonardo all'inizio è stata persuaso dalle false promesse della Fenice, salvo poi rendersi conto dell'errore di valutazione e del fatto che non è tutt'oro quel che riluce. Stessa cosa per il Topolino presidente.
    FaGian ha scritto:Ma per me perfino "Tutor" è una mezza boiata, sinceramente -___-
    Io capisco che i gusti sono gusti, ma fatico a ritenere una storia così sensibile, riuscita, commovente, intelligente ed educativa addirittura una mezza boiata. Soprattutto, non puoi assolutamente lanciarmi una bordata simile senza argomentarmela almeno un po' :)
    Cartoonmania ha scritto:
    FaGian ha scritto:Ehi, ehi EHI... fermatevi un attimo, qua la discussione (che non riesco a leggere tutta) si sta spostando dalla storia ("La marea dei secoli"), all'autore
    Fosse solo quello il problema... i toni si stanno alzando decisamente troppo e se si continua così si arriva all'insulto diretto.
    Ma no, ma no, che con Franz si è amici. Se mi sono un po' acceso è solo per due motivi ben precisi:
    1. per far passare in modo incisivo alcuni messaggi riguardanti concetti che ci si porta dietro da tempo:
    2. ho una nomea di buonone da cui staccarmi :P
    Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
    Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...

    LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!

    SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
    Twitter | Facebook
  • "Il mondo di Tutor" è semplicemente un'altra storia in cui le potenzialità inespresse sono maggiori di quelle espresse

    Come in "ToC" ci sono deus-ex-machina frettolosi solo per far svolgere più in fretta la storia, ad esempio la rivelazione che i misteriosi quadrumani sono esseri umani del futuro (non ha senso che si stacchino le braccia nello stsso istante in cui si presentano a Topolino e Eta Beta).
    Ugualmente la scomparsa degli animali dal mondo è presentata SOLO come una cosa triste PROPRIO da bambini, che non potranno più coccolare un cagnolino, o un gattino.
    Ma la scomparsa di tutte le api, per esempio, non comporta solo la scomparsa del miele, ma la morte di tutte le piante che non verrebbero più impollinate e quindi non si riprodurrebbero, e la perdita dei polmoni verdi che riforniscono di aria l'intero pianeta.

    E poi, dài, le caramelle che fanno parlare con gli animali...
    Mai vista una presa per i fondelli più marchiana, perfino i "chuski" di Doraemon sono molto meno versatili e più concreti in una narrazione che cerca di essere pure formativa e educativa.

    Insomma, ci sono spunti geniali, del tutto NON sfruttati, e per questo la storia pare "tirata via"

    Stessa pecca che riscontro anchen in "ToC", per i motivi detti sopra.
    La mia gallery su Deviant Art (casomai a qualcuno interessi =^__^=)
  • Cartoonmania ha scritto:
    FaGian ha scritto:Ehi, ehi EHI... fermatevi un attimo, qua la discussione (che non riesco a leggere tutta) si sta spostando dalla storia ("La marea dei secoli"), all'autore
    Fosse solo quello il problema... i toni si stanno alzando decisamente troppo e se si continua così si arriva all'insulto diretto.
    Mai insultato direttamente nessuno in vita mia, quindi non c'è da preoccuparsi.
    Poi mi preme ricordare a Fagian che io non avrò letto tutte le storie di Casty e non le chiamerò con l'acronimo del loro farlocco titolo inglese (ToC me lo sono dovuto far spiegare...) e non le considererò tutte kolossal, ma sicuramente non ho letto solo questa. Ne ho lette a campione, dato che non seguo stabilmente Topolino, ogni volta che qualcuno mi diceva "dai, stavolta leggila, è la storia più attesa dell'anno". Ogni volta non mi sono piaciute per i motivi che ho detto, e ogni volta mi hanno risposto "sì però non puoi giudicare solo questa, questa non è il meglio, Casty è altro". Poi adesso c'è pure qualcuno che dice che invece sì, questa è il capolavoro di Casty. Insomma, regna molta confusione nel fandom di Casty, ed è per questo che, dear Bramo, l'onestà intellettuale per giudicare Casty senza pregiudizi ce l'ho. Ci sono fan che prima si sperticano, poi rinnegano, poi rimandano, poi ricordano, e io ancora gli dò retta e una volta all'anno seguo il loro consiglio. Il mio giudizio è sempre coerente (il che non implica necessariamente che sia viziato da un pregiudizio, ma capisco che sia difficile fidarsi di un cassiere di cinema come me), il vostro invece no (sia singolarmente, sia collettivamente come fandom). E sì, essendo Casty secondo voi il miglior autore Disney in circolazione, parlare di lui per me è un'occasione anche per parlare del Topo in generale, cosa anche più adatta a questo thread di quanto non lo siano le recensioni delle singole storie o le dissertazioni sugli autori.

    Non mi vergogno di aver iniziato a commentare prima di aver finito di leggere la storia. Esperienza e pregiudizio hanno delle sottili ma sostanziali differenze. Che motivo ho di dare addosso a Casty per partito preso? Per fare il bastian contrario? Potrei stare giorni interi a citare robe che piacciono a tutti e per cui vado in brodo di giuggiole anch'io, non ho paura di stare in una massa, se questa ha un senso. Se qualche volta mi ritrovo uno contro tutti non è per egocentrismo ma perché ci sono motivi. Gongolo quando mi rendo conto di avere gusti particolari per cose che piacciono a pochi ma buoni, ma non lo ricerco a tutti i costi. Io sono uno che fa follie per la Pixar e per Lost e che si vanta ancora oggi di aver guardato con passione ogni singola puntata settimanale e quotidiana di Grande Fratello 1 e 2 (e fino a qualche anno fa ricordavo ancora a memoria i 10 concorrenti della prima edizione e li elencavo nell'ordine in cui vennero eliminati). Non sono cose propriamente di nicchia. E spero che con questo il tema della mia onestà non venga più toccato, come io non tocco quello dell'onestà altrui nonostante forti dubbi in passato mi siano venuti. Dubbi o non dubbi, fiducia o non fiducia, ragioniamo dei fatti, ammesso e non concesso che siamo tutti onestissimissimi da far schifo, ok? Io lo ritengo il modo migliore di ragionare senza passare agli insulti diretti e far star tranquillo/a Cartoonmania :P

    Non ho citato PKNA per nostalgia (nonostante la nostalgia per PKNA io ce l'abbia). Anzi, ho detto che è la brutta copia. Casty mi ha dato una cosa come PKNA, dovrei essere contento, invece mi puzza. Come dire "non toccatemi PK, non fate più niente come PKNA", altro che nostalgia. Tu piuttosto Watchmen l'hai citato a sproposito. Watchmen è interamente ambientato in una realtà alternativa, non è una storia che *parla* di realtà alternative. E la realtà alternativa di cui parla è di natura diversa da quella di Casty (quella di Moore è un leggero e realistico what if, quella di Casty è un'esageratissima allegoria). La base nei ghiacci forse è una citazione, io non ci avevo fatto caso. Se è una citazione è una bella citazione. Ma finisce lì, come la citazione dei mercoledì di Pippo, o qualunque altra citazione. Le citazioni arricchiscono, guarniscono, ma non bastano.
    Sul sense of wonder: nonostante quello che vuoi far passare tu, quello non è una scusa per scrivere storie pasticciate,
    Non ho detto proprio così. Non sto smerdando il sense of wonder di Casty, non lo sto accusando di essere ingenuotto e stupido. Quando dico che è per bambini non è un'offesa, proprio perché come ricordi tu, un sacco di roba da nerd deve fare i conti con la sua natura commerciale e con il suo target da cui spesso noi siamo fuori, eppure lo apprezziamo, anzi ci esalta, ne discutiamo e lo prendiamo seriamente. Ma Casty non rientra in questo caso. E non volevo nemmeno accusarlo di scrivere storie pasticciate. Le sue storie sono pasticciate, ma va bene così. Non accuso lui, ma chi non lo vuole riconoscere. Siete voi che usate la scusa del sense of wonder, l'alibi del nerd, per non riconoscere una storia pasticciata. Il fatto che spesso fra le robe universalmente buone ci sono robe per bambini non implica che tutte le robe per bambini siano roba universalmente buona. Il cassiere di cinema accusa indistintamente chi va a vedere film per bambini, e sbaglia, ma se voi v'andaste a vedere Sammy la tartaruga ci avrebbe pure ragione (e io conosco gente adulta che ha visto Sammy e gli è piaciuto, quasi mettendomi voglia di vederlo, quindi mi azzardo a paragonarlo a Casty).

    Le cose che ho apprezzato le ho citate. Certo non ho ciurlato nel manico con un postone chilometrico, dato che per me non sono niente che lo meriti, ma le cose positive le ho citate e non le ho negate (nei post di oggi come quello precedente, di qualche settimana fa). Tutta la sensazione che ho descritto sulla rilettura della prima parte è vera, mi è davvero piaciuta.
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • Torna a “Fumetto Disney”