Batman # 43 - Il Ritorno di Bruce Wayne, parte 1: Ombra su Pietra (Grant Morrison/Chris Sprouse)
Come annunciato nel post precedente, da questo numero parte la miniserie
The Return of Bruce Wayne, che in America era uscita in una testata parallela alle tante incentrate sul Pipistrello e quindi in conmcomitanza con la seconda metà delle storie morrisoniane su
Batman & Robin, mentre da noi finisce sull'unica testata periodica dedicata a Batman, scegliando di non realizzare un volume che la raccogliesse tutta in un colpo per via della sua importanza con la continuity.
Il danno della sequenza di lettura non è così grave, comunque, quello che non si pienamente capito della fine di B&R gestito da Morrison lo si recupererà in questi mesi seguendo il
Ritorno. Perchè le vicende narrate nelle due avventure sono decisamente collegate, come tutto quello che scrive Morrison su Batman...
Ammetto che ero scettico su questo
Ritorno: voglio dire, Batman che viaggia indietro nel tempo? Mi sembrava una gran vaccata, Morrison o non Morrison, mentre i fan dell'autore che seguivano le uscite americane elogiavano anche questo ennesimo tassello della trama che lo scozzese sta intessendo sul personaggio.
La prima storia non è male, devo dire: Bruce si risveglia senza ricordo alcuno della sua vita nell'età della pietra, e creduto un dio viene venerato dalla tribù che lo ha trovato. Aiuterà questa tribù a sconfiggere un clan rivale con l'aiuto di un ragazzino novello Robin ante litteram. Non solo questo è un elemento metaforico, ma tanti altri piccoli accorgimenti che lo sceneggiatore inserisce strizzano l'occhio al lettore e alla vera vita di Bruce, come il fatto che la caverna in cui si trova sia la futura Bat-Caverna, o che il simbolo del pipistrello sia ancestralmente dentro di lui e nel suo destino dato che lo assume come costume di guerra anche in questo scenario. Ma di riferimenti del genere ce ne sono anche altri, meno palesi, tutti a indicare come Bruce sia Batman "inside", ha nel suo dna quello di essere un eroe con l'istinto del coraggio e dell'eroismo, indipendentemente dall'evento traumatico che tutti conosciamo, e che a questo punto ha fatto da molla.
Da notare come elemento importante l'eclissi di sole, che era un evento presente anche nell'ultimo episodio di B&R e che sembra permettere a Bruce un nuovo salto temporale.
Notevole è poi la traduzione italiana, finalmente! Dopo che il # 42 era funestato da errori grammaticali e refusi a volontà, ecco che i traduttori stavolta si sforzano e rendono i dialoghi perfetti, adattandoli a una parlata "ancestrale" dovuta e corretta da rendere per dei cavernicoli.
I disegni di Sprouse sono eccellenti, un'ottima prova che fa guadagnare un po' di punti alla storia, insieme alla sbavosa copertina di Andy Kubert.
Nonostante tutto ciò, l'albo mi convince a metà: la storia in sè è buona, ben scritta, disegnata benissimo, è avventurosa, e anche i riferimenti sono galvanizzanti... ma il progetto in generale del
Ritorno continua a rendermi perplesso. Per quanto l'intento metaforico della mini sia abbastanza chiaro, Bruce per tornare deve rinascere in un modo durissimo, sopravvivendo a tante epoche diverse e quindi riscoprendosi in modi inediti. Affascinante, di per sè, però boh.
L'albo si chiude con una corposa e interessantissima parte redazionale: un primo articolo (ad opera di un blogger americano) tratteggia la lettura demonologica di B&R in modo interessante e approfondito, molto utile come guida; il secondo articolo si occupa di fare il punto sul
Ritorno e su questo primo episodio in particolare.
Batman # 44 - Il Ritorno di Bruce Wayne, parte 2: Fino alla Fine del Tempo (Grant Morrison/Frazer Irving)
Il secondo episodio del
Ritorno catapulta il nostro Bruce nella Gotham City dell'età coloniale, ai tempi della caccia alle streghe. Bruce continua a non ricordare nulla, se non vaghi frammenti della sua precedente avventura nella preistoria, e viene scambiato per il suo antenato che viveva lì in quel periodo.
Sempre pensando a questo
Ritorno come viaggio nel tempo nel senso di progressiva presa di coscienza di se stesso e delle sue potenzialità come mai negli ultimi anni, vediamo un Bruce Wayne investigativo, che usa la sua capacità deduttiva e la sua volontà di vederci chiaro nelle cose per andare oltre le accuse di stregoneria mosse dagli ufficiali del tempo.
La storia nel passato è bella quanto la prima, forse un po' di più, ma il valore aggiunto è dato dala percezione che già si intraveda qualcosa del filo rosso che lega insieme gli episodi della mini: il ritratto che Bruce si fa fare sarà quello appeso nella villa Wayne che vediamo negli ultimi episodi di B&R, e il protagonista si premura di far vedere bene il libro che tiene in mano mentre posa... perchè?
Inoltre assume un peso non indifferente nella vicenda la squadra di salvataggio che sta cercando Bruce, composta da Superman, Lanterna Verde e pochi altri supereroi DC; già l'abbiamo intravista alla fine del primo episodio, in cui Superman affermava che il ritorno di Batman nel 21esimo secolo avrebbe portato alla "morte di tutti", ma adesso la cosa è molto più sfaccettata. Gli eroi sono al Punto di Fuga, una stazione posta alla fine dell'universo (come il ristorante di Douglas Adams! Lol, il concetto è lo stesso!) dove pensano di rovistare negli archivi per capire dove è finito Bruce. La figura dell'Archivista spiega alla squadra il concetto di multiverso (spiegazione complessa ma geniale e interessantissima, Morrison si droga prima di scrivere 'ste cose secondo me) e [spoiler]infine si rivela essere con un gran colpo di scena Bruce stesso, arrivato ancora non si sa come alla fine del tempo e deciso a tornare a casa, impendendo ai suoi "colleghi" di fermarlo[/spoiler].
I disegni purtroppo sono ancora ad opera di Irving, che già non avevo apprezzato in B&R: comunque qui mi è piaciuto di più, forse è adatto a questa ambientazione, fatto sta che non mi è dispiaciuto pur continuando a non entusiasmarmi affatto.
L'albo è corredato ancora da un articolo tratto dal blogger americano Rilcdad, che analizza molto bene tutto quello che viene fuori a più livelli dalla lettura di questa seconda parte.
Ma al di là dei disegni, la trama fin d'ora si fa interessantissima, intrigante, emozionante, e il genio di Morrison inizia a pervadere anche questa miniserie-ponte verso il nuovo status quo gothamita. Il valoro simbolico di questo viaggio nel tempo fino a tornare nella nostra epoca è chiaro, ma tutti gli indizi e gli incroci che l'autore inserisce rispetto alle altre storie precedenti e successive della sua run sono da sturbo. Adesso come adesso il
Ritorno mi sta piacendo di più di
Batman & Robin, e non l'avrei mai creduto. Immagino che poi rivaluterò anche B&R quando la rileggerò intersecandola col
Ritorno messi nell'ordine di lettura corretto.
Mi sembra giusto chiudere il post con una citazione di Grant Morrison stesso, è una sua interessante riflessione sui viaggi nel tempo che quindi si può applicare o non approvare relativamente a qualsiasi opera che tratti quest'argomento:
Molta gente non capisce I viaggi nel tempo e li rende complicati. Non ci sono paradossi! Se vai indietro nel tempo e fai qualcosa tutto ciò che accade è che quella cosa contribuisce in qualche modo al mondo in cui hai già vissuto prima di diventare un viaggiatore del tempo. La gente si chiede sempre cosa succederebbe se si tornasse indietro nel tempo e si sparasse al proprio nonno… Ma per prima cosa chi diavolo farebbe una cosa del genere? [ride] Ovviamente il nonno non è morto, o non si potrebbe essere vivi per sparargli. Accadrebbe chiaramente qualcosa per impedire di sparargli, in quanto la propria esistenza è la prova che il nonno non è mai morto!
[
Con questo post mi sono messo in pari, da adesso seguirò in contemporanea l'uscita degli albetti Planeta mese dopo mese]