[DC] Batman
-
Robin in quelle graphic novel te lo ritrovi un po' solo in "Vittoria Oscura", ma sono riusciti nell'impresa impossibile di presentarlo in un'ottica "seriosa" (in stile The Dark Knight, per intenderci).
1) lol, sei già la seconda persona che l'ha visto ieri sera per la prima volta... film eccezionale!Vito ha scritto:Sì, avevo pensato di prendere EGO anche per la tua recensone, e lo stile mi sembrava ghiotto ghiotto.
1) Ho visto proprio stasera The Dark Knight, dopo tempo che lo rimandavo: bello davvero, e l'insistenza nel ribadire che Batman NON è un eroe pareva fatta apposta per sollazzarmi dato il mio apprezzamento al Pipistrellone in virtù di ciò.
2) Sì, per l'interpretazione dei personaggi Disney si va un po' a gusti personali, e anche io apprezzo la versione vendicatore. Di meno invece la vigilanza al crimine gratuita, essendo Paperino un personaggio comunissimo e pieno di difetti (l'antieroe per eccellenza), con esperienze di vita che non ne motivano imho la sua scelta di fare il paladino e di combattere il crimine. Non voglio dire una boiata ma credo che il passaggio da vendicatore a supereroe sia stato una precisa strategia per poter guadagnare più lettori posibili usando una figura di superhero più seria e credibile rispetto al sempliciotto Superpippo. Che poi siano stati creati fumetti bellissimi come gli episodi per PKNA o alcune piccole perle sul Topo è tanto di guadagnato, e ce ne fossero sempre di storie così, ma è il personaggio che non lo trovo quasi per nulla riconducibile al vero Paperino e alla sua caratterizzazione. Chiedo ancora scusa per l'OT (la parte più grossa del post, poi) ma ormai si era in argomento, e in un certo senso la figura di Paperinik la si deve pure a Batman.
3) Penso che Joker sia il miglior cattivo dell'universo fantastico. Mi sono rivisto qualche minuto fa l'episodio della serie animata "Christmas with the Joker" e la sua figura mi ha proprio appagato, lo adoro. Non fosse per quella infelicissima imho invenzione di Robin... spero che nelle graphic novel consigliate non ci sia troppo (o non ci sia proprio).
2)può essere che l'evoluzione di Paperinik sia dovuta a ciò che dici tu, penso anche per il politically correct che forse permetteva meno l'uso di un personaggio positivo come Paperino comportarsi come un ladro (anche se verso i ricchi e gli angariatori). Fatto sta che boh, io ho amato Paperinik in ogni sua declinazione (forse un po' meno in quella parentesi ecologista degli anni '80-'90). Ma basta con l'OT, anche se certamente Paperinik (soprattutto da un certo punto in poi) si richiama a Batman, basta ricordare il segnale proiettato nel cielo a forma di mascherina che richiama quello a forma di pipistrello...
3) non posso che quotare fortemente, da bambino fino a oggi io sono fermamente convinto e lo sono sempre stato con Joker è il cattivo per me perfetto. Il miglior villain, che rapisca Grrodon (ops, Gordon
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Mi autoquoto questa recensione di Un Anno Dopo perchè... be' per avere qui un punto di partenza per quello che verrà dal prossimo post, per avere una compattezza degli eventi partendo da quello che è il prologo a quello che sto per recensire.Bramo ha scritto:Batman: Un anno dopo
Da collocare dopo il cross-over Crisi Infinita, la storia segna il ritorno di Batman a Gotham City dopo un anno in cui è stato via insieme a Robin e Nightwing (in conseguenza degli eventi proprio di Crisi Infinita e di Crisi d’Identità, altro cross-over). Oltre che il ritorno del supereroe, segna dunque un ideale punto di ripartenza per i neofiti o per chi aveva lasciato un po’ perdere le avventure di Bats.
La storia (sceneggiatura di James Robinson, disegni di Don Kramer e Leonard Kirk) è molto buona, mi è piaciuta e mi ha coinvolto. Appena tornato Batman deve subito vedersela con una serie di omicidi di alcuni suoi vecchi e classici nemici, e il modus operandi ricorda quello di Due Facce. Ma ciò non è possibile, dato che Harvey Dent è guarito sia psicologicamente che esteriormente grazie a un’operazione di plastica facciale (cosa che, se ho ben capito, accade nella saga di Hush). Tanto che prima di partire Batman si è fidato a lasciare Harvey a vigilare su Gotham in sua vece.
Che abbia preso una via sbagliata per svolgere il suo compito?
Un anno dopo racconta del mondo di Batman, dei suoi nemici, e ne ridefinisce i confini: alcune vecchie glorie tra le sue nemesi vengono messe fuori gioco, altre imperversano per la città, una in particolare torna. E’ un segreto di Pulcinella già dalle prime tavole che in questa saga Harvey alla fine torna a essere Due Facce, personaggio troppo affascinante perché non fosse reintrodotto nel nuovo corso delle avventure di Bats.
Infatti Un anno dopo parla anche dell’origine del male, dei conflitti interni di una mente disturbata che chiederebbe solo fiducia e che ha bisogno di un niente per crollare. Un dialogo tra due parti distinte di noi stessi, che ci porta a compromessi o alla vittoria di una delle due parti.
E infine Un anno dopo parla del rapporto tra il Pipistrello e Robin, la protettività nei suoi confronti, il seguire la sua maturazione. Fino al colpo di scena finale.
Come dopo ogni Crisi nell’universo DC, quindi, le cose tendono a ricominciare da zero. Certo, non siamo ai livelli di riscrittura totale attuata dopo Crisi sulle Terre Infinite, ma si cercano di gettare nuove basi per il personaggio. Chiaro che lo status quo qui non cambia se non in minima parte, ma piuttosto viene ripristinato (il ritorno di Due Facce). Dicono che Un anno dopo di Superman e Wonder Woman sia più “definitivo” come cambiamento, ma del resto il vero giro di boa per la vita di Batman si prepara a darlo R.I.P., evento al quale si giunge seguendo il mensile che parte proprio dopo gli eventi narrati in questo volume.
Una bella storia (figata per esempio l’introduzione del detective che aiuta Batman nelle indagini, anche se risulta un elemento sfruttato troppo poco) che si avvale di disegni molto convincenti e che mi sono piaciuti.
Non mi ha convinto l’editoriale, invece, che afferma che da questa avventura Batman diventa più “affabile”, quando non mi sembra molto più di quello che so io…Bah.
Consigliato, comunque.
Ultima modifica di Bramo il mercoledì 22 settembre 2010, 23:44, modificato 1 volta in totale.
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
La Run di Morrison - 1. Batman e Figlio (Grant Morrison/Andy Kubert):
Per una Batmobile Migliore, I Man-Bat di Londra, Ragazzi Meraviglia, Padri Assenti [Mensile Planeta # 1-2-3-4]

Inizio qui un cammino che cercherò di frammentare il meno possibile (e confido anche in Lucca per questo) e che ho deciso di intraprendere seguendo la mia curiosità per i recenti sconvolgimenti nel mondo di Batman. In barba ai propositi di recuperare prima alcune classiche graphic novel del personaggio che ancora mi mancano e che smanio di leggere, negli ultimi tempi ero sempre più incuriosito dallo sceneggiatore Grant Morrison e dai commenti nel web dei lettori di comics, sia di chi li idolatra sia di chi non lo sopporta. Da quel che ho letto sembrerebbe un autore nelle mie corde, che potrebbe piacermi, e l’aver costruito una run che costituisce nel suo insieme uno dei più grandi sconvolgimenti nella vita dell’Uomo Pipistrello mi ha invogliato a provare a leggere la prima miniserie della sue gestione, che getta le prima basi per l’evento R.I.P. che ha sconvolto il mondo di Batman.
Ho recuperato per ora i primi 4 albetti del mensile che la Planeta DeAgostini ha fatto partire nel 2007, e che contengono le quattro parti di Batman e Figlio, cioè la prima parte della gestione Morrison (iniziata nel Batman americano n. 655) che per quanto breve e non troppo inusuale come svolgimento inizia già a gettare basi importanti per quello che ha in mente Morrison.
SPOILER
L’inizio della prima storia, Per una Batmobile Migliore, è di grande effetto, le prime tavole infatti mostrano Joker ammazzare Batman, ma subito scopriamo che in realtà costui era un impostore travestito, che tra l’altro spara in faccia al pagliaccio di Gotham. Questo evento narrativamente forte non verrà più ripreso nella mini, che si focalizza su un Bruce Wayne che decide di andare a Londra ad una festa di beneficenza. Infatti è lì che subirà l’attacco di un esercito di Man-Bat, pipistrelli mostruosi e mutanti che in origine era la conseguenza di un esperimento genetico su se stesso del professor Kirk Langstron, che qui è costretto a cedere la formula alla donna che ha organizzato l’attacco: Talia, figlia del defunto Ra’s Al Ghul.
La grande svolta nel destino del Cavaliere Oscuro comincia qui: Talia, oltre ai suoi propositi di dominazione del mondo, è venuta a riferire a Batman che loro due hanno un figlio, Damian, e che lei glielo affida. La cosa creerà non pochi problemi al supereroe, specie nei rapporti con neo-adottato Robin.
/SPOILER
Come da titolo, quindi, questa primissima tranche della storia che Morrison vuole raccontare si concentra sulla scoperta di Damian, [spoiler]figlio di Batman e Talia e cresciuto dalla Lega degli Assassini[/spoiler]. Notizia sconvolgente per i lettori e per Batman stesso, ovviamente, e che si pone quindi come nuovo starting point sia per la vita dell’Uomo Pipistrello sia per un lettore che conosca poco del personaggio. Le cose che Morrison pesca dal passato infatti vengono chiarite in un’utile paginetta redazionale nell’edizione Planeta, e la storia è abbastanza appassionante. Alcune cose come l’inizio col Joker o la Batmobile verranno, io penso, riprese nei prossimi archi narrativi della gestione Morrison, e comunque la storia di questi quattro numeri per me è abbastanza appassionante. E divertente, l’autore scozzese è bravo a far pronunciare da Alfred almeno un paio di battutine meravigliose che esternano tutto il british humor del maggiordomo (scambiare una vecchia suora per il Pinguino e leggersi Artemis Fowl
).
La parte grafica è affidata a un eccellente Andy Kubert: il suo Batman è esteticamente bellissimo e accattivante, moderno e cinetico, e anche il suo Joker per quel poco che appare. Anche altri personaggi come Robin e Alfred e altri comprimari mi sembrano molto riusciti, così come – anche se non sempre – gli sfondi. Ottima prova per questo disegnatore.
Gli albi Planeta pubblicano anche, oltre ai già citati specchietti informativi su vecchie storie di Batman in qualche modo riprese da Morrison, le storie scritte da Paul Dini nel 2006 per la collana americana Detective Comics, autoconclusive e non legate alla continuity, in cui sembra di respirare le atmosfere della serie animata anni ’90 di cui Dini era autore di punta, infatti. Pur non essendo il motivo per cui ho acquistato gli albi, sono state tutte e quattro delle piacevolissime letture tanto nei testi quanto nei disegni.
Insomma, un buon inizio, anche se da quel che ho letto il meglio della gestione verrà dopo, quando saremo più vicini all’evento R.I.P. , e che qui Grant sta ancora scaldando i motori con una storia tutto sommato non così fuori dai canoni, Damian a parte. Soddisfatto comunque dal quadro generale che si inizia pian piano a vedere, e da alcune finezze, questo Morrison m’attira e quindi gli do fiducia continuando appena possibile la serie.
Next, Il Clown di Mezzanotte e I Tre Spiriti di Batman.
Per una Batmobile Migliore, I Man-Bat di Londra, Ragazzi Meraviglia, Padri Assenti [Mensile Planeta # 1-2-3-4]

Inizio qui un cammino che cercherò di frammentare il meno possibile (e confido anche in Lucca per questo) e che ho deciso di intraprendere seguendo la mia curiosità per i recenti sconvolgimenti nel mondo di Batman. In barba ai propositi di recuperare prima alcune classiche graphic novel del personaggio che ancora mi mancano e che smanio di leggere, negli ultimi tempi ero sempre più incuriosito dallo sceneggiatore Grant Morrison e dai commenti nel web dei lettori di comics, sia di chi li idolatra sia di chi non lo sopporta. Da quel che ho letto sembrerebbe un autore nelle mie corde, che potrebbe piacermi, e l’aver costruito una run che costituisce nel suo insieme uno dei più grandi sconvolgimenti nella vita dell’Uomo Pipistrello mi ha invogliato a provare a leggere la prima miniserie della sue gestione, che getta le prima basi per l’evento R.I.P. che ha sconvolto il mondo di Batman.
Ho recuperato per ora i primi 4 albetti del mensile che la Planeta DeAgostini ha fatto partire nel 2007, e che contengono le quattro parti di Batman e Figlio, cioè la prima parte della gestione Morrison (iniziata nel Batman americano n. 655) che per quanto breve e non troppo inusuale come svolgimento inizia già a gettare basi importanti per quello che ha in mente Morrison.
SPOILER
L’inizio della prima storia, Per una Batmobile Migliore, è di grande effetto, le prime tavole infatti mostrano Joker ammazzare Batman, ma subito scopriamo che in realtà costui era un impostore travestito, che tra l’altro spara in faccia al pagliaccio di Gotham. Questo evento narrativamente forte non verrà più ripreso nella mini, che si focalizza su un Bruce Wayne che decide di andare a Londra ad una festa di beneficenza. Infatti è lì che subirà l’attacco di un esercito di Man-Bat, pipistrelli mostruosi e mutanti che in origine era la conseguenza di un esperimento genetico su se stesso del professor Kirk Langstron, che qui è costretto a cedere la formula alla donna che ha organizzato l’attacco: Talia, figlia del defunto Ra’s Al Ghul.
La grande svolta nel destino del Cavaliere Oscuro comincia qui: Talia, oltre ai suoi propositi di dominazione del mondo, è venuta a riferire a Batman che loro due hanno un figlio, Damian, e che lei glielo affida. La cosa creerà non pochi problemi al supereroe, specie nei rapporti con neo-adottato Robin.
/SPOILER
Come da titolo, quindi, questa primissima tranche della storia che Morrison vuole raccontare si concentra sulla scoperta di Damian, [spoiler]figlio di Batman e Talia e cresciuto dalla Lega degli Assassini[/spoiler]. Notizia sconvolgente per i lettori e per Batman stesso, ovviamente, e che si pone quindi come nuovo starting point sia per la vita dell’Uomo Pipistrello sia per un lettore che conosca poco del personaggio. Le cose che Morrison pesca dal passato infatti vengono chiarite in un’utile paginetta redazionale nell’edizione Planeta, e la storia è abbastanza appassionante. Alcune cose come l’inizio col Joker o la Batmobile verranno, io penso, riprese nei prossimi archi narrativi della gestione Morrison, e comunque la storia di questi quattro numeri per me è abbastanza appassionante. E divertente, l’autore scozzese è bravo a far pronunciare da Alfred almeno un paio di battutine meravigliose che esternano tutto il british humor del maggiordomo (scambiare una vecchia suora per il Pinguino e leggersi Artemis Fowl
La parte grafica è affidata a un eccellente Andy Kubert: il suo Batman è esteticamente bellissimo e accattivante, moderno e cinetico, e anche il suo Joker per quel poco che appare. Anche altri personaggi come Robin e Alfred e altri comprimari mi sembrano molto riusciti, così come – anche se non sempre – gli sfondi. Ottima prova per questo disegnatore.
Gli albi Planeta pubblicano anche, oltre ai già citati specchietti informativi su vecchie storie di Batman in qualche modo riprese da Morrison, le storie scritte da Paul Dini nel 2006 per la collana americana Detective Comics, autoconclusive e non legate alla continuity, in cui sembra di respirare le atmosfere della serie animata anni ’90 di cui Dini era autore di punta, infatti. Pur non essendo il motivo per cui ho acquistato gli albi, sono state tutte e quattro delle piacevolissime letture tanto nei testi quanto nei disegni.
Insomma, un buon inizio, anche se da quel che ho letto il meglio della gestione verrà dopo, quando saremo più vicini all’evento R.I.P. , e che qui Grant sta ancora scaldando i motori con una storia tutto sommato non così fuori dai canoni, Damian a parte. Soddisfatto comunque dal quadro generale che si inizia pian piano a vedere, e da alcune finezze, questo Morrison m’attira e quindi gli do fiducia continuando appena possibile la serie.
Next, Il Clown di Mezzanotte e I Tre Spiriti di Batman.
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Le consultas spagnole dicono che nei primi mesi del prossimo anno ci dovrebbe essere un volume tp che raccolga tutta la run di Morrison fino a R.I.P. (non ho capito se R.I.P. escluso o incluso, ma vabbè). E io che ho iniziato a comprare la suddetta run sugli spillati mensili (vedi recensione qui sopra)? Spero che la situazione italiana si assesti con quella spagnola e aspetto o mi butto nella continuazione dell'acquisto degli spillati?
Io la risposta in cuor mio me la sto dando, però so che fra qualche mese poi il tp uscirà anche da noi e io mi mangerò le mani... ma ora come ora, oltre ad avere la fregola di leggere questa run, come posso fidarmi della pubbicazione almeno un pochino celere da noi di quel volume, con il futuro così incerto? (senza contare che così intanto le vicende post-rip andrebbero avanti sul mensile e dovrei aspettare ulteriormente per recuperare tutto, mentre volevo mettermi in pari il prima possibile...
Bah (sì, anche qui)
Io la risposta in cuor mio me la sto dando, però so che fra qualche mese poi il tp uscirà anche da noi e io mi mangerò le mani... ma ora come ora, oltre ad avere la fregola di leggere questa run, come posso fidarmi della pubbicazione almeno un pochino celere da noi di quel volume, con il futuro così incerto? (senza contare che così intanto le vicende post-rip andrebbero avanti sul mensile e dovrei aspettare ulteriormente per recuperare tutto, mentre volevo mettermi in pari il prima possibile...
Bah (sì, anche qui)
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
... continuerò a farlo, penso, dato che vedo la presenza di Grant Morrison a Lucca come un segno del destino!Bramo ha scritto:E io che ho iniziato a comprare la suddetta run sugli spillati mensili...
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
La Run di Morrison - 2. Il Clown di Mezzanotte + I Tre Spiriti di Batman (Grant Morrison/John Van Fleet - Andy Kubert):
Il Clown di Mezzanotte + I Tre Spiriti di Batman, Lo Schedario Nero [Mensile Planeta # 9-10-11]

Con "Batman" americano # 663 torna ai testi Grant Morrison per continuare la sua gestione, il suo epico progetto in cui ogni storia non va apprezzata solo in sè e per sè, ma anche come parte di un progetto più ampio, che porterà nella sua prima parte a R.I.P. ma che poi proseguirà ulteriormente.
Con Il Clown di Mezzanotte Morrison riprende il discorso lasciato in sospeso nelle prime pagine del primo episodio di Batman e Figlio: le sorti di Joker, che aveva ricevuto un colpo di pistola dritto in faccia. Indagando sulla strana morte di alcuni pagliacci deformi o affetti da sindrome di Down, Batman si persuade che il responsabile sia proprio la sua nemesi principale, nonostante il Joker sia internato all'Arkham Asylum, legato a una sedia a rotelle, tutto bendato e senza possibilità di muoversi o parlare. Ma il Joker non è inoffensivo come sembra, anzi tutto il contrario, il terribile villain sta progettando nientemeno che la sua rinascita...
E' una storia affascinante sotto molti aspetti. Il primo è che la storia non è un fumetto. Morrison stupisce scrivendo un racconto in prosa corredato dai crepuscolari disegni dell'interessante Van Fleet, che incorniciano le parole dello sceneggiatore contribuendo a dare quell'atmosfera malata e psicotica che si respira dallo sfondo su cui poggia il testo e soprattutto dal testo stesso, in cui Grant Morrison riesce a mio parere ad entrare perfettamente nella testa del Joker analizzandone lucidamente la follia e i pensieri più intimi dell'oscuro pagliaccio. In una storia in cui il Joker assurge a un nuovo stadio della sua vita, Morrison fa il punto su quello che il personaggio è, su quello che pensa, su come agisce e su quale sia la sua essenza (o una della sue essenze). In quest'ottica l'idea di rompere gli schemi e scrivere un racconto (dallo stile molto barocco nella scrittura) invece di una normale sceneggiatura tradotta in vignette ha un senso anche metaforico.
Altre cose degne di nota sono la presenza di Harley Quinn e il finale. Ma adesso che un nuovo Joker è nato dalle sue stesse ceneri, come questo si incastrerà nel futuro di Batman?
I Tre Spiriti di Batman e Lo Schedario Nero sono due parti della stessa storia. La prima parte si occupa di farci vedere come Bruce Wayne continui a coltivare la sua relazione con Jezebel Jet, una ricca modella diventata capo di una piccola nazione che abbiamo intravisto in Batman e Figlio. Sciano insieme, cenano insieme... Dall'altra parte quello stesso episodio ci mostra l'esistenza di un uomo gigantesco vestito da Batman che uccide le prostitute. E che in virtù della sua massa concia un bel po' male il nostro Batman.
In Lo Schedario Nero Batman sogna il figlio Damian che lo avverte che un terzo spirito deve andare a fargli visita, dopo il primo falso Batman in Per una Batmobile Migliore e dopo questo gigantesco. Dinanzi a questi eventi l'Uomo Pipistrello si ricorda dello Schedario Nero, fantomatico libro in cui l'eroe inserì tutti i casi paranormali e inspiegabili che gli capitarono negli anni.
Intanto vediamo che Damian e sua madre Talia non sono morti...
I disegni tornano in mano all'ottimo Andy Kubert, che delizia nuovamente il lettore con tavole splendide, bellissime e visivamente appaganti, in cui tanto gli ampi sfondi quanto le figure umane sono perfetti. Grande Kubert!
Questi due episodi narrativamente sono forse un po' insipidi rispetto alle storie finora lette della run di Morrison, ma per quanto riguarda la run nel suo disegno generale offrono alcune cose importanti: il secondo "spirito", cioè il secondo folle che travestito da Batman attua la sua giustizia sommaria e arbitraria, oltre che violenta, e che come il primo mette Batman a confronto con versioni distore di se stesso, inquietandolo.
Poi emerge questo Schedario Nero, che implica la visione che Morrison dà della vita di Batman: per lui tutte le storie raccontate di Batman da sempre sono avvenute nell'arco di 15 anni di vita di quest'uomo, comprese anche le storielle "camp" e quelle del periodo in cui Batman si confrontava con alieni, dischi volanti, viaggi nel tempo e altri temi di fantascienza che nella più recente visione del personaggio sono stati dimenticate. Per Morrison invece anche quelle avventure valgono, e il supereroe ha archiviato quei casi inspiegabili in questo schedario. Ma cosa significherà questo nel disegno generale dell'autore?
A corredo di queste storie il mensile Planeta offre brevi e molto utili articoli di approfondimento sulla scritta "Zur En Arrh" e sui casi paranormali. Inoltre viene proposta la storia in due parti (pubblicata nei # 9-10) Assediodi Stuart Moore e Andy Clarke da "Detective Comics", leggibile, e la storia Una specie di famiglia di Paul Dini e Don Kramer (sempre da "Detective Comics"), in cui Dini torna a scrivere della "sua" Harley Quinn. Bella.
Next, Batman a Betlemme + Il Club degli Eroi
Il Clown di Mezzanotte + I Tre Spiriti di Batman, Lo Schedario Nero [Mensile Planeta # 9-10-11]

Con "Batman" americano # 663 torna ai testi Grant Morrison per continuare la sua gestione, il suo epico progetto in cui ogni storia non va apprezzata solo in sè e per sè, ma anche come parte di un progetto più ampio, che porterà nella sua prima parte a R.I.P. ma che poi proseguirà ulteriormente.
Con Il Clown di Mezzanotte Morrison riprende il discorso lasciato in sospeso nelle prime pagine del primo episodio di Batman e Figlio: le sorti di Joker, che aveva ricevuto un colpo di pistola dritto in faccia. Indagando sulla strana morte di alcuni pagliacci deformi o affetti da sindrome di Down, Batman si persuade che il responsabile sia proprio la sua nemesi principale, nonostante il Joker sia internato all'Arkham Asylum, legato a una sedia a rotelle, tutto bendato e senza possibilità di muoversi o parlare. Ma il Joker non è inoffensivo come sembra, anzi tutto il contrario, il terribile villain sta progettando nientemeno che la sua rinascita...
E' una storia affascinante sotto molti aspetti. Il primo è che la storia non è un fumetto. Morrison stupisce scrivendo un racconto in prosa corredato dai crepuscolari disegni dell'interessante Van Fleet, che incorniciano le parole dello sceneggiatore contribuendo a dare quell'atmosfera malata e psicotica che si respira dallo sfondo su cui poggia il testo e soprattutto dal testo stesso, in cui Grant Morrison riesce a mio parere ad entrare perfettamente nella testa del Joker analizzandone lucidamente la follia e i pensieri più intimi dell'oscuro pagliaccio. In una storia in cui il Joker assurge a un nuovo stadio della sua vita, Morrison fa il punto su quello che il personaggio è, su quello che pensa, su come agisce e su quale sia la sua essenza (o una della sue essenze). In quest'ottica l'idea di rompere gli schemi e scrivere un racconto (dallo stile molto barocco nella scrittura) invece di una normale sceneggiatura tradotta in vignette ha un senso anche metaforico.
Altre cose degne di nota sono la presenza di Harley Quinn e il finale. Ma adesso che un nuovo Joker è nato dalle sue stesse ceneri, come questo si incastrerà nel futuro di Batman?
I Tre Spiriti di Batman e Lo Schedario Nero sono due parti della stessa storia. La prima parte si occupa di farci vedere come Bruce Wayne continui a coltivare la sua relazione con Jezebel Jet, una ricca modella diventata capo di una piccola nazione che abbiamo intravisto in Batman e Figlio. Sciano insieme, cenano insieme... Dall'altra parte quello stesso episodio ci mostra l'esistenza di un uomo gigantesco vestito da Batman che uccide le prostitute. E che in virtù della sua massa concia un bel po' male il nostro Batman.
In Lo Schedario Nero Batman sogna il figlio Damian che lo avverte che un terzo spirito deve andare a fargli visita, dopo il primo falso Batman in Per una Batmobile Migliore e dopo questo gigantesco. Dinanzi a questi eventi l'Uomo Pipistrello si ricorda dello Schedario Nero, fantomatico libro in cui l'eroe inserì tutti i casi paranormali e inspiegabili che gli capitarono negli anni.
Intanto vediamo che Damian e sua madre Talia non sono morti...
I disegni tornano in mano all'ottimo Andy Kubert, che delizia nuovamente il lettore con tavole splendide, bellissime e visivamente appaganti, in cui tanto gli ampi sfondi quanto le figure umane sono perfetti. Grande Kubert!
Questi due episodi narrativamente sono forse un po' insipidi rispetto alle storie finora lette della run di Morrison, ma per quanto riguarda la run nel suo disegno generale offrono alcune cose importanti: il secondo "spirito", cioè il secondo folle che travestito da Batman attua la sua giustizia sommaria e arbitraria, oltre che violenta, e che come il primo mette Batman a confronto con versioni distore di se stesso, inquietandolo.
Poi emerge questo Schedario Nero, che implica la visione che Morrison dà della vita di Batman: per lui tutte le storie raccontate di Batman da sempre sono avvenute nell'arco di 15 anni di vita di quest'uomo, comprese anche le storielle "camp" e quelle del periodo in cui Batman si confrontava con alieni, dischi volanti, viaggi nel tempo e altri temi di fantascienza che nella più recente visione del personaggio sono stati dimenticate. Per Morrison invece anche quelle avventure valgono, e il supereroe ha archiviato quei casi inspiegabili in questo schedario. Ma cosa significherà questo nel disegno generale dell'autore?
A corredo di queste storie il mensile Planeta offre brevi e molto utili articoli di approfondimento sulla scritta "Zur En Arrh" e sui casi paranormali. Inoltre viene proposta la storia in due parti (pubblicata nei # 9-10) Assediodi Stuart Moore e Andy Clarke da "Detective Comics", leggibile, e la storia Una specie di famiglia di Paul Dini e Don Kramer (sempre da "Detective Comics"), in cui Dini torna a scrivere della "sua" Harley Quinn. Bella.
Next, Batman a Betlemme + Il Club degli Eroi
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
La Run di Morrison - 3. Batman a Betlemme + Il Club degli Eroi (Grant Morrison/Andy Kubert - J.H. Williams III):
Batman a Betlemme + L'Isola del Signor Mayhew, Ora Siamo Morti, Il Cavaliere Oscuro Deve Morire [Mensile Planeta # 12]

Il "Batman" americano # 666 non poteva contenere una storia normale. O meglio, uno come Grant Morrison non poteva far finta di niente di fronte all'opportunità di scrivere una storia per un numero così... particolare.
Ed ecco allora il tassello più enigmatico della sua gestione, un episodio autoconclusivo ambientato nel futuro, un po' come se fosse il Dimenticati dal Tempo di Rat-Man.
In questo futuro allucinato Bruce Wayne è morto, e suo figlio Damian è il nuovo Batman, che in una Gotham City degradata e allo sfascio che ora si chiama Betlemme cerca di mantenere l'ordine avendo però contro la polizia (nella persona di Barbara Gordon), e che deve vedersela con un misterioso personaggio che indossa abiti alla Batman, e che si può intuire sia il terzo spirito.
"Si può intuire" perchè la storia è molto intricata, pur nella sua brevità, una storia di non facile lettura e che infatti merita alcune riletture per essere ben compresa. Ciononostante, è capolavorosa. Al di là dei bellissimi disegni d Kubert che ormai adoro e che anche qui fa un lavoro splendido fin dalla copertina, è proprio la storia ad essere entusiasmante, pur con le difficoltà di comprensione dovute all'ovvia ignoranza del lettore di quello che succede tra la scorsa storia (Lo Schedario Nero) e questa, un gap di anni. Ma l'atmosfera che ancora una volta Morrison sa abilmente far traspirare dall'avventura, i dialoghi e la figura di Damian descritta in modo molto accattivante fanno di questa storia un gioiellino.
La storia in tre parti Il Club degli Eroi ritorna invece nel presente, dopo il flashforward dell'avventura precedente, e vede Batman e Robin convocati su un'isola di proprietà del Signor Mayhew, fondatore anni orsono di un club che riuniva gli emuli di Batman di tutte le nazioni.
Un piccolo inciso è doveroso: Morrison ripesca qui un altro elemento degli anni '50, quello di questo gruppo di pittoreschi personaggi che cercavano di essere per il loro Paese quello che Batman era per Gotham. Abbiamo così il Legionario per l'Italia, il Moschettiere per la Francia, il Ranger per l'Australia e via dicendo. Editorialmente il gruppo non ebbe molta fortuna e fu preso dimenticato come altri elementi di quegli anni, nella visione moderna di Batman.
Ma Morrison li recupera, per imbastire un giallo classico che deve moltissimo ai romanzi di Agatha Christie, in particolare a Dieci Piccoli Indiani: infatti arrivati tutti nella villa sull'isola, si scopre che il signor Mayhew è morto, e che l'assassino ha lanciato la sfida di scoprire il colpevole a questi detective in costume.
Da qui si snoda l'indagine di Batman accompagnato dagli altri personaggi, e per uno come me che ha molto amato e ancora ama le trame gialle è una goduria leggere questa lunga storia. E se la soluzione è forse un po' prevedibile, l'intreccio merita comunque.
La storia ovviamente non è fine a se stessa, come niente di quello che Grant scrive in questa sua gestione. E questa minisaga è l'occasione per introdurre una fantomatica organizzazione, il Guanto Nero, che sta dietro a questa trappolona dell'isola e che si capisce che abbia di mira non quegli eroi generici, ma proprio Batman in persona.
Perchè? Cos'è il Guanto Nero? Chi lo compone? Perchè vuole Batman morto? Domande che restano in sospeso, in attesa che la gestione di Morrison riprenda.
I disegni di J.H. Williams III sono uno spettacolo. Sono a dir la verità meno nelle mie corde rispetto a quelli di Kubert o di Jim Lee, ma non si può restare insensibili al fascino che sprigionano, tra l'altro fascino che calza perfettamente con il tono da indagine che riveste la storia. Quello che apprezzo dello stile di Williams III è poi lo sperimentalismo, il suo estro nella composizione della tavola, in cui le vignette non si limitano a sparire come in tanti altri disegnatori americani ma prendono forme sempre adatte a quello che si sta raccontandoo: in momenti pericolosi i disegni sono racchiusi in una mano guantata, in momenti epici dentro la sagoma di un pipistrello... tanti accorgimenti che rendono sempre interessante la lettura. Complimenti.
Tutte queste storie sono racchiuse, in Italia, in un unico numero del mensile, il 12, che festeggiando un anno dall'inizio della pubblicazione sotto la Planeta (come indica il numero, appunto) aumenta la foliazione - e il prezzo - per poter contenere tutta questa parte centrale e importante della run di Grant Morrison. Alla fine dell'albo un articolo di due pagine commemora l'anniversario del mensile e offre alcuni interessanti (e doverosi, vedi la genesi del club degli eroi) approfondimenti sulle storie raccolte nel numero.
Next, Prologo a R.I.P., che conto di recuperare a Lucca insieme al volume che raccoglie il R.I.P. vero e proprio
Batman a Betlemme + L'Isola del Signor Mayhew, Ora Siamo Morti, Il Cavaliere Oscuro Deve Morire [Mensile Planeta # 12]

Il "Batman" americano # 666 non poteva contenere una storia normale. O meglio, uno come Grant Morrison non poteva far finta di niente di fronte all'opportunità di scrivere una storia per un numero così... particolare.
Ed ecco allora il tassello più enigmatico della sua gestione, un episodio autoconclusivo ambientato nel futuro, un po' come se fosse il Dimenticati dal Tempo di Rat-Man.
In questo futuro allucinato Bruce Wayne è morto, e suo figlio Damian è il nuovo Batman, che in una Gotham City degradata e allo sfascio che ora si chiama Betlemme cerca di mantenere l'ordine avendo però contro la polizia (nella persona di Barbara Gordon), e che deve vedersela con un misterioso personaggio che indossa abiti alla Batman, e che si può intuire sia il terzo spirito.
"Si può intuire" perchè la storia è molto intricata, pur nella sua brevità, una storia di non facile lettura e che infatti merita alcune riletture per essere ben compresa. Ciononostante, è capolavorosa. Al di là dei bellissimi disegni d Kubert che ormai adoro e che anche qui fa un lavoro splendido fin dalla copertina, è proprio la storia ad essere entusiasmante, pur con le difficoltà di comprensione dovute all'ovvia ignoranza del lettore di quello che succede tra la scorsa storia (Lo Schedario Nero) e questa, un gap di anni. Ma l'atmosfera che ancora una volta Morrison sa abilmente far traspirare dall'avventura, i dialoghi e la figura di Damian descritta in modo molto accattivante fanno di questa storia un gioiellino.
La storia in tre parti Il Club degli Eroi ritorna invece nel presente, dopo il flashforward dell'avventura precedente, e vede Batman e Robin convocati su un'isola di proprietà del Signor Mayhew, fondatore anni orsono di un club che riuniva gli emuli di Batman di tutte le nazioni.
Un piccolo inciso è doveroso: Morrison ripesca qui un altro elemento degli anni '50, quello di questo gruppo di pittoreschi personaggi che cercavano di essere per il loro Paese quello che Batman era per Gotham. Abbiamo così il Legionario per l'Italia, il Moschettiere per la Francia, il Ranger per l'Australia e via dicendo. Editorialmente il gruppo non ebbe molta fortuna e fu preso dimenticato come altri elementi di quegli anni, nella visione moderna di Batman.
Ma Morrison li recupera, per imbastire un giallo classico che deve moltissimo ai romanzi di Agatha Christie, in particolare a Dieci Piccoli Indiani: infatti arrivati tutti nella villa sull'isola, si scopre che il signor Mayhew è morto, e che l'assassino ha lanciato la sfida di scoprire il colpevole a questi detective in costume.
Da qui si snoda l'indagine di Batman accompagnato dagli altri personaggi, e per uno come me che ha molto amato e ancora ama le trame gialle è una goduria leggere questa lunga storia. E se la soluzione è forse un po' prevedibile, l'intreccio merita comunque.
La storia ovviamente non è fine a se stessa, come niente di quello che Grant scrive in questa sua gestione. E questa minisaga è l'occasione per introdurre una fantomatica organizzazione, il Guanto Nero, che sta dietro a questa trappolona dell'isola e che si capisce che abbia di mira non quegli eroi generici, ma proprio Batman in persona.
Perchè? Cos'è il Guanto Nero? Chi lo compone? Perchè vuole Batman morto? Domande che restano in sospeso, in attesa che la gestione di Morrison riprenda.
I disegni di J.H. Williams III sono uno spettacolo. Sono a dir la verità meno nelle mie corde rispetto a quelli di Kubert o di Jim Lee, ma non si può restare insensibili al fascino che sprigionano, tra l'altro fascino che calza perfettamente con il tono da indagine che riveste la storia. Quello che apprezzo dello stile di Williams III è poi lo sperimentalismo, il suo estro nella composizione della tavola, in cui le vignette non si limitano a sparire come in tanti altri disegnatori americani ma prendono forme sempre adatte a quello che si sta raccontandoo: in momenti pericolosi i disegni sono racchiusi in una mano guantata, in momenti epici dentro la sagoma di un pipistrello... tanti accorgimenti che rendono sempre interessante la lettura. Complimenti.
Tutte queste storie sono racchiuse, in Italia, in un unico numero del mensile, il 12, che festeggiando un anno dall'inizio della pubblicazione sotto la Planeta (come indica il numero, appunto) aumenta la foliazione - e il prezzo - per poter contenere tutta questa parte centrale e importante della run di Grant Morrison. Alla fine dell'albo un articolo di due pagine commemora l'anniversario del mensile e offre alcuni interessanti (e doverosi, vedi la genesi del club degli eroi) approfondimenti sulle storie raccolte nel numero.
Next, Prologo a R.I.P., che conto di recuperare a Lucca insieme al volume che raccoglie il R.I.P. vero e proprio
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
La Run di Morrison - 4. Prologo a Batman R.I.P. (Grant Morrison/Tony Daniel - Ryan Benjamin):
Medicina Spaziale, Joe Chill all'Inferno, Batman Morirà all'Alba, Il Demone con Nove Occhi [Mensile Planeta # 26-27]

Grant Morrison ha fama di essere uno sceneggiatore molto criptico, dalla scrittura intrisa di simbolismi, esoterismo, ragionamenti e teorie contorte, metafumetto, come denotano sue opere quali Anima Man, The Invisibles, Kid Eternity (che covo da tempo l'idea di recuperare, prima o poi)... ma nella sua gestione di Batman finora queste caratteristiche ancora non si erano viste: si erano viste idee forti come dare un figlio naturale a Batman, si era vista una narrazione sopraffina e si era visto l'interesse di recupero filologico delle vecchie avventure del personaggio, anche di quel periodo che tutti tendono a dimenticare come quello dagli anni '50 ai '70. Ma niente di troppo cervellotico, ad eccezione del fantomatico numero 666 del Batman americano dove c'era quella bellissima storia sul futuro distopico.
Ora, arrivati agli ultimi passi che precedono il cuore della gestione Morrison sul Cavaliere Oscuro, la faccenda inizia a farsi complicata, si ottengono risposte ma queste sono la preparazione del terreno per quello che sta per accadere.
SPOILER
Nel primo dei due spillati italiani in oggetto, vediamo infatti Bruce Wayne piantare in asso per l'ennsima volta la bella Jezebel Jet per accorrere nei panni di Batman al commissariato, dove ha fatto la sua comparsa il terzo spirito, annunciato in sogno qualche numero fa. Questi colpendo con uno sparo a bruciapelo Batman riesce a provocargli un infarto, che inizia così un viaggio onirico e folle, in cui si rivede quello stile di Morrison che citavo prima. Batman attraversa essenzialmente due visioni, che si rifanno a due eventi del suo passato: rivive le sette settimane del rituale Thogal, esperienza fatta durante la serie 52, e soprattutto si rivede quando accettò di fare da soggetto per esperimenti sulla mente umana in isolamento, tanto per aiutare la ricerca quanto per cercare di capire meglio la mente del Joker (episodio veramente accaduto nella storia degli anni '60 Robin muore all'alba, notare il riferimento di titoli). La visione onirica risulta guidata dal Bat-Mite, sorta di folletto di qualche universo lontano dal costume similare a quello di Batman, che mostra anche che dai ricordi di Bruce emerge il terrorismo psicologico che fece a Joe Chill, l'assassino dei suoi genitori, provocandone il suicidio.
Lo spillato # 27 ci riporta alla realtà: Batman è prigioniero del terzo spirito, che gli rivela finalmente cos'è quella messinscena: i tre spiriti erano tre poliziotti addestrati per sostituire Batman in caso di morte di quest'ultimo, idea che aveva l'appoggio di polizia ed esercito e che vede come gran burattinaio il dottor Simon Hurt, il medico che patrocinò l'esperimento di isolamente totale della mente e che ha trovato la presunta molla dell'essere Batman: un grandissimo trauma nella propria vita.
Dopo essersi liberato, Batman torna in abiti civili anche se malconcio e raggiunge la sua fidanzata, che però per una serie di eventi capisce che Bruce e Batman sono la stessa persona.
FINE SPOILER
Il Prologo risulta abbastanza interessante: spiega innanzitutto il mistero dei tre emuli di Batman visti sin dall'inizio della run morrisoniana, e colloca pesantemente fatti del passato editoriale del Pipistrello come importanti ai fini di questa storia che Morrison ci sta raccontando.
Il cerchio si sta chiudendo sempre più inesorabilmente attorno a Batman, il suo stato d'animo irrequieto e paranoico - che Morrison ci suggerisce essere conseguenza di una vita avventurosa e pericolosa come quella del Pipistrello, concentrata in una quindicina d'anni - è sempre più sotto pressione, e dai numeri precedenti e da questi non è difficile capire che una tela si sta componendo intorno al supereroe, un piano terribile ordito dal misterioso Guanto Nero.
Come chiusura, annuncio che sono ormai certezze di due volumi che racchiudono la run di Morrison: il primo dovrebbe uscire tra marzo e aprile, il secondo (che arriverà fino alle storie raccontate in questo topic) successivamente. Se arrivano senza ritardi e defezioni anche qui in Italia, li consiglio, il prezzo non è agevolissimo ma nemmeno eccessivo, e consentono di recuperare in modo comodo queste storie che precedono l'evento RIP.
Next, Batman R.I.P.
Medicina Spaziale, Joe Chill all'Inferno, Batman Morirà all'Alba, Il Demone con Nove Occhi [Mensile Planeta # 26-27]

Grant Morrison ha fama di essere uno sceneggiatore molto criptico, dalla scrittura intrisa di simbolismi, esoterismo, ragionamenti e teorie contorte, metafumetto, come denotano sue opere quali Anima Man, The Invisibles, Kid Eternity (che covo da tempo l'idea di recuperare, prima o poi)... ma nella sua gestione di Batman finora queste caratteristiche ancora non si erano viste: si erano viste idee forti come dare un figlio naturale a Batman, si era vista una narrazione sopraffina e si era visto l'interesse di recupero filologico delle vecchie avventure del personaggio, anche di quel periodo che tutti tendono a dimenticare come quello dagli anni '50 ai '70. Ma niente di troppo cervellotico, ad eccezione del fantomatico numero 666 del Batman americano dove c'era quella bellissima storia sul futuro distopico.
Ora, arrivati agli ultimi passi che precedono il cuore della gestione Morrison sul Cavaliere Oscuro, la faccenda inizia a farsi complicata, si ottengono risposte ma queste sono la preparazione del terreno per quello che sta per accadere.
SPOILER
Nel primo dei due spillati italiani in oggetto, vediamo infatti Bruce Wayne piantare in asso per l'ennsima volta la bella Jezebel Jet per accorrere nei panni di Batman al commissariato, dove ha fatto la sua comparsa il terzo spirito, annunciato in sogno qualche numero fa. Questi colpendo con uno sparo a bruciapelo Batman riesce a provocargli un infarto, che inizia così un viaggio onirico e folle, in cui si rivede quello stile di Morrison che citavo prima. Batman attraversa essenzialmente due visioni, che si rifanno a due eventi del suo passato: rivive le sette settimane del rituale Thogal, esperienza fatta durante la serie 52, e soprattutto si rivede quando accettò di fare da soggetto per esperimenti sulla mente umana in isolamento, tanto per aiutare la ricerca quanto per cercare di capire meglio la mente del Joker (episodio veramente accaduto nella storia degli anni '60 Robin muore all'alba, notare il riferimento di titoli). La visione onirica risulta guidata dal Bat-Mite, sorta di folletto di qualche universo lontano dal costume similare a quello di Batman, che mostra anche che dai ricordi di Bruce emerge il terrorismo psicologico che fece a Joe Chill, l'assassino dei suoi genitori, provocandone il suicidio.
Lo spillato # 27 ci riporta alla realtà: Batman è prigioniero del terzo spirito, che gli rivela finalmente cos'è quella messinscena: i tre spiriti erano tre poliziotti addestrati per sostituire Batman in caso di morte di quest'ultimo, idea che aveva l'appoggio di polizia ed esercito e che vede come gran burattinaio il dottor Simon Hurt, il medico che patrocinò l'esperimento di isolamente totale della mente e che ha trovato la presunta molla dell'essere Batman: un grandissimo trauma nella propria vita.
Dopo essersi liberato, Batman torna in abiti civili anche se malconcio e raggiunge la sua fidanzata, che però per una serie di eventi capisce che Bruce e Batman sono la stessa persona.
FINE SPOILER
Il Prologo risulta abbastanza interessante: spiega innanzitutto il mistero dei tre emuli di Batman visti sin dall'inizio della run morrisoniana, e colloca pesantemente fatti del passato editoriale del Pipistrello come importanti ai fini di questa storia che Morrison ci sta raccontando.
Il cerchio si sta chiudendo sempre più inesorabilmente attorno a Batman, il suo stato d'animo irrequieto e paranoico - che Morrison ci suggerisce essere conseguenza di una vita avventurosa e pericolosa come quella del Pipistrello, concentrata in una quindicina d'anni - è sempre più sotto pressione, e dai numeri precedenti e da questi non è difficile capire che una tela si sta componendo intorno al supereroe, un piano terribile ordito dal misterioso Guanto Nero.
Come chiusura, annuncio che sono ormai certezze di due volumi che racchiudono la run di Morrison: il primo dovrebbe uscire tra marzo e aprile, il secondo (che arriverà fino alle storie raccontate in questo topic) successivamente. Se arrivano senza ritardi e defezioni anche qui in Italia, li consiglio, il prezzo non è agevolissimo ma nemmeno eccessivo, e consentono di recuperare in modo comodo queste storie che precedono l'evento RIP.
Next, Batman R.I.P.
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
La Run di Morrison - 5. Batman R.I.P. + Ultimi Offici (Grant Morrison/Tony Daniel - Lee Garbett):
Mezzanotte nella Casa del Dolore, Batman agli Inferi, Zur En Arrh, Miracolo su Crime Alley, Il Duca Bianco della Morte, La Conclusione: Cuore di Tenebra + Il Colpevole è il Maggiordomo, Cos'ha Visto il Maggiordomo [Volume Batman R.I.P. + Mensile Planeta # 28]

Possibile presenza di qualche spoiler...
La resa dei conti è finalmente arrivata. Dopo una bella e tutto sommato esaustiva introduzione di David Fernandez su quello che è avvenuto nella gestione Morrison fino a questo punto, si entra nel vivo e subito in modo assolutamente spiazzante. Si esordisce con una tavola in cui Batman e Robin gridano che non moriranno mai... la tavola successiva inizia con la didascalia "sei mesi dopo", quindi quelli che abbiamo visto non sono Bruce e Tim ma... i loro sostituti.
Al di là di questo, facciamo subito conoscenza con il gruppo di villain che il dottor Simon Hurt ha riunito attorno a sè, cattivi strani, freak come nella migliore tradizione, che sono comunque pedine per Hurt da muovere per far funzionare il suo piano preparato con tanta cura. Già, la trappola studiata per anni è tesa e finalmente scatta, la parola Zur En Arrh ha effetto dunque. Già, la strana parola che vediamo sui muri fin dal primo numero della run morrisoniana altro non è se non la parola innestata da Hurt nel cervello di Batman anni prima, durante l'esperimento di isolamento della mente, e che ha indebolito pian piano le fondamenta della psiche di Batman fino a farlo crollare definitivamente.
Tra l'altro Zur En Errh è un ennesimo riferimento a una storia anni '50 di Batman, e proprio attorno a quel concetto gira il volume: Zur En Arrh è il nome di un pianeta in cui abitava un altro Batman dal costume colorato di viola e giallo. E oltre ad essere la frase per far crollare la sanità mentale di Batman da parte di Hurt, è anche la via di fuga di Bruce Wayne.
Vediamo di capire una cosa, infatti: Morrison in questa sua gestione ha due presupposti importanti. Uno l'ho già espresso, il considerare valide tutte le storie del personaggio come se fossero vissute in 15 anni di vita; l'altra è che tutto il progetto RIP altro non è se non l'esaltazione più pura e ai massimi livelli del personaggio in sè. Batman viene presentato come il supereroe del pantheon DC migliore, dalle possibilità psico-fisiche maggiori alla faccia dell'essere privo di superpoteri. Morrison ci mostra un Batman che ogni giorno pensa a decine di possibili trappole e alle relative vie di fuga da costruirsi.
E questo Batman si è anche preparato in caso di un attacco di stampo psicologico: proprio durante il Thogal riuscì ad arrivare a livelli di meditazione e studio tali da poter costruirsi un'identità psichica alternativa, il Batman di Zur En Arrh, "quello che risulta quando togli Bruce dall'equazione" (cit.), che riesce a cucirsi un costume dagli stessi colori del suo alter-ego spaziale e che diventa un cazzutissimo eroe.
In tutto questo anche il Bat-Mito trova una spiegazione: è come se fosse la voce della coscienza di Bruce, parto della sua immaginazione perchè la Quinta Dimensione è proprio l'immaginazione secondo Grant Morrison.
Già questo potrebbe decretare questa saga come una delle migliori su Batman, un'esaltazione senza precedenti della mente del personaggio e delle sue capacità. Una vita e una missione messe in discussione da uno degli avversari più terribili in assoluto mai incontrati. Eppure c'è dell'altro. Quell'altro si chiama Joker.
Il Joker è una pedina di gran prestigio del piano del dottor Hurt. Un Joker rinato, ricordo, ancora più terribile e disturbante del solito con quel buco in fronte e la lingua biforcuta. Lo scontro tra lui e Batman è più verbale che fisico, in cui Joker ribalta la prospettiva sulle deduzioni dell'eroe facendogli notare che tutte le sue elucubrazioni alla ricerca di un senso nelle azioni del freake sono fuffa, perchè non c'è nessun simbolismo sotto. Sarà vero? Quel che è certo è che in una girandola di parole e battute la scena si svolge ancora una volta su una scacchiera rossa e nera, in una stanza con tende rosse che non possono non ricordare l'episodio finale di Twin Peaks, non a caso Morrison ha dichiarato di ispirarsi a David Lynch.
Il gran finale vede Batman risorgere letteralmente dalla trappola costruita dalla sua nemesi, che non manca di usare anche la macchina del fango verso i genitori di Bruce per cercare di delegittimare l'operato di Batman. Nonostante una scena che potrebbe far pensare alla morte dell'eroe e di Hurt, non è questa la fine del Cavaliere Oscuro. Non è qui che la si può trovare, a dispetto del titolo del volume.
Il RIP è da intendersi non in senso letterale, infatti: la morte di Batman c'è stata, è stata l'annullamento della sua mente effettivamente avvenuta, ma anche superata. La morte fisica si trova invece all'interno del cross-over Crisi Finale, sempre di Morrison e parallela a questi eventi, dove Batman muore colpito dal raggio dell'alieno Darkseid. Anche se nell'ultima tavola della saga si capirà che [spoiler]il raggio non ha ucciso Bruce ma l'ha mandato indietro nel tempo, e questo sarà alla base della mini Il Ritorno di Bruce Wayne[/spoiler].
I disegni di Tony Daniel sono fighissimi: checchè ne dicano alcune critiche che ho letto riguardo alla non-perfezione del disegno riguardo alle proporzioni (critiche a volte effettivamente vere), Batman è ritratto in modo spettacolare, così gli ambienti e gli altri personaggi. Io reputo queste tavole ottime.
Il collegamento tra RIP e Crisi Finale si coglie in parte nel numero 28 del mensile, che si pone come chiosa del progetto RIP e come ponte tra le due storie di Grant Morrison. Sono infatti raccolte due storie in cui da una parte osserviamo l'esperimento che un dottore sta tentando sulla mente di Batman per poter clonare i suoi ricordi in altri esseri umanoidi, dall'altro abbiamo la possibilità di fare una veloce carrellata di tutta la carriera dell'eroe dal punto di vista del buon Alfred. Non mancando gag e battute spiritose (come le possibili versioni alternative di Batman se avesse scelto l'ape o altri insetti come simboli
) che fanno da contraltare alla storia di Batman: dagli esordi passando per l'arrivo dei vari Ragazzi Meraviglia, il periodo camp in cui tutto è più leggero, il periodo fantascientifico con lo Schedario Nero... fino all'elaborare una realtà parallela, un what if? in cui i genitori di Bruce non sono mai morti e lui non è mai diventato Batman. Ispirata decisamente al plot di Per l'Uomo che Aveva Tutto..., celebre storia di Alan Moore con Superman protagonista, vediamo una vita triste e desolata in questo scenario alternativo, proprio come nell'avventura di Moore.
I disegni di Lee Garbett sono interessanti, classici e piacevoli, anche se continuo a lodare maggiormente Daniel.
Cosa ho raccolto dalla run morrisoniana fino a qui? Ho raccolto sicuramente una storia mozzafiato, preparata con certosina pazienza e tanta arguzia dall'autore, che partita in sordina all'inizio ha complicato sempre di più lo scenario e ha stretto le sue spire proprio alla fine. Questa run è un percorso da fare per intero (e in questo senso i volumi che usciranno fra poco saranno utilissimi) perchè ogni particolare disseminato da Morrison è una componente della congiura contro Batman, la congiura che arriva a tutti gli effetti ad annullarlo, e durante la quale vediamo però anche la sua grande rinascita. Sicuramente le storie del volume RIP sono l'apice della trama costruita da Morrison, ma non esiste senza le storie di preparazione che vengono prima.
Grant Morrison si merita tutta l'attenzione che monitora attorno a sè ormai da anni. E' riuscito a costruire una lunga storia che esalta all'ennesima potenza il mito e le potenzialità di Batman, segnando in modo indelebile quanto sia impossibile sconfiggerlo. Perfino per quella che è la sua nemesi perfetta e raffinata. E l'ha fatto in modo epico e originale, comportandosi come Don Rosa e ricostruendo la vita di Bruce sulla base di tutte le storie pubblicate, facendole confluire in modo utile e sensato in questa storia che indaga la psiche di Batman.
Grant Morrison non abbandona Batman con RIP: prosegue infatti scrivendo per alcune testate nate successivamente alla morte dell'eroe, e quindi appena possibile continuerò a seguire Morrison su Batman.
Next, Batman & Robin
Mezzanotte nella Casa del Dolore, Batman agli Inferi, Zur En Arrh, Miracolo su Crime Alley, Il Duca Bianco della Morte, La Conclusione: Cuore di Tenebra + Il Colpevole è il Maggiordomo, Cos'ha Visto il Maggiordomo [Volume Batman R.I.P. + Mensile Planeta # 28]

Possibile presenza di qualche spoiler...
La resa dei conti è finalmente arrivata. Dopo una bella e tutto sommato esaustiva introduzione di David Fernandez su quello che è avvenuto nella gestione Morrison fino a questo punto, si entra nel vivo e subito in modo assolutamente spiazzante. Si esordisce con una tavola in cui Batman e Robin gridano che non moriranno mai... la tavola successiva inizia con la didascalia "sei mesi dopo", quindi quelli che abbiamo visto non sono Bruce e Tim ma... i loro sostituti.
Al di là di questo, facciamo subito conoscenza con il gruppo di villain che il dottor Simon Hurt ha riunito attorno a sè, cattivi strani, freak come nella migliore tradizione, che sono comunque pedine per Hurt da muovere per far funzionare il suo piano preparato con tanta cura. Già, la trappola studiata per anni è tesa e finalmente scatta, la parola Zur En Arrh ha effetto dunque. Già, la strana parola che vediamo sui muri fin dal primo numero della run morrisoniana altro non è se non la parola innestata da Hurt nel cervello di Batman anni prima, durante l'esperimento di isolamento della mente, e che ha indebolito pian piano le fondamenta della psiche di Batman fino a farlo crollare definitivamente.
Tra l'altro Zur En Errh è un ennesimo riferimento a una storia anni '50 di Batman, e proprio attorno a quel concetto gira il volume: Zur En Arrh è il nome di un pianeta in cui abitava un altro Batman dal costume colorato di viola e giallo. E oltre ad essere la frase per far crollare la sanità mentale di Batman da parte di Hurt, è anche la via di fuga di Bruce Wayne.
Vediamo di capire una cosa, infatti: Morrison in questa sua gestione ha due presupposti importanti. Uno l'ho già espresso, il considerare valide tutte le storie del personaggio come se fossero vissute in 15 anni di vita; l'altra è che tutto il progetto RIP altro non è se non l'esaltazione più pura e ai massimi livelli del personaggio in sè. Batman viene presentato come il supereroe del pantheon DC migliore, dalle possibilità psico-fisiche maggiori alla faccia dell'essere privo di superpoteri. Morrison ci mostra un Batman che ogni giorno pensa a decine di possibili trappole e alle relative vie di fuga da costruirsi.
E questo Batman si è anche preparato in caso di un attacco di stampo psicologico: proprio durante il Thogal riuscì ad arrivare a livelli di meditazione e studio tali da poter costruirsi un'identità psichica alternativa, il Batman di Zur En Arrh, "quello che risulta quando togli Bruce dall'equazione" (cit.), che riesce a cucirsi un costume dagli stessi colori del suo alter-ego spaziale e che diventa un cazzutissimo eroe.
In tutto questo anche il Bat-Mito trova una spiegazione: è come se fosse la voce della coscienza di Bruce, parto della sua immaginazione perchè la Quinta Dimensione è proprio l'immaginazione secondo Grant Morrison.
Già questo potrebbe decretare questa saga come una delle migliori su Batman, un'esaltazione senza precedenti della mente del personaggio e delle sue capacità. Una vita e una missione messe in discussione da uno degli avversari più terribili in assoluto mai incontrati. Eppure c'è dell'altro. Quell'altro si chiama Joker.
Il Joker è una pedina di gran prestigio del piano del dottor Hurt. Un Joker rinato, ricordo, ancora più terribile e disturbante del solito con quel buco in fronte e la lingua biforcuta. Lo scontro tra lui e Batman è più verbale che fisico, in cui Joker ribalta la prospettiva sulle deduzioni dell'eroe facendogli notare che tutte le sue elucubrazioni alla ricerca di un senso nelle azioni del freake sono fuffa, perchè non c'è nessun simbolismo sotto. Sarà vero? Quel che è certo è che in una girandola di parole e battute la scena si svolge ancora una volta su una scacchiera rossa e nera, in una stanza con tende rosse che non possono non ricordare l'episodio finale di Twin Peaks, non a caso Morrison ha dichiarato di ispirarsi a David Lynch.
Il gran finale vede Batman risorgere letteralmente dalla trappola costruita dalla sua nemesi, che non manca di usare anche la macchina del fango verso i genitori di Bruce per cercare di delegittimare l'operato di Batman. Nonostante una scena che potrebbe far pensare alla morte dell'eroe e di Hurt, non è questa la fine del Cavaliere Oscuro. Non è qui che la si può trovare, a dispetto del titolo del volume.
Il RIP è da intendersi non in senso letterale, infatti: la morte di Batman c'è stata, è stata l'annullamento della sua mente effettivamente avvenuta, ma anche superata. La morte fisica si trova invece all'interno del cross-over Crisi Finale, sempre di Morrison e parallela a questi eventi, dove Batman muore colpito dal raggio dell'alieno Darkseid. Anche se nell'ultima tavola della saga si capirà che [spoiler]il raggio non ha ucciso Bruce ma l'ha mandato indietro nel tempo, e questo sarà alla base della mini Il Ritorno di Bruce Wayne[/spoiler].
I disegni di Tony Daniel sono fighissimi: checchè ne dicano alcune critiche che ho letto riguardo alla non-perfezione del disegno riguardo alle proporzioni (critiche a volte effettivamente vere), Batman è ritratto in modo spettacolare, così gli ambienti e gli altri personaggi. Io reputo queste tavole ottime.
Il collegamento tra RIP e Crisi Finale si coglie in parte nel numero 28 del mensile, che si pone come chiosa del progetto RIP e come ponte tra le due storie di Grant Morrison. Sono infatti raccolte due storie in cui da una parte osserviamo l'esperimento che un dottore sta tentando sulla mente di Batman per poter clonare i suoi ricordi in altri esseri umanoidi, dall'altro abbiamo la possibilità di fare una veloce carrellata di tutta la carriera dell'eroe dal punto di vista del buon Alfred. Non mancando gag e battute spiritose (come le possibili versioni alternative di Batman se avesse scelto l'ape o altri insetti come simboli
I disegni di Lee Garbett sono interessanti, classici e piacevoli, anche se continuo a lodare maggiormente Daniel.
Cosa ho raccolto dalla run morrisoniana fino a qui? Ho raccolto sicuramente una storia mozzafiato, preparata con certosina pazienza e tanta arguzia dall'autore, che partita in sordina all'inizio ha complicato sempre di più lo scenario e ha stretto le sue spire proprio alla fine. Questa run è un percorso da fare per intero (e in questo senso i volumi che usciranno fra poco saranno utilissimi) perchè ogni particolare disseminato da Morrison è una componente della congiura contro Batman, la congiura che arriva a tutti gli effetti ad annullarlo, e durante la quale vediamo però anche la sua grande rinascita. Sicuramente le storie del volume RIP sono l'apice della trama costruita da Morrison, ma non esiste senza le storie di preparazione che vengono prima.
Grant Morrison si merita tutta l'attenzione che monitora attorno a sè ormai da anni. E' riuscito a costruire una lunga storia che esalta all'ennesima potenza il mito e le potenzialità di Batman, segnando in modo indelebile quanto sia impossibile sconfiggerlo. Perfino per quella che è la sua nemesi perfetta e raffinata. E l'ha fatto in modo epico e originale, comportandosi come Don Rosa e ricostruendo la vita di Bruce sulla base di tutte le storie pubblicate, facendole confluire in modo utile e sensato in questa storia che indaga la psiche di Batman.
Grant Morrison non abbandona Batman con RIP: prosegue infatti scrivendo per alcune testate nate successivamente alla morte dell'eroe, e quindi appena possibile continuerò a seguire Morrison su Batman.
Next, Batman & Robin
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Interrompo la mia cavalcata attraverso le storie più recenti di Batman targate Grant Morrison per commentare questa storia, che come era prevedibile mi ha assolutamente conquistato.DeborohWalker ha scritto:![]()
![]()
Dopo due anni a voler prendere il volumone e sempre a rimandere finalmente allo scorso Cartoomics ho effettuato l'acquisto, e mi rendo conto di essermi privato per troppo tempo di un fottuto capolavoro. Probabilmente è anche per me, come per Deboroh e per tantissimi altri che l'hanno letta, la storia di Batman che preferisco.
C'è tutto. L'atmosfera dark, la bellezza estrema dell'ambientare l'avventura nei primi anni di carriera del supereroe, un'indagine costruita benissimo, il pantheon dei nemici di Batman praticamente al completo, la genesi di uno dei freaks di Gotham e i disegni indescrivibili di Tim Sale.
"Io credo in Gotham City" "Io credo in Harvey Dent" "Io credo in Batman"... all'interno dell'avventura lo sceneggiatore Tim Sale si diverte ad inserire in momenti topici una di queste frasi, di questi credo, che spesso stridono nel confronto con la dura realtà. Omicidi, famiglie mafiose che hanno il controllo della città, corruzione... eppure Bruce Wayne crede fortemente nella giustizia e nella salvezza dell'anima immonda di Gotham, e anche il commissario Gordon. E anche Harvey Dent, il giovane procuratore distrettuale... ma siamo sicuri che ci creda anche lui? Perlomeno nello stesso modo degli altri due uomini con cui forma un triangolo per cercare di tenere in ordine la città?
Condivido questa giudizio, che descrive perfettamente i meriti di testi e disegni di questa stupenda graphic novel. Mentre Batman e il lettore cercano di capire chi possa essere Holiday, l'assassino che colpisce durante le festività i membri della famiglia Falcone, è bello ritrovare Joker, Poison Ivy, l'Enigmista e anche Catwoman, ovviamente, vera e propria co-protagonista della storia all'interno di un rapporto sentimentale controverso e difficile.DeborohWalker ha scritto:La storia risulta quindi essere un racconto corale il cui fuoco passa di volta in volta ai diversi comprimari, raccontata in modo sapiente dai testi di Jeph Loeb; la sua sceneggiatura riduce al minimo le parole, così che le parole non invadano i disegni di Tim Sale più dello stretto indispensabile. La sinergia tra il lavoro dei due autori è fantastica (e lo conferma il fatto che più volte torneranno a creare insieme mini-serie cult), e le tavole mostrano un'accurata fotografia e un taglio delle vignette originale. Il contrasto tra luci e ombre è realizzato con maestrie, e le chine nette fanno risaltare i tratti che deformano in maniera grottesca i protagonisti e gli ambienti; a rendere tutto ancor più affascinante ci pensano i colori di Gregory Wright che riescono a impreziosire le già stupende tavole di Sale.
In questa storia tutto è meraviglioso, tutto perfettamente calibrato, la storia si prende il giusto spazio per raccontare un giallo intricato e per raccontare della discesa negli inferi dell'animo di Harvey, e questo unito ai disegni unici di Tim Sale porta la storia su alte vette qualitative. Il tratto è molto particolare, e a dire il vero in alcune occasioni (il volto del Joker, per esempio) non mi ha convinto, ma il suo Batman è probabilmente la miglior versione disegnata possibile dell'eroe, e anche i disegni dei panorami e degli ambienti e di molti altri personaggi risultano essere splendidi, artistici, e contribuiscono molto a nobilitare un lavoro che già solo nei testi dimostra di essere pietra angolare del Batman post-anni '80 non a caso.
Il volume Planeta poi è esente da errori, ha una confezione bellissima, un'ottima introduzione a cura di Christopher Nolan e di David Goyer, e in fondo al volume un buon numero di pagine dedicate a schizzi, cover originali, riflessioni dei due autori e a un'intervista a Loeb e Sale.
Da avere. Da leggere. Da amare.
"Io credo in Batman".
Ora al più presto recupererò Vittoria Oscura (anche se mi sa che al volume gemello di questo gli preferirò i due volumi de "La Leggenda" per ammortizzare i costi), Vacanze Romane, Haunted Knight e Hush, e sarò soddisfatto e appagato.
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Lo so che può sembrare ridicolo rispondere a due post di 2 anni e mezzo fa, peraltro scritti da un utente che non si logga qui da più di un anno... ma alla luce della mia lettura della saga di Morrison culminata in RIP, e prima di procedere con la seconda parte della sua gestione di Batman, volevo controbattere comunque.
La storia non è certo lineare, come osserva Warren, ma perchè il lettore dovrebbe averla? Specie negli ultimi anni in cui la narrazione dei prodotti d'intrattenimento (non solo nerd ma soprattutto nerd) ha dimostrato che una storia un po' complessa ed elaborata è apprezzata dal pubblico, che ne viene stimolato.
Il Batman che ho letto in questa prima parte della run di Grant Morrison è diverso da quello che ho letto in The Killing Joke, o in Anno Uno, o in Il Lungo Halloween. Sono approcci diversi, ma è giusto così. A me piace moltissimo il Batman scritto da Loeb ma adoro anche quello di Morrison, pur molto differente. E Morrison IMHO sta facendo un lavorone esemplare per quanto riguarda il personaggio, immenso e sfaccettato, assolutamente non banale nell'ambito della narrazione seriale mainstream.
Batman RIP non è una cagata pazzesca, innanzitutto. E' una saga complessa, articolata, che scompiglia le carte in tavola non solo per il Cavaliere Oscuro ma anche a livello di continuity DC in generale dal momento che per le sue storie ripesca personaggi e avvenimenti che si trovano nelle storie anni '50-'60 e che in teoria risulterebbero fuori dalla continuity ufficiale formatasi dalla seconda metà degli anni '80. Oltre a far ciò, usa questa "libertà" che si prende per costruire una trappola decisamente pericolosa per Batman lavorando profondamente sulla psiche del personaggio.warren ha scritto:Segnatevi questa affermazione:
Batman R.I.P. è una cagata pazzesca.
Tra qualche mese sarete in fila a darmi ragione.
Questo secondo post di Warren è più argomentato, e offre spunti maggiori di risposta. Dalle parole di Warren, Grant Morrison appare come il Don Rosa della DC; e il paragone non è azzardato, perchè Grant fa con i 70 anni di storie batmaniane quello che il Don ha fatto con la produzione di Carl Barks. Ed esattamente come con Don Rosa, riguardo all'operato e alle idee di Morrison si può essere anche critici. Le citazioni difficili ci sono, come detto, perchè non molti fan hanno una conoscenza dettagliata di quelle vecchie storie pre-Crisi sulle Terre Infinite. Ma non vedo la cosa come un esempio di superiorità, o di volontà di citare vuotamente eventi di decenni fa, ma semplicemente un modo nuovo di concepire il mito di Batman utilizzando elementi inusitati al giorno d'oggi e incastrandoli in modo logico nella struttura che Morrison ha ideato. I ripescaggi e le citazioni non sono quindi fini e se stesse, ma al servizio della mega-trama complessa che lo scozzese ha elaborato. Questo rende l'autore e ciò che scrive autoreferenziale? Sì, esattamente come Don Rosa. Anzi, il Don è secondo me più autoreferenziale di Morrison, che alla fine tiene conto sì del suo universo narrativo e basta, ma questo è mutuato dagli universi narrativi del passato che lui ha adattato alla sua visione e al suo modo di scrivere.warren ha scritto:Batman è l'esatto opposto. E' la chiusura in sè stesso di un personaggio che ormai è difficilissimo scrivere in serie regolare, affidato ad un autore autoreferenziale che pare però essere in crisi creativa ormai da tempo, incapace di comunicare qualcosa a chi non sia suo "superfan".
Aspetto al varco il "capolavoro" annunciato Allstar Superman, per capire se Morrison è definitivamente scoppiato o ha ancora qualche freccia al suo arco.
Sta di fatto che il suo Batman è un qualcosa di deleterio. Partito malissimo con storie veramente alimentari e prive di interesse, salvate giusto dal mestiere del disegnatore Andy Kubert, s'è poi trasformato nella solita solfa di citazioni masturbatorie con le quali l'autore vuole rinnovare per l'ennesima volta quanto ne sappia più degli altri, evitando però di scrivere una storia lineare (magari quel che il lettore desidererebbe).
Poi per risollevare la situazione e le vendite s'è cercato di vendere l'evento "RIP" come morte di Batman, con una saga per ora del tutto deficitaria tra l'altro disegnata mediocremente...
La storia non è certo lineare, come osserva Warren, ma perchè il lettore dovrebbe averla? Specie negli ultimi anni in cui la narrazione dei prodotti d'intrattenimento (non solo nerd ma soprattutto nerd) ha dimostrato che una storia un po' complessa ed elaborata è apprezzata dal pubblico, che ne viene stimolato.
Il Batman che ho letto in questa prima parte della run di Grant Morrison è diverso da quello che ho letto in The Killing Joke, o in Anno Uno, o in Il Lungo Halloween. Sono approcci diversi, ma è giusto così. A me piace moltissimo il Batman scritto da Loeb ma adoro anche quello di Morrison, pur molto differente. E Morrison IMHO sta facendo un lavorone esemplare per quanto riguarda il personaggio, immenso e sfaccettato, assolutamente non banale nell'ambito della narrazione seriale mainstream.
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
La Run di Morrison - 5B. Battaglia per il Mantello (Tony Daniel) [Mensile Planeta # 31-32]
Un piccolo inciso, doveroso per comprendere appieno il passaggio tra le due parti principali (per ora) della gestione di Grant Morrison su Batman. Come visto nei post precedenti, Batman non è morto nel volume RIP, nonostante la apparenze, ma il fattaccio è successo durante Crisi Finale. Dopo la morte del Cavaliere Oscuro, è stata pubblicata una miniserie di tre episodi dal titolo Battaglia per il Mantello, non scritta da Morrison bensì da quel Tony Daniel che ha disegnato RIP e che qui esordisce come sceneggiatore. Questa storia ha il compito di fare da cerniera tra RIP/Crisi Finale, ma non essendo di Morrison l'ho tralasciata perchè la sua importanza si riduce a sapere chi sono il nuovo Batman e il nuovo Robin che vigileranno su Gotham: la storia altro non fa, da quello che ho appreso indagando per il web, se non mettere in scena un po' di scontri tra vari personaggi buoni e cattivi dell'universo batmaniano al fine di stabilire che avrà l'onere di sostituire Batman ora che Bruce è deceduto.
Perchè spendere 8 euro, allora, se stringi stringi l'unica informazione importante la posso trovare ovunque in internet? Quindi sono passato direttamente allo story arc scritto da Morrison dopo questa avventura. Della qual ora dirò solo chi sono il nuovo Batman e il nuovo Robin, sotto spoiler per chi non lo sapesse ancora e non volesse rovinarsi la sorpresa. Ma questi sappia che dall'analisi che comincia qua sotto non potrò più coprire ogni volta questi nomi.
Il nuovo Batman è [spoiler]Dick Grayson, primo Robin e diventato poi il supereroe Nightwing[/spoiler], il nuovo Robin è [spoiler]Damian Wayne, figlio di Bruce e di Talia[/spoiler].
La Run di Morrison - 6. Batman & Robin [Parte 1: Batman Rinato + Il Ritorno di Cappuccio Rosso] (Grant Morrison/Frank Quitely-Philip Tan):
Effetto Domino, Il Circo Bizzarro, Una Mamma Tutta Chiodi + La Mano Vendicativa, Scarlet, Flamingo a Gotham [Mensile Planeta # 35-36-37]

Inizia qui il nuovo ciclo di storia curato da Grant Morrison. L'autore si dedica a raccontare le avventure del nuovo Dinamico Duo, in atmosfere narrative che sembrano essere lontane da quelle esplorate nella run batmaniana vista finora. Nei primi due story arc, che analizzo qui, più che la complessità cerebrale di RIP vedo avventure piene di azione e di freaks, di piani criminali assurdi e di scazzottate. Non a caso lo scozzese aveva definito Batman & Robin come "lo show televisivo degli anni '60, diretto da David Lynch". Quindi la parola d'ordine sembra essere caos e follia, proprio le cose con cui devono vedersela i due nuovi supereroi di Gotham City. Il nemico principale sembra essere tale Professor Pyg, che i più attenti ricorderanno già citato nella storia Batman a Betlemme... Pyg è un pazzo, intenzionato a diffondere per Gotham una droga molto pericolosa e dedito al creare nuove facce sulle sue vittime.
La ricomparsa di Jason Todd nei panni di Cappuccio Rosso invece è la portata principale del secondo story-arc, in cui il buon Dick deve vedersela sia con il suo senso etico, sia con l'ombra dell'eredità di Bruce sia con Jason e la sua idea di giustizia basata sul concetto di pena commisurata al reato.
La caratteristica di queste prime sei storie di Batman & Robin allora non è solo quella di mostrare un po' di scene movimentate e senza troppi sottotesti, elogio di un'epoca diversa, ma anche quella di mostrare l'angoscia di Dick nei confronti del compito di cui si è fatto fardello. Essere Batman ha pesanti implicazioni sulla persona che si sceglie quel ruolo, e Dick non riesce ancora a essere sicuro di poterlo fare appieno. Non si sente degno erede del mantello. Inoltre il rapporto con Damian non è per nulla facile, le due personalità sono agli antipodi e gli stridii tra loro frequenti, ma dimostrano anche di sapere combattere bene insieme.
I pochi cenni psicologici e le paranoie di Dick offrono sguardi interessanti su questa nuova situazione, e non nascondono comunque che oltre ai combattimenti ci sono alcuni elementi gettati lì (come il personaggio di Oberon Sexton, non ancora indagato per bene) che probabilmente contribuiranno al grande disegno che Morrison ha in mente. Non va dimenticato che la scrittura dell'autore non è mai lasciata al caso e che ogni elemento è collegato agli altri all'interno della monumentale gestione che lo scozzese sta costruendo su Batman.
I disegni di Frank Quitely sono ottimi, davvero belli: realistici, piacevoli alla vista, gotici, donano alle scene un'atmosfera malata che ben si addice a Gotham. L'artista fa un ottimo lavoro, anche per come ha impostato molte sue tavole, con soluzioni dinamiche e inusuale, vignette che proseguono su due tavole oppure che non seguono i contorni canonici... un gran bel lavoro. Philip Tan costruisce la tavola in maniera forse più classica, ma il tratto è piacevolissimo e riesce ad essere simile a quello di Quitely pur rimanendo più pulito. Un'altra bella prova.
Insomma, prima tranche di Batman & Robin promossa, anche se penso che inizierò a strapparmi i capelli negli episodi successivi
Next, Batman & Robin [Parte 2]
Un piccolo inciso, doveroso per comprendere appieno il passaggio tra le due parti principali (per ora) della gestione di Grant Morrison su Batman. Come visto nei post precedenti, Batman non è morto nel volume RIP, nonostante la apparenze, ma il fattaccio è successo durante Crisi Finale. Dopo la morte del Cavaliere Oscuro, è stata pubblicata una miniserie di tre episodi dal titolo Battaglia per il Mantello, non scritta da Morrison bensì da quel Tony Daniel che ha disegnato RIP e che qui esordisce come sceneggiatore. Questa storia ha il compito di fare da cerniera tra RIP/Crisi Finale, ma non essendo di Morrison l'ho tralasciata perchè la sua importanza si riduce a sapere chi sono il nuovo Batman e il nuovo Robin che vigileranno su Gotham: la storia altro non fa, da quello che ho appreso indagando per il web, se non mettere in scena un po' di scontri tra vari personaggi buoni e cattivi dell'universo batmaniano al fine di stabilire che avrà l'onere di sostituire Batman ora che Bruce è deceduto.
Perchè spendere 8 euro, allora, se stringi stringi l'unica informazione importante la posso trovare ovunque in internet? Quindi sono passato direttamente allo story arc scritto da Morrison dopo questa avventura. Della qual ora dirò solo chi sono il nuovo Batman e il nuovo Robin, sotto spoiler per chi non lo sapesse ancora e non volesse rovinarsi la sorpresa. Ma questi sappia che dall'analisi che comincia qua sotto non potrò più coprire ogni volta questi nomi.
Il nuovo Batman è [spoiler]Dick Grayson, primo Robin e diventato poi il supereroe Nightwing[/spoiler], il nuovo Robin è [spoiler]Damian Wayne, figlio di Bruce e di Talia[/spoiler].
La Run di Morrison - 6. Batman & Robin [Parte 1: Batman Rinato + Il Ritorno di Cappuccio Rosso] (Grant Morrison/Frank Quitely-Philip Tan):
Effetto Domino, Il Circo Bizzarro, Una Mamma Tutta Chiodi + La Mano Vendicativa, Scarlet, Flamingo a Gotham [Mensile Planeta # 35-36-37]

Inizia qui il nuovo ciclo di storia curato da Grant Morrison. L'autore si dedica a raccontare le avventure del nuovo Dinamico Duo, in atmosfere narrative che sembrano essere lontane da quelle esplorate nella run batmaniana vista finora. Nei primi due story arc, che analizzo qui, più che la complessità cerebrale di RIP vedo avventure piene di azione e di freaks, di piani criminali assurdi e di scazzottate. Non a caso lo scozzese aveva definito Batman & Robin come "lo show televisivo degli anni '60, diretto da David Lynch". Quindi la parola d'ordine sembra essere caos e follia, proprio le cose con cui devono vedersela i due nuovi supereroi di Gotham City. Il nemico principale sembra essere tale Professor Pyg, che i più attenti ricorderanno già citato nella storia Batman a Betlemme... Pyg è un pazzo, intenzionato a diffondere per Gotham una droga molto pericolosa e dedito al creare nuove facce sulle sue vittime.
La ricomparsa di Jason Todd nei panni di Cappuccio Rosso invece è la portata principale del secondo story-arc, in cui il buon Dick deve vedersela sia con il suo senso etico, sia con l'ombra dell'eredità di Bruce sia con Jason e la sua idea di giustizia basata sul concetto di pena commisurata al reato.
La caratteristica di queste prime sei storie di Batman & Robin allora non è solo quella di mostrare un po' di scene movimentate e senza troppi sottotesti, elogio di un'epoca diversa, ma anche quella di mostrare l'angoscia di Dick nei confronti del compito di cui si è fatto fardello. Essere Batman ha pesanti implicazioni sulla persona che si sceglie quel ruolo, e Dick non riesce ancora a essere sicuro di poterlo fare appieno. Non si sente degno erede del mantello. Inoltre il rapporto con Damian non è per nulla facile, le due personalità sono agli antipodi e gli stridii tra loro frequenti, ma dimostrano anche di sapere combattere bene insieme.
I pochi cenni psicologici e le paranoie di Dick offrono sguardi interessanti su questa nuova situazione, e non nascondono comunque che oltre ai combattimenti ci sono alcuni elementi gettati lì (come il personaggio di Oberon Sexton, non ancora indagato per bene) che probabilmente contribuiranno al grande disegno che Morrison ha in mente. Non va dimenticato che la scrittura dell'autore non è mai lasciata al caso e che ogni elemento è collegato agli altri all'interno della monumentale gestione che lo scozzese sta costruendo su Batman.
I disegni di Frank Quitely sono ottimi, davvero belli: realistici, piacevoli alla vista, gotici, donano alle scene un'atmosfera malata che ben si addice a Gotham. L'artista fa un ottimo lavoro, anche per come ha impostato molte sue tavole, con soluzioni dinamiche e inusuale, vignette che proseguono su due tavole oppure che non seguono i contorni canonici... un gran bel lavoro. Philip Tan costruisce la tavola in maniera forse più classica, ma il tratto è piacevolissimo e riesce ad essere simile a quello di Quitely pur rimanendo più pulito. Un'altra bella prova.
Insomma, prima tranche di Batman & Robin promossa, anche se penso che inizierò a strapparmi i capelli negli episodi successivi
Next, Batman & Robin [Parte 2]
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
La Run di Morrison - 7. Batman & Robin [Parte 2: Il Cavaliere Più Oscuro + Batman vs. Robin] (Grant Morrison/Cameron Stewart-Andy Clarke):
Le Perle e la Fossa, Batman vs. Batman, A Pezzi + Presenze a Villa Wayne, Il Cimitero, Il Treno Messicano [Mensile Planeta # 38-39-40]

Terzo e quarto arco narrativo sviluppato da Grant Morrison all'interno della testata americana Batman & Robin. Il primo, a essere sincero, è stato un po' pacco, forse pagando lo scotto di essere collegato all'evento DC Blackest Night (il gioco di parole tra night e knight era fin troppo semplice per Morrison), anche se non si avverte più di tanto il fatto di essere un'avventura in qualche modo collegata al cross-over. Anzi, se non l'avessero scritto manco ci avrei fatto caso. E' più che altro l'avventura raccontata a essere noiosetta, con una spedizione di Batman a Londra (dove ritroviamo gli eroi del luogo, il Cavaliere e lo Scudiero) per cercare di riportare in vita il cadavere di Bruce Wayne attraverso l'ultima Fossa di Lazzaro, un potente luogo connesso coi poteri della Terra capace di resuscitare i morti. Nemmeno l'arrivo imprevisto di Batwoman sembra far decollare la cosa, almeno fino al finale a Gotham dove la battaglia è senz'altra avvincente. La battaglia con chi? Be', diciamo che l'esperimento di Dick è riuscito, peccato che questo abbia portato a un'importante scoperta per la continuity: [spoiler]quello non è il cadavere di Bruce... quindi egli è ancora vivo! E quello ce riemerge dalla Fossa di Lazzaro non è propriamente amichevole[/spoiler].
Insomma, quest'avventura è degna di nota IMHO solo per questo importante snodo.
Il secondo arco presente, Batman vs. Robin, è senz'altro molto più avvincente. Grazie a indagini compiute dalla Lega della Giustizia (e che presumo si approfondiranno durante la miniserie Il Ritorno di Bruce Wayne pubblicata fra qualche numero del mensile Planeta) si è arrivati alla conclusione che Bruce colpito dal raggio Omega dell'alieno Darkseid [spoiler]sia stato catapultato indietro nel tempo[/spoiler]. Dick immagina allora che in una situazione del genere il suo mentore avrebbe lasciato nel passato degli indizi per lui, e il nuovo Batman inizia allora a cercare presunti segnali nelle segrete di Villa Wayne. Intanto Damian deve fronteggiare misteriosi adoratori di un culto satanico che invadono il cimitero dei Wayne e i deliri della madre Talia che non è contenta della carriera da Robin intrapresa dal figlio.
Inoltre guadagna spessore il personaggio di Oberon Sexton, di cui nell'ultima tavola ci viene svelata la vera, sorprendente identità... e soprattutto ritorna - anche se per ora solo in sordina - nientemeno che [spoiler]Simon Hurt[/spoiler], il che dovrebbe essere indice di un collegamento non da poco nei prossimi archi con quanto raccontato in RIP.
I disegni di Stewart sono buoni: non proprio la mia tazza di tè, effettivamente, sono molto realistici nei volti e i corpi risultano però abbastanza ingessati... però è un buon lavoro. Ho personalmente preferito, però, gli ottimi disegni di Andy Clarke, che conferisce dinamicità alle scene, atmosfera e pathos aiutato anche dalla colorazione, uno stile ottimo e pulito, ma sporcato nei punti giusti. Bellissimo tratto.
Le cose iniziano a farsi serie, insomma. Si intuisce la direzione che sta prendendo Morrison, sempre con l'occhio attento al grande disegno che sta componendo, e sta finalizzando vari avvenimenti ai suoi progetti batmaniani. Avrei preferito forse vedere di più l'agire quotidiano e normale del nuovo Dinamico Duo invece che solo nei primi due archi narrativi visti nella scorsa recensione, anche perchè Dick nei panni di Batman è irresistibile, mi piace per quanto diversissimo da Bruce come atteggiamento, e allo stesso modo anche Damian come Robin è bello da vedersi. Ma a parte Blackest Knight che mi è piaciuta poco come storia la direzione presa da Morrison mi sta bene e sono curioso di vedere come proseguirà la cosa.
Next, Batman & Robin [Parte 3]
Le Perle e la Fossa, Batman vs. Batman, A Pezzi + Presenze a Villa Wayne, Il Cimitero, Il Treno Messicano [Mensile Planeta # 38-39-40]

Terzo e quarto arco narrativo sviluppato da Grant Morrison all'interno della testata americana Batman & Robin. Il primo, a essere sincero, è stato un po' pacco, forse pagando lo scotto di essere collegato all'evento DC Blackest Night (il gioco di parole tra night e knight era fin troppo semplice per Morrison), anche se non si avverte più di tanto il fatto di essere un'avventura in qualche modo collegata al cross-over. Anzi, se non l'avessero scritto manco ci avrei fatto caso. E' più che altro l'avventura raccontata a essere noiosetta, con una spedizione di Batman a Londra (dove ritroviamo gli eroi del luogo, il Cavaliere e lo Scudiero) per cercare di riportare in vita il cadavere di Bruce Wayne attraverso l'ultima Fossa di Lazzaro, un potente luogo connesso coi poteri della Terra capace di resuscitare i morti. Nemmeno l'arrivo imprevisto di Batwoman sembra far decollare la cosa, almeno fino al finale a Gotham dove la battaglia è senz'altra avvincente. La battaglia con chi? Be', diciamo che l'esperimento di Dick è riuscito, peccato che questo abbia portato a un'importante scoperta per la continuity: [spoiler]quello non è il cadavere di Bruce... quindi egli è ancora vivo! E quello ce riemerge dalla Fossa di Lazzaro non è propriamente amichevole[/spoiler].
Insomma, quest'avventura è degna di nota IMHO solo per questo importante snodo.
Il secondo arco presente, Batman vs. Robin, è senz'altro molto più avvincente. Grazie a indagini compiute dalla Lega della Giustizia (e che presumo si approfondiranno durante la miniserie Il Ritorno di Bruce Wayne pubblicata fra qualche numero del mensile Planeta) si è arrivati alla conclusione che Bruce colpito dal raggio Omega dell'alieno Darkseid [spoiler]sia stato catapultato indietro nel tempo[/spoiler]. Dick immagina allora che in una situazione del genere il suo mentore avrebbe lasciato nel passato degli indizi per lui, e il nuovo Batman inizia allora a cercare presunti segnali nelle segrete di Villa Wayne. Intanto Damian deve fronteggiare misteriosi adoratori di un culto satanico che invadono il cimitero dei Wayne e i deliri della madre Talia che non è contenta della carriera da Robin intrapresa dal figlio.
Inoltre guadagna spessore il personaggio di Oberon Sexton, di cui nell'ultima tavola ci viene svelata la vera, sorprendente identità... e soprattutto ritorna - anche se per ora solo in sordina - nientemeno che [spoiler]Simon Hurt[/spoiler], il che dovrebbe essere indice di un collegamento non da poco nei prossimi archi con quanto raccontato in RIP.
I disegni di Stewart sono buoni: non proprio la mia tazza di tè, effettivamente, sono molto realistici nei volti e i corpi risultano però abbastanza ingessati... però è un buon lavoro. Ho personalmente preferito, però, gli ottimi disegni di Andy Clarke, che conferisce dinamicità alle scene, atmosfera e pathos aiutato anche dalla colorazione, uno stile ottimo e pulito, ma sporcato nei punti giusti. Bellissimo tratto.
Le cose iniziano a farsi serie, insomma. Si intuisce la direzione che sta prendendo Morrison, sempre con l'occhio attento al grande disegno che sta componendo, e sta finalizzando vari avvenimenti ai suoi progetti batmaniani. Avrei preferito forse vedere di più l'agire quotidiano e normale del nuovo Dinamico Duo invece che solo nei primi due archi narrativi visti nella scorsa recensione, anche perchè Dick nei panni di Batman è irresistibile, mi piace per quanto diversissimo da Bruce come atteggiamento, e allo stesso modo anche Damian come Robin è bello da vedersi. Ma a parte Blackest Knight che mi è piaciuta poco come storia la direzione presa da Morrison mi sta bene e sono curioso di vedere come proseguirà la cosa.
Next, Batman & Robin [Parte 3]
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Spezziamo un attimo il ritmo, segnalando questo articolo da Comicus in cui si mettono a confronto le copertine di Darwing Duck (la nuova testata partita da qualche mese in America per Boom! Kids che racconta storie a fumetti inedite con protagonista il supereroe papero protagonista della serie tv anni '90) con alcune cover celebri di Batman che la testata disneyana si è divertita a citare palesemente, omaggiandole e cementificando il debito che la figura di Darwing ha verso Batman.
Perchè non si decidono a portare questo fumetto in Italia?
Perchè non si decidono a portare questo fumetto in Italia?
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Ho pensato la medesima cosa quando vidi quell'articolo qualche giorno fa. Vogliamo i fumetti del Duck Knight!Bramo ha scritto: Perchè non si decidono a portare questo fumetto in Italia?
La Run di Morrison - 8. Batman & Robin [Parte 3: Batman e Robin Devono Morire! + Messa Nera] (Grant Morrison/Frazer Irving-Cameron Stewart-Chris Burnham):
Il Giardino della Morte, Il Trionfo della Morte, Il Cavaliere, la Morte e il Diavolo + Messa Nera [Mensile Planeta # 41-42]

Il gran finale della gestione di Morrison sulla testata Batman & Robin non poteva essere più roboante di così. Dopo l'introduzione del Joker nello scorso episodio, nel nuovo arco narrativo l'autore tira le fila di quanto visto fin dal primo episodio di B&R rimettendo in gioco Pyg e mostrandoncelo al servizio della mente dietro tutto il progettone morrisoniano su Batman: il dottor Hurt. Quella che ci veniva descritta come la nemesi perfetta di Bruce Wayne in RIP torna in gran forma appripriandosi ancora una volta dell'identità di Thomas Wayne, padre di Bruce, per rovinarne la reputazione e perpetrare così il suo proposito di corruzione di Gotham. E decidendo di muovere le ultime mosse della sua partita a scacchi con Pyg, come detto, ma non solo: attaccando Dick e Damian, creando il caos a Gotham grazie a una sofisticata macchina di contagio... e cercando di portare a termine uno strano rituale demoniaco/satanico che parte da un misterioso libro della famiglia Wayne e per il quale cerca di portare dalla sua parte il giovane Damian. Il mistero sull'identità di Hurt e sui suoi scopi più profondi si infittisce dunque, ma non c'è tempo di soffermarcisi perchè irrompe sulla scena [spoiler]Batman. Quello vero.[/spoiler] E sono cazzi
[spoiler]Bruce è tornato[/spoiler], pronto a combattere a fianco di Dick e Damian contro i numerosi tirapiedi di Simon Hurt, e a salvare Alfred la cui vita è minacciata dall'ennesima trappola messa a villa Wayne da Hurt.
Una nota da sottolineare in tutto questo è la caratterizzazione di Joker: deciso a vendicarsi del Guanto Nero, dà una grossa mano ai nostri eroi nella lotta contro Hurt, e alla fine in questo senso è decisivo. Un Joker quasi dalla parte della giustizia è un evento raro e strano, ma nelle mani di Morrison la cosa fila che è una bellezza e così torniamo a bearci di una delle migliori interpretazioni del villain per eccellenza dopo averlo visto in formissima in RIP. D'altronde Grant Morrison è pazzo, è normale che capisca così bene il personaggio del Joker.
Gasato a mille.Lo scozzese non poteva concludere meglio il suo ciclo di Batman & Robin. Il ritorno di Hurt, i suoi piani e la sua identità sempre più chiari, la sensazione che ancora una volta tutto quanto sia collegato nel grande affresco di Morrison, il ritorno di Bruce giusto in tempo per un secondo scontrone con il dottore. Che se non è propriamente il diavolo come si supponeva, si va molto molto vicino vista l'innegabile presenza di demoni all'interno dell'intreccio.
Non mi ritengo soddisfatto al 100% di questo B&R, lo ammetto, ho preferito il Morrison pre-RIP e RIP mentre questa parentesi folleggiante caratterizzata da un profluvio di freaks, avventure allucinate e al limite del credibile per quanto interessante e intrigante a volte non mi ha convinto. Certo è che poi un "finale di stagione" che gasa abbestia come questo ribalta la situazione e mi fa ancora una volta ricordare che con la gestione batmaniana di Morrison occorra guardare tutto nella sua interezza. Posso anche giudicare alcuni episodi di B&R un po' debolucci o poco piacevoli, ma se vedo la serie come un tassello della gestione dell'autore allora la cosa è già diversa. E il finale sta lì a dirmi proprio questo.
D'altronde facendo una media sono più le cose che ho apprezzato che quelle che non ho gradito, non mi posso lamentare: Dick e Damian sono un'ottima versione di Batman e Robin, il Joker è the best, ci sono i dubbi di Dick sul non essere all'altezza... tanta roba, insomma.
Questo finale inoltre è legato a doppio filo con due cose che vedremo sul mensile durante il 2011, Il Ritorno di Bruce Wayne (in cui si capirà meglio [spoiler]come ha fatto il Batman originale a cicciare fuori in tempo per aiutare i suoi amici[/spoiler]) e Batman Incorporated che di B&R è il naturale seguito, anche a fronte dell'ultima tavola.
Simon Hurt è sempre più delineato come personaggio... ovviamente sentiremo ancora parlare di lui, ma adesso rispetto a RIP sappiamo molto di più riguardo al capo del Guanto Nero e al suo rapporto con la famiglia Wayne.
Frazer Irving è un disegnatore molto particolare: la sua tecnica è quasi pittorica, i suoi disegni sono quasi acquerelli anche per via di una colorazione adeguata al tratto. Non mi ha entusiasmato molto, anche se ammetto che in alcune scene quel tipo di disegno era effettivamente adeguato, ma in linea generale è uno stile che non mi attira molto. Cameron Stewart, al contrario, è divino: questo è un tratto che amo in questi albi, forse poca inventiva e poca innovazione, un tratto normale ma maledettamente perfetto, ottimo negli sfondi e soprattutto nei personaggi che ne escono valorizzati al massimo. Ottimone, peccato che l'episodio non sia disegnato solo da lui ma anche da Irving e da Chris Burnham che sono simili come tipo di disegno e quindi valgono le considerazioni di cui sopra.
Il ciclo è giunto al termine, dunque, [spoiler]col ritorno in campo di Bruce[/spoiler]. In America la testata Batman & Robin è proseguita con un altro autore ai testi, ma dato che ormai il mensile Planeta si concentra su Morrison che tiene le redini dell'attuale continuity batmaniana dal prossimo numero verrà pubblicato Il Ritorno di Bruce Wayne in 5 numeri. In America questa miniserie era uscita parallelamente alla seconda parte di B&R e questo rendeva più comprensibili le indagini di Dick sul destino del suo mentore e altri dettagli un po' criptici. Poco male, i dubbi emersi dalla lettura del solo B&R verranno fugati dal Ritorno, al quale dovrebbero fare seguito 2-3 storie di Morrison per il Batman americano e poi le avventure dalla collana Batman Inc. nella seconda metà dell'anno (negli USA è cominciata da pochi mesi).
Il Giardino della Morte, Il Trionfo della Morte, Il Cavaliere, la Morte e il Diavolo + Messa Nera [Mensile Planeta # 41-42]

Il gran finale della gestione di Morrison sulla testata Batman & Robin non poteva essere più roboante di così. Dopo l'introduzione del Joker nello scorso episodio, nel nuovo arco narrativo l'autore tira le fila di quanto visto fin dal primo episodio di B&R rimettendo in gioco Pyg e mostrandoncelo al servizio della mente dietro tutto il progettone morrisoniano su Batman: il dottor Hurt. Quella che ci veniva descritta come la nemesi perfetta di Bruce Wayne in RIP torna in gran forma appripriandosi ancora una volta dell'identità di Thomas Wayne, padre di Bruce, per rovinarne la reputazione e perpetrare così il suo proposito di corruzione di Gotham. E decidendo di muovere le ultime mosse della sua partita a scacchi con Pyg, come detto, ma non solo: attaccando Dick e Damian, creando il caos a Gotham grazie a una sofisticata macchina di contagio... e cercando di portare a termine uno strano rituale demoniaco/satanico che parte da un misterioso libro della famiglia Wayne e per il quale cerca di portare dalla sua parte il giovane Damian. Il mistero sull'identità di Hurt e sui suoi scopi più profondi si infittisce dunque, ma non c'è tempo di soffermarcisi perchè irrompe sulla scena [spoiler]Batman. Quello vero.[/spoiler] E sono cazzi
[spoiler]Bruce è tornato[/spoiler], pronto a combattere a fianco di Dick e Damian contro i numerosi tirapiedi di Simon Hurt, e a salvare Alfred la cui vita è minacciata dall'ennesima trappola messa a villa Wayne da Hurt.
Una nota da sottolineare in tutto questo è la caratterizzazione di Joker: deciso a vendicarsi del Guanto Nero, dà una grossa mano ai nostri eroi nella lotta contro Hurt, e alla fine in questo senso è decisivo. Un Joker quasi dalla parte della giustizia è un evento raro e strano, ma nelle mani di Morrison la cosa fila che è una bellezza e così torniamo a bearci di una delle migliori interpretazioni del villain per eccellenza dopo averlo visto in formissima in RIP. D'altronde Grant Morrison è pazzo, è normale che capisca così bene il personaggio del Joker.
Gasato a mille.Lo scozzese non poteva concludere meglio il suo ciclo di Batman & Robin. Il ritorno di Hurt, i suoi piani e la sua identità sempre più chiari, la sensazione che ancora una volta tutto quanto sia collegato nel grande affresco di Morrison, il ritorno di Bruce giusto in tempo per un secondo scontrone con il dottore. Che se non è propriamente il diavolo come si supponeva, si va molto molto vicino vista l'innegabile presenza di demoni all'interno dell'intreccio.
Non mi ritengo soddisfatto al 100% di questo B&R, lo ammetto, ho preferito il Morrison pre-RIP e RIP mentre questa parentesi folleggiante caratterizzata da un profluvio di freaks, avventure allucinate e al limite del credibile per quanto interessante e intrigante a volte non mi ha convinto. Certo è che poi un "finale di stagione" che gasa abbestia come questo ribalta la situazione e mi fa ancora una volta ricordare che con la gestione batmaniana di Morrison occorra guardare tutto nella sua interezza. Posso anche giudicare alcuni episodi di B&R un po' debolucci o poco piacevoli, ma se vedo la serie come un tassello della gestione dell'autore allora la cosa è già diversa. E il finale sta lì a dirmi proprio questo.
D'altronde facendo una media sono più le cose che ho apprezzato che quelle che non ho gradito, non mi posso lamentare: Dick e Damian sono un'ottima versione di Batman e Robin, il Joker è the best, ci sono i dubbi di Dick sul non essere all'altezza... tanta roba, insomma.
Questo finale inoltre è legato a doppio filo con due cose che vedremo sul mensile durante il 2011, Il Ritorno di Bruce Wayne (in cui si capirà meglio [spoiler]come ha fatto il Batman originale a cicciare fuori in tempo per aiutare i suoi amici[/spoiler]) e Batman Incorporated che di B&R è il naturale seguito, anche a fronte dell'ultima tavola.
Simon Hurt è sempre più delineato come personaggio... ovviamente sentiremo ancora parlare di lui, ma adesso rispetto a RIP sappiamo molto di più riguardo al capo del Guanto Nero e al suo rapporto con la famiglia Wayne.
Frazer Irving è un disegnatore molto particolare: la sua tecnica è quasi pittorica, i suoi disegni sono quasi acquerelli anche per via di una colorazione adeguata al tratto. Non mi ha entusiasmato molto, anche se ammetto che in alcune scene quel tipo di disegno era effettivamente adeguato, ma in linea generale è uno stile che non mi attira molto. Cameron Stewart, al contrario, è divino: questo è un tratto che amo in questi albi, forse poca inventiva e poca innovazione, un tratto normale ma maledettamente perfetto, ottimo negli sfondi e soprattutto nei personaggi che ne escono valorizzati al massimo. Ottimone, peccato che l'episodio non sia disegnato solo da lui ma anche da Irving e da Chris Burnham che sono simili come tipo di disegno e quindi valgono le considerazioni di cui sopra.
Il ciclo è giunto al termine, dunque, [spoiler]col ritorno in campo di Bruce[/spoiler]. In America la testata Batman & Robin è proseguita con un altro autore ai testi, ma dato che ormai il mensile Planeta si concentra su Morrison che tiene le redini dell'attuale continuity batmaniana dal prossimo numero verrà pubblicato Il Ritorno di Bruce Wayne in 5 numeri. In America questa miniserie era uscita parallelamente alla seconda parte di B&R e questo rendeva più comprensibili le indagini di Dick sul destino del suo mentore e altri dettagli un po' criptici. Poco male, i dubbi emersi dalla lettura del solo B&R verranno fugati dal Ritorno, al quale dovrebbero fare seguito 2-3 storie di Morrison per il Batman americano e poi le avventure dalla collana Batman Inc. nella seconda metà dell'anno (negli USA è cominciata da pochi mesi).
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Batman # 43 - Il Ritorno di Bruce Wayne, parte 1: Ombra su Pietra (Grant Morrison/Chris Sprouse)

Come annunciato nel post precedente, da questo numero parte la miniserie The Return of Bruce Wayne, che in America era uscita in una testata parallela alle tante incentrate sul Pipistrello e quindi in conmcomitanza con la seconda metà delle storie morrisoniane su Batman & Robin, mentre da noi finisce sull'unica testata periodica dedicata a Batman, scegliando di non realizzare un volume che la raccogliesse tutta in un colpo per via della sua importanza con la continuity.
Il danno della sequenza di lettura non è così grave, comunque, quello che non si pienamente capito della fine di B&R gestito da Morrison lo si recupererà in questi mesi seguendo il Ritorno. Perchè le vicende narrate nelle due avventure sono decisamente collegate, come tutto quello che scrive Morrison su Batman...
Ammetto che ero scettico su questo Ritorno: voglio dire, Batman che viaggia indietro nel tempo? Mi sembrava una gran vaccata, Morrison o non Morrison, mentre i fan dell'autore che seguivano le uscite americane elogiavano anche questo ennesimo tassello della trama che lo scozzese sta intessendo sul personaggio.
La prima storia non è male, devo dire: Bruce si risveglia senza ricordo alcuno della sua vita nell'età della pietra, e creduto un dio viene venerato dalla tribù che lo ha trovato. Aiuterà questa tribù a sconfiggere un clan rivale con l'aiuto di un ragazzino novello Robin ante litteram. Non solo questo è un elemento metaforico, ma tanti altri piccoli accorgimenti che lo sceneggiatore inserisce strizzano l'occhio al lettore e alla vera vita di Bruce, come il fatto che la caverna in cui si trova sia la futura Bat-Caverna, o che il simbolo del pipistrello sia ancestralmente dentro di lui e nel suo destino dato che lo assume come costume di guerra anche in questo scenario. Ma di riferimenti del genere ce ne sono anche altri, meno palesi, tutti a indicare come Bruce sia Batman "inside", ha nel suo dna quello di essere un eroe con l'istinto del coraggio e dell'eroismo, indipendentemente dall'evento traumatico che tutti conosciamo, e che a questo punto ha fatto da molla.
Da notare come elemento importante l'eclissi di sole, che era un evento presente anche nell'ultimo episodio di B&R e che sembra permettere a Bruce un nuovo salto temporale.
Notevole è poi la traduzione italiana, finalmente! Dopo che il # 42 era funestato da errori grammaticali e refusi a volontà, ecco che i traduttori stavolta si sforzano e rendono i dialoghi perfetti, adattandoli a una parlata "ancestrale" dovuta e corretta da rendere per dei cavernicoli.
I disegni di Sprouse sono eccellenti, un'ottima prova che fa guadagnare un po' di punti alla storia, insieme alla sbavosa copertina di Andy Kubert.
Nonostante tutto ciò, l'albo mi convince a metà: la storia in sè è buona, ben scritta, disegnata benissimo, è avventurosa, e anche i riferimenti sono galvanizzanti... ma il progetto in generale del Ritorno continua a rendermi perplesso. Per quanto l'intento metaforico della mini sia abbastanza chiaro, Bruce per tornare deve rinascere in un modo durissimo, sopravvivendo a tante epoche diverse e quindi riscoprendosi in modi inediti. Affascinante, di per sè, però boh.
L'albo si chiude con una corposa e interessantissima parte redazionale: un primo articolo (ad opera di un blogger americano) tratteggia la lettura demonologica di B&R in modo interessante e approfondito, molto utile come guida; il secondo articolo si occupa di fare il punto sul Ritorno e su questo primo episodio in particolare.
Batman # 44 - Il Ritorno di Bruce Wayne, parte 2: Fino alla Fine del Tempo (Grant Morrison/Frazer Irving)

Il secondo episodio del Ritorno catapulta il nostro Bruce nella Gotham City dell'età coloniale, ai tempi della caccia alle streghe. Bruce continua a non ricordare nulla, se non vaghi frammenti della sua precedente avventura nella preistoria, e viene scambiato per il suo antenato che viveva lì in quel periodo.
Sempre pensando a questo Ritorno come viaggio nel tempo nel senso di progressiva presa di coscienza di se stesso e delle sue potenzialità come mai negli ultimi anni, vediamo un Bruce Wayne investigativo, che usa la sua capacità deduttiva e la sua volontà di vederci chiaro nelle cose per andare oltre le accuse di stregoneria mosse dagli ufficiali del tempo.
La storia nel passato è bella quanto la prima, forse un po' di più, ma il valore aggiunto è dato dala percezione che già si intraveda qualcosa del filo rosso che lega insieme gli episodi della mini: il ritratto che Bruce si fa fare sarà quello appeso nella villa Wayne che vediamo negli ultimi episodi di B&R, e il protagonista si premura di far vedere bene il libro che tiene in mano mentre posa... perchè?
Inoltre assume un peso non indifferente nella vicenda la squadra di salvataggio che sta cercando Bruce, composta da Superman, Lanterna Verde e pochi altri supereroi DC; già l'abbiamo intravista alla fine del primo episodio, in cui Superman affermava che il ritorno di Batman nel 21esimo secolo avrebbe portato alla "morte di tutti", ma adesso la cosa è molto più sfaccettata. Gli eroi sono al Punto di Fuga, una stazione posta alla fine dell'universo (come il ristorante di Douglas Adams! Lol, il concetto è lo stesso!) dove pensano di rovistare negli archivi per capire dove è finito Bruce. La figura dell'Archivista spiega alla squadra il concetto di multiverso (spiegazione complessa ma geniale e interessantissima, Morrison si droga prima di scrivere 'ste cose secondo me) e [spoiler]infine si rivela essere con un gran colpo di scena Bruce stesso, arrivato ancora non si sa come alla fine del tempo e deciso a tornare a casa, impendendo ai suoi "colleghi" di fermarlo[/spoiler].
I disegni purtroppo sono ancora ad opera di Irving, che già non avevo apprezzato in B&R: comunque qui mi è piaciuto di più, forse è adatto a questa ambientazione, fatto sta che non mi è dispiaciuto pur continuando a non entusiasmarmi affatto.
L'albo è corredato ancora da un articolo tratto dal blogger americano Rilcdad, che analizza molto bene tutto quello che viene fuori a più livelli dalla lettura di questa seconda parte.
Ma al di là dei disegni, la trama fin d'ora si fa interessantissima, intrigante, emozionante, e il genio di Morrison inizia a pervadere anche questa miniserie-ponte verso il nuovo status quo gothamita. Il valoro simbolico di questo viaggio nel tempo fino a tornare nella nostra epoca è chiaro, ma tutti gli indizi e gli incroci che l'autore inserisce rispetto alle altre storie precedenti e successive della sua run sono da sturbo. Adesso come adesso il Ritorno mi sta piacendo di più di Batman & Robin, e non l'avrei mai creduto. Immagino che poi rivaluterò anche B&R quando la rileggerò intersecandola col Ritorno messi nell'ordine di lettura corretto.
Mi sembra giusto chiudere il post con una citazione di Grant Morrison stesso, è una sua interessante riflessione sui viaggi nel tempo che quindi si può applicare o non approvare relativamente a qualsiasi opera che tratti quest'argomento:

Come annunciato nel post precedente, da questo numero parte la miniserie The Return of Bruce Wayne, che in America era uscita in una testata parallela alle tante incentrate sul Pipistrello e quindi in conmcomitanza con la seconda metà delle storie morrisoniane su Batman & Robin, mentre da noi finisce sull'unica testata periodica dedicata a Batman, scegliando di non realizzare un volume che la raccogliesse tutta in un colpo per via della sua importanza con la continuity.
Il danno della sequenza di lettura non è così grave, comunque, quello che non si pienamente capito della fine di B&R gestito da Morrison lo si recupererà in questi mesi seguendo il Ritorno. Perchè le vicende narrate nelle due avventure sono decisamente collegate, come tutto quello che scrive Morrison su Batman...
Ammetto che ero scettico su questo Ritorno: voglio dire, Batman che viaggia indietro nel tempo? Mi sembrava una gran vaccata, Morrison o non Morrison, mentre i fan dell'autore che seguivano le uscite americane elogiavano anche questo ennesimo tassello della trama che lo scozzese sta intessendo sul personaggio.
La prima storia non è male, devo dire: Bruce si risveglia senza ricordo alcuno della sua vita nell'età della pietra, e creduto un dio viene venerato dalla tribù che lo ha trovato. Aiuterà questa tribù a sconfiggere un clan rivale con l'aiuto di un ragazzino novello Robin ante litteram. Non solo questo è un elemento metaforico, ma tanti altri piccoli accorgimenti che lo sceneggiatore inserisce strizzano l'occhio al lettore e alla vera vita di Bruce, come il fatto che la caverna in cui si trova sia la futura Bat-Caverna, o che il simbolo del pipistrello sia ancestralmente dentro di lui e nel suo destino dato che lo assume come costume di guerra anche in questo scenario. Ma di riferimenti del genere ce ne sono anche altri, meno palesi, tutti a indicare come Bruce sia Batman "inside", ha nel suo dna quello di essere un eroe con l'istinto del coraggio e dell'eroismo, indipendentemente dall'evento traumatico che tutti conosciamo, e che a questo punto ha fatto da molla.
Da notare come elemento importante l'eclissi di sole, che era un evento presente anche nell'ultimo episodio di B&R e che sembra permettere a Bruce un nuovo salto temporale.
Notevole è poi la traduzione italiana, finalmente! Dopo che il # 42 era funestato da errori grammaticali e refusi a volontà, ecco che i traduttori stavolta si sforzano e rendono i dialoghi perfetti, adattandoli a una parlata "ancestrale" dovuta e corretta da rendere per dei cavernicoli.
I disegni di Sprouse sono eccellenti, un'ottima prova che fa guadagnare un po' di punti alla storia, insieme alla sbavosa copertina di Andy Kubert.
Nonostante tutto ciò, l'albo mi convince a metà: la storia in sè è buona, ben scritta, disegnata benissimo, è avventurosa, e anche i riferimenti sono galvanizzanti... ma il progetto in generale del Ritorno continua a rendermi perplesso. Per quanto l'intento metaforico della mini sia abbastanza chiaro, Bruce per tornare deve rinascere in un modo durissimo, sopravvivendo a tante epoche diverse e quindi riscoprendosi in modi inediti. Affascinante, di per sè, però boh.
L'albo si chiude con una corposa e interessantissima parte redazionale: un primo articolo (ad opera di un blogger americano) tratteggia la lettura demonologica di B&R in modo interessante e approfondito, molto utile come guida; il secondo articolo si occupa di fare il punto sul Ritorno e su questo primo episodio in particolare.
Batman # 44 - Il Ritorno di Bruce Wayne, parte 2: Fino alla Fine del Tempo (Grant Morrison/Frazer Irving)

Il secondo episodio del Ritorno catapulta il nostro Bruce nella Gotham City dell'età coloniale, ai tempi della caccia alle streghe. Bruce continua a non ricordare nulla, se non vaghi frammenti della sua precedente avventura nella preistoria, e viene scambiato per il suo antenato che viveva lì in quel periodo.
Sempre pensando a questo Ritorno come viaggio nel tempo nel senso di progressiva presa di coscienza di se stesso e delle sue potenzialità come mai negli ultimi anni, vediamo un Bruce Wayne investigativo, che usa la sua capacità deduttiva e la sua volontà di vederci chiaro nelle cose per andare oltre le accuse di stregoneria mosse dagli ufficiali del tempo.
La storia nel passato è bella quanto la prima, forse un po' di più, ma il valore aggiunto è dato dala percezione che già si intraveda qualcosa del filo rosso che lega insieme gli episodi della mini: il ritratto che Bruce si fa fare sarà quello appeso nella villa Wayne che vediamo negli ultimi episodi di B&R, e il protagonista si premura di far vedere bene il libro che tiene in mano mentre posa... perchè?
Inoltre assume un peso non indifferente nella vicenda la squadra di salvataggio che sta cercando Bruce, composta da Superman, Lanterna Verde e pochi altri supereroi DC; già l'abbiamo intravista alla fine del primo episodio, in cui Superman affermava che il ritorno di Batman nel 21esimo secolo avrebbe portato alla "morte di tutti", ma adesso la cosa è molto più sfaccettata. Gli eroi sono al Punto di Fuga, una stazione posta alla fine dell'universo (come il ristorante di Douglas Adams! Lol, il concetto è lo stesso!) dove pensano di rovistare negli archivi per capire dove è finito Bruce. La figura dell'Archivista spiega alla squadra il concetto di multiverso (spiegazione complessa ma geniale e interessantissima, Morrison si droga prima di scrivere 'ste cose secondo me) e [spoiler]infine si rivela essere con un gran colpo di scena Bruce stesso, arrivato ancora non si sa come alla fine del tempo e deciso a tornare a casa, impendendo ai suoi "colleghi" di fermarlo[/spoiler].
I disegni purtroppo sono ancora ad opera di Irving, che già non avevo apprezzato in B&R: comunque qui mi è piaciuto di più, forse è adatto a questa ambientazione, fatto sta che non mi è dispiaciuto pur continuando a non entusiasmarmi affatto.
L'albo è corredato ancora da un articolo tratto dal blogger americano Rilcdad, che analizza molto bene tutto quello che viene fuori a più livelli dalla lettura di questa seconda parte.
Ma al di là dei disegni, la trama fin d'ora si fa interessantissima, intrigante, emozionante, e il genio di Morrison inizia a pervadere anche questa miniserie-ponte verso il nuovo status quo gothamita. Il valoro simbolico di questo viaggio nel tempo fino a tornare nella nostra epoca è chiaro, ma tutti gli indizi e gli incroci che l'autore inserisce rispetto alle altre storie precedenti e successive della sua run sono da sturbo. Adesso come adesso il Ritorno mi sta piacendo di più di Batman & Robin, e non l'avrei mai creduto. Immagino che poi rivaluterò anche B&R quando la rileggerò intersecandola col Ritorno messi nell'ordine di lettura corretto.
Mi sembra giusto chiudere il post con una citazione di Grant Morrison stesso, è una sua interessante riflessione sui viaggi nel tempo che quindi si può applicare o non approvare relativamente a qualsiasi opera che tratti quest'argomento:
[Con questo post mi sono messo in pari, da adesso seguirò in contemporanea l'uscita degli albetti Planeta mese dopo mese]Molta gente non capisce I viaggi nel tempo e li rende complicati. Non ci sono paradossi! Se vai indietro nel tempo e fai qualcosa tutto ciò che accade è che quella cosa contribuisce in qualche modo al mondo in cui hai già vissuto prima di diventare un viaggiatore del tempo. La gente si chiede sempre cosa succederebbe se si tornasse indietro nel tempo e si sparasse al proprio nonno… Ma per prima cosa chi diavolo farebbe una cosa del genere? [ride] Ovviamente il nonno non è morto, o non si potrebbe essere vivi per sparargli. Accadrebbe chiaramente qualcosa per impedire di sparargli, in quanto la propria esistenza è la prova che il nonno non è mai morto!
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Beh, a voler essere pignoli quello che cita lui è proprio un paradossoMolta gente non capisce I viaggi nel tempo e li rende complicati. Non ci sono paradossi!
(@Bramo: occhio a non finire, nel link, nella voce "Letteratura e cinema" che c'è uno spoilerone per te...

Sì e no. Sì se intendiamo il fatto che Morrison ha effettivamente citato la storia del nonno che appartiene all'omonimo paradosso che hai linkato tu, no perchè lui non lo ritiene tale sposando di fatto quello che su quella pagina Wiki è il Principio di auto consistenza di Novikov, e quindi ritenendo che la cosa non crei affatto problemi.PORTAMANTELLO ha scritto:Beh, a voler essere pignoli quello che cita lui è proprio un paradossoMolta gente non capisce I viaggi nel tempo e li rende complicati. Non ci sono paradossi!![]()
Mi è scappato l'occhio sulla prima riga del paragrafo, sulla parola Futurama, e ho subito chiuso la pagina senza guardare altroPORTAMANTELLO ha scritto:(@Bramo: occhio a non finire, nel link, nella voce "Letteratura e cinema" che c'è uno spoilerone per te...)
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
LoSpazioBianco.it: nel cuore del fumetto!
SEGUI LOSPAZIOBIANCO SU:
Twitter | Facebook


